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Siderurgico16

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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK

Contro I' intransigenza padronale che vuole discriminare

R Sesto S. v.-Milano fondo ...é/0(ap7:2

BISOGNA LOTTARE

le organizzazioni sindacali si dimostrino tutte insieme decise a dirigere con la lotta il giusto malcontento dei lavoratori

A due mesi dall'inizio delle trattative per la riduzione dell'orario di lavoro, gli industriali, pur avendo fatto qualche concessione su alcuni punti si sono mantenuti estremamente rigidi nel voler discriminare una parte di lavoratori delle aziende siderurgiche.

Le ultime proposte industriali sono: 11 giornate di riduzione all'anno ( pari ad un'ora e quaranta minuti settimanali); l'applicazione di questa riduzione per i soli lavoratori del primo gruppo e ad una parte limitata del secondo e cioè ai soli addetti alla manutenzione degli impianti di produzione siderurgica. Nessuna concezione economica ( una tantum) per i lavoratori che gli industriali vogliono escludere.

Per gli impiegati il pagamento del 100% della paga base contrattuale dalle ore 44 alle 48.

L'accordo dovrebbe decorrere dal 1 gennaio 1959 e nel frattempo verrebbe concesso il pagamento di una cifra pari al 66% dell'importo delle ore di riduzione concordate.

Queste proposte, soprattutto quelle discriminatorie, se venissero applicate creerebbero una situazione molto confusa nelle nostre fabbriche, in quanto si verrebbe a determinare la esclusione di un intero stabilimento come il Vittoria senza concezione di alcun beneficio economico, inoltre una divisione all'interno della Faick di numerosi reparti, divisione cioè fra chi dovrebbe usufruire della riduzione e di chi continuerezze col vecchio orario.

A seguito di questo grave problema posto dalla intransigenza degli industriali, sul quale si concentrano da diverse settimane le trattative, le organizzazioni sindacali hanno deciso di far pronunciare i lavoratori attraverso un'ampia consultazione.

L'opinione più diffusa fra i

lavoratori che hanno partecipapato alle riunioni indette dai sindacati, ci risulta sia decisamente orientata a riprendere l'azione sindacale per sviluppare con la lotta unitaria un'appoggio più deciso alla delegazione dei lavoratori che conducono le trattative.

I lavoratori della fabbrica hanno ritrovato, con i due scioperi del 1956, la loro unità e compattezza e vogliono salvaguardarla dai tentativi di rottu-

Col pretesto di un deficit nel bilancio della Mutua Aziendale Faick, la Direzione Generale cerca di imporre il passaggio di quest'ultima al1-NAM.

Non tutti gli operai sanno come si pone attualmente la questione della Mutua, e quali sarebbero le conseguenze se questa venisse data in amministrazione all'INAM.

Il primo fatto da mettere in evidenza è questo: la mutua Aziendale è realmente in deficit di 34 milioni, però con questi dati succenti possiamo subito capirne i motivi.

Senza andare molto indietro nel tempo prendiamo i dati dei giorni di malattia indennizati a partire dal 1954:

ra che il padronato ha interesse a realizzare con un accordo discriminatorio.

Alle organizzazioni sindacali ci sentiamo di dire che la importante rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro in siderurgia si può risolvere in modo positivo per tutti se si mantengono unite, ma soprattutto se si dimostrano tutte insieme decise a dirigere con la lotta il giusto malcontento dei lavoratori.

1954 giorn. inden. n. 80.578

1955 » » » 81.705

1956 » » » 99.340

1957 » » » 101.600

Come vediamo le giornate di malattia sono andate sempre gradatamente aumentando.

Ora è il caso di chiedersi come mai alla Falck aumentano continuamente gli ammalati. Possiamo tranquillamente dire che l'aumento degli ammalati in relazione all'aumento dello sforzo fisico dei lavoratori, sforzo conseguente all' aumentato rendimento del lavoro.

Queste secondo noi sono le cause generali che hanno determinato tale stato di cose.

E' falso sostenere che oggi il lavoratore si assenti

Ai lavoratori della Falck và la responsabilità di discutere e decidere in termini di lotta, non solo per quel che riguarda le trattative sulla riduzione dello orario di lavoro, ma anche per riuscire a risolvere i grossi problemi che vi sono nella fabbrica che vanno dal premio annuale, ai licenziamenti degli anziani, dalla mutua aziendale ai declassamenti degli ammalati e infortunati.

dal lavoro in malattia per delle inezie. Alla Faick i controlli non mancano, sono_esistite ed esistono tutte le possibilità per controllare la validità dei certificati medici rilasciati agli ammalati.

Inoltre è difficile far credere che un lavoratore resti volentieri a casa in mutua tutti sanno che per i primi tre giorni resta senza paga e che il resto del salario gli viene corrisposto nella misura del 54%. O ggi i lavoratori hanno il diritto di chiedere che questo deficit venga coperto dalla Ditta per le ragioni esposte che hanno portato in questi anni ad un aumento notevole dei profitti, mentre i salari sono rimasti fermi, e per molti lavoratori sono peggiorati.

34 milioni rappresentano una cifra insignificante per i miliardi da Faick accumulati in questi anni.

Signori della Direzione non basta fare dei discorsi, regalare forchette e cucchiai e mandare a casa di ogni dipendente il giornale « Vo(continua in 2.a pag., 3.a colonna) -

Anno VII - N. 1 Sesto S.
GENNAIO 1958 LIRE QUINDICI
Giovanni,
1- Direzione, Redazione. Amministrazione: Via G. E. Faick.
Lavoratori ! Per battere lo strapotere di Faick sosteniamo Il siderurgico Abbonatevi Sottoscrivete Il «deficit» della Mutua Aziendale deve essere pagato
da Faick

Un altro lavoratore ucciso Bisogna farla finita col trattamento dai ritmi di Produzione

Ancora sangue operaio, ancora una famiglia in lutto, che si aggiunge alle 16 di questi ultimi anni.

Il 1957 non ha voluto smentire la tragicità delle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operai soprattutto dell'acciaieria.

In questo reparto la produzione è quasi triplicata ma nonostante ciò le gru di grippaggio sono rimaste 3 come prima. Quando avvenne l'incidente mortale ne funzionavano solo 2, e quindi sulla grù assieme al Viscardi era stato messo il 3° gruista, in modo da non rallentare un attimo il lavoro quando uno era costretto a scendere.

Da tener presente che queste gru lavorano in continuazione mentre prima si fermavano alla domenica per manutenzione. Gli operai dicono che l'incidente è avvenuto proprio quando il Viscardi stava scendendo, e accortosi dell'esigenza di ingrassare qualche pezzo, si è sporto per compiere l'operazione con la gru in movimento senza vedere la colonna di sa stegno del piano di scorrimento.

Dobbiamo considerare questo fatto come fatale? O peggio, come lo considera la direzione generale, responsabili gli stessi lavoratori, in quanto sono stati disattenti?

umiliante ai vecchi e agli ammalati

Sarebbe troppo comodo! Per noi vi sono delle responsabilità precise che ci vengono indicate dagli stessi operai della acciaieria e sono nei fatti seguenti.

Nel ritmo bestiale a cui sono sottoposti i lavoratori i quali sono minacciati di essere licenziati o comunque declassati se non raggiungono la produzione stabilita.

Nel clima poliziesco istaurato nella fabbrica nelle multe continue ecc. (Basta vedere il tabellone esposto).

Non ci vengano a contare storie sul coefficente della pericolosità per giustificare anche il numero crescente degli infortuni, ormai questa presunta fatalità si identifica con la politica del massimo profitto, in spiregio alla stessa vita dei dipendenti.

Noi ci facciamo interpreti di questi lavoratori e chiediamo che siano finalmente resi pubblici i risultati della commissione d'Inchiesta che si attendono da un'anno.

Invitiamo i parlamentari milanesi a intervenire, presso il Ministro del lavoro perchè si rendano pubblici i risultati della inchiesta fatta, e vi sia un supplemento di indagini con la partecipazione d e i sindacati perchè siano prese tutte le misure concrete e, non solo propagandistiche, per il rispetto della vita di chi lavora...

Ncnostante le proteste elevate a suo tempo dalle C.I. e dai sindacati, Falck insiste sulla sua strada di intransigenza nel trattamento che riserva ai lavoratori che vanno in pensione, o a coloro che, per ragioni di salute o di menomazione a causa di infortuni, non sono fisicamente a posto.

Evidentemente la mentalità di Falck, è quella tipica di colui che usato un mezzo di produzione per tanti anni e che, logicamente, si logora, lo butta nel rottame e lo sostituisce con uno nuovo pronto per il servizio.

Purtroppo ci troviamo di fronte a fatti del genere tutti i giorni: anziani che vengono allontanati, operai che vengono declassati. o licenziati con il pretesto che non sono idonei ai lavori siderurgici, anzichè trovare loro un posto di lava ro adeguato alle loro condizioni fisiche.

A collaborare su questo terreno con la Direzione poi troviamo purtroppo anche i medici degli istituti preposti i quali non perdono molto tempo nello stabilire referti che condannano il lavoratore al licenziamento.

Tutte queste vergogne secondo Falck non dovrebbero interessare la C.I., tanto che ad una lettera di quest'ultima, diretta alla Direzione Generale per chiedere un incontro che prendesse in esame questi licenziamenti, ha risposto che li continuerà a fare come' meglio crede e nell'interesse esclusivo del l'azienda.

Il mese di Gennaio sta per passare e il premio di pro duzione annuale non è stato ancora pagato ai lavoratori della Falck.

Tempo fà le C.I. unitamente hanno fatto formale richiesta alla DIGE per discutere l'entità e la data di distribuzione, la risposta inutile dirlo, è stata ancora quella che le C.I. non sono tenute a discutere del premio che è di esclusiva descrezione della Direzione e del padrone. Fr lck non può smentirsi, e come sempre, di un diritto acquisito dai lavoratori vuole trarre profitto per perseguire la sua inguaribile politica paternalistica.

E' bene ricordare che il premio venne istituito tenendo conto del buon andamento produttivo dell'azienda del quale i lavoratori volevano beneficiare in quanto protagonisti principali.

Di qui il sacrosanto diritto di intervenire a trattare l'entità da parte dei rappresentanti dei lavoratori.

Non è più possibile che all'aumento della produttività, che è in definitiva più fatica per il lavoratore non faccia riscontro un miglioramento salariale.

Dunque il premio è un diritto che spetta a tutti i lavoratori, e per questo esigiamo quest'anno non solo il pagamento ma l'aumento in quanto la produzione è aumentata.

Falck rifiutandosi di trattare, viola palesemente l'accordo che stabilisce i compiti delle C.I., facendosi arbitri assoluto e insindacabile.

Facciamo sentire il nostro malcontento, costringendo tutti uniti il padrone a dover aumentare il premio, e chiedere il pagamento come è ormai tradizione entro il mese di Gennaio.

nella memoria di coloro che da un giorno all'altro si trovanc sulla strada con le pensioni di fame che conosciamo.

Se esistessero pensicni decorose per i vecchi e per gli invalidi del lavoro (e la cosa è possibile se si eliminasse il tragico lusso del riarmo come ebbe a dire il Presidente Gronchi) la cosa sarebbe facile da superare.

Noi lavoratori non possiamo rimanere indifferenti a questo problema, e chiediamo lotta generale che imponga l'aumento delle pensioni.

Nella fabbrica bisogna esigere un controllo della C.I., sia per qaanto riguarda i casi in questione sia per quanto riguarda il trattamento extra contrattuale.

Questo è, un diritto che hanno i lavoratori che deve essere imposto al padrone delle ferriere con la lotta di tutti.

Vergognoso servilismo all'ORME

E' da tempo che al Rep. ORME dell'Unione le cose vanno peggio del solito, peggio naturalmente per i lavoratori per il fetta che è in atto un processo di tagli dei cottimi che per la sua gravità esulta dalle normali controversie in materia.

Da questa brutale risposta si vede chiaramente la politica delle relazioni umane e del Capitalismo popolare.

Le mielate parole rivolte agli anziani si perdono ormai

I 1 « deficit » della Mutua

(continua dalla prima pagina)

gliamoci Bene ». Sono i fatti che contano.

I lavoratori sono profondamente malcontenti e non sono disposti ad accettare un peggioramento della mutua che in realtà significherebbe una decurtazione del salario, e chiedono che le C.I. abbia il diritto di discutere l'importante questione.

Responsabile : SANTE VIOLANTE

Autorizz. Tribunale Monza N. 2219

Tip. G. Bono - Sesto S. Giovanni

Incominciamo col -dire che gli operai dell'ORME difficilmente riescono a raggiungere le percentuali di cottimo degli operai degli altri reparti grazie ai sa lerti cottimisti del reparto. Ma vi è di più, questi lavoratori sono costretti a sgobbare tutto il giorno e non viene loro nemmeno garantita la percentuale minima aziendale fissata con l'accordo del 1947 che è il 68%, attualmente conglobato il 20% circa.

Ma in questo reparto si va più in là. Si arriva all'assurdo, quando vi sono dei servi sciocchi come il capetto Vergani, che pur di dimostrare che un operaio poteva fare un determinato lavoro con il tempo stabilito dal cottimista si metteva sabato pomeriggio, quando tutto il reparto era fermo a fare lo stesso lavoro preparandosi a differenza dell'operaio tutto l'occorrente in precedenza e invitando il cottimista a controllare il tempo.

Non conosciamo come sia finita la questione, è certo che gli operai giudicano severamente questo strano individuo così preoccupato ad ingrassare Falck a scapito di quell'operaio.

IL SIDERURGICO
I lavoratori esigono di trattare Il Premio di Produzione

si rur o 'CO

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FA LCK

Direzione, Redazione. Amministrazione: Via G. E. Falek. 74

Contro l' intransigenza padronale che vuole discriminare

BISOGNA LOTTARE

Le organizzazioni sindacali si dimostrino tutte insieme decise a dirigere con la lotta il giusto malcontento dei lavoratori

A due mesi dall'inizio delle trattative per la riduzione dell'orario di lavoro, gli industriali, pur avendo fatto qualche concessione su alcuni punti si sono mantenuti estremamente rigidi nel voler discriminare una parte di lavoratori delle aziende siderurgiche.

Le ultime proposte industriali sono: 11 giornate di riduzione all'anno ( pari ad un'ora e quaranta minuti settimanali); l'applicazione di questa riduzione per i soli lavoratori del primo gruppo e ad una parte limitata del secondo e cioè ai soli addetti alla manutenzione degli impianti di produzione siderurgica. Nessuna concezione economica ( una tantum) per i lavoratori che gli industriali vogliono escludere.

Per gli impiegati il pagamento del 100% della paga base contrattuale dalle ore 44 alle 48.

L'accordo dovrebbe decorrere dal 1 gennaio 1959 e nel frattempo verrebbe concesso il pagamento di una cifra pari al 66% dell'importo delle ore di riduzione concordate.

Queste proposte, soprattutto quelle discriminatorie, se venissero applicate creerebbero una situazione molto confusa nelle nostre fabbriche, in quanto si verrebbe a determinare la esclusione di un intero stabilimento come il Vittoria senza concezione di alcun beneficio economico, inoltre una divisione all'interno della Falck di numerosi reparti, divisione cioè fra chi dovrebbe usufruire della riduzione e di chi continuerezze col vecchio orario.

A seguito di questo grave problema posto dalla intransigenza degli industriali, sul quale si concentrano da diverse settimane le trattative, le organizzazioni sindacali hanno deciso di far pronunciare i lavoratori attraverso un'ampia consultazione.

L'opinione più diffusa fra i

lavoratori che hanno partecipapato alle riunioni indette dai sindacati, ci risulta sia decisamente orientata a riprendere l'azione sindacale per sviluppare con la lotta unitaria un'appoggio più deciso alla delegazione dei lavoratori che conducono le trattative.

I lavoratori della fabbrica hanno ritrovato, con i due scioperi del 1956, la loro unità e compattezza e vogliono salvaguardarla dai tentativi di rottu-

Col pretesto di un deficit nel bilancio della Mutua Aziendale Falck, la Direzione Generale cerca di imporre il passaggio di quest'ultima all'NAM.

Non tutti gli operai sanno come si pone attualmente la questione della Mutua, e nuali sarebbero le conseguenze se questa venisse data in amministrazione all'INAM.

Il primo fatto da mettere in evidenza è questo: la mutua Aziendale è realmente in deficit di 34 milioni, però con questi dati succenti possiamo subito capirne i motivi.

Senza andare molto indietro nel tempo prendiamo i dati dei giorni di malattia indennizati a partire dal

1954:

ra che il padronato ha interesse a realizzare con un accordo discriminatorio.

Alle organizzazioni sindacali ci sentiamo di dire che la importante rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro in siderurgia si può risolvere in modo positivo per tutti se si mantengono unite, ma soprattutto se si dimostrano tutte insieme decise a dirigere con la lotta il giusto malcontento dei lavoratori.

1954 giorn. inden. n. 80.578

1955 » » 81.705

1956 » » 99.340

1957 » » 101.600

Come vediamo le giornate di malattia sono andate sempre gradatamente auinentando.

Ora è il caso di chiedersi come mai alla Falck aumentano continuamente gli ammalati. Possiamo tranquillamente dire che l'aumento degli ammalati in relazione all'aumento dello sforzo fisico dei lavoratori, sforzo conseguente all' aumentato rendimento del lavoro.

Queste secondo noi sono le cause generali che hanno determinato tale stato di cose.

E' falso sostenere che oggi il lavoratore si assenti

Ai lavoratori della Falck và la responsabilità di discutere e decidere in termini di lotta, non solo per quel che riguarda le trattative sulla riduzione dello orario di lavoro, ma anche per riuscire a risolvere i grossi problemi che vi sono nella fabbrica che vanno dal premio annuale, ai licenziamenti degli anziani, dalla mutua aziendale ai declassamenti degli ammalati e infortunati-

da Falek

dal lavoro in malattia per delle inezie. Alla Falck i controlli non mancano, sono esistite ed esistono tutte le possibilità per controllare la validità dei certificati medici rilasciati agli ammalati.

Inoltre è difficile far credere che un lavoratore resti volentieri a casa in mutua tutti sanno che per i primi tre giorni resta senza paga e che il resto del salario gli viene corrisposto nella misura del 54%. O ggi i lavoratori hanno il diritto di chiedere che questo deficit venga coperto dalla Ditta per le ragioni esposte che hanno portato in questi anni ad un aumento notevole dei profitti, mentre i salari sono rimasti fermi, e per molti lavoratori sono peggiorati.

34 milioni rappresentano una cifra insignificante per i miliardi da Falck accumulati in questi anni.

Signori della Direzione non basta fare dei discorsi, regalare forchette e cucchiai e mandare a casa di ogni dipendente il giornale « Vo(continua in 2.a pag., 3.a colonna)

Anno VII - N. 1 Sesto S. Giovanni, GENNAIO 1958 LIRE QUINDICI
Lavoratori
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f Per battere lo strapotere di Falek, sosteniamo Il siderurgico
Il «deficit» della Mutua Aziendale deve essere pagato

Un altro lavoratore ucciso Bisogna farla finita col trattamento dai

ritmi di Produzione umiliante ai vecchi e agli ammalati

Ancora sangue operaio, ancora una famiglia in lutto, che si aggiunge alle 16 di questi ultimi anni.

Il 1957 non ha voluto smentire la tragicità delle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operai soprattutto dell'acciaieria.

In questo reparto la produzione è quasi triplicata ma nonostante ciò le gru di grippaggio sono rimaste 3 come prima. Quando avvenne l'incidente mortale ne funzionavano solo 2, e quindi sulla grù assieme al Viscardi era stato messo il 3° gruista, in modo da non rallentare un attimo il lavoro quando uno era costretto a scendere.

Da tener presente che queste gru lavorano in continuazione mentre prima si fermavano alla domenica per manutenzione. Gli operai dicono che l'incidente è avvenuto proprio quando il Viscardi stava scendendo, e accortosi dell'esigenza di ingrassare qualche pezzo, si è sporto per compiere l'operazione con la gru in movimento senza vedere la colonna di sostegno del piano di scorrimento.

Dobbiamo considerare questo fatto come fatale? O peggio, come lo considera la direzione generale, responsabili gli stessi lavoratori, in quanto sono stati disattenti?

Sarebbe troppo comodo! Per noi vi sono delle responsabilite precise che ci vengono indicate dagli stessi operai della acciaieria e sono nei fatti seguenti.

Nel ritmo bestiale a cui sono sottoposti i lavoratori i quali sono minacciati di essere licenziati o comunque declassati se non raggiungono la produzione stabilita.

Nel clima poliziesco istaurato nella fabbrica nelle multe continue ecc. (Basta vedere il tabellone esposto).

Non ci vengano a contare storie sul coefficente della pericolosità per giustificare anche il numero crescente degli infortuni, ormai questa presunta fatalità si ident!fica con la politica del massimo profitto, in spregio alla stessa vita dei dipendenti.

Noi ci facciamo interpreti di questi lavoratori e chiediamo che siano finalmente resi pubblici i risultati della commissione d'Inchiesta che si attendono da un'anno.

Invitiamo i parlamentari milanesi a intervenire, presso il Ministro del lavoro perchè si rendano pubblici i risultati della inchiesta fatta, e vi sia un supplemento di indagini con la partecipazione d e i sindacati perchè siano prese tutte le misure concrete e, non solo propagandistiche, per il rispetto della vita di chi lavora...

Ncnostante le proteste elevate a suo tempo dalle C.T. e dai sindacati, Falck insiste sulla sua strada di intransigenza nel trattamento che riserva ai lavoratori che vanno in pensione, o a coloro che, per ragioni di salute o di menomazione a causa di infortuni, non sono fisicamente a posto.

Evidentemente la mentalità di Falck, è quella tipica di colui che usato un mezzo di produzione per tanti anni e che, logicamente, si logora, lo butta nel rottame e lo sostituisce con uno nuovo pronto per il servizio.

Purtroppo ci troviamo di fronte a fatti del genere tutti i giorni: anziani che vengono allontanati, operai che vengono declassati o licenziati con il pretesto che non sono idonei ai lavori siderurgici, anzichè trovare loro un posto di lavoro adeguato alle loro condizioni fisiche.

A collaborare su questo terreno con la Direzione poi troviamo purtroppo anche i medici degli istituti preposti i quali non perdono molto tempo nello stabilire referti che condannano il lavoratore al licenziamento.

Tutte queste vergogne secondo Falck non dovrebbero interessare la C.I., tanto che ad una lettera di quest'ultima, diretta alla Direzione Generale per chiedere un incontro che prendesse in esame questi licenziamenti, ha risposto che li continuerà a fare come meglio crede e nell'interesse esclusivo dell'azienda.

Il mese di Gennaio stà per passare e il premio di pro duzione annuale non è stato ancora pagato ai lavoratori della Falck.

Tempo fà le C.I. unitamente hanno fatto formale richiesta alla DIGE per discutere l'entità e la data di distribuzione, la risposta inutile dirlo, è stata ancora quella che le C.I. non sono tenute a discutere del premio che è di esclusiva descrezione della Direzione e del padrone. Fr lck non può smentirsi, e come sempre, di un diritto acquisito dai lavoratori vuole trarre profitto per perseguire la sua inguaribile politica paternalistica.

E' bene ricordare che il premio venne istituito tenendo conto del buon andamento produttivo dell'azienda del quale i lavoratori volevano beneficiare in quanto protagonisti principali.

Di qui il sacrosanto diritto di intervenire a trattare l'entità da parte dei rappresentanti dei lavoratori.

Non è più possibile che all'aumento della produttività, che è in definitiva più fatica per il lavoratore non faccia riscontro un miglia ramento salariale.

Dunque il premio è un diritto che spetta a tutti i lavoratori, e per questo esigiamo quest'anno non solo il pagamento ma l'aumento in quanto la produzione è aumentata.

Falck rifiutandosi di trattare, viola palesemente l'accordo che stabilisce i compiti delle C.I., facendosi arbitri assoluto e insindacabile.

Facciamo sentire il nostro malcontento, costringendo tutti uniti il padrone a dover aumentare il premio, e chiedere il pagamento come è ormai tradizione entro il mese di Gennaio.

nella memoria di coloro che da un giorno all'altro si trovam- sulla strada con le pensioni di fame che conosciamo.

Se esistessero pensioni decorose per i vecchi e per gli invalidi del lavoro (e la cosa è possibile se si eliminasse il tragico lusso del riarmo come ebbe a dire il Presidente Gronchi) la cosa sarebbe facile da superare.

Noi lavoratori non possiamo rimanere indifferenti a questo problema, e chiediamo una lotta generale che imponga l'aumento delle pensioni.

Nella fabbrica bisogna esigere un controllo della CI., sia per quanto riguarda i casi in questione sia per quanto riguarda il trattamento extra contrattuale.

Questo è, un diritto che hanno i lavoratori che deVe essere imposto al padrone delle ferriere con la lotta di tutti.

Vergognoso servilismo all'ORME

E' da tempo che al Rep. ORME dell'Unione le cose vanno peggio del solito, peggio naturalmente per i lavoratori per il fotto che è in atto un processo di tagli dei cottimi che per la sua gravità esulta dalle normali controversie in materia.

Da questa brutale risposta si vede chiaramente la politica delle relazioni umane e del Capitalismo popolare.

Le mielate parole rivolte agli anziani si perdono ormai

I1 « deficit » della Mutua

(continua dalla prima pagina)

filiamoci Bene ». Sono i fatti che contano.

I lavoratori sono profondamente malcontenti e non sono disposti ad accettare un peggioramento della mutua che in realtà significherebbe una decurtazione del salario, e chiedono che le C.I. abbia il diritto di discutere l'importante questione.

Responsabile : SANTE VIOLANTE

Autorizz. Tribunale Monza N. 2219

Tip. G. Bono - Sesto S. Giovanni

Incominciamo col dire che gli operai dell'ORME difficilmente riescono a raggiungere le percentuali di cottimo degli operai degli altri reparti grazie ai sa lerti cottimisti del reparto. Ma vi è di più, questi lavoratori sono costretti a sgobbare tutto il giorno e non viene loro nemmeno garantita la percentuale minima aziendale fissata con l'accordo del 1947 che è il 68°,o, attualmente conglobato il 20°'0 circa.

Ma in questo reparto si va più in là. Si arriva all'assurdo, quando vi sono dei servi sciocchi come il capetto Vergani, che pur di dimostrare che un operaio poteva fare un determinato lavoro con il tempo stabilito dal cottimista si metteva sabato pomeriggio, quando tutto il reparto era fermo a fare lo stesso lavoro preparandosi a differenza dell'operaio tutto l'occorrente in precedenza e invitando il cottimista a controllare il tempo.

Non conosciamo come sia finita la questione, è certo che gli operai giudicano severamente questo strano individuo così preoccupato ad ingrassare Falck a scapito di quell'operaio.

IL SIDERURGICO
I lavoratori esigono di trattare il Premio di Produzione

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