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Siderurgico14

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si erur 1CO

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK

ALLE URNE IL IO E II OT TO li lì E I LA O RATOR1 DELLAFALCI[

UN VOTO UNITARIO PER UNA FORTE C.I.

Eleggiamo uomini la cui volontà unitaria e l'attacamento alla causa dei lavoratori non sono parole ma regola vita

Nei giorni 10 e 11 di ottobre si dovranno svolgere nel nostro complesso le elezioni per il rinnovo delle C. I. Tutti i lavoratori saranno chiamati a esprimere un voto, una preferenza che, senza dubbio, avranno un grande peso per le condizioni future nella fabbrica.

E' divenuta una tradizione ormai quella di eleggere ogni anno le C. I. ma le cose che si verificano da qualche anno a questa parte non si erano mai verificate nel passato. Nel passato la competizione elettorale avveniva senza una ingerenza diretta del padrone anche se. sotto sotto, Falck non si è mai accontentato di starsene tranquillo alla finestra ad aspettare t esito delle votazioni.

Con tutto ciò però il lavoratore si trovava a scegliere liste e candidati con una certa libertà senza eccessive pressioni ed intimidazioni. In,questi ultimi anni però le cose sono di molto cambiate. Il voto non è più stato espresso col solo ragionamento fatto dal lavoratore sul modo migliore di fare il proprio interesse ma, la mano pesante di Falck, ha obbligato il lavoratore più debole ad esprimere un voto che non era quello voluto.

Tutta una campagna venne messa a punto a questo proposito.

Una girandola artificiosa e, permettete, vile, messa in atto con Io scopo di confondere e • ingannare i lavoratori. In questo clima di guerra fredda alcuni cambiamenti auspicati da Falck sono purtroppo . avvenuti. Ma 'dopo tutto ciò quali risultati hanno ottenuto i lavoratori?

I lavoratori della Falck si ritrovano a dover lottare duramente contro la intransigenza di Falck che è alla testa degli industriali siderurgici nel negare il giusto diritto dei lavo-

ratori di avere una settimana di lavoro più umana.

Il complesso di Falck è nel settore siderurgico ( e anche fuori del settore) quello dove le retribuzioni sono più basse e dove per assurdo la produzione è aumentata più vorticosamente che altrove.

Tutto il fumo buttato in giro in questi ultimi tempi non è riuscito a nascondere la reale situazione in cui si trova la Falck.

Il malcontento è grande e la prova si è avuta negli ultimi due scioperi di maggio e

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Crediamo che nessuno oggi in buona fede osi sostenere che i lavoratori della Falck siano dei privilegiati.

Simile argomento era sostenuto tempo fa da gente interessata a frenare la lotta per migliori condizioni di vita, in un particolare momento in cui la pclitica del « ridimensionamento » cacciava dalla fabbrica ( Breda, Magneti Mare!li, ecc.) mi:aliaia di lavoratori. Inutile dire che una simile teoria era falsa anche allora è servita egregiamente all'interesse del padrone delée Ferriere.

Il « privilegio » dei lavorato ri della Falck si ètrasformato nel corso di questi anni in una serie di misure che hanno posto la Falck all'avanguardia della politica antioperaia. Oggi i lavoratori del complesso sono tra i peggio pagati del settore siderurgico ; subiscono più che in altre fabbriche le conseguenze dello supersfruttamento che ha comportato un continuo aumento éegli infortuni e delle malattie professionali ; si sono cancellate le elementari libertà di opinione e di organizzazione, discriminazio-

giugno. Siamo convinti che in quelle occasioni i lavoratori hanno si scioperato per ridurre l'orario di lavoro ma hanno anche espresso una ferma protesta contro Falck, protesta che da anni tenevano in corpo senza trovare putroppo l'accordo necessario per poterla esprimere.

I lavoratori della Falck hanno voluto dimostrare la loro coscienza di classe, buttando peraria certe teorie padronali condivise "anche da certi sindacati molto ben conosciuti. Ora i lavoratori si trovano di fronte

ad una nuova occasione per esprimere decisamente che non hanno nulla da spartire con Falck. AI contrario daranno al padrone un altro grosso dispiacere votando per quei lavoratori che continuano l'opera di tanti altri loro compagni licenziati ingiustamente perchè non volevano piegarsi al volere del padrone. Sia questo voto una prova di maturità di classe che elegga una C. I. onesta, tesa esclusivamente a difendere i lavoratori e non a preparare pastette elettorali con l'alchimia padronale.

'A NiGflg

ne soprusi a non finire e infine il campo confino. Questo quanto sta a dimostrare lo stato reale dei lavoratori nel campo economico e delle condizioni di vita. Se questo è il risultato della politica padronale una chiara responsabilità è tuttavia necessario denunciare : la responsabilità di coloro che nel corso di questi anni non solo hanno giustificato l'azione antioperaia di Falck ma hanno indebolito la capacità di resistenza dei lavoratori e di conseguenza la possibilità di contrattare con il padrone in condizioni più favorevoli alle masse lavoratrici. Chi accetta per esempio come hanno fatto la CISL e la UIL di firmare accordi sindacali ove una parte di lavoratori vengono esclusi soltanto perchè non graditi a! pa-

drone per la loro opinione o perchè hanno combattuto per la difesa dei loro interessi, non solo dà un serio colpo all'unità dei lavoratori rea si instaura un principio pericoloso e gravido di conseguenze per tutti : quello di sacrificare l'interesse generale e di principio dei lavoratori per interessi di parte e a scopi elettoralistici.

Se non si vuole peggiorare le cose occorre perciò in primo luogo mettere l'interesse dei lavoratori innanzi tutto ; ciò richiede il rinsaldamento del!' unità delle masse e delle organizzazioni dei lavoratori, in primo luogo le Commissioni Interne.

Oggi quasi tutti pongono nei loro programmi rivendicazioni su cui è possibile e necessario un (continua a pag. 4)

C'era un impegno della Confindustria a iniziare le trattative per la riduzione dell'orario di lavoro entro settembre.

SETTEMBRE E' PASSATO !

Che rosa ci aspetta? Lavoratori, solo la vostra vigilanza e moltiplica!zone può imporre il rispetto dell'accordo!

VI
N. 6
Anno
-
Sesto S. Giovanni, Ottobre 1957 LIRE QUINDICI
Direzione, Redazione, Amministrazione: Via G. E. Falck, 74
IPMU4IIGIU

Dalla labbrica e dai reparti

UNIONE Rep. Acciaieria COSA AVVIENE AL PARCO ROITAMI?

Da un po' di tempo circola con insistenza la notizia che il parco rottami verrà staccato dalla acciaieria.

In parole semplici si tratterebbe di questo: i lavoratori addetti alla preparazione del rottame e degli altri elementi che servono alla carica" dei forni probabilmente non percepirebbero più gli incentivi di produzione alla pari degli altri addetti ai forni, ma dovrebbero essere inseriti (sempre da notizie che corrono) in quella schiera di ausiliari del 2.o gruppo.

Questi provvedimenti (sempre da voci che corrono) dovrebbero essere messi in atto con l'anno nuovo, quindi un numero notevole di lavoratori si troverebbe a subire una decurtazione di salario considerevole.

Un 'caso analogo avvenne anni fa per i lavoratori del Rep. Impianti che lavorano in continuazione all'acciaieria. Anche se in un primo tempo a questi lavoratori vennero

SORDO E' SEMPRE SORDO

non scrivo per rispetto ai nostri lettori.

lasciate inalterate le paghe, in seguito le cose cambiarono e le conseguenze onerose per i lavoratori sono ormai diventate definitive.

Si trattò del classico zuccherino per tenere le acque calme come è facile presumere la Direzione farà per gli operai del parco rottami.

E' facile dimostrare come un provvedimento del genere sia ingiusto. Infatti come è possibile concepire il lavoro che viene svolto al parco rottami staccato dall'acciaieria.

Queste cose le sanno benissimo i lavoratori di questa importante sezione che unanimemente sono disposti a battersi, e impegnando anche la C. I. troveranno il modo per sventare questa minaccia.

Si tratta sind'ora che la C. I. chieda alla Direzione dell'Unione di dire chiaramente come stanno le cose perchè i lavoratori non sono disposti a sopportare ulteriori sacrifici per ingrossare le tasche di Falck.

STABLIMENTO VITTORIA

L'educazione dell'Ing. GARBELLI

« Buttatele nel cassone del rottame », — con queste parole l'ing. Garbelli, infuriato. se la prese con gli operai del Rep. Zingheria perchè avevano messi le « schiscette » a scaldare sulla caldaia dello zinco,: dimenticando che altri luoghi per la bisogna non ve ne sono.

Vi è quindi nell'atto dell'ingegner Garbelli quella brutalità il cui, riscontro si ha solo nell'operato degli ex guardiani di lager i quali trattavano gli uomini come cani.

Fatti gravi se ne verificano parecchi in tutti gli stabilimenti Falck, e quel che ci meraviglia e che possano avvenire da parte di persone laureate, quelle cioè che per educazione dovrebbero essere semmai d'insegnamento agli alti-i.

Questa sequela, ffli ci fa pensare che Falck abbia lanciato un concorso con premi vistosi per chi commette gli atti più incivili e prepotenti.

Rispondere all'ing. Garbelli sarebbe troppo facile per noi, dicendogli di buttarsi lui nel rottame.

Noi vogliamo solo aggiungere che chi commette questi atti non merita che compassione soprattutto quando, pensiamo che l'individuo in parola ha dovuto studiare all'Università per ridursi al rango che sta fra il secondino e il sorvegliante.

L'ing. Sordo non vuole per nessuna ragione cambiare. Il suo livore antioperaio è sempre stato in -contraddizione con le idee che tiene a far sapere di professare.

Il 28 settembre scorso multava 10 operai del rep. OMAN di due ore ciascuno perchè avevano effettuati) il riposo compensativo al sabato pomeriggio e la domenica pomeriggio.

Da tener presente che questo riposo compensativo era stato deciso d'accordo col dott. Boracchi, segretario amministrativo dell'OMAN.

Gli operai avevano osservato tranquillamente il riposo compensativo ma al ritorno sul lavoro si videro l'ing. Sordo infuriato che li multava.

Tutto ciò perchè quest'ultimo voleva che il riposo venisse osservato dal mezzogiorno della domenica al mezzogiorno di lunedì.

Cosi questi lavoratori senza responsabilità alcuna dei fatti si sono presi un provvedimento insospettato e urgente.

SPOSTAMENTI AL REP. LAMINATOIO

Rientrati allo stabilimento Vittoria dopo il periodo feriale, gli operai del Reparto Laminatoio si sono trovati la bella sorpresa della Direzione del Reparto, la quale esponeva sul tabellone murale il nuovo organico del reparto, nel quale, un gruppo notevole di lavoratori si sono visti esclusi dall'organico stessa, mentre in un avviso a parte, gli si comunicava il nuovo Reparto assegnato.

Premesso che prima delle ferie si lavorava regolarmente, vi è da osservare che in questo modo di agire sta tutto lo strapotere che ormai Falck applica come metodo, non tenendo conto che del proprio egoistico interesse.

Noi vogliamo sottolineare che esiste una C. I. la quale è eletta da tutti gli operai e ha il diritto di essere informata.

Ma l'azione di Falck non si ferma solo a questo, invia una lettera a tutti questi operai, e con lo spirito « c-istiano • che ben gli conosciamo gli comunica che avrebbe dovuto licenziarle con il 1.o ottobre, però,,,, per questa volta non lo farà, e si limiterà solo a declassarli, diminuendogli la paga.

Quindi questi lavoratori, che per conquistarsi la qualifica hanno consumati parecchi anni di lavoro, la perdono e non solo ma in cifra perdono anche una media che va dalle 15 alle 25 lire orarie peggiorando ancora di più il loro magro bilancio familiare.

Falck oggi fa queste cose perchè si sente insindacabile. Queste cose possono però cessare se l'unità dei lavoratori si rafforzerà, lottando per il rispetto della C. I., imponendo la trattativa su tutti i problemi che sorgono nella fabbrica.

Rifiuta, quasi sempre, il permesso di uscita per ragioni famigliari Adoperando sempre un linguaggio che non farebbe onore ad un bovaro del Texas.

Potremmo elencare altre decine di questi casi, del resto non è nuovo al nostro giornale « l'abilità di questo ingegnere » quindi non vogliamo valorizzarlo di più, altrimenti rischieremmo di fargli aumentare lo stipendio.

Il consiglio disinteressato che possiamo dargli è di andare a vedere il film : « Siamo uomini o caporali » e « 08/15 ». Pensiamo, forse ingenuamente, che porteranno un beneficio alla sua educazione.

LADROCINIO CONTINUATO

Non ci meraviglia tutto ciò, perchè conosciamo questo emerito consigliere comunale che a parole è amico dei lavoratori, ma che con i occasione, anche se a brio, di prendere gravi provve1;nienti.

AL CAMPO CONFINO IL CAPO GAMELLA

E' una cosa dimostrata ormai che un determinato amiente forma un determinato ipo. Così, per alcuni che hano mangiato per tanti anni il ancio, trovano che il migliore ranzo sia' costituito da una brodolante gavetta colma di boba.

in Tra questi tipi che senza ai ragionare vogliono solo coandare, trova un posto veamente importante l'ing. orzetti Capo Rep. del e Campo Cònfino » il quale non sa iù cosa escogitare per poter ultare, o dare « cicchetti » suoi dipendenti.

Non passa giorno infatti che n trovi il pretesto di refiIdre la multa aqualcuno sensta tenere conto di nessuna ra«ione.

er esempio : un operaio, coè ultimamente avvenuto, disgrazia arriva in ritardo Sin quarto d'ora, al posto d livoro viene sistematicamenultato.

.quando poi l'operaio ceri la multa questo areggiabile « capo gamela lo investe con termini che

Enumerare tutte le violazioni -al contratto e alle leggi e le prepotenze che un qualsiasi padrone delle Ferriere ha consumato crediamo sia semplicemente superfluo: è tanta la risonanza che Falck e i suoi direttori si sono procacciati in questa bisogna da essere i portabandiera, i prototipi del sopruso. Dette illegalità hanno trovato il loro acme del campo confino, o Reparto Maes. A guardia di questo confino vi è un vero e proprio lanzichenecco, cìttuso sino al ridicolo. scelto a bella posta per il Rep. Maes, in cui vi sono operai dalla « parola pericolosa », sobillatrice, da far tacere comunque. Il lanzichenecco, ultimamente, è stato spalleggiato dalla Direzione per piegare la « cocciuta volontà « e resistenza di questi lavoratori: niente premio di produzione, hanno sentenziato.

Dunque, sulla strada della persecuzione politica, non hanno limiti', diventano idrofobi, giungendo fino al ladrocinio.

Sottrarre dalla busta paga il premio di produzione agli operai del Rep. Maes, non è forse furto? Non sono gli operai del Rep. Maes nel processo di produzione. Come si giustifica allora questo furto se non come una lampante persecuzione politica? Non hanno limiti abbiamo detto, per arrivare al loro scopo (e sono degli illusi) non esitano a mettere in serie difficoltà le famiglie, i bambini di questi lavoratori decurtando loro la busta paga.

Eppure vi sono le Leggi, vi è la Costituzione che vieta ai prepotenti delle fabbriche di portare a compimento i loro propositi reazionari. Ma chi fa scempio delle leggi, chi glielo permette? Questa è la • domanda che i lavoratori devono farsi. Se nella fabbrica la lotta è diventata estremamente dura, si deve ringraziare il governo D. C. che non solo tollera ma ha dato l'avvio alla discriminazione fra cittadino e cittadino nel Paese.

" IL SIDERURGICO „

le vie del "Padrone„ sono infinite INIZIANO LE TRATTATIVE

Abbiamo voluto pubblicare questa lettera integralmente perchè ci offre un quadro realistico di quello che purtroppo accade nelle nostre fabbriche.

Caro « Siderurgico », avendo letto che tutti i lavoratori possono collaborare, portando fatti a conoscenza della redazione mi accingo anch'io ad esporti ciò che accade allo stabilimento dove lavoro convinto di fare cosa utile.

Sono un operaio che lavora allo stabilimento Vittoria dove dal primo giorno che sono entrato, ho dovuto lavorare sempre di più per guadagnare sempre meno; dove la disciplina, le multe, le angherie di alcuni superiori sono diventate sempre più insopportabili. Ma quello che vorrei dire non è proprio questo, anche perchè il Siderurgico ne ha già parlato molte volte.

Quello che io voglio portare a conoscenza è la storia di un, certo operaio Rossi, ex membro della C.I. al quale, quando sono entrato al Vittoria, mi è stato consigliato di rivolgermi in -caso di bisogno, in quanto era molto benvisto dalla Direzione. Come si sa, essendo operaio con i soldi che guadagno se tutto va bene in famiglia si arriva al massimo al 20 del mese. Dopo un anno dalla mia assunzione. mi si ammalò la bambina ed ebbi così bisogno ai soldi per le cure necessarie. Mi rivolsi al Rossi e gli raccontai il mio caso. Mi rispose che lui i danari me li avrebbe fatti avere semprechè promettevo alla Direzione che non avrei fatto mai sciopero.

Gli feci osservare che tutto ciò non c'entrava affatto con la mia questione e che lo sciopero es'a un diritto che i lavoratori si erano conquistati. Ma egli insistette che se volevo i soldi questo era l'unico modo per ottenerli. Allora io rinunciai. Due miei compagni di lavoro mi aiutarono. Così conobbi il Rossi e compresi perchè era tanto benvisto dalla Direzione.

In seguito accaddero altri fatti significativi.

Durante una mia assenza per malattia erano in corso le elezioni per la nuova C.I. Mi spiaceva a non poter votare, d'altronde ero veramente impossibilitato a recarmi con i miei mezzi a votare. Avevo messo ormai il cuore in pace quando sento bussare alla porta. Apro e trovo ancora lui, il Rossi. Mi disse che bisognava andare a votare e di i

VOTARE BENE: Votare cioè tutti esclusa la FIOM, perchè così ci sarebbe stato un premio.

Finsi di assecondarlo e partimmo. Strada facendo gli domandai di chi era quella bella macchina Con cui mi trasportava e lui mi rispose che era della Falck. Votai ma feci veramente il mio interesse: non votai per i padroni ma per la FIOM.

Il giorno prima dello" sciopero del 23 maggio venne nel mio reparto (lui può girare dappertutto, solo gli altri operai non possono andare neppure allo spogliatoio a prendersi il fazzoletto); chiedendomi cosa avrei fatto per lo sciopero. Io di rimando chiesi cosa avrebbe fatto lui. Mi rispose che i Sindacati avevano sbagliato e che quello sciopero serviva solo ai sindacati rossi e che noi perdevamo soldi ecc. Ma

come, gli ricordai, non dicevi che tu avresgti fatto gli scioperi solo quando sarebbero stati proclamati da tutti i sindacati? (visto che galantuomo?).

Ora non fa più parte della C.I., la direzione visto che non ha più credito in mezzo agli operai, ha probabilmente pensato di ritirarlo per sostituirlo con qualche altro « indipendente ».

Per fortuna che di tipi simili ve ne sono pochissimi in mezzo alla classe operaia e quei pochi dobbia. mo isolarli, se non vogliamo che ci infettano.

Questo ho voluto scrivertelo caro Siderurgico per dimostrare come le vie « del padrone » sono veramente infinite.

Un operaio del Vittoria

I lavoratori della Falck salutano il CONVEGNO SULLA PARITA' SALARIALE fra uomini e donne, che si tiene in questi giorni a- Milano.,

Vergognoso

Con un provvedimento che dimostra ancora una volta la mentalità di Falck, parecchi lavoratori vengono licenziati per aver superato il 60.o anno di età o per essere ritenuti non idonei ai lavori siderurgici dal medie() di fiducia dell'azienda.

Senza tenere conto che il Contratto di lavoro non lo permette e che nessuna legge stabilisce norme precise in mate. ria, vengono mandate lettere agli interessati comunicandogli che sono stati licenziati. oppure si invitano a dare le dimissioni dal loro posto di lavoro.

Il diritto della C. I. di intervenire in questioni così gravi viene brutalmente calpestato, e così un lavoratore dopo 30 e più anni di anzianità può essere allontanato dalla Falck senza percepire un solo centesimo in più della liquidazione che gli spetta.

In 'parecchie altre fabbriche in situazioni analoghe si è sempre trovato attraverso la trattativa con la C. I. un accordò che garantisse una certa somma oltre alla normale spettanza.

Ma quello che meraviglia è che allo stesso Acolfil di proprietà della Falck quando ultimamente si erano aperte le dimissioni vennero accordate le seguenti faciJitazioni raddoppiata la indennità di licenziamento : 60 ore, di paga globale per ogni anno di, ansia-

In base all'accordo preso in luglio con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e la Confindustria devono iniziare le trattative per li riduzione dell'orario di lavoro settimanale nel settore siderurgico.

Si è giunti a questo primo risultato dopo i due grandi scioperi nazionali unitari. Inoltre la trattativa avviene proprio nel momento in cui è ripreso dopo le ferie di agosto il movimento rivendicativo dei lavoratori italiani. Infatti si sono avuti in questi giorni il secondo grande sciopero dei lavoratori chimici e il positivo accordo per il nuovo contratto nazionale degli edili che tra l'altro dà a tutte le categorie un aumento salariale attorno al 10%. Naturalmente anche se il momento è favorevole ai lavoratori indubbiamente bi-

sogna ancora tenere conto di alcune cose.

Una prima questione che ogni lavoratore deve avere presente in questi giorni è quella della necessità di rafforzare l'unità e l'agitazione attorno alle trattative. Se così non fosse i padroni avrebbero evidentemente buon gioco a temporeggiare e resistere alle richieste che sono state avanzate.

Una seconda questione relativa alle trattative è quella di conoscere a cosa concretamente si mira ad ottenere da parte delle 3 organizzazioni sindacali. E' stato realisticamente affermato dai sindacati e compreso dai lavoratori che la soluzione della prossima trattativa non potrà portare immediatamente i lavoratori siderurgici italiani a 40 ore settimanali, ma che a ciò si giungerà gradualmente. Quello però che vari lavoratori da noi interpellati chiedono è di ottenere una prima sostanziale riduzione di orario di almeno 4 ore settimanali, e possibilmente di fissare i termini di tempo entro i quali raggiunge le 40 ore.

nità per i primi 10 anni ; 50 ore annuali dall'll.o al 20.o anno e infine 40 ore ogni anno oltre il 21.o.

Il Sindacato FIOM di Sesto S. G. in un volantino rivolto ai lavoratori della Falck sull'argomento, invita gli altri sindacati ad imitarlo inoltrando una vertenza all'Assolombarda e sollecita i lavoratori e le C. I. unitariamente ad opporsi a que; sti licenziamenti.

Inoltre afferma che la direzione generale in attesa della convocazione per la vertenza, sospenda l'inotro delle lettere di licenziamento. -

Consiglia infine i lavoratori a non firmare nessuna dichiarazione ma di recarsi alla C.d.L per ogni informazione o per dar corso alle vertenze individuali per licenziamento ingiustificato.

Infatti se un lavoratore anziano firma le dimissioni, come in generale la Ditta cerca di ottenere, viene a perdere una parte non indifferente della sua liquidazione poichè la liquidazione verrebbe conteggiata contrattualmente con la paga base maggiorata del solo 8% di Cottimo mentre se è l'Azienda che licenzia la percentuale di Cottimo può salire dal 20 al 30%.

Comunque vadano le cose poi, facendo la vertenza, vi è la possibilità di ottenere 5 mesi di salario in più della

Un'altra proposta avanzata da vari lavoratori e che condividiamo è quella di avere la possibilità di conferire direttamente con le delegazioni dei sindacati che condurranno le trattative. Questo evidentemente, oltre che a stabilire un contratto diretto democratico fra i lavoratori i propri rappresentanti, crea le migliori condizioni, per lo sviluppo di una trattativa unitaria, che permetta eventualmente di riprendere tempestivamente l'azione di lotta se ciò si renderà necessario.

Ai padroni siderurgici e a Falck in particolare spetta ora la grande responsabilità di soddisfare presto le legittime richieste dei lavoratori o di scatenaré un nuovo grande movimento unitario di lotta.

normale liquidazione.

Fatte tutte queste considerazioni resta però sempre il fatto che con l'ammodernamento dei mezzi di produzione oggi si cerca 'di estromettere i lavoratori dal beneficio portato dalla maggior produzione. Tutto ciò naturalmente avvalora ancora di più la lotta intrapresa dai lavoratori per la riduzione dell'orario di lavoro, dato che i lavoratori vedono nelle nuove tecniche non lo scopo egoistico del padrone ma anche una fonte di maggiore benessere per essi e le loro famiglie.

" IL SIDERURGICO„ 3 LETTERA IN REDAZIONE
DOPO I DUE GRANDI SCIOPERI PER LA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO
trattamento
LICENZIAMENTO DEGLI "ANZIANI„

E na ANCORA SANGUE dei lavoratori nel Sud

Raccomandare a qualcuno di non ammalarsi, potrebbe sembrare raccomandazione superflua. Si immagina infatti che tutti ci tengano alla propria salute, tanto più se restare a casa ammalati vuol dire—come vuol dire per i lavoratori della Falck — ricevere, per il periodo di malattia, la bella cifra di mille lire al giorno, per mantenere la famiglia, curarsi, nutrirsi in modo adeguato, ecc. La raccomandazione non è parsa però superflua ai dirigenti della mutua aziendale Falck, che hanno diramato una circolare in cui si fa appello al senso di responsabilità e di onestà dei lavoratori », perehè concorreranno al risanamento amministrativo della mutua stessa... ammalandosi meno. In caso contrario, in caso cioè i lavoratori continuino ad ammalarsi con la frequenza attuale (20.000 giornate di malattia in più si sono avute quest'anno alla Falek) « il consiglio di amministrazione — conclude il comunicato -- sarà costretto ad adottare spiacevoli provvedimenti di carattere amministrativo ».

Quali? Forse quello di compiere una seria inchiesta sulle ragioni dell'aumento delle malattie alla Falck e di obbligare la direzione ed il padrone delle ferriere a mutare qualche cosa nei metodi, nel ritmo di lavoro che logora anzitempo le energie dei lavoratori e li fa ammalare con più frequenza e con maggiore gravità? O ad adottare nella fabbrica le 40 ore lavorative, che diano maggiore possibilità di riposo al lavoratore, più tempo per ritemprare le energie logorate

Un voto unitario per una forte C. I.

(Continua da pag. 1) accordo unitario nella comune volontà di battersi per realizzarlo.

Coloro che per diverse ragioni e con differenti scuse non vogliono tenere conto di tutto questo, devono trovare la ferma decisa condanna dei lavoraritori, i quali devono negare loro il voto, e mandare in Commissione Interna uomini la cui volontà unitaria e l'attaccamento alla causa dei lavoratori non sono parole ma regola di vita.

da un lavoro sfibrante? O a far aumentare i salari in modo da permettere al lavoratore una. alimentazione più adeguata, una vita più agiata e serena?

Queste sono in realtà le uniche misure possibili per far diminuire il numero delle assenze per malattia alla Falck.

Tutto il resto non è che una vergognosa presa in giro per i lavoratori i quali sanno molto bene, a quali e quanti controlli e tariffe burocratiche devono sottostare quando hanno la disgrazia di cadere malati, e come la malattia sia una minaccia temuta da tutte le loro famiglie.

Il tono ricattatorio della circolare non può essere respinto con sdegno e disprezzo dai lavoratori della Falck, come un ennesimo tentativo di intimidazione e di minaccia. Quanto alla loro salute, i lavoratori della Falck hanno dimostrato e dimostrano di volerla salvaguardare, continuando fino al successo la lotta per le 40 ore per migliori condizioni di lavoro e di vita.

ALLA MENSA SI SPENDE MOLTO E SI MANGIA POCO

Il problema della mensa è sempre scottante e più che mai all'ordine del giorno. Sono pati a servirsene non trovando altro di meglio, che si lamentano della cattiva qualità e scarsa quantità delle razioni.

A parte il fatto che a dei siderurgici costretti a lavori estremamente pesanti e nocivi come alla Falck è ridicolo somministrare pasti del genere, vi è anche uno stato di cose intolleranti per quantO riguarda la mensa a pagamento. La qualità è anche qui scadente come pure la quantità mentre i prezzi sono alla pari o addirittura superiori a quelli di qualsiasi trattoria del rione. E questo è incomprensibile.

Nella trattoria di solito si servono meno persone e queste vengono servite a tavola logicamente con le posate ecc. alla mensa invece dopo avere pagato profumatamente uno si deve anche servire sè e portarsi le posate se non vuol mangiare come si usava all'età della pietra...

Sono cose vergognose che però alla Falck avvengono.

A S. Donaci, un paesino del meridione, la Polizia ha sparato su indifesi contadini rei di aver reclamato contro i prezzi dell'uva imposti dai profittatori (questi ultimi operanti sotto gli impassibili occhi delle autorità governative).

Non una parola, non un provvedimento è stato preso in difesa dei vitivinicultori; quello che si è fatto è stata l'azione di sempre: la Polizia ha sparato « ristabilendo l'ordine » per lasciare libero decorso alle basse manovre degli speculatori.

Questo eccidio è un altro nodo che viene al pettine, è vergogna per coloro che reggono le sorti del nostro Paese. Questi sedicenti depositari della libertà e democrazia hanno armato un corpo di polizia, ben addestrato e preparato, per difendere le forze del privilegio come se non bastassero i mezzi di cui già dispone il padronato per soffocare chi reclama un trattamento più umano.

In tutti gli eccidi — e sono molti! i giornali borghesi e quelli cattolici, tipo « l'Italia » della Curia milanese, han sempre cercato di addossare la responsabilità dei misfatti « ai soliti mestatori comunisti, sempre pronti a sobillare e minare l'ordine costituito con atti sedi-

7iosi ».

Così han fatto anche per S. Donaci; nessuna pietà quindi perchè i morti non possono che essere che comunisti. All'indomani dell'eccidio però, i fatti son balzati fuori lampanti • e crudi: due dei tre caduti erano appartenenti alla D. C. anch'essi manifestanti in piazza con tutti gli altri reclamando il diritto alla vita e l'attenzione del Governo per ciò che stava accadendo.

Dopo di che, per i bugiardi di professione, un bel silenzio non fu mai scritto, il sonoro ceffone morale li ha costretti a cuccia.

Ora spetta a noi, ai partiti dei lavoratori, alla stampa democratica tener vivi i problemi: le questioni meridionali non possono essere disgiunte da quelle settentdionali.

L'attività di un corpo di polizia armato, i metodi medioevali ancora in auge in alcune regioni, rendono tardo lo sviluppo civile, economico e sociale del nostro Paese provocando l'annullamento di fatto della Carta Costituzionale.

Respousabile: SANTE VIOLANTE

Autorizz. Tribunale Monza N. 2219

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