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Siderurgico10

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Sesto S. Giovanni, Gennaio 1957

Anno VI - N. 1

LIRE QUINDICI

siderurgico

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK

Direzione, Redazione, Amministrazione: Via G. E. Falck, 74 Noi vorremmo ci spiegassero

ANCORA DISCRIMINAZIONI E' di questi giorni la notizia che 26 lavoratori del reparto confino sono stati esclusi dai premio, rei di aver scioperato in segno di protesta per le violenze poliziesche contro i braccianti di Barletta. Anche questa volta le trattative del premic sono avvenute solo con una parte dei membri di C.I. giudicati « democratici » dalla Direzione. L'esperienza negativa di questi anni ci ha sempre dimostrato che le trattative separate con questi uomini comportano sempre la discriminazione e la rinuncia di alcuni principi. Noi siamo favorevoli a questi premi, che del resto sono più che meritati, anzi noi vorremmo che fossero più consistenti, proprio in legame allo sviluppo della produttività e dei profitti di Falck, però non condividiamo la funzione che si vuoi far esercitare al premio attuale. Il « premio » è un diritto dei lavoratori e non un'elargizione padronale. Per ottenerlo non è necessario concedere al padrone la possibilità di esautorare la C.I. dalle sue funzioni colleggiali. Svuotare il contenuto della C.I. significa togliere al lavoratore la possibilità di reclamare i suoi diritti, significa annullare una grande conquista democratica ottenuta dai lavoratori in questo dopoguerra. Le conseguenze di questa rinuncia sono evidenti nell'aumento dei ritmi di, lavoro, nei bassi salari, nell'annullamento dei cottimi, nel pericolo infortunistico, e a questo si aggiunge la prepotenza dei dirigenti e le multe che per ogni nonnulla fioccano sui lavoratori, tanto che se qualcuno si ribella si cerca di intimorirlo tenendo aperta la prospettiva del trasferimento o del reparto confino. La cosa più disgutosa è che questi soldi spettanti di diritto vengono sfruttati in funzione elettorale, in funzione antisciopero, e addirittura si vuole anche far apparire la « magnanimità » e la « comprensione » del padrone. I rappresentanti della C.I.S.L. quelli della U.I.L. e la pattuglia dei cosiddetti «in-

dipendenti» in C.I. si sono prestati in modo evidente al gioco, rifiutando con il solito atteggiamento ingiusto i suggerimenti dei rappresentanti del Sindacato di maggioranza nella fabbrica. Di fronte a questi fatti viene da chiedersi dove sono rimasti le frasi altosonanti di amore sviscerato per la democrazia di cui questi uomini sembrano diventati monopolizzatori.

ad esempio il contenuto demo-

cratico del fatto che sulle trattative si siano chiamati a discutere in una riunione, solo gli attivisti della C.I.S.L. e non tutti i lavoratori, dato che il problema li investiva direttamente. Noi siamo convinti che anche gli onesti lavoratori della C.I.S.L. non possono condividere questi atteggiamenti e sapranno imporre la via della ragione che è la via dell'unità, indispensabile per migliorare le condizioni dei lavoratori nella fabbrica.

Riduzione delle ore a parité di salario OCCORRE SUPERARE LA POLEMICA INCONCLUDENTE PER COSTRINGERE FALCK A CEDERE UNA PARTE DEI SUOI LAUTI PROFITTI

Rispetto a solo un anno fa', la rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario è diventata oggigiorno quanto mai di attualità, ed è elemento vivo e concreto della malta sindacale non solo italiana ma europea. Gli argomenti degli industriali siderurgici italiani in merito all'impossibilità di migliorare sostanzialmente le condizioni di vita e di lavoro del settore e cioè gli alti costi, la forte concorrenza internazionale, bassa produttività, ecc. sono oggi chiaramente confutabili sotto tutti gli aspetti. Nell'industria siderurgica italiana si è già nel 1955 superato il rendimento del lavoro esistente nello stesso anno in Francia. La produzione di acciaio greggio per operaio dal '52 ai '55 è aumentata del 44 per cento in Italia, del 29 per cento in Francia e di circa il 26,5 per cento in media nei Paesi aderenti allo C.E.C.A. L'incremento del rendimento per operaio, secondo i dati del Ministero del Latoro, è aumentato sempre dal '52 al '55 del 57,5%. La produzione di acciaio dal 1951 al 1956 è aumentata alla Falck del 166%, del 142% alla Breda siderurgica, del 139% alla Terni e del 106°,4) alle Ferriere Fiat. Lo sviluppo ulteriore del-

la produzione siderurgica in Italia è ancora aperto, in base a dichiarazioni di numerosi fonti, tanto per la situazione del mercato italiano, che per le nostre esportazioni, inoltre gli stessi industriali siderurgici non continuerebbero ad ammodernare e rinnovare impianti se le prospettive produttive non fossero buone. L'unico aspetto per il quale il nostro paese può considerarsi arretrato rispetto agli altri aderenti alla CECA, non è certo quindi nella situazione produttiva e nel rendimento del lavoro, bensì nei salari dei lavoratori. Il siderurgico italiano è all'ultimo posto nella scala dei valori del salario reale, nei paesi aderenti alla CECA. La questione quindi di affrontare e risolvere alcune

importanti rivendicazioni del settore siderurgico è oggi quanto mai possibile e necessaria. In questi ultimi tempi anche le varie organizzazioni sindacali italiane hanno ormai raggiunto la unità rivendicativa attorno alla riduzione dell'orario di lavoro e al miglioramento delle retribuzioni. Non solo, ma praticamente sia la C.G.I.L.-F.I.O.M. che la C.I.S.L.-F.I.M. che la hanno avanzato la richiesta di aprire una trattativa con la Confindustria. Ciò che è necessario ora, non è attendere quelli che sarebbero i possibili sviluppi di una trattativa, ma rafforzare nelle varie aziende siderurgiche italiane e in particolare alla Falck, l'unità, la protesta e la mobilitazione attorno a queste sacrosante rivendicazioni. Occorre che si superi da parte di tutti nella fabbrica le posizioni polemiche inconcludenti, che si affronti nelle C.I. unitariamente e chiaramente lo studio, formulando proposte concrete per stabilire l'entità della riduzione dell'orario di lavoro e di quanto deve essere aumentato il salario: attraverso quali forme proporre ciò alla DiGe per concludere favorevolmente le rivendicazioni. E' ora che la famiglia Falck rinunci a una parte dei suoi considerevoli profitti e dare veramente, un miglioramento alle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori. Se non lo vorrà fare, ci penseranno i lavoratori a costringerla con la azione.

UNA "CONQUISTA, IRRISORIA CON L'UNITAIDELLE C.I. SI POTEVA OTTENERE DI PIÙ

Non si inganna nessuno dicendo che il p r e m io « strappato » dai rappresentanti « democratici » è irrisorio rispetto alle possibilità della Falck. Se facessimo i conti esatti di tutto quanto Falck non ci dà in un anno ne uscirebbe una cifra molto più vistosa di quella che rappresenta il premio.

Le paghe sono tra le più basse del settore e questo basta a far perdere almeno 50 lire ogni ora che si lavora, viceversa l'aumentato incremento del rendimento del lavoro (cioè, per noi della Falck specialmente, il maggiore lavoro svolto 1 è superiore al confronto di moltissime altre fabbriche Continua a pag. 4


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