siderurgico
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK
Direzione, Redazione, Amministrazione: Via G. E. Falck, 74
ANCORA DISCRIMINAZIONI
E' di questi giorni la notizia che 26 lavoratori del reparto confino sono stati esclusi dai premio, rei di aver scioperato in segno di protesta per le violenze poliziesche contro i braccianti di Barletta.
Anche questa volta le trattative del premic sono avvenute solo con una parte dei membri di C.I. giudicati « democratici » dalla Direzione. L'esperienza negativa di questi anni ci ha sempre dimostrato che le trattative separate con questi uomini comportano sempre la discriminazione e la rinuncia di alcuni principi.
Noi siamo favorevoli a questi premi, che del resto sono più che meritati, anzi noi vorremmo che fossero più consistenti, proprio in legame allo sviluppo della produttività e dei profitti di Falck, però non condividiamo la funzione che si vuoi far esercitare al premio attuale.
Il « premio » è un diritto dei lavoratori e non un'elargizione padronale. Per ottenerlo non è necessario concedere al padrone la possibilità di esautorare la C.I. dalle sue funzioni colleggiali. Svuotare il contenuto della C.I. significa togliere al lavoratore la possibilità di reclamare i suoi diritti, significa annullare una grande conquista democratica ottenuta dai lavoratori in questo dopoguerra. Le conseguenze di questa rinuncia sono evidenti nell'aumento dei ritmi di, lavoro, nei bassi salari, nell'annullamento dei cottimi, nel pericolo infortunistico, e a questo si aggiunge la prepotenza dei dirigenti e le multe che per ogni nonnulla fioccano sui lavoratori, tanto che se qualcuno si ribella si cerca di intimorirlo tenendo aperta la prospettiva del trasferimento o del reparto confino.
La cosa più disgutosa è che questi soldi spettanti di diritto vengono sfruttati in funzione elettorale, in funzione antisciopero, e addirittura si vuole anche far apparire la « magnanimità » e la « comprensione » del padrone. I rappresentanti della C.I.S.L. quelli della U.I.L. e la pattuglia dei cosiddetti «in-
dipendenti» in C.I. si sono prestati in modo evidente al gioco, rifiutando con il solito atteggiamento ingiusto i suggerimenti dei rappresentanti del Sindacato di maggioranza nella fabbrica.
Di fronte a questi fatti viene da chiedersi dove sono rimasti le frasi altosonanti di amore sviscerato per la democrazia di cui questi uomini sembrano diventati monopolizzatori.
Noi vorremmo ci spiegassero ad esempio il contenuto democratico del fatto che sulle trattative si siano chiamati a discutere in una riunione, solo gli attivisti della C.I.S.L. e non tutti i lavoratori, dato che il problema li investiva direttamente.
Noi siamo convinti che anche gli onesti lavoratori della C.I.S.L. non possono condividere questi atteggiamenti e sapranno imporre la via della ragione che è la via dell'unità, indispensabile per migliorare le condizioni dei lavoratori nella fabbrica.
Riduzione delle ore a parité di salario
Rispetto a solo un anno fa', la rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario è diventata oggigiorno quanto mai di attualità, ed è elemento vivo e concreto della malta sindacale non solo italiana ma europea.
Gli argomenti degli industriali siderurgici italiani in merito all'impossibilità di migliorare sostanzialmente le condizioni di vita e di lavoro del settore e cioè gli alti costi, la forte concorrenza internazionale, bassa produttività, ecc. sono oggi chiaramente confutabili sotto tutti gli aspetti.
Nell'industria siderurgica italiana si è già nel 1955 superato il rendimento del lavoro esistente nello stesso anno in Francia.
La produzione di acciaio greggio per operaio dal '52 ai '55 è aumentata del 44 per cento in Italia, del 29 per cento in Francia e di circa il 26,5 per cento in media nei Paesi aderenti allo C.E.C.A.
L'incremento del rendimento per operaio, secondo i dati del Ministero del Latoro, è aumentato sempre dal '52 al '55 del 57,5%.
La produzione di acciaio dal 1951 al 1956 è aumentata alla Falck del 166%, del 142% alla Breda siderurgica, del 139% alla Terni e del 106°,4) alle Ferriere Fiat.
Lo sviluppo ulteriore del-
la produzione siderurgica in Italia è ancora aperto, in base a dichiarazioni di numerosi fonti, tanto per la situazione del mercato italiano, che per le nostre esportazioni, inoltre gli stessi industriali siderurgici non continuerebbero ad ammodernare e rinnovare impianti se le prospettive produttive non fossero buone.
L'unico aspetto per il quale il nostro paese può considerarsi arretrato rispetto agli altri aderenti alla CECA, non è certo quindi nella situazione produttiva e nel rendimento del lavoro, bensì nei salari dei lavoratori. Il siderurgico italiano è all'ultimo posto nella scala dei valori del salario reale, nei paesi aderenti alla CECA.
La questione quindi di affrontare e risolvere alcune
importanti rivendicazioni del settore siderurgico è oggi quanto mai possibile e necessaria. In questi ultimi tempi anche le varie organizzazioni sindacali italiane hanno ormai raggiunto la unità rivendicativa attorno alla riduzione dell'orario di lavoro e al miglioramento delle retribuzioni.
Non solo, ma praticamente sia la C.G.I.L.-F.I.O.M. che la C.I.S.L.-F.I.M. che la hanno avanzato la richiesta di aprire una trattativa con la Confindustria. Ciò che è necessario ora, non è attendere quelli che sarebbero i possibili sviluppi di una trattativa, ma rafforzare nelle varie aziende siderurgiche italiane e in particolare alla Falck, l'unità, la protesta e la mobilitazione attorno a queste sacrosante rivendicazioni.
Occorre che si superi da parte di tutti nella fabbrica le posizioni polemiche inconcludenti, che si affronti nelle C.I. unitariamente e chiaramente lo studio, formulando proposte concrete per stabilire l'entità della riduzione dell'orario di lavoro e di quanto deve essere aumentato il salario: attraverso quali forme proporre ciò alla DiGe per concludere favorevolmente le rivendicazioni.
E' ora che la famiglia Falck rinunci a una parte dei suoi considerevoli profitti e dare veramente, un miglioramento alle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori. Se non lo vorrà fare, ci penseranno i lavoratori a costringerla con la azione.
UNA "CONQUISTA, IRRISORIA
Non si inganna nessuno dicendo che il p r e m io « strappato » dai rappresentanti « democratici » è irrisorio rispetto alle possibilità della Falck.
Se facessimo i conti esatti di tutto quanto Falck non ci dà in un anno ne uscirebbe una cifra molto più vistosa di quella che rappresenta il premio.
Le paghe sono tra le più basse del settore e questo basta a far perdere almeno 50 lire ogni ora che si lavora, viceversa l'aumentato incremento del rendimento del lavoro (cioè, per noi della Falck specialmente, il maggiore lavoro svolto 1 è superiore al confronto di moltissime altre fabbriche Continua a pag. 4
Anno VI - N. 1 Sesto S. Giovanni, Gennaio 1957 LIRE QUINDICI
OCCORRE SUPERARE LA POLEMICA INCONCLUDENTE PER COSTRINGERE FALCK A CEDERE UNA PARTE DEI SUOI LAUTI PROFITTI
L'UNITAIDELLE C.I.
CON
SI POTEVA OTTENERE DI PIÙ
dalla fabbrica e dai reparti
UNIONE "Cagnaro„ Lami-Acci
L'appellativo che la mensa si è guadagnata in tempo di guerra non è certamente oggi meno appropriato di ieri.
Infatti chi ha la sventura di consumare il magro pasto in questo locale — se così lo si può chiamare — non può non avere la sensazione di trovarsi in un vero e proprio canile. Basta dare un'occhiata al soffitto per rendersi conto di quanto sia, non diciamo antiestetico, ma addirittura nocivo e anti-igienico mangiare in un siffatto ambiente.
Tavoli e pavimenti che per scarsità del personale cli mensa, vengono lasciati sporchi e sudici da rivoltare lo stomaco anche ad un fachiro ; le lunghe panche che hanno preso il posto dei vecchi sgabelli, devono, per mancanza di spazio, essere unite, così che quando un operaio deve prendere posto al limite della tavola vi deve montare in piedi e scomodare tutti quelli che stanno mangiando. Piatti di alluminio contorti e vasetti di marmellata sbocchettati formano le stoviglie di quello che i nostri cari dirigenti chiamano «Albergo-Mensa» 'ma dove non vorrebbero mai consumare i loro pranzi in posti dove i topi fanno da camerieri e da padroni nel tempo stesso.
Fare delle proposte perchè venga sistemato questo luogo che rappresenta la vergogna di chi ne è alla testa, è nostro dovere, ma è anche dovere di ogni commensale far sentire la propria voce al riguardo.
E' mai possibile che possa persistere uno stato simile di cose?
Vi sono alla Falck centinaia e centinaia di lavoratori che vengono dal bergamasco, dal bresciano e da molte altre province che per f o r z a maggiore devono mangiare almeno un pasto alla mensa se vogliono mandare qualche lira alla Moglie e ai figli lontani, e se per le ragioni su esposte questa gente si trova a dover consumare tutti i pasti nelle varie trattorie non sappiamo proprio come facciano a cavarsela.
Ricordiamo operai che la mensa è un diritto acquisito con dure lotte e se non vogliamo che qualcuno approfitti della nostra amnesia per farci perdere questo diritto dobbiamo chiedere con forza che questo locale sia al più presto reso decente alla funzione che gli spetta. E' un argomento questo sul quale ci dovremo tornare ma intanto perchè non invitare a pranzo l'ing. Gatti all'« Albergo-Mensa » del reparto Lami?
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Sale pompe e compressori.
A svolgere il servizio di vigilanza nelle sale pompe e compressori dello stabilimento Unione, sono adibiti 3 operai: uno per ogni turno di lavoro.
Gran parte delle ore di servizio questi lavoratori le svolgono in perfetta solitudine senza la presenza nellé sale di altri compagni di lavoro.
In caso di infortunio o di malore ( specialmente ai turnisti di notte) essi resterebbero senza possibilità di aiuto da parte di qualcuno, con le possibili conseguenze che è facile immaginare.
Sarebbe opportuno rimediare a questo inconveniente (e la legge vieta che un lavoratore resti solo sul posto di lavoro) e non pensare solamente a mandare di notte le guardie in ispezione nelle sale per dare sonore multe e basta.
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ACCIAIERIA
Provvedimenti alla nazista.
Non passa giorno che su questo reparto non si possa dire qualcosa.
Per poter registrare quello che la cronaca ci offre ogni giorno, non basterebbe il nostro modesto giornale, ma ci vorrebbe uno di quei giornaloni a 12 pagine che solo i miliardi di Falck potrebbe mantenere.
Noi ci limiteremo a segnalare quelle che a nostro parere rispecchiano maggiormente il clima di vera e propria dittatura interna di questo reparto, come del
resto vi è in tutta la fabbrica.
Quella che ha suscitato maggior perplessità in ordine di tempo è la comunicazione apparsa in questi giorni sull'albo di reparto nella quale si comunica un'ammenda di L. 1.040 per la rottura di 2 vetri a tutti gli operai che abbiano prestato la loro opera nei pressi della cabina pesa nella quale appunto furono rotti i 2 vetri.
A noi sembra che non si debba più parlare di semplice provvedimento disciplinare ma di vera rappresaglia nei confronti di quegli operai.
Se si pensa che i numeri di cartellino segnati nella lista sono più di una cinquantina non vediamo quale altro aggettivo dare a questo insulso provvedimento che fra l'altro è firmato dal capo reparto ing. Pancino.
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VITTORIA
Evviva Assisi...
Abbasso Roma!
Della faziosità tipica dei dirigenti della Falck è rimasto vittima l'operaio Fusi del Vittoria.
Il Fusi che doveva partecipare ai lavori del congresso del suo partito aveva chiesto alcuni giorni di permesso per recarsi a Roma. Il permesso gli è stato negato senza tanti preamboli.
Sapendo che le idee politiche del Fusi non combaciano perfettamente con quelle della Falck e conoscendo lo spirito liberale che anima i dirigenti aziendali non c'è proprio da meravigliarsi del fatto.
Ma l'amore per i paragoni ci porta subito a pensare a tutti i permessi che vengono concessi a chi si reca ad Assisi, senza poi pensare che questi permessi sono a quanto pare anche pagati.
Evidentemente Falck pensa che il clima di Assisi giovi più di quello di Roma ai suoi dipendenti.
Sarà poi solo questione di clima?
iffiuminninui
Dottor Amato
quasi K. O.
Allo stabilimento vittoria è avvenuto poco tempo fa uno strano fatto.
Il dottor Adamo venne a diverbio con un dipendente per avergli negato le ferie.
Dalle parole si passò ai fatti, i quali fatti, detto per inciso, avvennero fuori dallo stabilimento e fuori orario di lavoro.
Le conseguenze furono alcune contusioni e abrasioni sulla leggera epidermide del nostro ben amato dottore.
Di tutta la faccenda, oltre naturalmente i bernoccoli, ci interessa particolarmente un aspetto : il fatto che questo amato dottore non è nuovo come provocatore di incidenti.
Ci riferiamo particolarmente al brutto episodio A gostinelli che costò all'onesto operaio il licenziamento.
Orbene, di fronte ad un tizio che molto evidentemente è pagato per provocare i lavoratori non' è il caso di dire un solenne basta?
La risposta a chi di competenza. Lavoratori
IL SIDERURGICO
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ANCORA SANGUE SUL LAVORO
TRE INFORTUNI GRAVI ALL'UNIONE
Il 3 gennaio scorso verso le ore 10,30, l'operaio Amedeo Sala di 48 anni abitante ad Arcore, mentre stava lavorando ad una mola che gira a velocità altissima al reparto ORME dello Stabilimento Unione, si produceva delle gravi ferite alla mano destra ed all'addome in seguito alla rottura della mola stessa. Soccorso dai compagni di lavoro è stato poi ricoverato d'urgenza all'ospedale dove i medici si sono riservati la prognosi.
Al reparto Fonderia dell'Unione mercoledì 9 gennaio alle ore 11,30 si verificava un altro gravissimo infortunio che ha costretto il ricovero d'urgenza all'ospedale dell'infortunato.
L'operaio Marco Ventura abitante a Cinisello Balsamo, di anni 35 ammogliato e con una bambina di 5 anni, si feriva gravemente ad una gamba che gli rimaneva schiacciata fra un peso trasportato dalla gru a dell'altro materiale formato da grossi pezzi di acciaio.
Circa una settimana dopo, sembre all'Unione e pre-. cisamente all'Acciaieria, il muratore del reparto impianti Ugo Pasqualini di anni 50 con moglie e due figli, abitante a Sesto al villaggio Diaz veniva investito da dei mattoni caduti dall'alto di un forno mentre si trovava all'interno per delle riparazioni.
Anche lui è stato ricoverato all'ospedale per sospette fratture.
Questi naturalmente non sono i soli infortuni accaduti, ve ne sarebbero molti altri.
Giova ripetere che nel fare la cronaca degli infortuni che avvengono alla Falck, bisogna necessariamente tenere conto esclusivamente dei più gravi, altrimenti saremo costretti, semprechè avessimo le possibilità di essere tempestivamente e con esattezza informati, a dedicare l'intero giornale nell'elenco degli innumerevoli casi di infortunio.
Il susseguirsi di parecchi infortuni gravi, in queste settimane, nella fabbrica, pone ancora una volta al centro della nostra attenzione, questo doloroso problema.
Quando la Commissione
d'inchiesta ministeriale f ece la sua apparizione nei reparti, noi l'accogliemmo fiduciosi, perché sembrava si volesse affrontare in modo energico questa spinosa questione. Ma purtroppo, sebbene siano passati diversi mesi, permane il silenzio sull'esito dei lavori. Non si è risposto in particolare alle proposte concrete avanzate dai lavoratori contenute nei famosi 5 punti, mentre nella fabbrica la situazione è di molto peggiorata.
Questo peggioramento è determinato dal fatto che Falck insiste nella sua politica, tendente a spremere tutte le energie dei lavoratori, abbinando a questa le misure ricattatorie e discriminatorie per colpire le organizzazioni d e l movimento operaio.
La ripresa degli infortuni ha scosso i nervi dei dirigenti, i quali abbandonando l'atteggiamento di «comprensione» assunto nei giorni della Commissione d'inchiesta, insistono sul deprecato sistema di infliggere multe a destra e a sinistra colpendo anche operai che non hanno nessuna respon-
MIOFASCISTA
sabilità sull'infortunio. Noi, sicuri di interpretare i. sentimenti dei lavoratori, pensiamo sia giunto il momento che il Ministro Vigorelli faccia sentire la sua voce, questo silenzio a lungo andare diventa sempre più ingiustificato.
E' necessario anche che le Commissioni Interne riescano a trovare una piattaforma comune che non si limiti a rivendicare le misure di sicurezza, ma tenga conto della esigenza di ridurre lo sforzo fisico del lavoratore e attenuare le sue preoccupazioni, attraverso la riduzione dell'orario di lavoro, il miglioramento dei salari, ponendo fine alle discriminazioni, alle trattative separate, ed esigere che i dirigenti si comportino in modo più civile verso le maestranze.
L'unità deve presupporre la lotta, e l'esperienza ci ha dimostrato che solo con la lotta è possibile migliorare sensibilmente le proprie condizioni di vita e far abbassare le arie agli affossatori della democrazia nelle fabbriche.
Sui muri delle vie che conducono alle portinerie del «padrone delle ferriere» hanno affisso manifesti che dovrebbero far pensare seriamente ogni lavoratore a cui stanno a cuore tutte le conquiste della classe operaia e la•sua possibilità di difesa dagli attacchi padron ali.
«Stracciate la tessera della C.G.I.L.» dicono i manifesti illustrati con due mani che invitano i lavoratori al «bel gesto »!
Noi, da queste colonne, prima di definire una persona o un ente « fascista », l'abbiamo fatto con molta circospezione, perchè sappiamo cosa significa fascismo e cosa è stato per il nostro paese.
Ebbene, nel caso in questione, chi ha concepito ed ha ordinato l'a fissione non può che essere un rimasuglio del regime passato.
Quei manifesti non sono nuovi; sono stati rispolvereti dopo dieci anni di letargo consumato nelle cantine dei « padroni del vapore » e a fissi col 'beneplacido di quei sindacati che trovano certi « risultati » grazie all'azione padronale.
Metodi "convincenti„ della Direzione
Per far fronte alla catena infortunistica, le scienze occulte che dirigono la Falck, oltre ai soliti manifesti e volantini invitanti all'attenzione, hanno escogitato un altro sistema davvero originale e « convincente »: multe e provvedimenti disciplinari a chi s'infortuna.
Buona la trovata, vero?
Se non fosse per la gravità del problema le cui conseguenze sono la rovina di decine di operai ogni anno e lutto per altrettante famiglie, ci sarebbe di che ironizzare segnalando magari l'ideatore della brillante trovata al direttore del famoso Istituto di Torino, con relativa raccomandazione di stretta sorveglianza.
Il provvedimento comunque, con tutta la sua gravità e assurdità, c'è e viene messo in pratica : già alcuni operai sono stati redarguiti e multati fino alla penalizzazione di tre ore lavorative dopo aver subito l'infortunio.
Questo, per i dirigenti della Falck, è il metodo col
LA REDAZIONE quale intendono eliminare i numerosi infortuni anzichè riorganizzare e apportare modifiche al sistema strutturale e alle macchine che ormai hanno fatto il loro tempo.
Per essi (i dirigenti) non vi possono essere attenuanti di sorta, la percentuale infortunistica è troppo alta ; la Falck ha il triste privilegio di comandare la classifica dell'I.N.P.S.
Quindi, se i nostri sono andati alla ricerca di un espediente al fine di poter dimostrare all'uopo che la percentuale degli infortuni è diminuita, si sono sbagliati : non è con le multe che si evitano gli infortuni.
Eppoi : come possibile pensare che un operaio possa scegliere la via del sotterfugio anzichè quella dell'infermeria all'atto dell'infortunio?
Sarebbe davvero il colmo se si giungesse a tal punto sopportando a lungo certe angherie concepite e messe in pratica da menti in precarie condizioni!
Li hanno rispolverati credendo che fosse venduto il momento propizio dettato da certi avvenimenti internazionali a cui, tra l'altro, gli operai hanno già risposto nelle elezioni delle C.I. avvenute in questi ultimi tempi.
Secondo gli ingenui, i tarati, gli operai dovrebbero squarnire il fronte, assopirsi nel pericoloso letto dNlo assenteismo, lasciando fare al padrone e ai sindacati di comodo, i quali non possono, in virtù della loro politica, che trovare qualche risultato parziale, se il padrone fa da sostegno con qualche premio che avrebbe dovuto mollarlo comunque.
I lavoratori sanno benissimo cosa succederebbe se non ci fosse la C.G.I.L., se non ci fossero quegli operai militanti nel glorioso Sindacato che lottano e sono sempre in prima fila sfidando il licenziamento e il «campo di confino».
Facciano a meno, quindi, certi fantasmi di imbrattare i muri di fascismo, risparmino le forze certi sindacati, il progresso della classe operaia passa da una sola via: quella dell'unità
IL SIDERURGICO
...E TUTTO AUMENTA
Anche . quest' a n n o, col freddo e con le maggiori difficoltà del periodo invernale, sono arrivati i consueti aumenti dei prezzi. Consueti anche se nuovi nella entità e nella qualità. Infatti quest'anno la verdura, la frutta, la carne, i formaggi, l'olio e i grassi, hanno subito aumenti superiori a quelli dell'anno scorso.
E d'altra parte a dare una mano ai nostri bilanci, sono venuti altri aumenti.
I giornali, le tariffe ferroviarie, gli affitti, le tariffe tranviarie sono tutte voci che pesano sul bilancio familiare.
Per non parlare poi del costo del carbone e dei combustibili che, soprattutto dopo l'aggressione all'Egitto, è andato alle stelle.
In questo quadro si inserisce la decisione d e 11 a Giunta di Milano di aumentare le tariffe tranviarie per cui un operaio che viene da Milano o dai paesi della Brianza, si vede quasi raddoppiare il costo dell'abbonamento tranviario.
Mentre in contrapposto i salari non sono certo aumentati e la stessa scala mobile si è dimostrata sempre più insufficiente a star dietro al reale andamento del costo della vita.
I grandi monopoli che dettano legge in fatto di prezzi dell'energia elettrica, dei concimi chimici, dello zucchero, sono i primi e principali responsabili degli aumenti. Si è calcolato per esempio che lo zucchero potrebbe venire immediatamente diminuito di prezzo di 45 lire al chilo, se lo stato intervenisse per controllare e limitare in minima misura i profitti della Eridania zuccheri.
Dove non arrivano gli interessi dei monopoli e dei padroni, arriva la politica del governo che, anzichè intervenire per imporre la riduzione dei prezzi, favori-
Attività culturale della Biblioteca Rinascita
La Biblioteca « Rinascita » del Circolo Caduti per la Libertà, invita tutti i lettori del Siderurgico a frequentare la sua sala di lettura. Sono a disposizione le più recenti novità librarie.
La Biblioteca « Rinascita » in collaborazione col cinema Rondò è lieta d'annunciare l'imminente programmazione della 3 rassegna dei Film di Successo.
sce l'aumento degli affitti e toglie direttamente dalle tasche dei lavoratori somme ingenti attraverso le imposte dirette, tasse ingiuste poichè incidono nella stessa misura sul chilo di carne o sul pacchetto di sigarette comprato da Falck come su quelle comprate da un suo operaio.
Lo stato italiano ricava da questa forma di imposta 1'85 per cento delle sue entrate, mentre vi sono decine di migliaia di miliardari che evadono regolarmente e indisturbati il fisco.
E allora, come sempre, la soluzione è una sola... Se vogliamo che nelle nostre famiglie entri veramente un po' di tranquillità e di benessere.
Si vadano a prendere i soldi nei profitti dei grandi industriali, che invece della tassa sul sale si faccia pagare davvero e nella giusta misura la tassa sulla ricchezza.
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Carlo Benaglia
VALOROSO PARTIGIANO
Un grave lutto ha colpito i lavorati della Falck con la scomparsa dell'operaio BENAGLIA CARLO (Enea) di anni 53, che per lunghi anni ha lavorato al reparto Lame dello stabilimento Concordia.
Durante il ventennio fascista fu condannato dal Tribunale speciale a 4 anni di carcere, dopo dei quali subì una ventina di arresti.
Ha partecipato alla guerra di Liberazione in qualità di comandante della 183.a Brigata Garibaldi.
Sia di esempio questo semplice operaio che tutto ha dato per la causa della democrazia e della giustizia sociale.
CHE CUORE
L'intervento dell'ing. Sordo al Consiglio Comunale sui fatti d'Ungheria è stato, da un verso, per lo meno stupefacente, per chi lo conosce naturalmente.
Egli si è sforzato di mantenersi al di sopra delle fazioni politiche sciorinando un linguaggio assai pietisticc, esortando tutti alla « comprensione » ed alla necessità di « aiutare tanti poveri esuli in istato davvero pietoso ».
Prescindendo dal contenuto delle proposte colle quali potremmo essere d'accordo, particolarmente là dove si mette in risalto che in determinate congiunture non si possono fare discriminazioni e che i bambini ungheresi non sono diversi dai bambini egiziani, algerini, guatemaltechi, ecc. ecc., ci stupisce il fatto che proprio al Sordo è toccato di parlare su un tema così « profondamente umano ».
Ci stupisce perchè l'ing. Sordo di comprensione e umanità non ne ha per niente, anzi, sono prerogative in stridente contrasto. al suo operato: — per i suoi operai ci sono multe e provvedimenti disciplinari a josa per un nonnulla.
Facciamo presente all'ing. Sordo che al Consiglio Comunale vanno anche i suoi operai, per cui certe messe' in scena non gabbano nessuno; per parlare in un determinato linguaggio occorre avere le carte in regola, occorre essere meno abbondanti nelle multe riconoscere i meriti professionali anche agli operai che la pensano diversamente da lui.
Solo allora si potrà ascoltarlo senza scetticismo.
Una proposta a Falck
Nello scorso numero avevamo denunciato la situazione precaria in cui si vengono a trovare gli operai della Falck costretti ad assentarsi dal lavoro in caso di malattia o di infortunio.
Oltre che a dare un giudizio sul problema, abbiamo anche fatte delle proposte che però, almeno finora, non sono state ascoltate da chi di competenza.
E' inutile però fingere di non sentire o cercare di nascondersi, il problema esiste, è grave ed è molto sentito da gli operai, i quali si chie-
Una conquista irrisoria
Continuazione dalla pag. 1 similari, e sicuramente di quelle di tutta la Lombardia.
Questa situazione è nata dalla divisione in atto tra i vari rappresentanti nelle C I. favorendo esclusivamente il padrone.
Si poteva e si potrebbe fare molto di più se ci fosse l'accordo fra tutte le correnti ed un esempio pratico è quello delle Acciaierie di Bolzano di proprietà Falck.
Alle Acc. di Bolzano si era concordato un premio annuale che equivaleva circa 200 ore, dunque il doppio di quello che hanno dato a noi.
Quest'anno però, l'importo relativo al premio è stato messo in paga facendo così aumentare i salari e gli stipendi del 9 per cento.
La cosa porta a evidenti. vantaggi il primo dei quali è che l'aumento resta definitivo mentre prima era un premio che poteva (visti i metodi di Falck) anche non essere dato.
In più ora il cottimo gioca su una più alta paga aumentano altresì i guadagni derivati dalle ore straordinarie, notturne, festive ecc.
Infine è stato concordato un premio per tutti i dipendenti di circa 100 ore da distribuire in agosto.
E' facile fare il confronto con quello che è stato ottenuto qui da noi, perciò insistiamo col dire che è indispensabile l'unità dato che alla Falck i problemi non si sono esauriti nell'aver riscosso q u e s t' ultimo premio, anzi, è il caso di dirlo, sono aumentati.
giornate sino a garantire un salario sulla base di 40 ore settimanali.
dono indignati perchè alla Falck non sia possibile fare qualcosa seguendo l'esempio di grandi fabbriche che hanno già fatto molto per risolvere giustamente questo problema.
Tanto per incominciare Falck dovrebbe almeno imitare la Magneti Marelli la quale, ai suoi iscritti all'Albo d'Onore dell'ass. anziani del lavoro che ancora prestano servizio nella fabbrica in caso di infortunio o di malattia, effettua il pagamento dei tre giorni di carenza e integra le altre
Detto ciò, noi siamo sempre convinti che questo trattamento sia possibile farlo a tutti gli operai della Falck dato che i mezzi non mancano ma altresì pensiamo che per il momento sarebbe già positivo iniziare con gli anziani poichè ne beneficerebbero parecchi lavoratori che si sono logorati sotto lo sfruttamento di Falck.
IL SIDERURGICO
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