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Siderurgico9

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Anno V - N. 2

Sesto S. Giovanni, Dicembre 1956

LIRE QUINDICI

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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK

Direzione, Redazione, Amministrazione: Via G. E. Falck, 74

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Sesto S. G.-Milen -tondo Ce PCI

La lotta degli operai deve cancellare per sempre questa vergogna

"pro Ungheria„

"CAMPO DI CONCENTRAMENTO„

« Certamente sarebbe stata cosa lodevole aprire delle sottoscrizioni anche nelle occasioni sopra elencate, ma il fatto che non sia avvenuto non giustifica il rifiuto opposto dai socialcomunisti alla iniziativa Pro-Ungheria ». Queste sono le « argomentazioni » che il settimanale « Luce » — sempre lestissimo a difendere Falck — ha addotto, quale giustificazione della manovra farisea da essi escogitata, al volantino della Fiom nel quale si chiedeva: « ...come mai iniziative come quella sunnominata non sono nate per i lavoratori egiziani, algerini, ciprioti che soffrono sotto il giogo del colonialismo, e tanto meno per le famiglie colpite dall'alluvione? ». L'iniziativa, promossa dalla Direzione, anche sé occultata dietro il paravento di operai in buona fede, ha avuto uno scopo meramente politico: ai Falck, alla redazione del « Luce » ed alle organizzazioni che prestano il fianco in tal senso, non sta a cuore la sorte o il bisogno degli esuli ungheresi. Questi ultimi son fatti oggetto di speculazione politica, dalla loro situazione si trae lo spunto per fare dell'anticomunismo, per fiaccare la combattività della classe operaia gettando discredito sulle organizzazioni che la dirigono. Quando si è ispirati ai principii sani, di «solidarietà umana», non possono sfuggire le iniziative in favore di quei popoli i quali sono impegnati da anni in una durissima lotta contro i capitalisti sfruttatori le cui repressioni hanno insanguinato l'Algeria, Cipro, l'Egitto, il Guatemala ecc. ecc. Dunque: smascherare i farisei è più che facile, particolarmente nei momenti in cui i fatti mettono a nudo la loro ipocrisia. Quest'anno le popolazioni polesane sono state ancora col= pite dalla furia degli elementi, però, per loro, il tocco della campagna della «solidarietà umana» non è stato forte come quello dell'Ungheria: sul-

In esso vengono isolati glioperai rei di fare del sindacalismo — vengono sottoposti alle peggiori umiliazioni — la lcro qualifica viene cancellata, la paga decurtata in conseguenza del lavoro che ivi svolgono. Rammentiamo le parole detteci da un operaio venuto a trovarci in redazione a proposito del « campo di concentramento »: « ...chi l'avrebbe detto che i padroni nelle fabbriche potessero giungere a così tanto, dopo le dure lotte sostenute dal popolo italiano, dagli operai che hanno salvato le fabbriche e sono stati gli artefici della vittoriosa Insurrezione Nazionale, particolarmente coloro i quali oggi vengono colpiti prosegifendo sulla via indicata da quei partiti che hanno dato il maggiore tri1uto di uomini e di sangue!? ». E' vero. Se i Falck, i Pirelli, i Valletta son potuti giungere a tal punto, se essi possono adottare sistemi i quali violano ogni norma democratica e costituzionale andando oltre al « Qui si lavora, non si fa politica » di mussoliniana memoria, lo si ,deve principalmente a quei governi che hanno retto le sorti del nostro Paese in questi anni, in cui si è potuto udire, alla Camera, un Scelba affermare che la Costituzione è una trappola ». Gli arbitrii, i licenziamenti, i campi di concentramento sono la derivante di una sovrastruttura compromessa fino al midollo con le forze del capitale, tramutando uno Stato

le mamme, sui bambini nostri non si può fare dell'anticomunismo, anzi, verrebbero alla luce le deficienze e la politica immobilista del governo democristiano e di Falck, per cui niente propaganda, solo dimenticatoio e miseria per le famiglie del Polesine. Organizzando la sottoscrizione, si son ben guardati di interpellare le Commissioni interne alle quali spetta il com-. pito di coordinare tutte le iniziative a cui dovrebbero partecipare operai e impiagati:

nato sul diritto in uno poliziesco, in difesa degli esclusivi interessi della reazione. I campi di confino, di concentramento, hanno avuto luogo non solo alla Falck, la creazione di questi reparti è stata elaborata nelle sedi industriali estesa poi in molte altre fabbriche. In questi «campi di concentramento » vengono isolati gli operai di certe tendenze, che «danno fastidio» perchè il loro comportamento può essere di sprone agli altri. . • I padroni isolano questi operai, li vogliono umiliare, gli tolgono la qualifica decurtandogli anche la paga, li vogliono fiaccare fino a spingerli,

se possibile, a rinunciare ai loro ideali. La lotta degli operai, l'azione di questi solo può imporre l'estinzione di una simile vergogna, in cui vengono relegati padri di famiglia, operai onesti e stimati da tutti. E' necessario, bisogna per forza di oose organizzare un'azione tale da battere sulla breccia chi ha tanto osato. Ogni mossa del padrone è posta sempre in termini di classe, cerca sempre di mettere a dura prova i lavoratori, devono essere quindi i lavoratori stessi a dire NO, altrimenti lo spettro del campo di concentramento sarà davanti a loro in tutte le manifestazioni.

GRAVE INFORTUNIO

BRACCIO STRITOLATO Alla tragica catena degli infortuni alla Falck va ad aggiungersi un nuovo gravissimo infortunio che è costato un braccio ad un lavoratore. L'operaio tornitore Pietro Chiappa di 38 anni da Cinisello Balsamo, giovedì 22 novembre scorso, mentre era intento alla tornitura di un manicotto sul grande tornio verticale del reparto O.M.E.C. del-

l'esautorazione è stata fatta di proposito evitando una procedura libera e democratica. Gli operai sono stati costretti a portare le loro decisioni non in Commissione interna, ma negli uffici di reparto in cui: luogo, personale addetto e possibilità di controllo sono fattori coercitivi e di monito. Così, in questa atmosfera, si è arrivati alla sottoscrizione il cui esito dovrebbe essere « terpretato come una pura e semplice espressione contro i socialcomunisti ».

l'Unione, aveva il braccio destro stritolato fra il pezzo rotante in lavorazione ed il suo grosso utensile che stava asportando il metallo in un foro cieco. Al poveretto, trasportato immediatamente al Centro traumatologico di viale Sarca, gli veniva amputato il braccio al di sopra del gomito. Questa la notizia nuda e cruda, che non sarà dissimile da quelle riportate a suo tempo dai giornali. Ma noi cred eamo che ci siano altre cose da far sapere per adempiere ati un dovere onesto di informazione. Sono molti a chiedersi come è potuto accadere un'infortunio così grave ad un operaio della capacità e della esperienza di Chiappa. Alcuni elementi raccolti ci possono servire per rispondere a questa domanda. Ci è stato detto che il pezzo in lavorazione non era adatto ad essere sistemato su di un tornio verticale, senza prima praticargli Continua a pag. 3


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