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Siderurgico5

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H erur ico

PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK

Direzione, Redazione, Amministrazione : Via Laminatoio, 74 - SESTO S. GIOVANNI

LE ELEZIONI

della Commissione Interna

Verso la metà del dicembre scorso, si sarebbe dovuto eleggere le nuove C. I. degli stabilimenti Falck di Sesto San Giovanni.

Al principio di quel mese i Comitati delle liste presentate, presero contatti con le Direzioni locali, si trattava solo di decidere le forme organizzative per lo svolgimento libero e corretto delle elezioni, senonchè le Direzioni avevano delle modifiche da apportare, limitando il tempo e diminuendo i seggi al confronto degli altri anni.

Ecco gli « ordini di Falck » perchè di certo sono ordini superiori. Votare fuori orario di lavoro ed in una giornata sola al Vulcano, al Vittoria, al Concordia, alla Geva, e per due giorni all'Unione. I seggi dovrebbero essere nelle portinerie. Gli equiparati dovrebbero votare con gli operai, e non assieme agli impiegati come nel passato.

Come si vede, modifiche inaccettabili che i comitati elettorali respinsero, insistendo perchè si addivenisse, se non alle norme passate, almeno a norme che consentissero il libero svolgimento delle votazioni. Le direzioni restarono e sono tuttora sulle stesse posizioni inaccettabili, violando !o accordo interconfederale,. il quale stabilisce chiaramente che tutti devono avere la possibilità materiale di votare nella più assoluta libertà.

Riteniamo inutile entrare nei dettagli delle possibilità, con simili orari e sotto gli occhi delle guardie, avrebbero i lavoratori di andare alle urne come l'accordo di loro diritto, infatti moltissimi operai hanno i treni, le corriere, le quali hanno un orario. Col tempo concesso da Falck, potrebbero votare nella più ottimista delle previsioni, circa il 30-40°:, degli elettori.

Evidentemente Falck, dopo gli ultimi grandiosi scioperi unitari, ha pensato a questa nuova forma di sabotaggio per colpire lo strumento unitario che più lo ostacola nel suo

continuo tentativo di imprigionare ì lavoratori.

Le rivendicazioni e gli impiegati

Cercare di far diminuire la Nella grande lotta che è in alta percentuale di votanti che corso in Italia per gli aumenti si era sempre registrata, per dei salari e degli stipendi, vi poter dire che i lavoratori non è una macchia, una macchia, sanno di che farsene delle che per le tradizioni di lotta

C. I. non doveva macchiare Sesto Compresa questa ragione, i S. Giovanni, essa è nella noComitati elettorali, hanno in stra fabbrica. modo unitario impegnato i sin- Infatti nei giorni in cui in dacati provinciali della FIOM e tutta Italia non si sentiva il della FIM a fare passi oppor- rumore delle macchine nelle tuni verso l'Assolombarda, per fabbriche, qui il ticchettio del-

Le rivendicazioni della

C. G. I. L.

La tabella che noi sotto pubblichiamo è quella derivànte dalla applicazione del conglobamento e della perequazione della contingenza, escludendo gli altri aumenti richiesti di

le macchine da scrivere ed il fruscio delle penne sulla carta, continuava.

Non si vorrebbero scrivere certe cose ma la necessità ce lo fa fare.

Abbiamo visto davanti alle portinerie dei nostri stabilimenti, disertate dagli operai, l'entrata degli impiegati.

Abbiamo visto lei, collega capofamiglia, che pur essendo d'accordo sullo sciopero, entrava pensando ai libri per i suoi bambini che doveva comperare e pagare la rata del riscaldamento; dimenticando che anche l'operaio ha i bambini e la casa da scaldare, conto del !Ornai° ed una paga inferiore alla sua.

Abbiamo visto lei giovane collega, che non scioperando crede di facilitare la sua carriera (molto illusoria) non pensando che se anche potesse' riuscire, il rimorso della cattiva azione compiuta, sempre l'avrebbe sentito.

Abbiamo visto lei signorina, giovane impiegata alla macchina da scrivere, entrare senza forse rendersi conto della grandezza della lotta in corso, forse pensava che con lo stipendio di quel giorno, di aiutare (continua in 4a pag.)

richiamare all'ordine Falck e ricordargli che in Italia ci sono anche i lavoratori con i loro diritti e che bisogna tenerne conto.

Dunque, in modo unitario i Sindacati faranno i passi necessari che a loro competono, ma è chiaro che la maggiore pressione dovrà venire da noi lavoratori che siamo a diretto contatto del padrone.

Noi lavoratori sappiamo molto bene i sacrifici che costarono queste istituzioni ai nostri fratelli morti, incarcerati, licenziati, sappiamo altrettanto bene che le C. I. sono per noi della massima importanza, perché difendono gli interessi di Continua in 2a pag.

IL NOSTRO

Come giornale, « Il Siderurgico », ha considerato la propria esistenza strettamente legata agli interessi dei lavoratori.

Per questo il giornale, lusingato dai favori ottenuti, invita i suoi lettori a una operante collaborazione, per portare avanti, sempre, la voce della verità e della giustizia.

Noi operai abbiamo viva la aspirazione di una concezione rinnovata materialmente e moralmente, e rivolta a migliorare e a elevare i nostri rapporti e le nostre coscienze.

GIORNALE

« Il Siderurgico » si augura che le calde simpatie con cui i lavoratori lo hanno accolto finora, lo aiuti nei nuovi propositi che esso prospetta per il lavoro a venire.

Collaborate tutti, collaborate per apportare nuove forze al giornale operaio, collaborate affinché « II Siderurgico » sia sempre migliore e più interessante, noi abbiamo bisogno delle esperienze e dell'aiuto di tutti, per tener viva la nostra coscienza operaia, la nostra tradizione di liberi lavoratori.

categoria. mensili Impiegati la categoria . 2' categoria . 3aa categoria 3ab categoria Impiegate categoria . 2a categoria 3aa categoria 3ab categoria Equiparati . L. 6.207 la categoria . » 4.718 2' categoria . l' categoria . 2" categoria . Quote Operai Operai specializzati . L. 4.276 Operai qualificati . . » 3.840 Manuali specializzati » 3.634 Manuali comuni . » 3.410 Operaie l' categoria L 3 340 categoria . . » 3.162 categoria » 2.966 . L. 8.492 6.399 4.764 » 4.036 . L. 7.388 . » 5.567 » 4.145 . » 3.512 . L. 5.400 4.1 as Ar. lo In - N. 1 GENNAIO 1954 LIRE DIECI

Reparto che vai... problema che trovi

Vittoria

Fino a poco tempo fa si po teva avere la possibilità di po ter leggere il giornale che veramente il giornale di tutt i lavoratori, fuori della portineria di questo stabilimento; ora non più, la Direzione dello stabilimento ha fatto levare l'albo murale in cui veniva ,affisso l'Unità.

Vulcano

In questo stabilimento, ov _ per la lavorazione che si svol è ge (lavorazione più nociva i più sporchevole degli altri sta bilimenti) si trova che il po sto ove gli operai si lavano, è semplicemente indecente, pe non dire schifoso.

Già tempo addietro la Direzione aveva tentato di poter togliere l'albo, trovando la scusa che non era autorizzato dal Commssariato di P. S., invece il Commissario aveva risposto che non ne sapeva nulla, così nulla era stato fatto.

Ora invece la Direzione ritornata alla carica, ha trovato il Commissario che le dava ra.. gione; da notare che nel frattempo il Commissario di P. S. è cambiato, e questi ha detto che ci voleva il permesso.

Noi non vogliamo polemizzare col Commissario, vogliamo solo richiamare la Direzione dello Stabilimento ad essere più coerente alle sue affermazioni in quanto ad ogni piè sospinto essa dice che fuori della fabbrica si è liberi di fare qualsiasi propaganda, per_ chè allora ci si è preoccupati di far levare l'albo?

Forse che la Direzione ha fatto togliere l'albo, preoccupandosi della salute degli operai? Dato che moltissimi si fermavano a leggere il loro giornale e con questo gelo c'è il pericolo di qualche malattia.

O. M. C. Unione

Corre voce che è stato fatto un progetto per l'allargamento dello spogliatoio ed il cambio dei credenzini. Ne diamo notizia ben volentieri, sperando che si trasformi in realtà.

O. M. M. Unione

Egregio Direttore, Leggiamo nel N. 5 del suo giornale che al Rep. Sele non si fanno aumenti, pertanto teniamo a precisare che anche al nostro reparto non si aumenta a chi merita, infatti siamo molti che non ci si ricorda la data di quando ci hanno fatto l'ultimo aumento di merito, sebbene a detta dei capi noi lo meritiamo; discutendo fra noi siamo giunti alla conclusione che forse Falck ha bisogno che noi gli facciamo un prestito.

Oppure bisogna fare l'« informatore » della Direzione per averne?

Un gruppo di operai del rep.

O.M.M.

Infatti come lavabo vi è una vasca lunga ed un po' sopra elevato un tubo con diversi fori che fanno da rubinetti ; ora se si va nelle fattorie in campagna, si vedrà che l'abbeveratoio per le bestie, è uguale se non migliore.

Chiediamo alla Spett. Direzione del Vulcano, cosa si aspetta a costruire delle doccie e mettere dei lavabi degni di esseri umani, che per otto ore lavorano di un lavoro che fine_ ca ogni fisico per far sì che ogni operaio finito il lavoro possa fare una doccia che lo lavi e nello stesso tempo lo rinfreschi, in un posto degno di un uomo civile.

Vittoria

Allo stabilimento Vittoria, per chi non lo sapesse, vi lavorano circa 650 lavoratori, un numero abbastanza discreto; ebbene sembra che ciò non sia vero e la prova la fornisce la Direzione di questo stabilimen_ te. Infatti negli spogliatoi esistono solo quattro (4) docce, si faccia il calcolo di dare un quarto d'ora di tempo per ogni operaio e calcolandone quattro per ogni doccia alla sera, noi avremo così il numero di 96 operai alla settimana che possono usufruirne, ammettendo, anche i tre turni, avremo la somma di 350 lavoratori che possono fare la doccia in una settimana.

Questa è la prova che la Direzione fornisce « dato che solo quattro docce continuano acj esserci » Che il numero dei lavoratori del Vittoria non sono 650 circa.

Scherzi a parte, gli operai chiedono che altre docce siano messe a loro disposizione, perchè lavorare ci si sporca ed una buona rinfrescata fa bene, se non è preceduta da un'ora di attesa, dopo otto ore di lavoro. * * *

Sempre riguardo allo spogliatoio, non sarebbe ora di cambiare i credenzini e mettere quelli più lunghi, così da non dover arrotolare giacche, paletò, •pantaloni, come quando si era a militare, dato che lo zaino lo si ha dimenticato, speriamo per sempre). Gli ape_ rai fanno presente che con la paga attuale non hanno vestiti da buttar via.

Le guardie...

E' strana veramente la men_ talità. che artificiosamente viene creata nel modo di pensare _ delle nostre guardie.

Eppure questa gente arriva

al punto di dire agli operai che loro sono dei superiori e perciò vanno « rispettati » come tali.

Certo è che tutta questa faccenda incomincia a urtare maledettamente i lavoratori, i quali hanno sempre saputo, che i loro superiori, fossero i capi, gli impiegati, ma mai hanno pensato che delle guardie fossero superiori.

Il perchè di tutto questo va ricercato nel modo di pensare di tutti quei cavalieri « colonnelli » che comandano questi poveri diavoli di uomini in divisa.

Questi cavalieri « colonnelli » sono gente abituata a ragionare a loro modo, sono seni_ pre vissuti in divisa militare, carabinieri ecc, per loro esistono, anche se oggi sono in borghese, solamente i gradi e le divise, chi porta una divisa, chi ha un grado, ha il diritto di essere superiore.

Cosa credete di essere in caserma, fate gil interrogatori, spogliate gil operai, fate delle inchieste, strappate i comunicati, ficcate il naso nei cassetti ecc., ma' sapete almeno signori cavalieri « colonnelli » che per fare cose simili anche la Pubblica Sicurezza deve rispettare certe leggi?

Noi speriamo che questo possa bastare a mettervi sulla buona strada •di uomini in bor_ ghese.

ELEZIONI C. I. fronlinuaz. dalla ]a pag.) tutti i lavoratori senza distinzione di idee politiche, religiose, sindacali, ecc., e sappiamo infine, quali sarebbero le nostre condizioni se non avremo più chi ci difenderà e ci guiderà nella lotta continua contro il padrone.

Nella vita dei lavoratori non sono mai avvenute migliorie senza sacrificio, e non si sono mai avute conquiste di nuovo minacciate dal padrone se non fossero state difese dai lavoratori.

Per queste ragioni sopratutto sapremo legarci in modo indissolubile tra di noi nella convinzione che solamente così fermeremo la mano di Falck?

I lavoratori uniti sono invincibili, noi della Falck con questa unità fermeremo i propositi di Falci< e marceremo verso migliori condizioni di vita e di libertà

Che cosa succede al Concordia

In questo stabilimento le cose, da un po' di tempo, vanno peggiorando sensibilmente, an_ che per quanto riguarda la produzione.

Da una parte si spostano operai capaci e qualificati a fare lavori "che non sono i loro, persino a spalare la neve all'Unione, dall'altra, si trovano cavilli per cambiare il sistema di cottimo di questo o quel reparto, a danno di chi lavora, a danno di chi suda. . Il perchè di tutto questo è facile a comprendere a chi vive in quella fabbrica: si conosce i dirigenti e si sa che questi qualunque cosa debbano fare, vorrebbero farla senza tener conto dei lavoratori, dei loro interessi, dei loro rap presentanti.

Ma ora lo stato di cose sta diventando troppo pesante, e già i lavoratori manifestano la loro ribellione a questi metodi, gia gli operai del L.A.F.E. fanno pressione sulle Commis_ sioni Interne per vedere come risolvere la questione dei loro spostamenti, già gli operai della P.R.O.C. fanno delegazioni alla Direzione con un membro della Commissione Interna. Questo è già buono anche se gli esiti sono limitati, però i lavoratori sanno che posseggono altre armi ben più forti per far valere i propri diritti, sanno che quando sono uniti l'azione contro •il padrone è meno difficile, e quello che sopratutto merita il nostro plauso è che questi lavoratori hanno capito orami da lungo tempo che è solo la lotta a risolvere i problemi come i loro e che solo la lotta unitaria può piegare tipi come i loro dirigenti.

Mensa Vittoria

In questa mensa sembra che il tempo non venga tenuto in nessùn conto; infatti gli operai che al mezzogiorno ci vanno a mangiare devono mettersi in fila davanti ad un'unico sportello, così che quando l'ultimo di loro arriva a prendere il suo modesto pasto, sono già trascorsi 20 e anche 25 minuti.

Tutti sappiamo che è già poca un'ora per lavarsi, mani'are e ritornare sul posto di lavoro; ora aver 'da aspettare tut_ to quel tempo è un po' troppo.

Invitiamo i responsabili del_ la mensa del Vittoria- a prendere provvedimenti per snellire e migliorare la distribuzione dei piatti. Si mettano due uomini in più e tutto sarà risolto.

2 i l siderurgico

Intimidazioni e violazioni

Le nostre Ferie

Dallo strapotere di Falck nelle « sue » fabbriche non -ci occorrevano ulteriori prove, per dimostrarlo, purtroppo le varie direzioni aziendali, sera. polosamente orchestrate dalla Di Ge di Milano, hanno voluto -fornirci di una nuova prova, in verità non richiesta'

In seguito alla proclamazione dello sciopero unitario dei ferrovieri, parecchi lavoratori che abitano lontano, si sona_ preoccupati di chiedere, alla vigilia dello sciopero, una gior. nata di ferie oppure di per. messo, non potendo logicamente venire al lavoro se i tre. ni non avessero viaggiato.

Dai vari «-dottori » di reparto però, si sentivano ri-spondere che per loro sarebbe stata considerata assenza « ingiusticata » l'eventuale giorna ta persa.

Le C. I. intervennero facendo notare l'assurdità di simili provvedimenti, ma come di abitudine le Direzioni tirarono diritto... dicendo che dopo lo sciopero si sarebbe esaminata la questione.

Così avvenne che parecchi lavoratori per timore del pe' gio, vennero al lavoro <mezzi di fortuna o propri. dalando magari per qr

E' l lavoro oggi l'aurora

Chi ancora guarda l'aurora?

Mo cuore, ma tu lo sai!

E non è per essa che ancora batti?

la giornata di sciopero, che Falck prevedeva poco felice per lui.

Detto questo, si *possono per così dire, tirare le somme, d, propositi di Falck in tutta q, sta faccenda poco pulita. zano all'occhio subito i chè di tutto questo mo agire, da un lato si mettere i lavoratori hanno usufruito dei t tro i ferrovieri, da va contro il diritto ro, tentando con di far diminuire e- degli sciopera

,rdi a di non li conaltro si i sciopeai mezzo, percentua-

Però i lavo scienti delle r ori sono coscienti che ha il govern, (n'arda la 1 rer quel che ri.a dei ferrovieri, e di quel] Falck e della Confindru .a per noi lavorato-

ri dell'i .ustria, per questo non si aro lasciati e non si se lascia3er no ingannare. Anche ni si sono messi in fele, ri hanno fatto un po' per e _rezza ma sopratutto per' 1 pressione esercitata dall'aparato di Falck su di loro.

Tanti e tanti e tanti, vicino a te e lontano ogni dì s'alzano e non anni impugnano, forse armi sono, martelli, vanghe, Libri, e vanno con questi lor vivi arnesi, la terra è tutta un cantiere, ogni dì è lavoro, quando lavoro sulla terra intera, da secoli da millenni, curvo era sino a ieri ma ora di se è fiero s'anche duramente ancor soffre e lotta, ben saldo nel volere mai più guerre nè torture, nel volere il mondo trasformato in fraterno giardino, oh mio cuore, più non devi gemere, abb fede, tu vedi, è il lavoro oggi l'aurora! (di SIBILLA ALERAMO)

COMMISSIONE antiinfortunistlen ?

UNA BELLA LOTTA Fonderia Unione

,eche

Come sempre le percentuali esposte da Falck sono « fasulle », sono inventate apposta per mettere lo sconforto e la diffidenza fra i lavoratori, sperando di far credere, che se

LEGGE - !E iFFONDETE SOSTENETE

Lontano da noi l'idea di prendere in giro questa Commissione. Tutti i lavoratori ne conoscono l'utilità della sua esistenza : Però! Se vi è un però, ed esso consiste nel fatto che la suddetta commissione si prende la briga di offendere i lavoratori, mandando delle lettere in questo tenore : « Abbiamo constatato che negli ultimi due anni Lei ha subito N° 10 infortuni... Altri suoi compagni con lo stesso lavoro ne hanno subito pochissimi e di lieve entità... »

Quindi la lettera prosegue richiamandolo energicamente (testuale) infine lo si ricatta e minaccia.

Queste lettere sono state mandate a dei lavoratori del Vulcano e del Vittoria.

Per queste cose noi protestiamo energicamente, perchè l'infortunio avviene quasi sempre per il troppo supersfruttamento che vi è nella fabbrica.

In questo reparto, senza con_ sultare gli operai e le C. I., passando sopra al contratto di lavoro (art. 16), la Direzione arbitrariamente ha preso la decisione di passare gli operai della Fonderia Ghisa a cottimo individuale, quando prima era sempre stato collettivo.

Gli operai che subito hanno capito che oltre a danneggiarli materialmente con decurtazione di salario, vi era in questo modo anche l'aumento del supersfruttamento.

Nella giornata di lunedì 111-1954 essi si sono fermati, portando la loro protesta davanti ai dirigenti di reparto, Ferrero e Morandi. Quest'ulti_ mo, dottore amministrativo di reparto, con l'arroganza che nella maggioranza contra stingue questa categoria, non voleva ricevere gli operai, anzi ebbe a dire delle parole che non riportiamo tanto esse sono meschine e arroganti.

o :a in questa stagione poco 2ropizia, altri restarono a Sesto a dormire senza poter avvisare i familiari e con una spesa per niente modesta.

Tutto questo accadeva il 10 dicembre.

Quattro giorni dopo invece, tutto veniva « rivoluzionato » dalle Direzioni, e così alla vigilia dello sciopero unitario del settore industriale, una cir. colare della ditta dava facoltà a tutti i dipendenti di mettersi in ferie o in permesso in quel-

la quasi totalità dei lavoratori era fuori fabbrica, lo era perchè in ferie e perciò col beneplacito di Falck.

Questo è compreso dai lavoratori e siano certi che nelle lotte future non vi saranno nemmeno queste defezioni che oggi riscontriamo, cosi tutti uniti andremo contro Falck per avere pieno riconoscimento dei nostri sacrosanti diritti che stanno ormai da troppo tempo sul tappeto per essere risolti.

L'operaio ha bisogno di lavorare e l'attenzione sul lavoro ce l'ha anche fin troppo, ed essa sfibra, perciò l'operaio si fa male. Con i soldi del periodo infortunistico un operaio fa la fame, e tutti lo sanno, perciò sempre si è attenti nel lavoro.

Invitiamo perciò la Commissione Interna a rimanere nella regola di ciò che le compete, e non ad uscirne fuori come nel caso sopraindicato, in caso contrario come è già stato fatto una volta, le lettere verranno inviate a Sua Ecc. il Prefetto e proseguendo anche oltre.

DICEMBRE 1953

L'intervento della Commissione Interna ha valso a portare una delegazione di operai alla Direzione locale, la quale nella persona del dott. Coppi ha espresso apertamente il punto di vista che i provvedimenti sarebbero rimasti quelli che erano e addirittura minacciava provvedimenti per punire i lavoratori che protestavano.

E' vero che per nulla intimoriti gli operai mantengono una posizione di lotta e non saranno certo le minac,cie a fare accettare il taglio del cottimo e il rispetto dei diritti.

La questione non è chiusa e i lavoratori sono decisi a portare a fondo la loro lotta.

il siderurgico 3
4SIDERURGICO„ eriodico dei lavoratori della Falck

Una bella iniziatibra la befana alr Edison - D iaz La nuova Sesto

Ogni anno tutte le organizzazioni democratiche, in occasione dell'Epifania, organizzano nelle proprie sedi distribuzioni di pacchi-dono a tutti i bambini.

Al Villaggio Edison-Diaz la manifestazione anche quest'anno si è svolta a cura della Cooperativa omonima. I pacchidono furono dati a tutti i bambini dai due ai dieci anni che si presentarono soli o accompagnati.

In quel giorno di festa furono distribuiti circa trecento pacchi.

Era una cosa piacevole ed anche commovente il vedere quelle mani, quelle piccole mani tese a ricevere quel piccolo dono, mettere le mani nell'interno del pacco per toccare con ansia il contenuto. ,

E' bene fare queste cose, è bene perché ; bambini, devono sempre ricevere dai grandi, ri-

le rivendicazioni e gli impiegati (continuaz. della la pag.) meglio la famiglia, o arricchire il suo corredo, ignorando che milioni di altre giovani operaie di altre fabbriche, hanno gli stessi problemi.

Siamo sicuri che mentre lavoravate, la vostra coscienza non vi lasciava tranquilli, il peso del silenzio dei reparti, il muto rimprovero delle sedie vuote dei vostri colleghi in lotta, vi ricordava in ogni momento la battaglia disertata.

A molti di voi in quei giorni non può esservi venuto alla mente, gli ' scioperi passati, quando gli operai avevano sostenuto i maggiori sacrifici e noi avevamo avuto i migliori benefici (rivalutazione, contingenza ecc. ecc.).

Forse il vostro vecchio genitore, che nel passato aveva lottato con forza per il suffragio universale, per el otto ore, per un migliore tenore di vita, avrà scosso la testa e alla sera sul tram al ritorno in famiglia vi vergognavate nel non trovare a farvi compagnia il collega delle altre fabbriche, rimasto a casa per lo sciopero.

Ebbene questo non può continuare, non crediamo che gli impiegati della Falck siano di stoffa diversa degli altri e l'abbiamo anche dimostrato nel passato. Nelle prossime lotte che, probabilmente verranno

cevere cose materiali e n, \orali, infatti, noi vediamo '31e quando vengono organizza te queste manifestazioni, essi i. ' 1 trovano, imparano a conoscersi, ed imparano, ad amarsi, bandendo dai loro piccoli animi, l'astio e l'invidie, in quanto ad ognuno viene dato in misura uguale, senza guardare all'età, al sesso e alla categoria sociale. In secondo luogo è bene far sempre qualche cosa e di più verso i bambini, per poter sempre vedere sul loro volto quell'espressione di •gioia e di fiducia verso le persone anziane.

Ci congratuliamo con i dirigenti della Cooperativa per la riuscita manifestazione, invitandoli a continuare in manifestazioni. verso la gioventù, perchè i giovani sono sempre la speranza per un avvenire migliore.

per l'egoismo padronale, dobbiamo ritornare come la Resistenza ci aveva formato, come i nostri vecchi ci hanno insegnato, come gli operai ci insegnano.

Noi sappiamo come la direzione ed il padrone agiscano per fiaccare gli operai, qualcuno cede, ma possiamo esserne certi che anche quel qualcuno non ci guarda con simpatia, perchè ci fa corresponsabili della sua debolezza. Perciò scuotiamo da noi la nostra debolezza, liberiamoci dai nostri dubbi e timori, la mano tesa degli operai non può essere lasciata a mezz'aria, non si può aspettare che essa si chiuda in un pugno, senza che senta la nostra mano calda e fraterna.

Il padrone difende i suoi profitti, noi difendiamo i nostri diritti, i diritti di chi lavora col braccio e con la mente, difendiamo la vita felice dei nostri figli, la felicità del riconoscimento dei nostri meriti; le prossime lotte non ci trovino indecisi, non cadiamo negli errori di conferenze presciopero, allineiamoci con tutti i nostri colleghi in campo nazionale, e diciamo ai padroni: noi conosciamo i nostri doveri, ma siamo coscienti anche dei nostri diritti, perchè la nostra vita deve. essere migliore.

Lungi da noi l'idea di polemizzare col giornale « Il Popolo Lombardo » ma abbiamo voluto interessarci presso" la amministrazione democratica di Sesto, per vedere se. erano vere le notizie pubblicate dal a uddetto giornale.

Si voleva ironizzare sul fatto che nel cortile del Comune era stato fatto l'Albero di Natale, sottolineando che questo andava bene per accontentare la vista e basta.

Non sì• è voluto (forse ignorando o ignorando appositamente) seri\ vere anche dei pacchi che il k :omune ha distribuito. Si è 4 morato che circa trecento vacci" , i contenenti un paio di scarpe, una maglia e dolciumi, sono st ali distribuiti ai bimbi poveri, n, on' si è scritto che altri seicen, °cinquanta pacchi, contenenti roba da mangiare per il valor edi lire 3.500 sono stati •disperi 'sali alle famiglie povere del Comune, e anche mandati ai malati degenti nei vari ospet. 1. Infine' si è taciuto sui millec: l quecento quintali di legna n a ardere, distribuita dal Comune a chi non poteva provvedersene per mancanza di mezzi. Siamo lieti di pubblicare questi dati, in quanto "quel giornale che continuamente

sparla ed offende operai e le loro organizzazioni (che tutti sanno sovvenzionato da Falck e da altri capitalisti), cerca sempre di intorbidare ciò che invece per sua rabbia è e rimarrà limpido.

Si dice anche ne « Il Popolo Lombardo », che si è pensato nel Comune di Sesto. di aumentare il costo dell'acqua, ebbene noi abbiamo sottomano dei dati: a Sesto la si paga 10 lire al mc., a Monza, L. 16, a Milano L. 16, a Seregno L. 22,20; queste ultime amministrazioni di colore differente dall'amministrazione di Sesto. Ed ancora, si dice che quando l'acqua era distribuita da Falck costava 40 centesimi, ciò è vero, •però non si dice che quei 40 centesimi equivalgono al giorno d'oggi a 16 'lire senza parlare poi che il Comune allora; ogni anno doveva pagare una somma abbastanza alta al signor Falck, ad integrazione delle spese, che chi erogava l'acqua diceva di sostenere.

Dopo quanto sopra, crediamo di• aver servito per bene chi ha scritto e fatto scrivere articoli contro amministrazioni sorrette dai lavoratori.

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L'ALBERO DI NATALE AL COMUNE

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