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PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA FALCK

siderurgico

Direzione, Redazione, Amministrazione : Via Laminatoio, 74 - SESTO S. GIOVANNI

Difendiamo chi el difende

Un fatto nuovo è venuto a caratterizzare la vita sindacale nel nostro paese: la C. G. I. L., la C.I. S. L. e la U.I.L. hanno trovato l'accordo per condurre una lotta massiccia contro il padronato italiano.

Già da tempo si erano verificati casi di lotta unitaria tra alcune categorie, e tutta questa attività è sfociata nel grande sciopero unitario del 24 settembre scorso.

Anche qui da noi il mito dell'imbattibilità di Falck è caduto, come naturale doveva cadere.

Da tempo i lavoratori del nostro grande complesso, avevano subito battute d'arresto, in seguito alla politica di terrore o di lusinga immessa nelle fabbriche, e tutto poteva far supporre che « non c'era più niente da fare ».

Ma come i fatti ci hanno dimostrato è bastata l'unità fra tutti i lavoratori per mutare di coloo una situazione che Falck, -credeva, ormai decisa a suo esclusivo favore.

Se è vero che con questo sciopero noi lavoratori della Falck abbiamo fatto un passo non trascurabile in avanti, è altresì vero però che la situazione nelle nostre fabbriche è lontana dall'essere normale.

Ci troviamo di fronte tutti i giorni alla più aperta violazione del Contratto Interconfederale dell'8 maggio 1953 sulla regolamentazione delle Commissioni Interne.

Per citare alcuni esempi: alle operaie ed alla loro rappresentante della C.I. del Reparto Ge.Va., sono state inflitte multe disciplinari perché avevano protestato per la riduzione dell'orario di lavoro, viene negata l'autorizzazione e si strappano i comunicati che rappresentanti degli operai e degli impiegati espongono, si è giunti perfino a sospendere per tre giorni il presidente della C.I. dello stabilimento Vulcano con diffida di licenziamento, perché insultato da

una guardia, rispondeva come è giusto rispondere.

Inoltre la Direzione Generale ha deciso, contro il parere delle C.I. di passare gli operai a pagamento mensile, creando nuovi disagi ai lavoratori.

Infine il 4 novembre ha deciso di far lavorare tutti indistintamente, non rispettando la festività nazionale.

Sulle questioni accennate, l'accordo per le C.I. parla chiaro, e da il diritto a queste, di essere interpellate e di discutere prima di arrivare a decidere, come invece ha fatto la Direzione della Falck, in modo antidemocratico e unilaterale.

fermezza, dovremo agire in modo che non una violenza passi senza far sentire al « padrone » che ci sono i lavoratori decisi a non tollerare più oltre questo atteggiamento antisociale, o meglio fascista.

Il compito più importante che ora ci rimane è di espriContinua in seconda pagina

Congresso dei giornali di fabbrica di tutta Italia

Su. iniziativa del giornale di fabbrica « Il Martello » che esce in una fabbrica di Livorno, è stato lanciato tempo fa l'appello per un grande congresso dei gloriosi giornali di fabbrica di tutta l'Italia.

Raccolto l'appello dalle città industriali più grandi, si è andato via via sempre più concretando, e così nei giorni 11-12 dicembre c. s. vi sarti il Congresso a Milano, nello Sala della Sede Stampa.

A questo Congresso hanno dato la loro adesione moltissime personalità di ogni campo della cultura, dai docenti di università, alle grandi firme del giornalismo, dai pittori, agli scultori e così via.' Adesione che fa risaltare la importanza di questi piccoli giornali, di, questi fogli che escono con i sacrifici dei lavoratori; ed anche si può notare l'importanza che gll uomini della cultura danno a questo nuovo campo giornalistico.

Da un articolo apparso non molto tempo fa, in un grande giornale, con firma di un grande del gornalismo, si può subito capire l'importanza- del giornalismo operaio, l'ansia della cultura che pervade que. sti fogliftti, fa sì che tutti gli artisti guardino con simpatia al loro grande sviluppo. —

Si guarda con simpatia ed anche con ammirazione, per-

A queste sopraffazioni è evidente che noi lavoratori dobbiamo opporci, con calma, con chè anche le poche righe, sono frutto del pensare di gente che per otto ore al giorno, il loro cervello e i loro muscoli sono imprigionati per servire chi mal li paga. Non sono pochi gli scritti di operai e impiegati che dai giornali di fabbrica sono passati nei grandi giornali con tiratura nazionale, e sempre più nel futuro diventeranno numerosi, perchè questa è una cultura giovane, che per adoperare le parole del vecchio liberale prof. Augusto Monti, « giovane cultura che rifà o riforma la cultura nazionale ».

Pochi sono gli uomini che male guardano a questa sete del sapere, essi si possono subito individuare nei padroni delle grandi fabbriche e perciò padroni dei grandi giornali indipendenti o così definiti, male si guarda perchè molto danno fastidio, il fastidio del veder le loro iniquità ed i loro soprusi messi in vista, portati anche fuori dalla fabbrica e fatti conoscere a tutti i cittadini che attorno vi abitano.

Per tutto questo i lavoratori guardano con interesse a questo Congresso il quale darò un contributo per un sempre maggior sviluppo dei loro gior. nali, per una cultura popolare, per una maggior difesa dei diritti del cittadino lavoratore.

Conosciamo il contratto di lavoro Art. 17. « La retribuzione deve essere liquidata all'operaio a settimana, a quattordicina o a mese a seconda della consuetudine aziendale o dell'accordo fra le parti ».

Anche in questo caso Falck non rispetta il Contratto di lavoro: 1) perchè non rispetta la consuetudine; 2) non vi è stato accordo con le C. I. per il passaggio di salario da quat. tordicinale a mensile e pertanto ha messo gli operai di fronte ad una situazione di fatto.

In parole povere questo si chiama violare il Contratto.

I profitti di Falck

Mentre viene negato ai lavoratori un minimo aumento alla loro insufficiente retribuzione, presentiamo lo specchio dei profitti « denunciati » dalla ditta Falck, negli ultimi anni:

1948 207.060.000

1949 327.700.000

1950 430.180.000

1951 551.120.000

1952 562.090.000

Aggiungiamo a. titolo « informativo » che oltre ai profitti il capitale versato delle Acciaierie, Ferriere Lombarde Falck nello stesso periodo è triplicato.

Bastano queste cifre; più eloquenti di ogni commento!

Anno II - N. 5 DICEMBRE 1953 LIRE DIECI

IL MONDO .11V CAMMINO

Questa specie di rubrica vuol essere la continuazione di uno scritto iniziato nell'ultimo numero di questo giornale.

In questi giorni si nota un accentuarsi della crisi industriale in tutti i Paesi « occidentali », con conseguente aumento del numero dei disoccupati.

Sarà interessante il sapere che là dove nuove società nascono o sono nate, questa piaga non esiste, anzi, nei paesi a democrazia popolare esiste íl problema di come soddisfare le richieste di manodopera.

Un esempio grandioso ce lo fornisce l'Unione Sovietica. Tutti sanno delle condizioni disastrose che si trovava la Russia subito dopo la Rivoluzione, condizioni maturate da una secolare arretratezza, dovuta al malgoverno degli Zar, da far sì che appena il potere fu in mano ai Soviet, masse di contadini emigravano nelle città ove si stavano erigendo nuovi impianti industriali.

Il giovane governo si trovò di fronte ad una miseria delle più nere, milioni erano i cittadini senza lavoro, arduo il compito di mettere in sesto una economia non traballante, ma addirittura in completa rovina.

Eppure oggi al visitatore che passa per le strade di Mosca e di altre città sovietiche capita sovente di trovarsi di fronte a , cartelloni pubblicitari che indicano offerte di lavoro.

Questa situazione non esiste solamente da ora, per fare un esempio cifre significative le

possiamo avere fin dal 1933, con dati forniti dall'Ufficio di Collocamento di Mosca.

Nel mese di giugno di quell'anno vi furono 20,538 richieste di operai e lavoratori, il suddetto ufficio ne potè soddisfare solo 3.222, non essendoci manodopera disponibile, e così nei mesi seguenti. Tutto ciò accadeva nel periodo in cui la crisi aveva investito tutto il resto del mondo, tanto che Hitler andava al potere in Germania e Mussolini stava preparando l'avventura d'Africa.

In quell'anno l'Unione Sovietica portava a termine il suo primo piano quinquennale. Fu appunto con questi piani, che si potè avere il pieno impiego della manodopera, malgrado il parere di certi economisti borghesi, anzi questi ultimi con presuntuosa ironia scrivevano: e Questi piani daranno lavoro per un dato periodo, poi quando vi sarà sovraproduzione gli operai saranno ancora sul lastrico ».

Questi professori non tenevano conto che l'Economia Pianificata Sovietica, dava e dà garanzia al potere d'acquisto a tutti i consumatori in rapporto allo sviluppo della produzione.

La differenza sostanziale di quei Paesi con i nostri è che qui si pagano i lavoratori non, secondo la produzione riversata sul mercato, ma bensí si dà al lavoratore una retribuzione che basti appena appena a tirare avanti, come mezzo di produzione disponibile al padrone per poi essere ciato via quando non è utile.

lo che avviene in questi Paesi. Per dare un esempio, dal 1917 al 1932 la produzione di calzature nell'URSS, fu più che quadruplicata, eppure le richieste del mercato aumentarono, perohè sempre più grandi erano le possibilità di consumo dei lavoratori. Ciò dimostra che sempre maggiore è lo sviluppo dell'industria su tutte le sue branche, infatti le ultime statistiche ci dicono che i lavoratori delTutto il contrario di quel-

l'industria aumentano giorno per giorno. Nel 1950 in un pubblico discorso l3ulganin dava questi dati: 31 milioni di lavoratori erano impiegati nelle fabbriche nel 1946, nel 1947 erano saliti a 32 milioni, nel 1948, 34 milioni, e quasi 36 milioni nel 1949, infine nell'ottobre 1950, 38 milioni e 100.000 erano i lavoratori impiegati nell'industria dell'Unione Sovietica.

Questi dati ci dicono facilmente, che qualsiasi cittadino di quei Paesi guarda al domani con 'fiducia, e sorridono alla vita sicuri di sempre nuovi successi.

AVVENIMENTI alla casa della Cultura

Anche Sesto ha la sua Casa della Cultura; casa che dalle prime difficili esperienze è passata in questi due anni di attività, ad un lavoro sempre maggiore.

L'attività di questo circolo culturale, abbraccia un vasto programma, che va, dalle conversazioni di carattere scientifico e letterario, alle proiezioni 37 film, commedie, visite a gallerie d'Arte, Musei e infine gite turistiche a carattere culturale, artistico, e ricreativo.

La biblioteca è accessibile a tutti, e tutti possono dare il loro contributo.

In questa casa che passa sotto il nome dì Biblioteca Civica di Sesto, si riscontra con piacere che le persone che vi si incontrano, nulla vi è in loro che possa dare a ved-,re i soliti snob, ma bensì in essa si incontrano lavoratori e cittadini tanto volonterosi di apprendere, che molti professori vorrebbero avere tra i loro allievi.

Quello che conta però è che l'ambiente è così libero da ogni snobismo, da far si che ogni profano è libero dal disagio della sog-

gezzione, che in questi casi si è, portati a provare.

Questo va ad onore dei suoi dirigenti, persone che sanno cosa vuol dire lavorare e volere imparare.

Ad una delle tante conferenze con dibattito, tenuta dal pittore Treccani, sull'arte contemporanea, è scaturita da essa una intensa discussione, che dava uno sguardo generale dai primordi della pittura realista, ai giorni nostri, cioè Picasso, ecc.

Dopo la discussione il pittore Treccani concludeva dicendo: «Il realismo non è nato da alcuni artisti attorno ad un tavolo, ma bensì esso è il frutto di una lunga e vera esperienza attraverso la storia del grande movimento ctél popolo, cioè dalle grandi masse che hanno determinato delle grandi tappe storiche ».

La conferenza sopracitata vuole essere una delle tante dimostrazioni, come in questa biblioteca civica si svolgono i vari temi del' sapere in favore alla cultura popolare.

Difendiamo chi ci difende REPARTO CHE VAI...

(continua:. della l pag.)

mere la nostra fiducia alle C.I., consapevoli che l'efficienza di queste è legata alla collaborazione ed all'aiuto fattivo che noi lavoratori della Falck sapremo dare ad esse.

Il padrone non fa discriminazioni fra rappresentanti delle varie correnti, per lui l'obiettivo è quello di neutralizzare l'istituto delle C.I. per spianare la strada al suo strapotere nelle fabbriche.

Di fronte a questa situazione, sarebbe auspicabile, i lavoratori lo hanno dimostrato, di avere una C.I. a lista unica, cioè trovare la collaborazione di tutte le correnti sindacali nella fabbrica, su un programma rivendicativo che si

possa realizzare concretamente con l'apporto di tutti gli eletti, nell'interesse dei lavoratori.

Oggi forse, non è ben chiarito ouesto importante problema, ma noi lavoratori, sulla base degli ultimi risultati, non dovremo tralasciare nessuna occasione per poterlo realizzare.

L'unità di tutti noi, raggiunta è indispensabile, ci permetterà di fermare in tempo l'offensiva padronale, e di dare nel futuro la possibilità alle C.I. di svolgere il mandato che tutti i lavoratori gli hanno accordato, per migliorare le nostre condizioni di vita e perchè la libertà di ognuno di noi sia salvaguardata nell'interno della fabbrica.

problema che trovi

Orme Unione

In questo reparto, come del resto 'n tutti gli altri, gli operai che si portano il cibo da casa, devono consurmarlo nei posti di fortuna, in mezzo alla sporcizia ed aocuociati negli angoli del reparto.

Molti 'di loro ci hanno fatto le rimastranze per questo stato di cose, dato che nel reparto vi è il posto per una mensa decente, infatti, dove prima vi era la mensa, :1 locale è stato chiuso.

Perchè non si apre ancora questo locale invece di lasciarlo in balia dei topi?

Ed ancora, perchè non si fa aggiustare la resistenza per riscaldare la poca minestra che gli ope-

rai si portano da casa?

Crediamo che non sia la mancanza di manodopera specializzata in questo ramo, se non la si fa riparare, dato che il reparto non fabbrica gelti, ma bensì apparecchiature elettriche.

Ge-va

Quella guardia è...

Noi 'vogliamo essere educati nel parlare e nello scrivere, ma alle volte, certi fatti, ci porterebbero non solo ad improperi, sna anche a qualcosa 'di peggio.

Infatti dove è abituata la guardia della Ge-Va, che sente il piacere di continuare a non tener conto che vive fra liberi cittadini e pexiò fra operai che hanno una

2 il siderurgico
cacpiù

dignità di uomini liberi.

E' ora che capisca la guardia e... che neanche nelle carceri i secondini adoperano i suoi' modi, non si costringe gli operai a spogliarsi, non si spia continuamente durante il lavoro un operaio che svolge il suo dovere.

Perciò invitiamo la Direzione della Ge-Va a fare smettere questi sistemi, anche perchè vi è la legge che condanna questi metodi, in quanto reati contro la dignità personale.

Dal Sele Unione

Al Reparto Sele vi è una manodopera con una percentuale molto bassa di operai specializzati.

Vi sono molti operai qualfficati che hanno una buona cognizione del lavoro e una buona volontà di lavorare, ma sono sempre in attesa da parecchi anni del passaggio di categoria o di un aumento.

Eppure parecchi lavori di responsabilità, vengono eseguiti da questi operai, segno che hanno una certa capacità, e allora cosa si aspetta a dare soddisfazione'morale e materiale?

O. M. C. Unione

Ritorniamo, (siccome ne avevamo già parlato precedentemente) sull'argomento dello spogliatoio del Reparto OMC.

Continueranno ancora per molto tempo gli operai a cambiarsi in una simile topaia?

Prendiamo atto con piacere che si siano messe delle doccie e dei nuovi lavandini, ma quand'è ci si decide a cambiare o a rimodernare lo spogliatoio?

Facilitazioni ai lavoratori

E' cosi che si incrementa lo studio dei giovani operai della Falck, negando loro il recupero a fine settimana delle ore perse per recarsi ai corsi serali?

A no , non sembra perchè si è appena verificato il caso che alcuni giovani lavoratori, dovendo uscire una mezz'ora prima dell'orario prefisso, per recarsi a scuola, è stato negato loro la richiesta di recupero delle ore perse a fine settimana.

Vulcano

Un operaio di questo stabilimento avendo sbagliato a timbrare il cartellino, gli veniva affibbiato un quarto d'ora di multa, ed avendo giustamente fatto presente alle guardie che non era giusta una simile punizione, veniva rimbrottito da queste, come se fossero dei superiori.

In seguito lo stesso operaio veniva punito con tre ore di multa per essersi comportato poco correttamente verso le guardie.

Noi sappiamo che questo vuol dire che ogni volta che un operaio cercherà di far, valere i propri diritti, verrà punito per essersi •comportato poco correttamente.

Quelli dell' ENAL

Si potrà un giorno •sapere come ai fa per iscriversi all'ENAL, e quando si fanno le elezioni di questo Consiglio?

Certo è che qui è sempre Falck, il dott. Di Pietro si sa che è commissario di questo ,Enal, ma lui non può decidere senza il permesso del dott . . . . . della Direzione Generale. e l'assistenza ai lavoratori?

i biglietti per gli spettacoli, per le •manifestazioni sportive e fieristiche chi li consuma?

Si aspetta la risposta sugli albi murali della fabbrica.

Ge-va

Ci Tiene segnalato dalla Ge-Va che un capo squadra ha richiamato una lavoratrice con un aggettivo che non vogliamo nominare.

Mentre speriamo che simili incresciosi episodi non abbiano a ripetersi in avvenire, invitiamo quel capo a considerare che la personalità e il cervello dei lavoratori, non va confuso con il capitale aziendale della ditta Falck.

Ricordi quel signore capo, che per una volta simili incresciosi espressioni si (possono .tollerare. Per con siderarlo (e di riguardo ne abbiamo) degno di un uomo che vive in uno stato civile.

Egli quindi entrando in fabbrica non si spogli della sua personalità, e della sua educazione, la tenga con se e non la riprenda alla sera, all'uscita della portineria.

Vittoria mensa

Ci è pervenuto da questo stabilimento, che il 5 torr mese, l'appaltatore della mensa, è stato sorpreso dal membro della C.I. delUnione, operaio Grassi, a ritirare della carne dal magazzino centrale alla Ge-Va, che a vista di tutti i presenti, oltre che da essere li scarto, aveva un "profumo" che denunciava l'essere avariata, in più era avvolta in pezzi di tela sporca.

L'operaio Grassi sollevava subito una rimostranza più che giuita, senonchè l'egregio signor D'Acquisto, ri spondeva con mal garbo: a sc non vi va rivolgetevi al dottore s.

Pertanto noi invitiamo le C.I. del Vittoria di vigilare sempre, dato che è successo un po' di giorni dopo diverse persone che avevano usato della mensa, sono state colpite da conati di stomaco.

Ed al signor appaltatore diciamo a chiare lettere che il dottore lo si manderà senz'altro, ogni volta che sarà necessario, ma aggiungiamo che qualche giorno noi manderemo anche i lavoratori ad effettuare un vero controllo.

.74 tutti i noedri lellori

Papà, che cosa è una possibilità — domandò il piccolo Oscar Finklebottom.

Ulla possibilità? E' un'occasione per fare denaro. Via adesso vai a giocare a palla — disse il padre.

Papà, come fai a fare i soldi?

Si fanno soldi facendo degli affari — precisò il signor Finklebottom, con il naso sul giornale.

Papà, tutti possono fare affari?

Certo che tutti possono fare affari.

E se tutti facessero degli affari, tutti sarebbero uomini di affari? •

Certamente, ragazzo mio; se tutti facessero affari, tutti sarebbero uomini di affari.

Ma allora, chi lavorerebbe?

Per amor del cielo, Amelia, di a questo ragazzino di andare a giocare con il suo elefante. Sto tentando di leggere il discorso di Dewey...

Rispondigli, dunque — disse la signora Finklebottom. — Vorrebbe tanto imparare, questo piccolo!

—Non tutti possono fare degli affari — disse il signor Finklebottom — sarebbe inconcepibile.

Ma tu hai detto che tutti avrebbero potuto — insistette Oscar.

Non ho mai detto niente di simile.

SI l'hai detto — sottolineò la signora Finklebottcm. — Rispondi al piccolo.

Va bene, allora no, tutti non lo possono.

Perchè papà?

Perchè tutti non hanno il denaro necessario.

E se tutti l'avessero tutti potrebbero farlo?

Certamente.

Allora se tutti avessero denaro e facessero affari, tutti sarebbero uomini di affari?

Certo, in questo caso, tutti.

E chi lavorerebbe, papà?

Amelia, se non ordini subito a questo ragazzo di andare a fare un giro in triciclo, lo strangolo.

Rispondigli, caro. Ha sete di sapere.

Chi lavorerebbe allora„ papà? — domandò di nuovo il piccolo Oscar.

Evidentemente tutti non Potrebbero essere degli uomini di affari, disse bruscamente il signor Finklebottom.

Neanche col denaro?

Neanche col denaro; bisogna pure che qualcuno lavori. Eppoi, di affari buoni se ne presentano pochi.

Quanti uomini possono essere uomini d'affari, papà?

Diciamo uno su mille. Forse anche uno su cinquecento. All'incirca cosi. Una percentuale molto scarsa. Vedi ragazzo mio, se non hai operai, non potrai mai essere uomo d'affari. Cosicchè per ogni uomo d'affari bisogna calcolare dieci, cento e anche mille operai. — E tu quanti ne hai papà?

Noi abbiamo una grossa impre-

sa Oscar. Ne impieghiamo circa diecimila.

Ma allora, quasi tutti questi operai non hanno alcuna possibilità, eh, papà?

Cosa vai dicendo? In America tutti hanno le stesse possibilità. Ma, papà, se qualche uomo solamente può diventare uomo d'affari. gli altri cosa possono diventare?

Anche loro lo possono diventare, se hanno iniziativa.

Ma tu hai detto che qualcuno soltanto 13 può diventare. In questo caso tutti gli altri devono essere operai.

E' giusto. Ora mi vuoi lasciare in pace? Vai un poco a leggere « Jak e la fine dei fagioli ».

La maggior parte delle persone, allora, sono operai e lo saranno sempre. Per loro non c'è nessuna possibilità di diventare uomini d'affari, anche se volessero, vero papà?

Certamente che lo potrebbero, Forse no, vediamo, rifletti un poco. come potrebbero? Ma da dove ti vengono queste idee ragazzo mio?

Ma allora, se la maggioranza degli uomini sono operai e lo saranno sempre essi non Potranno mai far denaro?

Dio mio, si, se i salari sono sufficienti... Si... Amelia, non credi che sia l'ora di mandare a letto il ragazzo?

Se la maggior parte degli uomini sono operai e lo saranno per tutta la vita bisogna pure che per far un po' di denaro ricevano salari più alti. Vero papà? -- Amelia, gridò il signor Finklebottom, mi rifiuto di credere e mi dispiace di doverlo dire, ma... questo non è un bambine? E' un mostro! E se è proprio mio figlio, ebbene...

Rispondi alle sue domande. disse ancora la signora Finklebottom. Questo bambino ha proprio voglia d'imparare. Ha tanta sete di sapere!

POESIE

Abbatte una foresta schiaccia più di cento uomini il vostro tanks però ha un difetto ha bisogno del meccanico.

Ilio Ehrembourg

Generale, il vostro bombardiere com'è potente!

Vola più veloce dell'uragano, trasporta ben più di un ele[ fante. Però ha un difetto, ha bisogno del pilota.

Generale, com'è utile l'uomo! Sa volare e sa uccidere. Però ha un difetto. Pensa.

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B
Pene síeóLe
RACCONTO
Storiella americana

Iniziando questa rubrica sportiva, cercheremo di volta in volta di accontentare il gusto dei lettori.

Apriamo con la parentesi dedicata all'alpinismo.

Questo mirabile sport, iniziato da pochi ardimentosi che dalla conquista del Monte Bianco a quella del Ceervino, come Balmat, Wimper, Carrel ecc., veri pionieri dell'alpinismo che diedero il primo e vero impulso ad una serie di leggendarie imprese, le quali portarono di volta in volta, alla soluzione di tutti i problemi alpinistici di allora, cioè la scalata alle maggiori vette europee, preludio d una sempre migliore attività sino alle attuali vittorie himalayane.

Analizzando le difficoltà tec_ niche e morali dai primordi dell'alpinismo a quello attuale, superate con rudimentali mezzi man mano perfezionatisi dopo enormi sacrifici, che a coronamento di ciò hanno portato all'attuale alpinismo acrobatico, criticato da molti ma inevitabilmente portato dalla tecnica moderna ad una sempre maggiore affermazione. Vorrei qui brevemente dire qualcosa riguardante gli ultimi anni di attività alpinistica riferendomi in particolare mo% do alle eccezionali imprese su roccia.

UNA BELLA INIZIATIVA

Con molto piacere appron_ diamo che da alcuni giorni la Cooperativa Edison-Diaz ha avuto una nuova iniziativa, cioè ha dato inizio alla vendita di frutta e verdura, questo ha fatto sì che molti lavoratori risparmiano sulla loro spesa giornaliera.

Il perchè del risparmio, lo si trova nel fatto che la frutta non ha più quei prezzi proibitivi, che purtroppo affliggevano i lavoratori che volevano concederesi il lusso di avere nella loro parca mensa, un frutto invernale.

Infatti con i nuovi prezzi istituiti la Cooperativa ha costretto i fruttivendoli della zona ad abbassare di molto i prezzi della loro merce.

Citiamo questo fatto per far sí che altre Cooperative mettano in •pratica l'esempio della Edison-Diaz.

Difficoltà estreme: ecco un aggettivo che oggi è spesso sulle labbra di coloro che profani o no commentano esprimendo i loro giudizi più o meno accettabili. Ma ciò che ci interessa è coloro i quali non convinti della necessità di queste salite, in quanto, per affrontare pareti di siffatte difficoltà, necessitano mezzi che, secondo il loro giudizio, denigrano la montagna e l'alpinismo stesso.

Questi signori è bene sappiano che la montagna va affrontata su tutti i versanti, in quanto che il fascino che essa emana, e del quale n'è tutto ammaliato l'alpinista, non è solo la vetta, ma tutta la montagna ed in particolare per gli alpinisti odierni, i versanti che al profano potrebbero sembrare più repulsivi.

Quindi tornando alla mia premessa, devo dire che logicamente il salire pareti di difficoltà estreme, cioè non superabili in arrampicata libera, comporta necessariamente l'uso dei mezzi artificiali.

Non vogliamo qui polemizzare sullo spirito che anima gli alpinisti odierni, comunque, malgrado i pareri discordi, io penso che esso sia il medesiano che animava Carrel, Wimper ecc.

Un alpinista

Il progresso si è fermato... al villaggio Falck

A chi entra nel Villaggio «oFalck » quando piove, si consiglia di procurarsi un paio di stivaloni di gomma tipo comunemente usato dai pompieri durante le alluvioni, sembra di entrare in un villaggio in mezzo alle paludi.

Domandiamo alla spettabile amministrazione del Villaggio « Falck » cosa si aspetta a dare una asfaltatina ai sentieri comunemente detti Via De Candia, Via Lorenzi, Via Migliorini ecc. ecc.

Crediamo che il progresso non si sia fermato prima del Villaggio. Attendiamo che la Amministrazione Falck si occupi con sollecitudine a questo urgente problema e non aspetti la vigilia delle prossime elezioni.

La piscina ed i bagni

Di fronte ad altre necessità più urgenti l'Amministrazione del nostro Comune ha sempre dovuto prorogare la soluzione del problema.

Siamo a conoscenza però che nel piano di opere pubbliche predisposto dal nostro Comune per il 1954, è stato compreso la costruzione di una moderna piscina di proporzioni sufficienti alla necessità della popolazione.

Questa realizzazione che la minoranza D.C. non ha voluto approvare in riunione del Consiglio comunale, in sede di approvazione del bilancio 1953, adducendo che altri lavori più importanti dovevano avere la precedenza, in queste loro affermazioni però nasCon. devano la loro avversità a questa realizzazione, che secondo la mentalitd di certe menti retrograde, è immorale, si viene a colmare una lacuna ormai intollerabile per la vita cittadina, soddisfacendo ad una esigenza da lungo tempo sentita specialmente dalla gioventù della nostra città.

L'opera che comporterà una spesa di circa L. 100.000.000, sorgerà in zona idonea e sarà finanziata dall'Amministra. zione. Comunale con la contrazione di un mutuo.

Ciò che occorre

Imbiancatura delle porte

Mettere ogni giorno il menu, esposto nella portineria del-

Cassette per le lettere ad ogni porta.

Asfaltatura delle strade.

Manutenzione dei finestroni delle scale.

Premiazione disegno infantile

Al Cinema Italia, non molto tempo fa vi è stata la premiazione per i migliori disegni fatti dai bambini.

L'iniziativa è stata presa da un Comitato cittadino composto dall'U.D.I., dal Comune, dai Partiti democratici, da Enti e Associazioni locali, da molti insegnanti delle varie scuole cittadine e da altre personalità di Sesto.

Lodevole la organizzazione, ottima la riuscita, tutti i presenti nella sala, hanno potu. to vedere l'entusiasmo e la gioia dei bimbi, tanto dei premiati, quanto di quelli che non lo sono stati.

Il battito di quelle piccole mani, che applaudivano i loro compagni nel palco, commoveva tutti gli anziani presenti, commozione ' di grandi per la gioia dei piccoli.

Interesasnti anche i disegni presentati ed esposti, interesse derivato dal fatto che si notava in quelle figure spesso primitive, che volevano rappresentare uomini e donne nella Viita quotidiana, lo sf orzo inventivo di quelle piccole menti, l'applicazione forse di ore, segnate dalle cancellature che si indovinavano sotto i segni rimasti o i colori dati a tinte abbastanza forti.

Per concludere si deve dire che iniziative del genere, meritano di essere citate e portate alla conoscenza di tutti, per far sì che altre abbiano corso, esse servono a compren.. dere sempre meglio l'importati_ za di educare e divertire l'infanzia, di insegnare ai bambini che la vita è gioia e non dolore, e che per divertirsi non occorrono armi ma solo cose che possono sorridere alla vita.

Resp. SANTE VIOLANTE — Aut. Trib. Monza N. 2219 — Tip. A. Piodelli — Via Maspero 30

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