E' necessario
ROMPO strada
Stanno accadendo nel no stro sfortunato Paese fatti avvenimenti sul piano po ittico, sindacale e generale che commuovono, turbano sdegnano l'opinione pubblica.
Il 7 giugno 1953 i lavoratori italiani, con loro voto, hanno manifestato la lo ro Precisa volontà di fare cambiare strada alla politica economica e generale del Paese. Siamo al Marzo del 54, dopo tre crisi di governo, ed ecco gli stessi uomini, le stesse formazioni politiche, severamente giudicati e sconfitti da quel voto, agire e muoversi come se nulla fosse avventt to; ostinarsi nella follia di voler impedire la partecipazione alla direzione della <cosa pubblica> a milioni e milioni di cittadini italiani.
Ovunque vi sia onestà e saggezza, si manifesta versione al riarmo del militarismo tedesco, a un tratta to aggressivo e foriero di guerra come la C.E.D., ep pure da parte dei governanti ci si ostina ad appoggiare questo riarmo ad esaetare questo patto che dovrebbe riportare nel nostro paese le grinte feroci dei generali nazisti come Kesselring.
A Berlino i quattro ministri degli Esteri decidono di convocare una Conferenza per i problemi asiatici, con la partecipazione della Cina gli ambienti governativi italiani giudicano questa speranza concreta di disten sione internazionale, come un fatto di ordinaria amministrazione.
I lavoratori lottano per ot tenere il diritto ad una vita più umana e più dignitosa e, invece di accogliere queste elementari istanze. si continua a rispondere di no, ad incoraggiare e a sostene re le azioni di divisione sul piano sindacale, a reprime re violentemente e tragica mente come a Milano e a Mussameli, pacifiche mani festazioni popolari.
Vengono a galla clamorosamente scandali, immoral* tà inqualificabili, delitti e avvelenamenti misteriosi, corruzione senza limite, legati a nomi e a.responsabi lità di 'uomini facenti parte delle sfere politiche gover native, e nonostante ciò, si continua ad agire e a muoversi come se nulla di tutto ciò accadesse.
Perciò, fra i lavoratori di ogni partito, di ogni sindaca to, di ogni fabbrica, di ogni ufficio si fa strada ogni gior no di più la convinzione che non •è più possibile an dare avanti così; la convin zione che è necessario, indi spensabile proseguire la lotta per mutare questa situazione, per dare all'Italia una politica di pace. di lavo ro e di rispetto delle libertà
Ne tengano conto i gover vanti e i grandi industriali italiani.
Ne tengano conto, perchè. errare è umano... ma perse verare è diabolico.
Solo se inizieranno concrete trattative sarà sospesa I'
L'azione sindacale concordata dalla C.G.I.L. e dalla U.I.L. per il raggiungimento delle richieste sul conglobamento e la perequazione ha visto i lavoratori della nostra fabbrica e città più che mai decisi a battersi. Lo sciopero regionale del 10 febbraio si è reso necessario dopo gli altri due grandi scioperi—nazionali del 24 settembre 15 dicembre per la assoluta cocciuta resistenza opposta dalla Confindustria di fronte
per il condlobameng
alle giuste e ponderate richieste dei lavoratori.
Indubbiamente non sarà nep pure l'ultimo.
Altri sacrifici, altre energiche azioni si renderanno necessarie.
L'azione sindacale in atto si conduce senza l'adesione della CISL la quale a differenza delle altre organizzazioni sta «trat tando» con la confindustria.
In realtà «qui è l'ambiguità dell'azione in corso da parte d'ei dirigenti della CISL che
crea confusione nella opinione pubblica e determina incertezze ed esitazioni fra i lavoratori.
E' necessario dunque parlare di questa cosidetta «azione», e chiarirne tutti gli aspetti deleteri.
Infatti nella lettera alla Con findustria — in risposta ad una precedente della CISL tendente a sondare il terreno per la ripresa delle trattative — questa si rifaceva alle dichiarazioni del dott. Costa dello scorso settembre il quale si e-
Illllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllfllllllllllllllllllllllllllll
NOSTRA INTERVISTA CON IL SINDACO DELLA CITTÀ'
LA MACERA DI LAVORO AL CANTIERE E' CAUSATA DA RAGIONI "ESTERNE„
II Sindaco Alleni propugna piani che assicurano lavoro al Cantiere - Costruire naui per l'URSS, la Cina ed altri paesi, cosi come tenno Inghilterra e Francia
Sapendo di fare cosa gradita ai lavoratori del Cantiere, abbiamo chiesto al Sindaco della Spezia, Rag. Varese Antoni, di esporci, in una breve intervista, il suo pensiero in merito alla crisi dello stabilimento del Muggiano.
D Sindaco Antoni, conosciuto e stimato per le sue grandi capacità di amministratore, per i suoi sentimenti democratici, per l'amore che egli dimostra di avere per tutti i problemi Oittadini, , si è al:e/darai° lieto di poter soddisfare alla nostra richiesta, concedendoci l'intervista che pubblichiamo integralmente, rivolgendogli, nel contempo, il nostro vivo ringraziamento, per tutto ciò che egli quale Primo cittadino, sta facendo per i, nostro cantiere, per la nostra città.
Nella crisi dell'economia cittadina è motivo di forte preoccupazione l'aggravarsi della situazione del cantiere Ansaldo
Muggiano: preoccupa che numerosi lavoratori siano costretti a vedersi ridotte le prestazioni e quindi il salario, ma preoccupa s' resi la ormai ricorrente mancanza di lavoro al cantiere perchè ciò induce a considerazioni pessimistiche per il cantiere stesso, per i lavoratori e per la economia di tutta la Provincia.
E' ormai chiaro che il lavoro manca non perchè il Cantiere sia privo d!1 idonee attrez zature o di maestranze provette.
Ricorderò in proposito che un anno e mezzo fa circa, l'Ingegnere Lo JaCono ebbe ad e-
sprimere alla Camm.ne del Consiglio Comunale recatasi a Ro ma per scongiurare la precedente crisi la sua ammirazione per l'Ansaldo Muggiancr da lui giudicato fra i migliori cantieri di Europa per impianto e per mano d'opera.
Cantiere produtivamente sano senza bisogno di «ridimensionamenti» (sono testuali parole dell'Ing. Lo Jacono).
Ed allora?
La mancanza di lavoro è causata da ragioni «esterne» alla produttività del cantiere. Prima di tutto riterrei opportuno che si provvedesse a piani organici legislativi per l'incremento della marina mercantile in Italia.
Piani lungimiranti che assicuraasero lavoro ai cantieri navali, che ponessero l'industria navalmeccanica italiana in condizione di competere con quelle straniere.
Personalmente ho ferma con vinzione che un serio intervenz to statale non possa non abbandonare la linea sino ad ora perseguita che si è appalesata di preminente interesse di un numero limitato di privati, al cui lucro è subordinato il lavoro dei Cantieri.
V'è di più! Mi si chiede quali rimedi le Autorità Governative dovrebbero adottare per uscire dalla crisi.
Oltre quanto detto, mi pare che necessita una politica economica di valorizzazione delle prestazioni della mano d'opera e liberi scambi con tutti i paesi del mondo.
Se si fanno navi o si commercia con l'U.R.S.S., la Cina ed altri Paesi a regime non ca-
pitalistico, non si fanno perrati di nessun genere — Inghilterra e stessi U.S.A. insegnano. Ordunque si creino le condizioni per poter costruire navi dei tipi richiesti anche per questi paesi; ci sarà più lavoro e sarà meglio per tutti.
spresse in questi termini: «siamo in materia di principio e sopratutto di giustizia. E su questo non si tratta, ma si discute per chiarirsi reciprocamente le idee».
Dal 1952 si «discute» il problema, del conglobamento i lavoratori sono disposti ora a trattare, e solo a questa condizione cesseranno le loro agitazioni.
Abbiamo detto che lo sciopero 01 10 febbraio ha visto i lavpratori decisi più che mai nella lotta, con una azione che potrebbe dirsi di tipo nuovo.
Infatti decine e decine di lavoratori di tutte le fabbriche si sono riversati in città distribuendo manifestini che chiedevano la solidarietà dei commercianti e di tutti i cittadini.
E' viva e sincera questa solidarietà, si è dimostrata. Fra opinione pubblica e lavoratori in lotta si è formata una unica volontà di intenti, determinata dalla inderogabile necessità di fronteggiare e risollevare la disastrosa situazione della economia provinciale che è avvertita in modo molto sensibile da tutti gli strati di cittadini.
Le astensioni dallo sciopero nel nostro cantiere sono state irrisorie fra glioperai più elevate fra gli impiegati ai quali ci permettiamo di rivolgere poche parole che vogliono essere di stimolo per l'azione futura.
PER NEGARE GLI AUMENTI RETRIBUTIVI
Lo spauracchio dell'inflazionei arma spuntala degli industriali
1.11n. M Vittorio Segretario della C. G. I. L. confuta l'atteggiamento della 1:un'industria e dell'On.Pasture disagi e privazioni crudeli, con le loro famiglie), allora la Patria sarebbe in pericolo: sorge, 'allora, il solito rancido, bugiardo, sporco spauracchio dell'inflazione!
Sulla questione del conglobamento e sull'attuale posizione assunta dall'On. Pastore della C. I. S. L., l'On.le Di Vittorio Segretario della C. G. I. L. ha scritto un interessante articolo di cui riprodbciamo alcuni fondamentali passi, certi che dalla lettura di essi i lavoratorli trarranno nuovi ielerdenti di chiarezza sul problema degli aumenti retributivi.
«Prigioniero a tal punto da far propria al cento e più per cento la tesi della Confindustria, secondo la quale, se aumentano i Profitti degli industriali, la Patria è salva, ma se dovessero aumentare anche moderatamente i salari dei lavoratori (che sono troppo bassi per cui essi soffrono di Segue in 2.a pagina
L'ho già detto altre volte: da più di 40 anni che sono organizzatore sindacale, sempre, cd ogni richiesta di miglioramenti salariali, i padroni hanno insistentemente sostenuto quella tesi, risultata mille volte bugiarda, tendenziosa, interessata. Del resto, non è questa la tesi che sostenne, con maggiore correttezza, l'ing. Borletti, che parlava a nome della Confindustria, nell'unico incontro collegiale avuto nell'agosto dell'anno scorso? E questa tesi della Confindustria non fu re-
Liberatevi dal timore e dal paternalismo che sù dr voi incute il datore di lavoro! Lottate fianco a fianco con i vostri amici e compagni operai- E' vostro dovere lottare per l'aumento dei salari per poter domani sentirvi partecipi del successo ottenuto.
Ma un invito particolare lo rivolgiamo al Ministro del Lavoro.On. Vigorelli, memori delle affermazioni da lui fatti al «1 Convegno dei giornali di fabbrica» a Milano sull'inchiesta Nazionale sulla miseria da lui condotta a termine della quale risultava chiaro il basso e purtroppo insufficiente potere di acquisto delle masse meno abbienti del nostro paese.
— «On. Vigorelli è giunto il momento di andare incontro a questi bisogni del Popolo e dei lavoratori. Noi a Milano lo abbiamo preso in parola. Pertanto siamo in attesa».
DUE GIORNI
A MILANO il 16 febbraio 1954 l'operaio
ERNESTO LEONI di 54 anni muore dopo aver partecipato ad una manifestazione dei lavoratori, contro le prepotenze padronali, durante la quale la 'milizia aveva violentemente caricato la folla.
A MOSSOMELI il 17 febraio 1954
ONOFRIA PELLIZZIERI di 50 anni GIUSEPPINA VALENZANA di anni 72 VINCENZA MESSINA di 25 anni
GIUSEPPE CAPPALONGA di 16 anni uccisi, calpestati dalla folla, terrorizzata dale bombe lacrimogene lanciate dalla polizia, durante la manifestazione con la quale la popolazione chiedeva di avere acqua nel paese.
* * *
Cinque italiani che, in due giorni, sono morti per chiedere lavoro e con azioni di vita più umane più dignitose. E' questo un atto di accusa contro la classe dirigente italiana si ostina nella sua folle politica anti-operaia anti-popolare.
Ad essi rivolgiamo il nostro pensiero commosso e, alla loro memoria, al loro olocausto, sempre si ispiri la nostra lotta di ogni giorno, per la stessa causa per cui Essi hanno immolato la loro vita.
DOPO IL GRANDIOSO SCIOPERO REGIONALE DEL 10 FEBBRAIO
aditazione
L'ambiguità dell'azione dei dirigenti della C.I.S.L. - Piena solidarietà della popolazione attorno ai lavoratori - L'attuale Ministro del Lavoro ha preso degli impegni ed occorre che h mantenga La Spezia, 5 Marzo 1954 J2hr*C'a i I 1: §fitifiehWi rffln i IIA if I QUINDICINALE DEI LAVORATORI DELL'ANSALDO MUGGIANO I Direzione e Arrim., Via S. BarIoloraeo 371 r. ANNO III n. 3 Una copia L. 15
Lospauracchio
(Contin. della 1. pag.) spinta anche dall'On. Pastore, il quale parti in quarta, quella volta per Do sciopero generale unitario del 24 settembre?
La sola novità che c'è in questa faccenda è che anche dei sindacalisti si mettono a sostenere con enfasi questa vecchia tesi padronale, giungendo al colmo dell'impudicizia. con l'affermare sinanche che l'aumen to dei salari dannegierebbe i lavoratori. Ma perchè l'on. Pastore non va più avanti, con la sua <iniziativa>, e non si mette a chiedere una riduzione ulteriore dei salari, perchè i lavoratori stiano.., meglio? Ma non si accorge Pastore che, sostenendo questi paradossi della più antica e pura marca conservatrice e reazionaria, i lavoratori della C.I.S.L., potrebbero chieJersi se sia veramente neces: serio un sindacato di lavoratori quando per propa gandare quella tesi può bastare la Confindustria e la sua stampa?
Non c'è bisogno di molte parole per comprovare la falsità totale della tesi padronale, fatta p:opria ed esasperata •da Pastore. Solo in caso di carestia (quando cioè i prodotti siano scarsi sul mercato, e non se ne possano produrre di più) è esatto che ogni aumento delle capacità d'acquisto determina un aumento dei prezzi, e, quindi • l'inflazione. La situazione della
Italia non è questa: è quella opposta. Abbiamo cioè, troppi prodotti sul mercato che non vengono venduti, non gia' perchè il mercato sia saturo ma perchè la grande maggioranza del popolo non può acquistarli ed è costretta a privarsene, appunto a ragione dei salari e degli stipendi troppo bassi. Ne consegue che le merci prodotte rimangono, in parte, invendute, il commercio rista,gna si diminuisce la produzione, si licenziano altri operai e si aggravano la disoccupazione e la miseria.
Il solo mezzo efficace per fronteggiare questa crisi è, dunque, quello di aumentare i salari, di migliorare il livello di vita del popolo, per aumentare le capacità d'acquisto del mercato e assorbire più prodotti, ravvivando il commercio e stimolando una maggiore produzione e occupazione>.
<L'impostazione della C. G.I.L., sul conglobamento e sui miglioramenti salariali differenziati che ne derivano ai lavoratori delle varie province, è assolutarriente giusta. Essa tende, in pari tempo, ad alleviare la miseria dei lavoratori e a tonificare l'economia nazionale>.
<Il popolo lavoratore sa, dunque, perchè la C.G.I.L. è sempre unitaria e perchè i dirigenti della C.I.S.L. — invece — intavolano trattative separate — e sognano forse un accordo separato con la Confindustria — pur sapendo che queste manovre non potranno mai risolvere la vertenza, ma soltanto esasperarla e aggravarla>.
<Ma noi abbiamo piena fiducia che i lavoratori della C.I.S.L. non si presteranno a queste manovre, e ch'essi lotteranno uniti coi loro fratelli di ogni corrente, per le loro giuste e comuni rivendicazioni per il-progresso economico e civile dell'Italia>.
Marzo 1944: SCIOPERO GENER A LE
A Torino, città da cui è sorto e si è sviluppato il movimento operai« è stato celebrato in questi giorni lo sciopero ginerale del Marza del 1944, effettuato nonostante' la repressione fasciste, e naziste le minaccia delle deportazioni, della galera, delle fucilaziosi. Anche nel nostro cantiere questo eroico sciopero patriottico venne effettuato e non mancò, anche qui, la vendetta dei nemici delle libertà e del lavoro. Nel ricordare questo grandioso avvenimento che unì alla classe operaia i lavoratori e i cittadini di ogni fede e di ogni opinione politica, LO SCALO indica, in questa direzione, la strada dell'unità fraterna di tutti gli italiani, nelle lotte per dare al Paese un avvenire migliore.
1 In questa piccola rubrica, la redazione ospiterà tutti quegli episodi, quei piccoli fat ti di <cronaca tianca> che i lavoratori vorranno segnalare essi stessi, con loro parti colari descrizioni.
Elogi e servilismo
Caccia ali' uomo e pedinamenti per impedire la lotta dei lavoratori
Scatenare la « guerra fredda > nelle fabbriche obiettivo del padronato italiano - Monito la celebrazione degli scioperi del Marzo 1944
«Il giornalismo operaio inten decondurre la sua battaglirt affinchè nelle fabbriche, nelle officine, nei campi, in piena armonia con le altre istituzioni operanti nei luoghi di lavoro, siano tutelati la sicurezza, l'elevazione fisica e mirale, la dignità di tutti i lavoratori».
Questo il motto, questa la tematica democratica che insieme agli altri 160 giornali di fabbrica e di rione, ci siamo impegnati a sviluppare contro i tentativi padronali tendenti a ristabilire nei luoghi di lavoro, quello stato di cose così deprecato e condannato dagii stessi prop ,..etan di aziende allor quando il tiranno fascista l'invasore tedesco furono schiacciati dalla eroica 'Outa di liberazione che il popolo i taliano con gli operai alla testa aveva sostenuto.
Sorge spontaneo il dubbio se il modo di omportarsi e spesso anche eli pronunciarsi, assunto dai proprietari di mezzi produzione e di scambio, fedelmente assecondati dai dir!genti locali più in vista, non sia stato determinato proprio da questo grande movimento di liberazione.
Se in questo modo stanno le cose ciò significa che la non applicazione della Costituzione l'incoraggiamento avuto dai governi sino ad oggi succedutisi hanno potuto portare a sct
tovalutare la forza che possiedono i lavoratori. Avviene che i lavoratori conducono eroiche lotte per aumentare la produzione è contro la smobilitazione delle fabbriche, lotte che essi devono condurre perchè hanno la esatta sensazione del fallimento di queste classi dirigenti, della loro inferiorità al compito.
Sensazione questa tanto diffusa da trovare eco in pubblicazioni come il «Borghese» ed in scrittori come Giovanni Ansaldo che scrive tra l'altro «... nelle villegiatura di lusso come Cortina e sulle spiagge alla moda come Paraggi, noi troviamo un'alta borghesia che non ha più il senso del proprio compito nella vita del Paese, che non ha più un'applicazione proporzionata alla sua posizione».
L'«alta borghesia» ha assunto un'altra «posizione» quella di scatenare la guerra fredda nelle fabbriche con punizioni, soprusi, divieti, tutti tendenti a limitare lo spirito di lotta dei lavoratori.
Un rigoroso servizio di vigilanza che, in troppi casi si trasforma in una vera e propria caccia all'uomo nei confronti speciamente di quei lavoratori che per essere attivi dirigenti sindacali, sono particolarmente invisi alla direzione aziendale.
Richiesto un acconto sui miglioramenti salariali
In diverse officine del. Cantiere sono state tenute numerose assemblee di lavoratori, i quali hanno votato ordini del giorno con cui viene chiesto alla commissione interna di avanzare precisa richiesta alla direzione al fine di ottenere un acconto sui mi oramenti retributivi che da tempo le organizzazioni sindacali hannq richiesto.
Occorre prendere atto però che non tutti i sorveglianti (malgrado siano stati quasi coni pletamente rinnovati con elementi idonei alla bisogna) si prestano a queste non certamente elogiabili azioni.
Perchè mai, incaricate questi sorveglianti di origliare dietro le spalle dei lavoratori al mattino prima dell'inizio del lavoro e durante l'ora di riposo nel piazzale antistante la mensa?
Forse per compilare gli elenchi di quei lavoratori che oggi lottano contro le smobilitazioni come dieci anni fa lottarono e salvarono la fabbrica dalla
Un capo officina, noto per la eccessiva solerzia e la sua costante aspirazione di farsi strada, di mettersi in luce, chiamò giorni' or sono un suo operaio e gli disse: Fammi con urgenza questo lavoro e sbrigati. Va bene — rispose l'operaio — ma mi dia il cartellino del cottimo. Non preoccuparti — assicurò il capo officina — lo avrai.. — L'assicurazione era però non veritiera perchè non esisteva nessun cartellino del cottimo. Dopo alcune ore, però, ecco arrivare in officina un distruzione?
«e questi fossero gli obiettivi che informano i vostri principii disilludetevi!
Non riuscirete a piegare lo spirito di latta dei .lavoratori nè con i soprusi nè con i divieti di qualsiasi sorta, nè tantomeno piazzando gli aerofoni in divisa e pedinando i lavoratori. Ricordate ciò che in questi giorni gli operai italiani hanno celebrato : lo sciopero generale del marzo 1944 effettuato nonostante gli sgherri tedeschi e le spie fasciste... Ricordate e riflettete...!
dirigente e il Capo officina gli va incontro tutto premuroso dicendogli:
Buon giorno ingegnere. Quel lavoro è stato eseguito, in tempo e a modo. Proprio come voleva lei...—
L'ingegnere senza neppure degnarlo di uno sguardo, prosegue nel suo cammino e solo quando s'accorge che iil Capo Officina attende una sua risposta, si gira e gli dice secco, secco:
Lei non ha mai capito niente... E' soltanto canace di fare il furbo df bassa lega... Crede forse che l'operaio se ne potrà stare zitto?
Lei è un buono a nulla, quasi un imbecille,..! — Il capo officina che si aspettava gli elogi, ha abozza to. Ora pare che stia studiando il modo per farsi verdonare. G.G.
Asini... e frammenti
Un giorno nel nostro cantiere si stava svolgendo un varo di grande importanza. Sul palco degli invitati stavano le maggiori personalità della citta'. Come certamente saprete, la parte superiore della bottiglia dello spumante rotta sulla prua della nave che scende in mare, va recuperata e messa in apposito cofanetto e 'tonata alla madrina perchè l'a conservi come ricordo.
Incaricato di questo recupero era un fattorino del Cantiere, un giovanotto vestito elegantemente e che dia varie settimane si preparava a auesto non eccessi'"vamente difficile compito.
Tutto è pronto: suonano le sirene, la bottiglia si infrange e la nave scende in mare. Scende anche il fattorino di cui sopra per raccogliere il singolare cimelio ma arriva tardi. E' stato preceduto da un addetto al varo il quale, sordo ai richiami disperati del fattorino, si accinge fieramente a salire sul palco per consegnare lui, soltanto 0,u1i, il frammento storico..., e vivere felice tutta la Trita cullandosi ne! ricordo di questa emozione...
Infatti, consegna il frammento, raccoglie qualche sorriso distratto e di circostanza e poi viene dimenticato, *Li, eroe che ha per primo raccolto il frammento.
Gli ordini del giorno esprimono nel contempo la volontà dei lavoratori di risolvere E, problema delle sduolo di qualificazione e del carico di lavoro al Cantiere peconde le proposte avanzate dalla FIOM e dalla U.I.L.M..
Altre assemblee verranno effettuate nella settimana in corso.
Mentre alcune categorie di fabbrica hanno già notevolmen, te messo in rilievo le loro rivendicazioni, o le loro ragioni che più esiliano la categoria stessa pensiamo che anche gli stessi operai appartenenti alla categoria degli autogenisti, abbiano molteplici ragioni ad esporre quei problemi che più li assillano. E pertanto credo di ritenere che anche noi dobbiamo far notare, sia alla Direzione, sia per coloro che ancora non hanno la chiarezza dei nostri indispensabili diritti che anche in questa categoria, vi sono problemi che da tempo rimangono insoluti.
Vediamone uno dei tanti ma tra i più urgenti, che tutt'oggi esiste anche negli autogenisti: la degradazione della qualifica.
Di fatto esiste che la Direzione non riconosce nella quasi totalità degli operai autogenisti la capacità e responsabilità che ognuno di essi ha. Lo scopo è indubbiamente quello di creare uno squilibrio fondamentale fra la categoria stessa.
Uno degli aspetti che più è palese ma che anche è tra i più interessanti è proprio quello di volere un lavoro qualitativamente differente alla qualifica assegnata, e pertanto ci viene data una corresponsione di salario inferiore al lavoro fatto; teniamo a precisare che i tagliatori di fiamma sono esclusivamente coloro che prestano mano d'opera nelle demolizioni. E' noto che nel cantiere Muggiano si fa ben altro lavoro, per esempio alla tettoia «I» come per tutti gli altri lavori, gli autogenisti la vorano un materiale molto delicato e molto difficile.
Si voglia così tenere presente che anche per la nostra categoria oltre a questo (come il più urgente) altri sono i problemi che necessita trattare e che possono essere risolti senza molte obiezioni.
Un gruppo di Autogenisti
Quando però la Madrina si allontana con l'aria di chi 'ha assolto al suo grande i compito verso la società; molte, moltissime voci, tra c.0 anche deali stessi che prima gli avevano sorriso, gli dicono ASINO! Sei un asino e basta... Noi non diciamo che sia un asino. Diciamo che è seMpTicemente buffo che accada ciò, nell'anno riti arala 1954. E.E.
Fiocco bicolore all'operaio Oligeri
L'operaio Oligeri Alfonso del l'officina Carpentieri in Ferro è diventato padre di altre due meravigliose creature.
Infatti il 27 febbraio sua moglie Albertina ha dato alla luce... due gemelli! Carlo e Carla.
Alla signora Albertina, a Car io e Carla, e all'amico Oligeri, tutti i nostri più affettuosi auguri.
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1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111U111111111111111111111111111111111111111 LETTERA IN REDAZIONE
AUTOSSICENISTI
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pago° un loro problema
due fratelli
La profonda viva saggezza, la perfezione artistica hanno sempre avvicinato e avvicinano la tavola al cuore degli uomini, costituen do nel contempo un mezzo efficace di educazione. Eccone un esempio in questa semplice storia di due fratelli, narrata da una favola coreana.
In un villaggio viveva un contadino con la sua donna; avevano due bambini. Con gli anni i figli crescevano mentre i genitori invecchiavano.
Quando Clan-M°, così si chiamava il figlio maggiore, compì i vent'anni, prese moglie.
Naturalmente Cian-Mo, non abbandonò i suoi vecchi genitori. Continuò a vivere con loro perchè nella vecchiaia il padre e la madre non dovessero conosce re alcuna sofferenza. Presto si sposò anche il fratello mi nore, Clan-su.
Egli andò ad abitare nell'altra parte del villaggio e cominciò a pensare alle sue cose. La vita non gli si presentava facile. Si costruì una capanna; guardò attorno: terra da arare non ce n'era. Si procurò una carriola, non Verano <soldi nemmeno per comperare un montone. Si procurò il montone, non c'era nulla per pagare al padrone la terra.
E vennero anche i figli!
Ma Clan-su amava il lavoro: andava a lavorare sui campi prima dei suoi vi tini e a casa tornava dopo tutti gli altri.
Non era facile la vita per il fratello minore, ma anche per il maggiore era dif ficile. Egli non doveva dare da mangiare solamente ai figli e alla moglie. Doveva pensare sempre anche ai vecchi. Ma quantunque i fratelli vivegspro quasi alla farne ed avessero moltissime preoccupazioni il loro accordo non si ruppe mai.
Un giorno d'autunno Cian Mo contò le sue scorte di riso e pensò: (Non ne ho mol to: in tutto •dieci sacchi. Ma Cian Su ne ha ancora di me no. Bisogna aiutarlo; in mo do però che non se ne accorga'. Quando scese l'oscu rità Cian Mo si prese sulle spalle un sacco di riso migliore e lo portò a casa del fratello.
Lungo la strada incontrò un tale, ma non riuscì a riconoscerlo nel buio. Cian Mo lasciò il sacco nella casa del fratello e si affrettò a ri tornare. Aveva deciso di portare un altro sacco.
Quando fu a casa sua' Cian Mo guardò e vide... chi sa come, i suoi sacchi erano ancora dieci.
Ma non c'era tempo di stare a pensare. Si prese un altro sacco sulle spalle e lo portò al •fratello. Sulla via del ritorno incontrò an cora un uomo che però anche questa volta nell'oscurità non riuscì a riconoscerlo. Cian Mo giunse a casa: di nuovo la stessa storia: i sacchi erano dieci come prima. Un miracolo!
<Voglio provare a portare ancora due sacchi a mio fratello' decise Cian Mo. Si incamminò per il viottolo ben conosciuto verso l'altro capo del villaggio. Questa volta splendeva la luna che illuminava il viottolo come di giorno. Cian Mo aveva fatto appena la metà del percorso quando vide che incontro a lui veniva un uo mio con un sacco sulle spal
le. Quando gli fu vicino riconobbe il fratello minore. Dove vai così tardi? — domandò Cian Mo. E dove vai tu a quest'ora, piuttosto? — doman dò Cian Su. I due fratelli compresero tutto e si misero a ridere felici. Evidentemente anche Cian Su aveva deciso di aiutare il fratello e di dividere con lui il suo raccolto. Alla stessa ora, tutti e due avevano cominciato a portarsi l'un• l'altro i sacchi di riso. Risero ancora una volta i fratelli e si abbracciarono stretti. I sacchi di riso era• no pesanti ma, nel cuore, essi si sentivano leggeri. Davvero, l'amore fraterno e l'amicizia rendono lievi tutte le difficoltà.
Un'attrice italiana diventata popolare anche all'estero: Silvana Pampanini, di cui abbiamo ammirato recentemente i'ec. cezionale interpretazione nei film «Un giorno in Pretura»
Cosa veramente significa cultura
Un interessante brano di uno scritto di Antonio Gramsci
Da alcuni passi tratti da un vecchio scritto di Antonio Gransci, ripubblicato a pag.
1156 del «Calendario del Popolo», leggiamo: «Quando vivevo in una modesta cameretta, dove le scarse suppellettili erano sepolte sotto mucchi di libri, un giovane operaio che abitava lì accanto, veniva talvolta la sera a trovarmi ed abbracciando con sguardo quasi smarrito quella congerie di carta stampata, e palpando con le sue grosse mani qualche dizionario, mi chiedeva pieno d'ingenua ammirazione: «Ma come fai a ritenere tutto ciò a memoria?» e per quanto cercassi di convincerlo che molti libri erano di consultazione, e molte cose lette, non si ritenevano, o ritenute non servivano
IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII SFOGLIA DO UN «ALIVIANACCO»
a nulla, gli era rimasto una specie di riverente stupore a mio riguardo, che gli si leggeva in faccia, ogni qualvolta che, dalla soglia della stanza, mi rivedeva sepolto tra quella congestione di volumi. Cultura non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità, che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con altri uomini.
Ha cultura, chi acquista coscienza di se e chi sente la relazione immanente con tutti gli altri esseri, ciò che da essi lo diversifica, e ciò che da essi lo unisce».
Da questo scritto, possiamo dedurre, che avere una cultura, non significa avere in mente una enciclopedia di nozioni, o come suol dirsi una «cultura enciclopedica», ma piuttosto, avere una maturità mentale, spirito critico, larghezza e ricchezza d'idee, agilità di comprensione, e conseguentemente, comprendiamo che il problema fondamentale, non è quello di tenere a mente tutto ciò che si è imparato.
100 anni della Società Ansaldo si chiudono con la "Civiltà Occidentale'
L'almanacco del «Centenario5 e le fotografie degli uomini famosi - Date senza commento: 1949; 1953 Quelli delle «Società in accomandita' sono «ottimisti e sperano»
<1853 - 31 Gennaio, viene notificata al tribunale di Ge nova la costituzione della Società in accomandita semplice <Gio. Ansaldo e C.> la quale rileva le officine <Taylor e Prandi> sorte nel 1846 a Sampierdarena>.
Così comincia l'elegante <Almanacco del Centenario> della Società Ansaldo, pubblicato e diffuso nel dicembre del 1953 in una veste tipografica accurata e si gnorile.
E. sfogliando l'Almanacco, ecco le foto dei grandi pionieri di questa potente Società; ecco l'effige di Gio vanni Ansaldo, di Luigi Orlando, di Carlo e Giovanni Bramibini, di Pio e Mario Perrone, e , poi, qua e là, le foto delle realizzazioni dì questi complessi' navalmec canici.
Qui, la prima locomotiva <Sampierdarena> costruita nel 1854, là, la macchina perforatrice <Sommeiller> costruita nel 1859; poi ancora, la corazzata <Lepanto, velieri, incrociatori, sommergibili, turbonavi, cannoni ecc. Tutta una gamma di riproduzioni fotografiche che dicono dello splendore, della ricchezza, della potenza, delle realizzazioni di questa società antica quanto l'unita' d'Italia. E, sfogliando l'almanacco non si può non sentirsi fieri di avere tradizioni di lavoro e di produzione come quelle enumerate da questa breve storia di una <Società in accomandita semplice fieri perchè, dicevamo, questo non è merito solo di quei nobili signori effigiati nelle pagine dell'Almanacco, auesto non è dovuto solo al <genio> di Pio e Mario Perrone, attesta tradizio ne di lavoro e di produzione trova sopratutto le sue fondamenta sui lavoro oscu ro, eroico, difficile e tecncamente elevato di intere generazioni di operai, tecnici e di impiegati. La <Societa' in accomandita> ha fatto l'almanacco dei cento anni, ha costruito tutte quelle belle cose, ma ha fatto anche milioni, miliardi di
guadagni e di profitti.
E dopo cento anni di milioni, di milardi, di ricchezze acclumulate sul lavoro di centinaia di mgliaia di lavoratori, ecco una data a cui si dedicano poche righe: 1949: Riorganizzazione del gruppo I.R.I. Incorporazione del Cantiere Navale <Luigi Orlando> di Livorno e del Can tiere Navale del Muggiano, ambedue già della 0.T.O.s. Poi, 1953, crisi del Cantiere del Muggiano. Ma que sto l'Almanacco non lo d;ce. Come Poteva dirlo? Che figura ci avrebbero :tatto fui ti quegli illustri signori che sull'Almana.coo sorridono compiaciuti delle loro glorie?
Che figura ci avrebbe fatto tutto quello stuolo di grandi nomi che compongo no l'attuale direzione della società, nel dover scrivere che oggi al Cantiere Ansaldo Muggiano, per non parlare degli altri Cantieri, gli scali sono duoli, non esiste un carico di lavoro, si fanno lavorare gli operai a 24 ore settimanali?
Eppure, alli'nterno della copertina dell'Almanacco,
c'è scritto: <Cento anni di lavoro, cento anni di progresso, cento anni al servizio, del Paese. La continuità e l'evoluzione della produzione dell'Ansaldo sono una evidente testimonianza della nuova cviltà sviluppatasi negli ultimi cento anni>.
Proprio così: una testimonianza della <nuova civiltà, Quella cioè che oggi condan na milioni di lavoratori alla fame e alla miseria, quella dei cantieri senza lavoro, degli operai costretta a manifestare il loro diritto alla vita a costo di farsi ammazzare nelle piazze del nostro Paese.
Appunto s'gnori della Società in accomandita> quel la <nuova civilta'>, quella che voi chiamate occidenta le, e per la quale, sostenen dola ed esortandola, oggi le nostre industrie, i nostri cantieri le nostre fabbriche sono paralizzate. <Civiltà delle mac:hine, divina' del lavoro. Da questa continuita' da questa so lidarieta' da queste conqui ste del progresso nascono la nostra speranza ed il nostro ottimismo' conclude
Gabbrica chiusa
Ora ch'è inverno l'ombra dei tuoi cammini spenti si allunga sulle case più triste parlare di te ferriera chiusa.
Sul muro e sugli attrezzi abbandonati restano le impronte delle mani unte e nel piazzale intorno alle pozzanghere che lambiscono rottami arrugginiti ci sono ancora le orme delle scarpe rotte.
Si è combattuto intorno alle tue mura; intorno al fuoco e al maglio al treno. C'era un gran caldo i vetri piangevano di gioia.
Come vestigia' di fortezze antiche restano a testimoniare le tue mura che anche di! qui sono passati gli uomini in cammino.
l'Almanacco dei cento anni.
E' spiegabile che per quel li della <Società in accomanata> sia così. Spiegabile contando i milioni e i miliardi accumulati, in cen to anni.
Peri lavoratori la speranza e l'ottimismo risiedono nelle loro lotte, nella forza delle loro organizzazioni, nella strada che stanno per correndo per dare ai paese una <vera civiltà> quella a cui si ispira la Carta Costituzionale, legge fondamentale della Repubblica Italiana, creata dalle lotte e dai sacrifici della stragrande maggioranza dei cittadinitaliani.
E. F.
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Da un giornale di fabbrica:
La disoccupazione negli Stati Uniti
Ford Facts, il giornale pubblicato dall'organizzazione a'el Sindacato degli operai automobilistici presso le fabbriche Ford di Detroit, pubblica una serie di articoli sulla disorrupazione negli Stati Uniti, e specialmente nell'Industria automobilistica.
Il giornale dice che a Detraili si contano attualmente circa 80.000 disoccupati. Nella settimana precedente il 26 dicembre, il numero dei disoccupati è aumentato in quella città di 16.000 persone; alcuni operai abbandonano la città in cerca di lavoro. 9.200 operai sono stati licenziati dalle fabbriche della Chrysler. Quelli che ancora vi lavorano, lo fanno solo per tre-quattro giorni la settimana. Ottomila operai sono stati licenziati dalla compagnia Packard, 12.000 dalla Studebaker.
Il corrispondente del giornale Soretti dice che il 1954 sarà, un anno decisiva. Secondo Soretti, gli avvenimenti mostrano che stanno arrivando tempi difficili, la disoccupazione aumenta, il costo della vita sale, le espulsioni dagli Stati Uniti si moltiplicano e lo isterismo va acutizzandosi.
L'uomo colto non si preoccuperà ers -tes.sivamente se una parte del suo bagaglio di cognizioni imparate, si trasferirà., dalla sua mente al dimenticatoio col passare del tempo, non per questo, egli cesserà di essere un uomo di cultura.
Tuttavia è ovvio, che egli debba provvedere con i mezzi più opportuni, affinchè gli sfugga dalla mente, il minor numero possibile di nozioni. Vis. IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
APPUNTI CONDANNATA la Montecatini
E' stata depositata presso la cancelleria del Tribunale di Vicenza la sentenza nella causa in materia di lavoro tra l'operaio Francesco Redi ex-dipendente ed ex-membro della Commissione Interna della fabbrica di Vicenza della Montecatini, e la stessa società.; sentenza che accoglie le richieste dell'operaio.
Il Redi era stato licenziato in tronco dalla Montecatini per violazione del contratto di lavoro avendo tempo addietro pubblicato sull'«Amico del popolo», settimanale della Federazione di Vicenza del PCI, un articolo nel quale denunciava l'inumano sfruttamento cui sono sottoposti gli operai della Montecatini, e valorizzava le lotte che i lavoratori conducevano e conducono nella fabbrica in difesa dei loro diritti alla libertà, alla dignità personale e a un salario decente.
Il Redi intentava causa civile contro la Montecatini, sostenendo che era diritto di ogni lavoratore, e quindi anche di un membro della C. I., denunciare i metodi inumani cui la direzione sottopone i _propri dipendenti.
Il Tribunale, con una giusta sentenía, che riconosce e difende i diritti dei lavoratori, ha accolto le conclusioni del Redi dichiarando irregolare il licenziamento e condannando la Montecatini all'integrale rifusione al Redi di tutte le indennità dovute al lavoratore in caso di licenziamento avvenuto contro le norme contrattuali dell'accordo interconfederale, nonchè al pagamento delle spese di causa.
GIUSEPPE CERVETTO
<LO SCALO> 3
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F UNA FAVOLA coni ANA
LA VOCE DI PENTOLA
Sino a quando i dirigenti
ostacoleranno l'attività della C. I.?
I veri motivi degli ostacoli alla Commissione Interna - Su questo terreno i lavoratori daranno precise risposte alla Direzione
A Pertusola, nonostante l'azione di denuncia e di smascheramento che i lavoratori conducono in relazione all'atteggiamento della direzione ver so la C.I. della stabilimento, si continua da parte della Direzione stessa ad applicare norme e concezioni che non solo sono al di fuori degli accordi interconfederaliTma anche da qualsiasi criterio di logica ispirato agli interessi generali dell'Azienda.
Si continua a trattenere le ore di lavoro che i membri della C. I. impiegano nelle loro riunioni, indispensabili per assolvere al loro compito di tu-
IN MARGINE AD UNA GITA DEL C.R.A.L.
Non ù andata molto bene per i tifosi della caccia al tordo
Esito totale 20 tordi, 3 merli, 15 fringuelli e ... musi lunghi
Finalmente... il 17 gennaio u.s. dopo infinite interviste... e discussioni siama riusciti ad ottenere dal C.R.A.L. Aziendale l'agognata gita venatoria in pullman ad Agnino (Fivizzano).
tela degli interessi dei lavoratori e per realizzare quanto molto ipocritamente alcuni dirigenti dicono di volere, e cioè una possibile funzione di collaborazione tra la C. I. e la Direzione.
Noi non sappiamo se la Direzione Generale adotta criteri analoghi quando i dirigenti dell'Azienda si riuniscono per discutere le loro questioni personali in relazione ai rapporti con la Società; non sappiamo se, quando i dirigenti dell'Azienda convocano di loro iniziativa la C. I. per discutere problemi dello stabilimento, i dirigenti ritengano doveroso
LA "LEGGE TRUFFA„ sul cottimo di Pertusola
Strane alchimie per aumentare lo sfruttamento dei lavoratori - La lavagna con le formule algebriche
<Attenti alla Legge truffa dello <0,4!» Questa è la parola d'ordine che sia pure sarcasticamente circola tra i lavoratori di Pertusola.
(Legge truffa dello 0,4» — Così è stata battezzata la complicata alchimia algebri ca degli ideatori di un nuovo tipo' di cottimo nello Stabilimento. Nessuno in particolare sa spiegare come si giunga al calcolo di questo cottimo. Sulla lavagna nera posta nell'apposito locale, appdiono ogni tanto cifre misteriosissime, scritte con gesso bianco. cH più P più Z meno W uguale 0,4> poi quando qual cuno chiede cosa significa vi è il solito allievo di Talete o di Pitagord che si affret ta a tentare di spiegare che quello <0,4> significa il limite della norma, del carico di lavoro, e di non si sa bene quale altra diavoleria per stabilire i tempi del cottimo.
Perciò, attenti allo <0,4>1
Se non c'è quello, se scatta quel numero, ti saluto cottimo dicono i lavoratori.
E ci fanno dell'umorismo sopra, anche se contemporaneamente giudicano severamente questa nuova trovata della direzione per aumentare lo sfruttamento già esistente sui lavoratori. Non sappiamo quanto du rera' questa storia dello <0,4>, anche perchè giratela come volete, chiamatela in qualsiasi modo, trovate pure le forptule più estrose e più algebriche, ma rimane sempre chiaro che queste alchimie non sono altro che nuovi mezzi per aumentare i profitti della società e sfruttare di più chi ha bisogno di lavorare per portare a casa un poco più di denaro per dare un più umano sostentamento alle proprie creature.
Questo è chiaro. Ed è bene che si sappia che i lavoratori lo hanno più che com preso. Vittorio
considerare quelle ore come «non facenti parte della produzione» ...Non lo sappiamo...!
Ci pare, comunque, che andando di questo passo, le conclusioni da tirarsi dovrebbero essere proprio queste, se volessero, i signori dirigenti, essere coerenti con la loro strana tesi.
Ma a parte queste considerazioni d'ordine polemico, rimane il fatto nella sua gravità. Rimane cioè il fatto che i lavoratori eletti nella C. I. quando si riuniscono per stabilire le eventuali richieste da presentare alla Direzione, e quindi per evitare che all'interno dello stabilimento, le richieste stesse possano essere presentate individualm,ente, dare luogo ad agitazioni e ad iniziative personali, che andrebbero effettivamente a nuocere i cosidetti «criteri di produzione» quando que sti rappresentanti si riuniscono per assolvere a questo duplice compito, eccoti la Direzione che decurta dalla paga il tempo impiegato per assolvere al mandato di rappresentante di C. I.
Se in realtà i motivi che spin gono la Direzione ad adottare questi provvedimenti foss'ro quelli di «realizzare economie perchè l'Azienda è povera ed è in dissesto», potremmo anche accettare una discussione su questi aspetti; ma noi sappiamo che la Società è tutt'altro che povera e tutt'altro che indissesto... Non citiamo cifre di profitti e di suparprofitti sulle spalle dei lavoratori, per non renctere ancora più arido e duro questo breve articolo... Sappiamo che i motivi che spingono la Direzione a tenere simili atteggiamenti sono ispirati da un solo criterio: non fare funzionare la C. I. render le il lavorii pesante ed oneroso, profittare delle necessità di estremo bisogno di tutti i lavoratori, per ridurli a non perdere neppure un'ora di lavaro..!
Ma su questo terreno i dirigenti dell'Azienda, se non cambieranno atteggiamento, provocheranno essi stessi risposte che non lasceranno dubbi circa la volontà dei lavoratori di vedere rispettate le proprie istituzioni di rappresentanza.
G. Z.
Unità salda e fraterna
* Solo se saremo uniti e ,:loncordi potremo vincere la lotta per migliori retribuzioni.
Non lasciamo dividerci dalle manovre sc'ssionistiche!
* Non w)rmetriamo che si sfrutti la buona fede di quei lavoratori ai quali v'è chi dice che nor si può vincere la nostra battaglia!
+, Uniamoci, e chiediamo a gran vocii miglioramenti economici, indispensabili per elevare le precarie condizioni dlle nosire famiglie!
E' da osservare che questa prima <battuta> annuale 1953-54 è riuscita male perchè priva di Tecnica del la caccia da parte di alcuni Dirigenti del C.R.A.L. stesso. Non deve spaventare que sta espressione alla quale a volte le si vuoi dare un carattere di studio <superiore>, perchè nel caso nostro non lo è affatto. E' tec nico un nostro Carpentiere in ferro quando sa lavorare e sistemare a regola d'arte una landera, così l'abile 'meccanico ed il capace con !alino. Siamo insomma tecnic, appena uno di noi si specializza nell'eseguirci bene un dato lavoro.
E così i problemi più im-
portanti che riguardano la caccia sono sotto tutti gli aspetti di carattere tecnico; cioè perfetta conoscenza dei luoghi e delle abitudini della selvaggina. La tecnica in ultima analisi significa l'esperienza e questa è alla portata di tutti purchè ci si applichi con passione e buon senso e non come si è proceduto in questo caso. Peccato. Tutti i cacciatori avevano il desiderio di <battere> i monti di Monterio, Codiponte, Casola, ove a pare di molti abbondava la selvaggina, anche l'orario non ha risvo sto alle esigenze della gita e giù cmugugni> da parte della carovana perchè la po sta al capanno fu così improvvisata. • • Beccacce, Tordi, Merli e fringue'li tutti emigrati in precedenza per la caduta della neve e per !a rigidezza della temperatura. Qual-
8 MARZO 4°.
che colpo sparato ai <passo, con insucesso. Alla fine della giornata il bilancio del la cacciagione è risultato scarso, molti di noi sono tornati senza il becco di un cardellino.
Tra i cacciatori più fortu nati vanno segnalati i Soci: Nosei, Barli, Tinfena, Giorgi, Trenti. Esito totale n. 20 tordi, 3 merli, 15 fringuelli.
Comunque amici del Cantiere non bisogna essere pessimisti speriamo che nei la ‘battuta> che abbiamo intenzione di fare entro il prossimo mese sì possa avere maggior fortuna.
Pertanto porgo a tutti i cacciatori i miei più fervidi... <forza ai tromboni>. Lunardelli Antonio
Direttore responsabile Silvano Cerri
Aut. Trib. Spez. in data 21-2-52
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Anche quest'anno ta Festa della Donna vede sviluppare una serie di iniziative nuove per rendere gioiosa e caldo questa popolare festa che è anche una manifestazione di coscienze dei propri diritti da parte di tutte le donne. «l o Scalo», a nome di tutti i Lavoratori porge alle levoretrici affettuosi auguri
La Segreteria CRAL aziendale comunica:
Riteniamo opportuno richiamare l'attenzione di tutti i soci del CRAL sulla questione delle tessere ENAL. Ancora molti sono convinti che la trattenuta dele 30 lire mensili, (vedi voce CRAL sul listino paga) dia diritto al possesso della tessera, ENAL. Precisiamo: che i dipendenti del Cantiere possono essere iscritti al CRAL Aziendale senza avere la tessera ENAL, la quale può essere richiesta personalmente e costa (munita del bollino riduzione spettacoli), L.425, che non hanno nulla da vedere con le 30 lire mensili del CRAL. il CRAL Aziendale pur essendo una emanazione dell'ENAL vive a se con il contributo volontario dei Soci.
Perciò coloro che per ovvie ragioni interessa la tessera E NAL, debbono farne precisa richiesta presso la Segreteria del CRAL la quale avrà il compito preciso di procurare la so-
pra nominata tessera, trattenendone il costo nella paga mensile. * *
In merito alla richiesta, pervenutaci da un gruppo di Enalisti, perciò che riguarda le riduzioni nei cinema della Spezia, siamo in grado di precisare quanto sottoesposto:
I cinematografi: ASTRA, ODEON, DIANA, e GARIBALDI (Canaletto), praticano le riduzioni ENAL in giorni fissi della Setimana, come segue: ASTRA e ODEON — ogni lunedì; DIANA — ogni martedì; GARIBALDI — ogni giovedì.
Gli altri locali, vale a dire: CIVICO, COZZANI, MONTEVERDI, MARCONI, variano di giorno in giorno. Sarà cura del CRAL Aziendale affigere tutti i Lunedì nel quadro CR AL presso la Mensa, i giorni in cui questi Cinematografi effettueranno la riduzione.
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