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Bollettino di Informazione interno per la Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL della G. T. &E. A cura del Centro Stampa Provinciale di Milano

IL NUOVO CONTRATTO PUNTO DI PARTENZA PER RISOLVERE L NU«. MEROSI'PROBLEMI AZIENDALI

La lunga, aspra battaglia contrattuale si è conclusa. A 15 mesi dalla sua scadenza il contratto è stato rinnovato. Il suo contenuto, seppur ancora schematicamente e superficialmente è noto e comunque su di esso si può dare i primi giudizi, riservandoci di ritrattarli più ampiemente, analizzandoli punto per punto, quando saranno ben definiti.

L'entità etonornica di-cui beneficeremo è nel complessi del 14,50% all'incirca distribuito in 3 anni. Il valore del contratto, in ogni caso, non è misurabile solamente nella sua entità economica.

Quello su cui vogliamo soffermare la nostra attenzione oggi, proponendo con ciò la riflessione a tutti i lavoratori è il giudizio e le valutazioni da dare alla conclusione del contratto. La battaglia contrattuale si è conclusa con un successo o con un insuccesso? Il contratto rappresenta un risultato positivo o no? Le opinioni sono, da quanto abbiamo potuto constatare nelle discussioni avute coi lavoratori e lavoratrici diverse addirittura contrapposte e quindi ci sentiamo in dovere e ci preme dare un nostro giudizio. E per far ciò non possiamo formulare una valutazione facendo astrazione, cioè non tenendo bene presente le diverse componenti che hanno caratterizzato questa battaglia contrattuale.

La lotta per il rinnovo contrattuale iniziava in una situazione che possiamo succintamente puntualizzare in 3 punti.

— Recessione economica o da intendersi come tale creata ad arte dal padronato italiano, complice il mal governo esistente.

Atteggiamento padronale di netto rifiuto al rinnovo contrattuale, anzi la Confindustria non si limitava ad affermare che tutto ciò che intendeva fare era cambiare «copertina» al vecchio contratto, ma chiedeva che nel far ciò, si cancellasse la «norma» relatiprà al premio di produzione peggiorando

così il contratto. Alle nostre richieste, per la prima volta presentata unitariamente non si limtava ad opporre un rifiuto, ma, a differenza del passato, avanzava a sua volta rivendicazioni.

— L'atteggiamento del governo di fronte alla vertenza era passivo. Taluni autorevoli rappresentanti intervenivano autorevolmente e publicamente a sostegno delle tesi padronali ed ancor peggio incitandoli a resistere, e dire NO a tutte le richieste avanzate dai lavoratori.

Comunanza d'obbiettivi e quindi un blocco Confindustria - Governo, posto su posizioni reazionarie, d'ottuso intransigenza, che condizionava negativamente la risoluzione della vertenza.

Malgrado questi condizionamenti, queste difficoltà il contratto è stato rinnovato. La lotta dei lavoratori metallurgici ancora una volta ha avuto ragione della caparbietà padronale ancorata su vecchi, reazionari principi. E' vero, non abbiamo conquistato tutto quello che volevamo, ma oggettivamente non siamo rimasti fermi. Coi risultati normativi ottenuti abbiamo sconfitto il disegno padronale di una centralirza7ione dei problemi sindacali in una trattativa ad «alto livello » esulanti dal vivo dei problemi stessi.

Abbiamo sconfitto il disegno padronale d'annullare la « vita » degli organismo sindacali aziendali, la decisa volontà padronale di annullare le conquiste fatte in questi ultimi anni. Il mantenimento del « premio di produzione » l'acquisizione di alcuni nuovi diritti sindacali, sono indice di un passo in avanti. Ma, più d'ogni altro, l'acquisizione della formazione di comitati tecnici per qualifiche e cottimi, è indice d'un allargamento del diritto di contrattazione articolata, a livello di azienda, di due importanti componenti del rapporto di lavoro. E specialmente per noi, l'acquisizione di q ua econ nuova est Q s de

dalla r;ffla

possibilità di contrattazione, significa molto e non solo sul piano normativo, ma per i benefici economici che, la risoluzione di questi problemi, porterebbe nelle «tasche » dei lavoratori. Per questo giudichiamo positivi i risultati normativi ottenui. Non guai giudizio positivo possiamo dare agli aumenti salariali ottenuti. Essi non soddisfarono le reali esigenze imposte dal continuo icessante rincaro della vita. E' pur vero, che l'aver ottenuto il 5 per cento d'aumento, significa aver ricacciato indietro l'obbittivo padronale del « blocco dei salari », ma nonostante ciò è rimasto in parte insoluto un gravoso problema. Spetta a noi, sulle esperienze fatte ni questo rinnovo contrattuale, sulle nuove vie aperte da Esso, porre soluzione aziendalmente ai problemi ancora insoluti. Le battaglie non sempre si concludono con schiaccianti vittorie. Si avanza, si segna il passo, vi sono momenti di pausa, ma si arriverà certamente alla vittoria se con sempre maggior coscienza, volontà ognuno di noi rafforzerà, portando il proprio contributo, il sindacato. Il sistema capitalista esistente, il padronato stesso, c'insegna che le conquiste dei lavoratori non sono acquisite una volta per sempre. Si lotta per conquistare nuovi diritti e si deve pure lottare per far applicare questa conquista. Un'altra e più importante realtà ci viene insegnata ed è che senza la lotta non solo non si va avanti, ma si ritorna indietro. L'essere andati avanti anche di poco presenta dunque un risultato positivo. L'espremere tale giudizio non significa dire che ci riteniamo soddisfatti ma è un esplicito invito al dibattito, a discutere, a ricercare gli errori commessi per trarne nuove esperienze. La recriminazione però non solo non serve a nulla, peggio è negativa. Questa vertenza, superando momenti di contrasto e di sfiducia che possono esservi verificati, impone a tutti un preciso dovere da compiere ; impone a tsutti di fare la propria di rafforzare il Sindacato, questo è l'elemento essenziale per andare avanti nel futuro. Proprio dalle esperienze vissute, dai risultati ottenuti, e più ancora dall'azione del padronato italiano, discende la necessità provata, come condizione pregiudiziale di dare nuova forza al Sindacato, a tutti noi in definitiva, organizzandoci in comunanza di interessi ed obbiettivi appunto nel Sindacato.

Un forte Sindacato, una forte F.I.O.M. è la garanzia per la piena, integrale applicazione del contratto, e nella nostra azienda di una risoluzione da troppo tempo decantata, che solo con la lotta unita e compatta di tutti i lavoratori, avranno i numerosi insoluti problemi aziendali.

Rafforzando la F.LO.M., rafforzeremo l'unità delle OO.SS. e sconfiggeremo tutti coloro che lottano contro l'unità con il pretesto di rendere il Sindacato cinghia di trasmissione di forze esterne e che nulla hanno a che vedere con l'azione rivendicativa della classe operaia.

IL ..* p. contralto

Alla firma di ogni rinnovo contrattuale è consuetudine, per noi della FIOM, l'apertura di una vasta ed ampia discussione sui risultati ottenuti, onde trarne le opportune esperienze. Di questo trattiamo ampiamente in un altro articolo del nostro giornale. Quello che qui vogliamo puntualizzare è il fatto che dopo la firma di ogni contratto positivo o negativo che sia, vi è sempre una parte di lavoratori pronti alla critica e solo alla critica. In base a ciò, abbiamo voluto andare a fondo di questa « ventata » di critiche, perchè se è critica costruttiva e fatta da chi è nel dovere di farlo è sempre ben accetta, come contributo per migliorare o eventualmente puntualizzare alcuni errori commessi alfine di non ripeterli di nuovo.E gratta, gratta è venuto alla luce la provenienza di questa critica. E' abbastanza sintomatico a tale proposito che siano proprio coloro che ieri reputavano inutili gli scioperi, che affermavano che bisognava trattare e concludere comunque, accettando ciò che il padronato era disposto a concedere, bontà sua, che invitavano a non scioperare è più ancora organizzavano il « cruminaggio » a sostenere che il contratto è insoddisfacente e che si è lottato per nulla. Il fine che si propongono OGGI è lo stesso d'IERI: DISGREGARE I LAVORATORI, CREARE SFIDUCIA NEL SINDACATO. Sono i « compiani della chiacchera » che con le parole, e con quante parole, vogliono le 40 ore settimanali, più ferie, pagameto dell'indennità di malattia, più salario più potere contrattuale ecc.

In realtà e quindi in pratica, a questo fiume di parole e rivendicazione, segue g. eruminaggio, 5260 ore settimanali, la compeauritella loro coscienza da parte del padrone con « due soldi ». Conosciutili, vogliamo dire ad essi due parole. Prima di criticare, giudicate se siete in condizioni di farlo, prima di criticare i risultati, giudicate se il vostro contributo la vostra azione vi pone in condizioni di farlo. Queste sono le considerazioni da farsi « compiani della chiacchera ». Ben lo sappiamo, alcuni di voi armi addietro, sono stati « comperati » con due soldi dal padrone, altri vengono retribuiti appositamente per svolgere quest'azione, altri vengono comperati durante le varie fasi di lotta, onde sgretolare l'unità d'azione degli operai, altri inconsciamente si fanno « circuire » da questi parolai o dalle oggettive che lo circondano.

Una cosa è certa: cio che guida questa gente è la nuova fede, l'ambizione, l'ambiguità. La non consapevolezza di essere in una collettività e quindi il doversi assoggettare a esigenze, a sacrifici a diretto vantaggio di tutta la collettività stessa, anche se per questo ci vengano imposti sacrifici superiori e quelli che altri debbono sostenere. La mancanza assoluta di « solidarietà » umana, di coscienza, li porta a strisciare in cerca di risolvere i propri problemi, a proprio e solo esclusivo vantaggio, che se avranno risoluzione l'avranno solo in forma paternalistica discriminatoria e quindi di compromesso. E questa azione, e ciò che di peggiori esprime, è il valido appoggio che essa dà all'intransigenza del padronato e alla creazione di discussioni che favoriscono solo ed esclusivamente il padronato. Gli °peni«. iN P111021114

L' UNITA`

Durante questi ultimi tempi, durante la battaglia contrattuale, si è parlato molto dell'unità delle organiz7a7ioni sindacali. La F.I.O.M. oggi come -allora, ha come uno dei suoi principali obbiettivi il rafforzamento di quest'unità d'azione, che non sia salo dovuta ad una realtà oggettiva derivante da reali situazioni esistenti, ma una perenne azione atta a rinsaldare sempre più l'unità dei lavoratori, onde unirli tutti a tutela e difesa dei propri interessi, e delle conquiste fatte. Oggi l'unità dei lavoratori e più di ieri necessaria onde dare pratica e subitanea attuazione a tutti i diritti acquisiti, ai nuovi poteri di contrattazione conquistati con il rinnovo del contratto. Ed è con questa prospettiva che la FIOM si batte oggi più di ieri, per l'attuazione di quest'unità tra le OO.SS., tra i lavoratori, unità che è la sola garanzia non solo per la difesa delle conquiste fatte, ma per un ulteriore avanzamento della classe operaia, di pari passo col progresso. Cosciente dell'importanza di quest'azione la FIOM ha profuse già molte energie onde smussare, livellare le eventuali divergenze esistenti fra le OO.SS.

Ha modificato il suo statuto dichiarando l'incompatibilità fra cariche politiche e sindacali, ha ricercato con la discussione l'intesa con le altre OO.SS. ha portato avanti un ampio dibattito fra i propri aderenti e ad ogni livello si discute e si prendono le opportune decisioni, per accellerare quest'azione e dare una concreta attuazione delle risoluzioni prese nelle discussioni. E' stato e lo è certamente un grande sforzo, un grande lavoro quello che la FIOM ha concretamente intrapreso, è uno sforzo più che giustificato per coloro che veramente vedono e credono nell'unità di tutti i lavoratori il mezzo per dare alla classe operaia il giusto ruolo che le compete nella società. E' uno sferzo giustificato anche per tutti coloro che ribattono per la piena autonomia del sindacato suo dai partiti, dal governo ed M special modo dai padroni.

Qual'è l'apporto dato dalla CISL e UIL e questo grande obbiettivo? Amici e compagni della GT&E, è per noi triste fare queste affermazioni, ma non Possiamo sottacere. che l'azione fin qui da essi svoli/i non é stata pari all'irrlportanza dell'obbiettivo prefisso.

La CISL, proprio ultimamente, ha dimostrato quanto sia stata strumentale le posizioni assunte in merito all'unità, durante la battaglia contrattuale. Difatti durante i lavori del comitato esecutivo dei sindacati CISL dei sei Paesi CEE; Storti ha votato contro la proposta d'ivitare il segretario delle CGIL MONTAGNANI e il segretàrio generale della FIOM Boni a far parte del gruppo dei rappresentati dei lavoratori in seno al comitato economico e sociale CEE.

Ciò è in netta contraddizione. In Italia si riconoscono superati certi metodi e certi sistemi, si discute di unità sindacale e praticare unità d'azione con la CGIL, mentre in Europa, là CISL. si fa campione di oltranzismo discriminatoti() e di guerra fredda vecchio stile contro ogni tentativo di disgelo sindacak. Con questa azione la CISL chiarisce i fini e gl'obbiettivi della propria azione, e si tende responsabile di ritardi per un rinnovamento della politica sindacale in Italia come in Europa.

Il mantenimento delrobbiettivo dell'« accordo quadro » e il non portare il dibattito dell'unità alle quadro » e il non portare il dibattito dell'unità alla base è il chiaro monito a tutti noi dello « strumera talismo » della CISL racchiuso nell'azione da esse portata avanti.

Per quanto riguarda la UIL, il discorso è più serio. Dopo aver per molti anni condannato la CGIL, perchè si diceva fosse cinghie di trasmissione di partiti politici, oggi la UIL stessa assume essa stessa queste etichetta consapevolmente. Vigliamesi e lo stesso sprovveduto giornaletto « Vita aziendale » distribuito nella nostra azienda, riportano sottolineandolo l'obbiettivo della UIL - UILM di divenire sindacato di partito di non ritenere necessario l'unità delle OO.SS. e più ancora dei lavoratori, insomma la decisa volontà della UIL - UILM di fare repubblica a sè. Ciò è comprensibile essendo la UIL - UILM il sindacato che oggi è a tutela e difesa degli interessi padronali, il sindacato che non è più una forza rivendicativa, ma uno strumento padronale del sistema assistente per ingabbiare i lavoratori renderli succubimenti delle volontà decisionali del sistema. Questo è il quadro che ci sta d'innanzi. Un quadro abbastanza grave, ma non per questo tale da farsi.

2) Retrocedere dai nostri sforzi. L'unità la si fa fra lavoratori, in fabbrica, non a tavolino. E vero che anche nella nostra azienda non riscontrano da parte di CISL e UIL una decisa volontà di portare avanti questo discorso, ma è altrettanto vero che conoscendo i reali motivi per cui non vi è da parte di essi un giusto sforzo onde rendere concrete e attive queste unità, spetta a tutti noi, iscritti e simpatizzanti della FIOM, raddoppiare i nostri sforzi lottare sempre più onde creare in modo concreto fattivo quest'unità, richiesta a gran voce da tutti i lavoratori.

Amici e compagni rafforzandB la FIOM, rafforzerete oltre che il sindacato di classe, il sindacato che ribadisce a gran forza d'esser lo strumento rivendicativo di tutti i lavoratori, rafforzerete l'azione per l'unità di tutti i lavoratori. Fatevi voi stessi portavoci di questa esigenza, di questa necessità Ognuno di noi deve dare il proprio contributo per la reale è fattiva affermazione dell'UNITA' dei lavoratori.

ELIO

Perequazione ceri Via Bernina (mensa premio pasquale - premio 160 ore - ecc.).

Cottimo

Qualifiche

Ambiente di lavoro

Rivalutazione rimborso spese per trasporti

Lavori nocivi

Studenti lavoratori (rimborso spese - orario di lavoro)

Premio di produzione

PIATTAFORMA RivENDICATIVA Sezione SI ndacale ELAPLP GaTi E

attivitàdella Commissione Interna

Trattenuta "x00 ore"

La trattenuta sulle 200 ore, degli scioperi, è un fatto abbastanza generalizzato e che dura da troppo tempo. Si tratta di una misura punitiva, arbitraria, che ha avuto lo scopo d'innervosire e di umiliare i lavoratori. Un primo atto di guerra fredda del padronato, che subito dopo la firma del contratto ritenta « l'escalatíon » per rimangiarsi gli impegni e per ristabilire il sacro principio borghese de « il padrone sono me ». Questo a spregio della Costituzione che sancisce la costituzionalità del diritto di « sciopero ».

Questo concetto è stato ribadito anche dalla nostra direzione in un incontro con la C.I. la quale chiederà, in base ad accordi verbali intervenuti fra il presidente della Confindustria, Costa ed i rappresentanti sindacali, la non effettuazione delle trattenute. La risposta era quanto mai significativa « Non condividendo l'effettuazione da parte dei lavoratori di scioperi, presentandosi l'opportunità di colpire, ,questo « mezzo », si sarebbe senz'altro fatta la trattenuta ». A parte il fatto dell'illegalità di questa trattenuta, del riconoscimento costituzionale, quale diritto, dello sciopero, quando mai sono stati concessi rivendicazioni normative e salariali senza la lotta dei lavoratori. Il paternalismo e la discriminazione non risolvono i problemi, anzi i diritti rivendicativi. Sono armi che attenuano l'azione rivendicativa, ma che non risolvono i problemi.

Perequazione con Via Bernina - (mensa - cottimi - qualifiche - premio 160 ore ecc.). Trasporti - ambiente di lavoro - servizi sociali assistenziali ecc. questi sono problemi che da anni aspettano una loro giusta risoluzione. Ma, Signori della Direzione, con le parole, non si dà ad essi una soluzione. Ci vogliono i fatti. E l'unico fatto dimostrato dalla vostra azione e che solo - la lotta di tutti i lavoratori della GT&E, può dare la giusta risoluzione a questi problemi,

I membri di C.I F.I.O.M., presa visione che il: conguaglio veniva retribuito senza « premio di produzione e scatto » hanno inoltrato vertenza all'azienda. L'incontro, per la risoluzione di detta vertenza, ha avuto luogo il giorno 29 - 11 - 1966 presso la Assolombarda presenti per l'azienda il Cav. Pagella, l'avv. De Caro e il Sig. Perella, a rappresentanza dell'Assolombarda. Per la F.I.O.M., Martini dell'ufficio legale, Crippa e Maruzzelli, membri di C.I. Dopo ampia discussione si addiveniva ad un «mancato accordo» e quindi la prosecuzione della vertenza in tribunale.

Il giorno 5 - 12 - 1966 la Direzione affiggeva al proprio albo murale un comunicato dove si annunciava che in base all'inizio di perequazione fra Divisicone Trasmissione e Divisione Commutazione le ore di conguaglio saranno retribuite dal 1° Gennaio 1967 con la paga globale di fatto, compreso quindi anche il «premio di produzione e Io scatto ».

Ben sapendo che più importanti sono i problemi di perequazione fra Via Bernina e Cassina de' Pecchi (premio 160 ore - mensa - cottimo ecc.) più volte messi in discussione dalla C.I. i membri di C.I. F.I.O.M. ribadiscono per l'ennesima volta che il pagamento delle ore di conguaglio deve essese fatto con la paga globale di fatto (art. 6 C.N.L.). Quindi, l'attuale pagamento, non è una gentile concessione dell'azienda ne una perequazione, ma un sacrosanto diritto dei lavoratori conquistato con la lotta e sancito dal contratto nazionale di lavoro.

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L'indennital d'anzianita

Avevamo già scritto,su uno dt1 nostri precedenti bol]ettini,che con l'entrata in vigore della "Giusta causa" legge 604 del 15/7/1966 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N° 195 df-1 6j8/1966 a TUTTI i lavoratori licenziati o dimistAionari competeva la liquidazione nella misura intera cioè al 10096. Infatti l'Art. 9 della legge dice: "L'indennità d'anzianità è dovuta al pre• mtatore di lavoro in ogni naso di risolu• zione del raplorto di lavoro.n In sostanza l'indennità di anzianità,già estesa al rapnorto di làvoro a tempo de• terminato dalla legge 18/4/62 N° 230 , cessa di essere un premio di fine lavoro e acquista definitivo carattere retribu• tivo.

Un'autorevole giornale confindustriale precisa in un suo articolo: "E''perciò dovuta "per inter% anche ai licenziamene ti "in tronco @ ed ai"dimissionarin .( da "24 ORE n del 8/10/1966 ). ommummumus

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ESEMPIO DI CALCOLO INDENNITA' DI ANZIANITA' Anzianità progressiva Vecchio contratto Nuovo contratto anno n ore V anno n ore ass. • l' 1-1-1926 - 1-1-19271-1-1927 16 1-1-1928 40 1-1-1928 24 1.1-1929 48 1-1-1929 24 1-1-1930 48 - . 1-1-1930 24 1.1-1931 48 _ 1-1-1931 32 _1-1-1932 72 _ 1-1-1932 __... _ 1-1-1933 32 32 1-1.1933 1-1-1934 72 1 ---, 72-_ 1-1-1934 32 1-1-1935 72 1-1-1935 32 1-1-1936 721-1-1936 32 1-1-1937 72 1-1-1937 32 1-1.1938 96 1-1-1938 32 1-1-1939 96 _ _ --i -. 13. 1-1-1939 32 1-1.1940 96 14. 1-1-1940 32 1-1-1941 98» • 1-1-1941 32 1-1-1942 -i 96 1.1-1942 40 H 1-1-1943 96 --, ..... 17. 1-1-1943 40 1-1-194.4 96 18._ 1-1-194-4 40 1-1-1945 96 1-1-1945 40 1-1-1946 120 1-1-146 40 1-1-1947 120 1-1-1947 --I 40 1-1-1948 120 -.J 1-1-1948 40 1-1-1949 120 1-1-1949 120 1-1-1950 120 1-1-1950 120 1-1.1951 120 1-1-1951 120 1-1-1952 120 1-1-1952 120 1-1-1953 120 1-1-1953 120 1-1-1954 120 1-1-1954 120 1-1-1955 120 l 1-1-1955 120 1-1-1956 120 1-1-1956 120 1-1-1957 120 M' 1-1-1957 120 1-1-1958 120 1-1-1958 120 1-1-1959 120 e 1-1-1959 120 1-1-1960 120 M• 34. 1-1-1960 120 1-1-1961 120 1-1-1961 120 1-1-1962 120 1-1-1962 120 1-1-1963 120 1-1-1963 120 1-1-1964 120 1-1-1964 120 1-1-1965 120 1-1-1965 120 1-1-1966 120 1-1-1966 120 1-1-1967 120 M' Totale LO anni 2.880 ore 40 anni 4 024 ore - - .,dii.....--.-.

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5.S.A. Cis.

CON LA TESSERA DELLA F.I.O.M, PER ESSERE PIU' FORTI

Forse come non mai, la vertenza contrattuale testè conclusasi, ha posto di fronte a tutti i lavoratori, operai, impiegati, tecnici, la necessità primaria di una sempre più stretta unità d'azione a tutela e difesa dei propri interessi. E, lo strumento, dove convergono queste esigenze e il Sindacato. Sindacato che oggi assume un ruolo primario per l'avvenire sociale, civile, economico di tutta la classe operaia e non solo di essa, ma di tutta la nazione. Sindacato che di fronte, al rinnovato tentativo del padronato di mortificare, umiliare, distruggere gli organismi rappresentativi operai, deve acquisire nuove forze, deve darsi un'organicità più forte e moderna, un'organizzazione imponente che controbatta con forza, onde respingere, ogni iniziativa padronale portate a colpire l'iniziativa operaia. L'ultimo contratto con le sue vicissitudini ne è stato un valido esempio di questa azione. Ilpadronato da oggi con il valido sostegno che riceve dal Governo, per l'identicità d'obiettivi che ambedue si prefiggono, tende a « snaturare » i principi d'esistenza del sindacato. Esso ha sempre

racchiudeva questi obbiettivi è stato sconfitto. La F.I.O.M. in questa vertenza contratuale ha dimostrato a più riprese la « consapevolezza • della gravità degli obbiettivi in « palio a e non è mai venuta meno ai propri principi. La F.I.O.M., ha altresì ribadito il proprio impegno ad essere sempre più lo strumento rivendicativo portatore delle reali esigenze dei lavoratori. Per questo si rende necessario oggi un grande rafforzamento della F.I.O.M.. lì padronato, ritenterà ancora, cercherà di venir meno agli impegni assunti, per questo è necessario fare più forte e moderno il Sindacato, la F.I.O.M.

L'incaricato del tesseramento: e Scusa... ma hai un'aria così da non-organizzato a!

rappresentato e sempre rappresenterà l'organo, lo strumento rivendicativo dei lavoratori, lo strumento che oltre a difendere i diritti acquisiti., rivendica i diritti che la realtà impone. Oggi, il padronato, tende a strumentalizzare il sindacato, a rendere i suoi compiti sempre più limitati, fino a farlo divenire non strumento rivendicativo, ma strumento integrato nél sistema e quindi portatore delle decisioni padronali. E un'obiettivo quanto mai reazionario che ha già dimostrato la propria negatività, e ricevuto la condanna di tutti i lavoratori. L'ACCORDO QUADRO, che

'DOMANDA D'ISCRIZIONE ALLA F.I.O.M. Nome

Domiciliato

Ben lo sa il padronato italiano, cosa significherebbe un Sindacato F.I.O.M., forte e ben organizzato. Sarebbe la fine della discriminazione, del paternalismo. Per questo con accanimento s'oppone al finanziamento del Sindacato. A queste considerazioni io porta la forza che ha la Confindustria, alla quale legni singola azienda versa per ogni singolo lavoratore obbligatoriamente una quota annua di L. 10.000, variabile a secondo delle esigenze e necessità del Momento. Di fronte a questa valutazione, per controbattere con più vigore e forza il disegno reazionario del padronato ognuno di noi deve fare le sue scelte. Il Sindacato siamo noi, ognuno di noi deve dare suo contributo. Dalla vita è dall'attività del Sindacato dipende il nostro livello di vita e delle nostre famiglie. Il futuro sarà come noi sapremo costruirlo, con il nostro impegno, con la nostra lotta, con le nostre vittorie con un forte e moderno Sindacato, con la F.I.O.M.. Al Sindacato, cioè a tutti noi che ne siamo i componenti, spetta oggi il compito di dirigere l'azione per il giusto riconoscimento dei diritti della classe operaia. Ciò, perchè ognuno dí noi è re-sponsabile di quanto si farà e nel modo in cui si farà; per cui è opportunistico, settario, incoerente stare a vedere • cosa sanno fare • per poi giudicare e criticare. NON ASSICURARE al Sindacato i mezzi necessari per controbattere l'azione padronale, estraniarsi dalla vita del Sidacato SIGNIFICA dare un valido sostegno al padronato.

NON ASPETTIAMO OLTRE iscriviamoci subito al Sindacato, alla F.I.O.M. ISCRIVERSI ALLA F.I.O.M. SIGNIFICA

Far rispettare i propri diritti

Non farsi umiliare dal padrone

Decidere il proprio domani

L'unità di tutti i lavoratori

Cognome Via n. Giovane l'assei Qualifica Rep. D Uomo ~ Donna N.B.- Consegando il presente tagliando ai membri di Ci. o della S.SA. F.I.O.M. con 21... io o L. 1.000 riceverai la tessera e l'agendina F.I.O.M 1967.

le 44. es»...t.ut• _

rai della GT&E anziani e specialmente i giovani, hanno individuate questi « tristi personaggi » e hanno valutato « la portata e gli obbiettivi » che la loro azione si prefigge, e da chi essi vengono guidati. Per questo sono stati posti al margine della collettività aziendale. I giovani sanno che la realtà impone ad essi un duplice sforzo. Uno diretto a mantenere vivo gli ideali e le conquiste della lotta di liberazione (Resistenza), ,l'altro contro il padronato che, in questa società capitalistica, non ha mai tralasciato ed ancor oggi mira ad un'azione onde instaurare di nuovo il sistema dittatoriale fascisa, dove trova posto in fabbrica solo chi lavora in fretta sempre più in fretta, vertiginosamente in fretta, ma in silenzio. Oltre a ciò, oggi la realtà, ha imposto alla nuova generazione un altro sferzo : un'azione diretta, decisa verso questi « compiani della chiacchera » che con la loro azione sostengono l'azione padronale onde far comprendere ad essi che stanno marciando su di una strada sbagliata. « Alle parole meglio i tatti » solo così potremo, perchè è la realtà vissuta e che viviamo che ce lo insegna, porre risoluzione ai nostri problemi.

UNITI SI VINCE, DISUNITI SI E' STRUMENTI PADRONALI.

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IERI BasTone 0661 La C arofa

Dalla firma del rinnovo contrattuale, strane cose stanno succedendo nella nostra azienda. Diciamo strane, perchè mai fino ad era, nonostante le numerosissime promesse fatte, mai si era passato dalle parole ai fatti. Cosa succede? Quasi d'incanto, come fosse caduta la manna dal cielo la nostra direzione elargisce passaggi di categorie, aumenti di mga. Non è che con questo scritto vogliamo condannare quest'azione, tutt'altro, convinti come siamo che ciò che viene fatto non è altro ciò che si doveva fare parecchi anni fa e che è solo una minima parte del giusto riconoscimento dell'apporto produttivo dato, ma vogliamo andare più a fondo dí questa azione onde vederci chiaro. Innanzitutto, se un riconoscimento tangibile deve esere elargito, riteniamo esso debba essere dato a tutti indistintamente, in quanto ciascun dipendente dal manovale, all'operaio, all'impiegato, al tecnico, partecipa con il proprio contributo, in base alle proprie capacità, allo sviluppo nazionale e internazionale dell'azienda. Ma a parte questa giusta considerazione la prima domanda che ci sorge spontanea è perchè mai questa azione « d'elargizione » dopo -l'intransigenza con cui ci si è opposti fino all'ultimo al rinnovo contrattuale? E la risposta, conoscendo bene il padronato italiano e le sue caratteristiche ci viene facile. La nostra

direzione, fedele portavoce dell'Assemblea e quindi portavoce dell'azione decisa del padronato, mira a due ben precisi scopi.

Dimostrare la non validità del contratto teste firmato e quindi il tentativo di creare sfiducia e quindi all'allontanamento dei lavoratori delle organizzazioni sindacali.

Che solo con « la bontà » del padrone si possono avere i soldi.

Questi due sono gli scopi che in modo generale si sono prefissi in tutte le direzioni azienaali, ma una terza e forse la più importante, visto la nostra realtà aziendale si prefigge la nostra direzione. Ed è che dietro questa azione si tende di nascondere le promesse fatte e non mantenute all'epoca del trasferimento, la non risoluzione data ai numerosi problemi aziendali, l'instaurazione di un rapporto di lavoro in cui la democrazia e la libertà sono messi ai margini. E la-classica « carota » dopo il « bastone ». E' un ulteriore tentativo, visto che non è passato col rinnovo contrattuale, per :disgregare il sindacato, per annullare le conquiste fatte ed in specie! modo i diritti di contrattazione aziendale, tentando d'instaurare un nuovo rapporto di lavoro paternalistico, premessa essenziale per un'azione a più largo raggio, onde aumentare i già pingui profitti, senza doversi scontrare con i lavoratori.

Quello che ci viene dato oggi con la mano destra ci viene tolto domani con la sinistra, se non abbiamo gli strumenti necessari per difenderla. Il giusto riconoscimento che chiediamo per l'apporto produttivo che diamo l'avremo nella misura la più giusta, quanto più sapremo conquistarla con le nostre forze. Date paternalisticamente dalla nostra direzione non avrà mai la sua giusta entità.

Ed è proprio a questi obbiettivi che mira oggi questa « elargizione » della nostra direzione. Il nuovo contratto ha aperto nuove vie di contrattazione, a salvaguardia del nostro salario, e quindi ad un nostro maggior potere in azienda a tutela e difesa del nostro apporto produttivo. Contro questo è diretta l'azione della nostra direzione onde smantellare questi nostri « strumenti » di difese e quindi dare un riconoscimento paternalistico. Non solo non reale e corrispondente alla risoluzione dei problemi esistenti, ma con il preciso obbiettivo di mettere a tacere le maescanze e quindi « recuperare » con tranquillità, con i dovuti interessi, l'elargizione fatta. E facilmente comprensibile per tutti noi la gravità per il nostro futuro, di questa azione. Occorre coscientemente e con consapevolezza, da parte d'ognuno di noi, operaio, impiegato, tecnico, una giusta valutazione di questa situazione, ricordandoci sempre di far parte di una collettività.

Questa elargizione, e copertura di tutto quello che realmente spetta ad ognuno di noi, non dimostra altro per l'ennesima volta la decisa volontà della basti% direzione di passare dalle parole ai fatti, di porre finalmente soluzione agli innumerevoli problemi esistenti nell'azienda. Per questo, contro questa tentativo, per dare ai nostri problemi la loro giusta risoluzione, è necessario la pronta e decisa presa di posizione di tutti i lavoratori. Sono la lotta unitaria e decisa, il mantenimento ed il rafforzamente dei sindacati degli organismi aziendali sindacali C.I. e S.S.A. F.I.O.M., potrà instaurare in azienda un rapporto di lavoro, dove ogni singolo lavoratore ab-' bia il giusto riconoscimento per il proprio apporto produttivo.

Elio

Per invocare contratti oixtordt occorre essere iscritti ai Sinikalé

L'iscrizione al Sindacato è un atto di conferma e di fiducia alsindiseale 'unitaria FIOM-CGIL per la sua continua azione in difesa degli interessi di classe dei lavoratori, sul piano economico, normativo e sociale.

Ogni lavoratore deve sentirsi

ifiero ed orgoglioso di contribuire al rafforzamento del sindacato, consapevole che contro u_n padronato organizzato e forte, e per respingere ogni suo continuo attacco alle condizioni di vita e di lavoro nella fabbrica non c'è che potenziare l'organizzazione sindacale, mediante l'iscrizione in ,massa al Sindacato.

Ogni lavoratore deve trasformarsi in un attivo propagandista, più lavoratori iscritti al Sindacato, più forte e tempestiva diventa l'azione del Sindacato, in difesa dei diritti tipi lavoratori e per la conquista di nuove tappe sia sul piano economico che sociale. Non iscriversi al Sinda, immm1~1

Ecco il testo della sentenza

1, Sez. - 3 gennaio 1966, n. n

- Pres. GENTILE - Est. PRATIS

- P. M. DE RI/GGERO (conci. conf.) e. Soc. Romena Industriale Commerciale Vigliano.

Contratto collettivo - Contratto Collettivo Postcorporativo • Efficacia limitata agli iscritti alle Associazioni stipulanti Iscrizione del solo datore di lavoro alle Associazioni di categoria - Inappncabilità del contratto coll. a/ rapporto di lavoro. (Art. 2067 e eegg. c .c.).

I contratti collettivi postcorporativi sono vincolanti unicamente '1:zoceitarirtti alle contrapposte sindacali stipulanti, ora~e assi bspegnano de Iure, al losO ritto solo quan_do.,,ala 11 &nere di lavoro che 11 ~olom.te, abbiano aderito alle rispettive associazioni. coo la conserienza di esserne rappresentati. Se, pertanto il solo ~ore di lavorc, e non, anche il lavorinme, è iscritto alle associazione sindacali di categoria, deve escluderai ehe il rapporto individuala di lavas° cada cot-. to la regolimatintaatane del 000tratto collettivo. '

Inolta it,"zge+ ato che il Ove Magistrato Ala. ~o le l'appa~ del, da parte dei ~ere Wiehi per gli anni p~~-,til montana dell'inizio della UN miailvVer tatti gli anni a cui si_ Istaia riferimento le ricttlieete- per. tanto conservare tutta tessere di iscrizione al

ozio signfica' favorirar nome del padronato in danatierglegatività dei lavoratori, per se stessi e per la propria famiglia.

Il padronato per il suo cieoo egoismo e interesse di classe sfrutta ogni occasipne per non rispettare il contratto di lavoro.

Una recente sentenza che qui riportiamo della Corte di Cassazione del 3 gennaio 1966 n. 29 in una vertenza fra il lavoratore Angelini con% la ditta Romana Industriale Commerciale di Vigliano ha deliberato che i contratti collettivi di lavoro e le norme in essi contenute non possono essere invocati dai lavoratori se i medesimi non sono iscritti alle organizzazioni sindacali di categoria stipulanti.

Ciò significa che un lavoratore sia durante il rapporto di lavOro che dopd ta-sua risoluzione non può far valere eventuali suoi di_ ritti, presenti e retroattivi in se-

d1111~19111

de giudiziaria, se lo stesso non può dimostrare l'appartenenza al sindacato di categoria per - M» 4 gli ami in cui reclama la ~Me ! e zen_atOrs applicazione del tratto di lavoro.

Questa sentenza anche se si presta a molte consideragoin non tutta positive, deve perb tat flettese ogni lavo:Mose e sopratti* to le grossa parte degli aiptosW ci sulla assoluta necessità Malta di un sindacato • che ,daltia-1 teli,oei suoi interessi.

I lavoratori non debbono _poi solo iscriversi ma mo~lare la tessera di più anni.

ERNESTO dommomeao 90,08 D categoria (153) operaio spire. extra Sup. 20 zumi 302,05 15,16 CIURAI/E minime* nume NUOVI MIMI SALARIALI I IM. s% ipopes %. 1111 11110/11* pett. TOTALI ammodo elei•ifIle I 4, 55 e categoria (100) manovale comune SOp. 20 anni 201,15 11-29 anni 19Y,10 50-18 anni „. 149,116 16 anni 104,80 211,25 "II 191» - 1‘49 156,30 3 7,0 -100» - 1» 10$. 1,11 7,11 5,4* 951,0 7/1" 315»
286,20 217,60 243,30 265» 247,80 217,25 17100 236,55 no,oe 179,80 144,38 226,00 210,79 171,75 137,85
10 categoria
*arab specializzate 265,56 ?i* aoni girini . Aktif - 257,16 225,70 21 categoria (121) Operaio ittalificata Sup. 20 anni • . . . • . 237,40 18.20 anni 230,25 1618 anni 201,80 fili. 16 anni , 166,15 i' categoria (112) operaie comune di Sup. 20 anni 223,30 18-20 anni 207,65 16-18 anni 169;70 Int. 16 anni 138,70 C categoria (107) operaio comune di r ghtp. 20 anni . . • • 214,25 18-20 anni 199,25 16-18 anni 162,85 bit. 16 anni . • • 130,70 95,411 14,31 90,06 390,67 2111» 13,1111 87» 379,04 legia 12» 77,50 333,91 150 lett - 50$2 348,00 1745 gl i i 78,31 338,00 ISM MI 68,75 286,88 12,11 11,0 56,87 244.71 11,02 76,62 324» 13,11 11,80 71,56 302,06 la» a» 065,87 249,86 7,21 52,75 205,26 11» 74,31 101 eue e» 57,5 e,» ee,12 311,81 tee ee 193,80
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