O d Italia
:: BENITOMUSSOLINI Martedì 10 Marzo 1931 - Anno TX | - GERARCHIA - RIVISTA ILLUSTRATA - HISTORIA - IL BALILLA - LA DOMENICA DELL'AGRICOLTORE -ALMANACCO ENCICLOPEDICO - IL BOSCO ]- Centesimi 20 _
Milano, via Moscoya - Anno XVIII - Num.
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L. 40 . IL PUPOLO D'ITALIA: Anno L. 52; Sem. L. 27; Trim. L. 14; Eslero L. 125 - GERARCHIA: Anno L. 30; Estero = L'ILLUSTRAZIONE FASCISTA: Anno L. 15; Estero L, 95 - HISTORIA: Anno L. 90; Estero L. 120 - LA RIVISTA: Anno L, 100; | Estoro L. 175 - IL BALILLA: Anno L. 16; Sem. L. 8; Estero L. 25 - LA DOMENICA DELL'AGRICOLTORE: Anno L. {0; Estero L. 18 - IL BOSCO: Anno L. 12
ra infernazionale di Tripol
mente
allermando che “Fialia
a SaDrà Segnare unanuova lappa nel cammino ascendente della civiltà mediferranea,
“Fra frenta o quarant'anni - dice a sua volta il Maresciallo Badoglio - allorchè questa Gefara sarà ricca di messi e di piante, si innalzerà da essa, enne, perchè non è nella nosfra nafura, ma glorioso, un poema di vifioria, come già sì innalzò sul campo di baffaglia di Vifforio Veneto, ed il fricolore sven lerà frionfante per il più grande avvenire della nosira Halia,, i | _ Il rimboschimento delle dune lonnello Giorgi ed al direltorei pazione, la spingerà, ova, a fare di la cultura e la forza organizzativa costituiré motivo di nostro altissimo
queste Colonie — le quali apparten- della tecnica, finranno per formare orgoglio la constatazione che, nel è un capolavoro della tecnica ita- \ prof. Pautassi. più all’Europa meridionale, cui una nuova ossafura, da sostituire a campo della politica coloniale, iL Fajliana. 1 prodottì degli agrumeti | La presenza deì notabilì arabì gono sono congiunte dallo specchio del Me- quella indigena, da secoli di oscurità srismo, pur in mezzo a grovi difficol|sono selesionati. Lo sviluppo di e delle autorità di ogni religione diterraneo, che al continente africa-| resa oscura e cadente. ta, abbiu già segnato conereti e saldi < In questa solenne curimonia deve successi. |queste colture, unitamente alla ì…!aml dalo alla cerimonia un ca- no, Ca cui sono separate dalle solitudini desertiche — due provinvie ilaSulla cerimonia inaugurale rice-]i tale, l’elemento propulsore del \coltura dell’ulivo è di molte es- ruttere di concordia nella vita ci- liane; ed a costituire, perciò, con la bala costituis forestali, \senze ce viamo da Tripoli questo notevole| miglioramento agricolo. E$so docosta che si affaccia alle Ù sponda d’Italia. Imiziatosi,| commento telegrafico del nostro mina gli egoismi, vince il miso- se fondamentale della coltura ar- | 1 segni del Littorio erano visi-| quarlta borea nella Tripolitania. \ Dilì ovunque. Le Camicie nere \ può dirsi, lo stesso qiorno della conDirettora. «Se da breve tempo soltanto lU'lia- europeo sta nella tempestiva affluenneîìsmo così diffuso fra la gente | \consideravano giuslamente con | quista, solo col Regime fascisla que- | il presente era cerimoni Alla | mudierna è diventalu uno Stato co- za delle derrate alla vendila, la Tridella terra, crea la solidarietà fra isen. De Cillis, aprimo direttore l'orgoglio l'avvenimento come con- |sto progetto di assimilazione ia as-| lia psunto un movimento più rapidlo, ed| loniale, assai più remota, per con- politania sarà in grado di invuestire Tripoli ha inauguralo domer i produttori. |vorso, è la sua esperionza dei paecsi determinati mercati, quando ancora ca la suù quinto Fiera internusio- | L'unione non solamente dà la dell’Istituta sperimentale, che po- seguensa della loro fede decen- anche una propria consapevolezza. <Con sorprendenti analogie, ma l è dei popoli, sui quali ebbe ad eser- le regioni esportatrici più favorite, nale e la seconda interafricana. |forsa, ma dà gli elementi per la teva con orgoglio dimostrare male immutata ed immulabil \ cilarsi con maggiore intensità l'atti- della Madre Patria non sono in conquanlo cammino ascendente wl;-\ | La cerimonia ha avulo inisio con ritmo reso estremamente più ceVeramente quest anno la Ri vittoria. E' Istitulo sperimentale bia compiuto la benemerita isti-| @ siì è conclusa nell’imponente e lere dalla diversilà delle condizioni | vità colonizzatrice delle Nazioni civi- dizione di farlo. <Altra coltura caratteristica del V'Itatia passa, così, în Libia, |li, senza contare Vopera di alta civil-| interafr lagranio ha un suo magnifico pa- tuzione per lo sviluppo dell’agri- suggestivo padiglione di Roma I storiche, 3 attraverso le medesime fasi secolari |tà compiuta nel basso medio evo e suolo libico è quella dell’olivo. Ma è esposizione coloniale parigina| diglione. In esso è la dimostra- collura coloniale. I visitatori il- così come ogni grande cosa sì| dell’espansione romana. Dapprima è nei primi secoli dell’evo moderno ben noto che l’olivicoltura italiana per la quale è in alto una intensa| zione come già per molte colture lustri e mimori hanno espresso il inizia e sì conclude nel nome e un semplice concetto polilico che dalle nostre repubbliche marinare, non è tale, normalmente, da salurare propaganda in ogni parle del gquida il nostro Paese, in quanto oc- che in una sapiente ed ardìla attivi- integralmente il mercato interno, ìÎi?…Ù uscili dalla fase sperimen- loro compiacimento al rappre- nella polenza di Roma. corre occupare la linca onde nessuna {à di espansione commerciale e poli- chè l’ulteriore incremento dell’olivimondo. | \tale. sentante generale della Fiera, coaltra Potenza la occupi; e in questa tica, proseguirono nel Mediterraneo coltura libica potrà essere diretto aolCiò non ha tolto alla Riera di la funzione integratrice attualmenta fase il fattore decisivo della nostra la grande tradizione di Roma.
Îl successo della poli ica coloniale fascista
Tripolì molta della sua impor-
Fus ione di-sp irite id i cuori
tanza e del suo richiamo sugge-| stivo. Infatti all’inaugurazione assistleva una folla imponente che subito dopo invase i nume-|
zosì padiglioni,
polilica è rappresentato da un diss | «Orbene, più ancora della ricchez- esercitata dall’olivo di semi e, in padio politico, sia pure latente, ma pur |sa, è sovrattutto questa passione, que- ri tempo, alimentare la nostra fiosempre, come ai tempi di Roma e |sta tradizione che sono necessarie, in- rente industria di raffineria, al posta Cartagine, svolgentesi in mare chiuso | sieme con l’energia e la perseveranza dei rilevanti quantitativi di olio stra| tra _ Potenze concorrenti. Compiuta che all’Italia d'oggi non mancano, per niero che a tale fine siamo oggi coniell’opera multiforme, stretti ad importare. ‘L"qcmg:a:igmc, sembra per alcuni an- ben rius iltà va spiegando nelle coni che nella semplice affermazione che la < E per quanto riguarda la vilé, internazionale del posscsso, si esau- lonie. Difficile era, comunque, la si- non bisogna dimenticare che la vili| risca ogni ragione di essere della no- tuazione che la rinovellala Italia del- coltura libica va consideralta in raple Camicie Nere eredilava nei suoi porto a quella di tutto il bacino moesira presenza in questo territorio. ‘TRIPOLI, 9. le: prima riducendo di un terzo le ‘î;‘ef.«'y(tè ev leggerà la forza e la fede <Anche Roma, per oltre un secolo, giovani possedimenti: situazione che |\diterraneo, in cui il vino italiano raplavoro -5M£nn, cìlt! ha nn‘ic€%»g'&g dinante il periodo repubblicano, a- trovava radice negli errori e mnelle presenta un fattore cospicuo bensì, ina è stata solennemente forse militari, poi occupando i due 1inta Fiera Ì - |terzi della Colonia non ancora occu- il mondo. Non vi troverà più il rifles-| veva oscillato tra una politica super- colpe del passato, nei non fortunati ma non l’unico, accanto ai vini franpati. E' bene notare che questa oc- so dell’incertezza della situazione ed ficiale di pura e semplice conquista cventi suollisi in Libia durante la cesi, greci, siriaci, spagnoli. La Libia leupuzione è stata fatlta esclusivamen- il dubl l0 dei primissimi anni; ma ed una politica di protezione dei \ guerra, nella mancala realizzazione va segnalala, sovraltutto, per aleune -
interessandosi|
vivamente alla molteplicità del-| le cose esposte, | Alla cerimonia ‘ ha dato un to-| no solenne il complesso delle au-| _ forità in divisa ed in abiti d'ec- | Ma cezione. Gli zaptié a cavallo —
al vibrante rito propiziatore
\ te con un pugno di truppe libiche; zza della riuscita ed un sala| principii indigeni, rifuggendo, quasi caloniale della nostra Vittoria. Ciono- qualità di uve precoci e per nn'orgnnche Cufra, quella che era la miste-| tissimo desiderio: che " la Patnia) esilante, da unwimpresa tanto immen- Imostante, in breve volgere di anni, un | niszazione razionale, volla alla preriosa Cufra, è stala occupata da un non dimentichi questi suo: i pio- sa, quale quella della romanizzazione |grande cammino è stato percorso; | parazione di derivati speciali ed inri africanì — accompagnavano il rapp: dell’Africa. Ma con Cesare, erede del mentre l'Eritlrea va sempre più svi- dustriali della vite, che non sono | vole Bianohi in rappresentanza della |migliaio di combattenti libici, guida- nieri della colonizzazione Ministro, il Governatore e le rap- Camera dei Deputali, il comm. De |ti'da una ventina di nostri bravi uf- la Patria venqga qui ad aiutai pensiero e del programma colonizza- luppando la sua funzione economica, punto concorrenti dei prodotti viniin rapporto all'Impero Etiopico ed al coli metropolitani. presentanze del Senato e della Martino in rappresentanza del P. N. ficiali. Tenente Heleel, tenente Pipi- cere la dura battaglia, da questi bia-| tore transmarino di Caio Gracvco, t traffico dul Mar Nassa e va ogni gior& AL contrario, un’impertantissima Camera, dando al ecorteo una E. e l’on. medaglia d'oro ‘Amilvare tone e anche voiî, bravi soldati libici, vi lavoratori impegnata contro la 00 che V'invivilinento v la conp cconomica e demografica dell’Africa 1t0 meglio valoriszando lo sue cospi- funzione integratrice le cblonie Libiche vi sieté immolati per la grandez- steppa e la sabbia della Gefara. Rossi rappresentante Îl Governatoraandatura solenne, 1 colpì di can- to « On.Ministro, mi consenta cheé io entrano fra i doveri del Governo ro- cue risorse naturati, la Somalia, ove pshe sono chiamate ad adempiere, co di Roma, Hrano. ancheé presenti za d'Italia.io0, Capo di Stato Maggio< none sembravano, nel ricordo del | Vellani del' Ministero delle Colonie, re Generale e.Governalore delle due | \lanoi uno sguardo avanti, poichè non|? 2 con la dedizione dei coloni appaiono sieuri i segni dol prossimo l’allevamento del bestiame specianlla trasformazione del diritlo lavvento di una nuova e vivace acono- mente bovino e aovino, che potrà enlpassato e nel falto del giortno, Napolitani per il' Ministero delle:Cor- Colonie libiche, m'inehino reverente soNo uso volgermi indietro: nell’av-| ' venire, {ra trenta o quarantaà anni, | municipale fenicio in italico, si ini- mia, vede il nostro diretto dominio e mare le non lievi lacune che nella segniì di potenza. | porazioni, l’on. Cencelli per l’Opera avanti ‘al vostro sacrificio. nlivrchè questa Gefara sarà ricca di ia una vasta ed organica opera di la nostra organizzazione amministra- Madre Patrîa presentano, rispetto al1i Governatore Badoglio ha) | Nazionale Combattenti, l’on. Racheli solto, la sicurezza in Colonia è asso- miessi e ii piante, si innulzerà da' es- civiliszzazione e di colonizzazione, che| | liva estendentsi a terrilori nei quali le esigenze del consumo, la produzio| per la Confederazione Naz parlato con_ l’accento fiero del iscistla dei commercianti, ] è non l’Impero proseguirà ardilumente e la sovranità italiana, altraverso la ne zootecnica e quelle derivale e con‘lm…qz: per mille e mille chilometri, sa non grave e solenne, } formula del protettorato, era NeSSe. ta è nella nostra natura, ma Misura , da riuso, un che costiluirà uno dei fatti storici lvaga Nufilia a s soldato, non. tacendo la sua fe-| Marzanic per la Gonfederazione da Gadame restala puramente nominale. Ù | più importanti dell’antichiiù, < L’opera di colonizzazione agrariti. poema di vittoria, come giù sì innalo, , Cola Taizenb a Ghat da Pummo a de assoluta nella valorizzazione zionale dei Sindacati del Commer: <Ma è in Libia, e particolarmente | che i cittadini italiani di tutle le <Poche terre furono, infatti, ro| e. llament re zò sul campo di battaglia di Vittorio| tranqui percor si lonia Confederazione la per Giunli l’on. Tripolitania, dove lo sforzo colo- classi sociali vanno spiegando con agricola della nostra colonia. Le tricolore sventolerà munizzate come l’Africa e divennero lin i mesi fa una missione Veneto ed il Pocì | Gravell più vricche e più popolate; mentre le |nizzalore dello Stalto ilaliano appare fermezza e costunza, per concorrere slatistiche che si elevano rapida-|dell’Agricoltura, ra sa | trionfante per il più grande avvenire dell'A lutta, quasi percor l’ha stranie Fascisti Sindacali ederazione | popolazioni autoctone ed i nuclei pu- in più vivida luce. E' appena cessato alle alte finalità sloriche che Ultalia mente nel giro di pochi anni con- gricoltura, Rebucci per lEN.IT.. |senza alcuna sconla, accolla dovun- della nostra Italia >. nici e greci si adatlavano, con facili- il fragor delle armi, è appena di ieri fascisla è chiamata ad assolvere. se nza | popodalla defere di Una ovazione scroscianto ha saluatti con que | fortano la tesì del Govemnatore. | Alla cerimonia sono anche inlerve|tà, alla nuova vita, i legionari, di l’integrale occupazione del terrilorio pur si presenta irla di difficoltà @ [alo la fine del discorso di S. E. Ba. 1l Mimistro Acerbo ha portato Inuti il dott. Arnaldo Mussolini e il lazione cerchio in cerchio, si spingevano fino| llibico, e già regnano dovunque la presuppone qrandi saerifici individoglio. lu parola di augurio, di solida- dolt. Alessandro Ghiavolini. |al deserto, a guardia estrema della | tranquillità e la poce operosa: una duali e collettivi, ha tutte le possibi11 problema agricolo cillà presentava ieri maltina ? zomana. Non sarà inutile riaf- l ornanizzazione amministrativa, sem- lità di ‘essere realizzala. E lo dimavielà e di incitamento del Gover- l unLafestosissimo < Il problema, invece, diventalo imaspetto. ‘Tutti gli: efermare che, come allora, anche og-| plice e robusta, ‘che avvicina le popo- stra chiaramente ciò che già si è | portante e urgente, è quello agricalo; no fascista. | difici pubblici e privati avevano ealza quindi a parlare $. E. il gi il programma della italianizzazio-| lazioni al Governo, un ordinamento compiuto in questi ultimi anni. Le ma non come fine a se stesso, non La visita ai vari padiglioni è sposto il tricolore, ovunque regnava nistro Acerbo, il quale pronunci ne della Libia e della trasformazione delle magistrature che rende la giu- stirpi italiche intelligenti e tenaci, | per le centinaia di migliaia dî quinone. Lungo il \ della Tripolitania e della Cirenaica stizia pratica e snella, un assetlto $co- che da tre millenni combattono un'ail seguento discorso: | al subito incominciata. Inulile nu- | grandissima animazi portare gngù che {ratto da Piazza d’Ilalia al Corso Si- | \tali di prodotti ma stbbene ’ o in provincie italiane, esclude da sè astico, che, senza ferire le caratteri- spra baltaglia sul proprio terrilorio ucome merarlti. Sono tutti interessan « Ecvellenze, camerati, signori!| cilia erano stati issalti pennoni con |nostro mercato, l ogni concetto di brutale annienta- sliche etuiche e religiose degli indi- nazionale, spesso inqrato e restio ai Già le costruzioni ia muratura lori e stesi reparti di 1m}a:p@, nica via per il popolamento di que- Debbo esere grato a S. E. il Capo del mento od assorbimento delle popola- geni, rappresenta tuttavia un pode- duri richiami del lavoro, sapranno sviluppo dello vantaggio' Governo per l’onore che mi ha cona lerra, sta e la larga superficie destinata al-| dietro cui si ammassava una folla e- | demografico del nostro popolo, che cesso di rappresentarlo nell’inaugu- zioni indigene, alle quali la nostra roso strumento d'ilalianità. anche negli aridi campi della Libia. < Un esemplare assistenza igienica così come fu ad esse possibile venti nor Tn Corso Sicilia erano anche per troppo lempo si è riversato su razione della'quinta Riera Campiona- Patria, in ciò quidatu dal suo infalla fiera, rivelano il proposito e schieral e le rappresentanze delle e sanilaria delle popolazioni, un reor sono, soggiogare alla prola possibilità di sempre maggiori| ‘cuole e delle islituzioni musulmane.| altre terre a vantaggio di allri paesi. ria di Tripoli e per il significato spe- libile istinto colonizzatore e dalla sua gime mililare che resisle ad oqnì più secoli pria volontà le iniziali condizioni avscecolare sapienza giuridica, lascia la | quansviluppì. La Sicilia, nella gara 11 vasto piazzale prospiciente il mo-| < On. Ministro, generalmente, il no- ciale che Egli ha voluto dare a tale | possibilità di svilupparsi, secondo le ardua prova, tale è il quadro del pro- verse della natura, delega, intesa come un'ulteriore af| do sì parla di questa Colonia, cncomiabile delle provincie, sì numentale. padiglione Roma, entroa |vanta per cento degli Italiani corre| fermazione nel programma del Go- |linee tradizionali segnate dal genio gresso civile di questa Colonia, docerimoni la L'’esempio dei Romani svolgere viulo all’asione dei Governatori faseidoveva si cui presenta come la meglio prepara- | ai ricordi delle grandezze ro- | verno versa l’intensificazione dei rap- della razza. stiì Volpi, De Bono, Badoglio ed al inaugurale, presentava un aspello | soltanto Sallustio, descrivendo nella narfa<Come aiî tempi della Roma [mpeporti politici, giuuridici ed economi| mane ed il novantacinque per cento delerminare per atireszala ed ta quale un complesso di sistemazioni zione della guerra Giugurtina VAfrisuggestivo ed era circondalo da alti una corrente concreta di interes-| pennoni, con bandiere dai colori ita- lusa termini e confronti, che sanno ci fra la Madre Patria e le suc Co-| riale, il processo di assimilazione si cilladine e di lavori pubblici di ogni ca settentrionale quale era ai primorva operando per mezzo della forza irtroppo dell’influenza del colore lo| lonie mediterranee. genere conferisce l’aspetto di un can- di della calonizzazione romana, elbe , del»Comune di Roma e‘\rìe‘lll@ si fra le Colonie e la Madre Pa-| alla|lcale: in verità, ben misera e sti ile | Le nuove Provincie d'Italia | resistibile di italianità, che irradia {iere in pieno fervore di opere. Pro- l stessa impressione, provata poi daî tria. | ioni slraniere partecipanti dai nuclei cittadini metropolitani in| a visita| cosa. Non più cosl! A Fiera. Di fronte al padigliont < La stessa necessità slorica che | neslalatisi nel tessuto della società| tetla e difesa da un così sapiente si- grimi colonizzatori italiani, allorchè Vi sono i padiglioni dell’ Eri-| schierata una compagnia d'onore con re le nostre concessioni, guardi negli l determinò, nel 19411, VItalia all’occu- locale, i quali, con la superiorità del- stema di qaranzie civili. l’apera di venti anni fa posero piede nella Liocchi questi concessionari mieî dilet-
con le sciabole sguainate, indossanti superbe divise a vivi colo
l discorso del Ministro/|race
trea, della Somualia e della Cire-| bandiera e musica. _ Quando $. E. il Ministro Acerbo è | naica che -hanno inviato la serie e, scortato da dei loro prodotti e moltìi grafici î| giunto. in automobil a cavallo, presso il padiglione Zapliè quali dimostrano la fatica meto- diRoma gli si sono fatti incontro il dica, il successo della nostra pe- Governatore S. E. Badoglio, il vice netrasione, lo sviluppo economi- Governatore Rava, il podestà di Trimentre le | co dei nostri possedimenti. | poli Perugini e le aultorità | Ù [ruppe presen tavano le armi e la muIl Dodecaneso non è assente. ica suonava la Marcia Reale e Vin-
|
Tazione | | NI amval
l Fondazione dei Fasti
Le disposizioni del Djreìtqryio Nazionale
Vi sono i tappeli, ì vini, i tessu- |no « Giovinezza >. S. E. Acerbo, dopo aver ricevulo | ti, gli olì, le essenze di Rodì. li omaggi delle aulorità e delle J suol|e La Tripolitania ha un ROMA, 9 notte. sonalità che lo attendevano, sì av grande padiglione nel quale so- insieme col Governatore ed accomp L'Ufficio Stampa del P. N. F. comunica: n0 esposte, oltre il prodotto della gnalo dal rappresentanle generale| ‘« I1 Direttorio del P. N. F., in omaggio alla deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, terra, anche le opere degli arti- dell’Ente autonomo col. Rodolfo Giorgiani e delle scuole di arti e me- gi, nel padiglione di Roma. che è ric- La impartilo le seguenti disposizioni per il 412° annuale della Fondazione dei RFasci di Combatcamente addobbato e affollato di au-
stieri’ locali. I nostri concessionari mostra-
n0, con legittimo orgoglio, ì pro-
lo-|
torità e notabilità della Colonia.
Parla S. F. Badoglio
Limento, che sarà celebrato in tutta Italia domenica 22 marzo per evitare la sospensione del lavoro nella giornata di lunedì 23, considerata di solennr.tà civile:
1) Nelle sedi dei Fasci o del Gruppi rionali avranno luogo le assernblee celebrative. La
11 Maresciallo Badoglio pronuncia dotti della loro tecnica e della celebrazione sarà fatta dal Segretario politico o dal Fiduciario. Alle assemblea parteciperanno 10 fatica. Bisogna dare più spa- il seguente discorso: al Fasci Giovanili di Combattimento di clascun Comune. < Eccellenza, signori, signore! S. E. | sio e maggiori premi a questì il Capo del Governo ha, con felice | gli Iscritti 2) Ai fascisti di Piazza San Sepolcro sarà riservato il posto nel gruppo delle autorità. pionieri. La Fiera-esposisione do- intuito, invialo qui nella Colonia, a
vrà dimostrare, in ultima anali- presenziare a questa funzione, S. E. si, di quante possibilità econo- il Ministro dell’Agricoltura. Invio al saranno suscettibili le no- Capo del Governo l’espressione del
miiche mio vivo ringraziamento ed insieme istre Colonie e di quanta sapienza della mia devozione: devozione ma{ecnica saranno capaci i nostri feriata di fatti e non di chiacchiere vane, devozione che si esplica attraagricoltori.
La piccola mostra dei cavalli metle in evidenza che si studia qpure qui il problema sootecnico. Il Consorzio agrario ha espol0 le macchine adatte per le 20-
verso lunghi anni d'’importanti cariche disimpegnate e di gravissime 7 sponsabilità lietamente assunte, invece di riposare su posizioni da tempo conquistate; devozione che vuol dire onesto e fervoroso lavoro alla iuce del sole, rifuggendo soltanto e
e tripoline e ha voluto e saputo sempre da quanto sa di basso intrigo I dimosirare con” esempì pratici e di esibisionismo. < Eccellenza, la sua presenza qui come si possa e sì debba convoha un grandissimo significalo. IL pro-
gliare il prodotto per la conqui- blema dell’agricoliura è, infatti, il ista dei mercali europei. ' Come problema basilare della Colonia. Il ‘sempre, anche in Tripolitania, il problema politico-militare è stato riConsorzio agrario è la cellula vi- solto in modo che chiamerò origina-
3) Gli edificii pubblici saranno iImbandierati e illuminati.
4) Dalle ore 18 alle 18:30 le campane delle civiche torri suoneranno a stormo. 5) Nella serata, a cura dei Comandanti provinciali dei Fasci Giovanili di Combattimento saranno eseguite delle fiaccolate previ accordi col segretari politici delle Federazioni
Provinciali ai quali è affidata la direzione delle manifestazioni. 6) Nelle piazze presteranno servizio | corpi musicali e | complessi corali dell’O. N. D. 7) Durante la giornata sarà Indossata la camicia nera con decorazioni o alta uniforme.
Disposizioni speciali per Roma Alle ore 10 nel Colosseo saranno consegnati il labaro al Gomando generale dei Fasci Gio-
vanili di Combattimento da parte del C. C, dell’A. N. C. e i gagliardetti ai Fasci Giovanili da parte della Federazione del Combattenti. L’adunata dei Fasci Giovanili di Combattimento avrà carattere provinciale. Le assemblee celebrative saranno effettuate nella serata per consentire ai giovani fascisti di parteciparvi »,
colonizzazione procede calma e sicu- bia: Coelo terraque penuria aquara, attraverso l’equilibrio costante- rum. Eppure sei secoli dopo, l’im=mente mantenuto fra V’attività dei mensa distesa degli oliveti, che si ecoloni e quella del Governo, che Uo- stendeva ininterrottamente dalla Cipera dei primi quida. sprona, sorreg- renaica all'Atlantico, strappava allo ge con mille forme di assistenza tec- invasore arabo la frase di ammiranica e finanziaria. zione, che si poteva attraversare questo paese percorrendolo a cavallo siLa colonizzazione no a Gibilterra, sempre sotto l’ombra e l’agricoltura libica degli oliveti. < Tutto questo fu opera della ‘or< La presenza del Ministro di Agricoltura del Regno d'Italia alla odier- qanizzazione degli llalici, i quali, alna cerimonia, è, a guesto proposito, lorchè posero piede stabilmente in Aricca di significato e costituisce la frica, come gli Italiani d’oggi, si tropiù precisa neqgazione del preteso an- varono di fronte allo svolgimento di
tagonismo fra l’agricoltura della Tri- due grandi fenomeni: quello degli
politania e, in generale, della Libia, uomini in cerca delle fonti’ di vita e e quella metropolitana. In linea pre- quello della natura avanzantesi con
liminare e pregiudiziale non si deve gli enormi scheletri di disqregazione t{ralasciare il rilievo che la Tripolita- verso il mare. Ebbene, i colonizzatori nia va ormai sempre più assumendo
l’aspetto di Culonia di popolamento. Sicchè il nercato locale finirà per assorbire in gran puarle le derrate agricole gqui prodotle, per necessario riverbero del parallelismo che non può mancare fra incremento produtlivo ed incremento demografico. e Ma. a parte ciò, neanche al più superficiale osservatore può sfuggire che l’intero sistema dell’agricoltura libica, lungi dall’orientarsi in dire-
latini formarono gli uomini e la natura. Mercè una tenace e profonda opera di trasformaszione agraria, com= piuta con lavori ostinati e con la pro-
pagauzione nelle zone più aride della essenze erboree, capaci di ricercare
le acque nelle profondità del suolo @
di costituire perciò una'‘barriera in= sormontabile. contro l’ulteriore avan= zatu del deserto, essi, restringendo da
un lato il vasto territorio già a sistema pastorale, trasformandolo a sistezione antagonistica rispetto alle pro- ma colturale intensivo erbaceo ed ar=
duziont agricole della Madre Patria. boreo, obbligarono le numerose triva, al contrario, atteggiandosi e com- bù nomadi a stabilirsi, quali agricol-
ponendosi in modo da costituirne co- tori, in sedi fisse. In tale modo, trame s:n fattore integrativo e comple- sformate le mobili tende in quiete mentare, Ed, invero, oltre che sopra
capanne, i Romani moltiplicarono il
che non vegetano nel suolo nazionale. l’agricoltura tripnlitana sì basa innanzitutto sopra la produzione di primizie ortofrutticale, le quali, realizzandosi con notevole anticipo sulle ;_:olture regionali similari, non sono in grado di entrare con queste in conconrenza sui mercati di spaccio. E
quali, sulla popolazione berbera oramai stabilizzata, sì estese, in forma veramente prodigiosa, la colonizza-
colture erbacee, erboree ed arbustive, numero delle città e dei villaggi, nei
zione latina. <FE’ sulla stessa via che sono 0-
rientate oggi la politica e la tecnica
colonizzatrice dell'Italia fascista, la quale, sia pure con la necessaria fa-
poichè una delle condizioni di suc- ticosa opera di lustri e decenni, sacesso nel commercio ortofrutticolo prà segnare una nuova tappa nel