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Popolo Italia 1926_06 giugno_24-30

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Fondatore: BENITO V[USSOLINI

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Î+ _ Pabblicazioni del “Popolo d'Italia,,: SERARCHIA - RIVISTA ILLUSTRATA - GIORNATET BI BALILLA - ENCICLOPEDIA MILITARE - ALMANACCO ENCICLOPEDICO “

MILANO - Via Moscova e Gallerla Vittori o Emanueia Telefoni: 86-657 - 86-658 - &26-659 - 81-884

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per miilimetro di illex:a ( larghezza ‘i una colonna): Avvisi commerciali L. 6; Avrisi finanziari °nèu emresom conti di assemblee L. 7; Necrologie L. 4; Piccola crona ca, Echi di -spattacoli ‘1;. 25 (la riga contata) ; Matrimoni, Onorificenze L.. 2 °wfi\;oculfl ga coni . - Pagamento anticip

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Num. 149 — Giovedì 24 Giugno 1926 Anno Xi-ll

® Conto Corrente con la Posta — Itaila e Colonie cent. 230 Estero: Anno L. 115 IL POPOLO D'ITALIA: Anno L. 75; Samestre L. 38; Trimestre L. 20; GERARCHIA: Anno L, 30; Estero L. 40 - IL GIORNALE DEI BALILLA: Anno L. 15; Semestre L. 8; Estero: Anno L..25; Semes tre L. 713

Prezzi d’abbonamento:

- LA RIVISTA ILLUSTRATA DEL POPOLI

UNA PAGINA DI GLORIA PER “L’ITAÌ A GENTE DALLE MOLTE VITE,,

uto. T asse governative in più. — L'Ammiiistrazione S5). riserva l diritto di rifiutare quegli ordini che,a suo giudizio lnslùd3':nblle. ritenessa di non esccattare.

î leguendaria trasvolat NOME (Alaska), 18 giugno.

destrizio

stabilire con cartezza se, come e quanido, sì

; - fà mattina del 7 maggio — un venerdì — Aneva deciso di riire nel cuore della alte sette. Martedì L maggio, alle 9,50 (ora noie. melle aré. più fredde per utilizzare a

di Rouino) ripartivamo. La sosta del Norge meilior forza ascensionale del ‘pallone ed

utuie, Per accrescere questo avevo adottato

1 lavori per preparare l’aeronave alla tra- anche uwn altro mezzo: la riduzione al miDi sinistra era irreparabilmente avariuto. stata fatto con un lavoro paziente e metiperchè nel tratto da Leningrado a Vadsà si coloso, durato sei mesi, tanlo più difficite era rotto l’albero a gomito. Bisognava smon- w quanto avevà dovulo rafforsare alcune

tare questo molore, sostituirvene un altro, strutture. Fra l'altro, non avevo esitato a g _ provarlo. Poî bisognava attentamente ve- ridurre aul minimo le dimensioni della ea-

il superfluo e

“ubolendo

ogni comodità, che ndn [ns.w assolutamente

indispensabile. Le tre leggere poltrone di acciaio e velluto, che dapprima avevo installate in cabina, al momento della parten-

parata:; si doveva sostituire anche il timone za da Roma mi erano sembrate un lusso ebdi direzione. D’altra lato, poichè aveva de- sessivo e le avevo ridolle a due, Ora, alle ciso di partire per la traversata polare sen- Spilzbergen, due poltrone mi sembrarono | - za zavorra, bisognava abolire i quattro ser- ancora troppo ingombrantiì e troppo sedubatoi di acqua montati sul dirigibile ed ri centi per gente che non doveva' dormire, e

Quanto al gas dell’acronane, esso era oosì|

ta 440, con uina vell. Ora navighiamo a citàù di |?7 all'ora. qf-,?oomùmia a far freddo:

il termometro seqna dieci è mezzo solla se-

zionò sempre regolarmente. La bussola so- — tanto elVegli è costretto a rallentare dué

| tra, così che nelle assenze del sole, quando latitudine: siamo a 88"d0', Ma eeco. alle 23,39. la nebbia, durata fittra il Polo e PAlaska il ghiaccio arrestà il funzionamento della bussola solare, la na- tissima per sessanta minuti, cominciare a essere proseguila, senza diradarsi lasciando intravvedere il ghiuccio | vigazione potàè | preoccupazione, con la sola bussola magne- e nubi alte che nascondono Îl sole. Le mi-

Le condizioni atmosferiche erano favore-| strutture. carivare a bordo la benzina e l'o- voli per ottenere una forza ascensionale eleia necessarii, preparare la miscela anticon- vala: pressione alla, temperatura relativagelante per il ralfreddomento dei motori @. meonte bassa, intorno ai 10 gradi sotto zero.

tica. Dalu la scarsezza di personale non fu sure delle 23,45 danno quota 750, deriva 2° possibile adottare un turno regolare nei ser- ro, temperatura meno dieci e mezzo, IL mosi rimette in maoto alle 21, vizi, Alla direzione si alternarono Horgen, tore di Caratti permoettendomi di arrestare quello di ArduiAlessandrini e talvolta Malmqreen: Amunpresso U80° qgrado; a nia’ dsen stesso volle due o tre volte, restare al no. Siamo oramai no a mano che ci avviciniamo al Polo au’ timone. Wisting al timone della quota fu menta la nostra impazienza, Il momento alinftancabile, Quando la radio non funzionoò così ansiosamente stas per giungere. La

malermali che avevo previsto necessari solo puro che non g'era da sperare di migliorarber la ftraversata polare, oltre, hen s'inten- ne sensibilmente la1 quali tà neppure can un|

de, agli arrediì e provmviste” da servire per abbondante lavaggio. Cosicchè avevo ragio-| ne di sperare ‘che all'atto della partenza davrei raggiunto @ superato anche i 10.500 | Operai ifaliani infaticabili shilogrammi di carico utile.

un'eventuale discesa suì ghiacci.

Ad oseguire con calma tutto questo com-

k

’ lare confermò di essere un magnifico stru- volte: alle 2319 esso rallenta ancora, poL mento di controllo, che ci mise in grado di si ferma, abbligandomi a mettere in marL assicurarci il buon funzionamento dell’al- cia Îl motore di Arduino. Determiniamo la

qualche tampada portatile), due almeno dei n0 dellu carena,

completare l'attreszamento con tutti quel

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| sopraggiunta la nebbia, ci sarebbe 'stata realmente di gqrande aiuto. D'altra parte il man- Vecchia bandiera lacerata dal vento... | tenimento della rotta della traversata poOre 23: Caratti mi avvcrte che eontinua lare non presentò speciati difficoltà. La bius- a formarsi il ghiaccio sulla condotta di ben| sola magnetica, tome avevo previsto, fun- zina del suno motore — quello di sinistra

dell'aeranave per eliminare tutio ciò che ca ii una poltrona, dall’altro lato saoppressi Ron fosse assolutamente necessario, ad esem- le due amache fornite dalla Marina italiana pio, l'impianto di luve- (inutile" anche nel che a Roma, in un momento di eccessiva | Saso Sì fosse raggiunto Nome, eccettuata larghezza, avevo fatto callocare nell’inter-

Carburante per 65 ore

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4)

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| mancò completamente dopo il Polao, quando, cinque divisioni dell'inclinometro.

loro pasto mettere dei serbatoi dishenzina. ne eliminai un'altra, E' vero però che se Oltre a ciò urgeva fare un esame attento soncessi all’eqitipaggio la comodità sibariti-

quattro carri di atterraggio esistenti, il tuo i rifornimento gas, eec. Infine Imsognava fare una verifica minusiosa di tutie le

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hedue potevano rendere molto, e infatti deb- spondo; sono lunqhi bracci rettilinei che # bo riconoscere che hanno gisimpegnato be- L/l:-):f.‘bbl'."î'n aperti artificiaulmnte. Alle 22,15 — deriva cinque groadi a destra, missimo quelle attribusioni. La determina- velacità ci accorgiamn che nevica. 67 stone astronomica del punto veniva fatta Dieci minuti dopo siamo immersi în una |col sistema suggerito dal professore Emilio nebbia fitta, che determina subito inorostaBianchi, dimostratosi eccellente. I rilievi sul. zioni di qhiarcio sulle parti metalliche e |'la latitudine e sulla longitudine, eseguiti da sulle pareti esterne della cabina. I ghiaccio Ritser-Larsen, furono di gran vantaggio a s forma anche sui finestrini di eellulcide, controllo dellu rotta, sopra tutto quando na- impedenda la visione:; mi innalzo a 650 me’ vigavano nella nebbia fitta. La radiogono- tri, ma i! fenomeno continua preoccupoante. metria nel tratto Spitzbergen-Polo, spesso Decido di elevarmi sopra la uebbiîa a 950. permise di riscontrare ln posizione. Essa In queste ore i! diriqibile è sempre pesante

versata polare non erano pochi. IL motore inimo del peso morto. Questa riduzione era

bina, eliminando

\

e

ro la deriva dieci qradi a destra. Oro 22,7; siamo presso all'ottantesima CON ZLO \ Come dissi, alla rotta avero destinato grado. IL cielo s'è di nuovo rischiaratu, 1 | Rilser-Larsen, che nei turni di riposo era vanali sì fanno sempre più numerosi. Ciù lora sostituito da Horgen.'Ufficiali di marina am- che mi colpisce è la regolarità delle

glle Spitzbergen era durata dunque soltan- attenere. di conseguenza, il' massimo carico

rificare l’e impennaggio» che era stato rasì formentuto durante la navigazione sulla Russia, specie nel tratto fra il lago Làdoga n il lago Onega, La chiglia inferiure proesenftava qualche avaria vhe doveru. essere ri-

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‘vole con un vento di marcia di ottanta chilometri all’orae una decina di qradi sotto zero, ma che tuttavia il bravo Alessandrini accettò sentpre. con ‘entusiasmo ed assolse

Arrù;:_;.m.mo, comae è nato, alla King's Bay sarelibe lornuli a casa.

t0 quattro giorni.

_ UNITALIA: Anno L, 100; Estero L. 200

teso ’ più, Goltwaldt potè spesso sostituirlo. Nei nostra bandiera, qgelosamente custodila « momenti più difficili intervenni io stesso burda per trenta giorni, sventolerà finalnella mannovra. mente sul ghiaccio del Polo, come avevo ss-

Naturalmente, non bastava attenere que-

nlesso- di lavori non sarechbbero hastati die- sto carico utile:; bisognava pensare a distri-

ci giorni, tanto più che il persunale dispo- buipslo qiudiziosamente, in modo da realiz-

promesso. L'attimo saspirato, in Azzurro e nuvole sul mare lennemente cui veniva finalmente compiuto il rito sarro,

zare le migliori condizioni di sicurezza per nibile era scarso. Inolire molti di questi la- l nmiaggio: le quali condizioni per me convori dovettero essere eseguiti direttamente sislevano essenzialmente nel portare la mag-| dai motoristi e dagli attrezzatori di bordo qgiore: possibile quantità di benzina, senza che erano.stanehissimi dopo le due giornatrascurari i viveri di ceui doveva esservi a e futicose di vola da Leningrado alla Kingy'e borda una praveista sufficiente, Questa r.tnf_*-

Avevamo lasciato, come dissi, la King's è imminente. Sono un po' nervoso, ma una

| Bay alle 9,50: poco daopo, navigando sopra gronde gioia, che a mala pena risseo a eonil flordo che a mano a mano si allarga ver- lenere, mi riempie il cuore. Chiamo impa= Occano aperto, ci innalziamo a 1200 siente Alessandrini perchè dispieghi la bane ra o th:l£x carena: la _ nell’intern Ba Ma peev Imuga esperienza convoseo. di a uamya;iane è culma: il cielo con-. diera nost FÌ L d'enzint. e da 20246 lo ai idag f i fiastui An SOT0 sIano copaé. © nmostri Uiperut e LA a %m.ml Nerst seheno: Marsiano con: predominanta; mi ero imposto un minimo perciò. impasiente come ero di affrettare e motori e, dopo aver doppiata l'imbocca- le S zhergen., Esse ‘sono % setazi pircole di sessantacinque ore di niolo., ma segrelapaversata la sera stessa del nostro ar- |" : À ai s della baia e presa la dirgzione del Nord, grazinse, nuove, preparate apposta pér -la tura | \ mente avevo aspirazioni maggiori, e perl uL N | mini, avrebbe mandato ad urtare l'aeronave ’ regoliamo la quota a A50. IL mare è ancora cireostanza. La nostra è vecchia e qrande, è IET | dopo Bay,LL King's allapEnsuto rivo ivraalla sh Bay, doj aaverr sentito sentito Ce-| Cr renlizzarle dovevo da un lato ridurre l’equi-| IM scotti, marmellata, limoni,ET aranci,RG zabagliolibero, cosparso qua e là di piccole masse di quella medesima che per due anni ha svrenpioni, avvertii semundsen che lunedì sera paggio al minimo, dall’altro sopprimere la | ne, < sandwiches ». Gli aranci ed i limoni fu- contro le centine dell'e hangar». Ero ner- | ghiaccio, rhe via via infittiscono, formanido tolato a poppa dell’aeronave: Po:', solennesaqremmo sta#f pronti a partire. vGso è preoccupato. coal quanto In . zavorra. : rono utilissimi ai motoristi ’ all’orizzonte una fascia piatta e biancastra. mente ammainala, fu issata di nuovo fuori Infatti il lunedì sera eravamo pronti. La soppressione della zavorra non era quac e allo zabaglione, essi erano custoditi Partenza ! ’ La temperatura esterna è di nove sotto ze- della rabina del anmando alla partenza da E' probabile — se non mi accigca la pas- esente da pericoli, sopra tulto se l’aeronave da me' e furono ernsumati solo dopo l’arrivo | sione per il mio Paese — che solo gli JHta- sÙ fosse appesantita per effetto del qhiaccio. Mmlanto verso le settg @ mezzo gli uomumni r0, quella inturna di tre, Ma ecco, tutto d'un Homa. L'ahbiamo custodita, per ordine di | nella traversa- Benito Mussolini, nel cofano consegnalormni Teller. a meraviglio\ per la manovra comineiavano a giungera e)| tratto, vome ci era accaduto liani siano capaci di certi sforzi Per attenuare il pericolo avevo deciso di Avevo completato l'attrezzamento dell'ae- \ poco piùù tardi Amundsen, Hllnmort’, Riivern-| a da Vadsà, il cielo ricoprirsi d'una densa dagli ufficinli del Grnio Aeronautiro. E $Ì. E in quei quattro giorni essi.furono, co- portare due o trecento chili di benzina in endovi iL sacco :gm:myrh::*st-—- \ Larsen e gli altri venivano col lorao bagaylio nuvolaglia, attraverso la quale il sole tra- grande, vecchia, lacerata dal vento. Veda me sempre, infaticabili, mettendo a profit- piccali recipienti di alluminio da svaricare ronave aggiung Iuce torbido. IL mare è ancora abbastanza Alessandrini attardarsi a fissare accuralaaltra stufa catalitica, il mototo anche quel particolare stato di eucitazio- come savorra in caso di bisogno; però al| tore, qualche le montavano a bordo. Avnertii Amundsen mente l'asta che i mici ufficiali prepoararono nn nervpsa che nei parsi artici è praovocato momento della partenza essendosi verificato,| rino. di riserva per la stazione radiotele- che mi sembrava difficile si potesse partire, libero: a destra vediamo le cresta dell- alla Kinq's Ray. Lo sollerito sempre piîù inipot e , a, Spitzbergen dinanzi sempre più nitido il l’antenn per volunte cervo il pregrafica, | ossessionante ma che tuttavia avrei provato ad uscire. Ma dalla continua e talnalta comoe dirà in sequito. una diminuzione del| i sacelhi dei qghiacci mobili, avanquardia paziente. Finalmente è pronta. — Vieni... senza della luce che, acmeno nei primi gior- carico ulile prima previsto, patei caricare| L due tende, una stitta, le munizioni, alla fine il vonto accennò a cambiare dire-| I| margine di quelli perenni. Sorpassiamo la baia della portala... — qrido: — Adesso spetta a me Chub E'Aero, ece. sei, gli ni, impedisce di dormire. Nè è da pensare a bordo solo tre di questi reripienti, del pe-| a pelo, gli zaini, zione e profittando di una momentanea salanciarla. che il fredilo vietasse loro di lavorare per so complessivo di 300 chilogrammi. l aveva preparato; anche una imbarcazione sta, ordinai di uscire con cautela. La ma- Maddalena: abbiamo percorso mnmovantatre chilometri in settantasette minuti, con una quelle che la a analogo tipo di ore ed ore all’aperto. Singolare facoltà di abile di | smont piani i In quanto all’equipaggio ero convinto che) movra fu delicata e, specie quando Simboli di italianità sul Polo a ilaliana mi aveva già offerto, ma e- nrafondità rasentarono quasi le pareti del- velocità media di circa settantaduee all’ora. adottamento, per cui si è eostretti talvol- | dodici persone, compreso il meteorologo e M IL cielo si rischiara, la navigazion proseAlle 1,30 vien presa l’altezza del sole. Siatera a lasciarl anche come ta a constatare con meraviglia | il radiotelegafista, fossero sufficienti. Ag-| ra@esante e dovetti perciò l'e hangar », ebbi momenti di viva appren- que calmissima, il mare è tranquillo. mo al novantesimo qrado, siamo al Polo. Dinoi Ilaliani del Sud, che non abbiamo mai qgiungendovi Amundsen ed Ellsworth che po-| | ra:; fu caricato anche il materiale fotogra- sione. Ma i poisi degli uomini che trascinaDa questo mumento la mia narrazione #i visto, si può dire, il ghiaccio e non cono- fevano considerarsi comae osservatori. e il fico, ma purtroppo non si fece in tempo a vano l'acronave erano saldissimi: quando \ quova delle annotazioni quasi telegrafiche, seendo. Vaqglio accostarmi alla superficie dello sterminato mare di ghiaccio più vicino ) scuimo temperature al di sotto dello zero, giornalista nornegese, si giungeva a quindici. | montare la macchina automatica. vwidi iL « Norge » all'aperto, respirai. La par- frettolosamente sceritte a matita nel qiorga- pussibile, duecento metri forse. Impossibile i piuldisinvoltura era con bordo sopportare a col finiamo tenza era oramai sicura, Negli accordi da me presi con l’Aero Chuib| IL materiale scifmtifico le di borda dalla King's Bay a Wainwright ricordare. Primo Amundsen lascia cadere la quindici e persino i venti gradi sottò zero.|| norvegese avevo stabilito che in complesso tosto scarso. Deploro di non avere avulo il Feci avanzare la nave sul campo di neve 2 (Alnska): bandiera norvegese, poi Ellsworth l’amerilav Teller Ho visto + nostri uomini qui a ’ lequipaggio non dovesse superare sedici tempo di occuparmi personalmente anche i verificai la « pesala»; per eguilibrare l'ae- | Alle 11,35 aulttraversiamo l’isola Amster- cana; viene la mia volta. Sporgo fuori la rare per ore ed ore a smontare Îl dirigibile Fontir, ro benzidi baromet latte un ronave, caricai a bordo tre dam: perdiamo il contatto con l’arcipelago bandiera. Gonfiata dal vento essa mi palpita” la facoltà dî ridurlo ’ questo. All’infuori di melitre soffiava un vento da 30 a 40 chilo- persone, riservandomi na e due sacchetti di sabbia, in totale una delle Spitsbergen, poco dopo navigando al- ira le mani. La vedo scorrere lungo la pauciò mi fosse sembra-| che ci fu di scarsa utilità, di un psicrose quattordici a anche sotto gradi di diecina una con all’ora metri questa neces- melro per la misura dell’umidità atmosfe settantina di chilogrammi: e fu questa tutto la quota di 44O, superiamo il margine dei rete della rabina ed impigliarsi nel derivalo zero. Ho ben visto il nostro Alessandrini to necessario. Fortunatamente sità non si è presentata; anzi sarebbe stato rica, di un apparecehio per misurare la la 'zavorra con la quale partii. Feci mettere ghiacci, alla velorità oraria di cinquanta mento. Riesco finalmente a liberarla. Essa una con nuve della percorrere la qgroppa e un qravità ideuto dal ceolonnello Bonqionanni. in marcia i due motori laterali, Abbraceiat chilometri: il vento comincia a soffiare in cade prima tutta agqqrovigliata come una italiano altro un un ed zero aggiungere possibile femperatura di 12 gradi sotto e di un apparecchio per misurare la mio fratello Amedeo, Vallini, Preceruti, To- senso contrario. Discendo a duecento metri massa infarme, poi & spiega, si disltende effetfosse si all’ora. partenza la se altro norvegese vento di marcia di S0 chilometri conduttibilità elettrica dell'atmasfera, in- masclli, Do Martino, i miei operni che con sperando di camminare più speditamente: {utta, discendendo salennemente, la veda E ]l_lunedi sera, dunque, dopo un’altra gior- tuata all’ora da me stabilita. stallato dal professore ceco-slovacco Behou- tanto entusiasmo mi avevano aiutato nella infatti la velocità torna a .settantadue; la fluttuare nel suna palpito tricolore. IL marnala di lavoro febbrile, la nostra ‘aeronave neck venuto apposta alla King’s Bay, non preparazione, Quindi diedi V’ordine' di mol- derviva (vicè la spinta del vento lateralmen» qgine del drappa vibra come cosa viva nelera pronta a partire. La situazione meteoe) e all'aeronav segna diciotto gradi a del'immenso deserto, contro il biancore timmalare. EKrano le 9,50 ora di Roma, avevo altro. rologica appariva favorevore. IL clelo conAlla Kinq’s Bay eravamo arrivati in di-' l'aeronane si innalzà lentamente. Una stra, il cielo ‘è tornato complelamente az- colato del qhiaccio. La sequo con lo squarcaostantefinuana ad essert sereno, come Ellsworth ed Amundsen paichè ma riotto, grande asclamazione salì da tlerra. Quando surru, noto un pPrimo canale nel qghiaccio e do intenzamente, come per incidere nella qmente era stato fin dal sabato. Un anticiclo- non erano a bordo, hbhisognava eliminare Avevo fissuto la partenza*fra l’una a 12 fummo a trenta metri accelerai i due mo- scorgo una volpe. Mezz'ora dopo riduco la mente quello spettacolo. La bandiera rane regnava sulla calotta polare estendendo- | qualtro persone per ridursi al numero staquaola a 150. La deriva è di sedici a destra. giunge il ghiacco, mi si abbatte, scompare. s particolarmente verso le Spitzbergen. bilito di sediri. Esse furono, olltre al buon}| due di notte del martedì, 12 maggio. Senon- tori'partandoli a mille giri, poi saltmmo più Sulla neve che copre il ghiaccio scorgiamo Rientro, poi ritorno alla finestra e com, dalnte uscendo centocunicento, cinguanta a veloOneme lunedt, del 22 nordle verso stazioni rchè dalle notizie Mancavuno però. com’era qgià stabilito, il giovane {racce di orsi e alcuni così detti pesci bian- pleto il rito. Eceo il quidone di Roma. Mi Tomaselli, ento , quattroc trecento, durecento quanta. venun levalo era siì che l'organizzazione trovai perchè », anche l'e hanqgar aiuericano, mareil chi nelle uperlure del qghiaccio. # nipote dell’esploratore, sporgo ancora, il drappo amaranto vola via to a raffiche piuttosto forti che soffiavano metri. All’ufficiale di, rotta avevo ordinato del nostro servizio meteorologico era stata, Amundsen, Alle 12,52 ci innalziamo a 5940. ronstatimn- a raggiungere la bandiera trisolore., L'impesciallo Lippi e l’operaio BelloccHhi. Inutile proprio di traverso all’« hangar >. Più tardi di uscire dalla baia tenendosi lontano dalle da questo lalo, manchenole_ Si sapeva soldo che la nave è sempre pesante: marciamalvolentieri a questi fanto che a Nome persisteva la nebbia. D’al- dire che rimuinciavo il vento andò rinforzando, cosicchè verso le montagne. Non ricordo altro di preciso. IL mo a novantacingue, in un cielo vivare- qpno solennemente assunto in Campidoglio è avevano fatto assai bene il 25 che mantenuto, Poi qgetto ancora un d51cumen,!u due ullimi menche completa conto eielo il , magnifico era perfettumente decisi di rinviare la partenza. Mandai i tempo rendevo mi t'onde mente azzurro, farciato soltanto all'orizzon- della Società Geografica IHtaliana, il quidone viaggio da Roma alle Spitidi quar- te azzurro. IL sole folgorava le singolari ci- te lasciondo dormire, a ia ercessivo prelendere di aver tempo buo- [ora dovere nel uomini nostri da una foschia biancastra. che, comè dell’Aero Club di Roma e il gagliardetto dail maggiore Vallini e il medelle Spilzbergen ritoperte di neve. Sennn non solo alla King's Bay e lungo la tra- hergen, specialmente a Belloccii mi sa- dia all'e*hangary tomi dagli operai dello Stabhilimento. Tutti dî venirmi fivo mv'allegrezza immenza nel cuore, IL l'incarico versata nolare, ma anche sullo stretto di specializzato neiî lavori dell’involucro. con Preceruti capitano Ghiaccio sull’involucro i cari emblemi valano via, si riuniscono agli Bering enella reqgione di Nome, che speravo rebhe slato prezioso. Perciò mi riservai di a avvertire appena il vento accennasse a malessere e la stantchezza che mi avevano \ i Alle 14 comuincia a funzionare la bussola altri simboli d’italianità sparsi sui ghiavci decidere, all’ultimo momento, alla partenza, calmare. In stesso me ne andai in camera tenulo tutta la $eru precedente e la notte, di raggiungere. Bisognavba, in una navigazione cosiì lun- se il carico utile disponibile potesse oppur per qualche ultimo preparativo e per ripo- erano seomparsi. Mi sentivo leggero. Qual- solare. Un'ora dopo siamo sempre sullo stes- del' Palo. Infine è la valta del qagliardetto i, prevedere la possibilità di cattivo tem- nn caomrsentire di porlare le persone da se- sare, ma Peccitazione era tale che mi ' fu che ora prima era intirizzito dal freddo: a- so _ immenso deserto bianco. Gli specchi di del Fascio di Grotte di Castro, lanciato per po ed essere pronti ad affrontarlb. Essen- dici a diciotto aggiungendovi Bellocchi e il impossibile chiudere occhio. ; desso mi veniva la voglia di togliermi il acqua, che prima interrompevano frequen- ultimo, ma non meno religiosamente, pertemente l'uniformità del glhuaccio, da tre ore chè anche questo simbolo è una testimoziale era in questa. come-in tante altre cir- qgiovane Amundsen. Ma purtroppo, come di! pellicciotto. il venne una, la Qualche ora dopo, verso e mezza sano cessati, si vedono solo alcuni nianza che il cuore di tutta IHtalia è verapostanze, di non farsi cogliere alla sprov- rò appresso, la partenza fu ritardata eccesmo baia. della l’uscita verso dirigem Ci meteorologo- ad avvertirmi che il vento era ricanali stretti, tortuosi, con direzione preva- mente con noi. malincuore a dovetti perciò vista. e sivamente, diminuito. Mi recai nell’«hangar >. Diedi L'ultima tappa del nostro volo era finalmen- lente da sud-ovest a nord-est. La marcia l’equipaggio che Così due. nunciare a quei Nella zona inesplorata alcuni ordini ed intanto mand4i a chiamare te iniziata. La bella aeronave costruita in Prevedere il peggio! definitivo risultò costituito da sedici perso- i molnristi. Verso le tre essi vennero, e por- Roma, preparata in Roma, partita da Roma. procede regolare. Alle 15,30 navigando a 580 metri, con una velocità di novantadue poComniuto il rito, ci silringiamo commassi aerea one spedizi Mai come n questa ne- io. Amundsen, Ellsworth, Riiser-Larsen, le condizioni atmosferiche andavano filava nd ottanta chilometri all’ora verso il rchilometri, osserviamo altre tracce di aorsi. la mano. Intanto ordino di tornare indietro. lare ho avuto agio di constatare la bantà Gattwaldt. Wisting, Horgen, Malmgreen, Ce- chè sempre migliorando, ordinai a Cecioni di Polo, oltre il Polo, Più tardi altraversiamo un hbellissimo rana- Voglio ancora una volta vedere la nostra dell miù sistema di prevedere il peggiu è rioni, Omdal, Arduino, Caratti, Pomella, Ala miscela le che giudico largo almeno cento metri. AL bandiera. L’aeronave vira a destra, compie preparare è mezzi e l’animo per superarlo. lessandrini, il radiotelegrafista e il giornali- enllocare nei radiatori dei motori Il Javoro a bordo i suoni le 18145 compare all’orizzonte una #triscia un gran giro, torna sui suoi passi. MiutilAfla partenza dalle Spitzbergen avevao chia- s«ta Ramm. Il radiotelegrafista avrebbe do- anticongelante, e a Omdal di avvertine A baordo ognuno aveva preso il posto da che intendevo partire verso le cinque, per griqgiastra indicante qhiaccio di nuova for- mente. L'immenso biancore del ghiaccio naremente davanti alla mente il quadro di tutgiovane bravissimo un Olonkin, me assegnato: Riiser-Larsen alla rotta, Wila cui alle quattro volevo gli uomini per fi i maggiori pericoli che potevano sorgere puto essere mazione. 1 canali $i succedono numerosi, sconde armaoi al nostro squardo i colori smagià fatto eccellente servi- MAanovora. sting alla quota, Horgen alla direzione, Ce- lungli. stretti, tortuosi, sempre con direzio- glianti della Patria. Ordino di riprendere In uel nostro camminao, e tra essi, in primo russo che aveva King's Come il tempo passava, la temperatu- cioni nell’interno della carena sorvegliava î ne prevalente da sud-ovest a nord-est. marcia. L'impegno d’onore di far sventolare fuugo, avevo considerato il maltempo nelia zio da Roma alle Spitzbergen. Allale conduhbi circa Alle 18,45 il maotore di sinistra si arre- sul Polo la bandiera ammainata a Roma è si andava elevando, cosicchè fuwi costret- motori e, atutato da Arduino, regolava la secanda marte della {raversata fra il Polo Bay sepraggiunsero dei ra Adi' desiderio per e Nord e l’Alaska. Maltempao in questo caso dizioni del suo udilo, to a scenricare tre volte gas. Dovetti a malin- distribuzione della benzina, Caratti era nel- sta improvvisamente per mancanza di ben- assolto. Telegrafo al Presidente che il suao era per ine sinonimo di un vento contrario mundsen [u sostituito con un norvegese. Fe- cuore ordinare ' di togliere dai serbatoi due- la naricelln sinistra. Pomella nella centrale, zina; una verifica alla tubazione rivela che ordine è stato eseguito. Siamo sulla soglia in quella di destra si avvicendavano Arduino questa è ostruita per un tratto di venti della regione inesplorata. Acceleriamo npure alla nostra rotta, assai forte e prolungante- ci delle obiezioni, perchè non mi sembrava cento chilogrammi di benzina. si per molte ore. In tale eventualità non c'erudente cambiare all’ultimo momento il ra- “Ero stanco. La giornata era stata Iabsrio- e Omdal. Il radiotelegrafista s'era installato centimetri dal qhiaccio, Mentre provvedesi i motori Ora che a casa nostra sapranno ra altro da fare che tornare alle Spitzbergen iotelegrafista, ma nn patqi t'n.rister:g per sa. La notte insonne nel freddo dell'e han- nella cabina, assistito e controllato da Got- ad ovviare l’incanteniente, metto in moto il che la bandiera nostra sventola qui, possiaa recarsi ad atterrare sulle èoste della Si- ragioni farili a mm.pren!{flr.s*r. fanto piîù che ar> e l’attesa impaziente mi avevano sner- twnldt che si oceupava particolarmente della motare di destra finchè, alle 19,50, riparata mo tranquillamente avanzare verso l’ipmoto. heria o in una delle isgle dell’arcipelago mi assicuravano essere il nuovo operatore vato. Mi buttai sul parimento della cabina radiononometria, Malmayreen attendena alla la tubazione, posso arrestare il motore di Riprendo a trascrivere dal mio qiornale americano, 0 alla riva del Makenzie. Natu- malto abile. Ancora oggi sono ronvinto che a riposare. Quando più tardi verso le sette. paccolta dei dati meteorotagici e, ogni tanto. destra e rimeltere in moto quello di sini- di bordo. ralmente, nessuna di queste prospettive era Ore 1,52: quota 390, velgerità 78, deriva stato assai meglio evitare la sosti- mi alzai ed uscii fuori a vedere, trovai che aiutato da Ellsiworth, esequivh le letture sul- stra. Cielo sempre sereno, navigazione rcalda me considerata con entusiasmo, special- sarebbe il vento si era levato di nuovo e .nflo£flnun apparecchio per la misura dell’elettricità ma, la pianura di qhiaccio all’orizzonte as- 2,30. Salgo a 950. La temperatura è di dotuzione. pensando _allg lunghe marcie su1 mente oga atmosferica. Alessandrini faceva un po' di sume una tinta azzurrognola. dici e mezzo sotto zero. Da qualche ora la La sera del dieci, dunque, l’aeronave era sempre di traverso all’« hangar ». 1!… che gqli italiani avrebbero dovuto Le osserpvazioni delle 21,15 danno: quotla regione ha assunto un aspetto caratteristiA bordo ‘erano stati cari- ricordare che d'era un margine di appena tutto: orn era nella carena a compiere vepartire. a pronta pffrontare. ed anche alla passibilità di essedi un metro tra l’aeronave e le pareti dell’«han- rifiche e Invnri da me ordinnti, ora scendera 550 metri, velocità appena sessanta chilo- co. 11 cielo è grigio, con qualche chiarore albenzina e i 370 re rostretti a svernare sui ghiacci. Tuttavia enli i 7090 chilogrammi di il peso di rir- qar >. Avevo, è vero, provveduto a protfeg- nella narvtecella per sastituire Horgen dal ti- metri. Discendo allora a 150, speranda di lorizzonte. Alle 3,45, volando a quota 610 raggiungerano rviveri T alio. ato aPl.à' ia conto aueto lanimo prejpar cui 170 di < pemmican >, e gerle con dei tubi pneumatici, ma lIa pro- mone di direzione, Spesso qli ordinavo di trovare meno vento ma inulilmente; percia con una velocità di 85 all’ora, asservo Ia i u iiesto. Questa spedisiune. caon tutte ra 800 clili. tra chili erano ro- tezione mi sembrava insufficiente. Col ven- salire in eSplorazione sulla qroppa dell'ac- risalgo a quattrocento. L'orizzonte comincia ’ pianura di ghinccio che appare qua e là incognite, i l’avera sempre cunside- 60 di ciaocceviato. Gli altri 270 lat- to che soffiava, il più piccolo errore nella ronave a verificare se erasi formato ghiac- a intorbidirsi di foschla. Poce dopo — &£&0 N0 interrotta come da solchi e dighe di neve ’ come una spedizione di querra e, come stituiti da carne, caffè. zucchero cognar, coperto. he saettano con lieve À {a condensato, brodo pepfonizzato, uova, bi- manovra, data gnche l’inesperienza degli uo-|cio; compito, guesto, pertamente

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Equipaggio e vettovaglie

Una notte di vento e d’insonnia

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Lle 21,30 — jl ciclo è sonuletamente


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