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Popolo Italia 1925_05 maggio_24-31

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AMMINISTRAZIONE -. UFFIGIO DI PUBD LIOIT.

DA RIVISTA èLI.ÌJSTRA1’A. e É':l LO d , G Enlìlt\aR g HIA Illustrata del -!Pnpolso Î'îalia, ENCICLOPEDIA MILITARE SeE g EON= ai j ll abbonamenti S! ri ai vista politica EBCE i nEN MNO Ivv aa SIA ia rai Via MOSCOVA_ (angolo via Lovanio) — GALLERIA VITTORIO EMANUELE, 15 l'abbon. annuo L. 24,— Sem. L. 12,50 AE SO MA i AAO ET

dell’inle

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II imessaggio

tro di attezza (larghezza di. una colon-

foni per millime :: Avvisi finanziari, convocazioni e reso140 Necrolo omameraltli gia L. 4— :: Piccola cronaca,

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DIREZIONE - REDAZIONE - TIPOGHAFIA À

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natij ffpiù. a quogi! orcim che Peggi ne s risorva fl diritto di rifiuter L’'ammintsf a silo giudizio {nsindacabile, ritenssse dl non — aià

uslini all’Armata della Vittoria Mussolini. Abbiamo già superato i ocon- tempo e vi domina. Di fronte alla sua liano seppe resistere e vinvere, imparando fini della oosì detta modestia, e possiamo magnifica facoltà di sintesi, al suo di- a conoscere le proprie-. grandi qualltà, le dire che il primo periodo della nuova sinteresse, alle sue qualità di statista, di sue pecullari virtù, il suo ardente e gene-

Parla il Capo del Governe

itaStoria si diparte dal glorno di « tregua ‘Gapo e di oondottiero, i fedeli diventano roso valore. La guerra diede al popolo Appena l'on. Mussolini si leva per pa} e nella vittoria la sofferenza nella liano d'armi » e si conclude con la Marcia sgu capaci di tutti { saorifici e di tutti gli )ul.t! 1 deputati e {1 pubblico delle tri4 ]arapl{ " XXIV Maggio 1915 - XXIV Maggio 1925. polo, che reca il suggello del Re condot- Roma. L’intervento vide Mussolini sulle erolsmi a i{ caosì detti indifferenti danno sensazione profonda della sua unità spiriapplaudendo entusi iuale di grande nazione e la patria entrò bune sl alzano in piedi PUn decennio nel tempo solare e vart se- tiero, a volere e perseguire e vinoere la piazze, la guerra lo vide nelle trincee, il peso formidabile del loro consenso. S0- per la prima volta in ogni singola famiglia. sticamente. SI grida: « Viva Mussolini!> oli di storia nella vita del popolo italia- guerra. Caporetto lo, sorprese dolorante di ferito. lo poohe centinala di miserabili possono Dopo la guerra ci fu un momento di ce- il grido è accolto da una triplice salva no. Quando nel maggio radioso, flumane Non tutti ricordano i suoi soritti « I Go- accendere i oeri a qualche delità male- cilà, si qperdelle la coscienza e la via si- applausi che si prolungano ‘per parecohfl ® di popolo indignato dall’ultimo lradimenmandamenti dell'ora », che tanto contri- detta. cura. Ma fu venlura che coloro che avevano minuti. Poli si fa un silenzio religioso e l’o Nel tripudio di questo giorno, sia butirono alla resistenza ed alla vittoria. La “to giolittiano, occuparono la piazze, sì Il primo deoennio si chiude. In alto gli fatlo la guerra sì ribellassero ejnlz:assga.ro MUSSOLINI dice: d ebbe il dato più alto e più significativo permesso al giornale che fu un alflere lotta contro il bolscevismo, la oreazione quel movimento di riscossa e di conquista spiriti ed { vessilli! TI decennio ohe si che idella consapevolezza e della volontà di degnissimo di tutte le battaglie, di fare si riassunse nella vittoria del Fascismo. Camera 011:._ della te < Quando il Presiden del Fascismo, la Maroia su Roma sono sotto gli auspici più grandi, vede Se coloro che mon hanno voluto e i'ntlo|la. Peroismp e di sacrificlo di tutta la Nazio- una Gconstatazione e cioè: nell'impronta gli elementi dominanti del dopo guerra. ilapre nella vibrare sentivo io popolo allineato e in marocia. In marcia o parlava ne italiana. Poeti e moltitudine, plebe e di questo deoennio, c'è sempre un datn Non è il' oaso, oggi, di fare l'analisi; però verso «le aurore che ancora non nac- guerra non sono stati capaci di reggere l'I- Casertan ntd eroicame figlio del o rimpiant il voce {alia, coloro invece che l'hanno voEufi.a a sua aristocrazia, Atenel e oantieri, infuirono di volontà formidabile: quello di Benito Mussolini sì è stagliato nettamente nellquero », , riprc-nd-endo le armi per d3fen- caduto (applausi generali dell'assemblea), combattuta p vissero l’attimo di grandezza, determidere la viltoria, si sono accinti a guidare J lui un saluto riverente. pando l'evento della guerra. Fasoino e l’Italia perchè riaffermi il suo carallere e Mando a Pao-i e olt(ajx;.tà di un popolo di cavalieri e di Lunelli on. degli discorsi i Dopo riprenda il suo stile di grande nazione. _ prodi. Noi dobbiamo celebrare questo rito di lucci non vi è molto da aggiungere. Perchè celebrazione del nostro intervento in guer*** dedicare una solenne seduta ra:non soltanto in questa ora, ma ogni gior- abbiamo voluto " Non è neoessario rifare la storia dei no, in silenzio, cencando di compiere sol- alla celebrazione dell’avvenimento? Perchè tanto clò che giovi veramente, colle operè in questa stessa aula or non è molto si pre-i nostri primi suocessi e della tenacissiGÉ e col sentimento, alla Patria. Certo è stata vedeva un’éra di espiazione per tutti coloro ma ed asprissima lotta sulle doline cargrande ventura avere trovato un Duce che "Biche. Certamente il sangue più vermiÙ guerra. è l’aspressione più caralteristica e più per- che avevano voluta la M ROMA, 28 notte. chè qui massimamente sta fl vantaggio dei "gllo, più puro, più grande, fu versato BSignor Presidente, Dio vi benedica per fetta del fenomeno di rinascita che travadegli statisti che dichiararono l& nomi 1 ‘Tre ore prima della seduta le tribune della ricordi e della critiva parlamentare. Parlo quello che avete fatto (vivissimi prolungati ‘ dalla nostra gioventù ohe della guerra glia il popolo italiano. Il nostro volto oggi, guerra sono consegnati alla storia. Ma oggi ‘ Bonosceva l'impeto garibaldino. L’azione Camera erano oggi affollate in ogni ordine a questo punto sine ira et studiò, come dis- relterati applausi, grida di « Viva Mussoli- celebrando e ricordando il maggio del 1915, di posti, come nelle grandi oocasioni. Anche sa Taolto, von animo scevro di 8ervo enocunt{!»). Dio vi dia la forza ed il tempo di è che tutti gli italiani, pur combattendo le io voglio portare sulla scena il popolo del "metodica, severa, subentrò in un seconido tempo; la Nazione si trasformò in can- nella tribuna reale e in quella dei diplo- mio e di codardo oltraggio, perchò nulla ho oomplere i] vostro programma per il bene loro particolari battaglie di parle, sappiano maggio 1915. Chi di voi non sente un grida matici si notavano numerose personalità e tiere. A quest'opera di concordia, furono molte eleganti signore. Nella tribuna dei se- da temere e nulla' più da sperare di quanto e la grandezza d'Italia (vivissimi prolungati e sentano che vi è un terreno comune: il attraversare l’anima e la carne, quando penlerreno della patria. ‘Così l’Italia che oggi sa alle prime giornate della nostra passiosempre lontani e decisamente ostili 1 so- natori, al completo, avevano preso posto, già mi concesse la benevolenza dei colleghi. applausi). Il dopoguerra può dividersi in due perioprocede non si arresterà ed il Fascismo, îallsti e la frazione giolittiana. tra gli altri, i senatori Arlotta, Indri e Tor- di: il periodo dell'abbattimento ed il periodo sua esplicazione più caralteristica, compira ne, quando ricorda le moltitudini di Mila= P Caporetto è il risultato di una politica rigiani. i della ricostituzione. La viltà bottegala parve il suo ciclo sino al rinnovamento, secondo Genova, di Roma? $i leva ora a parlare l’eroico combattente il nostro genio, delle sue leggi e dei suoi no, di Verso le ore 16 tutti i banchi sono occu- rivissuta nel 1919 ed anni seguenti, perchòà "interna inoerta, indefinibile, timorosk, lidt l’eco chio nell’orec ancora avete Non on. LUNELLI, deputato fascista e istituti per la grandezza e la salvezza delberale insommal In oerte ore della sto- pati; al primo settore di estrema sinistra la classe politica dirigente nè compresae la (rentino medaglia d'oro. E con viva commozione, quelle canzoni? Erano di una semplicità eria il più grande delitto si compie, quan- siedono sette deputati comunisti, entrati po- generazione sorta dai tormentbi e dagli eroi- egli dios, che porta in Parlamento con la la Patria (Vivissimi applausi). . Una diceva: All'armi! all’armif co prima in fila indiana; sono presenti oltre smi della guerra, nè ebbe fede nella rapida lementare IPIVANO non vuolte lurbare — dice do temendo o non affrontando le respontrecento deputati, gli ex Presidenti del Con- e sicura guarigione delle piaghe create dal sua parola lo spirito di Trento redenta (vi- la grandiosità dell'ora, pontando in questa no le insegne — giallo nerel sventola Già — Babilità, si lascia libero il passo, in nome siglio Orlando e Salandra e molti deputati sanguinoso cimento. Quindi la piecola poli- vissimi e prolungati applausi). Non è senza aula i risentimenti particolaristici dei comUn’altra diceva: « Le bombe, le bombe al< della libertà, agli elementi disgregatori. dell’opposizione d’'aula. Moltissimi recano sul tina dei piecoli espedienti della vita, vissuta significato che egli, trentino, parli oggi in baltenti indipendenti. IMa -essi chiedono alCaporelto è uno di questi tremendi feno- petto i nastrini delle decorazioni di guerra. giorno per giorno, ritornò ad aduggiare l’a- questo rito solenne (bravo). In nessun altro la maggioranza — in seno alla quale Lanti la mano, - il pugnale, il pugnale all’OriMeni per cui un popolo è costretto a suAlle 16 precise entrano contemporanea- nima italiana, Ma fu soprattutto la costante momento nella storia d'Italia come in que- compagni vi sono — di ascoltare la loro sini >. bire l’onta e la gravità di una ferita mor- mente dalla porticina di destra il Presidente svalorizzazione dei fattor! della vittorla, {m- sto vi è stato nel nostro Paese tanto deside- voce. Nol sporavamo — egli: aggiunge — U% altra finiva con l’invocazione della l} itale, per imparare”‘e ’ ricredersi che la del Consiglio on. Mussolini ed il Presidente posta dalla predominante politica del partiti rio di innovazione. Trento ha vissuto 1] suo che ll popolo in Ialia avrebbe trovata, doche non: storia non si diserta e che non hanno della Camera on. Casertano. Seguono l'on. estremi, a cui sl appoggiava la borgheslia risorgimento in questi ultimi anni, dalla di- po la vittoria di Viltorio Veneto, la sua ‘bertà, ma della libertà della Nazione, chlarazione di guerra all'avvenlo del Fasci‘dave confondersi con la licenza de_‘:g}i indii . pace (rumori e commenti) Moltitudin di Mussolini tutti i ministri'ed i sottosegretari. di. govermo, che. fece scoppiare la reazione ragione di prevalere ooloro i quali rinnesmo. La gioyventù trontina, scopplata la guerè gano le virtù della razza e la volontà del Dalle tribune parte ’ un lungo applauso. La e segnò la via per la rinascila morale e ma- ra, varcò la frontlera e si lanciò per le vie popolo' mi incaricano di portare qui questo vidui (applausi). desiderio (rumori altissimi). i teriale del Paese. Voi, Presidente del ConCamera e le tribune applaudono lungamente. MNacrificio. Quarta di scoglio dallo Poeta il Intanto (PRESIDENTE — Ma non è questa l'ora siglio, foste l'artefice incitatore, il titanico e per le piazze d'Italia incilando all’interI ministri prendono posto al loro banco,. foll4 La d’ordine. parola la lanciato aveva vento avendo alla gua testa il grande apos * * * della pena: è l'ora della gioia pel ricordo Duce della ricostruzione (vivissimi prolunstolo Cesarne Battisti (i deputati ed i mini- (vivissimi applausi). oceupava permanentemente la piazza. A _Mi< gati applausi, grida di « Viva Mussolini! »). [ì discorso dell’on. Casertano La vittoria del giugno, come quella dePIVANO — In quest’ora si celebra non la Sotto la vostra guida l'Italia di oggi non stri sorgono in piedi al grido di « Viva BatLetlo ed approvalo il verbale, l'on. GArapida seduta decidemmo t isiva di Vittorio Veneto, rappresentano ioia della villoria, ma l’inizio della gran- lano in una SERTANO si alza in piedi per pronunziare è quella di ieri. Lo constaliamo con orgoglio. tisti!»). popolo impg% vece la ripresa spirituale di tutto il poIl noto grido lanciato da Benito Mussolini de fatica, l’offerta del popolo per la gran- lanciare un appello. Allora il suo discorso. Tutti i deputati eccettuati Ricostituita la forza dello Stato su basi gracrede deputati 300 mentre volontà, sua la dezza della palria. E la vittoria, seconda olo. Il nemico sul sacro suolo della Pa- il nel Popolo d'Italia erai «Non per Trento, i sette comunisti si alzano in piedi. Anche nitiche, rimesso l’ordine e la disciphina oia pesò come un'onta formidabile sullo il pubblico di tutte le tribune è in piedi vunque, risanata la finanza, imposto il ri- non per Trieste, ma per un rinnovamento l’oratore, non ha dato a tutti gli stessi di- vano di fermare la storia coiì loro bigliet8 spirito dei combattenti e sul Paose. La compresa quella militare e quella dei gior- spetto all’estero con una politica saggia a necessario del popolo {taliano ». Furono ne- ritti, come diede doveri uguali per Lutti in da visita. Le masse rovesciarono questo [ra< ed una rivoluzione. L'in- guerra, olontà di vittoria dominò il nostro anno nalisti. Il Presidente della Camera tra il previdente, avviati 1 -rapporti economici e cessarie una guerra ; Continuamente interrotto, ‘l'on. Pivano, gile schermo. deciso 10 anni or sono con una i passione tragica. Le meraviglie dei religioso silenzio pronunzia il seguente di- di amicizia con tut.ti %'ll Stati del mondo, raf- tervento fu oconclude invitando ad offrire ogni superstiQuanti avvenimenti da allora! Come pos<4 ondata di giovinezza. La' guerra poi vide forzata la difesa milltare, protetto jil lavoro Fanti sul Piave vennero completate dal SCOTSO: te energia alla nobiltà doella patria ricon- siamo dire di avere vissuto veramente nel — Onorevoli colleghi, ricordando che do- e la tranquillità interna, oggi il Paese sl tutto 11 popolo Italiano pronto a combattere, cillala Îvivi rumori. “ raid » su Vienna e dalle incursioni forsente sicuro e riprende con fiducia il cam- pronto a sopportare gli stessi dolori e pronbreve ciclo di dieci anni un tempo incalco-= mani ricorre il decimo anniversario della tunose sull’Adriatico. L'’impero absburgiascensionale per le vie tracciategli dai to a morire nelle trincee (approvazioni). labile di storia! Abbiamo imvisto crollare gl co, perfetto nella sua unità burocratica e nostra entrata in guerra, il pensiero si volge mino La medaglia d’oro Paolucci fati. Da questo immane cimento il popolo iIta;@zjisciplinare, preso dall'impeto garibaldi- con reverenza e gralitudine ai gloriosi falimperi, formarsi le repubblichel Abbiama Accolto da vivissimi applausi prende {ori della vittoria: ai nostri ragazzi che, laquindiì a parlare il deputato fascista on. raggiunto i nostri confini, abbiamo il Bren mMo dei nostri soldati, tutti arditi, scric- sciali i banohi della scuola, dei loro pettli PAOLUCCI. Egli ricorda l'esigua falange nero e il Nevoso, abbiamo saldi buluardi d? ichiolò nel giugno e franò nell'ottobre adolescenti fecero sul Piave una diga indej supersLiti iche, quattro anni or sono, en49418. Forse sarebbe stato meglio che frangibile contro il nemico invasore: alle Lrando per la prima volla nell’aula, si in- frontiera, abbiamo sentinelle |javanzate in :‘!_Î_-fehrezza della nostra vittoria fosse co- madri ed ai padri tuttora doloranti, ‘ che contrò con un diserlore che l'avviliva con Oriente. Abbiamo raggiunto (le città che fuNosciuta e portata dai fanti sulle vie di accolsero con romana fierezza la caduta dei la vergogna della sua presenza e dovelle ri- rono per trenta o quaranta anni l’ansito di? Lubiana e di Vienna.: VIi andammo invece lJoro cari e del loro dolore fecero strumento correre alla forza perchè non tornasse in generazioni (applausi). Ma al di là di questa nsieme agli alleati, a far la parte. dei di concordia civile e di eroica vendetlta; al Parlamento (applausi vivissimi). Il contraSovrano, che non esitò a dichiarare la guerh|urocrnt-i insoddisfatti. sto divenne più profondo tra i reduci della conquiste territoriali, abbiamo l’orgoglio det-a ra per i supremi interessi d’Italia e quando lrincea e la vecchia Italia, la cui assemblea' la vittoria e la certezza che se fosse neces ROMA, 23 notte. ' * * * parve che lo spirito nazionale vacillasse per elettiva non aveva saputo dare alla guerra sario noi ricominceremmo a combattere an la gloriosa sconfitta di Caporetto, gridò agli S. E. il Presidente del Consiglio ha oggi inviato i seguenti messaggi: che l'olocausto dl uno dei suoi, l’on. Bran" Il capitolo dei ritornanti dalla trincea ). italiani nel suo proclama del 10 novembre dolin (applausi). Fu difficile, allora, conte- cora (applausi 18 la bestialità sovversiva del dopo guerra 1917 il monito severo: « Ogni viltà è tradiA TUTTE LE FORZE ARMATE DELLA NAZIONE: o gli uomini dell’intervento : tutti Salutiam nere Llutio l'impeto della giovinezza, fu nesono indubbiamente tra i ricordi più fo- mento, ogni discordia è tradimento, ogni cessario richiamare il popolo alle urne per quelli che venivano dall’alto e quelli che ve-' Schi e più gravi dell’Italia. Aver vinto la recriminazione è tradimento » (vivissimi apRisplende oggi nel olelo della Patrlia la luce della glorla più alta. 8ol= rimeltere la viltoria sul piedistallo su cui iguerra dopo 40 mesi di lotta asprissima plausi, grida di «viva il Re!»); al popolo nivano dal basso, quelli che udimmo dalle l’avevano collocata i soldati d’Italia. Oggi. è sangitinosissima e non sentirne l’orgo- tutto — generali, soldati, marinai, operai, dati di tutte le armi, marinai di tutte le navi, avieri di tutte le all, sollevate <clebrandosi il decimo anniversario della cattedre come Venezian, e quelli che udimmo glio è forse l’insufficienza più grave’ che cittadini — che altraverso sacrifici inenar- le insegne di combattimento! Ecco, le vostre file sl completano. entrata in guerra sono in quest'aula quasi dai sindacati, come il nostro Corridoni M-«’ j possa imputare alla elasse dirigente rabili, dolori senza pari, rinunzie ed amaLutli soldati, onde non è retlorica invocare vissimi -applausi). Tulti questi eroi sono pre= . de] tempo. I socialisti scrissero allora le rezze, dalle intime ed inesauribili energie Dal luoghi delle trincee e dell’assalto tornano | mortl ed Il grande cuo- la patria come fu sentita quando tutto il Magina più losche che la mente ricordi. della stirpe espresse la forza per superare re del popolo Il accoglie - Dal campl, dalle offiolne, dalle case | veterani peso del suo destino era sulle spalle della senti mel nostro spirito. Tutti costoro cti; gioventù. eResistere» è oggi l’insegna dei guardano negli occhi e ci ammoeniscono chel Discordia di popolo e miseria di diplo- il pericolo e vincere il duro cimento. (La guerra è deprecabile, ma vi sono si- rispondono all’appello: Nessuno manca ‘reduci, comae nei giorni della guerra; e la bisogna continuare e bisogna imsmstere in imatici prepararono la nostra sconfitta a tuazioni che impongono ad un popolo, sotto disciplina è implacabila ancora, comae le Versailles. La situazione italiana ebbe pena di discendere ad un livello inferiore e Siete tutti coloro che vollero e che testimoniarono la volontà di vin=- loro volontà. Data la vittoria all’Italia, ri- questa necessaria disciplina, percAè la guermomaenti tragici con l’occupazione delle di avere il marchio della villà, che è pegcondotto Dio nelle scuole, riportata la fede ra sotto diverso nome continua axcora. Dopa fabbriche e l’abbandono di Valona. giore della sconfitta, la rinunzia ad ogni de- cere con l’offerta suprema: tutti coloro che diedero senza chliedere, paghi nei cuori, l’orgoglio nell’Esercito e nell'ar- avere conquistato la sicurezza dobByiamo ten= Quei signori firmatari del manifesto bolezza e l’esperimento della lotta eruenta. che la storia scrivesse a carattere di fuoco e di sangue le pagine della rin= mata, il lavoro e la disciplina nei campi dere alla potenza (grandi ovazioni). Questa lantifascista, i cosidetti inlelletimali, nel- L'Italia era da venti anni sotto l’onta di e nelle officine, la sicurezza nei commerci,

La storica seduta a Montecitorio Dopo aver conquistato la sicurezza - dichiara il Duce - dohb jamo tendara alla potenza,,

La medaglia d'oro Lunelli

|messaoni del Cao del Governoe del Fanciogo alle lorze armale, a flfl E agli arlelici della Viltoria

l'ora tragica che oscurava la bellezza del Adua, che pure rivelò duci e soldati magni-

acrificio, non seppero dire una parola, fici. Un illustre stalista americano, Teodoro una mèta: furono Roosevelt, parlando nel 1889 delle razze forti

nà sepipero tracciare

Hl)

avrebbero

lasciato

nell’attesa

che

sprofondare dopo Adua aveva dimostrato di avere ‘per-

solita cura dulo ogni spirito bellico. a) IL'aspro giudizio parve pesare per molti ipelle e gli stipendi. L'ultimo squadrista, anni sulla vita italiana, pervasa da uno (che nel suo intimo e.profondo istinto spirito mercantile e di quieto vivere.. In(della razza, ha sentito confusamente il darno un deputato italiano aveva invocato pericolo e lo ha sventato, ha titoli di be- il lavacro degli eroi e indarno poeti e storici a quelli delle vibravano saette contro la degenerazione del.

la

e: delle razze deboli che popolano il bacina del Mediterraneo, ci collocò. nel novero ‘di queste ultime, perchè l’Italia, a suo dire,

omeopatica salvasse poi in definitiva la

memerenza ben superiori la razza. Fu soltanto l’urto provvidenziale osche cocchiere che oggi si atteggiano scoppiato nel 1914 tra i due grandi aggrup-= i segni jeratici dei palriarchi a custo- pamenti: guerrieri de]l’*]jluropa che scosse la ire il... risorgimento. pavida Italia e 1a richiamò alla considerazione della sua posizione nel mondo e dei ] * * *

destlini della razza.

n L'B"V'3“ÌU. del Fascismo ha segnato la

La politica del dopognerra imne della disintegrazione nazionale. Dooggi evocare diò che ormai è parte Inutlile (bo le ferite di Versaglia, il riacquisto di della-storia. le trepide ansie, i contrasti insono Zara di e la sislemazione Fiumecompluh.

(erni, l'indecisione che precedettero la giorvissima del sangue, pagheremo anche la nala del 24 maggio. Il Re, cui spetta dichiaBrossa taglia dei debiti. Siamo al Bren- rare la guerra 0 la pace, scelse la guerra ed nero, siamo al Nevoso: finalmente i Ler- il Governo presieduto dallo statista insigne, questa assemblea, appremini sacri della Patria sono raggiunti! che onora tuttora stò i mezzi migliori per compiere e vincere Questo, nel mistero delle cose conscie. la guerra (grida a sinistra: « Viva Salan-

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afono i morti; questo con grandissimo dra! »). Nel cuore del popolo che non mente oglio sentono Î vivi. A. diegi anni di è per essi- i] miglior monumento di gratitu-

distanza appare nsuirata

veramente

luminosa e dine, aere perennius. Utile piuttosto in que-

destinp. la volontà del po-||sta momento è rievocare il dopoguerra, per-p

novata potenza della Patrla.

Ù

to della jodierna celebrazione 4 la fiducia nella moneta, a diecj anni di di- 'è il significa

a Oggi come lerlj; come sempre, la Nazione affida sicura le sue fortune stanza siìi’può veramente sentire che lo spi- da quest’aul deve andare al \popolo italiand rilo dei «cadulki guida ed ‘accompagna le il nostro monito e il nostro appello. Cox alla vostra consapevole disciplina, alla vostra fede tenace, al vostro Intre= nuove generazioni sulla via che accompal’amore se è possibile, 'con la forza se è nepido coraggio! In alto, al sole le Insegne! Forze armate della terra, del gna alla grandezza della Patria (applausi). cessarto, vogliamo che tutti gli italiani s{ Un mislico dfervore le anima e le costringe mare e del cielo, nella gloria oche vl bacla è l’Italla! i alla disciplina, sempre ed a qualunque oo0- considerino come un esercito mobilitato per slo, perchè cerle mete luminose non ‘si pos- le opere di pace e se occorre per quelledi ' i MUSSOLINI. sono raggiungerae ‘se tiutte le volontà non guerra (applausi). Noi siamo i testtmoni di sono concordemente confuse (applausi). Perchè vale più essere umili soldati di un questa fede e di questa certezza. Noi «“oglia,” L'Eseroito Inohina riverente la gloria di tutte le sue bandiere avanti alla Mae- grande esercito che non generali di pochi mo che l’Italia sia grande, sia' sicurasia L aa i f temuta! stà Vostra ohe, presaga del fattl, evooò la virtù guerrlera della Stirpe e trasse faziosi (vivissimi e prolungati'applausi). © Una grande tappa è compiuta, altre sono l’Italia alla luce Inestinguiblile di Vittorio Veneto. ' Le ultime parople dell’on. Mussolini, proda cumpiere ancora. Sotto la guida dell'on. MUSSOLINI.

A.S. M. IL RE D’ITALIA .

Mussolini non sarà fallita la meta per l’o- nunciate con tono vigoroso e vibrante, sono

nore della Patria e del Regno. (1l Presiden-

A 8. E. IL MARESCIALLO DIAZ, DUCA DELLA VITTORIA:

te, i ministri, i deputati si alzano; vivissimi prolungati applausi). Fra continui vivissimi rumori il deputaviando all’E. V. un deferente oordiale saluto. a i Lo comunista FERRARI afferma che glì staMUSSOLINI.i Li ‘capitalistici si preparano febbrilmente adl una nuova guerra, essendo rimasti inAS.E. IL GRANDE ARMMIRAGLIO THAON DI REVEL: soluti i problemi che la guerra che oggi’si La Marina Italiana, che sotto la gulda dell’E. V. rifulse del più insigne valore, commemora avrebbe dovulo risolvere. Îl' coe grande, silenziosa, portò contributo di forze e di spiriti alla vittoria, commemo- munismo non è pacifista, perchè la vittoria del contadini e degli operai non potrà rando Îl giorno dell’ardimento mirablile, rlvolgefa!l’E.‘ V. Il. pensiero grato. La vittoria che ooronò la passlone di quattro anni di guerra è legata indissolubilmente al nome dell'E. V. Interpreto |l ouore grato e memore dell’Esercito In-

‘|avvenire : senza un conflitto; ed essi dovran-

'MUSSOLINI.

accolte da una grande ovazione. Tutti i de-

putati della, maggioranza e quelli dell’opposizione costiluzionale, compresi gli ex Presidenti del Consiglio on. Salandra e on. Or=

lando, nonchè i membri del Governo e IL pubblico delle tribune, sono in pledi. Nel-

l’aula per alecuni minuti echeggiano grida di “evviva. La dimostrazione imponente s1 ripele con una nuova ondala di entusiasmo, quando,i. ministri e numerosi deputati s

no poi con le armi difendere il‘territorio congratulano col Presidente del Consiglio.

Alle ore 17. precise l’on. CASERTANO todalla patria rivoluzionaria e costiluira il loro esercito (vivi rumori). Conclude af- glie la seduta tra vivi applausi. I deputati L'Eserolto, cha ebbe In V. E. l’organizzatore sapiento e Il oondoettiero tenace fermando che la guerra prossima sarà quel- fascisti gridano: «Viva l’Esercito!». Il gridi fede inorollabile, riunisce nello stesso ricordo Il noma dell’E. U. e Ja data che" |la che darà la libertà nazionale ai popoli do è ripetuto ‘nell’aula e nelle tribune con segnò la storla nuova. Porgo all’E. V. Il saluto di tutt! 1 Soldati d’Italla. opprèssi, le fabbriche agli operai'e la ter- una entusiastica' dimostrazione agli ufficia=* ! A S. E. IL MARESCIALLO CADORNA:

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MUSSOLIRI.

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