..—-""'—-_-—F
;
i
UNOZNOL'
I,
ìl’m POPOLO D'IT. "ITAUTAR
39
. ian | 22 - ansoì 0o P GERARCHIA ILLUSTRATA. UO . ; | 86)
P|;
prrLA RIVISTA G1 | abbonamaenti Viù
MOSCOVA
h
:
s! ricervono ai nostri UMmei" via: Lovanio) — GALLERIA VITTORIO
(angolo
- Num.
97
;
I
e
di
(aa
|
- MEI'CO]BCÌI
Milano
|LARIVISTAILLUSTRATA|
GERARCHIA
Rivista politica L. 24 — Sem. L. +12,50
Esco
ogni
mess
(il]:r-rifl:àîîz'vaot-‘lll.lzlgnnl DE q"àm…°' LZI U DEC CAZIN : :ecl?leggtL anziani, L. 4,60 ;; fAvv: Étenznznn commaerciali # AvvisiOERZIONIL
. g
20
Centesimi i
20
Tassa governativo in più.
'
_
‘
;
UOTONESAI 1i PIOCOlO anticipalù., B; i 1:(la Negroiogja aa :: Pagamento riga contata)L/ Ay= di spetiacoli L: o42,— pehi
- TIPOGRAFIA - REDAZIONE _ AMMINISTRAZIONE - UFFICIO DI PUBBLICITAÀ Via Moscova (angolo vin Lovanlo) Casaolla postale n. 1914 - Milano
ù
E3}
ZPEZIAL
FE
7
EI
T
Telefoni: Popolo d’Italia - Intercomunale î 0-17 4
D'ITALIA
POFOLO
DEL :
09
01040407 MIINIL1aOOT
AZ ijsoaL MiiODL aO
1924
A-PÌ' ile
i23
DIREZIONE
i
D'ITALIA:
G7. BO | _ Altre pubblicazioni de IL POPOLO
19,50/110,|
26
60
Per abbonamenti ALS wwn.l
XI
Anno
.
TFaim:
;.;1.m
| Anno
E i ZEAS
A
I S
a)
OZ
LA -——*"-===.
EI
î
1:
=
|
j
Estòro
Italla e Colonie
- | ,
DI ABBONAMENTO-
PREZZI
U_
Fondatore: BENITO MUSSO
ru
(vuBANÌ
L'amministrazione si risorvaritenesso 11 diritfodi mon ai rinutane quegli ordini, cHer accetiare.
a suo
insindacabile,
giudizio
| roclamatoin C mpidoglio Citt dino di Roma ‘ Ahbon.
“ÀN‘I.IÉI.E,_BIIS SES
]
P RRC
SE
annuo
Abbonamoento annuo L,
80
=
POPS © MELAORRNTE: SAAC ESENT 1-
r=
“Nel Risorgimento - afferma il Duce - si grida: “Roma o morte,. È un grido che sale dalle profondità della stirpe che in Roma e solo i l
Roma si riconosce, è il grido 1100 |che sarà ripreso dopo Vittorio Ve netol dalle generazioni d el e trincee che spezzano definitivamente Ogni : o inciamipo, disperdono ogni equivoco, frantumano i residui orgoglidi un localismo-retaggioli.ci.ingrate, € innalzano a Roma un altare splendente nel cuore di tutto un popolo. E del Natale di Roma fanno il Natale de la Nazione che lavora e cammina ,,.
’ La legalità politica 1I discorso dell’on. Mussolini ai Romani dopo ile elezioni, l'articolo del Popolo d'Itaia
'dcll'ule'o
ieri,
rilenuto
di
ispirazione
rhfi——-=l.' m”_fi&;
rn
dell’on. ' Mussolini, contengono idee e proposili che possono essere considerati come essenziali per il manifesto della nuova Legisjatura, La crisi che il Fascismo bha risolto era una crisi costituzionale. Il vecchio regime purlamentare non aveva più la forza e la capacità di dare un governo al Paese. E il Fascismo glielo ha dalo. Ora, il Governo
c,
e forlte,
e sicuro,
e Lale da poter
im-
ripresero
le - antiche
la viltoria -dell'on.
loro
ge-
Mussolini
fosse' e dovesse essere considerala inesislenle e nulla agli efletti politici e parlamentari e come i moderati alla Gambella, come i girondini alla Danton cominciarono ad intimare: « Liberatevi, dunque, dei vostri a-
mici; ocupez votre queue , quanto agli al-
tri
rimasti
soli
e senz'armi,
verremo
noi
a
a tutti i partiti e darvi il prestigio del nostro passato, il'vianell'esclusivo inte- tico della nostra legalità! ». resse del Paese. Qhiuso definitivamente il ‘Più paziente di Danton, più forte di Gamperiodo . della lolta nel fine ‘raggiunto, co- betta, 'Mussolini, senza cederae alle prussioni A | = i t i l o n one ‘ll’organizzazi ‘i mincia i ca e ……l'…ll)f.l 133fi {f[.ll1,3'…"[;1[::;4‘:11211[:1]:[tull],?lllfl‘le'] d'una parte, alle provocazioni dell’altra,: se-
i -"M
ù
n
porro la sua aulorilà svolgere la sua azione
oppositori
sta come: se
î
avversi,
ma
restituire
l’ordiria
e
erncearo
necessarie e indispensabili
alto
“|l ponolo atiende gii ordini vostri!,,
di normalilà per lulti: col leale riconoscimento della ‘situazione ‘ereata dal Fascismo e dal Govenno nazionale fascista, Viceversa gli
a ereare le nuove norme che costituiscano 1l cletle, rinaequero a nuova vita nell'animo diritlo del Paese di agire da sà e di creare del popolo. Roma riprese il diadema turrito sviluppo del lavoro e della potenza nel suo nuove forme che costituiscano la lIegalità @ sì assise sul Lrono imperiale. Paese. Quando si pensi, senza preconcelli, a conforme ai suoi nuovi interessi e al suo iulli gli alli del. suo Governo e siì consideri- nuovo stato. « Non si chiudevano per questo, gli occhi no gli sforzi di cuore e di mente, di energia ° Tutto sta, dopo l'alto rivoluzionario, saper umana, insomma, compiuli anche altravenao compiero l’alto restauratore. Mussolini sap- nosiri alla visione della realtà, nè la fantagli episodi più dolorosi, per infrenare bra- pe. Altri, di genio meno realistico, altri c0n sia delirante si indugiava a richiamare vasmodaumenti, placare suscettibilità, dirimere meno senso doel relativo e più dell’'assoluto, namente (forme ed immagini da cui tanta le couise e le occasioni di rappresaglie, non a]l.yi di meno spirito politico, insomma, @ l'osca ombra di secoli ci separa. Non la Rosi può a meno di conoludere che' Mussolini ipiù renzionario o più mistico avrebbe abu- ma dominatrice di popali per la forza delle èà uno dei più rapidi e inesorabili integratori salo sugli avversari della viltoria. Egli ne sué legioni, non Ja supremazia polibtica su lutte’ le nazioni della lerra, mnon la ricchezdi legalità che le stariae delle rivoluzioni ri- ha usalo sollanto per conreggere il male cordino e non si sa se più falui o più daziosi frasformare l'insopportabile situnzione con- za Lratta dal lavoro delle genti soLtomesse, si rivelino i consigli e le azioni che gli av- {ro la quale 1l Paese era insorto. Non è que- ma l'altro impero moi sentimmo rinnovarvorsari oslentano ancora prodigargli sull'ar- sta, dunque, la dimostrazione della inutililà si nella nostra-città immortale: l’impero del pensiero e dell'umanità, quello che trasse gomento. ) i i delle scolastiche discussioni sulla legalità? 1ì poichè indietro non si torna e gli oppu- dalle barbarie quasi tutte le stirpi .dell'EHuIntegratore — non a caso uso questa pasitori non han la forza di riportare la situa- ropa e dette loro leggi, istituzioni, dottrina, rola — di legalilà. a La legalità non è par definizione che la zione al punto in'cui era alla vigilia della dirilto. Quell'impero per il quale la fede coordinazione doelle regole che sembrano più Marcia suù Roma, non più ulile sarebbe ohe cristiana e la civiltà greca divennero cattoproprie ad assicurare l’ordine e le condizioni si risolvessero ad accellare il | fatto compiulo liche, cioè universali; quell'’impero che, pur fa |di sviluppo di una socielà politica, l quando e passare finalmente all'ordine del giorno?lin tanto fiore di recenti attivilà, ancor Lilt
le condizioni
vente mi aooaddal di meditare sul misterol di Roma, sul mistero dalla continultà di
Roma.
IMistero
è
l'origine.
La
cosidetta
oritica storioa può industriarsi
a sfron=!
zona! inso-.
sempre una la logganda,
leggenda, ma rimane, dove
dare la d’ombra
froddo e spesso assurdao torna superbamonto a fio-
stituibile dal r?glonamento. rire,
Il Hatalè della Nazione
assurgere a potenza Imperiale e tramutare nol corso di pochi ssooli l'osoura! villaggio di capanne sulle vie del Tevera
In
una
suol
città
gigantosca,
oittadini
che
a _ milioni
e
contava
dominava
mondo ocolle sua legioni.Ì Altro elomento di misiero
il
']
stonia,
n2lfa
l i a
a Ro-| di noiî turbe inpumerevo- di Roma: la tragedia di Gristo, necha nuova-, «Darebbero egualo forza di saggezza poli- |discendere presso alle opera rostaura- |nella tradizione storiea e giunidica lrancosg | lica, |Mma trova la sua consacrazio sue purissime fonti. periodo dell'organizzuzione Î (lnLlo(li SAI guitò per conto suo l'iniziatacome dissetarsi per |li, parola alla nell'’obbedire fascisli i che le che s'intende tude est legalità la dice |si oggi, non ha simumenti-che scrvirono nella lolta. Non vi Lrice che non aveva allora, universalo , e , imperiale. , Crolla « Roma è un-mito che vive perenne nella) menta er iscopo di servire alle passioni del suo |regole che compongono le antiche legalibù del loro Duce. 1a uestioni diofmaNenaTanteolO AIC 1 barbari vallocano le Alpî, pasl’Impero, investe) talvoltla , ma dell'’umanilà, |voscienza Rastignaoc a mello. conlesa: ili Governo “ Denbngano partito, nè tanto meno agli interessi di par-'sono insuMcienti, e i governanti impotenti la sua forzà irascinatrice una grande|sano e ripassano lungo la penisola deva= con r : un villaggio dî dunque, lulti le'armi nelle mani del Goveranima capace di'sostenere l'impero. È quegli standola, Roma diventa Ì
i
Non
i
|à
>£-i
a
n
H
î
|
3è':'y'f:"îì'?fl‘“j'î':“:î:; cl;'l:.%‘iì‘];;;‘ll3“[](].llgl £:J°fè…àg ver SC1Smo, S À ol
j E
E 11n;lalluzu\me
U Dupp
| ’
del
‘ La
: i cerimonia
per
non vi fu, in realtà, una vera e propria op- |ò stata quant'altra
Ì
: il
;
_
di lenne,
mai
ò
)
rR
significutiva
|to, i depubati Carboni, Caprino, Mavaviglia, e Leonetti, lJe medaglie d'oro iRuffodi CGala-
e so- |bria,Igliori, Baruzzi,
ri, il generale Sanna,
OT6, gublto
|la fierezza i nostri padri antichi pronuncias|cero la ifonrmula saora del loro allo di no-|
spirito imperiale di| Roma è Immortale, validamente in sèò lo La nave »che fu lanoiata « ver l’imperio! Ik.'g?g?è“siedàrpcìshrntai.. ie ordini Roma, uometì.rmdave]t del-= : vostri. Voi atlLende e vi sague
err%, voi portatore di pace, ltî:ìàmg:;l;:pm‘ a;;:>:gge:rt}:orl-: îg:nîll,::::‘l! îî:… |Le s(fi_],ìll() di e la rinasocenza,| |in voi sono riposte le nostre speranze e in |verranno. Ecoo Dante
|voi siì accolgono i mostri’ ideali. l'offerta «Noi già vi'facemmo
P FE AA 'lî'"°° dg‘g gi ‘%Î
EA Ilo
P pre
suprema]|
i
:
t
i CRE rO gp anu‘or'a. per secoli divisa,
Civis romanus sum. Per essa ogni |della mente, del-braccio, del cuore; con sen- E L.|';°" aòal del ‘Tri- |barbarica potenza doveva piegarsi, per essa|limento di: altissimo orgoglio noi la rinno-| F
De Cesapis, Zampella- | biltà:
presidente
ag=
sl
che
anime,
ma;
tf‘gt°à |à':ftd‘ìî"'l““àa'l "°‘°2°. A - |qualsiasi citladino assumeva di fronte allo | viamo oggi, ed è per me altissimo onore e E di IGuerra e Marina. dee e di intese direlto alla conquista di po- | A pochi privilegiati è stato concesso di jbunaile supremo ? e 1 NEA i °: SE hmbbl sul qui, proclamare, poter fortuna, singolnre Ron mentre Re, un Giungono l'on. Michele Bianchi in divisa | slvaniero il decoro di sizioni perdute; ma vi futono oppositori:/|assistervi, tuttavia a nessuno dei presenti) eBbla (Una storla, unlvarsale . Ne pl= senza seguito, dentro e fuari la Camera — | sfuggilo l'intima conimozione che ha pro-|di caporale d'onore della Milizia volonfania,.ima, dea presente ed inviolabile, si elevavano |Enmpidaglio sacro, centro deli'Unhe che. por | SHS organico
osizione, cioò un movimento
f
?f":gl{g:"g°h:' “"‘;“f_.';fl':gg%“ £’g;à°""…° n'.a'%l
i sin nelle più remote regioni del mon- | merito vostro tornbrà a essere il centro meopposants del Consola- | fondarmento scosso d Duca duranteil'discor- | il generale Beusati, il Commissario geutn/iampl do., l veramenlte Voi sieta simile a quegli raviglioso di tutto il mondo lattno, voi, Bele dell’Emigrazione, cavaliere di Gran Croto — ma irriducibili: rappresentanti, più s0 vdel sen. ' Cremonesi. E gi che Benilo Musiilo iMussolini, cittadino ramano!». che uno stalo d'animo del Pacese, uno. sitto solini è ormai anche troppo abituato ai ce De Miehelis, il comm. Baccelli, presidente' antichi, anzi di mollto più grande, perchè Voi quest'Italia, che'è tulla uscita, nielle sgue ! La chiiusa, del discorsò del R. Commissario della "R.. Gommissione per la provineia di polrebsolenni ‘omaggi, di privati, di aulorità e di nassuno clre parsonale, d'animo loro e ]a protldmazione dell'on. Mussolini sono iradizioni, nelle sue glorie, nei suoi splenReanra, il' proafetto Zoccdielli, l'ex sindaco Pacso nel l folle. ; be sonza ingiuria alfermare clhe, dori, dal fianco possente di'’Roma, l’avete coronate da imponenti ovazioni. Assai per Lempo giungono all'erta del Cam- Giunnetto Valli e molti altri. corrispondenza o riscontro. Stalo di gli opposilori
come
_
avesse animo strano,° quasi di emigrati, ' di csiliati, di proscritti, che avessero perduto là ‘Terra, la Patria, il Regno (e non avevano perduto
pidoglio' le prime
Il sérvizio
automobili
d'ordine
degl’invitali.
è -affidato
a plotoni
Parlicolarmente festeggialo è il grand'uff. Mercanti, intendente generale dell'aviazione, cui occonse alcuni giorni orsono un invidente di volo e che ancora ha il braccio ferito e sostenuto da una benda. Alle 10,30/ la campana del Campidoglio
di vigili urbani in alta uniforme e a milili cho la miseria del potere!) e che li induceva volontari; che ‘hanno formalo una compatta, e costringeva a pensare, se non ad agire, di duplice ala, sino all'’ingresso del Palazzo - fronte ai vincilori, più che come avyversari dei Conservalori. Ai balconi dei palazzi capitolini sono gli annunzia con i suoi rintocchi solenni l'arri= di una lotta politica interna, come nemicì di diversa razza.in unna lotta esterna, ne- storici arazzi mumicipali e dall'altra Lorre vo del Presidente, Giungano dalla piazza emici di ara, di fuoco, di lingua. Eppure il michelangiolesca che sovrasta il palazzo se- chi di musiche vivaci e sorosci alti di appikusi. Cinque minulti dopo l'on Mussolini Capo del Fascismo non era nè un ‘Teutone, naloriale, sventola il' tricolore. Nell'alrio sono 12 « fedeli » del ‘(Campido- accede alla sala dei Capitani, attigua a quelè un Gallo, ra un ilaliano di una polla popolare, un glio, ° negli antichi e pittoreschi costumi la degli Orazi e ICuriazi. Lo accompagnano. il combattente di lutta una grande causa ila- dai colori di Roma; cordoni di guardie mu- senatore Cremonoesi, il soltosegretario alla in divisa di geneliana, da quella della liberazione del prole- nicipali alttendono immobili su per la scalea Presidenza, on. Acerbo tarialo a iqualla della liberazione del terri- menire i valletti comunidali, dalle sellecente- rale* della milizia volontaria — il senatore torio nazionale; e non-era venuto a Roma sche parrucche inocipriate, avviano i conve- Da Bono, è ill marclrese (Paolucci de' Calboli per conquistarsi un regno, ma per assicura- nuli ‘all'Aula (Massima ove si svolgerà la Barone, capo di Gabinelto degli Hstoni. Tin attimo di silenzio profondo : l'on. Musre il regno al Paese slésso ed al Re che, su- cerimonia. premo
investito
lo aveva
Paese,
del
simbolo
Nella grandiosa sala degli Orazi
e crismato. Non solo: ma oltrechè Lutto que6Lo, il Capo del Fascismo era anche un po-
Alle 10-15, ricevuto dal Sen. Cremonesi, giunge 5. E. Pinzi accompagnalo dal suo capo di Guabinello comm. Moroni. Nella sala degli Orazi e Curiazi sono già
litico di prima forza e della sua forza aveva dalo le prove quando, arrivalo a Roma, seppe subilo siringere il morso all'impeluo-
solini
entra
nella sala
degli
Orazi
e
Curiazi.
Indossa il frak, ha il collare dell’Annunziaia e la fascia verde dell'ordine mauriziano. All’apparire del Presidente i convenuti in piedi applaudono a lungo.
veni- presenti ministri, sottosegretari, senalori, df;— L'omangio dell'Urbe per putali e varie altre notabilità civili e milisubilo la -parola il sen, Crequindi Prende tutte le vie d’Italia, fermalo di colpo sulla li- tari.- DavanLli alla bronzea siatua di papa monesi, il (quale dice : nea dichiarata infrangibile della cosLiluzio- Innocenzo X, sono state disposto su una bas< Kocellenza, se fo non fossi qui necessa‘era l'alteggiamento sa pedana: tre grandi poltrone dorale seicenquale nalità. Ebbene, interprele della volontà cilladina e inrio tavolo degli oppositori verso di lui? Come i legit- tesche in damasco rosso. V'è poi un dall’altissimo ufficio, al quale, non vestilo timisli davano dell’usurpatore a Napoleona dello stesso slile; e aloune poltroncine appaforze, ma solo l'amor della Patria mia le » i i e proponent « Guribaldi a deputati e senalori i filibustiere per del iono @ i borbonici e jl desiderio di servirla conm des'adegua, PreKmaal Vitlorio destinate a doratle dietre le tre grandi apalini del profanatoro Lrarrei silenziosamente mi piena, dizione Sedel dele sidente del Consiglo, al President nuele, essi diedero nel loro. pensiero so <destriero
va,
ro
dopo
l'usurpatore,
del
anni
sanguinosa
corsa
di
e del
filibustiere
del
pur
parlilo che
suo
profana-
- fore insieme a Mussolini, che aveva insegnalo — lugete o Veneres cupidinesque — di tirare il collo al passero del loro parla- nella
pupillante
e
saltellante
menlarismo
gabbia della legalità. E tutla la loro uzione
.
pon si aggirò e raggirò clhe altorno
all'unica
contro
il Gover-
tesi
legalità
della
tare l’avversione
vano
nell'intento
Paese
nel
ecci-
di
no qualificato illegale e’quindi usurpatore e nell'altro inlento, non présisamente vano,
di screditare all'Estero come seggero
il govennoì
illegale
instabile e pas-
tore Gentile e l’on. Lupi, il ministro delle Poste, on. Giano, l'Alto commissario per le fenravie.on.
Saridi,
Tarre, i sollosegietalri
Caradonmna
e Lissia;
Bonardi,
i senatovi
i marosi,
col
timone
smarrila
infranto,
e siete
Lra
lo, dove ormai
vele per il suo
già Lulte dispiega
nuovo
le immense
trionfale vinggio.
'
<Io ripenso a quegli alleti della nostra fede che l’arte dei secoli si compiaeque di
raffigurare prementi col picde l’eresia debellala, e involontaramente ad essi vi assonello stesso altegimmaginandovi miglio, giamento. ConLro la santità della Patria, con[ro gli ordinamenti sociali, contro la na-
turale gradunzione dei valori umani, l'idra eretica aleuni anni da infuriava e il fuoco a il fumo, che sgorgava dalla gola ferila, la mente,
ottenebralto
aveva
maggior numoro di noi. Voi do di guerra; eravale quasi pochi
seguaci,
gliore
per
del
la coscionza
levaste il griinerme e con
ma
l’andore
che
la
noslra
Lerra.
rose
della
si
degnamente
Lri-
che Roma vuole bulalo. aMolti pambirono l'onore di essere falti cittadini di Roma e non lo oLllennervo. voi nulla chiedeste e nulla a voi fu donalo, La memorabile manifestazione di esultanza con la quale il popolo vi accolse pochi giorni” or sono non potò essere allro ehe una conferma
Ricci, del vostro dirilto, costituilo dalle vostre im-
la muno'.al
applausi,
il seguento
Voi
forso,
On. mi
ohe
il Presidente
sen. CUremonesi
discorso :
e quindi
toocare
a un
un italiano, e non che si avvioendano di trepidaziona e ovommozione turba
rogo
Lulta
improvvisa,
le
diffuse
eroico,
il
suo
passione
oivile.
Ond'èò
flam-
su
eapa
Roma,
ma
di
e le schiere
Roma.
che
le seguivano innanzi all'altare della Palria piegavano il eapo ripetendo il gesto che voi,
per primo, avevate compiuto, esempio, incilamento e comando alla gioventù d'ILalia.
Quel
giorno
risorse nella
memoria
rola spenta da secoli e le venerande
Cho Per
della
e
una
pa-
rovine
della grandezza antica, che sino allora avevano parlalo solo ai dotti e a poohe anime
ortoni chiusi a ‘Roma ero, domani, neppure
stringe
che
io
mi
domando:
moarito
‘amera,
all'aperto;
non
disarmò
e fu peggio
e non
di
mutò
prima.
La
appena tiolipo.
incominolata.
Ma
so
questo
MI
premiate
gesto
ottenuta
con la persuasione, mi: ma
per
mezzo
non
non
della
con
parola,
tra
per
Roma,
allora
io
lo oolgo
za grata e tranquilla. Sino dai gliorni della vinezza,
Roma
era
mia
Immensa
con
oosolen=
lontana nel
mio
glo-
spi=-
rito che sl affacolava alla vita. Dell’amora di Roma ho sognato e sofferto, e di Roma ho sentito tutta la nogstalgia. Roma!
e la semplioo parola aveva di tuono nella mia anima.
un
rimbombo
gloria per
fronts
di
ventesimo. sedus oategorie:!
deve
rinnovare
tramandarla,
incessante-
como
retaggio
dell’età fascista, verranno.
alle
generazioni
che
nò, fra qualche
tempo,
mancheranno
il
Roma
sarà
Non è questo il momento per socgndere a dettagli. 1 buoni artieri non manocano, e vol siete Il più alacre, signor Senatorsa,
ingenti
mezzi
risolto.
Già
necessari.
problema
futura com
di
la
Basti
visicne
sorrids
una
al
oertezza.
italiano.
E'
questo
di
mio
gli
ll dirvi
affrontato
questa
spirito.
Oocorra,
oche o
Roma
Vive
già
‘
l’ausploio
ohs&
peroliò,
traggo
oggi,
annuale del gliorno in oul olò ool solco nella terra e
Romolo trao= col comanda=
rono,
figli
mento di compagni della sua tribù, Il se= gno del primo infallibilo destino. Salva. dea Romal Salva a te, per dquelli che fu-/ sono
soffrire per
e saranno
e a morira
la
tua
Dopo
glorlal
| tuoi
per
la tua
pronti
potenza
il discorso e gli applausi
a
e:
calorosis-=7
gimi che lo hanno salutalo, il senatore Cremonesi presenta all'on. Mussolini una ricca
pergamena destinata a documentare il conferimento della ciltadinanza romana. y Il Presidente ha ammirato la pergamena)
quindi dopo avere strello la mano alle perso-= nalità che gli erano più vicine, nccompagna-
to dal Sen. {(iremonesi, si è recato nella sala
degli' Arazzi
Sco.
è stalo
servito un
11,45 l’on. Mussolini
oone
centràle
l'animo
Acerbo,
Orazi
e Curiazi
ove
l’ammiraglio
natore
vittoria
dove
Alle
sala degli
Cremonesi
prende
.rìnù-.g..i
rientra mella
e si avvia
‘Thaon
posto di
e /il Generale
!
al bail-
tra l’on.
Nevel,
il se*—:'
Diaz., Suo-!
nanò nuovamente le musiche. Appaiono dal-
la: scalea capitolina le prime bandiere e il primi rappresentanti deji sindacati che salu-
ma
dolle ar-
L:mol_ill ca.pu\;iul
la com-
Ua quali
n qualsiaszi allro paese, dové 1à polîtica è una funzione spiriluale collettiva, non una
e l’inizio di un periodoj
di
I' problemi
la Più tardl, quando potel poregrinare virtù tipicamente romana: la dura silenfra le viventi relilqulie del Foro e lungo ziosa tenaoclia. Questa virtù deve diven= la via Appla e presso | grandi templl, so- tara saoro patrimonio di tutto Il popolo
mozione che pareva sincera -e gli applausi che non erano meccanici, daveva segnare, e
riodo di eccezione
si trova
Capitale.
I problemi della grandezza sono d’altra specle. Bisogna liberare dalle deturpazioni medioori tutta la Roma antica, ma
e| monte
inaspesttato intendo essera la vastra testimonianza del mlo amore grandissimo
della nella
espressione di sentimenti e risentimenti inla fine di un pedividuali, avrebbe segnalo
della
Roma di questo pliace dividerli In
modi-
la violenza,
per mezzo
la
In an-| questa
eocezionale
dell'’on. Mussolini, di pretto carallere par-
lamentare,
I| Fascismo
accanto all’antica e alla mèdievale, bi= sogna orsare la monumentale Roma del ventesimo secolo. Roma non,può, non deve essera soltanto una oittà modarna, nel senso banale dolla parola, dove esoosa ho fatto per l’Italla? PFooco.' sero una città degna della sua gloria, e Roma? Nulla o quasi. L'opera è,
‘itori, dove si è racchiuso e rimane contorto Îl rancore contro il Fascismo. E il solo è così allo nel cielo d'aprile e il vento porta ia giro tanto flor di vita e di salutne! Dopo il discorso dell'on. Mussolini sulla lcegge elettorale che par la sua irresistibila logiva, politica produsse nella Camera istan{anei disarmi e più istantancea disgregazione delle vecchie coglizioni, vi era ragione per credere che le relazioni fra gli opposito-
{icale o per lo meno Ma se discussione.
che
al problema
Îo
papale. E così non si vedono aperle al vento e al sole le fineslre dell’anima degli opposi-
trasformati i tomi disarmò l'azione
ogni edquivooo, frantuorgogli di un lovalismo,
I nproblemi della Capitale
Ecoo
e a, Roma,
che non si aprirebdopo la benedizione
ri e il'governo nazionale si sarebbero
trinoss, -
vi stupirà se vi dico, oolo, mi nel mio spirito sensi | problemi della necessità o i problemi d’orgoglio, e ohe la della grandezza.' Non siì possono affron=il mio ocuora per tri= tare questi ultimi, se 1 primi non siano pliioe via. Mi è oconsentito di dire « Civia stati risoluti. 1 problemi della necessità romanus sum», oggi, annuale di FRoma, sgorgano dallo sviluppo di Roma e sì oggi, festa del lavoro italilano, su questo raoohiudono in questo binomio: oansa e colle chae dopo ll Golgota è certamente da vomunicazioni. j seocli Il più saoro alle genti del mondo
accendeva
Altre
dallo
retaggio di età ingrate, e innalzano a Roma un altare splendante nel ouore di tutto un popolo. E del Natale di Roma fanno il Natale della Nazione che lavora: e oammina.
pronun-
uomo
generazioni
po, dispardono mano | rasidui
senatore, eoosellenze, signori! rendate oggi l’onore più alto,
possa
dallo
oha spezzano definitivamanto' ogni inciam-.
ba- | questo riconosoimenta soloenne? Sono degno d’ossere annovarato fra l figli della città Incoomparablle? In verità avrel pre= ovunque. divamparono me quasi in risposta, forito ohe Roma madre mi avosse acoolto e Voi foste il seme; dai roveti d'Italia riolttadino del suo popolo, a opera finita. germogliarono a migliaia in una primavera un
come
carità di patria e la guerra fu vinta, prima che proclamata. Alle bandiere Lrionfali che si spiegavano al vento di tullo il vasto cerchio dell’orizzonte, nessuna insegna rivale sÌì contrappose. <Siì mossero allora da ogni regione e qui in disparte e lascerei ehe, da ‘solo, Voi ac= convennero, accompagnale da voci di giubie lo, quasi a significare che la viltoria non ai Sommi riservalo soglieste l’omaggio r vi sia 0oggi = 1]
Cessali gli
cia
“L'allela della Fede ,,
Veneto,
Il discorso del Presidente
riusci-
lo a ricomporla, a guidarla in un sicuro por-
e
usurpatore
e
nato, onorevole ‘Tittoni, e al R. Commissario senalore Cremonesi. Preslano servizio d'ordine i moschetLieri di Mussolini nelle nere uniformi, i valletti comunali e i vigili. &ono anche presenti il ministro e il soltoseretlario della Pubblira Nstnuzione: sena-
trovata battuta dalla tempesta,
non atto ad ispirare la fiducia delle Potenze erchè non raccogliente e contenente la voontà e la potestà del Popolo italiano. "L'esi e lamento, che si rinnovano ancora dopo le elezioni ‘per asserire il vizio del consenso come ‘già prima il vizio della forza. Sono
|
diolassetternila
si leva | appena
dalla ifonma oscura, diventa guidatore di po- | grappano disperatamente ai ruderî, chal poli. Nessuno, a mia memoria, accolsa così | tengono vivo il nome, polchèò il nome dil Vostro. indomi-
dell'animo con quale
_ ROMA, 22 - |Rava, Lunciani, Cippico, Biscaretti, ‘De Gu- |pnese e dalla grandezza conferimento della |pis, Perna presidente del (Consiglio di Sta- | +< Non so rammentarvi
cittadinanza onoraria della capitale al Presidente del Consiglio S. E. Benito Mussolini
a l*ugmstll,
É Governo
i
suo;ftrl
che è _cnlp1lo dal
|-]
| ]
i
'
;
ro, dovranmo obbedire è obbediranno. 1) gli in questo avversari? Non è inùulile, AIE forse, Po
i |
;
a]
i
amici del Governo, primi. queste parole. Gli Più che applaudire, i fascisti, per p£u-tu {U
À B
j i Ì
postol!
piàudire
possa
chinnoa
chalianio
,
al suo
ognuno
no. É lulli al lavoro:
|
|
La critica non può diroi per quali dotl' ssgrete o per quale disegno d'una intel=! ligenza suprema un piooolao popolo di contadini e di pastori potàè, grado grado,
La
L
-
il
a
del
Campidoglio,
Cremonesi,
I|
popolo
il Duca del Maro
aoclamante.
Alla
sua
destra
è
il generalissimo
ed I| sottosaegretario alla Prosidenza
on. Acerbo,
Diaz;
alla
sua sinistra
sono
UF at. Fratelli
D'Amico),
crmfl;flti
rispon ponde.
sfilata
in
termina il senatore
glu\'m'nu
dl’on. Mussolini si
svolge
perfetto
alle 12.20. Subilo Iàopo
lini, ossequiato
e applaudito
e dalla folla che.sìi
col
.
ai
lulo! salulo!
ordi
l’on. ì\(}îîl.*'?soî‘
dalla
assiepa dietro
llusetu il Campidoglio.
alalà,
MI
autorilà
i cordoni.
SA
Ù