Contributo L 100
IL MODICO BOLLETTINO INTERNO A CURA DEI LAVORATORI DELL'AUTOBIANCHI Marzo 1982 - Stampa: Cooperativa Editoriale "NUOVA BRIANZA" - Tel. 0362/924353
Il Consiglio di fabbrica non deve rinunciare alle sue funzioni Contestualmente all'operazione prepensionamenti e "dimissioni incentivate" che ha già ridotto drasticamente gli occupati all' Autobianchi, con la stessa "scientificità" e logica politico-industriale che ha recato guasti irreparabili ai livelli occupazionali di Torino, la Fiat prosegue nel suo disegno ristrutturativo dello stabilimento di Desio. L'attuale assetto tecnologico (preceduto da significativi interventi organizzativi, Gemap Cap) regolato dall'introduzione del "General system" ha già consentito con un utilizzo repressivo della crisi dell'auto, un notevole recupero di produttività come dimostra la lettura dei dati del
La riunione del Consiglio del 24/2/1982 ha approvato la costituzione del Comitato di redazione del nostro giornale di fabbrica. L'importanza di uno strumento quale "Il Periodico" è stata sottolineata da tutti gli interventi.... La presenza al suo interno, di delegati lavoratori distribuiti equamente tra i diversi turni e le diverse aree dello stabilimento, deve rappresentare una garanzia, nei due sensi, di una proficua circolazione delle idee delle esperienze. "Il Periodico" è uno strumento in più per conoscere, discutere, rendersi consapevoli delle situazioni in cui viviamo. È uno strumento di tutti e può vivere soltanto se tutti ci impegnamo a sostenerlo, diffonderlo, costruirlo. La Redazione è così composta: Benito Bergamin, Alberto Bonfanti, Alessandro Brini, Salvatore Castiglia, Gianni Colombo, Giovanni Garancini, Giuseppe Isella, Bruna Mantegazza, Antonio Santambrogio.
SOMMARIO pag. 2: Come è stata discussa la bozza di piattaforma contrattuale, di Benito Bergamin Crollano le montature della Direzione dell'Autobianchi, a cura di Gianni Colombo
pag. 3: Fabbrica e tossicodipendenza, di Giovanni Garancini e Domenico Genovese
pag. 4: Rubrica previdenziale, a cura di Renzo Di Bernardo ll vero problema ambientale in lastroferratura, di Alessandro Brini "La riverisco signor dottore", di Alberto Bon fanti
rapporto tra produzione ed occupati. Il progredire delle innovazioni tecnologiche rende sempre più flessibile la capacità produttiva degli impianti (linea Panda) con un aumento delle parcellizzazioni che respinge ogni ipotesi sindacale di arricchimento delle fasi di lavoro. L'introduzione dell'automazione su importanti spezzoni dei cicli di lavorazioni (verniciatura, crjla-gard) sono anticipazioni di robotizzazione sempre più certa con il risultato di espellere ulteriore mano d'opera dalla fabbrica. Questo processo di interventi sugli impianti e sull'organizzazione del lavoro in termini neo-tayloristici prevede anche un incremento di produttività da "strappare" alla forza lavoro con un suo uso sempre più elastico (mobilità, aumento carichi di lavoro, revisione dei tempi), attraverso la messa in discussione degli accordi sindacali che regolano i rapporti su questa materia. I risultati di questa prima fase sono disastrosi per il guasto sociale recato ai livelli occupazionali ed ai rapporti politico sindacali in fabbrica. Acuendo la repressione ed instaurando un clima "da anni 50" la direzione con "la frusta della crisi" ha espulso dalla fabbrica il 12% degli occupati nel 1980 e riuscendo a mantenere e ad aumentare la produzione. Infatti nel 1980 i dipendenti erano 4983 (30/6) e il massimo di produzione giornaliera fu di 696 vetture prodotte. Con il programma mensile di marzo si è raggiunta la produzione giornaliera di 706 vetture con un totale di 4435 dipendenti. Pur considerando l'espulsione di alcune lavorazioni (cavi A112, particolari di lastratura), il riequilibrio del mix produttivo sulle linee di montaggio e la soppressione di alcune lavorazioni (levigatura), l'incremento di produttività è notevole e da solo da il senso dell'obiettivo del progetto complessivo di ristrutturazione: procedere nel!' ammodernamento tecnologico per diminuire gli organici e mantenere la stessa produzione. Pur non essendo luddisti noi siamo contrari ad un processo di cui ci sfugge il controllo ed ogni singola verifica sulle conseguenze che ne derivano in termini occupazionali e di condizioni di lavoro. Già durante lo scontro con la Fiat per la "vertenza crjla-gard" avevamo organizzato l'opposizione in termini di lotta a progetti unilaterali. La vicenda assunse un significato emblematico per i contenuti e per il contesto politico sindacale di gruppo in cui si collocava e rimane un esempio di significativo valore per un Consiglio di fabbrica che non deve rinunciare alle sue funzioni. Antonio Santambrogio
Dibattito sul contratto Con le assemblee generali e di reparto si è conclusa nella nostra fabbrica la consultazione sulla bozza contrattuale. Una discussione partecipata e a tratti vivace che si è conclusa con l'approvazione (da parte della grande maggioranza dei lavoratori) della piattaforma, e l'approvazione di alcuni emendamenti, in parte presentati dal Cdf e in parte da singoli lavoratori nelle assemblee. Chiusa questa fase è però importante che la discussione continui per elevare il livello di coscienza e convinzione e attrezzarci quindi allo scontro che si presenta difficile. Con questo articolo-intervista non intendiamo fare nè un'inchiesta nè un'indagine campione ma unicamente utilizzare anche lo strumento del giornale di fabbrica per continuare a tenere viva l'attenzione e la discussione. Iniziamo con Agostino Gianotti, anni 24, da 3 al!' Autobianchi.
Parliamo della richiesta di riduzione dell'orario di lavoro. In questa stagione contrattuale il Sindacato apre la strada all'obiettivo delle 35 ore settimanali. I motivi per cui il Sindacato ha deciso di abbattere la barriera delle 40 ore sono: tentare di dare una risposta alla crescente disoccupazione; intervenire nel rapporto vita-lavoro per migliorare la qualità della vita, tu cosa ne pensi? Certo, secondo me la richiesta di riduzione dell'orario di lavoro settimanale è uno dei punti principali del nuovo contratto. Credo che debba servire come strumento per combattere la disoccupazione crescente e il ricorso massiccio alla Cig, che tuttora grava su (segue a pag. 4)
RISTRUTTURAZIONE IN FABBRICA: SEGRETO INDUSTRIALE? Lavoratori: giugno 1980 n. 4983 - Produzione: 698 vetture Lavoratori: marzo 1982 n. 4435 - Produzione: 706 vetture Le ristrutturazioni tecnologiche che stanno investendo le moderne civiltà industriali non sempre avvengono con la dovuta conoscenza, controllo e contrattazione da parte dei lavoratori. In questi giorni abbiamo chiesto alla direzione di stabilimento i dati che consentano una lettura obiettiva di tutto ciò che sta avvenendo all'interno dello stabilimento. La risposta è stata un secco rifiuto a fornire le dettagliate informazioni che riteniamo necessarie per meglio comprendere il quadro entro cui procede il processo di ristrutturazione in atto. Questo rifiuto è la prova evidente che le osservazioni avanzate dal Consiglio di fabbrica, sui motivi che hanno consentito un notevole aumento di produttività colgono nel segno e cioè questo aumento è stato ottenuto non solo con ammodernamenti tecnologici ma anche con un intervento generalizzato sull'uso della forza lavoro. Procederemo da soli all'esame approfondito di ogni situazione di reparto e di ufficio in relazione ad ogni singolo aspetto dell'organizzazione del lavoro, produttività e professionalità. E ciò non solo in termini conoscitivi ma per elaborare una nostra piattaforma di intervento e di controllo, per bloccare il procedere unilaterale di questo processo. Il giornale si assume il compito di fornire ai lavoratori la completa informazione che consenta loro di essere coinvolti e partecipi in questa battaglia che decide il loro futuro. I primi dati che forniamo sono relativi al rapporto tra organici e produzione e consentono delle prime valutazioni.
30/6/80
13/2/81
Marzo 1982
3859 125 451 706
Operai Ms Impiegati
4377 102 504
4246 101 497
Produzione
698
696
136 862 780 393 1259 56
139 820 757 373 1209 56
869
865
Officine Presse Lastratura Verniciatura Selleria Montaggio Coli. funz. Indiretti (extra fabb).
Dati non forniti dalla direzione
a cura del Comitato di redazione
Nel prossimo numero inizieremo l'analisi dettagliata dei dati scorporati per ogni singola situazione