febbraio 1970
SEZIONE SINDACALE AZIENDALE FIOM - CGIL - AUTOBIANCHI
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febbraio 1970
La conquista del contratto è una battaglia vinta ma la lotta continua. I padroni restano, hanno perso una fetta di potere ma già lavorano per riguadagnarla. L'ondata di repressione in atto è un loro disegno concertato coi loro amici annidati nei gangli
11 1969 Si è chiuso con la vittoria contrattuale nel settore metalmeccanico di alcuni punti fondamentali a salvaguardia economica e sociale dei diritti dei lavoratori, questo grazie non alla buona volontà dei gruppi capitalistici, ma alla tenace volontà di tutti i lavoratori ed alla forma organizzativa del nostro Sindacato. segue in 3*
vitali dell'apparato statale, della Economia, della politica, del Diritto, dell'Insegnamento, della Stampa, della RAI-TV.
L'obiettivo è di ricacciare indietro il movimento, affossare le riforme, ricostruire i margini di profitto persi, mantenere all'Italia il ruolo di supporto dell'imperialismo americano e delle sue guerre di rapina ( vedi VIETNAM ).
I grandi padroni portano i miliardi in Svizzera, nel '69 circa il 132 per cento rispetto ai capitali esportati nel '68, Felice Riva sverna tranquillo nel Libano dopo aver messo sul lastrico 8.000 lavoratori tessili, I' industriale sparatore, Sindaco DC di Vanzago è libero mentre sono stati denuncíati i lavoratori da lui presi a fucilate e sono stati condannati a 1 ,anno di pena i 4 operai meccanici milanesi rei di aver partecipato alla manifestazione contro la RAI-TV e la FIAT.
I ricchi contestano le aliquote di « tassa » famiglia fissate dai comuni (e non pagano ! ) ; i lavoratori a fine mese hanno taglieggiato una parte dei miglioramenti contrattuali dalla « Ricchezza Mobile » e dalla « Complementare » senza possibilità di appello, perchè lo Stato affida ai padroni privati, l'esazione ( e la manipolazione) dei loro quattrini.
Pirelli e Agnelli — potenze super-nazionali hanno alzato di imperio il prezzo dei pneumatici delle auto, l'Alfa Romeo « azienda pubblica » li ha seguiti a ruota, è aumentato l'acciaio e tutto il materiale di costruzione edile. Pesenti vende il cemento a borsa nera » e quindi salirà ancora il prezzo della casa ; rincarano gli elettrodomestici e la Ignis viene assorbita dalla Philips monopolio internazionale del settore, la E. Marelli si fonde con Westinghouse e così via. Intanto segue in 2'
la polizia, specie a Milano, viene scatenata contro gli studenti e i cittadini che chiedono la fine della repressione, il ritiro delle denunce per manifestazioni sindacali e politiche, piena libertà di espressione e di manifestazione.
Il Governo che riconosce esistere 8396 denurce nell'ultimo quadrimestre del 1969 si trincera dietro la Magistratura e la Polizia mentre si sa che molte denunce sono partite dai Pubblici Ministeri « Lunga mano del Potere » esecutivo e che la Polizia non è nè autonoma e nè indipendente dal Ministero degli Interri e dal Governo.
Dai conciliaboli dei 4 partiti del « centro sinistra » arrivano solo parole incomprensibili ai più, come là crisi al buio, e le « elezioni anticipate », il « monocolore prolungato », mentre si ventila il nuovo aumento del 20 per cento delle tariffe elettriche, resta bloccata la vertenza dei medici che colpisce i lavoratori ammalati, si fa muro contro i tranvieri che chiedono il rinnovo del contratto scaduto da 10 mesi e una nuova po itica dei trasporti, non c'è risposta alla domanda di riforme posta dal grandioso sciopero generale, nazionale del 19 Novembre '69 sulla casa, la pressione fiscale, la Sanità, la piena occup' Tio,ie.
Le Direzioni aziendali, pure con cautela cercano già di ridimensionare o eludere le conquiste contrattuali coi tentativi di assorbire certi miglioramenti aziendali, di ridurre le pause dei turnisti, e gli organici, di intensificare i ritmi, di prolungare l'orario di lavoro e gli « straordinari », di impedire che si esercitino i nuovi diritti di assemblea, di rinviare le modifiche ambientali a salvaguardia della salute dei lavoratori.
-- Il nuovo contratto ha certamente sconvolto una parte dei dise-
gni padronali. L'ondata repressiva in fabbrica potrebbe rincrudirsi più avanti, nella fase di applicazione dei piani di ristrutturazione aziendali, settoriali, nazionali e internazionali? Non possiamo stare a guardare o attendere gli eventi per difenderci dagli attacchi quando arriveranno, come avvenne nel 1964-65.
Dobbiamo rintuzzare subito colpo su colpo in azienda, come hanno già fatto i lavoratori di molte aziende metalmeccaniche milanesi, dalla Sit-Siemens alla E. Marelli, dalla Breda Siderurgica alla Alfa Romeo, alla Face, alla Innocenti ecc.... i quali, respingendo gli atti unilaterali delle direzioni, nelle assemblee e durante gli scioperi hanno chiesto la ripresa della lotta contro le repressioni, per le riforme, per la
applicazione del contratto e per un nuovo indirizzo di politica economica.
Da questi problemi e da questa spinta operaia deve partire il dibattito sulla politica unitaria e sulla costruzione del Sindacato unico, del sindacato capace di far politica per difendere tutto l'arco degli interessi sociali della classe operaia ; capace di trasformare il consenso di migliaia di lavoratori, il sindacato in partecipazione attiva, creativa, alla elabora: zione, alle scelte e aprirà un dialogo costruttivo con tutte le forze politiche che si ispirano agli ideali e agli interessi della classe operaia e di costruire alleanza con tutti i ceti laboriosi della popolazione che si battono per il rinnovamento della società italiana.
Il sindacato è l'organizzazione dei lavoratori iscritti, che si batte per difendere gli interessi dei lavoratori.
Il sindacato è sostenuto dgli organizzati tramite il contributo attraverso l'scrizioae, che ognuno di essi versa.
Che cosa ha fatto finora il Sindacato?
Guardando indietro nel tempo possiamo constatare con soddisfazione il percorso che è stato fatto. Dall'inizio in cui non vi era una vera e propria difesa del lavoro ed il lavoratore era considerato uno strumento, senza una limitazione nell'orario del lavoro, senza una tutela per le donne ed i fanciulli, senza una tutela per tutti gli altri diritti sociali ed economici del lavoratore, il Sindacato lentamente ma decisamente ha rivendicato tutte queste ingiustizie, grazie anche a quegli uomini che hanno creduto nel sindacato e lo hanno costantemen-
te sostenuto e difeso anche a costo della propria vita (vediamo i fatti di Avola, Genova, Milano, Battipaglia).
Ma il compito del Sindacato non si arresta qui, esso continua nella propria opera; ci sono e ci saranno altre mete da raggiungere, altri interessi da difendere (bloccare :'esportazione dei capitali all'estero, riforma sanitaria, una piena occupazione nelle fabbriche, una nuova politica per la casa, una nuova struttura democratica « uomo-lavoro »). Il Sindacato non si adagia sulle vittorie conseguite, ma è costantemente attivo e pronto a combattere ogni ingiustizia, sempre sostenuto dai lavoratori, dai quali ne accetta i consigli e le critiche, per poter migliorare sempre di più il proprio Compito, non sempre facile.
Ecco perchè ogni lavoratore deve sentire il dovere di essere iscritto al Sindacato, ecco perchè ogni lavoratore deve capire che il rafforzamento del sindacato serve a consolidare e conquistare nuove e migliori posizioni nella fabbrica e nella società per tutti i lavoratori.
B. P.Il vecchio al giovane: — Puoi leggermi cosa c'è scritto sulla lapide che io ci vedo poco? QUI
L'amico Mariani Franco della FIM-CISL lascia la Commissione Interna dopo due anni di valido contributo.
Vadano gli auguri e il ringraziamento di tutti i lavoratori della SAS e dei membri di C. I. della FIOM-CGIL.
Il benvenuto vada al suo sostituto Ferraccioli.
In questa lettera voglio spiegare a Lei signor Direttore, e spero che questa copia di giornalino Le capiti sott'occhio e la legga attentamente.
Da un po' di tempo mi sto domandando se per potere parlare con Lei bisogna fare delle lunghissime prassi che poi sfumano. Io non so se è Lei che non ci vuole ricevere, o sono i dirigenti che non vogliono - farci arrivare, per paura delle grosse magagne che salterebbero fuori.
Prima cosa per poter arrivare a Lei, bisogna chiedere il permesso al capo squadra, da questo al capo officina, al capo reparto ecc. ecc.
Insomma, per arrivare a Lei, sembra di tornare nel Medio Evo, dove i sudditi, per vedere il Re dovevano scalare il castello con corde e scale.
— Oh! poveretto, e pensare che faceva lo STRAORDINARIO per vivere meglio.
Finalmente il contratto l'han firmato, abbiam battuto due a zero il padronato. Dei profitti, dei diritti, per noi una fetta, ripetendo la disfida di Barletta. Autunno caldo, nonchè rovente, metalmeccanici, tutta la gente autunno caldo han dichiarato, ma di contratto non s'è parlato. E fu così che ci trovammo in pieno inverno 'tanto caldo come l'inferno. Il padronato prepotente, la Confin dustria intransigente, han trovato i sindacati tutti uniti e preparati. Siamo andati a contrattare: con proposte d'accettare: abbiam chiesto poche ferie, più salario la riduzione dell'orario, assemblea e libertà nell'officina una parte ancor piccina che si chiama dignità. Ma il padrone assai commosso... Mi spellate fino all'osso!! Lacrimando il coccodrillo Mi lasciate più uno spillo!! E' una sfida all'ammazzone va in rovina la Nazione!
E così s'è dichiarato lotta aperta al padronato. Per quattro mesi di battaglia sempre no a sta gentaglia che la colpa a quanto pare è soltanto lavorare. Quattro mesi senza sosta perchè in palio c'è una posta: con la busta decurtata con la moglie un po' arrabbiata, le cambiali a rimandare sulla piazza a protestare, con lo sciopero a sorpresa per non dir articolato, ma il padrone se l'è presa alla fine ha poi firmato. Stai attento Costa, stai attento padrone questa è soltanto la prima lezione. Vogliam lavorare, lavorare vogliamo ma devi trattarci più da cristiano abbiamo lottato di giorno e di sera per noi il contratto non era chimera. Esultiamo amici, fratelli e compagni a chi ci ha guidati battiamo le mani, esultiam tutt'insieme, esultiam tutti quanti ancora una volta gardiam più avanti.
Signor Direttore, io, a nome di tutti gli operai, Le chiederei di farsi vedere ogni tanto all'interno della fabbrica, per prendere contatto diretto con gli operai, chiedendo cose inerenti alla lavorazione che l'interessato svolge. Voi volete la nostra collaborazione e noi ve la diamo, pur che Voi siate ragionevoli noi nostri confronti. Perchè signor Direttore, con certi capi squadra e capi reparto non si può più ragionare né lavorare. Ecco perchè mi rivolgo a Lei per richiamare un po' questi signori che, oltre a prendersela con gli gli operai, se la prendono anche con gli utensili e telefoni, spaccandone in quantità (4 telefoni in 6 giorni). Cose che gli. operai pagano.
Con loro, signor Direttore, che provvedimenti prenderebbe?...
Questa risposta la lascio a Lei, sperando che esamini questa situazione. Situazione •che per noi risulta vandalismo alla Ditta.
Lunedì 19 gennaio si è svolto, a Torino, il coordinamento unitario FIOM-FIM-UILM delle aziende italiane del gruppo FIAT.
L'argomento della discussione era l'applicazione contrattuale dell'orario di 42 ore settimanali e la ripartizione giornaliera.
Dopo un dibattito molto serio, il risultato è stato unanime applicazione in tutte le aziende del gruppo l'orario di 42 ore settimanale (salvo casi di eccezionalità per motivi tecnici da discutere a livello provinciale).
Alla fine è stato dato mandato ai Sindacati in tal senso. Dalla discussione sono venute argomentazioni da parte di alcuni interventi veramente interessanti che hanno smontato le argomentazioni della Direzione FIAT che vuole ancora le 44 ore settimanali (ne cito uno per tutti, anche perchè dovrei dilungarmi troppo).
Diceva questo delegato, nessuna deroga sull'orario perchè la FIAT sapeva già che gli orari dovevano essere ridotti e non ci dica che a motivi tecnici o per mancanza di manodopera. E' proprio su questo ultimo punto che maggiormente non reggono le argomentazioni della FIAT. In Italia abbiamo varie migilaia di disoccupati che aspettano un posto di lavoro che noi, con la lotta per la riduzione di orario abbiamo creato.
Ecco perchè vogliamo la ridi:3ne effettiva dell'orario: perchè oltre ad essere un fatto sociale è anche un fatto umano, e qui
non hanno senso le accuse fatte ai Sindacati dalla FIAT e dai giornali borghesi, che noi vogliamo scavalcare i partiti politici o gli organi governativi: anzi, è al contrario, noi vogliamo spingere questi organismi a risolvere tutti quei problemi che sono sul tappeto nazionale. Con la riduzione oraria abbiamo dato il nostro contributo per risolvere il problema della piaga della disoccupazione e dell'emigrazione; perciò i partiti politici raccolgano la volontà delle masse ed incomincino a risolvere i mali di questa nostra società.
Ritornando al coordinamento. noi, come Autobianchi, abbiamo portato il nostro contributo dicendo chiaramente che siamo intenzionati a far rispettare l'orario contrattuale settimanale.
In quanto alla ripartizione giornaliera dell'orario, la decisione di tutto il gruppo FIAT è orientato in questo modo:
Turno centrale: da lunedì a venerdì: ore 42.
I Turno e II Turno: 3 settimane a 40 ore - 1 settimana a 48 ore.
III Turno: il problema orario verrà affrontato a livello provinciale.
I giorni 20 - 22 - 23 ci sono stati incontri tra i Sindacati e la Direzione FIAT per l'orario, ma fino al momento id uscita di uesto giornalino, le disposizioni sono sempre le stesso: noi 42 ore, la FIA T 44 ore.
Santelli
Caro Giornalino, sono un operaio di una linea del reparto nord. Ti scrivo per far sì che tramite tuo si faccia sapere ai lavoratori cose che altrimenti non saprei come comunicare. Esempio: ti sembra giusto, caro giornalino, che tutte le volte che la linea rimane ferma per motivi tecnici, il nostro bene amato ca-
po squadra dia disposi7inne al suo tirapiedi operatore, aNi nche senza farsi vedere, ma non da unti, aumenta la velocità alla catena? Così facendo ci fa sgobbare come matti: per recuperare il tempo perso.
Poi quando un operaio sbaglia un lavoro viene rimproverato come se avesse sbagliato per negligenza e non perché ha dovuto farsi in quattro per stare al ritmo
« Questo è mio nipote Gegè:.. se non potete insegnargli un mestiere vi sostituirà come capofficina
indiavolato della linea; e se un operaio, per sua disgrazia, deve andare per i suoi bisogni fisiologici, deve aspettare che l'operatore sia disposto a mandarlo. In più deve subire frasi che non si dovrebbero rivolgere nemmeno alle bestie.
Deve subire frasi da far arrossire uno scaricatore di porto.
Questa è la democrazia attuata nel nostro reparto. Io dico che non dobbiamo più subire tutto ciò!
Questi signori sappiano che anche noi siamo degli esseri umani, con una personalità; Pertanto vogliamo essere trattati come uomini, non come macchine.
Scusa lo sfogo da persona che non ha mai mancato di fare il proprio dovere e chiede, a nome di tutti, come spetta a qualsitr;i essere umano.
Ciao.
Tuo Fedelissimo