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Bollettino d'informazione delle sezioni sindacali della"LESA"
RELAZIONE
Convegno organizzativo di Robbiate
Giovedì 19 marzo a Robbiate si è svolto il CONVEGNO ORGANIZZATIVO degli iscritti FIOM-CGIL Lesa di Milano. Questo convegno è scaturito dalla necessità di una presenza organizzativa più efficace, capace di affrontare in forma organica i problemi che alla Lesa si hanno da risolvere. Detta forza organizzativa è la premessa essenziale pera soluzione di problemi sia aziendali che generali. I problemi da trattare vanno dal premio di produzione, che ora è insignificante, alla ricchezza mobile, che grava in notevole misura sullo. stipendio, sino ad arrivare alla 14° mensilità (che in parte viene già data ai capi reparti e a molti prima categoria sotto il nome di premio di fedeltà che solitamente viene trasfuso a Natale) sino al problema della casa che in media incide per il 30% sullo stipendio o il problema del carovita.
Questo convegno è stato reclamato in occasione dell'assemblea di iscritti alla FIOM-CGIL tenutasi 19 febbraio ore 18 nel locale mensa con la presenza del rappresentante Sindacale della Lega di zona.
DELEGATI DI REPARTO
Abbiamo già accennato nelle precedente edizioni di questo giornalino che anche alla LESA verranno prossimamente eletti i delegati di reparto.
Con questa edizione speciale ci prefiggiamo due scopi:
1° Pubblicare la relazione conclusiva sul convegno organizzativa degli iscritti alla FIOM-CGIL della LESA di Milano svoltosi a ROBBIATE il 19 Marzo 1970 durante il quale si è stabilito un programma
— Ore 9, alla cooperativa familiare di Robbiate (poco distante dalla tenuta del nostro presidente Cav. Meoni Nello).
Ordine del giorno:
analisi e risultati dell'azione
Sindacale alla Lesa
situazione Politico Sindacale generale nel Paese
analisi ed impegni per il coordinamento con gli altri stabilimenti Lesa per la elezione dei delegati di reparto e de; delegati sindacali
per costruire un organismo sindacale interno efficiente che ci permetterà di affrontare i problemi aziendali.
2° illustrare ai lavoratori della LESA quali sono le strutture organizzative del sindacato per meglio capire le funzioni ed i c ompiti dei delegati di reparto, linea, piano o ufficio e per poter meglio eleggere coloro che a giudizio dei lavoratori sono i più qualificati.
d) elezione degli organismi dirigenti della sezione sindacale aziendale.
La nuova esperienza sindacale alla Lesa — ha detto in sintesi aprendo il convegno il membro di C.I. impiegati illustrando i progressi sindacali all'interno dell'azienda — è iniziata all'incirca un anno fa, dopo molti anni di "sonno portoghese" con i preparativi per costituire un organismo interno il pii?• ampio e rappresentativo possibile.
Abbiamo INIZIATO con l'elezione dei membri di C.I. che a consultazioni ultimate il quadro risegue in 2'
Dalla prima
sultava formato da cinque membri, tre dei quali giovani che sino al momento attuale hanno dato prova di sufficiente impegno speLte durante le lotte d'autunno allineando finalmente anche la Lesa di Milano sul fronte contrattuale pagando così il proprio onere. Sino a questo momento siamo stati .,:,stretti a svolgere una politica di "Pan Ci", cioè tutto o gran parte del potere decisionale accentrato in questo organismo.
Ben presto però sono emersi i limiti e le contratlizioni, quindi siamo qui riuniti per trovare il metodo per far partecipare alla gestione delle direttive Politico Sindacale il maggior numero di persone possibili. Il nostro obiettivo organizzativo sono i delegati di reparto che insieme alla Sezione Sindacale Aziendale e C.I. formeranno il consiglio di fabbrica dopo di ciesi può partire per qualsiasi rivendicazione aziendale e non, sicuri di poterla condurre verso ohiettivi fissati da tutti quanti assieme.
Il 1970 è l'anno delle riforme. Ha così iniziato la sua relazione il rappresentate Sindacale della lega di zona presente al convegno. — Dopo la conclusione vittoriosa della battaglia contrattuale, i metalmeccanici, e prif in generale la classe operaia, dovranno far fronte alla controffensiva economica e politica del padronato. All'ondata di lotta del 1962-63, seguì la deflazione e la rapida involuzione del centro sinistra. Al maggio francese è seguita la svalutazione del franco e la vittoria di Pompidou. Anche in Italia il padronato cercherà di rimarginare le proprie ferite, di recuperare in termini economici e politici quanto è stato costretto a cedere alla classe operaia. In genere si pensa a tutto cio quando si pone il problema politico delle lotte contrattuali.
A me pare che il primo degli sbocchi sia la continuazizone della lotta nelle fabbriche, che presuppone il consolidamento e l'estensione dei nuovi organismi unitari di base che si sono costruiti nei luoghi di produzione nel corso delle lotte contrattuali. Il fatto politico più rilevante è dato dalle nuove forme di organizzazione della classe operaia nelle fabbriche: è questo risultato non scritto, non contrattato, ma fondamentale dello scorso autunno.
Consolidare gli organismi nuovi in cui si è espressa l'autorganizzazione operaia (dalle assemblee ai delegati) pone tuttavia la esigenza di identificare i nuovi obiettivi di lotta dentro e fuori della fabbrica. Il contrattacco del sistema gíà si delinea chiaro su due punti: intensificazione del lavoro per un verso, riassorbimento degli aumenti salariali attraverso il meccanismo dei prezzi, per l'altro.
Ciò si aggiunge una manovra deflazionistica più o meno spinta, tendendo insieme a contenere i consumi o a creare nuovi margini di disoccupazione. E' questo il contenuto economico di una svolta moderata a livello di governo che Costa e il Socialdemocratici reclamano con insistenza. In questo quadro cresce enormemente la responsabilità politica sindacale dei sindacati. La distinzione tra il sinhcato che si occupa delle lotte economiche e i partiti che gestiscono le scelte politiche non ha oggi altro significato che quello di una scelta strumentale e conservatrice. Il problema vero è quello di impedire il riflusso del movimento che sarebbe fatale, se nel prossimo futuro si dovesse verificare una caduta delle nuove forme di organizzazione operaia nelle fabbriche, della combattività e della unità di base che hanno contratlistinto le ultime lotte.
Quindi anche la Lesa bisogna consolidare la coscienza di classe scaturita dalle lotte d'autunno è ampliare gli strumenti di autodeterminazione nella più capillare organizzazione.
Dopo questa analisi si è passati alla elezione dei rappresentanti della sezione sindacale aziendale fatto ciò si è maturata la necessità di formare un comitato di coordinamento con gli altri stabilimenti Lesa, cioè uno o più rappresentanti dei direttivi per ogni stabilimento che si troveranno in sede opportuna per coordinare le decisioni prese in ogni singolo stabilimento. Il rappresentante è stato eletto.
Per il problema del metodo dí elezione è stato deciso: un lavoro di sensibilizzazione, (giornalino in edizione straordinaria e almeno un paio di volantini) si indichi a breve scadenza un'assemblea, con temi ben precisi: scioperi per 1e riforme — elezioni dei delegati. Quest'ultime saranno svolte in questo modo: si distri-
buirà durante l'assemblea le schede in bianco. Preventivamente la C.I. e Sezione Sindacale avranno sondato presso i vari gruppi omogenei di lavoro, o piano, o reparto gli elementi preferenziali e l'indicherà su dei tabelloni esposti in bacheca. Così al momento del voto ogni dipendente in base all'ufficio saprà quale collega è stato "preferenziato" dai già esistenti organismi direttivi sindacali. Detto ciò non si è obbligati nel voto ma si può sciegliere qualche altro collega, a patto che esso sia d'accordo nell'accettare il futuro incarico.
In caso che qualche reparto o ufficio rimanesse scoperto, per la mancanza del delegato, sarà compito della sezione sindacale aziendale e C.I. di sensibilizzare la questione sino al raggiungimento dello scopo. In questa assemblea si fisserà la data per la riunione del consiglio di fabbrica che deciderà sul da farsi.
E' stato inoltre ribadito che il giornalino di fabbrica unitario "IL POTENZIOMETRO" sarà mensile e si userà come piattaforma di dibattito senza censura e pregiudizi, cioè chiunque scriva alla redazione avrà diritto di vedersi pubblicata la lettera e l'eventuale risposta.
I problemi emersi di carattere aziendale e cioè:
— Qualifiche — Aumenti Salariali - straordinari — Mensa — Premio di produzione — 14° mensilità — sabati festivi e sabati nelle ferie.
— Ce ne avanzava uno dalla toletta degli *icimini.Compiti del sindacato
Riportiamo uno schema che risulterà utile per una maggiore chiarificazione di come è strutturata
l'Organizzazione Sindacale in Italia, es: la C. G. I. L.
rapporto di lavoro.
Il collegamento della Commissione Interna con le maestranze, si realizza attraverso le "elezioni" che rappresentano un fatto di viva democrazia e attraverso l'assemblea, ma non vi è (e non può esservi) fra la Commissione e i lavoratori un rapporto di "organizzazione".
La C.I. quindi, agisce all'interno del luogo di produzione ed esercita una sua iniziativa (che si traduce anche in un suo proprio "potere contrattuale") per diretto mandato delle maestranze, verso le quali è soltanto tenuta a rendere conto del suo operato.
A differenza della S.S.A. (sezione sindacale aziendale), - non è quindi portatrice di posizizoni generali, nel rapporto fra il luogo di lavoro e la società, anche se le sue iniziative possono produrre effetti modificatori verso la società stessa.
SCOPO DEL SINDACATO
Scopo fondamentale del Sindacato è quelli di operare sempre per realizzare in modo reale le esigenze di tutela e gli obiettivi rivendicativi delle masse dei lavoratori.
Tale scopo si raggiunge attraverso un contatto permanente con i lavoratori che consenta l'elaborazione teorica di una giusta linea di politica sindacale, e la sua traduzione nell'azione pratica di ogni giorno.
Il contatto permanente con i lavoratori viene garantito dalle strutture organizzative che il sindacato stesso si costruisce.
LA COMMISSIONE INTERNA
Che cosa è la C.I.? Senza far ricorso alla storia, che pur sarebbe interessante, possiamo dire che la C.I. è un istituto di rappresentanza di tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti ai sindacati, di una determinata azienda. La vita e la attività della C.I. è regolata da un apposito accordo interconfederale, che stabilisce tra l'altro che la C.I. ha il compito di garantire la giusta attuazione degli accordi sindacali e il rispetto di tutte le
norme che regolano la vita interna dell'azienda, norme che dovrebbero essere concordate appunto tra la direzione di azienda e la C.I.
Anche questo, però, è un quadro abbastanza ideale. Noi sappiamo per esempio, che la C.I. per una serie di motivi, tra cui la manifesta debolezza del sindacato in alcuni momenti, ha assolto (e in certi casi assolve tutt'ora) anche a compiti di contrattazione che sono propri del sindacato. Del resto, il padronato, con la sua opposizione al riconoscimento del sindacato dentro l'azienda, ha favorito questa tendenza.
COMMISSIONE INTERNA E SEZIONE SINDACALE AZIENDALE
Per comprendere meglio tutte le implicazioni. anche di ordine pratico, che dobbiamo affrontare nel nostro lavoro, occorre aver chiare le differenze, che passano fra C.I. e S.S.A.
La Commissione Interna è un "Istituto" rappresentativo di tutti i lavoratori dell'azienda, che ha come già abbiamo detto, il compito principale di garantire, nella azienda, l'applicazione corretta degli accordi sindacali e delle leggi a disposizione che interessano il
L, S.S.A., quindi, contratta la condizione dei lavoratori secondo un suo disegno (che liberamente sceglie, nei congressi e nelle istanze dirigenti), della cui realizzazione è soprattutto responsabile verso i suoi aderenti, legati da vincoli organizzativi propri di una "associazione" che può escludere la responsabilità generalizzata verso tutta la classe.
Si può quindi affermare che, per la così profonda differenza istituzionale, la C.I. e la S.S.A. dovranno continuare ad esistere anche nella ipotesi dell'unità sindacale organica, perchè profondamente diversi sono i loro compiti nella azienda e nella società
FUNZIONI DELLA S.S.A. (SEZIONE SINDACALE AZIENDALE)
Chiarito in questo modo il rapporto che deve passare tra Sezione sindacale aziendale e C.I., dobbiamo fare uno sforzo per precisare meglio un'altra questione che ha creato notevole perplessità e che forse, è alla base del mancato dispiegarsi in pieno della Sezione sindacale in tutte le aziende: le funzioni alle quali essa deve assolvere.
In tutti questi anni, la costituzione delle Sezioni sindacali ha avuto notevoli successi. Ma non sempre un risultato positivo ha segnato l'inizio di un lavoro più qualificato ed è anche accaduto che un certo numero di SSA è sparito dopo qualche mese di grama esistenza.
Se ci collochiamo, invece, nei confronti della Sezione sindacale aziendale in modo giusto nel senso che la Sezione sindacale è qualcosa di permanente e deve avere tutti i poteri e tutte le caratteristiche del Sindacato vero e proprio, allora anche le prospettive del nostro lavoro ci si presentano più chiare. La SSA non può essere un semplice strumento decentrato, che serve unicamente a trasmettere o a popolarizzare la volontà del Sindacato provinciale o nazionale; non può essere nemmeno un semplice strumento tecnico per la conti attazione sindacale. Al contrario, i -i Sezione sindacale deve essere concepita come qualcosa di estre-Lamente vivo, come lo strumento più avanzato di elaborazione riyenclicativa e di direzione sindacak, strumento strettamente aderente alla realtà del luogo di lavo -o, e quindi, strumento capace di attuare un collegamento di tipo con nostri iscritti e con la massa dei avoratori non organizzati per sol,.‘,citare dai nostri iscritti e anche dai non organizzati una loro cos.cienza antagonista di fronte al ?adrone e alla politica che esso inette in atto nella fabbrica.
La Sezione sindacale è quindi uno strumento che vive di demòcrazia. Soltanto, se c'è democrazia può esistere la Sezione sindacale e vivendo la Sezione sindacai(' di democrazia, obbliga anche te istanze superiori ad osservare e a vivere di democrazia.
CAMPI D'AZIONE DELLA S.S.A. Vista in questo modo la Sezione sindacale aziendale, anche le materie, anche i problemi su cui essa può e deve intervenire non hanno limiti di storia, l'unico limite essendo quello dell'autocontrollo derivante da una precisa conoscenza della realtà in cui si deve operare e dalla sensibilità con cui si sente un problema maturo ed un Aro, invece, ancora acerbo. Obiettivo fondamentale della Sezione sindacale deve essere quello di realizzare risultati immediati in relazione alle disposizioni reali dei i,ivoratori della fabbrica e alle rea]; condizioni della fabbrica stessa.
Vedere, infatti, quanto tempo si lavora, come è distribuito questo tempo nella giornata e nella settimana, con che ritmo lavora lo operaio e l'impiegato, in quali condizioni ambientali, qual'è il compenso che riceve quell'operaio o quell'impiegato per quel lavora come è formata la sua busta paga,
come è composta, dal punto di vista delle qualifiche professionali, la maestranza di quella fabbrica, quali mutamenti intervengono nell'organizzazione del lavoro e chi fa le spese maggiori a seguito di questi mutamenti, sono i campi di cimento della sezione sindacale aziendale così come noi la concepiamo, così come vorremmo esistesse nella realtà delle nostre fabbriche.
E' da questo contesto che devono nascere le rivendicazioni concrete ed immediate; ed è in questo contesto che bisogna e che è possibile inserire traguardi più vasti.
Dobbiamo fare in modo che la fabbrica diventi il luogo in cui si creano le migliori condizioni per ottenere il migliore contratto nazionale; il luogo in cui riparte dal migliore cotratto nazionale verso nuove conquiste; il luogo in cui si studiano i modi di intervento anche per risolvere problemi interni che riguardano la condizione civile dei lavoratori; il luogo infine, in cui ci si interessa del potere di acquisto dei salari che vengono corrisposti per il nostro lavoro.
Certo, questo traguardo presuppone la, conoscenza delle linee generali del movimento, presuppone una capacità di adattare queste linee generali alla realtà del posto, di lavoro, presuppone una autonomia aziendale di elaborazionene e una chiara visione della unità di azione e, in prospettiva, anche dell'unità organica, presuppone infine, anche una visione chiara di come realizzgre la unità al nostro interno.
Questo discorso è giusto, ma per portario avanti occorrono persone capaci. Quindi facciamo uno sforzo per una maggiore qualificazione di un numero sempre più grande di lavoratori ed allora sarà più facile realizzzare la parola di ordine del sindacato: estendere la organizzazione.
Sbaglieremmo se ci ponessimo nella posizione di costruire l'organizzazione solo quando avessimo i quadri adatti. Bisogna rovesciare il discorso e fare ogni sforzo per far emergere i quadri dalla attività pratica per l'atuazione di programmi aziendali, di quaderni rivendicativi aziendali.
Il problema vero è quello della conquista di tutti i lavoratori di tutti gli attivisti ad una precisa volontà politica circa la necessità
dell'Azione sindacale e circa il suo ruolo nella strategia generale del movimento sindacale italiano.
La situazione che noi vogliamo creare nell'interno della fabbrica richiede necessariamente il passaggio di una parte di questi compagni alla Sezione sindacale, in qualità di Delegati di Reparto. Cio è anche necessario per mantenere, di conseguenza, una continuità all'interno delle nostre forze. Operando in questo modo, creiamo le condizioni per immettere nell'attività militante altri elementi i giovani in particolare, che nella responsabilità di aiuto a compagni più esperti possono meglio e più rapidamente formarsi al fuoco della pratica di ogni giorno.
I delegati di reparto, quindi, realizzando un contatto permamente con le maestranze, rivestono un'importanza fondamentale e decisiva e rappresentano gli strumenti essenziali all'interno della azienda e assicurano una effettiva partecipazione dei lavoratori e tutte le fasi dele lotte rivendicative.
Tutti i lavoratori dell'azienda a qualsiasi associazione politica, sindadcale o extrasindacale appartengano parteciperanno alla scelta di uno dei vari candidati. Sarà un intrecciarsi della volontà delle singole posizioni, presenti nei reparti della nostra fabbrica. Tutte insieme concorreranno a determinare dei delegati per la FIOM, per lala FIM. Così facendo, si affermerà l'operaio o l'impiegato, di ogni organizzazione, che avrà saputo, nelle esperienze di queste ultime lotte essere nei fatti alla testa e alla direizone delle lotte stesse. Non sarà nu voto scaturito da una generica fiducia, determinata da discipline di corrente o di partito. Sarà l'espressione unitaria di tutto il reparto, un risultato della "classe" così come si configura in quello spazio di fabbrica. I candidati non potranno affidarsi a reti o protezioni concordate fuori dai cancelli per il loro successo. Un modo per rompere anche mediazioni clientelistiche.