Alto Adige e Montecatini
Dopo la guerra 1914-18 l'Alto Adige divenne in breve una delle più fulgide gemme tra le Provincie italiane.
SEDE Questo giornale che è portavoce e disamina di problemi interni della Società o concernenti la nostra Società non entra in merito al lato politico di questa grande provincia, uatria menti di martiri e d'eroi
Prima pagina -- prima colonna -- è scritto: « Perchè i socialisti della Montecatini assistono impassibili a questo periodo di frenetica scalata ai poteri? ».
Per non passare da maldicenti « qualunque » sarebbe bene non fare affermazioni generiche in materia delicata. Nessuna « frenetica scalata ai poteri » c'è stata alla Montecatini in questo periodo, e se con queste poco felici parole intendi riferirti a quel naturale riassestamento dei quadri direttivi che la nuova situazione ha comportato dovresti sapere meglio di chiunque che questo riassestamento fatto dal Commissario in base a criteri di competenza ha contemplato, per queste ragioni di competenza, più di un uomo regolarmente iscritto al Patito Socialista.
Prima pagina — quarta colonna — è scritto: « L'Avv. Goretti precisa essere stato messo ad arte nella impossibilità di accettare ed i suoi amici lo confermano ».
L'affermazione è del tutto inesatta e sarebbe stato opportuno informarsi meglio prima di darla alla stampa.
L'Avv. Goretti aveva già avuto la regolare nomina a Capo del Personale dal Commissarin alla .,precpn79, 379 rie persone; solo le pretese da lui avanzate in materia di grado e di stipendio, pretese tutte sproporzionate al compito che gli veniva affidato, resero impossibile, per il rigido atteggiamento da lui assunto, la definizione dell'accordo. Non è vero che « ad un preparato si sia preferito un poi!-. tico ». Non è ancora dimostrato che in uno solo dei suoi atti Casalgrandi si sia palesato un « politico », ed in quanto alla preparazione dell'Avv. Goretti, che è d'altra parte per sue esplicite dichiarazioni altrettanto politico, i pareri non risultano unanimi.
Pagina due — colonna tre — è scritto: « Il C.L.N. di Sede ha creduto di sostituirsi a questo Ente (coordinatore centrale)... ». Non è esatto: il C.L.N. di Sede non ha creduto di sostituirsi, a niente e di costituirsi in niente. Tanto è vero che proprio dal C.L.N. di Sede è stato studiato e proposto il piano poi approvato del Convegno per la creazione dell'Ente Coorinatore nel piano della partecipazione alla gestione. Tu che hai seguito tutto il Convegno dovresti aver prestato orecchio non solo alle accuse più o meno vaghe, ma anche alle chiarificazioni e sopratutto alle conclusioni cui il Convegno è arrivato.
Pagina due — colonna quattro — si esprime il desiderio che le masse lavoratrici eleggano il loro rappresentante nella Commissione Aziendale di Epurazione. Tu hai certamente letto l'ord. 46 e sai che le Commissioni Aziendali sono nominate dagli Alleati su designazione delle Commissioni Provinciali. In queste condizioni me le saluti le libere elezioni?
Confido, caro Belloni, nella pubblicazione integrale di questa mia lettera di chiarimento e resto a tua disposizione per le ulteriori delucidazioni che ti potessero essere utili. Cordialmente.
Dott. Niso De Michelis
Note di Redazione
De Michelis vuol fare luce ma la fiamma è tremula e la sua candela disegna figure irreali nel buio dell'ambiente.
Non mette in luce, ad esempio, i Vice-Commissari Dr. Rollier del Partito d'Azione e Rag. Casalgrandi del P.C.I. e la loro metamorfosi.
Non spiega che il C.L.N. Aziendale ha rinunciato ad esclusive funzioni politiche e di controllo per assumere
Circoscritto il problema si precisa ancora che si vuole solo ricordare agli smemorati (ce ne sono tanti) quale grande apporto di civiltà la nostra Società ha svolto in questa provincia svegliandola dal millenario letargo di sede di ammalati che nell'aria aromata delle bellissime valli folte di abeti cercavano sollievo al lungo soffrire; di turisti che si cimentavano in ai dite cordate sulle aguzze guglie dolomitiche; della Corte imperiale di incarichi amministrativi (Dr. De Mihelis - P. d'A. - è diventato Segretario generale; Cervi P.I.C. è diventato ispettore; Ing. Recchioni - P.R.I. - ha lasciato gli approvvigionamenti per il controllo vendite, Baccalini - D.C.è passato all'alimentazione e solo Ba; cotti- P.S.I. - e Risotti - Liberale - hanno mantenuto i loro incarichi originali).
E questo non è tutto: si può aggiungere che il poeta Bepi (P.C.I.) ha lasciato la falegnameria per funzioni da maggiordomo all'Ufficio del Personale; e tante cose ancora... perfettamente tranquilli di non prestare il fianco a ritorsioni. capoverso secondo (prima pagina, iquarta colonna) dimostra - se non erriamo - una imperfetta conoscenza dei fatti.
Riportiamo - nella sua integritàuna lettera del 21 giugno 1945 dell'Avv. Goretti: « So che si dice che io abbia lasciato in asso voialtri, e che Voi realmente pensiate d'esser stati abbandonati da me.
« Desidero chiarire a Lei ed ai suoi compagni in qual modo io sia stato trattato. Comprenderete facilmente come sia stato difficile per me aver rapporti di lavoro con simili persone.
« La lista che comprendeva i tre Direttori Generali e il Segretario Generale, includeva anche me - fu a mezzogiorno autorizzata la diramazione integrale. Ma dopo mezzogiorno il Commissario escluse me, col pretesto che si diceva che io ero un ladro. Questo il primo affronto. Gli altri furono nominati senza di me.
« Qualunque persona di buon senso avrebbe sospeso ogni nomina: breve, e facile cosa l'indagine su quelle stupide diffamazioni senza fondamento. In poche ore la lista sarebbe stata varata tutta, senza offendere la mia persona.
« Di poi il Commissario mi chiamò per offrirmi il posto, cominciando con queste testuali parole: « Parliamoci chiaro: ci sono voci che l'accusano... »
L'offerta di lavoro è stato poi accompagnata da limitazioni che dimostravano chiaro che mi si inghiottiva come una medicina amara.
« A riprova maggiore, mi si è offerto il posto di vice-direttore, mentre Busnardo era Direttore Centrale, e uno stipendio che superava di poco quello che io do al mio chauffeur.
« Non ho mai potuto sapere chi erano gli autori della diffamazione; la Società non ha sentito il bisogno di smascherarli per conto suo e punirli - magari a mia insaputa.
« In questo modo essa è complice, nei miei riguardi, della diffamazione.
Per ciò me ne sono partito senza neanche chiedere una risposta.
« Mi si è detto che io avrei diretto l'alimentazione, ma che gli acquisti sarebbero stati fatti dagli approvvigionamenti, come a ricordarmi che non avrei potuto rubare.
« Non ho potuto non ricollegare insieme tutte queste cose e sentire una
Vienna che vi cerca-va uno svago quieto autunnale al suo tragico crepuscolo.
La Montecatini che aveva in programma lo sviluppo dei nuovi grandi stabilimenti da creare — concretizzando il nuovo processo Fauser — per l'ammoniaca sintetica, necessitava di cospicue foree idroelettrice per l'idrogeno ottenuto:per elettrolisi dell'acqua. S'iniziò allora un vastissimo programma tuttora in fase di perfezionamento, con la creazione di centrali per la produzione dell'energia idroelettrica e di stabilimenti che l'utilizzavano a breve distanza.
L'Alto Adige col $U0 crinale alpino sede di vasti ghiacciai e la spina dorsale dell'Adige che si lancia verso la pianura padana raccogliendo rivoli di acque dalle convalli con forti dislivel-
avversione profonda per simile gente. Quando si vuol sposare una donna, non le si dice: « Tu sei una prostituta ». Non è così?
« Come avrei potuto, con quel sospetto addosso, attuare il mio programma, che importava tante iniziative per l'istruzione più completa dei figli vostri, per la creazione di organi di produzione di vostra proprietà, di quel che vi occorre?
« Per due anni ho atteso di tornare con Voi, umili, z non per denaro o posto - come avete visto ora.
« Porterò sempre nel mio animo l'acuto dispiace li non aver potute 'nettare a rs?.4'34-p,' of.tte, le pce l; c risorse della mia ettività.
« Quando non ci ssranno diffamatori nè malvagi, se vi i ricorderete di me i chiamatemi in qualsiasi momento: è onori nè denaro per me. Porto on me la gioia che Voi avevate bene ompreso quanto è racchiuso di amoe nel mio cuore per quelli che da secoli trascinano penosamente la loro esistenza - di padre in figlio - fra privazioni ingiuste.
« La prego, dica tutto questa ai suoi compagni, tutti ugua.inente a me cari ».
Un commento guasterebbe e per quanto riguarda la valutazione dei personaggi in causa (Avv. Goretti e Rag. Casalgrandi) le dichiarazioni di De Michelis (in nome proprio e del C.L.N. Aziendale) sono troppo personali ed interessate per esser ritenute valide (è bastata una raccolta di firme fra il personale a dimostrare il ontrario).
Per le affermazioni del terzo capo versa basterebbe interpellare i C.L.N aziendali di fabbrica per arrivare considerazioni contrastanti.
Solo il non riuscito accentramento di poteri al C.L.N. aziendale di Sede ha consigliato l'ente coordinatore.
Non si è preceduta la richiesta, ma la si è subita come l'unica possibile via d'uscita dalla « zona morta » del caos provocato dall'indipendenza d'azione.
Per quanto riguarda il quarto capoverso, De Michelis vuoi giocare sullo spirito e sulla lettera delle disposizioni.
Il P.S.I.U.P. è democratico in tutte le sue espressioni e manifestazioni ed informa il C.L.N. Aziendale che quando un designato ad una Commissione d'epurazione viene rifiutato dagli Alleati per aver appartenuto al P.N.F. (Dr. Vitali) non si comanda a sostituirlo un socialista senza averlo prima interpellato e senza aver ottenuto l'approvazione del Partito al quale appartiene.
Lasciamo ai fascisti di infausta memoria certi sistemi e cerchiamo anche presso altri rappresentanti di Partiti la « mosca bianca » non tesserata al P.N.F.
Non sarà - per caso - una nostra prerogativa?! Ed ora, caro De Michelis, tiene diritta la tua candela e se non hai peccato lancia pure tutte le tue pietre. L. B.
li: offriva vaste possibilità industriali.
Sorse lo stabilimento di Sinigo — primo nel tempo — con a breve distanza la centrale di Marlengo, che molti di noi conosciamo essendo stata meta di gite sociali. Ubicata nella bella vallata di Merano in un gomito dell'Adige, spaziosa nell'installazione dei macchinari, ancora oggi ottima nella costruzione e nell' efficienza essendo stata creata secondo moderne concezioni in modo da precorrere i tempi anzichè seguirli.
Prima di Marlengo fu ampliata la piccola Centrale di Tell. Queste due centrali producono complessivamente circa 280 milioni di kWora annui.
La centrale di Mori sorse sull'Adige a lato del grandioso stabilimento dell'alluminio utilizzando un modesto salto dell'Adige, il quale tuttavia consente di produrre 110 milioni di kWora annui.
Dopo la crisi economica del 1929-30 (quando 11 famoso discorso di Pesaro e la quota 90 produssero gli effetti a tutti noti) vi fu una ripresa e la Montecatini creò la centrale di Premesa in Val Gardena. Modesta come costruzione, dotata anch'essa di macchinari moderni, allacciata con linee elettriche e telefoniche alle altri centrali del gruppo, data la sua ubicazione produce circa 50 milioni di kWora, che sono utilizzati nel quadro generale della Società perchè di energia costante. Con la creazione del grandioso stabilimento di alluminio di Bolzano (costruzione ivi determinata dalla possibilità di sfruttare energia a condizioni convenienti) fu decisa la costruzione di ulteriori centrali.
Primo fra questi bellissimi e moderni impianti quello di Ponte Gardena entrato in funzione nel 1938; centrale rivestita di marmi della consorella Marmi di Carrara. Potenza installata 75.000 kVA; produzione annua 240 milioni di kWora.
Nel 1940 entrò in funzione l'impianto di Bressanone, costruito per conto delle FF. SS. a seguito di accordi particolari di reciproca convenienza. Complesso notevole di costruzioni dotato di due dighe, delle quali una ad arco di 45 metri di altezza. Centrale in caverna formata da una vastissima sala lunga circa 60 metri nella quale sono installati tutti i macchinari ed anche i quadri di manovra. A breve distanza si è utilizzato anche il Rio Valles con una centralina collegata, alla grande centrale di Bressanone. Complessivamente Bressanone e Rio Valles producono 653 milioni di kWora con una potenza installata di 152.000 kVA.
Attualmente la nostra Società ha in costruzione due altri grandiosi impianti in Alto Adige in Val Venosta. L'impianto di Malles, che prevede la creazione di un serbatoio stagionale di 110.000.0000 di mc. di invaso, avrà la centrale a Glorenza ed il secondo impianto, a valle del primo, avrà la centrale a Castelbello.
I due impianti avranno una potenza complessiva installata di 20.500 kVA ed una producibilità annua di 650 milioni di kWora. Energia particolarmente pregiata perchè regolata.
Con la maggior producibilità d'energia che si avrà nelle centrali della Società ubicate a valle di questi impianti, la Montecatini, quando avrà completato in programma dei lavori, disporrà di circa due miliardi di kWora.
Si è voluto limitare l'accenno di cui sopra all'ubicazione delle centrali, alla potenza installata, alla produzione; le particolarità tecniche, pur notevolissime, esulano dal fine che ci siamo proposti con queste note. Vogliamo invece mettere in rilievo come la nostra Società e quindi anche tutti noi italiani che vi diamo il diurno nostro lavoro, sacrificio, studio, intelligenza, attività in qualsiasi forma d apporto, abbiamo contribuito a creare questo complesso di ingente valore economico e sociale del quale possiamo essere e siamo orgogliosi. Questo investimento di miliardi che la Società ha fatto nelle belle vallate dell'Alto Adige portando la vita industriosa e la civiltà in posti anche re-
moti valorizzandoli enormemente; creando a fianco delle belle centrali i fabbricati industriali Sinigo, Bolzano e Mori e allacciando tutti questi impianti alpini con gli altri della valle padana e della Liguria con una rete di 700 Km. di linea elettrica, di linee telefoniche, con varie cabine di smistamento, delle quali una delle più importanti è quella di Bolzano, costituiscono l'apporto che abbiamo dato alla nuova provincia entrata — sorella — nella nostra Patria. A questa provincia abbiamo dato anche noi, Società, case di direzione, di impiegati, di personale, con bagni, cucine, attrezzature moderne di riscaldamento, ecc., abbiamo dato fabbricati per opere assistenziali dotati di attrezzi moderni per cure mediche, farmacie, palestre, campi sportivi.
Abbiamo quindi, in altre parole, creato una vita dove era un letargo o come detto solo case di cura per ammalati; a questa vita abbiamo portato il nostro lavoro ed il risparmio del nostro lavoro investito in opere utili a tutti e primi fra tutti agli allogeni.
Questo articolo vuole quindi ricordare, agli smemorati, che è oggi certo un « affare » per qualcuno incamerarsi o staccare in qualche modo l'Alto Adige dall'Italia, ma sarebbe fare opera sommamente ingiusta verso il lavoro, la tecnica italiana che vi hanno sparso a piene mani il frutto dell'ingegno, i profitti, ed il seme della loro opera di millenaria civiltà.
Cooperative e Cooperatori
Si riteneva, negli ambienti bene informati, che dopo l'esperimento della « Cooperativa 25 Aprile » chi « ingaggia » alle otto di sera le persone che gli sono a « portata di mano » per creare Cooperative e Comitati Direttivi, rinunciasse a questi sistemi che lontano un chilometro « odorano » di gerarchia o comunque di imperativi superati dal tempo.
Nossignori!! Il sistema continua. Al Servizio del Personale si ricevono Commissioni di Fabbrica e C.L.N. e si propina loro, come ricetta infallibile, l'ultimo parto cooperativistico d'un'anima in pena.
La Democrazia, tanto preziosa e tanto bella aspirazione dolorosa d'un calvario durato un quarto di secolo, non vuole e non può entrare alla Montecatini.
La colpa è degli uomini che ancora la temono e che dopo aver eccitato le masse con utopistiche promesse si divertono ad allontanarle dai loro diritti con tanti « distinguo » che denunciano povertà di spirito e assenza d'urna nità.
Dirigere oggi è difficile a chi manca di preparazione e saggezza.
Siamo arrivati al momento in cui i lavoratori debbono conoscere tutto. E se si vogliono ottenere sforzi e sacrifici sono necessarie democrazia e lealtà.
Democrazia nell'applicazione integrale della sua espressione. Lealtà per non ricompensare in malo modo chi deve dare senza esigere più del possibile in questo duro periodo della nostra storia.
Nelle cooperative i lavoratori sono interessati diretti e vogliono e debbono studiare la forma migliore d'attuazione di un sistema difensionale contro un commercio che è sfuggito alle leggi e che priva ogni giorno il « domestico desco » di molto di più del necessario.
Nei problemi troppo vitali e quindi troppo umani, i lavoratori sono sempre vigili ed attenti vogliono partecipare alla loro risoluzione per portarvi parte della loro personalità che si manifesterà poi nell'adesione e nella partecipazione assidua all'ente che sorge per proteggere ed alleviare cloro bisogni immediati.
Anno 1 - N. 5 Milano, 5 Ottobre 1945
LIBERA TRIBUNA DELL' IMPIEGATO E DEL SALARIATO DI SEDE E DI PERIFERIA - TRATTA I PROBLEMI SINDACALI, ASSISTENZIALI, E CULTURALI