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Nostra lotta TIBB1

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Milano, 4 dicembre 1950

Anno Il - N. 4

ktasha gotta Edito dal Comitato di Fabbrica del P. C. I. del T. I. B. B.

Ali' attendane dei compagni e di tuffi, de94taliartta ie &uno. atteggiamenta dei com(r. PESCAROLO e MESCOLI: i gicaei dutatzte ea deettaggia cauta deeea neeea pnani&atazione ftet ea pace, daPula accanitamente diiedo. ea gandieta deela l3ace.

UN GRANDE AVVENIMENTO PER 1 LA l'ORA TORI 1)1 FIR.

SI VOTA PER ELEGGERE LA COMMISSIONE INTERNA ANCORA CON V011 Siamo stati assenti, compagni, assenti ma non eravamo lontani, eravamo qui tra voi anche se non ci velavate. No! non eravamo nascosti, circolavamo fra voi anche se non potevate riconoscerci. Non era paura, ciò che ci facevo agire in questo modo, i motivi sono molti, sarebbe forse utile elencarli ma non lo riteniamo necessario perchè ci comprendete ugualmente; poichè noi tutti e voi, sappiamo che la nostra è• una battaglia dura e continua, che si imposta su mille ostacoli e non minori sacrifici. Ma ora che siamo tornati con forze nuove e con impulso maggiore non ci lasceremo più. E' una promessa. Non ci lasceremo più non solo, ma saremo sempre assieme perchè da voi ci verrà quell'aiuto e quella collaborazione che a noi necessita e che sia. mo certi non ci farete mancare. Saremo ancora il vostro organo direttivo, dal quale potrete avere quell'indirizzo politico necessario per una buona organizzazione, indispensabile per il miglior funzionamento del partito nella Fabbrica. Saremo anche la vostra tribuna sulla quale ognuno di' voi potrà dire quanto sí sentirà e dove i vostri problemi verranno discussi e, nei limiti delle possibilità, trovare la giusta soluzione. Molti fatti sono successi in questi mesi ed il nostro Partito, attraverso nuove esperienze ha raggiunto nella Fabbrica una struttura organizzativa più forte. Compagni nuovi, passati attraverso lo studio delle scuole di Partito sono oggi, al fianco dei compagni più anziani, quelli che non si esauriscono mai, alla testa della classe operaia nella fabbrica. Sono venuti gli avvenimenti di Corea, i quali hanno fatto :accogliere attorno al nostro Partito, appunto per la sua politica di pace e di smaschera. mento dei responsabili dell'aggressione più subdola ed infame effettuata in questo dopo-guerra, nuove simpatie e nuovi strati della popolazione. Il Comitato Mondiale dei Partigiani della Pace, attraverso Parigi, Praga e Varsavia, ha tracciata ai popoli la strada da seguire, per scongiurare una nuova e terribile guerra di distruzione, fermamente voluta dall'Imperialismo americano. Il fascismo internazionale, attraverso tentativi degni delle più immonde tradizioni nazi-fasciste, ha tentato, favorito dai Governi vassalli degli uomini di Wall-Street, di risorgere; ma è stato prontamente ricacciato indietro da tutte le forze proletarie di tutti i Paesi del Mondo. Nel nostro Paese la Confindustria ed il Governo, hanno iniziato da mesi una 'vasta manovra di smobilitazione dell'Industria, di aff aniamen. ti e di supersfruttamenti, a danno di tutti i lavoratori italiani. La C.G.I.L. ed il P.C.I., alla testa di tutto il popolo hanno pposto a questa politica, una sagace politica di pace e di ricotruzione, raccogliendo attorno a loro le simpatie di tutti gli italiani amanti della pace e della libertà. Il Comitato di Fabbrica del Tecnomasio, ha saputo riorganizzando attorno a sè, tutte le forse sane del nostro Stabilimento, creare un forte Partito alla testa dei lavoratori, guidandoli nelle loro rivendicazioni e nella difesa di quella libertà che i lavoratori del Tecnomasio si sono acquistati con 15 caduti, che sono ancora al nostro fianco nella lotta, per chi lo avesse dimenticato, durante la guerra di Liberazione Nazionale. Tutti questi fatti avvenuti e quelli in corso di svolgimento, non hanno

minimamente diminuito il nostro pre. stigio ed il nostro spirito di lotta, ma tutto ciò ha contribuito ad arricchirci di nuove esperienze ed a rinsaldare le nostre speranze. Appunto con questo spirito rinnovato noi riprendiamo le nostre pubblicazioni, più che mai certi di essere un nuovo indirizzo di lotta. Desideriamo, come abbiamo detto più sopra, che tutti colaborino a questa nostra fatica. Desideriamo, che e LA NOSTRA LOTTA » diventi il giornale, non solo dei comunisti ma di tuti i lavoratori della Fabbrica. Desideriamo fare si che, e LA NOSTRA LOTTA» sia alla testa di tutte le maestranze in ogni momento, educandole a perfezionare il loro spirito combattivo. I momenti si fanno più duri, il nemico della classe operaia lavora per la guerra, per smobilitare le nostre Fabbriche, per toglierci ogni libertà. Ma i lavoratori del Tecnonuisio, come tutti i lavoratori del nostro Paese, sa. pranno scongiurare questo pericolo, combattendo tenacemente il nemico comune per assicurare al popolo italiano una pace duratura che gli consenta di raggiungere quella meta che permette ai popoli di prosperare nella concordia sociale, protetti contro ogni pericolo che l'Idra capitalistica tenti di escogitare.

IL NOSTRO PROGRAMMA - Difesa della libertà democratiche e sindacali Aumentare le percentuali di cottimo - Sistemazione di quei lavoratori, operai e impiegati, non assegnati alla categoria dove svolgono le mansioni - Migliorare le condizioni retributive delle donne capo famiglia - Perfezionamento della scuola di fabbrica - istituzione di un nido d'infanzia aziendale. Fra alcuni giorni i lavoratori dello stabilimento di P.ta Romana, verranno chiamati ad esprimere il loro voto, per eleggersi la nuova Commissione Interna. Non vi è dubbio che, questo gesto che i lavoratori andranno a compiere, riveste una grande importanza nel quadro dell attività aziendali. Infatti a nessuno può sfuggire la grande necessità di avere nella fabbrica una C. I. imperniata su elementi idonei e soprattutto capaci di tutelare gli interessi dei lavoratori. I compagni comunisti offrono questa garanzia. I lavoratori sanno, che a tutela dei loro interessi, si sono sempre battuti alla testa di tutti, i rappresentanti dell'Unità Sindacale, i quali hanno sempre esposto la propria persona e la propria posizione all'attacco padronale, ed hanno sempre pagato di persona, pur di fare l'interesse della collettività. Come non riconoscere, agli esponenti di Unità Sindacale, in minuta fondamentale i miglioramenti di trat. lamento economico, ottenuti dal 1945 a tut'oggi nella nostra fabbrica?

Come non riconoscere ad essi il mantenimento delle libertà sindacali e democratiche, più volte minacciate dalla nostra direzione, in particolare, nel corso di questi ultimi tempi, ed il rispetto dei contratti di lavoro? Anche nell'ultima gestione, che dura ormai da più di diciotto mesi, i compagni comunisti sono stati sempre all'avanguardia nell lotte, ottenendo quelle sistemazioni ormai a tutti no-

7 tem-A:dati- Coosufii4ti IMPIEGATI: PILETTI Enrico Uff. F.A. - ZACC1-1È Zitto Uff. F.M.c. - SILVANI Piero Uff. Cos. OPERAI: PENATI Giovanni Rep. Modellisti. AGOSTINI Claudio R.S.P. - PESCAROLO Bernardo Rep. Man. - AGNELLI Anni° R. M. A. VALLINI Edio R.Q. SERRANI Sergio R.M.A.GIACCHERI Domenico R.C. - GAZZOLA Maria.

UN PROBLEMA CHE ATTENDE SOLLECITA SOLl'ZIONE

LA RIVALUTAZIONE Nelle trattative per la rivalutazione delle categorie, Ali industriali ,(e specie quelli milanesi) sono irremo vibili su proposte assolutamente inaccettabili per le donne. Questo è uno dei punti di maggio. re dissenso fra le Organizzazioni dei Lavoratori e quella padronale. Infatti, cosa rivendicano le Organizzazioni dei lavoratori? Rivendicano il riconoscimento alle lavoratrici operaie ed impeiegate di quote di rivalutazione che lascino assolutamente inalterate le distanze attualmente esistenti fra le retribuzioni maschili e quelle femminili corrispondenti ad una uguale qualifica. Cosa offrono invece gli industriali: per le operaie offrono: L. 18 al giorno per la 1" cat. e L. 9 per la 2" (mentre le ultime proposte delle organizzazioni dei lavoratori sono di L. 35,50 per la 1" cat. e di L. '18 per la 2" cat.) per le impiegate, gli industriali non hanno fatto finora cifre, ma considerate quelle proposte per gli uomini, si possono già presumere, per la 3" cat. A e B, soprattutto, quote del tutto inadeguate — inoltre col criterio degli assorbimenti che loro reclamano, le loro proposte verrebbero ad essere ridotte alla metà. Questa posizione di intransigenza da parte degli industriali contro le lavoratrici è stata già rilevata da tempo. Già durante le trattative che hanno portato all'accordo del 5 8 - 49 la C.G.I.L. doveva sostenere una dura lotta contro la volontà degli industriali di escludere le donne dalla rivalutazione. Più tardi, nell'aprile 1950, vi è stata la famosa minaccia di diminuire le retribuzioni femminili, intendimento manifestato apertamente nel convegno degli industriali lombardi nel quale la Confindustria aveva sostenuto la tesi che le paghe femminili erano e eccessive ». Ora gli industriali ritentano di al-

largare le distanze tra le retribuzioni maschili e quelle femminili, proponendo per le donne una rivalutazione del 50 % inferiore a quella, già esigua, che essi offrono per glie uomini. Infatti, al comunicato diramato dalle Organizzazioni dei lavoratori una diecina di giorni or sono, nel quale veniva ribadito il principio del non allargamento delle distanze, la Confindustria rispondeva con altro comunicato nel quale era fra l'altro detto: e dal 1938 le paghe femminili sono state aumentate in misura maggiore di quelle degli uomini, è necessario correggere l'appiattimento portato dal congegno della contingenza, che è per le donne dell'87 %, mentre per le paghe base è del 79 ch, cosicchè la differenza attuale tra le paghe maschili e femminile è oggi soltanto del 19 -20 %, mentre nell'anteguerra era del 50.60 % ». La posizione della Confindustria dimostra chiaramente la sua intenzione di annullare le precedenti conquiste o — con la sua proposta di rivalutare le paghe delle donne in mi. sura minore del 50 % — di ritornare alle distanze dell'anteguerra. Si vuol creare una divisione tra i lavoratori e le lavoratrici, si vogliono tenere le lavoratrici in stato di inferiorità per frenare anche tutta l'azione generale dei lavoratori per la conquista di migliori condizioni di vita. Le donne nei luoghi di lavoro sono anche le più sfruttate, contro di loro si infierisce con particolare politica di lesina, di disorientamento, di intimidazione. Le lavoratrici hanno però comincia. to a capire maggiormente questo stato di oppressione che viene mantenuto nei loro confronti e si ribellano sempre più a questo stato di cose. La loro unità e la loro combattività ha sventato in questi ultimi tempi diversi tentativi padronali per riccacciarle indietro dalle loro conquiste, per peggiorare la loro situazione economica e sociale.

te, strappate alla direzione, dopo lun. ghe discussioni, ed a volte e non raramente con l'apporto dell'unità di tutti i lavoratori, auspicata e resa operante dall'attività di questi nostri compagni. Come non ricordare la fattiva, concreta attività di questi compagni, durante i due mesi di lotta, per l'applicazione dell'accordo 5 agosto 1949, sull'anticipo di rivalutazione e per

Ora più che mai, sorrette anche dai lavoratori, devono rispondere a questo ulteriore attacco delle classi padronali nei loro confronti, mobili. tandosi per sostenere l'azione delle organizzazioni sindacali e dimostrare agli industriali che anche per le donne, come per tutti i lavoratori, la rivalutazione delle categorie deve co. stituire un miglioramento delle loro condizioni economiche e non un peggioramento delle posizioni già acquisite. Le lavoratrici devono costringere anche questa volta gli industriali a rivedere le loro ingiuste posizioni; devono battersi perchè la conquista della rivalutazione segni una nuova tappa vittoriosa nella lotta che oggi tutto il popolo lavoratore italiano è impegnato a condurre per: il riconoscimento dei diritti dei lavoratori la salvaguardia dell'industria e dell'economia na zionale. il rispetto delle libertà sindacali e democratiche al fine di garantire al Paese un avvenire di benessere e di pace.

l'adeguamento della media di cottimo per l'officina? Durante quel periodo, i nostri compagni, furono continuamente presenti, in tutti quei reparti, dove lo spirito di lotta accenava a diminuire portando a quei lavoratori, la parola di conforto e di incitamento. Grazie ai loro sforzi, la lotta potè in quella occasione durare per oltre due mesi e la resistenza dei lavoratori opposta alla tracotanza padronale, ci permise di realizzare quegli obiettivi che ci eravamo prefissi. In quella ed in tutte le altre occasioni, i compagni comunisti portarono nella lotta il loro spirito combatti. vo e la loro esperienza, elementi indispensabili, a garanzia di ogni successo nelle battaglie del lavoro. Siamo certi, Lavoratori che voi saprete riconoscere queste capacità che, distinguono i comunisti in tutte le lotte, votando a grande maggioranza per la lista di Unità Sindacale. Essa saprà tenere fede a tutti gli imegni. Gli uomini, che presenta come candidati, ne danno piena garanzia. Per questi uomini, l'Unità Sindaca. le, chiede il voto di tutti gli operai ed impiegati della nostra fabbrica. Votando per 1' Unità Sindacale, avrete garantiti nel migliore dei modi il vostro interesse.

PER UN GRANDE P. C.1.

LA TESSERÀ DEI XXX, ANNO A gennaio, il nostro Partito, è a trent'ann idella sua fondazione. Trent'anni di sacrifici, di lotte eroiche, al. la testa dei lavoratori italiani e di tutto il popolo, per la causa della pace, dell'avvenire del nostro Paese, del Socialismo. Tutti i comunisti, si apprestano a festeggiare solennemente questo evento, in un momento particolare della lotta politica nel nostro Paese. Noi comunisti del Tecnomasio, schierando tutte le Cellule nel pieno delle loro forze, ci avviamo a festeggiare il trentesimo anniversario, raggiungendo l'obiettivo, che il Comitato di fabbrica si è posto; tesserare tutti i compagni iscritti entro la prima metà del mese di dicembre, per

l'anno 1951 e quindi reclutare per il nostro Partito nuovi compagni. Già si registra un grande successo nella maggioranza delle nostre Cellule, molte delle quali, in grande an. ticipo hanno raggiunto l'obiettivo del tesseramento, reclutando inoltre nuove forze. Fra tutte emerge la Cellula femminile della mensa, seguìta da vicino dalle cellule Spartaco e Colombi. Mentre tutte le altre sono già vicinissime al traguardo. Occorre però rilevare, che dove l'impegno dei Comitati di Cellula è stato 'attivo e costante, i risultati sono stati sensibili. Dove si è lavorato sul metro di un piano di lavoro giudiziosamente elaborato, i risultati si Segue in 2.a pagina


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