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Nostra produzione1

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A cura del Consiglio di Ges ione parte lavoratori e del Comitato Sindacale

Non legge truffa, ma riconoscimento giuridico dei Consigli di Gestione e nazionalizzazione dei Grandi Monopoli che soffocano l'Economia del Paese

BOLLETTINO UNICO per la IV CONFERENZA di PRODUZIONE

APRILE 1953

IIPIIR IIDUZIII ME

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA — Art. 21: Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. — La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Al di là delle mura degli stabilimenti Innocenti

La IV Conferenza di Produzione

Questa IV Conferenza di produzione dei lavoratori della Innocenti indetta per sabato 18 aprile nei locali della Mensa di Lambrate (ore 14), per l'importanza dei problemi che vi si dibatteranno, per la serietà della situazione economica e politica e perciò sociale del nostro Paese, va al di là delle mura dei nostri Stabilimenti. Perchè ciò?

Anche nelle precedenti conferenze noi dovevamo tener conto della situazione nazionale in cui la Innocenti agiva, ma sia perchè la nostra produzione non era ancora di volume tale da provocare ripercussioni sul mercato nazionale, nè la situazione nazionale era ancora tale da provocare serie preoccupazioni in sede aziendale, le tre Conferenze precedenti puntarono principalmente ad indicare soluzioni ai pro-

La nuova classe dirigente all'esame dei problemi della produzione per eliminare la miseria la disoccupazione

blemi nostri affinchè l'Azienda riuscisse a superare la grave situazione post-bellica, si affermasse con una propria produzione, prosperasse in un progressivo consolidamento finanziario ed economico, si facesse conoscere in Italia e nel mondo per la qualità dei propri prodotti sempre aggiornati alle esigenze del pubblico.

Oggi però, raggiunti in buona parte questi nostri obbiettivi aziendali, ci troviamo di fronte a fatti esterni che minacciano di limitare, ostacolare, od addirittura impedire ogni ulteriore progresso produttivo, fatti che, accentuandosi, potrebbero domani anche ricacciarci indietro. Quali sono questi fatti? Il principale

di essi è lo stagnamento della nostra economia, stagnamento con tendenza sempre più decisa a trasformarsi in aperta crisi.

Si tratta di un normale fenomeno proprio del sistema capitalistico, di una delle tante crisi cicliche di sovrappro-

duzione che sempre più frequentemente colpiscono il mondo da alcuni decenni in qua?

Ci limiteremo a rispondere che, per il nostro Paese, si tratta soprattutto di crisi di « sottoconsumo » perchè il popolo italiano manca ancora di troppe cose oggi necessarie che non acquista perchè non può acquistarle; perchè il suo reddito è assolutamente insuffi-

ciente e sempre più insufficiente come, del resto, lo provano le stesse statistiche ufficiali.

E' questo un fenomeno fatale? Evidentemente no. Se l'Italia dopo il 25 aprile, avesse svolto una politica di amicizia con tutti i Paesi, nessuno escluso, le classi dirigenti avessero operato per mantenere (Continua in 2a pagina)

Al cittadini, agli operai, ai lavoratori di Lambrate

Il giorno 18 c. c. alla Fabbrica Innocenti i lavoratori delegati da ogni reparto si riuniranno nella loro IV Conferenza di Produzione, per discutere di tutti i loro problemi di stabilimento, di reparto: problemi rivendicativi, assistenziali e sociali, ma sopratutto e in primo luogo per discutere sul come è possibile sviluppare la loro produzione di Pace nell'attuale situazione di crisi generale, crisi provocata dalla politica di asservimento allo straniero e di conseguente smobilitazione della nostra industria, delle nostre fabbriche che il Governo di De Gasperi, espressione dei grandi monopoli, ha condotto in cinque anni di malgoverno; crisi provocata dalla tracotanza dei grandi monopoli i quali sof focano e impediscono ogni sviluppo produttivo. In secondo luogo discuteranno sulla neceessità di sviluppare rapporti commerciali con tutti i Paesi del mondo e sopratutto con quei Paesi a nuova democrazia che essendo in pieno sviluppo richiedono la nostra produzione, come la Polonia, la Cina ecc. e con i quali, per il veto posto dal governo clericale asservito, attraverso il

Piano Marshall, ai monopoli americani, è stato impedito ogni rapporto commerciale.

Ma se questi sono i problemi che i delegati discuteranno, quale è l'interesse diretto che vi è tra questa Conferenza di lavoratori e i cittadini tutti, del rione di Lambrate? Gli interessi sono innumere-

voli; sono innanzi tutto quegli stessi interessi che legano tutti gli Italiani ad un'unica sorte, ad un unico bisogno: questa sorte sarà quella della Pace, delle Libertà Democratiche, del Progresso se, il popolo unito interverrà per imporre la sua volontà ai ceti (Continua in 2a pagina)

I Congressisti di Napoli vi parlano

Poteva mancale la parola della C.G.I.L. in questa discussione sul futuro della nostra fabbrica?

No, certo : specialmente dopo il Congresso nazionale di questa grande organizzazione d lavoratori italiani da dove scaturì una grande verità: la C.G.I.L. è l'unica organizzazione sindacale che si batte per rafforzare l'unità di tutti i lavoratori. Le rivendicazioni scaturite dal suo Congresso, hanno dimostrato a tutti gli italiani come questa organizzazione sappia proporre veramente delle soluzioni ai problemi nazionali, nelo solo ed esclusivo intbresse della nostra Italia. Non può essere diversamente : : :la C.G.I.L. difende infatti tutte le classi la-

voratrici : si batte per elevarne il livello di vita, per questo propone di eliminare, se pure gradualmente, la spaventosa disoccupazione che colpisce il nostro Paese ; propone stanziamenti per l'industria, la nazionalizzazione dei monopoli elettrici e chimici, la lotta contro i latifondisti (malgrado la radio in questi giorni continui a strombazzare contadini, siamo in grado di chiarire con cifre la presa in giro : le terre che la legge stralcio prevedeva da aspropriare dovevano essere 710 mila ettari quelle espropriate furono 584 mila ettari ; quelle da consegnare sono 1953 mila ettari) ; il Congresso della C.G.I.L. (Continua in 2a pagina)

ILA
INNOCENTI

AI CITTADINI, Al LAVORATORI, AGLI OPERAI DI LAMBRATE

(Continuazione dalla la pag.) dirigenti, così come i suoi bisogni di lavoro, di pane, di benessere potranno essere realizzati soltanto in quanto verranno conquistati attraverso la lotta.

Vi sono però altri problemi particolari immediati, che legano la grande fabbrica alla vita del Rione e delle piccole e medie fabbriche e sono: il lavoro che la Innocenti dà con la sua produzione alle altre fabbriche; se la Innocenti entrasse in crisi sarebbero trascinate in questa, numerose piccole fabbriche e decine e cen• tinaia di lavoratori oltre a quelli della Innocenti ne rimarrebbero colpiti, così come ne risentirebbe tutto il Rione e sopratutto i commercianti,

gli esercenti. Infatti quanta merce viene acquistata dai lavoratori di questa e delle altre fabbriche?

Molta indubbiamente, perchè sono migliaia e migliaia i lavoratori che acquistano dai generi alimentari, agli indu• menti ecc.

Essi lavorano e spendono la retribuzione del loro lavoro per soddisfare le più elementari esigenze proprie e delle loro famiglie.

Essi, con il loro lavoro, danno lavoro e da vivere ad altri.

Per questo sopratutto i lavoratori delle piccole e medie fabbriche, i cittadini, gli eser-

(Continuazione dalla la pagina) ha dibattuto le gravi conseguenze per il nostro Paese del piano Schuman (infatti già avvengono licenziamenti negli stabilimenti siderurgici) ;

il Congresso si è vivamente preoccupato della disoccupazione giovanile e delle pensioni ai lavoratori ; dal Congresso è scaturito

La IV CONFERENZA di PRODUZIONE

(Continuazione dalla la pag.) viva quell'unità dinamica di tutto il popolo italiano nata dalla guerra di Liberazione Nazionale, indirizzandola alla Ricostruzione del Paese attraverso una rapida riconvenzione della industria dalla produzione di guerra alla produzione di pace con relativo aggiornamento di impianti e macchinario; attraverso grandiose opere pubbliche capaci di a s• sorbire grandi masse di disoccupati ; attraverso la nazionalizzazione dei grandi monopoli che soffocano ogni iniziativa attr;averso la sistemazione di masse di operai agricoli distribuendo veramente le terre del latifondo; se si fosse operato per dare a chi lavora salari e stipendi capaci di soddisfare le esigenze vitali

zioni di oggi non vi sarebbero.

Invece le classi dirigenti hanno operato ben diversamente, nonostante il grido di allarme d; larghi settori dell'opinione pubblica, del Movimento dei C. di G. della C.G.I.L., lei partiti dei lavoratori, di valenti economisti ecc., ed i risultati sono quelli che ogni tutti possono riscontrare.

La nostra Conferenza di produzione, così come le Conferenze di produzione delle altre fabbriche di Milano e d'Italia, dovranno dibattere questi problemi, dovranno indicare la via d'uscita perchè la situazione economica, già così pesante, non si aggravi ulteriormente e perchè altre fabbriche ed anche la nostra, non debbano un giorno subire la sorte della Caproni, della Isotta Fradella famiglia, le preoccupa-schini, ecc. n C. di G.

l'indirizzo per l'emancipazione della donna : a pari lavoro dell'uomo, pari retribuzione ;

i problemi degli impiegati, degli studenti, sono stati messi a fuoco dai convenuti;

il rammodernamento degli impianti e una loro migliore utilizzazione, sono stati argomenti dibattuti in contrapposizione alla tesi padronale di un sempre più intenso sfruttamento dell'operaio e dell'impiegato ; le donn e hanno discusso sulla protezione della maternità e infanzia ;

anche il problema dell'assistenza mutualistica è stato esaminato a fondo suggerendone le vie per il suo sostanziale miglioramento.

Altri problemi discussi unitamente a questi, furono : la libertà di sciopero ; la libertà di 'stampa ; la libertà di scambi commerciali con tutti i paesi del mondo ; il diritto dei lavoratori alla partecipazione alla direzione delle cose pubbliche.

Ecco perchè siamo orgogliosi questo Congresso. Fu il Congresso, non dei soli 5 milioni di iscritti, ma il Congresso degli italiani e non poteva essere altrimenti. I problemi dibattuti, la serietà stessa con

Sviluppare la produzione di pace è lotta per la pace

I popoli di tutto il mondo stanno conducendo con sempre maggior slancio una tenace lotta in difesa della Pace contro l'imperialismo guerrafondaio.

E' un grandioso movimento che unisce tutti gli uomini di buona volontà, al disopra di ogni concezione filosofica o religiosa, dallo scienziato al contadino, dal tecnico all'operaio, dal più arretrato al più pros gredito dei popoli.

Fatta questa constatazione è però indispensabile, dato che non è ancora molto chiaro, esaminare chi vuole la guerra e perchè la vogliono, giacchè tutti si professano pacifisti.

E' storicamente dimostrato come ogni società divisa in classi, dalla società schiavista all'attuale società capitalistica, dopo avere compiuto un periodo ascendente in cui la società stessa si sviluppa e progredi-

sce, giunta ad un certo grado di sviluppo diviene conservatrice, e va poi progressivamente decadendo, decomponendosi.

Anche l'attuale società capitalistica dopo avere compiuto questo ciclo, è giunta ora alla sua fase suprema, l'imperialismo, il capitale finanziario e industriale si va (a discapito delle piccole industrie) concentrando nelle mani di un sempre minor numero di persone, va scomparendo la libera concorrenza della società capitalistica per lasciare posto ai monopoli, i grandi magnati dell'industria monopolistica, è questa casta retriva e reazionaria che con ogni mezzo e metodo tenta di mantenere, in difesa dei propri privilegi, in vita questa società decrepita, marcia e corrotta fino al midollo e sperano essi, con la guerra, di superare l'attuale

crisi che sta provocando, ad opera dei lavoratori, l'abbattimento definitivo della società di classe.

E qui emerge chiaro il legame che vi è fra la conferenza di produzione della nostra fabbrica e la lotta in difesa della Pace. E' indubbio che le guerre sono provocate dalla crisi economica. Come si genera questa crisi? La produzione nella società capitalistica è superiore alla possibilità d'acquisto che gli stipendi di fame consentono ai lavoratori, una parte quindi della produzione viene venduta e l'altra immagazzinata, ma quando i magazzeni sono pieni, il padrone licenzia operai e impiegati, accentua, lo sfruttamento di coloro che rimangono in fabbrica, aumenta in questo modo la miseria delle masse e diminuisce sempre più la possibili-

centi, i commercianti sono interessati a che la Innocenti continui a lavorare ed a sviluppare la sua produzione.

Per questo essi devono stringersi sempre più attorno ai lavoratori della Innocenti per difendere, uniti, il lavoro, il pane, il benessere di tutti.

LEONARDO BANFI TARLANO

la quale venivano posti, la grande competenza nel suggerir e al Governo le strade per sollevare il popolo lavoratore dalle sue angosce, hanno dimostrato come la C.G.I.L. non faccia che l'interesse di tutto il 'Paese. L'invito a collaborare con le altre organizzazioni sindacali, con qualsiasi governo disposto al bene del popolo, ha d'altra parte dimostrato come questa grande organizzazione unitaria abbia a cuore l'unità ed il benessere di tutti gli italiani.

Eravamo lieti se a questa conferenza d1 fabbrica avessero partecipato i dirigenti aziendali della U.I.L.: questi dirigenti hanno invece perso la buona occasione per dimostrare che anche loro sono per la fraternità dei lavoratori. Peccato : noi però persistiamo su questa strada e rivolgiamo continuamente, con insistenza, parole d'amore a tutti i lavoratori. Con l'insistenza diciamo loro di sempre più stare uniti per mantenere alta la dignità umana, la libertà di pensiero e dei diritti dell'uomo, anche nella fabbrica.

I ia C.G.I.L. offre a tinti gli italiani la piattaforma per la rinascita della Patria, per la sua libertà e indipendenza.

tà d'acquisto. Questa è la crisi, crisi che provoca di conseguenza l'insorgere delle masse che richiedono lavoro e pane.

I capitalisti allora, per superare questa crisi e per continuare a trarre protfitto dal lavoro degli operai, sviluppano la produzione bellica che è però una produzione infruttuosa per il Paese e fanno pagare le spese di questo riarmo al popolo, attraverso le tasse, ecc. Ma se questa produzione allontana momentaneamente una crisi più profonda che sconvolgerebbe il sistema stesso, non risolve però la situazione, non solo, ma queste armi e prodotti bellici devono essere poi usati (non si fabbricano infatti per nulla) e noi dovremmo essere coloro che le usano (ieri venivano usate in guerre tra paesi capitalistici per una nuova suddivisione dei mercati del mondo, oggi si dovrebbero usare anche con(Continua in 46 pag.)

DIF E NDIAMO I DIRITTI DEL CITTADINO LAVORATORE

L'articolo 1° della Costituzione Italiana dice: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Ironia della sorte! Quando si pensa all'offensiva padronale per togliere il diritto di letta ai lavoratori. I lavoratori sanno per esperienza cosa vuol dire limitazione delle loro forme di lotta; vuoi dire impossibilità di difendere e migliorare l proprio tenore di vita, vuol dire rinunciare a garantire la libertà, anche nelle fabbriche, della personartà umana del lavoratore stessg, che non cessa di essere un cittadino anche nelle ore che presta la sua opera.

L'attacco padronale viene sferrato appunto per questo; per dominare i lavoratori e sfruttarli sempre di più, per spremere maggiori profitti. Confindustria e Governo sono senz'altro sulla strada sbagliata quando agiscono colla violenza.

I lavoratori non si lasceranno togliere nessun diritto conquistato nella lotta contro il fascismo, per le libertà sindacali e politiche. Il diritto di sciopero è diritto della propria famiglia. Togliere il diritto di sciopero, vuol dire togliere ai lavoratori uno degli strumenti fondamentali per opporsi alla smobilitazione delle fabbriche e all'intensificarsi dello sfruttamento e alla preparazione della produzione di guerra. Padronato e Governo sferrano il loro attacco, in vista della lotta dei lavoratori per le loro rivendicazioni: per il conglobamento e l'unificazione delle retribuzioni e delle altre più urgenti rivendicazioni. La 'risposta dei lavoratori è decisa:

Rispetto della Costituzione. Non si devono chiudere le fabbriche, ma sviluppare la produzione. Non liceniiamenti, ma lavoro ai disoccupati. Se i capitalisti italiani vogliono scegliere, come hanno scelto la via della preparazione della guerra perchè la produzione di materiale bellico dà maggiori profitti, sappiamo che i lavoratori sono invece per la produzione di pace.

Solo sviluppando la produzione di pace e dando ai lavoratori maggiori possibilità di acquisto, si può ravvivare il mercato e quindi aumentare la produzione di beni di consumo dei quali la popolazione ha tanto bisogno e, di conseguenza, uscire dalla crisi che travaglia il nostro Paese. I lavoratori respingeranno ogni attacco padronale deciso a li-

mitere la libertà del lavoratore nella fabbrica sia che si tratti di limitazioni nell'espressione •delle proprie idee, come di qualsiasi limitazione di attività sindacale o politica.

Non accetteranno mai che, impunemente, la classe padronale violi la legge costituzionale per il proprio tornaconto; perchè i lavoratori sono pronti e decisi a farli ritornare sui loro passi. E ' giusto e umano che si rispetti la personalità del cittadino lavoratore, anche quando è sul luogo di lavoro. E se il padronato verrà meno a questo principio morale cercando di, instaurare vecchi metodi di dispotismo, si sbaglia di grosso.

La vita di un lavoratore e deella sua famiglia, non può e non deve dipendere dalla volontà del « padrone ».

I lavoratori sono decisi, per il futuro, a fare rispettare i contratti di lavoro, le prerogative della funzionalità della Commissione Interna e degli altri organismi creati dai lavoratori. Sapranno far rispettare la Costituzione che è il risultato delle lotte passate e che oggi deve essere applicata, a garanzia della libertà di tetti i cittadini. I

E L

11 nostro organismo assistenziale - sanitario non può, non deve mancare di intervenire ufficialmente ai lavori della Conferenza di Fabbrica. Ciò si determina dalle specifiche funzioni nella fabbrica, che sono di diretto interesse per tutti i lavoratori, e nasce anche dal fatto che è nostro preciso compito portare a conoscenza dei lavoratori i problemi che li interessano nel campo dell'Assistenza Sanitaria, Infortunistica e Previdenziale.

E' nostro compito rendere edotti i lavoratori su questo delicato problema perchè essi ne facciano argomento di discussione e diano tutti quegli utili suggerimenti per il conseguimento di una migliore assistenza sanitaria e sociale.

Cominceremo con l'esaminare il problema che riguarda i tre massimi istituti •creati con la specifica funzione di intervenire validamente in aiuto dei lavoratori, e che attualmente

non corrispondono affatto alle loro esigenze, in conseguenza di ciò detti istituti dovrebbero essere rinnovati, e dovrebbero accettar e di essere riesaminati nella loro organizzazione amministrativa economica e politica, al dispora dei soliti preconcetti ideologici.

Questo è ovvio spiegare perchè lo chiediamo ; l'esigenza di una rapida risoluzione di questo problema scaturisce dal fatto che i lavoratori esigono una più rispondente assistenza e •poi ritengono di essere la parte più interessata di detti istituti, perchè sono creati, voluti e sono sovvenzionati dai lavoratori.

Durante la conferenza di fabbrica i lavoratori esamineranno questo problema così delicato e importante, che non può essere disgiunto dagli altri problemi di diretto interesse. Il dibattito sull'assistenza sanitaria, infortunistica, sociale, richiede l'appassionata compartecipazione dei lavoratori ; solo così le risoluzioni prenderanno l'indirizzo rispondente ai loro desideri.

Il F.I.A.M.L.I. è nato da questa necessità e nelle ragioni dei soprscitati motivi, il C. di G. — parte lavoratori — dopo un attinto esame della situazione economica e sanitaria che investe in maniera specifica gli •interessi dei lavotori, decise, negli ultimi mesi dell'anno 1947, di dare formale incarico ad una commissio: ne tecnica di lavoratori perchè esaminassero la possibilità di costituire un fondo d'integrazione per supplire in parte alle deficenze riscontrate nei vigenti sistemi dei tre istituti.

Coniderazioni logiche ci portano a concludere in questo senso :

i lavoratori'trovano sempre la forma di sopperire alle deficenze degli Istituti creati apposta per tutelare i loro interessi, la loro salute e quella della loro famiglia, perchè hanno un alto senso di umana solidarietà, ma non si creda con questo che i lavoratori non seguano, sgomenti e preoccupati, la deludente organizzazione, la incuria e la statica atrofizzazione in cui sono caduti gli stessi istituti di interesse nazionale che avrebbero il compito preciso e ben definito della loro tutela sanitarià.

Istituti che richiedono una totale revisione organizzativa e un rinnovamento statutario, non inteso a scopo speculativo, ma solo ed esclusivamente con il sano proposito della salvaguardia della slute del lavoratore e della sua famiglia.

COTI LUCIANO

LE ELEZIONI del nuovo

Consiglio di Gestione

La settimana seguente la Conferenza di Produzione i lavoratori della nostra azienda saranno chiamati ad eleggere i membri per la composizione del nuovo Consiglio di Gestione.

L'avvenimento è gic oggetto di vivaci discussioni tra le maestranze nei Reparti e negli Uffici. L'importanza che il C. d. G. riveste nella nostra azienda è appunto dimostrato dalla pronta sensibilità con la quale i lavoratori si sono immediatamente impossessati del problema, che li trova pronti, interessati e vigili al che nulla venga tolto o sminuito a quelle conquiste che sanno essere opera e frutto di lotte da loro sostenute.

Chiunque abbia a cuore le sorti della nostra azienda, abbia interesse ad una normale continua attività produttiva di pace, non può restare indifferente di fronte ad un qualsia cambiamento in seno ai vari organismi. Nella nostra azienda non sussistono, per ora, pericoli di ridimensionamento, crisi acute, ecc. ecc., però sarebbe dati ' noso o perlomeno inutile nasconderci che il pericolo che investe tutta l'economia nazionale può domani intaccare anche la nostra fabbrica.

Il C. d. G. ha un suo compito ben definito dall'art. 46 della Costituzione Italiana -« Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge, alla gestione delle aziende ».

Perchè il C. d. G. possa assolvere efficacemente a tale funzione occorre che tutti partecipino alla scelta degli uomini; elementi d i indiscussa serietà e onestà che riscuotano intiera fiducia, elementi che abbiano fede nella forza e nelle possibilità illimitate della classe operaia e dei lavoratori, che abbiano possibilità di collaborare, fin dove è possibile, con la Direzione, ma nello stesso tempo siano dotati di un carattere fermo e positivo per lottare all'occorrenza contro qualsiasi insabbiamento padronale o altre che torni a palese danno della classe lavoratrice.

(Continua in 4a pag.)

DE -.LUCA

Come si difende la Pace

Alcuni anni or sono, il mondo si liberò dall'incubo della guerra scatenata dal nazifascisino. Tutti nell'esultanza vittoriosa della libertà sulla schiavitù tornarono fratelli. Sembrò allora, per i popoli, aprirsi una larga prospettiva di pace e di benessere, ci si accingeva con animo pieno di speranza nell'avvenire, a ricostruire ciò che la barbarie aveva distrutto; la collaborazione dei dirigenti di quei partiti che avevano preso parte alla guerra di Liberazione, nella formazione della Costituzione Repubblicana, sembrava essere di garanzia a ciò che il popolo maggiormente desiderava accingendosi alla sua opera di ricostruzione. Purtroppo non passò molto tempo e già le prime avvisaglie di quella che poi doveva divenire una dura lotta,

Sviluppare

(Continuazione dalla 28 pag).

tro quei popoli che attraverso lotte e sacrifici si sono conquistati una nuova società senza sfruttati nè sfruttatori).

Queste sono in succinto le ragioni fondamentali che provocano le guerre e chi le provoca, non è vero quindi che le guerre ci sono sempre sta-

e sempre ci, saranno, le guerre vi saranno fino a che esisterà la società di classe, abbattendo questa, sarà eliminato per sempre il pericolo di guerra.

Oggi però il nostro compito, la nostra lotta principale, è quella di allontanare il pericolo di una nuova guerra. Avendo esaminato che le guerre sono provocate dalla crisi economica del sistema di classe appare chiaro il legame tra

cominciarono a farsi sentire.

—In vari Paesi, e così nel nostro, i partiti popolari furono esclusi dalla direzione politica dei propri Governi, la tensione internazionale si acutizzò, le classi dirigenti dei Paesi capitalisti che, sotto il peso della paura, avevano concesso miglioramenti alle classi povere, aiutati da quei Governi che erano la loro espressione soffocati dal sistema economico da loro stessi creato, spaventati dall'ondata di progresso proveniente dai Paesi Socialisti, che minacciava i loro privilegi, riacutizzarono la tensione nazionale e internazionale scavando così un solco profondo sia all'interno che all'esterno dei loro Paesi. La politica di penetrazione del capitale americano iniziatasi col Piano Marshal e continuata

col Patto Atlantico, Patto Balcanico, C.E.D., lo scatenamento della guerra in Corea ha fatto sì che nel mondo si sviluppasse un potente movimento, che raccogliendo le aspirazioni di pace di milioni di persone al disopra di qualunque ideologia potesse contrapporsi alla follia bellicista di alcune nazioni. Il contributo dato da questo movimento internazionale, al mantenimento della pace nel mondo è importantissimo; la pressione esercitata dai popoli sui loro Governi ha fatto sì che molte iniziative belliciste da essi prese non siano ancora portate a termine. In Corea sono state riprese le trattative di armistizio, la C.E.D. non è ancora stata ratificata, la Germania ovest non ha ancora formato le divisioni aggressive, le pro-

poste di Pace Sovietiche incontrano un sempre maggior favore e obbligano i Governi a prenderle in maggior considerazione.

Il 18 aprile si avrà nel nostro stabilimento l'annunciata Conferenza di Produzione; partecipando tutti alla discussione, intervenendo per migliorare la nostra produzione pacifica, impedendo che anche la nostra fabbrica sia costretta alla produzione bellica e alla smobilitazione, è anche questa una forma per contribuire alla difesa della pace.

TRONCHETTI

I GIOVANI hanno 'diritto ai lavoro

la nostra conferenza di fabbrica e la lotta per la pace, perchè lottare per lo sviluppo della nostra produzione ed il libero commercio con tutti i

paesi del mondo è anche lotta per la pace e lotta per la pace è anche lotta per il lavoro, il pane e libertà del nostro popolo. LE

RE I FER ENDUM sul nostro giornale dì fabbrica

Ritenendo molto utile un giornaletto di fabbrica la redazione provvisoria intendendo continuare periodicamente la pubblicazione, ritiene, mettere in evidenza che questo giornale è e vuole essere il giornale di tutti i lavoratori, al disopra di ogni tendenza politica o sindacale.

Ognuno potrà esprimervi liberamente il proprio pensiero su qualsiasi argomento.

Per questo sin d'ora cMe-

diamo ai lettori il loro contributo rispondendo alle seguenti domande :

Che titolo vorresti dare al giornale?

Vorresti una rubrica sindacale?

Vorresti la cronaca sportiva di fabbrica?

Quali argomenti di cultura vorresti che trattasse?

Ti interessa una rubrica tecnica?

ELEZIONI DEL NUOVO CONSIGLIO DI GESTIONE

(Continuazione dalla 3a pag.)

La critica situazione economica generale della nostra Nazione rende necessaria una più che buona scelta in modo che il C. d. G. abbia un carattere veramente unitario e democratico, che renda « reale n l'intervento dei lavoratori nel processo produttivo della nostra azienda.

Ci sono ormai tanti e tanti esempi a dimostrazione che la classe operaia non ha più bisogno di tutori o paternalismi per difendere o sviluppare attività, qualunque esse siano, nel campo dell'economia nazionale.

La limitazione del potere padronale che il C. d. G. rivendica,' non è quello di sostituir-

tutto o in parte alle sue funzioni di gestire l'azienda, ma di far passare le sue decisioni al vaglio di una serena discussione, e di compararle con le proposte dei lavoratori.

L'obbiettivo non è sempre quello di picchiare pugni sul tavolo, e sostenere errati irrigidimenti, ma discutere e ridiscutere tutte le questioni e i problemi attinenti la produzione.

Partecipate perciò alle elezioni, scegliete obbiettivamente e democraticamente e collaborate in ogni momento con i rappresentanti che saranno eletti, in modo che sia rispettata in qualsiasi caso la vostra volontà.

ME A ZZ X

Sei d'accordo sulla pubblicazione di una cronaca che interessi singolarmente ogni lavoratore?

Chi indicheresti corrispondente del giornal e nel tuo Reparto o Ufficio?

Rispondere alle domande su un foglio e metterlo nella apposita cassetta della corrispondenza del Giornale - al CRAL.

La Commissione Interna consapevole della grande importanza che riveste la conferenza di Produzione della nostra fabbrica, fiduciosa che il contributo di tutti i lavoratori alla stessa porterà miglioramenti, invita tutti i dipendenti a parteciparvi.

E' indubbio che uno dei patrimoni nazionali di cui il popolo italiano se ne vanta, e ne è giustamente orgoglioso, è costituito dalla mano d'opera specializzata e qualificata, patrimonio che minaccia oggi di esaurirsi.

Infatti da molti anni a questa parte, nelle fabbriche italiane non viene assunta mano- • dopera giovanile, e nella nostra fabbrica è dal 1947 che • non si assumono giovani per la produzione: quei pochi assunti vengono usati come manovali, mentre le necessità che vi sono di assumere manodopera giovanile, nella nostra fabbrica, state -dimostrate in una precedente conferenza giovanile, dove si è documentato, reparto per reparto, le possibilità che vi sono di assumere decine e decine di giovani. I giovani sono oggi fuori dalle fabbriche, sono appositamente lasciati nella miseria, nella indigenza e alla degenerazione, da un pugno di avventurieri politicanti i quali vogliono usarli per le loro guerre; nessuna prospettiva è data a loro tranne di mettersi la divisa militare.

Noi giovani lavoratori dobbiamo unirci, solidarizzare nella lotta con i giovani disoccupati, per dare a questi un'occupazione dignitosa.

I giovani devono entrare nella nostra fabbrica a lavorare; la lotta precedentemente sostenuta dai giovani lavoratori e disoccupati per l'assunzione non è ,finita.

Per questo i lavoratori della Innocenti, giovani e anziani uniti, devono discutere nella loro IV Conferenza di Produzione per sostenere poi questa giusta e sacrosanta, lotta, per dare alla gioventù il lavoro.

B. L. Tip. A. PIODELIA - Milano Via P. Maspero, 30
la produzione di pace è lotta per la pace

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