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Nostra produzione1

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A cura del Consiglio di Ges ione parte lavoratori e del Comitato Sindacale

Non legge truffa, ma riconoscimento giuridico dei Consigli di Gestione e nazionalizzazione dei Grandi Monopoli che soffocano l'Economia del Paese

APRILE 1953

ILA IIPIIR IIDUZIII ME

BOLLETTINO UNICO per la

IV CONFERENZA di PRODUZIONE

INNOCENTI

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA — Art. 21: Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. — La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Al di là delle mura degli stabilimenti Innocenti duzione che sempre più fre-

La IV Conferenza di Produzione quentemente colpiscono il monQuesta IV Conferenza di produzione dei lavoratori della Innocenti indetta per sabato 18 aprile nei locali della Mensa di Lambrate (ore 14), per l'importanza dei problemi che vi si dibatteranno, per la serietà della situazione economica e politica e perciò sociale del nostro Paese, va al di là delle mura dei nostri Stabilimenti. Perchè ciò? Anche nelle precedenti conferenze noi dovevamo tener conto della situazione nazionale in cui la Innocenti agiva, ma sia perchè la nostra produzione non era ancora di volume tale da provocare ripercussioni sul mercato nazionale, nè la situazione nazionale era ancora tale da provocare serie preoccupazioni in sede aziendale, le tre Conferenze precedenti puntarono principalmente ad indicare soluzioni ai proLa nuova classe dirigente all'esame dei problemi della produzione per eliminare la miseria la disoccupazione

blemi nostri affinchè l'Azienda riuscisse a superare la grave situazione post-bellica, si affermasse con una propria produzione, prosperasse in un progressivo consolidamento finanziario ed economico, si facesse conoscere in Italia e nel mondo per la qualità dei propri prodotti sempre aggiornati alle esigenze del pubblico. Oggi però, raggiunti in buona parte questi nostri obbiettivi aziendali, ci troviamo di fronte a fatti esterni che minacciano di limitare, ostacolare, od addirittura impedire ogni ulteriore progresso produttivo, fatti che, accentuandosi, potrebbero domani anche ricacciarci indietro. Quali sono questi fatti? Il principale

di essi è lo stagnamento della nostra economia, stagnamento con tendenza sempre più decisa a trasformarsi in aperta crisi. Si tratta di un normale fenomeno proprio del sistema capitalistico, di una delle tante crisi cicliche di sovrappro-

do da alcuni decenni in qua? Ci limiteremo a rispondere che, per il nostro Paese, si tratta soprattutto di crisi di « sottoconsumo » perchè il popolo italiano manca ancora di troppe cose oggi necessarie che non acquista perchè non può acquistarle; perchè il suo reddito è assolutamente insuffi-

ciente e sempre più insufficiente come, del resto, lo provano le stesse statistiche ufficiali. E' questo un fenomeno fatale? Evidentemente no. Se l'Italia dopo il 25 aprile, avesse svolto una politica di amicizia con tutti i Paesi, nessuno escluso, le classi dirigenti avessero operato per mantenere 2a

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Al cittadini, agli operai, ai lavoratori di Lambrate Il giorno 18 c. c. alla Fabbrica Innocenti i lavoratori delegati da ogni reparto si riuniranno nella loro IV Conferenza di Produzione, per discutere di tutti i loro problemi di stabilimento, di reparto: problemi rivendicativi, assistenziali e sociali, ma sopratutto e in primo luogo per discutere sul come è possibile sviluppare la loro produzione di Pace nell'attuale situazione di crisi generale, crisi provocata dalla politica di asservimento allo straniero e di conseguente smobilitazione della nostra industria, delle nostre fabbriche che il Governo di De Gasperi, espressione dei grandi monopoli, ha condotto in cinque anni di malgoverno; crisi provocata dalla tracotanza dei grandi monopoli i quali sof focano e impediscono ogni sviluppo produttivo. In secondo luogo discuteranno sulla neceessità di sviluppare rapporti commerciali con tutti i Paesi del mondo e sopratutto con quei Paesi a nuova democrazia che essendo in pieno sviluppo richiedono la nostra produzione, come la Polonia, la Cina ecc. e con i quali, per il veto posto dal governo clericale asservito, attraverso il

Piano Marshall, ai monopoli americani, è stato impedito ogni rapporto commerciale. Ma se questi sono i problemi che i delegati discuteranno, quale è l'interesse diretto che vi è tra questa Conferenza di lavoratori e i cittadini tutti, del rione di Lambrate? Gli interessi sono innumere-

voli; sono innanzi tutto

que-

gli stessi interessi che legano tutti gli Italiani ad un'unica sorte, ad un unico bisogno: questa sorte sarà quella della Pace, delle Libertà Democratiche, del Progresso se, il popolo unito interverrà per imporre la sua volontà ai ceti (Continua in

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I Congressisti di Napoli vi parlano Poteva mancale la parola della C.G.I.L. in questa discussione sul futuro della nostra fabbrica? No, certo : specialmente dopo il Congresso nazionale di questa grande organizzazione d lavoratori italiani da dove scaturì una grande verità: la C.G.I.L. è l'unica organizzazione sindacale che si batte per rafforzare l'unità di tutti i lavoratori. Le rivendicazioni scaturite dal suo Congresso, hanno dimostrato a tutti gli italiani come questa organizzazione sappia proporre veramente delle soluzioni ai problemi nazionali, nelo solo ed esclusivo intbresse della nostra Italia. Non può essere diversamente : : :la C.G.I.L. difende infatti tutte le classi la-

voratrici : si batte per elevarne il livello di vita, per questo propone di eliminare, se pure gradualmente, la spaventosa disoccupazione che colpisce il nostro Paese ; propone stanziamenti per l'industria, la nazionalizzazione dei monopoli elettrici e chimici, la lotta contro i latifondisti (malgrado la radio in questi giorni continui a strombazzare contadini, siamo in grado di chiarire con cifre la presa in giro : le terre che la legge stralcio prevedeva da aspropriare dovevano essere 710 mila ettari quelle espropriate furono 584 mila ettari ; quelle da consegnare sono 1953 mila ettari) ; il Congresso della C.G.I.L. (Continua in

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