alle riforme e a unanuova politica
Battere l'attuale linea e l'attuale gruppo dirigente
della DC
è condizione essenziale per la svolta democratica di cui il Paese ha bisogno
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alle riforme e a unanuova politica
Battere l'attuale linea e l'attuale gruppo dirigente
della DC
è condizione essenziale per la svolta democratica di cui il Paese ha bisogno
Fra i fatti di interesse nazionale e internazionale di così grave entità di questi ultimi mesi,quello che è apparso il meno drammatico crediamo che abbia al contrario una importanza primaria tale che dobbiamo cercare di analizzarlo nei dettagli.Ci rifqriamo l più precisamente,allo scandalo Watergate che ha portato alla dimisàione di Nixon. Non vogliamo con questa considerazione elogiare la democrazia americana.ripresentata,in Italia come modello dalla stampa borghese e dalla televisione.Da un lato siamo coscienti che a questo sbocco sono concorse anche le pressioni della parte democratica del dissenso americano, di cui bisogna naturalmente tenere conto,siamo però convinti che non è certo quello americano un modello di democrazia avanzato,proprio per il fatto che la democrazia americana ha permesso che siano nati e che si siano sviluppati per lungo tempo i germi di una cosi grave degenerazione politica.In sostanza bisogna considerare come mai in una "democrazia" abbiano potuto raggiungere i più alti incarichi dei ladri(Agnew) dei bugiardi degeneri come Nixon.La verità va ricercata naturalmente molto più indietro nel tempo e cioè nella crisi nazionale e internazionale che gli Stati Uniti si stanno trascinando da decenni.Non ci dobbiamo pertanto diment icare che la "democrazia" americana si è sviluppata in questi ultimi anni in un modo drammatico.Basta ricardare 9:1i assassini dei Kennedj,l'ailllandono della presidenza da narte di Jhonson e il più recente allontanamento di Agnew dalla vice nresidenza,fatto che aprirà la porta della Casa Pianca a Ford.Questa Crisi ha le sue radici nello sviluppo della lotta anti-imperialista a livello irternazionale,a cui ha fatto riscontro internamente il crollo del mito , americanoidifensore e portatore di pace, quale giustificazione demagogica ner il popolo americano della presenza imperialistica degli Stati Uniti nel mondo. Questa crisi dell'imperialismo è recentemente aggravata dal cònflitto fra Grecia e Turchia paesi entrambi appartenenti alla Nato.In questo quadro meglio si può comprendere la vera sostanza della tanto declamata "diplomazia" di Kissinger.E' chiaro che su questa via gli USA cercano di recuperare quello spazio che si vedono continuamente venir meno a causa delle lotte anti-imperialiste e che per questo non potrebbero recuperare sul piano Duramente di forza militare e di aggressione. Proprio perchè tale diplomazia si basa su detti presupposti dimostra tutta la sua fragilità.La vera distensione deve invece basarsi sulla giusta risoluzione dei undiLEt1 pro121emi che sono alla base dei n ort conflitti.tiosì ad esempio nel Medio Oriente non si può parlare di pace fino a che non sarà risolto il probleAla del popolo Palestinese. Le tensioni del Medio Oriente e di Cipro influenzano . direttamente l'Europa che al suo interno staìpttraliersando una profonda criéi politica ed economica..
contraddizioni
Tale crisi ha le sue radici nel modo come era stato affrontato il problema della ricostruzione dopo la guerra in Europa in cui si vedevano pronti gli USA a dettare le loro scelte economiche e ad imporre quelle politiche.Fatalmente questo ha portato l'Europa in una posizione di subordinamento economico,politico e militare agli Stati Uniti,subendo di conseguenza,in modo più forte le conseguenze degli scossoni dell'economia americana.Ma i gravi problemi in cui si dibattono la Inghilterra che è assilata da una profonda crisi economica e sociale, la Francia che vede compromessa la via su vecchi schemi economici dalle forze delle sinistre sempre crescenti,i fascismi portoghese e greco che sono stati spazzati via,indicano che alla crisi di un modello ormai sorpassato si possono e si devono adottare forme di gestione del potere in direzione del socialismo se si vogliono veramente risolvere questi problemi.Abbiamo voluto analizzare,in modo forse troppò schematico, queste situazioni mondiali ed europee parchè in questa realtà l'Italia non è una eccezione,ma è un caso dove tutte queste risultano più evidenti.
Sotto la pressione esterna americana,dei gruppi nazionali più reazionari e della DC,si è andato contro quello che il popolo italiano si era dato con la lotta e il sacrificio:quella Costituzione che vedeva nella unità del popolo il mezzo per andare avanti nella democrazia con la classe operaia a gestire il potere insieme ad altre forze sociali alleate.
La rottura di questa unità ha portato l'Italia ai punti che tutti conosciamo e se la democrazia è ancora salva lo si deve al nostro partito che insieme alla forze democratiche ha pronto a tutte le battaglie per la libertà.
E ancora oggi questa è la nostra linea,che attraverso deve spezzare le forze antidem cratiche,la linea politica e l'attuale direzione della DC.
saputo essere sempre lotte e proposte,
Tutto questo per creare quella forte unità di tutto il popolo che è indispensabile per andare avanti nella democrazia mi un programma politico,sociale ed economico che faccia protagoniste le grandi massa lavoratrici alla •estione del potere verso il socialismo.
RICORRE IL DECIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI PAI_MiRO TOGLIpk-rri.; OGGI IL_ suo PARTITO, CONTINUANDO RItitkOvk LO STUDIO DELLA SUA OPERA Di MILITAht"E NOLOIIONARIo. LA \In DI ToGLIGM, iL SUo INSEGNAMENTO, IL SUO PENSIERO ,RESTANO 1U 1 COMORI%V\ ITALIANI E PER IL tiovitiEmo OPERAIO itiTESNkl‘ONIM.E., come 1)N RICORDO wto, PATRIttONIO IhiSr.,ST(TOIBILE D( ‘DEE NELLA LoTvA PER LA DEMOCRAlIA E IL sX,IALISMo
Le previsioni del nostro partito circa le difficoltà economiche della ripresa autunnale dell'economia si stanno puntualmente verificando in forme sempre più acute e preoccupanti.Si scatena la speculazione sui prezzi dei prodotti di prima necessità,continua la stretta creditizia
Per le imprese minori e si affaccia un attacco alla occupazione e allo orario di lgvoro.Ci troviamo di fronte da una parte a difficoltà economiche reali,dall'altra a delittuose manovre sneculative a danno dei consumatori e dei lavoratori che hanno il duplice scopo di aumentare(facendo leva sull'.inflaziOne)profitti e rendite e di ristrutturare i processi produttivi facendone pagare i costi alla classe operaia e ricacciare indietro il movimento dei lavoratori dalle Posizioni conquistate in questi ultimi anni.
In queste condizioni sì di difficoltà,ma anche di chiarezza nell'analtsi delle cose la classe operaia dovrà sviluppare la sua lotta,a comin-r' ciare da subito, per non concedere in partenza altro terreno all'avversario.Sarà e dovrà essere una lotta dura perchè deciso e generale é lo attacco padronale e perchè,la necessaria azione di difesa dei salari (anche di pelli più bassi)non dovrà farci uscire dall'obiettivo di trasformazione sociale per il quale da anni il movimento operaio lotta. Su questo punto nodale si deve richiamare l'attenzione dei lavoi'atori, delle forze politiche,della opinione pubblica.LA CLASSE OPERAIA DOVRA4 CERTO LOTTARE PER IL SALARIO MA TENER PRESENTE CHE OGNI CONQUISTA SALARIALE SARA' UNA EFFIMERA VITTORIA SE NON SARANNO SPEZZATI I MECCANIS1M 'ECONOMICI CHE PORTANO A QUESTO TIPO DI INFLAZIONE.In breve,la classe operaia deve rivendicare in cambiamento radicale della attuale politica economica,facendosi carico di questi problemi,non solo compirà un at o di autodifesa,ma esplicherà ancora una volta il suo ruolo storico di forza dirigente nell'interesse di tutta la nazione.Se non si andrgeld ,una scelta di questo tipo 'la inevitabile conseguenza sarebbe un arretramento generale dalle posizioni conquistate,una feroce inteneificazione dello sfruttamento operaio,una divisione fra i lavoratori occupatt-edisoccupati; fra i giovani e i pensionati,fra Nord e Sud.
Là sceltaaella via aa seguire sarà la causa cne deciderà il bene o il male del futuro del sindacato,a secondo che si deciderà di mettere in evidenza la strategia delle riforme come essenziale o se si deciderà di ,-Ibbandonare questa strada.Le vere difficoltà del movimento sindacale non consistono ne7 decidelit una niattaforma rivendicativa per l'immediato, ma nel sanerla collegare alla linea più general9 nella soluzione dei grandi problemi sociali.Naturalmente uria tale impostazione deve tener conto dei
rapporti con il governo dal quale dipendono le decisioni di natura economica e quindi la realizzazione delle riforme e di una svolta nel campo sociale.
I primi sei mesi di questo anno hanno visto una serie di incontri con il governo di fatto inconcludenti e lo svolgersi di una possente pressione di massa per ottenere un cambiamento di linea economica. Questo cambiamento non si è verificato,e i decreti(anche se modificatine sono una prova.i)a questa esperienza deludente il movimento sindacale deve riprendere l'iniziativa per la rivendicazione delle riforme a meno che non si voglia ritenere che l'unico obiettivo sia il salario e la sua difesa. Ma la lotta sociale non può arrestarsi di fronte ad un governo che fino a questo momento ha rifiutato di prendere in considerazione le istanze più importanti del mondo del lavoro.La situazione economica è difficile ma c'è molto da fare avendone la volontà politica:CI SONO RIFORME CHE COSTANO POCO,ALTRE CHE NON COSTANO NULLA MA CHE ANZI FANNO RISPARMIARE ;CI SONO SPRECHI
IfEMPINC0-5,4 h cow 62., OPERAI 2
CHIEDO«) DI SEMRt ®i plus
i PREZZI i
INFINITI,GLI ENTI INUTILI,le spese improduttive da eliminare senza danno se non per gli speculatori di pochi scrupoli e di parassiti di sottogoverno,esistono possibilità di investimenti che,se pure hanno un costo,in breve possono produrre risorse che facilmente risucchiano i costi.Per una tale azione di risanamento occorre solamente la volontà politica;se questo governo ne è capace è necessario che ne dia immediatamente un.segno.I1 movimento sindacale deve riconoscersi in questi obbiettivi e non si dovrà fermare di fronte alla resistenza che si oppone alla sua linea e alla sua unità da qualsiasi parte provenga compreso il governo.Questa unità del sindacato,da verificare giornalmente rispetto ai contenuti,deve tradursi ormai anche in decisioni organizzative più impegnative e sostanziali.I1 delegato di fabbrica e il consiglio di zona sono le basi su cui costruire ogni prospettiva di unità organica.Ma questo solo non basta perchè per fare unità sindacale occorre anche la volontà politica dei dirigenti di ogni componente e la chiara posizione dei partiti9perchè se i partiti non possono fare l'unità sindacale possono agire in molti modi per far si che non si verifichi.Sopratutto è la DC che di fronte a tale problema deve dire apertamente se la via indicata dal sindacato sul tema dell'antifascismo,della difesa democratica e di un nuovo modello di sviluppo è garanzia di progresso o se invece costituisce un passo indietro?ad essere chiari bisogna dire che il processo unitario non deve fermarsi nemmeno davanti a posizioni antiunitarie della DC.
PIRN014possiAtio RIMEAURRE i 5(41-199P AOMENTI1400Molto ei è detto e molto si è scritto attorno alla questione della crisi dell'automobile e di conse= guenza dalla ?lat.
eu molti giornali si prospettano per la fine di settembre parecchie migliaia di operai in cassa integrazione alla Fiat stabilire quahto queste affermazioni siano derivate da una reale crisi o ae invece da una linea politica voluta dalla Fiat per mettere una grossa nregiudiziale alla lotta
n us r e automo • istiche mondiali la Fiat è quella fdrse Maggiormente in grado di assorbire con una certa elasticità l'urto della crisi, perché può fare assegnamento sulla tradizione e sull'alta specializzazione nel settore delle vetture di piccola e media cilindrata » (-da « II Notiziario Fiat » 'La Stampa, 15 armalo 1974).
che il movimento operaio si accinge a iniziare e quindi poter andare ad una ristrutturazione con un minimo ooeto,cì sembra oltremodo interessante da analizzare anche 'per= ahi la Magnettìè sempre più legata alla Fiat.
Per .aver, un quadro della situazione a livello nazionale e internazio= nale bisogna andare all'impatto che la questione del petrolio ha deste= • minato sulla industria automobilisticaaa caduta della doManda di au= tomobili,determinata dall'aumento del prezzo della benzina,è stata stando ai dati della,etampa,di circa il:20-30% a livello internaziona= le.Queeta situazione è difficilmente verificabile,resta però il fatto ohe un rallentamento c'è etato;nei primi mesi del 1974 si sarebbero riscontrati i seguenti dati della diminuzione della richiesta di auto= mobili:in Inghilterra la caduta della domanda sarebbe stata del 28% ( in vero su questa realtà ha anche influito la riduzione della setti= mana lavorativa a tre giorni voluta dal governo conservatore),In Germ= aria si sarebbe superato un calo di domanda del 30%.
Questo fatto ha determinato un tentativo di ristrutturazione nel senso di produrre soprattutto auto di Più lunga durata e di minore donsumo (piccole oilindrate),a questa riconversione orientata a mettere in evidenza più gli aspetti qualitativi della produZione si è accompagna= ta una più Profonda ristrutturazione determinata dalle misure protezi= onietiohe per impedire una tenetrazione sul mercato nazionale di auto straniere.
Un dato ulteriore è il fatto che sul mercato internazionale'ci sia sta= to un calo di domanda maggiore che in quello nazionale escluse le marche che dienonevano di una più amPia gamma di modelli (Fiat,Peugeot,Renault) E' ancora un dato che le case automobilistiche più crlpite siano state quelle più fortemente esposte sul mercato americano (Wolkwagen,vetture giapponesi) per la più Pesante misura protezionista ìn atto negli USA. I eudetti processi eraano negli USA in atto da tempo almeno da parte dei grkiDlli più direttamente aggrediti dalla concorenza internazionale.
Se cedete un dato chiaro in tutta questa situazione è che il malato non isolo NON STA PER MORIRE ma N3UMENO E' TANTO GRAVE.Lo scossone dato dal Petrolio ha ridato alla industria automobilistica una aggressi= vità necessaria perlattersi con tutte le armi a disposizione compreso il nazionalismo trote= zionistico contro il pericolo di una più rapi= da decadenza.
Poiché le armi impugnate sono quelle di una guerra commercialepuna volta recuperati costi più grossi del caro benzina:,si andrà senza altro ad una nuova struttura da attuale e passatainella produzione dell'automobile a livello mondiale.
In questa logica si inserisce la diminuzione dei posti di lavoro che il settore subisce un nò ovunque:la Wolkwagen ha già,ad esempioviniziato il suo "sfoltimento" licenziando circa 5000 operai;i licenziamenti bianehi e sospendimi dal lavoro sono la misura addotata dalla industria americana e da quella europea,il blocco delle assunzioni è un dato di fatto generalizzato.La ristrutturazione ha dei costi e le industrie tendono a farli pagare alla classe operaia o alle casse dello Stato e non certo farsene direttamente caríco.La spinta inflazionistica e le misure prese per superarla chiariscono che la classe operaia è chiamata a pagare l'affare del petrolio e della ristrutturazione in termi- ni assai -più incisivi di quanto sono in termini reali le ripercussioni sul settore dell'auto(questo si verifica in maggior misura in Italia).
Leggendo la stampa internazionale ci si rende sempre più conto che la industria automobilistica che meno ha risentito della crisi del settore é la Fiat.
La iat è l'uniqa marca che in Svezia e neglitleNegli USA la Fiat ha prospettive più rosee che aumenta le proprie vendite in Inghilterra, altri produttori,"nel campo delle vetture urbane" sostiene il Susiness Week"ha problemi reali sottolinea in modo deliberato per persuadere il governo e il sindacato. che ha bisogno di una maggiore collaborazione".
Per quanto riguarda il mercato interno la Fiat ha avuto un calo del N nei primi sei etesí del 1974 mentre la società sostiene in un prieno tempo di averne avi to 11 20% alludendo al calo delle prenotazioní.Successivamente la Fiat ha informato che invece nel 1974 ha venduto il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 1973.
Questi pochi dati valgono ad illustrare vari problemi:nonesolo la Fiat SI E° RAFFORZATA all'interno e fuori,ma il suo rafforzamento all'estero non si basa solo sulla produzione "italiana",ma attinge dalle fabbriche sparse in tutto il mondo; (Polonia,Iugoslavia, G.Bretagna,lrlanda, U3A,Costa Rica,Venezuela,Cile,Argentina, Spagna,Francia,Portogallo,Germania,Austria, Marocco,Algeria,Tunisia, Egitto,Sud AIrica,Uruguai, Brasile,Romania,URSS, Turchia,Corea,Giappone, India,Thailandia,Malesía, Indonesia9fluova Zelanda).
Dopo queste considerazioni,vedíamo che cosa vuole la Fiat
A) Elasticità nell'uso della forza Lavoro.
Un primo fatto consiste nel blocco delle assunzioni(perdita di alcune migliaia di posti di lavoro), poipmentre la produzione nei primi sei mesi è au-
mentata del 1351con la minaccia della cassa integrazione la ViAT ha chiesto ampi margini di mobilima tra comparti produttivi diversi o all'interno aello stesso comparto auto.
Questo ha come obiettivo il libero uso della forza lavoro da un lato e l'attacco diretto al Sindacato in fabbrica (con la rottura dei gruppi omogenei e il trasferimento a ruota libera dei delegati) dall'altro.
b)Sovvenzione diretta all'azienda (o almeno alle esportazioni non tenendo conto dell'abuono IVA di cui già godo).
Sostegno del proprio mercato attraverso una politica dei trasporti pubblici ancora legati alla motorizzazione privatalma che Potrebbe dare buoni profitti con modesti interventi di ampliamento della capacità produttiva.
Ingresso nel campo delle rendite attraverso l'affidamento alla FIAT stessa di cervellotici progetti di investimenti sociali (costruzioni di ospedali,scuole,etc usando gli operai messi in cassa integrazione)
Il problema a cui siamo giunti e di vitale importanza ner lo sviluppo del nostro paese.
Se è vero che è in crisi l'auto ma ben lontano dal tracollo, non si deve più considerare l'automobile,come in passato,emblema delle nostre capacità di sviluppo.
la classe operaria e il sindacato hanno respinto questi inviti con la vertenza dei primi mesi del I974..Ma questo non basta! Bisogna che il Governo ( dai veri o falsi dilemmi della propria solvibilità finanziaria) indichi al Paese quali scelte prenderà per il futuro rispetto allo apparato produttivo, e che queste siano le rivendicazioni che il movimento operaio deve portare avanti nei confronti del Governo.
Oggi in Italia il movimento sindacale ei trova a dover fronteggiare un duro attaco che si articola su due fronti.
Sul fronte politico la coalizione governativa none enormi ostacoli ad un costruttivo confronto sindacale e di conseguenza con le masse lavorative con la coseguenza che il nadronato pubblico e nrivato marcia sulla strada delle speculazioni,degli imboscamonti,delle fughe di capitali e degli attacchi ai livelli di occupazione.
Sul fronte strettamente sindacale la posizione della confindustria sulle vertenze aziendali denuncia il suo tentativo di liquidare le rivendicazioni aziendali ,di fiaccare i lavoratori colpendo le oreganizzazioni sindacali.Per ottenere questo non si rinuncia a nulla tanto meno alla vecchia arma della nrovocazione.
Si ALLE RIFORME' Si ALLA
sistAtiLib igUiv er:
La direzione usa questa arma in vari modi: DEMocRRUA tira in lungo la vertenza e la definizione dell'inquadramento unico,ed altre questioni come ad esempio gli oganici della mensa.NON TRALASCIA NATURALMENTE DI PIAZZARE FRA I LAVORATORI ELEMENTI PROVOCATORI.E' ut1le soffermarsi brevemente sul come la direzione,avendo a disposizione.nurtronno sul mercato una grossa quantità di mano d'onera metta in atto una selezione rigida nrima di assumere del nersonale e come attraverso queste maglie elementi fascisti venivano e vengono assunti.
Ma al momento attuale è tronpo nericoloso assumere fascisti vecchio stamno che non
avrebbero più nessun spazio fra i lavoratori,allora si ricorre a quelli dipinti di rosso come i camerati di LOTTA COMUNISTA ben nrotetti e mantenutioTanto ner togliere ogni dtbbio recentemente durante una manifestazione antifascista a Piazzale Loreto hanno assalito alcuni compagni del servizio d'ordine con spranghe di ferro ferendoli in modo grave.Sono semmre i "compagnindi LOTTA COMUNISTA che hanno imbastito la più recente provocazione alla Magneti facendo stretta lega con altri gruppi di "rivoluzionari".In questa occasione la Direzione del personale(cosi difficile da muovere quando si tratta di incontri con il sindacato)arriva di corsa al completo seguita anche dai suoi fotografi. A chiarire l'alleanza fra la Direzione e i Provocatori ci sono i loro comuni obiettivi:L'ELIMINAZIONE IN FABBRICA DEL SINDACATO E DEL rCI i.-veri reali loro nemici.
Quanto detto si verifica in un momento in cui si fa sempre più forte l'esigenza: nel naese della nresenza dei comunsti al Governo. Ma proprio in questi momenti più dura diventa la reazione nadronale e si cerca di fermare quel nrocesso che ha determinato la forza del nostro nartito che è la nostra linea di lotta ner l'emancipazione della classe oneraia nella democrazia verso il socialimo.Dicevamo che impedire questo nrocesso significa colpire la classe operaia anche con il mezzo della cassa integrazione.Ma a queste minacce bisogna risnondere in modo duro e unitario ner cui è narticolarmente importante una maggiore nresenza e impegno di tutti i comunisti della Magneti che devono essere in testa a tutte le lotte.Dcbbiamo con tutti i nostri mezzi, chAire ai lavoratori che affinche i sacrifici fatti con tante lotte , le rivendicazioni abbiano un senso bisogna cambiare radicalmente lo attuale indirizzo nolitico ed economico e che questo si può fare solo con i comunisti.
L'orientamento della maggioranza di centro sinistra a favore dello aumento dei trasporti e di altri servizi comunali,ranpresentaimentre è generale l'attacco al potere di acquisto dei lavoratoripuna scelta politica errata e antipopolare;sia per l'entità degli aumenti proposti sia ner l'asgenza del Comune di un impegno per una nuova politica nel settore dei trasnorti,sia nerche scoraggiando l'uso del mezzo pubblico si determina una ulteriore congestione del trafico della città.Le difficoltà economiche del comune di Milano non sono una giustificazione per una linea di condotta antipopolare.E° un fatto grave che non si voglia tenere conto dalla nosizione assunta dai sindacati e che invece si abbiano accolte interamente le proposte nrovvenienti dalla DC.
L'impegno del PCI è quello di contrastare oueste misure antipopolari e di orsganizzare nel Consiglio Comunale e nella città un'azione di lotta ner imporre una revisione delle scelte della maggioranza di centro sinistra.Dove i comunisti partecipano alla gestione della cosa pubblica i cittadini nossono usufruire del servizio pubblico;ad esempio,nel seguente modo:
BOLOGNA -50 lire -tariffa ordinaria
-gratis -fino alle 9 e dalle 16 alle 20 -ner studenti anche dalle 12 alle 15 per i serali dalle 20 alla fine del servizio. Per gli anziani con nensioni fino a lire 65.000
Quasi con le stesse modalità questo si verifica a Modena e Reggio E.
Il "Corriere della sera" agita lo snettro della "disobbedienza" civile,il "Manifesto" parla del"delegato di nulmartcome di un ministro dei trasporti uscendo con il seguente titolo a nove colonne:"l'autoriduzione delle tariffe è l'unico governo possibile e decente";a queste posizioni quelle simili di altri grànni di "sinistra",in realtà questi sono tutti casi di deviazione della realtà.
Quello che è sucesso in questi giorni a Torino non è rivolta contro lo Stato e nemmeno una "selva la esplosione di disobbidienza civile fine a se stessa'g
Questa era la strada percorsa dagli anarchici di cento anni fa e riproposta oggi dai radicali di "anella o da quelli che sobo ammalati di cecità politica cronica.
La realtà è ben diversa ,cerchiamo di darne una immagine.
Dono i decreti governativi,che davano via libera alle Regioni per effettuare rincari delle tariffe elettriche e degli autotrasporti,(del 25/30) mentre in altre regioni(guarda caso quelle amministrate dai comunisti) si respinge l'invito quella piemontese nermette di poter fare dei"rítocchi" sui prezzi dei trasporti0A questo nunto i lavoratori d Torino reagiscono vivacemente contro l'aumento di un servizio dei più cari e inefficienti d'Eurona.Dono un nrimo neriodo di sbandamento (blocco di automezzi) si inserisce un elemento di or•anizzazione cosciente del rifiuto.
Come si siano organizzati gli operai per pagare il biglietto-al vecchio prezzo tutti lo sanno,ma che i soldi raccolti dalla FLM andavano come acconto di unDzakudauaIrattaxe con la Regione nessuno lo dice.N on si tratta quindi di "un nuovo modo di fare i biglietti"e nemmeno " una forma di auto governo"MA DI UNA LOTTA CHE IL SINDACATO "ORTA AVANTI COME MEZZO CHE HA IL FINE DI ARRIVARE AD UNA CONTRATAZIONE SUL PREZZO DEL BIGLIETTO CON GLI ENTI PUBBLICI.In questo senso la Regione è,stata costretta ad una modifica tanche se giudicata negativa dai sindacati) delle sue posizioni iniziali:l'aumento del biglietto è stato ridotto dal 30 al 15% fino a 25 Km. ,dal 30 al 20% ner i biglietti superiori a 25 Km.E' questa la strada su cui vuole andare il sindacato non solo ner ottenere un tamponamento dell'aumento dei prezzi ma ner andare ancora più avanti individuando giustamente nella riforma dei trasporti nubblici il rimedio a questo stato di cose. La riduzione organizzata sindacalmente non uud e non deve essere una forma generallizzata. T rischi gravi della frantumazione del movimento in spontantismi in difesa dalla crisi vanno evitati.Per questo bisogna capire che il tino di lotta non risolve il prohlema,partire da queste forme di lotta è giusto,ma fermarsi qui sarebbe follepal contrario queste lotte vanno indirizzate su obbiettivi
Bisogna passare rapidamente ai fatti:collegare salario e riforme,scala mobile e investimenti nel sud,occupazionu ensione:tutto questo con un movimento sindacale unito e una direzione sindacale omogenea.
Per la forma di lotta assunta per le tariffe e neri trasporti la "disobbidienza" civile non c'entra,come non c'entra la teoria(messa in giro dai propugnatori dell'autoriduzione)2di fare pagare i trasporti dei dipendenti ai padroni delle aziebde,una soluzione corporativa che escludeva la grande massa degli utenti dei servizi dalla battaglia di riforma in attesa che 11"meccanismo del sistema si logorasse" ner autocombustione.
In una situazione di crisi generalizzata,nel momento stesso in cui si rende necessaria e urgente una moltiplicazione della capacità del movimento operaio di operare sintesi NON SOLO POLITICHE MA SOCIALI,la variopinta "area della sinistra" di "classe" uunta tutte le sue carte in questo caso davvero "meschineugsulla ricerca di uno spazio politico oualunque,espellend2conati:22121:12122gla via del"tanto peggio,tanto meglio"(