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IL PREMIO DI PRODUZIONE"LA GELOSO 1--Ark CRISI
Wroàuzione e premio come lavoro e paga fra uomini e donne fanno a pugni con l'art. 37 bella eostituzzone e con l'art. 15 del contratto
PARITÀ DI SALARIO A PARITÀ DI LAVORO
Caro Microfono, Proprio in questi giorni, in occasione dell'assemblea precongressuale della nostra fabbrica, indetta dal sindacato FIOM, si è puntualizzato un grosso problema che da molto tempo è al centro delle discussioni fra noi donne. Questa grossa questione si chiama premio di produzione ed interessa particolarmente noi lavoratrici perchè siamo quelle che in maggior misura facciamo la produzione che poi determina il premio di cui tutti godono. Siamo dunque noi delle linee, delle catene, dei reparti che a sera dobbiamo consegnare tanti pezzi, dobbiamo litigare col tempo e col tempista, dobbiamo vedercela con il capo reparto, con le riparazioni, con il materiale da lavorare che a volte lascia a desiderare e quando è la fine della quattordicina andiamo a casa con 2000, 2500 lire di premio. Fino a qui dati e fatti. Ade§so caro Microfono lasciami fare delle considerazioni. Noi sappiamo, tutti sanno che un operaio od un impiegato nanno paghe superiori alle nostre malgrado vi siano leggi e contratti già operanti che ci dicono che non sempre queste differenze sono legittime e giustificate (vedi impiegate e vedi operaie che espletano mansioni uguali ad impiegati od operai). Tutti inoltre sanno come, se per un operaio la possibilità di avere saltuariamente qualche aumento di merito è alquanto modesta (poi da un anno a questa parte le possibilità sono diventate nulle per tutti) per noi donne, salvo casi veramente eccezionali, gli aumenti di merito fanno parte di quegli avvenimenti memorabili che forse le nostre anziane e canute compagne di lavoro che da 10 o 12 anni non conoscono più l'ebrezza della liretta di aumento di merito, raccontano ai propri nipoti che con gli occhioni spalancati ascolteranno increduli.
Completa il quadro la differenza dei già citati premi di produzione (differenza che diventa di 1 a 4 negli impiegati). Dopo di che non mi resta che richiamare l'attenzione di tutte le interessate e della C.I. perchè questo stato di cose che si tramuta in pratica col malcontento generale, sia esaminato e modificato. A questo scopo mi sembra utile fare delle proposte. Un problema che da tempo aspetta la sua soluzione è quello del riproporzionamento del premio di produzione sulla paga conglobata. E sempre in questa occasione si deve rivalutare il premio tenendo conto delle differenze da me citate. Altra proposta è quella che gli aumenti di merito non siano più un mito per la donna. Resta al centro di tutte le rivendicazioni il giusto incasellamento di categoria di molte lavoratrici che secondo me, per il lavoro che fanno, non hanno la giusta categoria, l'applicazione dell'art. 15 di cui tu caro Microfono hai sovente parlato e l'uguale salario ad uguale lavoro. Per queste cose che ho detto come ho potuto io ritengo che le donne della nostra fabbrica debbano mobilitarsi per realizzarle. Alla C.I. saperci guidare.
Un problema che certamente interessa milioni di lavoratori ma che è ancora oggi poco dibattuto è quello della parità di stipendio fra uomo e donna che fanno il medesimo lavoro o come dice l'art. 15 del contratto di lavoro: parità di salario e di stipendio per quelle donne che fanno lavori tradizionalmente maschili. Io plaudo a « Mricofono » che nel suo ultimo numero apriva con tre colonne su questo problema mettendo anche in rilievo la quanto mai interessante sentenza del tribunale di Milano che nella sostanza riafferma il diritto della parità di paga già sancito dalla Costituzione e da norme contrattuali. Anche nella nostra' fabbrica il problema della parità, senza che esso abbia un aspetto grave si pone. Volendo citare degli esempi noi vediamo che nel reparto puntati ici ed avvolgitrici diversi uomini e donne eseguono il medesimo lavoro e quantitativo e qualitativo e la retribuzione è cnstpri7i2)mPrife rn , - are per le donne. Le stesse cose si possono dire per quanto si riferisce a certe mansioni di ufficio specie per quanto si riferisce l'amministrazione e l'ufficio vendite. t un problema questo che non è riuscito ancora a trovare il mordente fra le categorie interessate che, almeno nella nostra fabbrica si sono atrofizzate nella idea che « purtroppo le cose stanno così e fatalmente restano così ».
PADITA'DilPDIMIO DI PhODUZIONI.
Caro « Microfono » Vorrei fare una proposta per vedere di mettere a posto una questione che lascia poco soddisfatte me e le mie compagne di reparto. Si tratta della distribuzione del premio di produzione che come si sa viene fatta in base alla vecchia paga che oggi viene chiamata « punti».
Questo sistema per mio conto non è giusto perché alla differenza di paga esistente fra una lavoratrice e l'altra si aggiunge la differenza del premio. Ora; se si può giustificare la diff eren-; za di paga con la anzianità che una lavoratrice può avere o con la provenienza di un atro reparto o di un altro gruppo con lavorazioni differennte, non è giusto che donne che fanno lavoro uguale, il premio, che è il prodotto della collaborazione di tutte, della medesima buona volontà e, del medisimo contributo, sia in cifre differente.
Cosa propongono le lavoratrici del reparto dove lavoro?
Che l'attuale premio migliorato e corretto sia distribuito in parti uguali ai componenti la catena, il gruppo od il reparto, attraverso la produzione, il premio. Non più percentuali quindi ma una divisione matematica della cifra del premio determinata dalla produzione. Questa è una proposta che se accettata dalla Direzione porterebbe via tanto malcontento che realmente esiste nel mio reparto ed in altri reparti della fabbrica.
La responsabilità forse è un po' di tutti noi, dirigenti sindacali, che non abbiamo saputo infondere quella fiducia nel giusto diritto di rispetto delle leggi operanti.
Oggi la magistratura chiama alla realtà delle cose datori di lavoro e lavoratrici e sarebbe veramente condannevole se a grato richiamo non rispondessimo con energia e sollecitudine. La questione mensa ha saputo suscitare slancio ed entusiasmo fra i lavoratori di tutta Italia: il problema della parità di retribuzione nei casi previsti dalla legge o dai contratti, deve convincere tutti che è una questione di diritto e come tale va impugnata. Ricordiamoci però che il magistrato, malgrado tutta la sua obbiettività e giustizia, non riuscirà che in parte e molto lentamente a risolvere la questione, chi deciderà sarà come sempre la lotta, la lotta decisa, intelligente, unitaria dei lavoratori.
Ogni qual volta i lavoratori della nostra ditta pongono alla Direzione le loro rivendicazioni, la risposta da parte dei dirigenti è sempre la solita: C'è crisi, difficoltà di vendita, il mercato non assorbe, bisogna ridurre il personale, e via dicendo. E' bene chiarire che se la ragione a cui si fa ricorso è vera, la causa di questo stato di cose non è certo dovuta agli alti stipendi dei lavoratori che come ben sappiamo sono al disotto del 50% e più del salario tipo che la statistica nazionale definisce necessario per poter vivere.
Se poi facciamo un confronto con i paesi industrializzati quale l'America, l'Inghilterra, la Francia, (per non parlare dei paesi socialisti ed a nuova democrazia), il salario nostro rispetto a questi paesi è la metà ed alle volte 1/3, 1/4.
Se il costo della mano d'opera, come abbiamo dimostrato, non è quer° che determina la crisi quali sono le cause che la determinano? A nostro avviso una delle ragioni fondamentali è l'esistenza del monopolio. La
R. C.
Ancora sulla parità ui salario
Geli esempi belle operaie della della "92iv„ e (iena '`?"iat„
Nelle trattative in corso per il completamento del Contratto di lavoro particolare rilievo assumono le discussioni sulle definizioni ed esemplificazioni delle categorie femminili.
La posizione intransigente degli industriali, nell'ostinarsi a non voler riconoscere il fattivo apporto di capacità ed intelligenza dell'operaia metallurgica al processo produttivo moderno, giunge all'assurdo pretendendo di riportare nel contratto Nazionale la regolamentazione del Contratto stipulato dai Sindacati fascisti nel 1942.
La posizione degli industriali è di non tenere in nessuna considerazione l'esigenza e la rivendicazione fondamentale delle lavoratrici dell'avvicinamento delle retribuzioni femminili a quelle maschili nel completamento del Contratto di Lavoro per conquistare gradualmente la parità con gli uomini; anzi gli industriali vorrebbero acentuare le differenze a danno delle lavoratrici così fortemente sensibili a questo principio di giustizia.
Le lavoratrici metallurgiche hanno al lavoro attivo una grande esperienza di lotte e di successi, hanno conquistato con ìl conglobamento l'avvicinamento del salario con uno scarto del 16 per cento coi salari degli uomini.
Alla Olivetti di Ivrea, dopo una lotta unitaria di tutte le operaie con la solidarietà dei lavoratori, le lavoratrici hanno conquistato miglioramenti salariali, coll'avvicinamento alle paghe maschili portando lo scarto al 9 %.
Alla Riv di Torino, dopo la richiesta presentata da tutta la C.I., in modo unitario, in occasione dell'8 marzo, per l'avvici-
namento del premio di stabilimento delle donne a quello degli uomini, le lavoratrici forti della loro unità conquistata con un lavoro intelligente e tenace hanno iniziato un'agitazione con riunioni di reparto, delegazioni, fermate, ecc.
Sotto la continua pressione delle operaie la direzione è stata costretta a riconoscere il diritto delle donne ad avere un premio di produzione corrispondente al loro lavoro avvicinandolo a quello degli uomini.
Alla FIAT Mirafiori e alla FIAT Lingotto le operaie stanno attivamente preparando un'azione per l'avvicinamento del guadagno di cottimo a quello degli uomini.
Per rintuzzare i tentativi degli industriali di peggiorare le loro condizioni e per ottenere nuovi miglioramenti le operaie hanno volontà di battersi ancora con coraggio e fermezza.
corrente elettrica bisogna pagarla al prezzo che vuole la Edison, il gas eguale; i carburanti al prezzo voluto dai monopoli stranieri.
In questi ultimi tempi nella nostra fabbrica si insiste nel concetto che la crisi sia causata in parte dai lavoratori che non collaborano alla produzione; noi diciamo subito che-a parte alcune eccezioni, ciò non corrisponde a verità.
I lavoratori della nostra fabbrica hanno coscienza di fare come per il passato il loro dovere. Si dice «ma fuori il lavoro costa meno ». Ebbene noi diciamo che è assurdo paragonare una grande fabbrica quale la nostra con un nome stimato, ad un qualunque imprenditore senza• scrupoli che tratta chi lavora come bestie da soma, negando loro un giusto salario. Perché se le grandi imprese come la nostra si cullano nell'illusione di risolvere la risi in questo modo esse l'aggraveranno ancora di più.
Noi pensiamo che la soluzione sia un'altra. Bisogria mettersi al passo con la modernizzazkine degli impianti c tecnica. Non vale pretendere uno o due pezzi di più al giorno dallo sforzo del lavoratore, quando altri con sistemi e macchine più progredite centuplicano la loro produzione.
Non ci sappiamo spiegare come un imprenditore capace, volitivo, intelligente quale è l'ing. Geloso, che ha saputo creare una lunga schiera di ottimi collaboratori e conquistarsi così la stima e l'ammirazione di vasti strati di opinione pubblica, pensi oggi di risolvere i problemi della crisi con misure non certo degne del suo passato e della sua capacità. Noi siamo certi che egli saprà anche in questo frangente trovare la soluzione giusta, dando prospettive di sviluppo all'azienda alla quale tutti i lavoratori, come per il passato, daranno il loro concreto contributo di buona volontà e d'intelligenza. Ciò presuppone tranquillità, sicurezza, e prospettiva di un miglioramento continuo anche per chi lavora.
A questi principi deve rimanere legato il buon nome della nostra Azienda. E. non ai principi della rinuncia e del vivere alla giornata, e della mancanza di prospettive.
VITA DIIIMATICA DMA
L'esito delle elezioni della Sez. sindacale FIOM aziendale
Nel quadro della preparazione della assemblea precongressuale di fabbrica tenuta sotto gli auspici della FIOM si sono avute le elezioni del direttivo della Sezione sindacale di fabbrica della FIOM a cui hanno partecipato 585 iscritti al sindacato (su 725 effettivi). I 584 voti validi (una scheda bianca, 45 assenti) sono stati così distribuiti: Pelosi Giovanni voti 555; Caccia Renato 550; Bologna rag. Angelo 433; Bianchi Mario 432; Di Biasi
Pasquale 388; Pisani Giuseppe 361; Delmati Luisa 341; primi sette classificati che vanno a comporre la Sezione sindacale di fabbrica. A questi nuovi Dirigenti a cui i lavoratori aderenti alla C.G.I.L. hanno dato liberamente e segretamente il loro suffragio, vadano i nostri migliori auguri di buon lavoro e la certezza che la consapevolezza della responsabilità direttiva che grava sulle loro spalle riesca di stimolo a superare le difficoltà ed i sacrifici che il loro compito comporta.
A tutti buone
feste
15
degli Operai della Geloso Redazione e Amministrazione VIALE BREN tA, 29 1.10
Dicembre 1955 - N. 19-20 Quindicinale degli Ir :ari e
CAUSE ED EFFETTI
Uno giusta critica
Un successo veramente encomiabile hanno avuto le elezioni del Comitato della Sezione sindacale di fabbrica aderente alla FIOM (C.G.I.L.) e di questo me ne compiaccio come un successo della maturità e della democrazia esistente nella grande Confederazione del lavoro. Ma non posso esimermi dal fare un appunto che riveste, secondo me, una certa gravità. L'appunto si riferisce al fatto che le schede elettorali non sono andate a tutti gli iscritti. Dai risultati, che non sono ancora stati resi pubblici ( altro grave sbaglio) risulta chiaro che diverse decine di iscritti hanno mancato all'appello (non si trovano neppure fra gli astenuti), solo perchè non è stato dato loro la possibilità di votare. Dai primi commenti, a votazioni ultimate, era facile arguire che le omissioni (certamente non volute) avevano scontentato con giusta ragione chi si sentiva menomato di un diritto sacrosanto. Difetto di organizzazione? Non sarebbe una novità. Questo dovrebbe però insegnarci che quando si fa una cosa seria, che in fondo, malgrado ciò che si possa dire in proposito, sta tanto a cuore ai lavoratori, come quella di eleggere i propri dirigenti sindacali anche se aziendali, non ci si può permettere il lusso di affrontare la cosa, quasi improvvisando. Questo ci deve insegnare la giusta critica che impiegati ed operai dimenticati in questa votazione, _i fanno. E di questo il nuovo direttivo della Sezione Sindacale teste eletto ne deve tener conto per l'avvenire. Un impiegato che non ha potuto votare
Revisioni delle pensioni e il diritto alla assistenza INAM este
.71 eral comunica
Anche quest'anno, come è ormai tradizione, il cral distribuirà a tutti i tesserati Enal 1955 un dono quale, omaggio augurale delle feste di fine d'anno. Si avvertono quindi tutti gli enalisti aziendali che il pacchetto formato da una bottiglia di liquore e una stecca di torrone verrà distribuito, dietro presentazine della tessera sociale, mercoledì 21 dalle ore 17 in avanti nel locale del cral stesso.
(111 lIA [ATTO
I DA((A I
Si comunica:
A tutti coloro che si sono prenotati per il pacco Frontini e che hanno completato il pagamento, che mercoledì 21 c. m. sarà fatta la distribuzione di tale pacco, nel locale del cral aziendale ed a partire dalle ore 17.
Il "BAMBIN della Direzion
Il tradizionale dono di Na tale che la Ditta dà ai figli dei dipendenti che non abbiano superato i quattro anni di età, quest'anno è costituito da un camion e rimorchio per i bambini ed una bambolina in altalena per le bambine. Tale dono verrà consegnato ai piccoli il giorno 22 (giovedì) alle ore 17 nel locale del cral.
Comunicato dal " nido
Per dare a tutte le mamme che portano i propri piccoli al nido, la possibilità di dare notizie sulle condizioni fisiche dei bambini e chiedere eventuali consigli, si rende noto che l'asist , n+e Sanitaria del nido sarà a discosizione delle interessate tutti i lunedì mattina.
Il 21 febbraio 1954, il numero 8 di Lavoro usciva con una pagina nella quale spiccava la fotografia di un anziano pensionato allo sportello della posta, e un rande titolo: « Lo standolo e pensioni ». E c'era ben ragio- e di dedicare a questo avveniento la propria attenzione; così come c'era ragione di usare la parola « scandalo ». Che cosa era avvenuto? Qual'era lo scandolo che il nostro giornale, e con esso la Federazione Nazionalt dei Pensionati, la Confederazione del Lavoro e l'Istituto Confederale di Assistenza, denunciava? La storia non è semplice, ma vale la pena di raccontarla. Era accaduto che, in seguito al ricorso di un pensionato all'INCA, ci si era accorti che l'Istituto Nazionale Previdenza Sociale, non applicando integralmente la legge sulla rivalutazione delle pensioni di invalidità, vecchiaia e superstiti, defraudava circa un milione di lavoratori pensionati con una somma valutabile a 8.000 lire annue per ciascuno, incamerando qualcosa come 8 miliardi l'anno.
Ci si poteva chiedere come fosse stato possibile che nè l'IN PS, nè il Ministero del Lavoro che ha l'incarico di controllarlo si fossero accorti dell'errore, e non avessero provveduto; e ci fu chi disse che l'INFS aveva bensì avvertito il Ministero ma che era stato consigliato di non far scoppiare lo scandolo, che
qualitd (5i rapporti
Caro ,< Microfono »
I dibattiti in corso, in preparazione del congresso della CGIL ha appassionato anche nella nostra fabbrica gli operai ma dobbiamo riconoscere che per gli impiegati le cose stanno in modo diverso. Sono state prese si delle iniziative per promuovere un dibattito sui problemi specifici della categoria ma il risultato, dobbiamo dirlo con sincerità, è stato nullo per la mancata partecipazione degli interessati. Quali sono i motivi di tanto as-, sentismo? Secondo me, sono ancora i motivi che hanno spinto il compagno Lama Segretario generale della F.I.L.C., ha proporre. lanciandola nel dibattito, la costituzione di una confederazione di impiegati della industria. A su fragio della sua proposta il compagno Lama afferma fra l'altro: v Certe costatazioni mi portano a concludere che gli impiegati dell'industria, a differenza dei bancari, degli assicuratori, degli insegnanti, non ci seguono perché contano troppo poco nei nostri sindacati perchè ritengono di contare troppo poco. Ciò spiega la loro inerzia sindacale, la loro indifferenza. il loro disinteresse non solo per noi ma anche per le altre organizzazioni.
Giunti a questo punto, occorre guardare in faccia la realtà e trarre le conclusioni politiche e organizzative adeguate. A mio avviso, una di esse dovrebbe essere la costituzione di una federazione di impiegati dell'industria, nell'ambito della CGIL.
Una tale soluzione sarebbe favorita dal fatto che fra gli impiegati amministrativi (e in. mi-, nore misura fra i tecnici) esiste una affinità di mansioni anche per settori diversi, maggiore di quella esistente fra impiegati e operai di una stessa branca industriale.
In questa nuova organizzazione gli impiegati dovrebbero elaborare le proprie rivendicazioni (contratto unico?) e battersi per ottenerle, con l'appoggio solidale degli operai quando fosse necessario. Si dirà che con questo sistema si rompe l'unità organizzativa nella fabbrica. Ma oggi, con gli impiegati fuori della nostra organizzazione e intimiditi dal padrone, l'unità non è forse di fatto già rotta?
Al contrario, un ritorno degli impiegati alla vita ed alla lotta sindacale favorirebbe un avvicinamento fra operai e impiegati, smussando le punte di settarismo e i preconcetti dai quali finora non siamo riusciti a liberarci.
L'esperienza ci insegna che tutti i problemi risolti nella nostra fabbrica (e non sono pochi) sono stati risolti dalla lotta condotta dagli operai e dagli impiegati di reparto mentre scarso per non dire nullo è sempre stato il contributo degli impiegati amministrativi. Penso dunque che la proposta della costituzione di una federazione di impiegati della industria avrebbe per lo meno il vantaggio di far ca-:, dere tanti preconcetti e tante situazioni di fatto, quale l'insufficienza sindacale della categoria, l'antagonismo, più di forma che di sostanza, con gli operai, la maturità di classe ecc. ecc., in quanto si avrà la possibilità di dimostrare che anche la categoria impiegatizia è costituita da lavoratori che sanno quello che vogliono e che sanno anche lottare per portare avanti le loro rivendicazioni onde migliorare le condizioni di vita e le condizioni sociali della categoria. Vi è qualche collega che la pensa come me? O qualcuno che non è d'accordo? Avanti, il dibattito è aperto a tutti.
S. ZOLI
Quello dei rapporti fra lavoratori e dirigenti non è tema nuovo per il nostro giornale.
Lo vogliamo rispolverare in considerazione di una necessità che si fa viva particolarmente oggi che, come si dice, il mercato del nostro settore produttivo si fa difficile.
Beh! Direte voi, che attinenza hanno i due problemi? Potrei rispondere che quando in una famiglia esiste l'accordo e l'af fiatamento, molte controversie si possono superare con facilità. Accordo, in una grossa famiglia come è la Geloso, significa rispetto reciproco, obbiettività, comprensione e non ultimo, valutazione, dirò meglio, valorizzazione del lavoro e del lavoratore.
Si dice da parte della Direzione che quello della qualità è e deve restare l'obbiettivo fondamentale della nostra produzione che, per questa sua qualità deve continuare ad imporsi agli altri prodotti per ristabilire quell'equilibrio venuto meno con l'invadenza dei prodotti stranieri. Giusto orientamento questo, che a mio modesto parere deve trovare consenzienti tutti i lavoratori della fabbrica, che sono fra i più a trovare veramente piacere nel sentire in giro giudizi lusinghieri su questo o su quel nostro prodotto. Ed in fondo, lasciatecelo dire, è una delle poche soddisfazioni che i lavoratori ricevono, proprio da persone sconosciute che senza saperlo ci fanno sapere che il nostro lavoro, la nostra capacità conta pur qualche cosa nel processo produttivo della fabbrica e del Paese. Cercandolo, si trova il corrispettivo riconoscimento nell'ambito della fabbrica?
La risposta più obbiettiva la danno i fatti che trovano il loro riflesso nelle famose relazioni di cui accennavo al mio inizio.
Rapporti umani (non quelli di importazione americana) improntati a quei principi del vivere civile che indubbiamente distingue ognuno di noi quando ci troviamo in società, fra amici od in famiglia, certamente mancano spesso nella nostra fabbrica e questo è causa di reciproco
a tutto si sarebbe rimediato con una leggina di comodo. Ma lo scandolo scoppiò ugualmente: grazie all'attenzione vigile della Federazione Pensionati e della Confederazione del Lavoro, dell'INCA; grazie alla denuncia di « Lavoro » cui fece eco tutta la stampa italiana. Si doveva quindi trovare una soluzione. E quale poteva essere?
Richiamare l'INPS ai propri doveri e indurlo ad applicare giustamente la legge già esistente, pagando immediatamente ai pensionati ciò che aveva loro illecitamente sottratto? Oh, no!
discredito che in moneta spicciola si traduce in cattiva funzionalità del reparto. Situazioni create da piccole cose che diventano grandi quando chi ha la responsabilità di direzione si dimentica la sua funzione di tecnico si dimentica cioè che essere dirigente significa essere diverso di tutti gli altri, significa essere giusto, aver del buon senso, aver più intelligenza, in una parola si dimentica che dirigere significa preparare nuovi quadri produttivi, formare e migliorare quelli già esistenti, fare in una parola della fabbrica la fucina dove si forma l'uomo come cittadino e come lavoratore.
Certamente non si pensa a tutto questo. Non si può spiegare altrimenti la facilità con cui certi capo reparto dicono tutto il male possibile dei propri dipendenti, quasi fosse una gloria personale. É poi vero, quanto si dice di male degli operai e delle operaie? La parola ancora ai fatti. I lavoratori mettono a disposizione dell'azienda la cosa più preziosa che hanno, la loro forza lavoro. Danno tanto e (non sempre) ricevono l'equivalente di tanto; potrebbe bastare. Ma noi siamo i primi a volere che questo scambio di valori non sia cosa fredda ed arida.
Nel 1947 la media annua del premio di produzione dell'azienda era del 35% circa. Con minor personale nel 1955 questa media è salita al 68%.
Queste cifre hanno un significato e cioè che alla Geloso ognuno fa il proprio dovere; alla Geloso oltre che ricevere i lavoratori danno ed anche in buona misura. Si può fare anche meglio? Tentiamo ma tutti assieme.
I lavoratori sono gente semplice. Una manata sulla spalla, una parola cordiale e quando l'una e l'altra è sincera (ed a l'una ed all'altra fa seguito tutto il resto) si sorride a volte un po' commossi (sono così rari questi gesti) e si lavora con più alacrità e con più serenità. In fondo è quello che tutti noi, tutti voi dirigenti piccoli e grandi cerchiamo. E dalla serenità alla collaborazione il passo è breve.
La strada sembrò certo troppo rapida, troppo semplice. Per rimediare a un errore, bisognava presentare una legge, aspettare che fosse giunta alla discussione della Commissione del Lavoro della Camera in sede deliberante che fosse approvata. Giacche questa doveva essere la procedura, a nome della C.G.I.L. l'on. Oreste Lizzadri presentò immediatamente la proposta di legge relativa. In seguito la legge venne abbinata in sede di discussione ad una analoga proposta dell'on. Cappugi. La ragione di questo lungo preambolo, è quella di fare la storia di una vittoria dei pensionati e della Confederazione de Lavoro: giacche la legge oggi detta, « Lizzadri-Cappugi », è stata in quesíi giorni approvata dalla. Commissione del Lavoro. Questo vuol dire che circa 800 mila pensionati dell'INPS riceveranno prima di Natale somme varianti dalle 15.000 alle 30.000 lire di arretrati, oltre a beneficiare di un aumento mensile che varierà dalle 300 alle 700 lire. E se pure le ex impiegate sono rimaste fuori dalle provvidenze della nuova legge, se pure l'INPS anziché procedere alla riliauidazione di tutte le pensioni secondo la posizione di ciascuno, procederà a una rivaluzione in rapporto a classi di pensioni, secondo una tabella prevista dalla legge; tuttavia i lavoratori pensionati possono considerare la approvazione di questa legge una loro vittoria e una vittoria dell'organizzazione sindacale. E potranno trascorrere un meno triste Natale.
VASSISTIAZA SANITADIA
Dal 1" novembre 1955, in applicazione della legge 4-8-1955 n. 692, è estesa l'assistenza di malattia ai pensionati di invalidità e vecchiaia e superstiti ed ai rispettivi familiari a carico. I pensionati che rientrano nella competenza assistenziale dell'I.N.A.M. (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro le Malattie), coloro cioè che prima del pensionamento erano assistiti da detto Isstituto, o dalle altre Casse specificatamente indicate dalla legge, a decorrere da mercoledì 26 c. m., debbono presentarsi, muniti del libretto certificato di pensione, alla Sezione dell'INAM territorialmente competente per richiedere la iscrizione mediante domanda da compilarsi su apposito modulo. Il ritiro dei moduli anzidetti può avvenire anche presso tutti gli Uffici Postali della città e della provincia, in occasione del pagamento della pensione. Il modulo deve essere compilato da tutti i pensionati per acquisire o mantenere il diritto all'assistenza. I pensionati che abbiano familiari conviventi ed a carico, debbono allegare alla « richiesta di iscrizione » il certificato di stato di famiglia.
Ai pensionati la competente Sezione Territoriale dell'I.N.A.M. rilascerà apposita attestazione sul librétto di pensione che, pertanto, costituirà il documento utile per friiire delle prestazioni sanitarie semprechè dal libretto medesimo risulti in atto il godimento della pensione.
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pag. 2 Il Microfono dei Lavoratori
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federazione sindacale degli impiegati dell' industria
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Parliamone...
Il racconto del concorso LETTERARIO
FIABA e LUTTI
REALTÀ
In un piccolo paese viveva un signorotto sciocco e presuntuoso. Tutte le mattine alla buonora soleva recarsi in chiesa a sentire la Messa; diceva lui, che prima di affrontare la lunga giornata era bene purificaré" lo spirito e nel contempo pregare cha le cose andassero bene.
Avvenne che, in una di quelle mattine, la sua mistica meditazione fu turbata da una strana preghiera che veniva da lì accanto; un uomo genuflesso all'altare della Madonna chiedeva una grazia per fini alquanto incomprensibili. Nella preghiera diceva:
— Madonna mia Santa aiutami tu, devo coprirli e non so come fare; fammi trovare diecimila lire qui, sulla balaustra. Mi raccomando, non un soldo di meno perchè se no non le prendo.
Detta questa preghiera il povero uomo se ne andò. Si accorse allora il ricco possidente che quell'uomo era un suo dipendente, e si sentì quasi umiliato che un suo lavoratore si trovasse in condizioni di disagio al punto di andare a chiedere aiuto alla Madonna. Fu così che gli verone un'idea. Il mattino seguente andò in chiesa più presto del solito e mise sulla balaustra 9.990 lire.
-- Voglio vedere, — si disse — se quello stupido non le prende.
Poco più tardi arrivò l'uomo della preghiera e non fu poca la sua felicità nel trovare la somma di denaro. Si mise allora a contarli e constatò che mancavano dieci lire. Dapprima si infuriò, ma poi inginocchiatosi disse:
per dirvi che i soldi trovati sulla balaustra non sono un miracolo della Madonna, bensì suoi, quindi rivuole indietro l'intera somma. Il povero uomo rimase alquanto sorpresa; lì, lì, non seppe cosa dire, poi ripresosi rispose: — I miracoli li fanno solo i santi, ma se così non è, dite al vostro padrone che di soldi non ne ho più. servo riferì ogni cosa al padrone, questi andò su tutte le furie e volle che l'operaio si presentasse a lui! E così fu fatto. Naturalmente la risposta del lavoratore fu negativa: — Come posso restituire il danaro se non ho di che coprirmi dai rigori dell'inverno? — Rispose piagnucolando il nostro uomo.
L'orgoglioso signorotto impietosito, diede all'uomo un suo vecchio mantello perchè si coprisse, a condizione però che gli promettesse di restituire col tempo la somma del miracolo.
Passò un giorno, due, tre, un mese, passò molto tempo, ma l'uomo non si faceva più vedere. Egli però un bel momento ricevette la visita di un messo che lo invitò a presentarsi al cospetto del giudice per rispondere di appropriazione indebita! Il bravo uomo si coprì con l'ampio mantello e andò dal giudice. Questi lo apostrofò:
-- Voi siete citato di appropriazione indebite:.
Io non so niente — disse il povero uomo al giudice.
Come non sapete niente — fece il giudice a voce alta — qui risulta che voi un giorno di tanti mesi fa vi siete impossessato della somma di diecimila lire posate sulla balaustra.
di Calabrese Nicola
— Grazie Madre grandissima, grazie del vostro buon cuore, però non posso accettarli, mancano dieci lire e senza di quelle non posso coprirli. O me li dai tutti, o niente.
E così l'uomo lasciò lì tutta la somma, e se ne andò.
Davanti ad una prova di tanto carattere, il presuntuoso padrone rimase male e tanto rimase male, che la sua curiosità divenne morbosa. Non riusciva minimamente ad immaginare cosa diavolo avesse da coprire quel suo dipendente con tutte quante le diecimila lire.
L'indomani mattina, volle appagare la curiosità e mise tutta quanta la somma al posto del giorno prima e si nascose.
Entrato che fu, l'uomo della grazia si fece il segno della croce e si portò nei pressi della balaustra; lì trovò tutte quante le diecimila lire e ringraziò la Madonna per il miracolo ottenuto e se ne andò felice per la grazia ottenuta.
Ma il padrone vigilava e deciso a scoprire tutto, lo fece pedinare da un suo fido. Potè cosi sapere che quel suo dipendente si era recato a pagare dei debiti.
Al signorotto non adò giù il fatto di aver pagato così stupidamente debiti altrui ed infuriato contro se stesso, pensò di riavere indietro il suo danaro. Ma come fare? Affrontare direttamente la questione significava passare da sciocco. Decise allora di mandare ancora il suo servo a casa del povero uomo facendogli dire:
— Mi manda il mio padrone
— Quello è stato un miracolo della Madonna — rispose l'uomo
È morto il Signor Castelli, genitore delle nostre compagne di lavoro Enrica e Virginia. A tutta la famiglia le condoglianze più sentite.
Gli impiegati dell'ufficio Vendite porgono alla famiglireglla signorina Rosina Sironi della contabilitO, le più sincere condoglianze per la perdita del genitore signor Enrico Sironi. Anche Microfono con la sua Redazione si associa al grande dolore della tanto stimata collega.
Libri che vanno letti
LETTERE DALLE CASE CHIUSE a cura di Lina Merlin e di Carla Barberis. Le lettere inviate dalle ragazze delle case chiuse alla sen. Merlin raccolte in questo volume narrano con semplicità episodi di vita reale, umiliazioni, angosce, brutture ed assillanti problemi che la società deve conoscere.
pp. 212 lire 300 EDIZIONI AVANTI - Milano, Piazza Cavour 2.
grande concorso
Letterario
UN RACCONTO PER IL CONGRESSO
Tra le manifestazioni culturali che faranno corona al IV Congresso Nazionale della CGIL, « Lavoro » -- in accordo con il popolare mensile « Il Calendario del popolo » -- bandisce un concorso per un racconto che, nella massima libertà di soggetto e di invenzione, si ispiri alla vita del lavoratore nelle aziende.
Dal reparto Elettrolitici ci viene comunicata la morte della mamma della lavoratrice Spolci-, ni Maria e la morte del papà di Monga Elisabetta. A queste due compagne di lavoro così duramente colpite nei loro affetti più cari va il sentimento di cordoglio di tutte le compagne di lavoro.
Dal reparto elettrolirci le sorelle Giuseppina ed Emma Pezzoni comunicano la morte del loro caro nipotino di 14 anni. Sentite condoglianze.
I compagni di lavoro inviano condoglianze al compagno Cantoni per la perdita del suoamato padre.
Seppure in ritardo non possiamo non ricordare con sincero compianto la dipartita di una giovane e brava nostra vecchia dipendente: Elsa Negri. Ai familiari ed al nostro caro compagno Angelo Ochedi che Tra breve avrebbe dovuto a lei unirsi in matrimonio il nostro fraterno cordoglio.
— io non mi sono impossessato di niente.
Voi dovete sapere — disse il giudice paziente — che i miracoli non sono quelli, sono qualli, sono qualcosa di più grande; è come dire, la trasformazione definitiva di una data cosa: E' l'anima che viene cancellata dai suoi peccati e lo spirito ne riceve il beneficio che così rinnovato trasmette alla materia la sua trasformazione.
Quello che dice lei signor Giudice, sono tutte cos elleed anche giuste, difatti la balaustra prima era solo balaustra poi una parte. una piccola parte di essa si è trasformata nelle diWila lire.
Ma quale trasformaiione e trasformazione — disse il giudice spazientito battendo la mano sul tavolo. Levatevelo dalla mente o uomo che i soldi ve li abbia messi lì la Madonna.
Ma io — disse impaurito l'accusato -- ho chiesto un miracolo di diecimila lire e la Madonna mi ha accontentato con diecimila lire.
Che miracolo e miracolo — esclamò il giudice fuori di sè — le dirimila lire che voi avete trovato sulla balaustra, ve le ha messe il vostro padrone.
Sarà — fece furbescamente l'interrogato — ma io non ci credo. Il mio padrone può dire quello che vuole; può dire che i miracoli non si fanno, ché i soldi li ha messi lui; può anche dire che questo mantello è suo.
Certo che è mio — disse subito l'industriale riconoscendo il suo mantello.
Sentito signor Giudice? — Il Giudice sentì e mise in libertà l'uomo.
« Lavoro » e « Il Calendario del popolo » mettono in palio per il concorso 200.000 lire di cui:
L. 100.000 per il primo premio
L. 50.000 per il. secondo premio
L. 25.000 per il terzo premio
L. 25.000 per il quarto premio
Il termine per la consegna dei testi, in triplice copia, è fissato al 15 gennaio 1956. I racconti concorrenti vanno inviati a « Lavoro », via Lucullo, n. 6 - Roma, o alla Segreteria de « Il Calendario del popolo », Sezione Concorsi - Via Senato, n. 38 - Milano. I nomi dei membri della giuria verranno pubblicati successivamente.
Porchera Silvia del Rep. Miglioli, è convolata a nozze il 12 novembre con Pierluigi Flori. Ai due sposi i nostri migliori auguri.
Si è sposata la lavoratrice Miselli Lucia con Camisani Gino il 28 settembre. Le amiche di lavoro le inviano tanti auguri a cui si unisce Microfono.
Virginia Dadomo, Rep. Miglioli, è convolata a liete nozze il 10 Settembre. Le compagne di lavoro formulano per lei e per lo sposo i migliori auguri.
L'operaia Garlaschelli Gina del Rep. Brandolini, è stata sottoposta di recente ad una delicata operazione. Le compagne di lavoro le inviano tanti auguri di pronta guarigione.
Arriboni Edda, Luscia Olga, Ferrari Ines, del Rep. Miglioli, sono assenti per malattia. Le compagne inviano loro saluti ed auguri.
Peroni Angela (Rep. Mignoli) da L mesi ha il marito in ospedale. Le compagne di reparto fanno tanti auguri perchè il caro consorte abbia a tornare presto a casa completamente ristabilito.
Dal Rep. C-H ci giungsnotizia che la compagna Fusari Angela, è assente dal lavoro per un intervento chirurgico. Le compagne di lavoro la ricordano e le fanno tanti auguri.
Le compagne di lavoro di Maria Gattelli ( Rep. Brandolini) inviano auguri di pronta guarigione al marito che ha dovuto subire un intervento chirurgico.
Desolata Ida e Gandolf i Virginia ( Rep. Villa) si trovano a casa ammalate, tanti auguri dalle sue compagne di lavoro.
Auguri agli AMMALATI NASCITE
E' nato Marveggio Enzo. Al collega Marveggi felice papà ed alla mammina i nostri auguri.
Dal Rep. CH ci giunge notizia che il collaudatore Luigi Germani, il 29-10-55, è diventato papà di una bella bambina. Alla piccola Cecilia e ai cari genitori, tanti auguri e felicitazioni da parte di tutti i colleghi.
Il 14 ottobre, è nato Maurizio. Alla felice mamma Maria Peviani i nostri migliori auguri.
Dal rep. Miglioli ci giunge notizia della nascita di Cinzia. Alla felice mamma Rossi Giuseppina ed al papà felicitazioni ed auguri.
SPOSI
il giorno 12 novembre si sono celebrate le nozze della lavoratrice Rimondi Giuseppina del Rep. Miglioli, con ManfrecEni Libero. Ai novelli sposi dai c.7npagni di lavoro le migliori tali,citazioni.
Del Fabbro Celestina il giorno 26-12-55 convolerà a liete nozze. Auguri e felicitaz!c,ii.
Le compagne di lavoro e Microfono, porgono tanti auguri a Calori Francesca che il 15 novembre ha celebrato il 250 anniversario del suo matrimonio.
L'operaio Renato Pezzoni del Rep. Airaghi è diventato papà di un bel maschietto a cui è stato imposto il nome di Maurizio. Tanti auguri dai compagni di lavoro.
La lavoratrice Mombelli Maria è diventata nonna di un maschietto che hanno chiamato Cesare. Alla nonnina e al piccolo Cesare, i nostri più sentiti auguri.
L' operaia Arienta Giuditta dello stabilimento di Lodi, il 1310-55 è diventata mamma di una bella bambina di nome Maria Grazia. La maestranza dello stabilimento formula i migliori auguri.
E' nata Tausini Guglielmina il giorno 3-11-55. Auguri ai felici genitori.
Aldo Taddeo (del reparto Cabrini) il giorno 17 del corrente mese si è unito in matrimonio con la gentile signorina Elsa Velluto. Alla nuova famiglia che nasce i nostri migliori e sinceri auguri.
Ernestina Pedrazzini del Rep. Miglioli è convolata a liete nozze il 12 settembre. Le compagne di lavoro inviano auguri e felicitazioni.
Il nostro caro rag. Angelo Bologna compie 59 anni. Al caro e valoroso Ragioniere tanti auguri dai suoi colleghi, unitamente al Microfono.
Il Microfono dei Lavoratori — pag. 3
Rassegna della Stampa
Molto belle le idee esposte da La Pira al « 40 Convegno internazionale per la pace e la civiltà cristiana ». Eccole secondo il resoconto apparso su La Stampa: «11 cattolicesimo, per La Pira, si mostra ancora troppo timido e distratto di fronte alle vicende del mondo. Non si impegna abbastanza per la edificazione della « Gerusalemme terrestre», adoprandosi per trasformare le strutture economiche e sociali della società; è ancora troppo legato alle formule della civiltà borghese, che costituiscono soltanto un momento della sua storia. Ma per far questo è necessario comprendere le nuove realtà che sono entrate nella scena del mondo: il comunismo, il movimento di emancipazione dei popoli coloniali. Se non si riallaccia il dialogo con l'Oriente, se non si accetta la presenza dei popoli asiatici ed africani come protagonisti della vicenda mondiale, l'Occidente è perduto».
Commenta l'estensore dell'articolo: « E' un'impostazione che può portare lontano ». Che sia per questo motivo che ne risultano scandalizzati soltanto coloro che, pur di starsene fermi, sulle loro poltrone, vorrebbero immobilizzare il mondo per l'eternità? « Eppur si muove ».
Succede anche in Italia
— Il governo ungherese ha inviato a quello di Roma una nota di protesta per una provocazione compiuta da alcuni funzionari italiani nei confronti dei giocatori ungheresi che la settimana scorsa si erano recati in Italia per l'incontro fra le Nazionali B dei due Paesi, disputato a Livorno.
La nota precisa che, mentre la squadra ungherese, in viaggio per far ritorno a Budapest, sostava alla stazione di confine di Tarvisio, funzionari italiani tentarono di indurre i giocatori Laszlo Szabo e Oskar Vileszal a restare in Italia, evidentemente nel tentativo di imbastire una grossa speculazione propagandistica ai danni dell' Ungheria.
Per quanto riguarda Szabo, dichiara la nota, si tentò addirittura di sequestrarlo, spingendolo a forza in una stanza dell'edificio della stessa stazione. Fortunatamente il giocatore riuscì a liberarsi. Per quanto riguarda invece Vileszal, la nota informa che gli stessi funzionari gli ofirirono una grossa somma di denaro per indurlo a rimanere in Italia.
La nota, consegnata a ministro italiano a Budapest, Giardini, chiede che i funzionari responsabili dell'incidente siano puniti severamente.
Arrivano le Spoglie di un valoroso
Il 23 ottobre a San Giuliano si è svolto il funerale delle spoglie del padre del nostro giovane dipendente Giuliano Toscani del Rep. Televisioni. Vittima della guerra nel 1941. Egli, soldato di artiglieria, cadde gloriosamente mentre assieme al reggimento veniva trasferito in Africa. Al nostro compagno di lavoro ed ai suoi familiari, vivissime condoglianze.
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UNA LAVORATRICE CI SCRIVE
Sono una lavoratrice del Rep. C. H. e desidero fare presente una questione.
Nel grande spogliatoio delle donne, coloro che sono col eredenzino vicino alle pareti hanno la possibilità di adoperare i davanzali delle ampie finestre per poggiare i loro fagotti o fare i relativi pacchetti degli idumenti del lavoro da portare a casa. Per le altre il problema dei pacchi ecc. è quanto mai arduo e debbono per necessità poggiare tutto sul pavimento.
La cosa, è facile comprenderlo. è quanto mai antipatica ed io penso che si debba trovare un rimedio, come, fare delle panche delle mensole. Che ne pensi tu caro Microfono?
Amica lavoratrice del CH noi per dovere di cronaca abbiamo pubblicato la tua lettera, ma come avrai potuto tu stessa prendere atto, la cosa è già stata messa a posto con la presenza. nello spogliatoio sia degli uomini che delle donne, dei piccoli ma comodi tavolini che serviranno egregiamente al bisogno.
Scrivi sempre.
Per chi si diletta di fotografie
in via di costituzione il Circolo fotografico aziendale a cura del Cral. Tale iniziativa nata dal desiderio di diversi nostri dipendenti e subito realizzata dal nortro Ente ricreativo con il valido aiuto della Direzione, ha già molte adesioni per cui riteniamo utile fare quanto prima una riunione dei futuri soci onde costituire un organo responsabile che tuteli e diriga le sorti di questo nuovo strumento di diletto dei lavoratori.
Un'equa soluzione di un problema impiegatizio
Era da tempo che i colleghi impiegati aspiravano alla soluzione di un loro particolare problema, quello della revoca di un provvedimento messo in atto dalla Direzione con il quale si revocava quella buona e bella usanza di giustificare l'assenza per breve indisposizione (un giorno) con la semplice comunicazione verbale. Con l'intervento costante della C.I. la Direzione ha accettato di ristabilire la vecchia usanza escludendo quindi la presentazione del certificato medico. Dal canto suo la Direzione si riserva il diritto consentitogli dal contratto di lavoro di eseguire degli accertamenti fiscali quando lo riterrà opportuno.
REGALI GOVERNATIVI
AUMENTO DELLE TARIFFE
FERROVIARIE
Si annuncia che prossimamente il CIR (Comitato interministeriale dei prezzi) prenderà in esame uno schema di legge per l'aumento delle tariffe ferroviarie, sia per i viaggiatori sia per le merci. Gli aumenti, che dovrebbero portare allo Stato un maggiore introito per diversi miliardi (sette miliardi verrebbero solo dall'aumento delle tariffe per i viaggiatori) dovrebbero entrare in vigore al più presto, probabilmente con l'inizio del nuovo anno. Per i trasporti merci la maggiorazione varierebbe dal 5 al 20 per cento. Si fa rilevare, a questo proposito, da fonte ufficiosa che si cercherà di favorire le spedizioni di maggior peso. Così ad esempio su una spedizione di 15 tonnellate l'aumento sarà del 5 per cento, percentuali maggiori si avranno invece per le spedizioni minori. Così si potrà raggiungere il 20 per cento per i carichi di 5 tonnellate.
Al Dottor Bizzi, medico pediatra, ed al personale del nido aziendale, un cordiale e sentito augurio da parte di tutte le mamme della Geloso, Sinceri auguri, a nome dei lavoratori rivolgiamo al Dottor Tosco Medico aziendale.
La C.I., il Comitato direttivo del Cral aziendale e la Redazione del giornale, inviano a tutti i dipendenti, impiegati, tecnici, operai, gli auguri più sentiti di buone feste.
La Sezione Sindacale di fabbrica della FIOM, i Dirigenti politici del P.C.I. e del P.S.I. inviano tramite il giornale di fabbrica, gli auguri più fervidi di prosperità e di pace in occasione delle prossime feste di fine d'anno.
Si comincia a parlare della Fiera campionaria
L'Unione Sovietica sarà ufficialmente presente alla XXXIV Fiera Campionaria che si svolgerà nell'aprile del prossimo anno. Anche gli U.S.A. hanno già confermato la loro partecipazione alla grande rassegna di Milano.
La notizia che 21 Paesi hanno già inviato la loro adesione alla prossima Campionaria è stata comunicata dall'Ufficio stampa dell'Ente in occasione della riunione del consiglio generale della Fiera.
L'Assemblea, svoltasi sotto la presidenza del Duca Gallarati Scotti, ha approvato il bilancio consuntivo dell'esercizio 1954-55 ed ha ascoltato una relazione
del segretario generale, dott. Franci, sulla situazione attuale dell'Organizzazione della XXXIV Fiera (1956) e lo stato dei lavori in corso nel quartiere fieristico, che sono stati oggetti di una visita particolare. Le riconferme di partecipazione alla prossima manifestazione campionaria alla chiusura ufficiale delle iscrizioni del 15 luglio, hanno segnato un aumento di circa il 10 per cento rispetto ai corrispondenti dati dell'anno scorso, il che lascia prevedere fin d'ora che il totale degli espositori della fiera 1956 è destinato a superare il primato dello scorso anno. Per quanto riguarda le partecipazioni ufficiali estere il se-
gretario generale ha reso noto che nonostante il termine delle iscrizioni sia prorogato, per questo particolare tipo di adesioni, al 30 novembre, già 21 Paesi hanno comunicato la libro partecipazione alla trentaquattresima rassegna, Oltre all'Unione sovietica e agli U.S.A. vi sono Austria, Belgio, Canadà, Cecoslovacchia, Ceylon Danimarca, Dominicana, Finlandia. Francia, Germania r. f., Gran Bretagna, Grecia, Israele, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, San Marino, Svezia, Svizzera. Di questi Paesi lo stato dilsraele aderisce per la prima volta alla fiera, mentre l'U.R.S.S. vi ritorna dopo un anno di assenza.
UNA BUONA LEGGE UNA PROPOSTA DELLA CGIL non più N.N. sui documenti dei figli "illeggittimi„
— La commissione Giustizia del Senato ha approvato oggi il disegno di legge d'iniziativa della senatrice Angelina Merlin (PSI) e dell'on. Maria Pia Dal Cantono (DO « Disposizioni relative alle generalità in estratti e documenti e modificazioni dell'ordinamento dello stato civile » meglio nota come legge per l'abolizione degli N.N.
Il disegno che nel testo approvato dal Senato consisteva in 13 articoli, è stato ridotto dalla Camera a soli 5 articoli.
Il primo articolo stabilisce che: «l'indicazione della paternità e della maternità sarà ommessa: 1) negli estratti per riassunto e nei certificati relativi agli atti di nascita, di matrimonio, di cittadinanza, negli atti attestanti lo stato di famiglia e nelle pubblicazioni di matrimonio esposte al pubblico; 2) in tutti i documenti di riconoscimento ».
Il secondo articolo stabilisce che: «l'indicazione della paternità e della maternità sarà altresì ommessa in ogni altro atto, dichiarazione, denunzia o documento in cui sia prescritta dalle nonne vigenti al momento della approvazione della legge, e nei quali la persona sia indicata per fine diverso da quello relativo all'esercizio dei doveri o diritti
derivanti dallo stato di legittimità o di filiazione ». L'art. 3 stabilisce, invece, che nei casi contemplati dai precedenti articoli dovrà essere sempre indicato il luogo e la data di nascita. Il quinto articolo stabilisce che « prima dell'ultimo capoverso dell'articolo 16 del R. d. L. 9 luglio 1939 n. 1238 sono iscritti i seguenti commi:
« Il figlio naturale, riconosciuto da un solo genitore e che sia stato successivamente adottato affiliato deve essere indicato con il solo nome dell'adottante dell'affiliante e come figlio di questo; se sia stato adottato o affiliato da entrambi i coniugi deve essere indicato come figlio di essi e col solo cognome del marito. Ciò sempre che l'affiliazione non sia stata revocata o dichiarata nulla. L'interressato divenuto maggiorenne, potrà richiedere di far constatare la qualità di figlio adottivo o di affiliato.
L'ultimo articolo della legge, infine, stabilisce che le norme contenute nel secondo articolo entrano in vigore il trentesimo giorno dalla pubblicazione dei regolamenti di attuazione emanati dai Ministeri competenti; le altre nonne entrano in vigore il trenesimo giorno dalla pubblicazione della legge.
Indennità di caro alloggio
Una grande iniziativa della C.G.I.L. ha trovato concreta attuazione. La Confederazione unitaria ha inviato a tutti i gruppi parlamentari della Camera (escluso il M.S.I.), alla C.I.S.L. e alla U.I.L. lo schema di una proposta di legge diretta ad alleviare il gravissimo onere della spesa per l'alloggio. Diamo qui di seguito il testo degli articoli dello schema di legge:
Art. 1. - Con effetto dall'entrata in vigore della presente legge, è istituita una « indennità di caro alloggio » a favore dei lavoratori dipendenti dai privati, dallo Stato, dagli Enti pubblici, nonchè dei pensionati di ogni categoria — compresi i percettori di rendite previdenziali — e dei disoccupati.
La suddetta indennità è corrisposta agli appartenenti alle categorie sopra indicate i quali conducono in locazione locali ad uso alloggio, sia a canone bloccato che a canone libero. -Tindennità spetterà all'avente dirìtto a un solo titolo. Per Mavoratori occupati, il diritto all'indennità stessa potrà essere esercitato verso il datore di lavoro e, per i lavoratori agric -oli, verso l'Ente gestore del fondo, secondo le nonne previste negli articoli seguenti.
I lavoratori di cui al comma precedente godranno dell'indennità anche se il contratto di affitto del locale di loro abitazione sia intestato al coniuge o ad altro membro della loro famiglia.
Art. 2. - Per coloro che conducano in locazione abitazioni
a canone bloccato, la misura dell'ndennità di caro alloggio è stabilita come segue:
residenti nei Comuni con popolazione fino a 30 mila abitanti, non capoluoghi di provincia: anno 1956 L. 350 mensili; 1957 L. 700; 1958 L. 1.100; 1959 L. 1650; 1960 L. 2.250. -- residenti nei Comuni con popolazione da 3.001 fino a 500 mila abitanti: anno 1956 L. 450 mensili; 1957 L. 1.000; 1958 Lire 1650; 1959 L. 2.500; 1960 Lire 3.400.
residenti nei Comuni con popolazione di oltre 500.000 abitanti: anno 1956 L. 600; 1957 Lire 1350; 1958 L. 2.200; 1959 Lire 3.250; 1960 L. 4.500.
I Comuni capoluoghi di provincia con meno di 30.000 abitanti vanno considerati nella categoria superiore. La popolazione dei Comuni viene riferita ai risultati del censimento demografico del 1951.
Art. 3. - Per gli aventi diritto di cui all'art. 1, i quali conducono locali ad uso alloggio con canone libero, la indennità di caro alloggio è stabilita nelle seguenti misure:
residenti nei Comuni fino a 30.000 abitanti, non capoluoghi di provincia: L. 2.250 mensili.
residenti nei Comuni con popolazione da 30.001 a 500.000 abitanti: L. 3.350 mensili.
residenti nei Comuni con popolazione di oltre 500.000 abitanti: L. 4.500 mensili.
Inoltre l'avente diritto, il quale abbia a proprio carico piu di tre persone in possesso dei re-
quisiti per la concessione degli assegni familiari, avrà diritto ad una maggiorazione di L. 500 mensili per ogni unità oltre detto numero; e ciò senza distinzione di classi di Comuni.
Art. 4. - La indennità predetta è ragguagliata a giornata e a quindicina secondo il rapporto di 1 a 26 e di 1 a 2, rispettivamente, e a settimana moltiplicando l'indennità giornaliera per 6.
Art. 5. - L'onere per l'indennità predetta compete:
per i lavoratori e pensionati dello Stato e degli Enti pubblici, alle rispettive amministrazioni; per i lavoratori dipendenti da privati, ai datori di lavoro; per i pensionati delle assicurazioni obbligatorie per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, alle rispettive gestioni; per i disoccupati, alla gestione delle assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione; per i titolari di rendite da infortunio e malattie professionali, all'Istituto nazionale infortuni, purchè corrispondenti ad invalidità superiore al 40 per cento del totale.
Art. 8. - La prova del diritto all'indennità di caro alloggio è fornita dallo « stato di famiglia » dell'avente diritto e dalla ultima ricevuta della corrisposta di affitto pagata, convalidata, in caso di necessità, da atto di notorietà ricevuto dal sindaco o da altro pubblico ufficiale autorizzato a riceverlo.
Sqr eru tti m.= • • • • • • •• • • • • • • • • • • • •• • • • • CI go> ~. BUONE FESTE 4i> 411 111 41> 41› 41 41) 41 41 11 C> 4. 41› 41> 11> 41> 41> 41 41 41› 41 4/ 41 41 41 41› 41› • Auguri al personale del nido AUGURI ALLA MAESTRANZA Il Microfono dei Lavoratori - Pa 9. 5
La mostra foto e di pittura
Esito della premiazione Senza pretendere di aver fatto cose eccezionali possiamo comunque sempre dire che anche questa volta il concorso -3ittura e della fotografia è riuscito bene. Discreta la partecipazione numerica, ottima la tralità dei lavori presentati, buona l'organizzazione. Per essere le prime esperienze possiamo accontentarci. E della premiazione? Interessante sarebbe sentire il giudizio di qualcuno. Il nostro è troppo interessato per poter essere obbiettivo. Per la cronaca i vincenti sono: per fotografia Dadomo Donino, Failla Giovanni e Siega Elda nell'ordine. Il primo con « Lo spazzino »; il secondo con « La piccola mamma »; il terzo con « Contaciinello ». Per la pittura primo Zangarini Nilo con « Comizio all'acqua marcia »; secondo Calabrese Nicola con « Lavandaie al ponte » e terzo Gandollo Spartaco col « Cestinalo ».
La giuria veramente eletta era composta, per la iotograna: ing. Monticelli, iotocronista; signor Baiaoam, Direttore aei penoaico « Fotonvista »; signor Traversa, giornalista.
Per la pittura: signora Ramponi, pittrice; signorina SpinelL, pittrice; signor Schiavi, pittore, signor Sealvini, scultore. A questi simpatici signori cne con interesse, competenza e pazie -nza hanno dato degno epilogo a questa seconda manifestazione culturale, a tutti i partecipanti ed animatori della prova artistica ed alla stessa Direzione dell'azienda che nella persona del signor Borgo, ci na voluto aiutare nel limite del possibile, un vivo ringraziamento.
I numeri della lotteria della resta dell'AVANTI
Paralume con profumo
Borsetta pelle donna
Taglio vestito donna
Sopramobile con profumo
Sandali donna
Taglio vestito donna
Pantaloni per bambino
Tallio vestito donna
Scarpine per bambino
Pantofole donna
Taglio vestito donna
» sottana donna
» sottana donna
» camicetta donna
» sottana donna
» sottana donna
» sottana donna
» vestito bambina
» vestito bambina
» sottoveste
Scampolo per tende
Scampolo per tende 23. -Scamp. camicet. bambina
Servizio frutta Pantofoline per bambine Bottiglietta liquore
UNA CRITICA
Caro Failla
ATTIVITÀ CRAL SGUARDI SUL MONDO come vive un operaio nell'U. R. S. S.
A voler esser ottimisti, anche questa volta il concorso al «Più Bravo» è riuscito abbastanza bene, anzi, credo che abbia di molto superato il precedente. Però come sempre, non sono mancati i punti negativi. che sarà bene non ripetere più in avvenire, sia per la buona riuscita di questi concorsi, sia perchè possono danneggiare quel numero di concorrenti che vengono così a trovarsi andicappati. Ora mi spiego: È indubbio che ogni partecipante ha fatto del suo meglio per raggiungere un lavoro presentabile, ma è anche vero che certuni, non mancarono di procurarsi lavori d'altri e rimediarseli per propri. Questa è mancanza di rispetto oltre che per chi organizza, anche per se stessi; È giusto e dignitoso che ognuno lavori secondo le proprie possibilità avute o acquisite e non cerchi di andare oltre, col pericolo di andare incontro a magre figure. Questo sia detto chiaro onde evitare meschini confronti.
Le polemiche non vanno bene, mi sanno di rancido, ma, dice un allegro detto napoletano « Chillo cà ce vò ce vò » e se anche il linguaggio del sottoscritto non è fiorito e colto come un giardino d'Oriente, desidererei ugualmente sollecitare l'assurda apatia, di certi colleghi che a torto, fanno di queste manifestazioni, una questione di politica, offendendo la suscettibilità di chi opra per puro entusiasmo. Non credo di sbagliarmi asserendo ciò che scrivo, poiché è assolutamente inconcepibile, che possa mancare l'adesione di elementi che dicono essere bravi. Se sono veramente tali si facciano avanti; saremmo lieti di gareggiare con loro. O forse non lo fanno per non dare importanza e immischiarsi a cose che vengono dall'altra parte, per poter così inaridire tutte quelle buone iniziative che hanno il solo scopo di unirci e conoscerci attraverso un fotogramma o una pennellata che parli di noi dei nostri gusti e della nostra stessa arte, di cui ognuno di noi fa strumento di un grazioso passatempo. Io non sono nè comunista nè socialista e sfido chiunque a spacciarmi per tale.
Sono completamente libero da ogni ideologia e tale tengo a rimanerci anche se il mio posto è vicino agli operai, che se non altro hanno sempre il coraggio di dire quello che pensano. Qualcuno vorrà insinuare che un uomo che non crede è un uomo vuoto. Preferisco esser fole che riempirmi di una deleteria, quanto ipocrita politica, che porta ad odiare il prossimo raggiungendo persino gli estremi di una incredibile cecità.
Sono tutte questioni di punti di vista, d'accordo, ma non si può fare a meno a volte, di dubitare del grado di intelligenza di alcuni individui che non si palesa davvero abbondante.
Noi per questo non ci fermeremo, faremo sempre di più e sempre di più assiduamente cercheremo di avere dei contatti con tutta quella gente di cultura se non altro ci insegnano a dare il giusto valore alle cose, a raddrizzare i nostri difetti e a guardare più in là di ciò che sappiamo f are.
Desidero Failla, ringraziarti per ciò che hai fatto, a nome di tutti coloro che hanno partecipato, anche se i tuoi impegni non ti hanno permesso di essere sempre presente. Desidero anche pubblichi questa lettera a discapito di tutti i tuoi scrupoli.
È bene far sapere agli astenuti che chi manca ha sempre torto.
Calabrese N.
Il nostro assiduo lettore Aldo Taddeo (rep. Cabrinil ha già rinnovato il suo atto dì fedeltà
Segretario della Commissione Interna FIAT-SPA, membro di una delegazione della CGIL che ha recentemente visitato l'URSS.
Esporre in un breve articolo, quali siano nelle fabbriche sovietiche le condizioni di vita e di lavoro non è cosa facile; cercherò di assolvere a questo compito in base a dati rilevati in alcune fabbriche di Mosca, Leningrado, Carcov e altre ancora, visitate recentemente in occasione del mio viaggio nell'Unione Sovietica in qualità di delegato della CGIL.
Vediamo insieme un po' da vicino, nei particolari, le paghe, le categorie, i cottimi; come vengono regolati e quali garanzie vi siano per il rispetto degli accordi stipulati dalla Direzione Aziendale da una parte e del Comitato Sindacale dall'altra.
Il salario in tutte le imprese Sovietiche viene pagato in base al principio Socialista: « ognuno riceve secondo la propria capacità» e per ogni lavoro esiste una paga prestabilita da contratti nazionali. Si tenga presente che il minimo vitale è assicurato e superato con il salario più basso, quello del manovale comune di prima categoria che corrisponde a 500 rubli al mese.
I lavoratori sono divisi in varie categorie a. seconda dell'industria cui appartengono. Ad esempio, nella meccanica vi sono otto categorie e la differenza di paga tra una categoria e l'al-
I FRATELLI di colore
I FRATELLI DI COLORE
O voi sepolti nella nostra terra, col vostro sangue avete pagato per coloro che restarono l'avvenire di sole trasforma in sacrificio le antiche uccisioni negri e bianchi siamo figli di queste nozze di Cana: si trasmutano in noi l'ingiustizia e il destino dalla terra nasce la rosa dalle tenebre il mattino il sole spunta dalle nubi dal dolore nasce il grido l'uomo comprende la schiavitù sui campi del massacro dove le vittime si confondono si grida un solo amore diventa tutto chiaro, il delitto e chi sono gli assassini e alla fine tremino avendo finito di dividerci i nostri morti dormono insieme, affrattellati cuori pulsanti cuori della folla immensa nel genere umano non sentite come rulla il tamburo del domani? dice che voi saprete fare (ed è il vostro giuramento) un paradiso dell'inf erno, per tutti indistintamente dice che sulle tombe il vasto cielo dell'estate dove palpitano le colombe è fatto per l'umanità.
(Traduzione di A. Tullier) ARAGON
Qin ringrazia mento
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tra varia dal 15 al 20%. Tutti i lavoratori che intendono migliorare la loro qualifica professionale ne hanno la possibilità mediante la partecipazione a scuole tecnico-professionali, medie e superiori, esistenti presso ogni azienda, ed hanno tali facilitazioni che il numero dei frequentatori a dette sruole è sempre in aumento. Se poi il lavoratore ha capacità intellettuali viene inviato all'Università, a spese della fàbbrira, percependo pure il salario. Esempi significativi ho riscontrato in alcune fabbriche dove i dirigenti sono divenuti tali mediante le scuole suaccennate.
Il lavoro si svolge generalmente a cottimo collettivo o individuale nella misura deil'80%; il cottimo è di due tipi: diretto o progressivo, e quest'ultimo è molto diffuso perchè più vantag4ioso per i lavoratori.
Ad ogni operaio viene fissata una norma per la quale riceve una paga; ad esempio la paga di 40 rubli al giorno ha una norma di 5 pezzi, ciò che vuol dire il pagamento di 8 rubli per ogni pezzo. Se l'operaio che lavora a cottimo diretto anzichè fare i 5 pezzi ne fa 6 o di più, questi vengono pagati ugualmente 8 rubli ciascuno senza limite. Per il cottimo progressivo invece i pezzi fatti in più della norma vengono pagati con una maggiorazione dal 15 al 100%. Con questo sistema che è il più diffuso vi sono molti lavoratori che percepiscono salari da 1200-1500
in molti casi sino a 3000 rubli al mese, e per gli operai innovatori ciò è cosa assai facile.
Ad ogni operaio che compie lavori non predeterminati, cioè ad economia, vengono stabiliti premi di qualità in modo che pure il loro salario si aggira sui 900-1200 e più rubli al mese; questi premi vengono pure assegnati ai tecnici e dirigenti quando vengono superate le norme di produzione e i premi sono maggiori quanto maggiore è la percentuale che supera la norma.
Attraverso il nostro giornale di fabbrica desidero inviare il mio fraterno grazie ai miei compagni di reparto ed a tutti coloro che hanno voluto inviarmi i segni della loro amicizia e simpatia in occasione del mio matrimonio.
Tedd•o A.
LA LEGGE SULLE ORE STRAORDINARIE
La nuova legge sul lavoro straordinario, del 30 ottobre 1355 n. 1078, è entrata in vigore giovedì. Le legge perfeziona la disciplina del lavoro straordinario, prevista dal R.D.L. 15-3-1923 n. 692, regolamentaZione per altro molto imperfetta. che lasciava praticamente il datore di lavoro arbitro di decidere il prolungamento dell'orario normale di lavoro, a condizione che vi fosse l'accordo delle parti, che non si effettuassero più di due ore giornaliere di straordinario, e che tali ore fossero retribuite con una maggiorazione del salario non inferiore al 10%.
La nuova legge, in primo luogo, vieta il lavoro straordinario « che non abbia carattere veramente saltuario », ed eccezionalmente ammette il lavoro straordinario non « meramente saltuario », quando esigenze tecnicoproduttive del tutto eccezionali, e l'impossibilità di assumere nuova manodopera imponga alle aziende di richiedere alle maestranze l'effettuazione di straordinario. Tuttavia, in questi casi, il datore di lavoro deve darne comunicazione motivata all'Ispettorato del Lavoro, che ha il grave e delicato compito di far rispettare questa legge. Inoltre, il datore di lavoro ha l'obbligo di versare al fondo per la disoccupazione il 15 per cento degli importi relativi alle ore straordinarie compiute. I legislatori democratici hanno inteso imporre. con l'obbligo del contributo solidaristico, una efficace remora alla tendenza dei datori di lavoro, di rendere frequente il più possibile, e se possibile, normale, il lavoro straordinario. In pratica, attraverso l'abuso
A completare il salario vi è quello denominato sociale, che ammonta al 40% di quello reale; esso viene percepito sotto varie forme: assistenza sanitaria gratuita; istruzione per i figli pure gratuita; case di cura, di riposo e di cultura; nidi e giardini d'infanzia; affitto che non può essere superiore -a 5% del salario, compresi luce e riscaldamento. Per rendere sempre migliori le condizioni di vita di lavoro nelle fabbriche Sovietiche vi sono ampi giardini, biblioteche, sale di lettura e di giochi, campi sportivi, infermerie che sono veri e proprii piccoli ospedali attrezzati con i mezzi più moderni, dove si possono ricevere tutte le cure senza perdita di tempo. Infine vi sono le mense dove con la modica spesa di 3 rubli, corrispondente a meno di un'ora di salario, si può consumare un ottimo pasto. del lavoro straordinario, le aziende realizzano di fatto un prolungamento della giornata lavorativa. frustrando la conquista delle classi lavoratrici della giornata di otto ore.
A ciò le aziende sono spinte per evidenti ragioni di convenienza economica, anche perchè le ore di lavoro straordinario, vengono a costare al datore di lavoro meno delle ore di lavoro ordinarie, a causa dei massimali esistenti per gli oneri sociali e per la non incidenza del lavoro straordinario ai fini della retribuzione delle ferie, delle festività, della gratifica natalizia, ecc.
La nuova legge rappresenta senza dubbio un passo avanti rispetto alla disciplina del lavoro straordinario, precedentemente in atto. I lavoratori che pongono oggi con forza la rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro a 40 ore, faranno il possibile per imporre ai datori di lavoro il rispetto della legge come uno degli strumenti di limitazione dell'orario di lavoro, contro il supersfruttamento, il logorio fisico e per favorire la occupazione.
Naturalmente, in tutti i casi in cui il lavoro straordinario viene esplicato con carattere di assoluta normalità, per cui la retribuzione percepita a tale titolo e diventata parte integrante del salario di fatto realizzato dal lavoratore, si pone il problema di mantenere inalterato il livello complessivo della retribuzione. In altri termini, in questi casi si dovrà seguire la stessa impostazione della rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro da 48 a 40 ore settimanali, conservando immutato il trattamento salariale complessivo.
GLI A BEION AMENTI AL GIORNALE pag. 6 Il Microfono dei Lavoratori
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premi_ si ritirano al CRAL dalle ore 17 alle 1,30 non oltre il termine del 31-12.1955.
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