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Microfono22

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Nel prossimo numero

Nell'unità e nella pace si

un'ampia relazione sui la-

applichi il messaggio del

vori della conferenza di Mi-

Presidente della Repubblica

costituisca un governo che

lano per la difesa dei diritti sindacali nelle aziende e per le libertà democratiche . 30 Giugno 1955 - N. 12

Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso

Redazione e Amministrazione VIALE BREN i A, 29

L. 10

PRESSIONE FISCALE PRIMI SUCCESSI DEE TRATTATIVE problema del giorno sul completamento del contratto di lavoro ESEMPLIFICAZIONE DELLE CATEGORIE OPERAIE Nei giorni 15 e 16 sono proseguite a Roma le trattative per il completamento del contratto di lavoro dei metallurcici. La delegazione industriale ha presentato una proposta sulla esemplificazione delle categorie operaie che ha consentito di raggiungere l'accordo su tale questione. Nell'insieme, la formulazione può essere considerata positiva. Ecco il testo nella parte siglata: Art.l. A) operai specializzati: sono gli operai qualificati che compiono lavori per l'esecuzione dei quali è necessaria una capacità tecnico - pratica, che si acquista soltanto attraverso il necessario tirocinio o mediante preparazione avuta in scuole professionali, e che compiono a regola d'arte tutti i lavori inerenti alla loro specialità che vengono ad essi affidati. A titolo di esempio si conviene che appartengono a questa categoria i seguenti operai, purché rivestano le caratteristiche proprie della categoria sopra indicata: utensilisti, attrezzisti, calibristi, stampisti, scoccai, ebanisti e tappezzieri di lavori fini, verniciatori, filettatori a mano, incartatori, modellatori, tracciatori, fucinatori non a stampo, incisori a bulino, elettricisti, collaudatori di complesse operazioni, di collaudo, montatori di macchine, di apparecchi e di complessive loro parti, addetti all'attrezzatura o messa a punto delle macchine automatiche, specialisti di tempera e cementazione, conduttori patentati di importanti impianti di caldaie a vapore, formatori, animisti a mano, ramolatori che lavorano su disegno, sagoma e comunque eseguiscono getti complessi non in serie, plattoristi che eseguono stampi e modelli in metallo fuso per placche modello e comunque quegli altri operai che eseguono mansioni le cui caratteristiche rientrino nella definizione della categoria. Operai qualificati: sono gli operai che eseguiscono lavori che richiedono una specifica capacita pratica. A titolo di esempio si conviene che appartengono a questa categoria, oltre a quelli elencati nelle categorie degli specializzati che però non rivestono le caratteristiche previste per la categoria stessa, i seguenti operai: aggiustatori meccanici, telaristi per . biciclette, meccanici alla manutenzione, fabbri, carpentieri in ferro, fucinatori a stampo, calderai, ribattitori di caldaie, tubisti comuni, lattonieri, saldatori a gas ed elettricità, tornitori in genere ed alesatori, fresatori, piallatori, trapanisti, montatori di macchine a serie, pulitori, nichelatori, argentatori e decoratori (elettrogalvanica), smaltatori, verniciatori, carpentieri in legno, operai alle macchine lavorazione legno, avvolgitori e bobinatori, fuochisti autorizzati, muratori, stozzatori, scalpellatori, formatori ed animisti a mano su modello, falegnami. Manovali specializzati: sono coloro che vengono adibiti a lavori per abilitarsi ai quali non occorre che breve periodo di pratica, oppure coloro che

sono assegnati a particolari servizi per i quali occorre qualche attitudine e conoscenza. A titolo di esempio si conviene che appartengono a questa categoria: guidamacchine attrezzate, montatori addetti a montaggio semplice a serie, tracciatori con sagoma, saldatori a punto, pulitori e nichelatori addetti a bagni galvanici, distributori di utensili, addetti alla tempera, fuochisti comuni, punzonatori tieni-chiodi e tieni-leve, battimazza e ribaditori comuni, gruisti e imbragatori, coloritori e verniciatori, stuccatori, cesoiatori, tranciatori di lamiera, ausiliari magli pneumatici e bilancieri, aiutanti zincatori, stagnari, acidulatori, addetti a trapani per lavori comuni, riparatori di cinghie per trasmissione, arrotini, tagliatori autogeni, molatori ad-

detti ai gasogeni, imballatori, ingrassatori, scaldachiodi, raddrizzatori di profilati, fornaioli, colatori forni e aiutiforni (esclusi forni Martin), formatori e animisti alle macchine, a lavori in serie su placche, sbavatoci a mano ed a martello automatico, sabbiatori. D) Manovali comuni: sono coloro che in genere compiono lavori di pulizia, di trasporto a mano di materiali ed altri simili lavori. Le trattative proseguono sulla parte riguardante le donne. A tutti i lavoratori comunque è affidato il compito di vigilare perché le trattative siano presto concluse e quello che più conta concluse nella maniera più soddisfacente per chi lavora e che attende da anni di migliorare le proprie condizioni di vita.

Cosa paga di tasse un impiegato che supera di poco un milione di stipendio all'anno? Gli onorevoli Vanoni e Tremelloni, in tempi in cui e difficile farsi una notorietà, sono certamente tra i parlamentari più conosciuti nel nostro Paese. Il cittadino italiano, il nostro ceto medio in particolare che paga con denaro sonante quella che si chiama «pressione fiscale », non può dissociare le sue disavventure tributarie dal nome di questi « riformatori » che hanno partecipato a vari gabinetti con l'incarico di ministro delle Finanze. Le disavventure dei lavoratori e soprattutto degli, impiegati di coloro che hanno un reddito fisso accertabile, iniziarono nel 1923, quando il ministro fascista De Stefani estese l'imposta complementare a tutti coloro che superavano un imponibile annuo di L. 6.000, mentre sino allora dal pagamento di tale imposta erano rimasti esentati i redditi di lavoro. I governi democristiani che si sono succeduti dopo la Liberazione non solo non hanno modificato queste leggi di aperto favoreggiamento delle caste dominanti così come stabilisce la Costituzione ma hanno inasprito la pressione fiscale. Un impiegato che oggi riceve una ree. ;buzione di 80.000 lire mensili re paga 11.000 annue di tassa famiglia, 13.500 di complementale, 31.680 di ricchezza mobile, 7.920 di complementare trattenute sullo stipendio, 5.472 per l'Ina Case, 28.000 per l'ade-

PRODUZIONE RADIO TV IN CRISI? 8000 lavoratori in 78 aziende aspettano vigili la soluzione dei problemi del loro settore. La stasi tradizionale che annualmente colpisce il settore della produzione radio T.V. sta assumendo quest'anno un carattere di paralisi progressiva che molto ha delle crisi anche se in ultima analisi crisi non e. Vediamo, comunque, assieme come stanno le cose che tanto da vicino ci interessano e come lavoratori della produzione radio e t.v. come cittadini e più precisamente, come utenti della RAI. Compresi i mille dipendenti della nostra fabbrica sono 8.000 in Italia i lavoratori che si occupano della produzione degli apparecchi e dei prodotti radiotelevisivi e 12.000 i rivenditori di tali prodotti; 1'80% degli uni e degli altri vivono ed operano nella provincia di Milano. Dalle 78 aziende (piccole, medie e grandi) escono finiti circa 700 mira apparecchi all'anno (dati dei 1954) dei quali solo 1% viene esportato. Per la televisone sono (0 le aziende produttrici che sfornano mensilmente 5000 apparecchi (12.000 nel 1954). Si calcolano a 90.000 gli abbonati alla R. T. (15.000 solo a Milano) è quindi palese che la produzione nazionale, allo stato attuale delle cose, avrebbe largo margine di richieste insolute e quindi larghe possibilità di lavoro. Ma, qui cominciano le dolenti note, se nel 1951, per fare un esempio, solo il 3% di apparecchi televisivi venivano importati dalla Germania e noi ne esportavamo all'estero 1'1%, nel 1954 il prodotto tedesco importato e salito al 48% (produzione pari ad un anno di lavoro per 2000 lavoratori) e la nostra esportazione è salita all'1,5%. E così siamo giunti a quella crisi di cui si accennava all'inizio. Come intendono risolvere tale situazione di disagio i datori di lavoro interessati? Chiudendo la fabbrica come tenta di fare la « Minerva », riducendo ore di lavoro riducendo il personale, come

fanno la Marelli, la Fivre ed altri. Ma noi affermiamo che la strada imboccata da questi signori che vogliono far pagare ai lavoratori le conseguenze di una errata politica dell'attuale Governo, è proprio la strada che porta alla smobilitazione ed al fallimento totale di un settore di produzione che ha tutto un avvenire davanti a sè. Fino a che in Italia si persegue una politica fiscale che grava sui costi degli apparecchi radio e televisione in misura sempre più oberante, fino a che si infierisce sugli utenti con canoni di abbonamento impossibili, fino a che non si fa nulla per proteggere il prodotto nazionale dalla concorrenza straniera e fino a che la RAI scodella i programmi che tutti conosciamo (una rivista americana afferma che la parte migliore dei nostri programmi televisivi è costituita dagli... intervalli), fino a che dicevo questo stato di cose perdura vi è di che essere preoccupati seriamente dell'avvenire della produzione qualitativa e quantitativa della radio e della televisione e della sorte di 8.000 tecnici, impiegati ed operai che a tale produzione sono legati. E' un patrimonio di esperienze, di capacità tecniche e scientifiche che oggi corre il rischio di essere disperso; per tali ragioni ed altri ancora io ritengo che sia giunto il momento che datori di lavoro e lavoratori si debbano unire per costringere gli inetti e gli incapaci che dirigono la nostra economia a cambiare strada perchè nel nostro paese vi siano le possibilità di lavoro e di progresso anche in questo campo della radio e della televisione a cui è riservato il compito ( almeno in potenza) di essere veicolo di cultura dell'arte e della scienza che ravvicina i popoli e li affratella. G. Follia

guamento pensione, 600 per il fondo previdenza, cosicch, su una retribuzione annua di lire 1.040.000 (compresa la 13" mensilità) gli vengono detratte ben 107.132 lire. Oggi l'impiegato paga la complementar.:' una volta superato il reddito di L. 480.000 annue su m minimo di L. 240.000 annue, e progressivamente. Egli paga cioè molto di più di quanto non pa gasse nel 1923, poiché tenuto conto della svalutazione della moneta l'importo allora esentato sa r:›1. ..be aggi di L. 720.000 annue. Lo stesso livello di esenzione per la R. M. è molto al disotto di quella del 1940 rivalutata. Gli impiegati oggi chiedono che il reddito esentabile da complementare venga elevato a lire 1.000 000 con tassazione a partire (a L. 700.00, la esenzione da imposta di R. M. per gli stipendi fissi a L. 600.000 annue è l'esclusione della tassazione sulla 13' mensilità, sull'indennità di licenziamento. Essi rivendicano inoltre che come per tutti gli altri cittadini la denuncia del reddito avvenga direttamente e non tramite le aziende. Su queste rivendicazioni e in corso una grande raccolta di firme che incontra degli uffici il .più largo successo e che deve permettere agli impiegati di denunciare la ingiustizia sociale di cui soffrono ec! iniziare un'azione concreta per una maggiore giustizia tributaria.

G.

Lo Costituzione ed bivio Caduto Scelba si dia vita ad un governo che risolva i problemi del popolo lavoratore Scelba è caduto. E' caduto, si dice, anche per merito dell'azione di certi gruppi della Democrazia Cristiana che preoccupati della degenerazione politica a cui si era ormai improntata tutta l'attività del vecchio governo e preoccupati soprattutto della protesta e della indignazione popolare che di questa politica ne subiva tutte le conseguenze, si sono uniti ad altri uomini e ad altri partiti che da tempo chiedevano fosse posto fine alla inqualificabile politica di discriminazione, di illegalità e di immobilismo che stava trascinando l'Italia e gli italiani verso il più aperto fascismo. Sono infinite le voci che si levano da tutti gli strati sociali del nostro Paese per chiedere il rispetto delle leggi da parte di chi queste leggi dovrebbe far rispettare. Basta alla discriminazione del diritto al lavoro che in dispregio alla Costituzione ed alla legge sul collocamento è diventato monopolio delle sacrestie, dei marescialli dei carabinieri; basta con le leggi fasciste che permettono ancora oggi abusi di poteri da parte di autorità costituite, basta con la politica di odio e di divisone, che trova la sua eco anche nella nostra fabbrica dove dirigenti che si dicono democratici e cristiani, con sensibilità bovina trovano da ridicolizzare su sentimenti umani di gratitudine ed affetto espresse con semplcità da una lavoratrice verso un suo dirigente che ha il torto di avere operato ed essersi battuto per migliori condizioni di vita di tutti i lavoratori della fabbrica, compresi gli autori del tanto illuminato foglio intestato alla CISL aziendale, che, ci piace ricordarlo, quando i lavoratori si battevano per tutte quelle acquisizioni che ormai tutti conosciamo, loro, gli scriventi, se ne stavano alla finestra a guardare ed aspettare di allungare la mano per prendere quello che altri avevano saputo ottenere. Ma non è di questo che si vuole oggi parlare. Noi salutiamo con gioia la fine del Governo di polizia, noi salutiamo con gioia tutte le voci e tutti gli uomini che assieme a noi chiedono che coloro che saranno chiamati a dirigere le sorti del Paese si impegnino a realizzare ed applicare la Costituzione e tengano conto della volontà del Capo dello Stato On. Gronchi che tante speranze e tanto interesse a saputo far nascere negli italiani col suo Messaggio alla Nazione nel momento del suo insediamento al Quirinale. Pace lavoro e libertà sia il trinomio che nel rispetto delle leggi fondamentali dello Stato trovi uniti tutti gli italiani onesti e democratici e perchè questo trinomio diventi palpitante realtà nella vita del nostro Paese noi chiediamo che si levi la voce e sprigioni l'azione dei lavoratori dell'a nostra fabbrica in direzione degli uomini e dei partiti che lottano conseguentemente a tale realizzazione.


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