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Microfono18

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11 15 Aprile scade la C.I.

I Lavoratori della Geloso alle Urne

Appello a l'unità. - Formazione del Comitato elettorale

A presto dunque le elezioni della nuova Commissione Interna, dove tutti noi saremo chiamati a scegliere fra i nostri compagni di lavoro chi, per meriti e competenza dovrà, per un anno, curare e difendere i nostri interessi di lavoratori. Di qui l'importanza che riveste tale avvenimento che fra le attività della vita associativa della fabbrica è senza dubbio quello che più deve interessare tutti i lavoratori. Molte conquiste (che non sto qui ad elencare) si sono ottenute anche in questo trascorso anno, grazie all'unità, mai venuta meno di tutti noi, ma un po' anche per l'impegno e la serietà di chi queste lotte ha saputo guidare.

Oggi che ci prepariamo ad eleggere nuovamente i nostri rappresentanti, io penso che ognuno di noi dovrà tener conto di tutto questo; sopratutto tener conto della necessità di mantenere e rafforzare l'unità già esistente attraverso la creazione di una Commissione unitaria o quanto meno attraverso la elaborazione di un programma

unitario che rifletta gli interessi e la volontà di tutti i lavoratori. In molti stabilimenti, la dove il desiderio di fare e tutelare veramente i diritti di chi dal lavoro trae la fonte di vita per se e la famiglia ha avuto il sopravvento sulle divergenze politiche, questa unità si è potuta realizzare con grande vantaggio di tutti. Perciò mi associo al « Microfono » nell'augurare che anche da noi, in occasione delle prossime elezioni, si raggiunga questo grande obbiettivo unitario.

Unito e compatto, è tutto il padronato. Nelle organizzazioni sindacali ed in quelle politiche egli fa sempre fronte unico quando si tratta di difendere i suoi interessi anche (e forse sopratutto) quando questi interessi non sono onesti. Perchè proprio noi, che della difesa dei nostri diritti traiamo i motivi di una migliore esistenza e di progresso, dobbiamo essere divisi? Grave è la responsabilità di quei dirigenti che per principi pre-

concetti e addirittura per questioni personali, ostacola o rifiuta qualsiasi tentativo di unita, perchè così facendo costui o costoro tradiscono la classe lavoratrice di cui essi stessi fanno parte.

Il Comitato elettorale 47:-

A seguito della lettera con la quale la Commissione Interna rendeva noto alle diverse correnti sindacali del prossimo scadere del suo mandato, le organizzazioni sindacali di fabbrica hanno risposto notificando i nomi dei lavoratori che li rappresenteranno nel comitato elettorale per la elezione della nuova Commissione Interna. Pertanto il comitato elettorale che coordinerà le elezioni del 15 aprile sarà così composto: per la CGIL: Franco Scala, Ottolini Giovanni, effettivi; e Natalina Grieco, Francesco Colombo, supplenti. Per la CISL: Guerri.

[SUONA PASQUA

Proposto dalla Commissione Int.

1' aumento del premio pasquale

Pochi giorni ci separano dalla Pasqua e nel momento che « Microfono » invia a tutti i lavoratori, impiegati ed operai della nostra fabbrica, ,gli auguri sinceri e cordiali di pace, di benessere e di felicità riteniamo fare cosa gradita ricordare quanto ci verrà dato in tale festività:

A tutti, senza eccezioni, la tradizionale colomba. Per quanto si riferisce alle quote di premio pasquale (che lo scorso anno erano L. 4000 per i capi famiglia e L. 3500 per i non capi famiglia) la C.I. facendosi interprete del desiderio e delle necessità dei lavoratori, ha avanzato alla Direzione la richiesta di portare tali cifre a pari di quelle di Natale e cioè L. 5500 ai non capi famiglia e L. 6000 ai capi famiglia. La risposta della Direzione (che noi ci auguriamo affermativa) non è ancora pervenuta alla C.I.

Aprile - Maggio Invariata la contingenza

In seguito alle rilevazioni del costo della vita, l'indennità di contingenza per il bimestre aprile-maggio nel settore dell'industria e del commercio rimarrà invariata.

Un ringraziamento

Caro « Microfono »

Permettimi, tramite tuo, di poter ringraziare vivamente tutti quei compagni di lavoro che con gesto fraterno hanno voluto ricordarsi di me. A tutti invio il mio cordiale saluto nella speranza di poterci rivedere I presto. Santoro Domenico.

Noi conosciamo tutti 12 gravità politica rappresentata dal riarmo dell'esercito nazista e del pericolo incombente, specie su l'Europa, se si lasciasse libera la possibilità di rivincita che anima i vecchi ed i nuovi generali della Germania occidentale, ma pochi sanno e conoscono un altro aspetto ed un altro pericoltf della politica atlantica a cuina Germania è legata in fun-2hg -ziode di Stato pilota nella costi-A tuzi'delle armate che dovreb- 2' beroàtggredire (i generali ede-s »schrparlano di ritorno delle vec-, chic frontiere tedesche) i paesi a nuova democrazia. È noto a tutti che la Germania e uscita dalla guerra con una capacità produttiva superiore a quella che aveva all'inizio del conflitto, grazie allo smantellamento ed alle rapine di impiantì industriali di altri stati da essi occupati ed inviati nel territorio nazionale. (Di questi metodi ne conosciamo qualche cosa anche noi, anche se allora eravamo alleati). Questo particolarè ha permesso ai tedeschi di presentarsi a guerra finita con un'industria pressochè efficiente e con larghe possibilità finanziarie, dovute queste sopratutto all'impiego di enormi capitali americani dati da questi ultimi allo scopo di potere avere voce in capitolo nella vita politico produttiva in questo grande Paese che fin dalla sua sconfitta si prepara ad una nuova tragica avventura. Il nostro Paese è quello che già sente le conseguenze di tali vantaggi che, legati alla politica di asservimento economico perseguito dai nostri attuali governanti, costituiscono elemento di minaccia per diversi settori della vita produttiva del nostro Paese. Qualche cosa che ci riguarda da vicino e che noi appartenenti alla produzione degli elettrodomestici, non dobbiamo ignorare, è l'invadenza del prodotto radio e televisivo tedesco sui nostri mercati nazionali e che per qualità e prezzo si impongono all'attenzione della domanda. Anche in questo settore dunque, nessuna protezione esiste per quelle ragioni che sopra dicevamo. Dovremo con rassegnazione e fatalismo aspettare che avvenga l'irreparabile, come è avvenuto per la Caproni, la S. ZOLI Segue a pag 3 colonna 1

L. 10 Redazione e Armi, VIALE BRENTA, 29 30 Marzo 1955 - N. 6 Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Ge'oso 'te-4ot° de r~rhriliTer la nuova Commissione Interna
Nella PRODUZIONE nellc , T. V.? Pericoli dell' invadenza e della concorrenza del prodotto straniero
VI È CRISI
'• 4

dei lavoratori

Il carbone bagnato dei

"Sciustré„

Sono troppo giovane per ricordare molto del ventennio fascista, ma leggendo e sentendo i temi maggiormente cari e pìù sfruttati della propaganda anticomunista contemporanea mi sembra di risentire motivi lontani di vecchie e decrepite canzoni che qualcuno oggi vuole plagiare storpiandone la già infelice originale impostazione. La differenza sostanziale dei due periodi storici è questa: che il fascismo ha fatto la fine che tutti sappiamo ed i comunisti, italiani, da quello sparuto gruppo che erano sono diventati una forza che non fa dormire sonni tranquilli a chi ha la coscienza sporca. Da un po' di tempo in qua però il fascismo, coccolato ed incoraggiato dagli attuali gruppi dirigenti nazionali e stranieri, si fa vivo qua e là nelle fabbriche e nel Paese, con lo stile che tutti hanno avuto occasione di constatare anche in questi ultimi tempi. Contemporaneamente viene ed opera alla luce (c'è voluto il contrappello al microfono della mensa) il gruppo dei nostrani carbunat. Strana coincidenza. Comunque dicevo, la forza di questi diavoli di comunisti (comunisti sarebbero anche coloro che aderiscono alle lotte in difesa dei loro diritti, della pace, contro il sopruso e gli scandali) fa paura a qualc'uno e come si sa, la paura è capace di giocare brutti scherzi alla conoscenza ed alla intelligenza umana. Da tutti gli avvenimenti che si sono succeduti in questi ultimi tempi nella nostra fabbrica, con l'avvento del gruppo anticomunista, a cui, a mio modesto avviso, è stato dato più importanza di quella che in realtà essi non hanno, vorrei trarre brevi conclusioni e poi termino. Molti lavoratori, per molti anni, si sono alternati nella difesa degli interessi di tutti i compagni di lavoro. Qualche volta sbagliando, e sovente facendo bene. Questi lavoratori, una volta chiamati a far parte della commissione interna, si sono sforzati a guidare ed orientare tutti i lavoratori nelle più svariate e proficue conquiste economiche sindacali. Molte cose buone e durature noi siamo riusciti ad ottenere, tutti assie,

UN ERRORE DA - CORREGGERE

Per una facile e comprensibile correlazione di idee, nell'articolo di prima pagina del numero precedente di « Microfono » a firma di R. Caccia e dal titolo « Per il completamento del contratto di lavoro, per uguale salario ecc; ecc; » è stato commesso un errore che ci affrettiamo a segnalare e correggere ad evitare giusti risentimenti da parte di qualcuno. In sintesi, lo scritto « gruppo antifascista » (quarta riga del -primo capoverso) va sostituito con le parole « gruppo anticomunista ».

me, nell'unità più fraterna. Queste cose, amici lettori e voi lavoratori tutti, le conoscete ed è inutile riparlarne qui. Ma quello che è utile ricordare a chi ha la memoria corta è che la quasi totalità di questi lavoratori onesti e capaci che si sono avvicendati in C.I. si ispirano alla ideologia socialista, quella ideologia che tanto veleno fa sputare ai nostri mangiacomunisti aziendali. Ma chi sono costoro e cosa hanno fatto sino ad oggi per pensare che la loro voce sia ascoltata con fiducia ed interesse? Del loro vecchio passato nessuno sa nulla. Degli anni trascorsi in fabbrica sappiamo solo che, nelle lotte, dalle più modeste alle più dure; dalle lotte interconf ederali a quelle indette dalla C.G.I.L. il loro atteggiamento è sempre stato uno: quello del crumiro, intascando dopo tranquillamente, quanto dalla lotta altrui e dell'altrui sacrificio si era ottenuto.

Questi sono coloro che giorni fa si sono interessati della mia modesta persona e della mia ancor più modesta attività giornalistica. Non temo il vostro giudizio, signori carbunat. Lo affermo con tutta serenità e senza aver l'aria di compiere un atto eroico. Quello a cui io tengo come cosa estremamente cara è la stima ed il consenso di coloro che onestamente sanno apprezzare l'opera e lo sforzo di chi vuole il bene di tutti e per questo fa qualche cosa, non a fanfaronate, ma concretamente. Settecento lavoratori leggono il « Microfono », diversi collaborano ad esso. Senza aspettare 3 mesi e mezzo di affettuose pressioni (commovente ed impressionante particolare) io rivolgo loro ed a tutti l'invito a stringersi sempre più- attorno alla loro commissione interna, senza farsi distogliere da questo vano tentativo di divisione voluto da coloro che si sforzano di far credere ancora che i comunisti hanno la coda, e marciare sempre uniti verso nuove conquiste. Questa sarà la risposta più intelligente e più democratica che dobbiamo dare ai novelli fautori del corporativismo che con la loro « collaborazione di classe », vorrebbero riesumare l'arma che per vent'anni, servì al fascismo per depredare la classe lavoratrice delle sue libertà e delle sue conquiste.

Il Direttore

Allo studio presso la Commissione tonatale

AUMLNILRANNO IL PRLIZO DLL (M O IL CALORIL?

Giorni fa la commissione comunale per il gas si è riunita nella sala delle Commissioni a Palazzo Marino. Scopo della riunione è stato l'esame del memoriale inviato dalla Edison e nel quale vengono riaffermate le ragioni che hanno indotto la Società a non accedere all'invito del Comune di aumentare il potere calorifico del gas portandolo da .500 a 4.500 calorie: attuando cioè la metanizzazione.

Al memoriale della Edison, che doveva pervenire entro il 15 febbraio scorso (il termine è stato poi prorogato al 28 febbraio) il Comune dovrà ora rispondere con una memoria propria entro il 25 marzo. E ieri la Commissione ha appunto discusso il contenuto di questa risposta: in essa verrà ribadito l'obbligatorietà da parte della Società erogatrice di mettere in atto tutti i più moderni sistemi per soddisfare Ie richieste degli utenti.

Come è noto il Comune, nella persona del sindaco aveva invitato la Società, fin dal settembre dello scorso anno, a rispettare la Convenzione aumentando le calorie; la -Edison rispose allora che prima dovevasi stabi-

lire l'aumento del prezzo. Da qui la vertenza e la nomina di una commissione arbitrale della quale fanno parte il presidente della Corte d'Appello Azzariti, co-. me arbitro nominato di comune accordo; il prof. Grassetti per la Edison e il prof. Jaeger per il Comune.

UNA GITA DOMENICALE PER FAR VISITA AD UN COMPAGNO AMMALATO

Una comitiva di compagni e cmici di lavoro, domenica 27 c. m. si è recata a far visita all'amico Corti Giuseppe (sollecitatore) che da alcuni mesi è assente dal lavoro per malattia. Il Gruppo composto dai lavoratori Pedrazzini, Pasetti, Ferrari G. F., Melgazzi, Passoni, Provana, Daniotti ha portato al collega i saluti e gli auguri di tutti noi, cosa che il Corti ha vivamente gradito e contraccambia di vero cuore inviando ringraziamenti e saluti.

RASSEGNA DELLA STAMPA COSA SUCCEDEREBBE SE....

Il noto giornalista Filippo Sacchi della Stampa così ha giudicato gli effetti di una esplosione termonucleare su Roma, Milano e Torino.

L'UMANITA' digerisce le idee nuove come il serpente digerisce un capretto: le manda giù subito intere, poi crogiolandosi, sonnecchiando, giorno per giorno, gradatamente, le assimila e le smaltisce. L'ultima che ha ingoiato è la bomba atomica. Questa volta non è un capretto, è un bue; però ancora la maggioranza degli uomini non ha la Coscienza precisa di cosa ha sullo stomaco. Fatto strano, l'immagifiazione popolare, così attiva quando si tratta di marziani o di piatti volanti, è ancora relativamente inoperosa di fronte a questo gigantesco problema, al paragone del quale tutte le più apocalittiche ipotesi della letteratura fantascientifica, dalle utopie di Verne e di W ells alle guerre interplanetarie dei fumetti, appaiono sbiaditi giochetti.

Rifacendo i calcoli da un libro appena uscito di Jules Moch, che, come delegato alla Commissione dell' ONU per il disarmo, è al corrente degli ultimissimi dati, secondo i quoli è assodato che un'esplosione termonucleare produce la distruzione totale per un viaggio di 15 chilometri distruzioni serie fino a trenta, variabili fino a 50, possiamo tracciare sin d'ora l'effetto che produrrebbe il lancio di tre bombe H su Roma, Milano e Torino.

Vimercati Virginia e Baroni Noè del rep. Cabrini hanno rinnovato l'abbonamento a «Microfono ». Beltramelli Ilde ha rinnovato l'abbonamento offrendo anche una cifra a sostegno del giornale. Aresti Enrico e Sanvittore Colomba offrono delle cifre perchè il nostro periodico sia sempre più bello.

A Roma sarebbe ridotta a zero l'intera città, sin oltre l'Anulare, fortemente danneggiate Tivoli, Velletri, Ladis poli, parzialmente danneggiate Cisterna, Civita Castellana, Sutri. A Milano, a zero l'intera città sino a Rho, Melegnano, Monza, fortemente danneggiate Busto, Treviglio, Lodi, Pavia, Vigevano, parzialmente Como, Lecco, Bergamo, Novara, Varese. A Torino, a zero la città sino a Rivoli, Chieri, Carignano, Orbassano, fortemente danneggiate Cuorgnè, Racconigi, Pinerolo, parzialmente Asti, Santhià, Susa, Alba, Savigliano. Tutto ciò senza considerare gli effetti calorifici, cioè i getti d'aria ad altissima temperatura, quasi lanciafiamme che la esplosione irradia fino a 120 chilometri (da Roma a Gaeta, da Milano a Verona, da Torino a Ventimiglia), le nuvole di polvere contaminata, ecc. ecc. Ebbene, vi persuaderete che, quando si arriva a questo punto, è chiaro che bisogna decidersi, è venuto il momento di affrontare tutti insieme questo quesito ormai impellente e vitale per i destini stessi dell'umanità: che cosa fare della bomba atomica. E' venuto il momento di digerirla. FILIPPO SACCHI

pag 2 il Microfono
Sempre avanti con gli abbonamenti a " M icrofono „

Seguito da pag. 1

La crisi nella produzione degli apparecchi T. V.

Breda, la Tosi, le Reggiane e tante altri gloriosi complessi industriali italiani? Non so se qualc'uno della nostra fabbrica gioira nel sapere di poter acquistare un televisore tedesco a prezzo veramente di concorrenza rispetto al prezzo dei nostri prodotti nazionali, come lo era quando arrivavano gli aeroplani nel quadro degli aiuti americani, o i trattori o motori o completi impianti industriali sempre in funzioni di aiuti. Aiuti sì, ma a smantellare le nostre fabbriche. Noi pensiamo che solamen-

te non partecipando a blocchi in contrasto fra loro, ma aprendo alle nostre industrie larghi orizzonti agli scambi indiscriminati con tutti i paesi del mondo, noi potremo darci quella sicurezza nel domani che è aspirazione di tutti noi. E tutto questo si potrà ottenere, se noi lo vogliamo, se tutti uniti, saremo capaci di darci un Governo che sappia fare della nostra Patria il Paese della libertà del lavoro e della giustizia sociale come è previsto dalla nostra Carta Costituzionale Repubblicana.

Una storia quasi vera CHI TROPPO VUOLE...

Il tram si era appena fermato; ed a gran fatica, rompendo la calca, ero riuscito a guadagnare l'uscita ed a mettere il piede a terra quando, dalla vettura una voce stridula gridò con veemenza: «Al ladro! al ladro! Mi hanno portato via il portafoglio ». Un certo orgasmo si crea in quel momento fra i passeggeri, orgasmo che la presenza di due questurini non riesce a calmare. Finalmente uno dei poliziotti chiede al derubato, un signore sulla cinquantina, grassotto, vestito con una certa eleganza, chi le fosse stato vicino fino a quel momento. Il signore capisce lo scopo della domanda, agitatissimo si guarda attorno poi decisamente punta il suo dito accusatore proprio su me. « E' lui! ». Esclama con forza. « E' lui, ecco perchè spingeva ». Quanto avvenne dopo fu come un incubo. Mi trovai tremante trasognato davanti ad un funzionario della questura, sufficientemente disposto a credermi un ladro tant'è che quando le mie tasche coscienziosamente svuotate da uno dei miei angeli accompagnatori, risultarono quanto mai innocenti, la sua delusione fu abbastanza palese. A questo punto l'anziano signore, vittima del furto e il commissario si guardarono quasi per consultarsi e quest'ultimo, come per guadagnar tempo chiese all'altro se era sicuro di avere il portafoglio con sè e di non averlo dimenticato in qualche posto. « Perbacco », fu la risposta. « Quell'uomo era dietro a me sul tram ed il portafoglio l'avevo nella tasca posteriore dei calzoni, mi creda, signor commissario ». E quasi ad avvalorare la sua affermazione, il derubato si portò la mano al petto e... la mano sostò, palpò il davanti della giacca all'altezza del petto, si infilò veloce nella tasca interna e ne uscì con un bel portafoglio. La paura, la collera, l'indignazione, l'umiliazione, in quel momento si amalgamarono e lo sguardo di sfida che lanciai a tutti gli astanti era appunto il prodotto di tutti questi sentimenti messi insieme. « Ed ora, come la mettiamo? Sicuro, come la mettiamo? » esclamai con voce volutamente lenta. Il commissario, che aveva afferrato al volo la nuova situazione, si schiarì la gola con brevi colpettini di tosse, facendo così capire che stava per parlare, ma il distinto signore lo precedette e facendosigli vicino le sussurrò qualcosa all'orecchio. Il commissario annuì diverse volte con il capo e poi paternamente così mi parlò. « Giovanotto, quello che è stato è stato e siccome al mondo tutti possono sbagliare, ritengo che per riparare in parte al grave disturbo da lei subìto, sia giusta la proposta del signore che le offre diecimila lire e la questione resta chiusa. D'accordo? ».

« Ah! è così? » Esclamai io sostenuto. « Diecimila lire, il disturbo, il contrattempo; semplice, no?... ».

« Veramente io avevo detto ventimila », mi interruppe il signore distinto...

«Lei faccia silenzio », risposi io veemente; e con voce da pubblico ministero continuai: « Il disturbo, le ventimila lire; e la mia dignità, chi me la paga? il mio onore e la mia reputazione (ormai ero lanciato) di onesto lavoratore? ».

Il panciuto signore intanto aveva sussurrato ancora qualche cosa al commissario che rivolto a me offre lire cinquanta mila perchè tutto finisse li. Ma ormai, come ho detto, ero lanciato, per tutta risposta dichiarai, non so perchè, che avrei fatto causa.

L'effetto della mia dichiarazione fu strabiliante. Il signore che mi aveva incriminato portò le braccia al cielo e con voce spaventata disse: « No! per amor del cielo niente causa. Cento, anche duecento mila lire se è necessario, ma che la cosa finisca qui ». Dunque il mio accusatore aveva paura, paura di un processo, magari di uno scandalo. Perchè? Ma chi era infine, per avere così tanto ascendente sul commissario? Capii che sotto vi era qualche cosa e volli tentare tutto per tutto e quasi incoscientemente esclamai: « Un milione o faccio la denuncia ». «Misericordia »; fu la sola frase che disse ìl grasso signore, e paonazzo in viso tirò fuori un libretto di assegni dove con mano

tremante vergò la cifra e la firma e con decisione vorse a me il rettangolino di carta che valeva una piccola fortuna. Fu in quel preciso momento che la mia mano stava per afferrare l'assegno che... la voce irata della mia dolce consorte gridò: «Sveglia poltrone che è già tardi o finirai col pagare la mezz'ora ». E con un gentile scossone poco mancò non mi facesse cadere dal letto.

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Direttore Responsabile Giovanni Failla Autorizzaz, Tribunale r i Milano 3312 - Tipostampa - Via Muratori, 10

LUTTI

Al lavoratore Aresti Enrico del rep. Belfanti, giorni fa gli è venuto a mancare improvvisamente l'aff etto della sua cara Mamma. La lontananza del luogo ove si sono svolti i funerali non ci ha permesso di partecipare fisicamente alla mesta cerimonia per cui la C.I. a nome dei lavoratori a inviato un telegramma di cordoglio e di, solidarietà al nostro compagno. Tale pensiero ha vivamente commosso l'interessato che ringrazia.

L'operaia Vighi Ida del rep. Elettrolitici, il giorno 8 marzo ha perso il suo caro genitore. Le compagne del reparto le inviano sincere e fraterne condoglianze.

Auguri agli ammalati

La lavoratrice Gandini Vittoria del rep. Miglioli è da diverso tempo assente dal reparto per malattia. Le compagne di lavoro le fanno molti auguri e la salutano cordialmente.

• Maria Porta, Maria Mangin e Vittorina Gandini, tutte del rep. Miglioli sono assenti perchè ammalate. A tutte, le compagne di reparto inviano affettuosi saluti e l'ugurio di averle presto al lavoro completamente guarite.

• Pacciarini Silla del rep. Trasformatori si trova a casa inf erma. Le compagne la ricordano e le mandano tanti auguri.

• Dallo stesso reparto manca, perchè ammalata, la lavoratrice Iolanda Scaglia. A lei le compagne di lavoro le inviano il loro affetto e tanti auguri di pronta guarigione.

• Ammalato è pure Luigi Ruffini del rep. Verniciatura. A questo sfortunato compagno un caldo e fraterno saluto e tanti e tant!. auguri.

• La lavoratrice Gallarini Gianna del rep. Televsione è stata recentemente dimessa dall'ospedale dove aveva subito un intervento chirurgico. A lei, che si trova attualmete a casa in periodo di convalescenza, le compagne di reparto inviano auguri e saluti.

• CokyrCo Francesco del rep. « Puntatori » è assente per malattia. I compagni lo ricordano e gli fanno tanti auguri.

• Faroppa Mario del rep. Mobili manca da diversi giorni dal lavoro perchè infermo. A lui i compagni di lavoro inviano auguri affettuosi e saluti.

• La lavoratrice Donati Emilia del rep. Villa manca dal lavoro perchè inferma. Le compagne di lavoro la ricordano e le fanno gli auguri di sollecita guarigione.

Il nuovo giuoco Scarabeo, sta facendo breccia, con grande successo, nell'intimità delle case italiane e nei luoghi di ritrovo. Lo Scarabeo è in sostanza un giuoco collettivo di parole incrociate, comprendente, fra l'altro, una piccola graziosa clessidra, che serve a misurare il tempo di volta in volta concesso a ogni competitore.

Il giuoco, che dà luogo ad accanite partite fra due, tre o quattro persone, è costituito da una grande scacchiera, da un sacchetto contenente

130 pedine alfabetiche e, oltre che dalla clessidra, da quattro leggii in materia plastica colorata, sui quali vanno anpoggiate le pedine sorteggiate a turno dai singoli giuocatori. Ma l' attrattiva maggiore dello Scarabeo attrattiva che conferisce al giuoco una caratteristica intellettuale, accrescendone il divertimento è l'apposito vocabolario « Mi viene un dubbio ». S'è già detto che lo Scarabeo è un giuoco di parole incrociate; ogni competitore, cioè, deve comporre sulla scacchiera parole italiane sensate e realizzare il maggior punteggio consentitogli, sulla base di quanto stabilito dall'apposito regolamento.

Orbene, nel comporre nuove parole sulla scacchiera, ciascun giocatore può essere preso da comprensibili dubbi.

Ed ecco soccorrerlo adeguatamente il Vocabolario Scarabeo, che risolve puntualmente i piccoli problemi linguistici, precisa l'esatta grafia dei vocaboli, annota le voci più rare ecc. ecc., in modo chiaro e con immediata facilità di consultazione. Non è arrischiato concludere che lo Scarabeo può far trascorrere lietamente un'ora di sano svago, dando luogo a gare appassionanti e intelligenti.

PLD CGII LA PAIIINLA, UN NUOVO GIOCO dpadaita

Marialuisa Tosi del rep. C.H. il giorno 16 aprile convola a liete nozze. A lei ed al futuro sposo signor Giuseppe Danzi i nostri migliori auguri.

Gargioni Innocentina del rep. Grandi si sposa il giorno 11-4 con il signor Gino Dell'Alba. Ai novelli sposi giungono auguri di prosperità e di felicità.

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L'AVEVAMO Dimenticato

LA PESCA

Nel cielo quasi a fior d'acqua, la Luna bacia le onde tremule traccia sul mare una scia bianca che si perde nel buio dell'orizzonte: strada bianca nel nulla. Ogni tanto un'ombra triangolare intercetta i raggi d'argento la lampara fonde la sua luce viva con la luce irreale della luna, nel cielo.

che noi portiamole.

Il lavoratore Erminio Mauro del rep. Campionatura è stata recentemente chiamato a compiere il dovere di ogni giovane italiano cioè il servizio militare. Al nostro compagno di lavoro noi tutti inviamo i nostri fraterni saluti e la promessa di ricordarlo sempre.

SI INI-ODTUNATO

SUI LAVOli0

Il lavoratore Bazzoni GiusepPoi la barca pe del Mag. S.F. si è lievemente torna ad essere infortunato a causa di un inveuno dei tanti punti luminosi stimento, che ha subito andanche si confonde con le stelle. do in bicicletta. A lui facciamo gli auguri di una sollecita e completa guarigione.

Ma appena l'Oriente impallidisce i primi raggi del Sole lontano si obliquano nell'atmosfera, ecco si vedono quasi sorte col Sole, le barche pescherecce, le paranze, colorate con tinte vivaci, con le prue coronate di ninfe e di santi, con dei Soli nascenti su le vele.

Ridete

IN AUTOBUS

Il fattorino: — Scusi. il biper il soccorso invernale ai diglietto costa cinque lire di più soccupati.

Il disoccupato: — Vede: io sarei uno di quelli che dovrebbe Tornano cariche le barche, essere assistito: mi tengo le cinque lire e faccia presente Che ri- piene dargento nuncio al soccorso. Sa com'è: è che nella notte han rubato alla Luna. meglio un uovo oggi che una gallina domani.

PROGRAMMA DI GITE

A CURA DELL'I. N. C. A.

Domenica 1 maggio

RAPALLO - S. MARGHERITA

In pullman. Quota per persona L. 1250. Chiusura iscrizioni: 28 aprile. Partenza: ore 7 dalla C. d. L.; il rientro è previsto per le ore 22.

Domenica 8 maggio

GIRO DEL LAGO DI GARDA

In pullman. Quota per persona L. 1250. Chiusura iscrizioni: 5 maggio. Partenza: ore 7 dalla C. d. L.; sosta a Gardone Riviera, a Riva di Trento e Peschiera. Il rientro e previsto per le ore 21.

Domenica 15 maggio

MACUGNAGA

In pullman. Quota per persona L. 1100. Chiusura iscrizioni: 12 maggio. Partenza alle ore 7 dalla C. d. L.; rientro alle ore 21.

Domenica 22 maggio

LOCARNO - LUGANO

In pullman. Quota per persona L. 1000 più L. 250 per passaporto collettivo. Chiusura iscrizioni: 14 maggio. Partenza alle ore 7 dalla Camera del Lavoro; sosta di un'ora a Locarno; pomeriggio a Lugano. Rientro ore 22.

Fra i nuovi ospiti del nido aziendale segnalati nel numero precedente abbiamo omesso di segnalare il piccolo D a luis o Maurizio figlio della nostra dipendente Merlotti Rosanna.

Per informazione rivolgersi alla C. I. o

alla Camera del Lavoro.

pag. 4 il Microfono dei lavoratori
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STRETTE
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F. L.

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