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Microfono16

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Per la pace del mondo siano distrutte tutte le bombe atomiche e tutte le armi di sterminio.

CONTRO L'U. E. O. PER LA PACE

UNA DELEGAZIONE DAL SEN, MARIO LONGONI

"Nel momento che Lei si accingerà a dare il suo voto per la ratifica dell'U. E. O si ricordi di noi„

Forti di ben otto unità (due donne e sei uomini) la nostra delegazione, giorno 9 (mercoledì) è partita decisa per la sua missione di pace, contro il riarmo tedesco, alla volta dello studio del Senatore Mario Longoni. E di pace era formato tutto il nostro bagaglio bellico. Sin dal nostro arrivo, il Senatore si dimostrò degno della nostra attenzione e del nostro rispetto. Per tutto il periodo della discussione egli si è onestamente sforzato di essere obbiettivo e se nella valutazione dei fatti e delle circostanze via via chiamate in causa, non sempre vi è riuscito, la sua buona fede ha sempre supplito a questa umana manchevolezza. Del resto non era cosa facile tenere testa ai nostri molteplici e pacifici attacchi e certo le nostre sincere apprensioni ed il nostro appassionato argomentare non ha potuto lasciare indifferente questo rappresentante del popolo tutt'altro che settario e molto religioso. Qualche volta, nei suoi interventi, la personalità dell'avvocato prendeva il sopravvento su quella del parlamentare e da buon avvocato a volte veniva ad utili compromessi. Anche la sua personale posizione, in riferimento alla nostra richiesta di votare contro la ratifica dell'U. E.O. è stata puntualizzata, alla fine dell'incontro, da un compromesso. Nel prendere atto della nostra volontà di pace e della volontà di pace di centinaia di nostri compagni che in quel momento noi rappresentavamo, il Senatore Longoni ha auspicato che una intesa amichevole 'ra tutti gli Stati abbia portare alla distensione e ad un immediato disarmo. — « Io odio la guerra », egli ha affermato, « e prego il Signore che mandi lumi e ragionevolezza nel cuore di chi ha in mano il destino dei popoli ». Senatore. Longoni, quelle cose che lei ha detto a noi, le abbiamo riferite ai nostri compagni di lavoro. La sua commozione nel ricordo dei morti, la constatazione della miseria e della disoccupazione che lei ha definito «una dolorosa piaga del nostro Paese », la sua speranza che il buon senso e la democrazia prevalga nei rapporti politici dei diversi partiti del nostro Paese, tutto abbiamo riferito. Al nostro

caldo invito a votare contro la ratifica della U.E.O., Lei ha risposto che molto concorreranno, a determinare il suo voto, fatti ed avvenimenti da venire e che comunque « anche gli altri Paesi non hanno ancora detto l'ultima parola ».

Ebbene, Senatore, noi la discussione l'abbiamo terminata nel suo studio con una stretta di mano calda e cordiale. Ci permetta da queste colonne di ripetere ancora una volta le semplici parole della nostra compagna vedova di guerra che si accomiatò da lei dicendole: «Nel momento in cui Lei si accingerà a dare il suo voto sulla ratifica dell'Unione Europea, si ricordi di noi »; ora noi aggiungiamo: si ricordi anche di tutta l'umanità che soffre ed aspetta pace e benessere.

Ed infine ci permetta Senatore che il contatto paterno, il dialogo sereno da noi iniziato alla vigilia di gravi decisioni per il nostro Paese non finiscano qui. Noi ci permetteremo di venirla a trovare ancora, per portare i nostri crucci, le nostre necessità e siamo convinti che riusciremo a conoscerci meglio ed a stimarci sempre di più.

L'inchiesta di "Lavoro„

Nei giorni 12-13 febbraio, come è noto, sarà lanciata la grande campagna per la raccolta di un miliardo di firme contro la minaccia della guerra atomica e per la interdizione delle armi termonucleari. In questo momento « LAVORO » sta conducendo una vigorosa azione giornalistica per denunciare gli orrori della guerra nazista e gli immensi pericoli, per tutta l'umanità, di un nuovo conflitto. Sui prossimi numeri (i numeri 7, 8, 9) saranno pubblicati una serie di drammatici servizi (documenti e fotografie) sulle tremende conseguenze della guerra atomica. In particolare, sul numero 7, sarà pubblicato un grande servizio che illustrerà gli orrori della guerra atomica.

Il servizio, che occuperà molte pagine con fotografie assolutamente inedite in Italia, narrerà come in un racconto cinematografico «le ultime ore di Hiroshima ». Altri servizi analoghi sulla bomba all'idrogeno, oltre al seguito della campagna contro la rinascita del militarismo tedesco saranno pubblicati sui numeri 8 e 9. G. F.

SI PUÒ DISCUTERE DEI NOSTRI interessi senza parlare di politica?

• Una domanda ed una risposta

Gentilissimo signor Direttore.

Le porto a conoscenza che sono un assiduo lettore del Microfono e non gli nascondo che sono molto contento di questo giornale di informazione che spesse volte ci porta a conoscenza di molti problemi interessanti per il nostro lavoro e per il funzionamento dei reparti.

Ma spesse volte invece di parlarci della situazione interna della nostra ditta ci parla solo di politica e niente altro; perciò è in contraddiz'one con l'articolo di fondo del primo numero che diceva che il giornale in questione sarebbe stato comoletamente apolitico.

Dato che nell'ultimo numero di dicembre, in un articolo a Sua firma, si dice che vi è stata poca critica, io mi son permesso di suggerire di fare nel prossimo futuro, meno politica, perchè chi vuol leggere la politica si compra un

giornale di partito e non il « Microfono ».

La prego gentilmente di pubblicare questo articolo e non fare che vada cestinato.

La ringrazio.

Caro amico Lettore,

la ,ua lettera ha corso il rise- o di essere cestinata non certo per il suo contenuto chè tratta argomento quanto mai interessante, ma appunto per l'anonimo.

Rispondendoti mi resterebbe facile esaudire il mio compito affermando e documentando come il nostro giorna', non è mai stato in contraddizione almeno per quanto si riferisce la sua natura che proprio da quanto risulta dal tuo citato articolo di fondo del primo numero è e resta apartitico. « Il nostro giornale, dice il corsivo a firma della Redazione, uscito nel lontano marzo 1954, è evidentemente apartitico, ma segue a pag. 3 colonna 1

LÀ CASI Il I N DA Cid° D1.1PADRONI?

Testo della lettera che papà Innocenti ha inviato ai suoi lavoratori in occasione delle elezioni della C.I. Lavoratore, fra pochi giorni sarai chiamato a compiere un grande dovere: eleggere i tuoi rappresentanti n e 11 a fabbrica dove lavori. E' un compito questo semplice ma nello stesso tempo di grande importanza, perchè dalla tua scelta dipende il tuo avvenire e quello della tua famiglia.

La Commissione Interna ha il compito di tutelare i tuoi interessi, non quello di servire la causa di false ideologie politiche sfruttando la forza dei -lavoratori. Basta con la politica nella fabbrica! Vogliamo una Commissione Interna « sindacale » che tuteli veramente gli interessi dei lavoratori, non una Commissione Interna che serva da piedestallo a questo o a quel rappresentante per far carriera nel partito.

La nostra fabbrica ha vissuto troppo sotto lo spauracchio di certa gente ed ora ha bisogno di un lungo periodo di tranquillità. Soltanto così essa potrà ottenere credito e fiducia e quegli aiuti necessari ad assicurare lavoro a tutti noi.

Se invece in Commissione Interna torneranno i soliti mestatori politicanti, allora un periodo oscuro si prospetta ner tutti noi ed altri più gravi sacrifici ci toccherà fare e forse altri lavoratori dovranno abbandonare l'azienda, mentre quelli che rimarranno vedranno ancora ridotto il loro guadagno perchè mancando i finanziamenti, inevitabilmente dovranno essere adottati provvedimenti che toccheranno la borsa dei lavoratori, come sospensioni, riduzioni di orario di lavoro, ecc.

Perciò vota per quei candidati che ti danno vera garanzia di attuare un'azione sindacale ferma e decisa nei confronti della direzione per un miglioramento del tenore di vita, e non per quelli che si propongono, come per il passato. di portare in azienda, turbamento e violenza, al solo scopo di affermare nella fabbrica le loro ideologie politiche.

Non è con la politica, con certa politica, che si ottengono migliori condizioni di vita per i lavoratori!

Siamo certi che se questo volantino verrà letto dai tuoi familiari essi non potranno segue a pag. 4 colonna I

15 Febbraio 1955 N 3 Quindicinale dogli Impiegati e degli Operai della Geloso L VIALE BREN hs, 29 • 10 Redazione e Amm.

BILANCI - F. I. S. E CASSA PRESTITI

PACE Prosperità

Anche gli industriali per una politica di amicizia coni paesi del socialismo.

Totale entrate L. 1.868.540

Totale Uscite L. 1.868.540

Come si nota, la gestione F.I.S. 1954 si chiude con un attivo, rappresentato dal residuo di cassa al 31-12-1954, pari a L. 106.340; ma ciò solo in virtù del residuo di cassa dell'anno precedente, che era di L. 277.975. Si deve infatti constatare che durante il 1954 le entrate effettive (contributi, oblazioni ed altro) sono risultate inferiori alle uscite (sussidi ai Dipendenti) di una somma pari a L. 171.635 che è uguale alla differenza tra il residuo del 1953 e quello del 1954.

Quanto sopra giustifica il provvedimento adottato a fine ottobre 1954, col quale vennero sospese le erogazioni dei soli sussidi straordinari, onde evitare di andare incontro ad un vero e proprio disavanzo.

Allo stato attuale delle cose, le erogazioni di sussidi straordinari dovranno restare sospese anche per il 1955, almeno fino a quando la aMestranza, a mezzo della Commissione Interna, non avrà espresso in forma definitiva la propria determinazione di elevare il contributo. In tal caso, il F.I.S. sarà messo in condizione di poter sovvenire con una certa larghezza i casi meritevoli di maggiore assistenza. Milano, 14 gennaio 1954.

IL PRESIDENTE I MEMBRI DEL COMITATO DIRETTIVO Pelosi Viscardi - Guenzi - Ragni

Si è tenuto, presso la sede degli industriali milanesi, un convegno sugli scambi commerciali con la Repubblica popolare cinese. L'importanza particolare della riunione era data dal fatto che essa è stata indetta direttamente dalla Confindustria ed è stata presieduta dal dott. Alighiero De Micheli, presidente dell'Assolombarda e destinato alla successione del dott. Costa alla testa della Confindustria. Si è trattato dunque d'una presa di posizione ufficiale degli industriali italiani, avvenuta attraverso i loro esponenti qualificati. Erano rappiesentate le associazioni nazionali padronali dell'industria chimica, meccanica, laniera, alimentare e di altri settori, le banche e le società assicuratrici, le principali organizzazioni armatoriali e commerciali.

Cassa

al 31-12-54)

Durante il 1954 sono stati concessi n. 363 prestiti per complessive L. 15.993.000.

Il numero dei conti individuali di depositoa risparmio è stato di 275. Su tali conti i dipendenti interessati hanno versato somme per oltre 11 milioni e prelevato somme per oltre 6 milioni: la differenza tra prelevato e versato, più gli interessi attribuiti a ciascun conto, formano la cifra impostata al passivo di L. 5.506.418 (al 31-12-1954).

Il presente bilancio è vero e reale.

r2.774: 3' 7 Milano, 11 gennaio 1955.

IL PRESIDENTE H MEMBRI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO Pelosi Bocardi - Ragni

Ax r r i v e 1 A C.R. A. L.

GITA A FOPPOLO

Dopo la lunga parentesi, per causa di forza maggiore, il nostro C.R.A.L. ha predisposto una gita fraterna fra Impiegati ed Operai a PIAZZOLO in Val Brembana per domenica 27 febbraio 1955.

L'accogliente località, vicina a FOPPOLO, è meta ambita di chi vuol godere una giornata invernale in campo aperto.

La passeggiata sarà effettuata con comodissimi autopullman forniti di radio e riscaldamento.

La colazione può essere fatta al sacco mentre si accura che in Piazzolo si troveranno accoglienti rifugi per poter fare la colazione.

I posti sono limitati, affret-

E' Nata

tatevi ad iscrivervi.

Per iscrizioni rivolgersi al C.R.A.L. ( Giaveri).

L'organizzazione sarà accurata, si prevede una lietissima giornata.

QUOTE

Enalisti L. 700

Non Enalisti » 800

ORARIO

Partenza: da P.le Corvetto ore 7 da Porta Romana ore 7,10 da Piazza Duomo (Ex Reale) ore 7,30

Arrivo a Piazzolo ore 10 circa

Partenza da Piazzolo ore 17,30

Arrivo a Milano ore 20 circa AFFRETTATEVI

A ISCRIVERVI

Le iscrizioni si chiuderanno

il giorno 19 febbraio.

Festosissima festa in casa Cavenaghi. Ma chi strepita e fa il diavolo a quattro perchè è diventata nonna è la Francesca; non conoscete la Francesca? si vede che non mangiate in mensa. Sicuro, la Calori, si tratta proprio della Calori Francesca che da circa un anno non si stancava di dire che stava per diventare nonna e finalmente la sua brava figliola l'ha accontentata, regalandole un bel maschietto. Alla nonna prima di tutto (per non correre il rischio della più cruda vendetta), al nonno ed ai felici genitori tanti e tanti auguri.

Prenotate

Per quanto il convegno sia stato in parte dedicato ad una polemica con un organismo pubblico (l'ARAR-SPEI) che si è incaricato di prendere contatti con il mercato cinese, e ad una riaffermazione della « iniziativa privata » anche in questo campo, è fuor di dubbio che la riunione ha dimostrato chiaramente la volontà. degli ambienti industriali di allacciare intense relazioni d'affari con la Cina popolare.

Il dott. De Micheli, aprendo i lavori, ha sottolineato «l'eccezionale rilievo del mercato cinese agli effetti di un largo sbocco della produzione italiana ». L'oratore ha aggiunto che la ricchezza di materie prime e la densità di popolazione sono elementi che devono stimolare gli imprenditori a realizzare « un programma di concreto lavoro » in direzione del mercato cinese.

Successivamente ha parlato il dott. Savini, presidente della « Fedecina », organismo costituito dagli industriali appunto in funzione d'un allacciamento di contatti con la Cina popolare. « La necessità di tale organismo — egli ha detto — che indirizzasse gli sforzi degli esponenti delle attività economiche verso un piano generale, venne sentita fin dall'aprile scorso, in occasione del Convegno per il Commercio estero tenutosi all'Università Bocconi ». E, riferendosi alla costituzione dell'ARAR-SPEI, il dott. Savini ha aggiunto: «Quel che più conta in questo momento non è tanto la discussione sull'opportunità o meno di valersi dell'uno piuttosto che dell'altro ente od organismo, quanto l'inizio di una profonda azione di penetrazione nel mercato cinese, già avvicinato con proficui risultati da numerosi Paesi dell'Europa occidentale e dagli stessi Stati Uniti ».

FONDO INTERNO SOLIDARIETA' fra Dipendenti della Soc. p. Az. Geloso RELAZIONE CONSUNTIVA ESERCIZIO 1954 ENTRATE Residuo esercizio anno precedente L. Contributi Impiegati 1954 Contributi Operai 1954 Contributi Società 1954 Oblazioni 1954 Introito Multe 1954 Introito vendita carta macero 1954 • 277.975 164.600 980.750 300.000 3.000 15.560 126.655 USCITE Sussidi per morte Dipendenti » familiari » » malattia Dipendenti Residuo al 31-12-54 trasferito all'esercizio successivo L. 30.000 256.000 1.253.200 106.340
PRESTITI INTERNA fra DIPENDENTI DELLA S. p. Az. GELOSO (Quarto anno di attività) ATTIVO PASSIVO L. 631.209 CAPITALE: al 31-12-53 L. 923.724 » 6.399.895 oblazioni 1954 • 15.000 utile netto 1954 » 31.962 L. 970.686 L. 7.031.104 Debito verso 554 sottoscrittori » 554.000 Depositi a risparmio (compresi interessi al 31-12-54 » 5.506.418 L. 7.031.104
CASSA
Crediti (garantiti,
esclusi interess
PERDITE Quote capitale liquidate a 21 sottoscrittori licenziati L. 18.800 Interessi passivi depositi liquidati durante il 1954 • 639 Interessi passivi depositi attribuiti il 31-12-1954 264.059 Attribuzione al Capitale: Oblazioni Festa Donna 1954 15.000 Utili netti esercizio 1954 31.962 L. 330.460 PROFITTI Interessi att. operazioni liquidate durante il 1954 L. 315.460 Oblazioni Festa Donna 1954 » 15.000 L. 330.460 peg 2 il Microfono dei lavoratori
(esistenza
verso dipendenti,
ia maturare)
"Lavoro„

Politica ed economia

(seguito dolla pag. I) si interessa della vita politica sindacale del Paese quando questo chiamerà in causa i nostri interessi di lavoratori ». Questa linea, secondo me sempre stata rispettata, perchè mai ch'io ricordi, si è parlato o accennato a cose strettamente attinenti alla vita di questo o di quel partito e se qualche volta il nostro giornale ha mostrato atteggiamenti favorevoli ad una determinata linea politica, questo è avvenuto perchè, come dice ancora il su accennato articolo di fondo «...Questo foglio è e deve restare la tribuna dove tutti possono dire la " sua " ». Questo rientra nello spirito del giornale stesso. Esprimere dunque una propria opinione anche se politica, significa sì fare della politica, ma non significa imporre un determinato colore al nostro periodico. In riferimento al tuo rimprovero secondo cui « spesse volte invece di parlarci della situazione interna della nostra ditta si parla di politica e niente altro », mi sembra di poter rispondere che l'appunto è quanto mai ingiusto perchè, nel riesaminare il contenuto dei numeri arretrati, ben poco ho trovato di quanto tu dici. La cosa è controllabile da tutti.

Caro amico, è lontana da me l'idea di ridurre il tutto ad una questione di ragione o di torto. Io ritengo invece che la tua critica, comunque ben accetta, è solo una tua opinione, un modo come un altro per esprimere il desiderio del come tu vorresti fosse il nostro « Microfono ». Si tratta di vedere se questo va nel nostro interesse o va contro il nostro interesse. Vogliamo vedere brevemente?

t indubbio che la nostra fonte di vita è il lavoro e tutto dunque deve tendere perchè questa sorgente non ab"bia a mancare ed abbia sempre a migliorare.

Alla Geloso (giusto per restare nel nostro ambito) abbiamo lottato e qualche cosa' abbiamo ottenuto. Siamo comunque lontano dall ' aver raggiunto quel benessere da tutti noi desiderato e che certamente Geloso da solo e cioè senza una politica generale conseguente nel paese, non potrà darci. Noi lottiamo dunque, anche se a volte non ce ne accorgiamo, perchè nel nostro Paese si faccia questa politica coerente e conseguente ai nostri interessi e scioperiamo appunto contro coloro che perchè sia possibile migliorare le nostre condizioni di vita ci costringono da anni a... scioperare, e quando ben abbiamo scioperato ed ottenuto le cinque lire di aumento, ancora prima che queste entrino nelle nostre tasche vi è già chi pensa a portarcene via il doppio. Fatalità? NO!!! Conseguenze di una politica incapace a risolvere i nostri problemi nazionali. Questa è politica? Certamente, ma che noi, diretti interessati, non possiamo ignorare. Tu dici, amico lettore, che per queste cose vi sono i giornali di partito. D'accordo; leggiamoli pure i giornali di partito o di informazione. Ma tu credi

che i nostri problemi li risolvano i giornalisti con i loro articoli o li risolviamo noi seguendo le notizie che i giornali ci sfornano e poi voltandoci dall'altra parte a dormire sonni beati? I nostri problemi, secondo me, verranno risolti nella misura che, giornali o non giornali, noi sapremo chiarirli, discuterli, dibatterli. Vedi, amico, ai tempi in cui era facile leggere quei famosi cartelli « Qui non si parla di politica e di alta strategia », ci dicevano che il nostro dovere era quello di lavorare (in silenzio perchè il nemico ci ascoltava) e che per la politica ci avrebbero pensato loro e ci pensarono così bene che un bel giorno ci misero uno zaino in spalla e ci dissero di andare a morire ammazzati. Loro, quelli della politica, restarono a fare l'alta strategia. Sarà forse anche per questo che miUoni di italiani oggi parlano e fanno della politica. Sarà per questo che noi continuiavo a parlare della pace della libertà, del diritto al lavoro ed al benessere; perchè di giustizia di benessere e di serenità siamo tutti assetati. Ed a chi ti dice, amico scrivente, che a « bottega » si lavora ( ed e giusto che si lavori) e non si fa della politica (ben inteso nelle ore non di lavoro), rispondi pure che certe libertà nessuno ce le ha mai regalate, ma sono conquiste nostre fatte di lotte e di sacrifici e se il parlare della pace dà fastidio a qualcuno noi dobbiamo rispondere che le bombe con recapito a domicilio non sono ancora state inventate e se per disgrazia dei pazzi criminali dovessero riuscire ad attizzare il fuoco in qualche angolo della terra e noi, a causa di certi impegni militari e di certe basi cedute agli amici americani o peggio ancora se dovesse passare la ratifica della famosa unione europea, e fossimo inevitabilmente coinvolti in un conflitto, non basterebbe certo scrivere sul tetto dello stabilimento che « qui non si fa della politica » per salvare dalla distruzione e dalla morte te, me e tutti i nostri compagni di lavoro, dirigenti compresi.

« La bandiera della pace e del progresso deve essere impugnata delle mani dei popoli, se si vuole che questi ideali trionfino ». Così disse il grande Stalin in uno dei suoi ultimi discorsi. Questi ideali sono sicuramente anche i tuoi ideali, amico lettore che mi scrivi e se l'obbiettivo è comune basta solo trovare il mezzo per intenderci per potere assieme percorrere la via della vittoria. E questo può essere facilitato dal dialogo che è sempre aperto nelle colonne del nostro « Microfono ». Scrivi ancora chè mi farà piacere. Scrivi ed invita altri a scrivere sui problemi interni di azienda, quei problemi di cui tu lamenti la scarsità sul giornale e che pochi mettono in discussione. Con la collaborazione che non sia fatta solo di critica, sono certo, riusciremo a migliorare il quindicinale della fabbrica ed a renderlo gradito a tutti. (Ricordati di firmare).

ONORANZE Al NOSTRI CADUTI

Con una solennità veramente degna, settimane fa, provenienti dalla Grecia, sono sbarcati in Italia le ceneri di numerosi nostri soldati caduti sul fronte balcanico. Fra quegli eroi vi era il fratello di una nostra cara compagna di lavoro: la Ferrari Carla del rep. Cabrini. I cari resti, a cura

dei familiari, sono giunti il giorno 30 gennaio in quel di Trivulzio (San Donato Milanese) dove hanno avuto degna accoglienza, presenti autorità civili e militari del luogo. A rappresentare la nostra fabbrica vi era il compagno Mario Bianchi della commissione interna.

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ii Microfono oei Lavoratori pag. 3

Guerra e Umanità

Da molti giorni il tempo ci era stato avverso rendendo sempre più difficile la navigazione che per i tempi che correvano (si era in piena guerra) era già piena di difficoltà e di pericoli, e non meno problematico il nostro compito che era quello di vettovagliare le nostre truppe di terra dislocate nell'isola di Pantelleria e di Lampedusa. Quel mattino la nave, la nostra bella unità da guerra, scivolava snella e veloce su un mare finalmente placato e molti di noi marinai che avevamo da poco finito il nostro servizio di turno ci attardavamo sulla coperta a goderci quel tiepido sole mattutino appena tumido alla leggera brezza di levante. La tranquillità del mare, il cielo infinitamente terso, la serenità dopo tanto frastuono di tempesta, tutto invitava alla

pigrizia ed alla meditazione. — La mamma, il vecchio e caro volto della mamma faceva discreto capolino rella mente sonnacchiosa di tutti e con il suo ricordo aveva inizio tutta una sarabanda di altri ricordi che si staccavano si ricongiungevano, andavano alla ricerca di altri volti di persone care che passavano davanti alla nostra mente come sullo schermo passano le figure di. una proiezione. Ed in fondo era il film della nostra vita con i suoi avvenimenti grandi e piccoli di fatti piacevoli e sgraditi ricordi e tutti assieme riempivano di nostalgia e di commozione i nostri giovani cuori. Quante nascoste lacrime asciugate con stizza e con vergogna ma che sovente riuscivano a bagnare le guance abbronzate dal sole e dal vento. Ed alla commozione, l'ira e la collera contro coloro che quelle condizioni avevano creato, che ci tenevano inchiodati lì, in una guerra stupida ed ingiusta che tante vite umane aveva

I padroni della CISL

seguito dalla I ocre.

che consigliarti per il meglio e cioè di schierarti a fianco alla parte sana dei lavoratori, accanto a quelli cioè che vogliono il tuo benessere e quello della tua famiglia e non a fianco di coloro che si ,.ervono di te solo per i loro fini di bassa speculazione di partito!

Rifletti a quanto ti abbiamo detto quando sarai di fronte all'urna e pensa che il tuo voto ha una grande importanza e che da te, solo da te, dipende se nell'avvenire nella tua casa non ci saranon fame c miseria, ma L:ci:essere e tranquillità.

Ma la CISL ha proprio bisogno della propaganda padronale per... fare gli interessi dei lavoratori? Fare sì, perchè il ricatto del padrone tendente a costringere con le minacce i lavoratori a votare per il sindacato D.C., non è più un caso isolato.

già distrutto. Uomini e cose che soccombevano che pagavano il conto che altri, pazzi e criminali, avevano aperto per soddisfare la loro sete di potere ed egoismi personali.

-- La nostra anima stretta nell'angoscia correva veloce ora nella grande città ora nel piccolo paese di provincia dove la rabbia del nemico maggiormente infieriva con i suoi bestiali combardamenti indiscriminati, distruggendo, sconvolgendo la nostra amata terra. Dove sarà la mia donna? Sarà salva la mia casa? E la ,mia bimba, la mia creatura? Ha appena due anni e non la conosco ancora: sarà essa risparmiata? La collera cresceva nella misura che le notizie di nuovi bombardamenti di nuovi massacri giungevano frammentarie, incomplete, cinicamente camuffate in strepitose vittorie.

E la nave andava. Essa, leggera e veloce, inconsapevole strumento della volontà degli uomini, ci portava verso il nostro destino. Quale? — Fu la voce della vedetta di bordo che dall'alto della sua torretta giunse fino a noi scuotendo il nostro torpore.

— « Relitto a babordo », gridava in quel momento. Dal ponte di comando il capitano chiese subito la distanza.

« Circa quattro miglia » rispose il marinaio di scolta ed aggiunse con un certo orgasmo:

« Vi sono uomini a bordo ». Molti binocoli si puntarono nella direzione indicata e centinaia di occhi curiosi ed impazienti cercarono sulla superficie del mare il segno di vita che aveva disturbato il nostro piccolo mondo. Venne l'ordine di dirottare verso i resti di qualche tragico duello di guerra. Amici o nemici? Lenti e circospetti (si viveva in tempi assai duri e la guerra ci aveva resi dif fidenti) ci avvicinammo al relitto. Appena la distanza ce lo permise potemmo scorgere

JA oftíc.kagapto.

II « Microfono ,, m'han chiamato ed in ver non han sbagliato perchè inforrilo ai quattro venti della ditta i dipendenti. Parlo un po' di tutti quanti, dei malati, dei presenti dei reparti, della mensa.

Se un lettor qualcosa pensa qualcosa vuol sapere io son pronto al suo volere con rime o con la prosa io !e pubblico ogni cosa.

Chi ascolta la mia voce del lavoro e della pace, non dirà mai e poi mai di trovarsi in mezzo ai guai perciò vi invito tutti miei lettori belli e brutti signorine e maritate vecchi uomini e sbarbati senza trucco e senza imbroglio a diffondere il mio foglio.

Ti assicuro in fede mia se sai fare economia che con sol lire trecento tu puoi far l'abbonamento.

E gridiamo con calore iiva viva il Direttore.

una zattera con a bordo ben dodici uomini e presto, attraverso la divisa e qualche contrassegno si seppe la loro nazionalità; erano marinai inglesi. Dodici naufraghi nemici che noi ci accingevamo a salvare. Ma il destino stava giocando loro, senza per altro escludere noi, un altro brutto tiro. Si era appena iniziata la manovra di af fiancamento che dall'orizzonte, diavoli scatenati, giunsero su noi tre aerosiluranti britannici che in ifn batterdocchio sganciarono su noi il loro carico mortale 'che per fortuna non colpì il segno. Non paghi di ciò, i tre aerei puntarono a più riprese la loro prua sulla nostra nave mitragliando a bassa quota, sparendo poi all'orizzonte. Era quella, dunque la guerra? Uomini nemici fra loro, si avvicendano ora a uccidere ora a salvare e nel

salvare, gli uni sono uccisi e gli altri uccidono. Infatti, fra morti e feriti molti furono le vittime di quella incursione e quando finimmo di issare a bordo gli sfortunati naufragh , , anche fra loro trovammo dei feriti. Volti di esseri sofferenti, stremati nelle forze, feriti nel corpo e nello spirito. Quale rancore poteva nascere in noi, figli di madri per i figli di altre madri? Ritornò a noi il viso caro ed amato della nostra buona mamma, viso di infinita bontà che benedicendo diceva: « anche quelli sono figli miei, essi sono tuoi fratelli, perchè per l'amore e la bontà non vi sono frontiere ». Furono da noi assistiti, curati e rifocillati i dodici marinai nostri nemici, con quella fraternità che è prerogativa del nostro popolo e quando giunti in terra italiana li consegnammo alle autorità competenti fu con vero dispiacere che ci lasciammo.

Ma questa non è la guerra. Questa è umanità.

Buone Usanze

Al lavoratore Saia Giovanni del magazzino spedizione è venuto a mancare l'affetto della propria Mamma, deceduta in auesti giorni. A lui ed ai suoi familiari giungano i segni del nostro cordoglio.

Al compagno Arbia Luciano, ammalato da diverso tempo, «Microfono », rendendosi interprete dei sentimenti dei lavoratori del rep. Attrezzeria, invia auguri e fraterni saluti.

L'operaia Ferrari Maria del reparto trasformatori è stata in questi giorni ricoverata in ospedale per una operazione. Da tutte le compagne di la7)07:) i migliori au7uri per una pronta guarigione.

I compagni di lavoro inviano a Santoro Domenico i migliori auguri di pronta guarigione.

Milano - Venerdì 11. — Si è riunita la commissione interna con i rappresentanti della direzione per discutere sui problemi in corso. Si e parlato dei pensionati e della pensione integrativa. Eventuali decisioni si sono rimandate alla prossima seduta. Si è parlato della differenza del premio di produzione con cui è stata pagata la « tredicesima » agli impiegati e si è parlato della inaugurazione del nido e del Cral che dovrebbe avvenire l'8 marzo. Il tutto verrà ripreso sempre alla prossima seduta.

Sempre Milano, stabile del 18. — Un colossale incendio scoppiato nella verniciatura stava distruggendo due latte di vernice e la pompa dell'acqua che con grande sprezzo del pericolo veniva in quel momento adoperata dagli animosi lavoratori dei reparti vicini. Il pronto intervento dei pompieri evitava che l'incendio passasse inosservato nel rione.

Zona neutra (nido aziendale). Da un nostro inviato speciale. -- Da un approfondito esame biomicrofisibchmico fatto al nido si è potuto consta tare che nel breve periodo di 15 giorni ben 5 nuovi lavoratori dalia rispettabile età non superiore ai sei mesi, sono stati assunti per lavori tutto fare. Risulta inoltre che, malgrado il loro breve tirocinio, i cinque si accingono a scioperare per ottenere un aumento di pappa. Lo sciopero sarà generale se qualcuno non si decide a fare accendere la stufa qualche ora prima, perchè al mattino il termometro non supera i 15 gradi. Abbasso la madre superiora.

Dalla mensa. - Sul fronte della mensa, situazione invariata. — Da indiscrezioni trapelate si ha che malgrado i reiterati tentativi del nemico, a volte riuscite, di farci mangiare male, nessuna reazione degna di nota si è avuta da parte dei commensali.

Rep. Televisione. -- Apprendiamo dalla nostra agenzia di informazione Babibù che una giovanissima mamma è rientrata al lavoro dopo soli trentotto giorni dalla avvenuta maternità. Si chiede se l'art. 5 della legge per la tutela fisica ed economica delle madri lavoratrici e sconosciuta alla ditta Geloso. L'art. in questione fra l'altro dice: « E' vietato adibire al lavoro le donne durante otto settimane dopo il parto. Chi ha buon senso lo adoperi.

Rep. Attrezzeria del 18. — Il gruppo degli attrezzisti del rep Cuccagna (quelli che lavorano dentro la gabbia) si sono giorni fa agitati (prima dell'uso) per protestare contro una promessa non mantenuta. La promessa era legata ad una richiesta di aumento salariale. L'agitazione è finita e la promessa invece... pure. Agitare prima, deluso dopo. Il Cron sta

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