Per la pace del mondo siano distrutte tutte le bombe atomiche e tutte le armi di sterminio.
15 Febbraio 1955 N 3
Quindicinale dogli Impiegati e degli Operai della Geloso
CONTRO L'U. E. O. PER LA PACE
Redazione e Amm. VIALE BREN hs, 29
L •• 10
LÀ CASI Il I N DA Cid°
UNA DELEGAZIONE DAL SEN, MARIO LONGONI D1.1 PADRONI? "Nel momento che Lei si accingerà a dare il suo
voto per la ratifica dell'U. E. O si ricordi di noi„ Forti di ben otto unità (due donne e sei uomini) la nostra delegazione, giorno 9 (mercoledì) è partita decisa per la sua missione di pace, contro il riarmo tedesco, alla volta dello studio del Senatore Mario Longoni. E di pace era formato tutto il nostro bagaglio bellico. Sin dal nostro arrivo, il Senatore si dimostrò degno della nostra attenzione e del nostro rispetto. Per tutto il periodo della discussione egli si è onestamente sforzato di essere obbiettivo e se nella valutazione dei fatti e delle circostanze via via chiamate in causa, non sempre vi è riuscito, la sua buona fede ha sempre supplito a questa umana manchevolezza. Del resto non era cosa facile tenere testa ai nostri molteplici e pacifici attacchi e certo le nostre sincere apprensioni ed il nostro appassionato argomentare non ha potuto lasciare indifferente questo rappresentante del popolo tutt'altro che settario e molto religioso. Qualche volta, nei suoi interventi, la personalità dell'avvocato prendeva il sopravvento su quella del parlamentare e da buon avvocato a volte veniva ad utili compromessi. Anche la sua personale posizione, in riferimento alla nostra richiesta di votare contro la ratifica dell'U. E.O. è stata puntualizzata, alla fine dell'incontro, da un compromesso. Nel prendere atto della nostra volontà di pace e della volontà di pace di centinaia di nostri compagni che in quel momento noi rappresentavamo, il Senatore Longoni ha auspicato che una intesa amichevole 'ra tutti gli Stati abbia portare alla distensione e ad un immediato disarmo. — « Io odio la guerra », egli ha affermato, « e prego il Signore che mandi lumi e ragionevolezza nel cuore di chi ha in mano il destino dei popoli ». Senatore. Longoni, quelle cose che lei ha detto a noi, le abbiamo riferite ai nostri compagni di lavoro. La sua commozione nel ricordo dei morti, la constatazione della miseria e della disoccupazione che lei ha definito «una dolorosa piaga del nostro Paese », la sua speranza che il buon senso e la democrazia prevalga nei rapporti politici dei diversi partiti del nostro Paese, tutto abbiamo riferito. Al nostro
caldo invito a votare contro la ratifica della U.E.O., Lei ha risposto che molto concorreranno, a determinare il suo voto, fatti ed avvenimenti da venire e che comunque « anche gli altri Paesi non hanno ancora detto l'ultima parola ». Ebbene, Senatore, noi la discussione l'abbiamo terminata nel suo studio con una stretta di mano calda e cordiale. Ci permetta da queste colonne di ripetere ancora una volta le semplici parole della nostra compagna vedova di guerra che si accomiatò da lei dicendole: «Nel momento in cui Lei si accingerà a dare il suo voto sulla ratifica dell'Unione Europea, si ricordi di noi »; ora noi aggiungiamo: si ricordi anche di tutta l'umanità che soffre ed aspetta pace e benessere. Ed infine ci permetta Senatore che il contatto paterno, il dialogo sereno da noi iniziato alla vigilia di gravi decisioni per il nostro Paese non finiscano qui. Noi ci permetteremo di venirla a trovare ancora, per portare i nostri crucci, le nostre necessità e siamo convinti che riusciremo a conoscerci meglio ed a stimarci sempre di più.
L'inchiesta di "Lavoro„ Nei giorni 12-13 febbraio, come è noto, sarà lanciata la grande campagna per la raccolta di un miliardo di firme contro la minaccia della guerra atomica e per la interdizione delle armi termonucleari. In questo momento « LAVORO » sta conducendo una vigorosa azione giornalistica per denunciare gli orrori della guerra nazista e gli immensi pericoli, per tutta l'umanità, di un nuovo conflitto. Sui prossimi numeri (i numeri 7, 8, 9) saranno pubblicati una serie di drammatici servizi (documenti e fotografie) sulle tremende conseguenze della guerra atomica. In particolare, sul numero 7, sarà pubblicato un grande servizio che illustrerà gli orrori della guerra atomica. Il servizio, che occuperà molte pagine con fotografie assolutamente inedite in Italia, narrerà come in un racconto cinematografico «le ultime ore di Hiroshima ». Altri servizi analoghi sulla bomba all'idrogeno, oltre al seguito della campagna contro la rinascita del militarismo tedesco saranno pubblicati sui G. F. numeri 8 e 9.
SI PUÒ DISCUTERE DEI NOSTRI interessi senza parlare di politica? •
Una domanda ed una risposta
Gentilissimo signor Direttore. Le porto a conoscenza che sono un assiduo lettore del Microfono e non gli nascondo che sono molto contento di questo giornale di informazione che spesse volte ci porta a conoscenza di molti problemi interessanti per il nostro lavoro e per il funzionamento dei reparti. Ma spesse volte invece di parlarci della situazione interna della nostra ditta ci parla solo di politica e niente altro; perciò è in contraddiz'one con l'articolo di fondo del primo numero che diceva che il giornale in questione sarebbe stato comoletamente apolitico. Dato che nell'ultimo numero di dicembre, in un articolo a Sua firma, si dice che vi è stata poca critica, io mi son permesso di suggerire di fare nel prossimo futuro, meno politica, perchè chi vuol leggere la politica si compra un
giornale di partito e non il « Microfono ». La prego gentilmente di pubblicare questo articolo e non fare che vada cestinato. La ringrazio. Caro amico Lettore, la ,ua lettera ha corso il rise- o di essere cestinata non certo per il suo contenuto chè tratta argomento quanto mai interessante, ma appunto per l'anonimo. Rispondendoti mi resterebbe facile esaudire il mio compito affermando e documentando come il nostro giorna', non è mai stato in contraddizione almeno per quanto si riferisce la sua natura che proprio da quanto risulta dal tuo citato articolo di fondo del primo numero è e resta apartitico. « Il nostro giornale, dice il corsivo a firma della Redazione, uscito nel lontano marzo 1954, è evidentemente apartitico, ma segue a pag. 3 colonna 1
Testo della lettera che papà Innocenti ha inviato ai suoi lavoratori in occasione delle elezioni della C.I. Lavoratore, fra pochi giorni sarai chiamato a compiere un grande dovere: eleggere i tuoi rappresentanti n e 11 a fabbrica dove lavori. E' un compito questo semplice ma nello stesso tempo di grande importanza, perchè dalla tua scelta dipende il tuo avvenire e quello della tua famiglia. La Commissione Interna ha il compito di tutelare i tuoi interessi, non quello di servire la causa di false ideologie politiche sfruttando la forza dei -lavoratori. Basta con la politica nella fabbrica! Vogliamo una Commissione Interna « sindacale » che tuteli veramente gli interessi dei lavoratori, non una Commissione Interna che serva da piedestallo a questo o a quel rappresentante per far carriera nel partito. La nostra fabbrica ha vissuto troppo sotto lo spauracchio di certa gente ed ora ha bisogno di un lungo periodo di tranquillità. Soltanto così essa potrà ottenere credito e fiducia e quegli aiuti necessari ad assicurare lavoro a tutti noi. Se invece in Commissione Interna torneranno i soliti mestatori politicanti, allora un periodo oscuro si prospetta ner tutti noi ed altri più gravi sacrifici ci toccherà fare e forse altri lavoratori dovranno abbandonare l'azienda, mentre quelli che rimarranno vedranno ancora ridotto il loro guadagno perchè mancando i finanziamenti, inevitabilmente dovranno essere adottati provvedimenti che toccheranno la borsa dei lavoratori, come sospensioni, riduzioni di orario di lavoro, ecc. Perciò vota per quei candidati che ti danno vera garanzia di attuare un'azione sindacale ferma e decisa nei confronti della direzione per un miglioramento del tenore di vita, e non per quelli che si propongono, come per il passato. di portare in azienda, turbamento e violenza, al solo scopo di affermare nella fabbrica le loro ideologie politiche. Non è con la politica, con certa politica, che si ottengono migliori condizioni di vita per i lavoratori! Siamo certi che se questo volantino verrà letto dai tuoi familiari essi non potranno segue a pag. 4 colonna I