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Microfono14

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Buon Natale!! Buon Capodanno!! Buona Epifania!!

30 Dicembre 1954- N 18

Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso

Redazione e Amm. VIALE BRENT A , 29

L • 10

NON SI PARLA PIÙ CELIE A TUTTI BUONE FESTE!! PERCHÉ decisioni della Conferenza dell'Umanitaria Per volontà degli uomini, sia il 1955 l'anno delle decisioni] pacifiche - Finisca la campagna d'odio che uccide in noi i sentimenti più umani e più ,nobili 1- Trionfi su tutto il mondo la pace. Siamo quasi agli inizi di un nuovo anno. Un Lungo periodo di vita attiva ricca di avvenimenti ora gravi ora lieti è passato con questo 1954. Anche nell'ambito della vita collettiva della nostra fabbrica molte sono le vicende che si sono susseguiti e fra questi emergono per la loro importanza pratica ed immediata tutte le acquisizioni di carattere economico e sindacale. Dobbiamo farne un riepilogo? A che scopo?! se col nuovo anno che giunge il nostro proposito è quello di portare sempre un miglioramento alle attuali condizioni? Auguriamoci quindi prima di ogni cosa una buona salute e siccome tutti noi viviamo con i piedi a terra e sappiamo che a contribuire alla buona salute ci vogliono anche i mezzi contribuiamo al buon andamento della azienda e... vediamo tutti assieme ed in buona armonia di trovare appunto questi mezzi che solo l'azienda può fornirci. A tutti dunque, pace, serenità e prosperità. Questi sono gli auguri che tutta la commissione interna fa con sincera fraternità a tutti i compagni ed a tutti i colleghi della fabbrica ed ai loro cari. Oggi che il mondo si appresta a passare le feste.

I Premi nelle diverse Festività

Il "bambin„ agli ospiti del nido Eccoci finalmente giunti alle tanto sospirate feste. Natale, Santo Stefano, Capodanno Epifania. A tutto ciò vi è da aggiungere la vigilia di Natale che a differenza degli scorsi anni, oggi, in attesa del risultato della vertenza in corso, la commissione interna ha ottenuto, attraverso un accordo interno con la direzione, che venga considerata festa a tutti gli effetti. A rinfrescare la memoria di tanti nostri compagni di lavoro che ci chiedono cosa avremo quest'anno di gratifica, di premio ecc. potremmo rispondere che tutto è come lo scorso anno e precisiamo che a Natale vi sarà il

panettone da un chilogrammo e le duecento ore; alla Epifania L. 6.000 per i capi famiglia e L. 5.500 per tutti gli altri. Per i piccoli, figli dei nostri lavoratori, che non abbiano superato i quattro anni, per lodevole interessamento della compagna Ercoli Anna, vi sono pronti i consueti regali del « Bambin »; un bel cavallino con relativo carettino per bagai e una graziosa batteria da cucina per le piccole 'massaie. A questo numeroso gruppo di frugoletti ( 170 e cioè venti più dello scoro anno), i pacchi in questione verranno consegnati giovedì 23 alle ore 18 nel locale del cral, a cura della commissione interna.

Epifania

la giornata di festa per i piccoli del rione A chiusura di tutte le festività, il giorno 6 gennaio in occasione dell'Epifania, la nostra mensa sarà a disposizione di molti piccoli ospiti. Anche quest'anno dunque la Direzione appronta per i bambini meno abbienti del nostro rione, un pranzo festoso che raccoglierà circa duecento commensali. Ricco sarà il menù e lieto il programma di spettacoli che ne seguirà. E' questa una tradizione di bontà che noi ci auguriamo durerà per molti anni onde dare almeno una volta all'anno un segno di umana solidarietà a chi vive fra gli stenti e le privazioni. Noi sappiamo che molti sono i piccoli che fin da adesso attendono con ansia infantile questo giorno dove il corpo e lo spirito saranno saziati da calde, abbondanti e buone vivande e dal sincero affetto di coloro che avranno cura di loro in quella particolare giornata. In questa occasione, la commissione interna fa vivo appello alle mamme di altri bambini più fortunati di venire a questa graziosa festicciola a collaborare perchè a questi piccoli ospiti non manchi l'assistenza morale e materiale.

La volontà del Parlamento va rispettata E' a tutti noti il grande successo ottenuto dal convegno dell'Umanitaria tenuto alcuni' mesi fa a Milano presenti uomini di cultura ed autorità del mondo politico e sindacale. Dai rapporti e dagli interventi che si sono susseguiti, tutti i presenti a tale consesso si sono resi conto della grave situazione esistente nei luoghi di lavoro ai danni dei lavoratori a causa della esosità e della mentalità retriva di una larga parte del padronato italiano. Il libro bianco scaturito al congresso delle Acli di Milano ed i convegni delle camere del lavoro provinciali, nei quali i lavoratori hanno portato un largo contributo di denuncia dei sopprusi padronali e degli aguzzini alle loro dipendenze, vuoi per le diverse forme vergognose ed inumane di supersfruttamento, sia per gli abusi consumati particolarmente ai danni delle donne e dei giovani, hanno formato il quadro della situazione che è apparsa talmente impressionante che il Parlamento della Repubblica, sensibile a tanta tragedia ha approvato di dare corso ad una inchiesta parlamentare attraverso dei sopraluoghi nei

scandali e del malcostume, per la conseguente lotta per il progresso sociale e per migliori condizioni di vita, non hanno diritto alla cittadinanza italiana e quindi debbono essere perseguiti a norma delle leggi fasciste che ancora oggi sono in vigore ad uso e consumo degli attuali uomini politici che monopolizzano le sorti del nostro Paese. Niente inchiesta nelle fabbriche, ma la necessità dunque di tutti i democratici di dare inizio ad una lotta uriitaria e decisa per far fallire i nuovi piani tendenti a riportare sul piano nazionale sistemi che il popolo italiano ha già condannato e sconfitto attraverso l'eroica lotta culminata il 25 aprile. E' bene riflettere sul male recato al nostro Paese nei 20 anni di anticomunismo del periodo fascista. Anche allora i gerarchi attuali si sciacquano la bocca con le parole patria, libertà, democrazia; solo loro erano gli italiani ed i nazionali. I comunisti, i socialisti, i democratici erano i traditori, i venduti ecc. I fatti hanno dimostrato ampiamente che i veri difensori dell'onore nazionale, della libertà della nostra terra,

Anche per la vita associativa nelle fabbricke il 1955 deve essere l'anno della svolta verso il deciso rispetto dei principi, umani, sociali e dell'applicazione integrale delle leggi costituzionali luoghi stessi di lavoro, con una commissione composta di parlame- itari di tutte le correnti p iitiche. Tale iniziativa aveva creato nei lavoratori la fiducia sulla efficacia della iniziativa e la speranza di una normalizzazione della vita produttiva e dei rapporti sociali e democratici nelle fabbriche. Ma i governanti del nostro Paese, più sensibili al richiamo dei padroni che agli interessi del popolo e del rispetto delle leggi non solo non hanno dato corso a tale importante iniziativa, ma hanno tirato fuori l'arma necessaria perchè i padroni abbiano più libertà nell'opprimere e nel calpestare i più elementari principi di umanità e di dignità. E' di questi tempi infatti lo annuncio di provvedimenti meccartisti che il governo di Scelba-Saragat vuol prendere contro gli istituti e le organizzazioni democratiche dei lavoratori che per la loro costante opera di denuncia degli

i difensori del progresso e della costituzione sono i lavoratori mentre gli eroi del soppruso e dell'oscurantismo sono stati i primi per salvare la pelliccia davanti alla necessità di una lotta armata ,dove non bastavano le parole per fare paura e darsela a gambe. L'anticomunismo dunque resta l'arma vile dei vili per combattere la esigenza di progresso dei popoli ma che a lungo andare farà da lievito per allargare e rendere forte il fronte del lavoro che nessuna forza può più contenere. Riteniamo comunque che l'inchiesta parlamentare scaturita dal convegno dell'Umanitaria debba essere fatta con sollecitdinue per colpire senza riguardi i violatori delle leggi. I parlamentari italiani potranno fidare dell'ausilio di tutti gli onesti che sapranno sostenere la loro missione con ogni mezzo perchè pulizia sia fatta di quanto oggi infanga la nostra civiltà. S. ZOLI


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