FESTE!!
Per volontà degli uomini, sia il 1955 l'anno delle decisioni] pacifiche - Finisca la campagna d'odio che uccide in noi i sentimenti più umani e più ,nobili 1- Trionfi su tutto il mondo la pace.
Siamo quasi agli inizi di un nuovo anno. Un Lungo periodo di vita attiva ricca di avvenimenti ora gravi ora lieti è passato con questo 1954.
Anche nell'ambito della vita collettiva della nostra fabbrica molte sono le vicende che si sono susseguiti e fra questi emergono per la loro importanza pratica ed immediata tutte le acquisizioni di carattere economico e sindacale. Dobbiamo farne un riepilogo? A che scopo?! se col nuovo anno che giunge il nostro proposito è quello di portare sempre un miglioramento alle attuali condizioni?
Auguriamoci quindi prima di ogni cosa una buona salute e siccome tutti noi viviamo con i piedi a terra e sappiamo che a contribuire alla buona salute ci vogliono anche i mezzi contribuiamo al buon andamento della azienda e... vediamo tutti assieme ed in buona armonia di trovare appunto questi mezzi che solo l'azienda può fornirci. A tutti dunque, pace, serenità e prosperità.
Questi sono gli auguri che tutta la commissione interna fa con sincera fraternità a tutti i compagni ed a tutti i colleghi della fabbrica ed ai loro cari. Oggi che il mondo si appresta a passare le feste.
I Premi nelle diverse Festività
Il "bambin„ agli ospiti del nido
Eccoci finalmente giunti alle tanto sospirate feste. Natale, Santo Stefano, Capodanno Epifania. A tutto ciò vi è da aggiungere la vigilia di Natale che a differenza degli scorsi anni, oggi, in attesa del risultato della vertenza in corso, la commissione interna ha ottenuto, attraverso un accordo interno con la direzione, che venga considerata festa a tutti gli effetti. A rinfrescare la memoria di tanti nostri compagni di lavoro che ci chiedono cosa avremo quest'anno di gratifica, di premio ecc. potremmo rispondere che tutto è come lo scorso anno e precisiamo che a Natale vi sarà il
panettone da un chilogrammo e le duecento ore; alla Epifania L. 6.000 per i capi famiglia e L. 5.500 per tutti gli altri. Per i piccoli, figli dei nostri lavoratori, che non abbiano superato i quattro anni, per lodevole interessamento della compagna Ercoli Anna, vi sono pronti i consueti regali del « Bambin »; un bel cavallino con relativo carettino per bagai e una graziosa batteria da cucina per le piccole 'massaie. A questo numeroso gruppo di frugoletti ( 170 e cioè venti più dello scoro anno), i pacchi in questione verranno consegnati giovedì 23 alle ore 18 nel locale del cral, a cura della commissione interna.
Epifania la giornata di festa per i piccoli del rione
A chiusura di tutte le festività, il giorno 6 gennaio in occasione dell'Epifania, la nostra mensa sarà a disposizione di molti piccoli ospiti. Anche quest'anno dunque la Direzione appronta per i bambini meno abbienti del nostro rione, un pranzo festoso che raccoglierà circa duecento commensali. Ricco sarà il menù e lieto il programma di spettacoli che ne seguirà. E' questa una tradizione di bontà che noi ci auguriamo durerà per molti anni onde dare almeno una volta all'anno un segno di umana solidarietà a chi vive fra gli stenti e le privazioni. Noi sappiamo che molti sono i piccoli che fin da adesso attendono con ansia infantile questo giorno dove il corpo e lo spirito saranno saziati da calde, abbondanti e buone vivande e dal sincero affetto di coloro che avranno cura di loro in quella particolare giornata. In questa occasione, la commissione interna fa vivo appello alle mamme di altri bambini più fortunati di venire a questa graziosa festicciola a collaborare perchè a questi piccoli ospiti non manchi l'assistenza morale e materiale.
PERCHÉ NON SI PARLA PIÙ CELIE decisioni della Conferenza dell'Umanitaria
E' a tutti noti il grande successo ottenuto dal convegno dell'Umanitaria tenuto alcuni' mesi fa a Milano presenti uomini di cultura ed autorità del mondo politico e sindacale.
Dai rapporti e dagli interventi che si sono susseguiti, tutti i presenti a tale consesso si sono resi conto della grave situazione esistente nei luoghi di lavoro ai danni dei lavoratori a causa della esosità e della mentalità retriva di una larga parte del padronato italiano.
Il libro bianco scaturito al congresso delle Acli di Milano ed i convegni delle camere del lavoro provinciali, nei quali i lavoratori hanno portato un largo contributo di denuncia dei sopprusi padronali e degli aguzzini alle loro dipendenze, vuoi per le diverse forme vergognose ed inumane di supersfruttamento, sia per gli abusi consumati particolarmente ai danni delle donne e dei giovani, hanno formato il quadro della situazione che è apparsa talmente impressionante che il Parlamento della Repubblica, sensibile a tanta tragedia ha approvato di dare corso ad una inchiesta parlamentare attraverso dei sopraluoghi nei
scandali e del malcostume, per la conseguente lotta per il progresso sociale e per migliori condizioni di vita, non hanno diritto alla cittadinanza italiana e quindi debbono essere perseguiti a norma delle leggi fasciste che ancora oggi sono in vigore ad uso e consumo degli attuali uomini politici che monopolizzano le sorti del nostro Paese.
Niente inchiesta nelle fabbriche, ma la necessità dunque di tutti i democratici di dare inizio ad una lotta uriitaria e decisa per far fallire i nuovi piani tendenti a riportare sul piano nazionale sistemi che il popolo italiano ha già condannato e sconfitto attraverso l'eroica lotta culminata il 25 aprile.
E' bene riflettere sul male recato al nostro Paese nei 20 anni di anticomunismo del periodo fascista. Anche allora i gerarchi attuali si sciacquano la bocca con le parole patria, libertà, democrazia; solo loro erano gli italiani ed i nazionali. I comunisti, i socialisti, i democratici erano i traditori, i venduti ecc.
Anche per la vita associativa nelle fabbricke il 1955 deve essere l'anno della svolta verso il deciso rispetto dei principi, umani, sociali e dell'applicazione integrale delle leggi costituzionali
luoghi stessi di lavoro, con una commissione composta di parlame-itari di tutte le correnti p iitiche. Tale iniziativa aveva creato nei lavoratori la fiducia sulla efficacia della iniziativa e la speranza di una normalizzazione della vita produttiva e dei rapporti sociali e democratici nelle fabbriche. Ma i governanti del nostro Paese, più sensibili al richiamo dei padroni che agli interessi del popolo e del rispetto delle leggi non solo non hanno dato corso a tale importante iniziativa, ma hanno tirato fuori l'arma necessaria perchè i padroni abbiano più libertà nell'opprimere e nel calpestare i più elementari principi di umanità e di dignità.
E' di questi tempi infatti lo annuncio di provvedimenti meccartisti che il governo di Scelba-Saragat vuol prendere contro gli istituti e le organizzazioni democratiche dei lavoratori che per la loro costante opera di denuncia degli
I fatti hanno dimostrato ampiamente che i veri difensori dell'onore nazionale, della libertà della nostra terra, i difensori del progresso e della costituzione sono i lavoratori mentre gli eroi del soppruso e dell'oscurantismo sono stati i primi per salvare la pelliccia davanti alla necessità di una lotta armata ,dove non bastavano le parole per fare paura e darsela a gambe. L'anticomunismo dunque resta l'arma vile dei vili per combattere la esigenza di progresso dei popoli ma che a lungo andare farà da lievito per allargare e rendere forte il fronte del lavoro che nessuna forza può più contenere. Riteniamo comunque che l'inchiesta parlamentare scaturita dal convegno dell'Umanitaria debba essere fatta con sollecitdinue per colpire senza riguardi i violatori delle leggi. I parlamentari italiani potranno fidare dell'ausilio di tutti gli onesti che sapranno sostenere la loro missione con ogni mezzo perchè pulizia sia fatta di quanto oggi infanga la nostra civiltà. S. ZOLI
L'aumento degli affitti Riuscirà il governo a farci tale regalo?
Quando attraverso la radio o la stampa governativa capita di sentire e leggere i temi con i quali i presentatori delle leggi che se approvate aumenterebbero gli a fitti, l'abbonamento della radio e delle tasse in genere, mi ritorna alla mente la strana seppur efficace spiegazione che diede alla scolaresca un Mio professore, quando ero ancora studentello, per definire la filosofia. L'aringa salata, domandava questo uomo di scienza, leva o mette la sete?! La mette, era la risposta logica. Ed invece no. Perchè? Perchè mangiando l'aringa salata viene la necessità di bere; il bere leva la sete, quindi, laringa salata leva la sete.
Non c'è chi non vede in questa risposta astrusa, l'assurdo della spiegazione, dove l'ambiguità del gioco di parole da una parvenza di logica alla conclusione del discorso, mentre tutti noi sappiamo come stanno le cose a proposito della aringa e non solo della aringa ma anche degli aumenti prospettati con tanta benignità dal nostro democristianissimo governo che vuol farci appunto credere attraverso profonde disquisizioni accademiche ammannite tramite la RAI e la stampa similare che tutto sommato gli milare secondo cui tutto sommato, gli awmenti degli affitti, gli aumenti delle tasse sono un grazioso regalo elargito in occasione delle prossime feste. Noi qui non intendiamo analizzare fino a che punto il governo bara per fare ingoia-
re il rospo a questo spremutissimo contribuente italiano,. il quale in ultima considerazione sarà quello che dovrà pagare di tasca sua le conseguenze di una politica economica fallimentare senza speranze e senza prospettive. Cosa dovremo fare perchè quanto è nei propositi del governo non si attui o quanto meno non vadi a colpire sempre ed in misura maggiore i meno abbienti e cioè la classe lavoratrice?
Questa secondo me è la domanda e la preoccupazione che deve mobilitare tutto il mondo del lavoro per porre un freno all'azione antipopolare degli attuali dirigenti politici del nostro Paese. Se noi teniamo presente che proprio in questi giorni nell'ambito delle due Camere si sta discutendo se ed in che, misura ci vogliono ancora spellare diventa facile prendere delle iniziative individuali e collettive che possono andare dalla cartolina da inviare al parlamentare milanese democristiano all'ordine del giorno collettivo da far pervenire ai vari rami del parlamento (capi gruppo o ai Presidenti) ecc. Se vogliamo evitare o almeno mitigare il guaio che il governo di apertura sociale Scelba e Saragat ci sta preparando la strada da seguire è solo ed unica, quella della protesta viva e concreta che convinca i più diretti responsabili ed• i loro reggitori a cambiare strada, e cioè cercare i soldi da quelli che ne hanno tanti e lasciare in pace chi vive nel disagio e nell'indigenza.
PERCHÉ IL 24 ED IL 31 DICEMBRE
DEVE ESSERE FESTA PAGATA
Dall'indirizzo dato dalla Camera del lavoro circa le .festività mobili vorremmo fare una chiarificazione per dare modo a tutti i lavoratori della nostra fabbrica di conoscere le ragioni che hanno determinato tali richieste da parte della nostra organizzazione sindacale.
Gli art. 11 (parte operai), 8 (parte impiegati) e 17 (categoria speciale), del Contratto Collettivo 25-6-1948, in aggiunta alle 4 festività nazionali stabilite dalla Legge ed alle elencate 10 festività infrasettiman ali, prevedono alla lettera d) altre tre festività da concordarsi all'inizio di ogni anno tra le Organizzazioni locali competenti.
Poichè nelle festività infrasettimanali elecante dal Contratto non erano inclusi il giorno 26 dicembre, utilizzammo in tale senso le 3 festività mobili, fino all'entrata in vigore della Legge 77 Maggio 1949 n. 260.
Infatti, tale Legge considerò festività infrasettimanale anche il Lunedì dopo Pasqua ed il 26 dicembre.
Gli industriali, con il pretesto che essa non obbligava le Aziende a retribuire le festività infrasettimanali, contestarono alla nostra categoria il diritto a 2 delle 3 festività mobili. Pretendevano di assorbire le festività di S. An-
DOVERI E DIRITTI DEL COMUNE nella politica dell'edilizia cooperativistica
Riteniamo utile portare a conoscenza dei diretti interessati ed ai non interessati, il richiamo a chiarimento che la federazione milanese delle cooperative fa agli enti interessati a proposito dei doveri delle amministrazioni comunali per aiutare l'edilizia a carattere cooperativo. Eccone il testo:
Con la presente richiamiamo la vostra attenzione sugli artt. 44 e 45 del Testo Unico sull'Edilizia Popolare ed Economica, e sull'azione che le scriventi organizzazioni intendono condurre unitamente alle Cooperative interessate, perchè effettivamente i Comuni contribuiscano alla soluzione dell'assillante problema della casa per quanto loro compete in base alle dispozioni di legge.
Obblighi del Comune:
L'art. 44 prescrive che « sulle aree destinate da parte delle cooperative alla costruzione di case popolari ed economiche ,il Comune ha l'obbligo di provvedere a proprie spese, contemporaneamente alla costruzione delle case, alla costruzione delle fogne, alla posa delle condutture stratiali per l'acqua potabile all'impianto per l'illuminazione, alla sistemazione delle strade, piazze ed altri suoli di uso pubblico ».
Facoltà del Comune:
L'art. 45 invece autorizza (da la facoltà ma non obbliga) le amministrazioni comunali a :
1) stanziare somme nei loro
bilanci per sovvenzionare le cooperative per la costruzione di case popolari ed economiche; concorrere nella spesa per costruzione e miglioramenti di tali case e nel pagamento degli interessi sui mutui contratti dalle cooperative; cedere gratuitamente o a prezzo di costo terreni propri o espropriati per la costruzione di case popolari ed economiche.
Consigliamo alle nostre associate Cooperative che hanno in costruzione case o che debbono iniziare prossimamente i lavori di chiedere subito alla Amministrazione Comunale di provvedere per quanto all'art. 44 ,trasmèttendo al nostro ufficio copia della richiesta affinchè la Federazione ed il Consorzio possano intervenire presso il Col mune, in appoggio della richiesta della Cooperativa.
Le cooperative che avessero già provveduto ad inoltrare tale richiesta sono invitate a rimettere copia della stessa o quanto meno i dati relativi al fine di potere intervenire presso le rispettive amministrazioni comunali.
Quale è invece la realtà, cioè quale è l'atteggiamento delle autorità comunali verso l'iniziativa cooperativista a fini edificatrici? L'E.C.A. alle dirette dipendenze del comune ha chiesto alla nostra cooperativa lire 25.000 al metro quadro del terreno di sua proprietà sito in piazza Bonomelli angolo viale Brenta.
Anno 1954 - 18° numero
gelo e di S. Stefano. Ed infatti sul « Metallurgico » abbiamo commentato la Legge 31-3-1954 n. 90, frutto della tenace azione dei Parlamentari della C.G.I.L. e dei partiti dei lavoratori. Ci sembra necessario ricordare che la nuova Legge oltre al riconoscimento delle festività pone l'obbligo della loro retribuzione« Devono perciò essere retribuite 4 Festività Nazionali, 12 festività infrasettimanali più altre 3 festività mobili. La F.I.O.M. ha perciò richiesto alla Associazione IIndustriale Lombarda (Sindacato Metalmeccanici) un incontro per concordare le festività mobili. Esso h aavuto luogo il 9 corrente mese e si è concluso infruttuosamente in quanto con speciosi pretesti gli industriali cercano ancora di sfuggire ai chiari obblighi contrattuali di Legge.
Forti di queste nostre rivendicazioni ci siamo recati dall'ing. Geloso che ha accettato per il momento di pagare la giornata della vigilia di Natale per compensare una delle 3 feste mobili in attesa di un concordato Nazionale che soddisfi i lavoratori italiani. La FIOM impegna anche noi a sostenere queste richieste che si basano su precise norme del Contratto di Lavoro.
MARIO BIANCHIVITA L M !DEMI DI "M1001.0NO„
Col diciottesimo numero il « Microfono » chiude il suo ciclo di pubblicità dell'anno 1954. Nell'apprestarci a cominciare il secondo anno di attività è bene fare un consuntivo di quanto è stato fatto e di quanto non è stato fatto. La collaborazione al giornale è stata abbastanza soddisfacente specie per quanto si riferisce alle corrispondenze di reparto. Molti problemi importanti sono stati toccati, dibattuti e risolti. Meno sufficiente la collaborazione sui problemi di carattere più generale che hanno visto alternarsi le solite tre o quattro penne. Ottima ma non sempre tempestiva la informazione da parte dei fiduciari di reparto per la rubrica « buone usanze ». Assolutamente insufficiente la critica sul contenuto sulla impostazione e su tutti gli altri aspetti del giornale stesso. Quest'ultima deficenza non ci autorizza a credere che il giornale non ha bisogno di critiche perchè tutto va bene ,che esso soddisfa tutti i suoi lettori. Noi pensiamo che molte cose vanno migliorate, altre cambiate, altre ancora aggiunte o levate. Sta appunto alla critica, al suggerimento o .al consiglio
che ognuno di noi ha il diritto ed il dovere di darci perchè, piano piano, tutte le deficenze vengano appianate perchè il « Microfono » diventi sempre migliore e più affine ai gusti ed alle esigenze dei lavoratori. Amministrativamente come vive il giornale? Il suo apparato amministrativo è composto da Di Biasi e da Giaveri. Il primo contabile il secondo cassiere. In questo momento non siamo in condizioni di presentarvi il bilancio; lo faremo e lo porteremo a conoscenza di tutti fra qualche settimana. Per ora si sappi che il giornale è in attivo, è quasi proprietario della macchina da scrivere della redazione malgrado il costo unitario del giornale sia di L. 15 e si venda a L. 10. Tale passivo viene coperto a sufficienza dagli utili dati dalle inserzioni pubblicitarie. A tale proposito è bene che ogni lavoratore a cui sta a cuore la sorte di « Microfono » nel fare i suoi acquisti, si orienti (quando esistono parità di prezzo e di qualità nelle merci) verso quei fornitori che sostengono con la loro pubblicità il gior-nale. Questo anche per incocontinua a pag 3
La 13A agli impiegati
Caro « Microfono », in occasione del pagamento della tredicesima mensilità ci sembra necessario fare presente un fatto che non sappiamo come spiegare e che riteniamo sia opportuno esaminare ed eliminare. Si tratta della percentuale del premio di produzione con cui verrebbe pagata la tredicesima mensilità che a differenza del trattamento sul normale stipendio di ogni mese ed a differenza del trattamento fatto agli operai anche in occasione delle duecento ore, viene per noi computato sulla media degli ultimi mesi di lavoro ciò che significa avere una media che è sostanzialmente inferiore alla media che percepirà per la stessa occasione l'operaio il cui computo viene effettuato sulla media degli ultimi due mesi di lavoro. Riteniamo giusto ed onesto che i calcoli su accennati vengano fatti con lo stesso criterio così che il premio di produzione risulti uguale sia per gli impiegati che per gli operai addetti alla produzione ausiliaria. Un gruppo di impiegati
Auguki,
Caro « Microfono », porta con la tua voce in tutte le case dei compagni e compagne di lavoro e dei dirigenti tutti, l'augurio più sincero di un Buon Natale e di un felice Anno nuovo. Questo Augurio vi giunga da chi vi è sempre vicino con la mente e col cuore. Spartaco Borgarelli
continuazione da pag. 2
Vita e miracoli di "Microfono,, raggiare gli altri fornitori a fare altrettanto. In attesa dunque di fare conoscere la situazione amministrativa nei suoi particolari diamoci da fare con impegno perchè col nuovo anno il nostro quindicinale diventi un buon giornale al servizio dei lavoratori. Grazie intanto a tutti coloro che hanno dato e daranno il loro valido aiuto a questo mc desto foglio di informazione e di orientamento, grazie ai diffusori e grazie ai lettori ed a tutti un sincero augurio di buon anno.
IL DIRETTORE••• DACII UnICI L MI DLItAliTI ••• r
Valorizziamo tutti i membri della C. I.
Siamo un gruppo di operaie del rep. Trasformatori. In una discussione avvenuta nell'ora di mezzogiorno in reparto circa i meriti ed i demeriti dell'uno o dell'altro membro della nostra commissione interna per l'apporto che ognuno di essi dà alla soluzione dei problemi della fabbrica, è venuta fuori una frase che noi, come iscritti al sindacato unitario riteniamo utile sia chiarificata. La frase che ci spinge a fare questa domanda è pressapoco questa: « Se non ci fosse Ferrari nella commissione interna, molti problemi non si sarebbero risolti e molte cose non si sarebbero ottenute. Noi conosciamo da anni Zoli, Failla, Pelosi, Ercoli e tutti gli altri e ci pare strano che la capacità e l'esperienza di queste persone sia non diciamo pari ma addirittura inferiore dell'ultimo arrivato. Quale è la verità?? ».
Care operaie del reparto Trasformatori, voi sapete che oltre ad essere direttore del « Microfono » faccio parte della commissione interna e quindi posso parlare in prima persona e per cognizione di causa. Ritengo e lo affermo con convinzione, che la diceria secondo cui « se non ci fosse Ferrari nella commissione interna, ecc. ecc. », sia cosa che il diretto interessato non ha mai detto. Questa convinzione è basata dal fatto che il signor Ferrari sa al pari di noi che fino ad oggi (e per il domani, noi ci auguriamo che non. sia più così) tutte le iniziative a carattere rivendicativo o normativo di qualsiasi natura sono sempre partite dai membri aderenti allà- Fiom; il signor Ferrari sa altresì che
AUGURI MAL C. R.^. L..
Anche quest'anno il Cral non ha voluto venire meno a quella che è ormai diventata una graziosa tradizione e cioè il regalo natalizio a tutti gli iscritti che ogni anno diventano sempre più numerosi. Infatti a differenza dello scorso anno in cui gli iscritti al Cral erano 350, allo scadere del 1954 sono diventati 400. Di cosa sarà formato il modesto pacco di quest'anno? Una bottiglia di mezzo litro di liquore ed una stecca di torrone da g. 100.
Modesta cosa si è detto che comunque comporta una spesa di L. 280.000. Auguriamoci che nel prossimo anno, attraverso un programma più concreto e più dinamico che le permetta di avere degli utili che la situazione ambientale di quest'anno non ha permesso di realizzare, di poter fare le cose con più larghezza .Intanto accettate volentieri quanto da lunedì 20 alle ore 18 vi sarà consegnato al bar previa presentazione della tessera di iscrizione dell'anno in, corso e gradite gli auguri sinceri che tutto il
consiglio rivolge ai suoi soci e familiari.
IL PRESIDENTE A. GiaveriRI - DE - RE
La finisca di ripetere continuamente « governo ladro », finirà col crearsi delle grane. Ma io, nel dire quella frase, non mi riferisco a nessun governo in particolare.
A chi vuole darla ad intendere lei: di governo ladro ve n'è uno solo.
Dialogo notturno fra due allegri compari.
Primo ubbriaco:
-- Tu grande campione dei tiro a segno non riesci a fare centro con la chiave nel buco della serratura?
Secondo ubbriaco:
Bello sforzo. Non vedi che la porta non vuole stare ferma?
— Ah! Gigi, non riesco ad infilare la chiave nel buco della serratura. Vuoi provare tu ad aprire la porta?
Sì. Peppe, ma la porta dove è?
Volete comperare bene e spendere poco?
DITTA IVI I -r
il negozio di vostra fiducia
l'apporto nelle discussioni che avvengono con la direzione o con i suoi rappresentanti è dato esclusivamente .ed in misura determinante dalle su accennate persone. Del resto, di tutto questo noi non facciamo ne dobbiamo fare colpa a nessuno ne tanto meno al signor Ferrari. È chiaro che l'esperienza che può avere uno Zoli, una Ercoli,-un Pelosi, dopo anni ed anni di attività sindacale di tipo aziendale e più largo (Zoli ha fatto il funzionario sindacale, Ercoli è stata a far parte della commissione femminile del sindacato provinciale, il sottoscritto da qualche anno fa parte del direttivo di lega e della lega fa pur parte il Di Biasi) il signor Ferrari non può averla e l'acquisterà certamente con il tempo e la buona volontà. Fra tutte queste cose dobbiamo rendere atto al Ferrari della lealtà della sua collaborazione specie in circostanze in cui i suoi punti di vista non concordavano con i nostri pun_ ti di vista. La sua posizione è sempre stata quella di discutere e di assentire o dissentire sui problemi in discussione in sede di commissione, presentandosi alla direzione in maniera unitaria; e questa prassi è sempre stata mantenuta. Quindi, se l'attività del Ferrari va di pari passo alla sua esperienza acquisita in questi brevi mesi di appartenenza alla c. i., il suo comportamento nella sua attività collegiale è sempre stata improntata a correttezza. Ecco perchè io penso che quanto è stato affermato nel vostro reparto sia frutto di pareri personali a cui il Ferrari molto probabilmente è estraneo.
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c latAVITA, II frutto degli eventi
Due luci lampeggiano ad intermittenza. Sono le sole in questa notte di tempesta. Il vento urla come volesse farsi udire all'aldilà.
Due individui, non curanti di- quello che intorno a loro accade,va, rispondono con una lanterna con segnalazioni a tratti rossi a tratti bleu.
Ad un sibilo, che ad orecchio estraneo non avrebbe potuto significare nulla, un motoscafo si stacca dalla scogliera e si infila in quel caos marino.
Per diversi minuti si può scorgere la barca che simile ad un pezzo di carta viene sballottato dalle alte onde.
Poi più nulla.
Passano 10... 20... 30... 40... minuti che sembrano un eternità; poi una fioca luce gialla oscilla in quel mare che pare percorso da animali preistorici e annuncia il buon esito dell'azione. Il carico è immediatamente trasportato su di una veloce macchina che, ultimati i preparativi, parte a folle velocità verso quelle anguste viette tipiche delle città marine.
Senonché due poliziotti, addetti alla perlustrazione della zona, insospettiti, inseguono quella macchina che viaggiava a forte andatura e a luci spente.
Nella vettura presto si accorsero di essere inseguiti e l'imminente pericolo innervosì i viaggiatori.
Roberto detto « Tango » im-
pulsivo e temerario, seppure trattenuto dai compagni sparò'una revolverata attraverso il finestrino posteriore nella direzione della macchina inseguitriCe.
Questo sparo e la baruffa che ne seguì nell'interno della vettura disturbò in tal maniera il guidatore che sterzando violentemente e facendo fare bruschi sobbalzi alla macchina andò a cozzare contro l'angolo di una casa. Scesi malconci dalla macchina ormai inutilizzabile escogitarono immediatamente un imboscata per poter accogliere convenientemente la vettura della polizia. L'attesa loro non fu lunga. All'apparire degli inseguitori i mitra crepitarono.
Fu un tiro al bersaglio. La morte colpì i poliziotti prima che capissero. * *
Valerio, un uomo di mezza età, alto ben vestito ma calvo e sdentato, ritenuto dalle donne ancora un bell'uomo, seduto sopra una soffice poltrona fumava, con avidità mista a nervosismo una sigaretta.
Di fronte a lui una bella giovane poco vestita sorseggiava un liquore.
L'orologio era l"unico che desse a quella stanza, col suo ticchettio, un tono meno greve anche se le sue lancette inesorabilmente segnavano un non lieve ritardo all'appuntamento.
Poi un romore.
Un rombo quasi smorzato dal rumore della violenta
pioggia che incessantemente cadeva da parecchie ore, ruppe l'attesa.
Degli scalpiccii si avvicinavano. Un doppio trillo del campanello; erano loro. Valerio si alzò, aprì l'uscio davanti ai quattro compari. Avevano tutti gli abiti stracciati e sanguinavano.
La ragazza a quell'insolito spettacolo lanciò un urlo.
Tango, inviperito, avvicinatosi, la schiaffeggiò violentemente. La ragazza presa alla sprovvista barcollò e cadde battendo il capo contro lo spigolo del pianoforte le cui corde emisero uno strano lugubre accordo quasi preannunciando la di lei futura mala sorte.
E la giovane svenne.
« Sempre stupide queste femmine » mormorò Valerio.
Taciturni gli uomini si misero ad aprire un sacco gommato estraendo la merce di contrabbando che a loro fruttava motto. Il tutto fu diviso in tanti gruppi quante erano le zone da servire e poi nascosto nella cassa armonica del pianoforte.
Dopo quelle diverse ore di lavoro la stanchezza li prese e decisero di riposare. Per precauzione Gino fu messo di guardia alla finestra che dava la possibilità d'osservare la strada e la porta della malfamata villetta. Le luci della stanza erano spente; solo il lampione della strada illuminava fiocamente i mobili.
La ragazza incominciò a riaversi: nella sua mente, ancora annebbiata, confusamente si concentrava il ricordo di quano era avvenuto e per una strana conseguenza le ritornarono alla mente frequenti maltrattamenti di Tango, te brutali servizie di Valerio e quella vita non voluta ma costrettale dalla necessità. Eppure al di là di quella finestra c'era la libertà. Decisa a tutto si addossò alla parete e strisciando pian piano senza- fare alcun rumore uscì dalla camera e scese la lunga scala che dava all'entrata della villa dove, appeso al muro, stava il telefono. Lo spirito della vendetta la guidava e le dettò le parole nel microfono alla Polizia. Ma Gino si accorse. Era troppo tardi per troncare la conversazione ma ancora in tempo per partire verso una zona meno infetta.
Poco dopo si sentirono le sirene della polizia sempre più avvicinarsi. Arrivati che furono i poliziotti non trovarono che una stanza semis'wglia, quattro sedie rovesciate e un vecchio pianoforte.
Due mesi dopo il cadavere di una magnifica ragazza galleggiava in una roggia periferica. Ma il malloppo era al sicuro.
* * *
Questo vuol essere il dopoguerra di qualsiasi guerra che muta il volto al mondo la testa agli uomini ed il colore alle cose.
S. G..)
iiisuorma USANZE
Al compagno Mirra Ernesto le è venuto a mancare l'affetto del padre. Il nostro cordoglio ed il nostro fraterno affetto al nostro caro Ernesto.
• •
Mandiamo i segni del nostro cordoglio e della nostra solidarietà alla Compagna Perazzoli Armida che in data 6 dicembre ha perso il suocero.
BUONI LIBRI
DOMENICO ZUCARO, Vita del carcere di Antonio Gramsci: 170 pagine con 12 illustrazioni fuori testo 250 lire. La pubblicazione delle opere di Antonio Gramsci — dalle Lettere dal carcere ai Quaderni e agli scritti dell'Ordine nuovo — ha rappresentato uno dei fatti più importanti della cultura italiana del dopoguerra e ha interessato larghissimi strati di pubblico. Ma relativamente ancora poco nota è la biografia di Gramsci. Questo librd ricostruisce, sulla base di una documentazione rigorosa, la vita di Gramsci dall'arresto (1926) alla morte (1937), durante gli anni in cui nacquero le Lettere e i Quaderni del carcere.
JOME KENYATTA, I Kikuyu:
A cura di Sergio Borelli 330 pagine 500 lire.
La vicenda sanguinosa della lotta contro i Mau Mau hanno portato in questi anni alla ribalta della cronaca il popolo del Kenya di cui i Mau Mau rappresentano la setta politica più importante: i Kikuyu. Di questo libro sulla storia, la vita economica, sociale e politica dei Kikuyu le Edizioni Avanti! ,presentano la prima traduzione italiana. L'autore è un negro ,non certo di quelli, se ve ne sono, che uomo di vasta cultura e ha portano la sveglia al collo. E' vissuto a lungo in Europa frequentandovi varie università e laureandosi in antropologia e scenze politiche. Nel 1953, nell'ondata di repressione che ha accompagnato il diffondersi del movimento dei Mau Mau, è stato processato come istigatore dei disordini e chiuso in carcere, dove ancora si trova.
GIOVANNI PIRELLI, Giovannino e Pulcerosa:
180 pagine con 16 illus. a colori 300 lire.
Da Montesperduto, Giovannino parte con Pulcerosa per scoprire se il mondo « cammina ». Mille straordinarie avventure attendono Giovannino e la pulce saggia e stravagante, e soltanto dopo lungo peregrinare essi faranno ritorno a Montesperduto. Giovannino, Pulcerosa, Mastro Gerolamo, Zio Centomulte, Zia Semprenotte, i compagni della Fratellanza e molti altri personaggi sono i protagonisti indimenticabili di questa vicenda poetica attraverso la quale Giovannino scopre come il mondo cammina e come dovrebbe camminare.
La lavoratrice Bregozzi rialda si è infortunata ad un dito. Auguri di pronta guarigione da parte di tutte le compagne di lavoro.
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Dal rep. Miglio li ci perviene che la lavoratrice Scoglio Angela è diventata mamma di una bella bambina. Alla nuova venuta ed ai felici genitori i nostri complimenti ed auguri.
ANCORA DELLE GITE PROGRAMMATE DALL'IN.C.A. IL 1955
Pullmann settimanale per i Pian dei Resinelli » (dicembre - gennaio - febbraio) Tutte le domeniche, partenza alle ore 6.30 dalla Camera del Lavoro. Quota per persona L. 900. Abbonamento a 5 viaggi L. 4000. Le 'prenotazioni si ricevono sino al venerdì di ogni settimana. Il rientro è previsto per le ore 21. AF Pian dei Resinelli, presso 1« 'Alveare Alqino > consumazione dei pasti a prezzi economici. - SCUOLA DI SCINoleggio Sci. Nella palestra « Spartacus » della C. d. L. si svolgeranno corsi di ginnastica presciistica.
AI Carnevale di Nizza (in pullmann - due giorni). Al Carnevale di Viareggio (in treno - due giorni). Richiedere i programmi dettagliati.
PASQUA 1955 A PARIGI (sie giorni - in treno) L. 25.000, più passaporto collettivo: il pagamento può essere fatto ratealmente (L.5000 al mese a partire dal mese di dicembre; la quota dovrà essere completata prima della partenza. Richiedere programmi dettagliati. Attenzione: Gite premio! Tutti coloro che parteciperanno ad almeno 10 gite del programma invernale avranno diritto a una gita gratuita quale premio nel programma primaverile 1955.
SOGGIORNI DELL' I. N. C. A. L'I. N. C. A. (Istiuto Nazionale Confederale di assistenza), Servizio Provinciale della Camera del Lavoro di Milano, organizza per i lavoratori i seguenti soggiorni nei mesi invernali.
LOANO (Riviera Ligure)
Albergo « Miramare » - Retta giornaliera L. 1200.
APRICA (Valtellina) mt. 1100
Pensione « Bolognese » - Retta giornaliera L. 1300.
ABANO (Padova)
Albergo « All'Alba »: 10 giorni di cura L. 18.000; 14 giorni di cura L. 25.000.
MONTEGROTTO (Padova)
Alberghi « Zurigo » ed « Antiche Terme » - 10 giorni di cura L. 17.000; 14 giorni di cura L. 23.800.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi all'INCA (Camera del Lavoro - MilanoCorso di Porta Vittoria 43 - Telef. 795-844).