Skip to main content

Microfono10

Page 1

Una Madre non ha cucre di salvare un figlio a prezzo di un'altro (Monsignor Santini Vescovo di Trieste)

15 Ottobre 1954 - N. 13

Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso

TRIESTE MIA C'era una volta un trattato di pace, un brutto, un iniquo trattato di pace che mutilava fino a tempi migliori l'Italia da una grossa fetta del suo territorio nazionale. Questo lembo di suolo italico doveva diventare « Territorio Libero di Trieste », doveva essere governato dai suoi abitanti liberi da qualsiasi controllo da qualsiasi ingerenza straniera Era questa una cosa veramente brutta per quel popolo. Questo trattato era firmato da Francia, America, Russia e Inghilterra. Dopo qualche anno da questi avvenimenti, in occasione di certe elezioni politiche, tre di questi firmatari, America, Inghilterra e Francia, divenuti ormai amici di casa ed alleati, fecero una solenne promessa al Mondo e agli italiani. « Il territorio triestino andrà TUTTO all'Italia »; e gli italiani, quelli che credettero ai tre compari, furono sinceramente felici e votarono D. C. e nessuno parlò più di Territorio da restituire tutto all'Italia. Qualcuno che non aveva mai creduto alle promesse dei parenti d'oltre frontiera propose un plebiscito che desse ai triestini la possibilità di scegliere liberamente la strada del loro avvenire e del loro destino. Si gridò allo scandalo. si chiese vendetta per tale nroposta. « Il T. L. T. doveva ritornare TUTTO agli italiani; parola degli alleati ! ! ! E parola degli alleati fù. La zona «A» fu restituita all'Italia e la zona « B » a Tito. Metà e metà. Ma non era ancora abbastanza: gli amici disinteressati, degli italiani, gti alleati vigilavano e si accorsero che la zona « B era tronpo piccola per gli appetiti del pupillo Tito;

egli che ha pronte le divisioni da mettere a disposizione degli americani merita qualche cosa di più e decidono di dargli ancora un pezzetto di terra italiana, un piccolo pezzo di 12 Km. quadrati. Vengono alla mente le parole del Vescovo di Trieste Mons. Santini il quale tempo fa affermava: « Al nostro governo noi diciamo: non prestatevi a questa decisione. Una madre non ha cuore di salvare un figlio a prezzo di un altro '. Cosa sono in fondo 12 Km. quadrati in confronto alla sete di servilismo dei governanti italiani? E così deciso furono chiamati i servi e fu loro ordinato di firmare l'infame baratto che peggiorava in modo tragico ed irreparabile il cattivo trattato di pace. I servi firmarono e per nascondere la loro vergogna e mascherare le loro malefatte ordinarono fossero fatte delle feste. Il popolo festeggiò piangendo i fratelli che ritornarono e quelli che sono stati venduti con i trenta danari. G. FAILLA

10

Fra il dire ed il fare della Confindustria vi sono di mezzo i.... lavoratori Le nuove (ma sempre vecchie) proposte della F. I. O. M.

Chi non ricorda la posizione assurda della Confederazione degli Industriali in occasione delle discussioni che hanno portato alla capitolazione delle gerarchie sindacali delle organizzazioni minoritarie, che dopo tante sparate pubblicitarie partorirono il famoso accordo truffa. Dicevano allora i signori Costa, Borletti e C. che con la C. G. L. I. non si poteva ne si doveva più trattare, che la Confederazione « rossa » era per le agitazioni prettamente politiche ecc. ecc. Oggi la Confindustria, ad un paio di mesi da quelle dichiarazioni, è disposta a trattare, in qualche caso sta trattando ed in qualche altro caso (come si riporta in altro articolo del nostro giornale, ha già trattato con la CGIL il rinnovo dei contratti nazionali di categoria, con esiti che noi osiamo definire soddisfacenti. Cosa ha cambiato la drastica decisione del padronato? Un tardivo seppur sempre utile esame di coscienza? O l'On. Di Vittorio ha sfoderdto una sua arma segreta!? Niente di tutto questo; la spiegazione ce l'ha dà il giornale « 24 ore )) che fino a prova contraria non fa ancora parte della catena del « cominform », anzi è risaputo che è l'organo ufficiale della Confindustria. Questo giornale, in un sua articolo, apparso in un numero del mese scorso diceva testualmente: « Anche se è CONSUETUDINE dire, all'indomani di uno sciopero, che nulla è successo, qualcosa nella produzio-

sunto in questi ultimi tempi

una caraaeristica che ha due Anche alla Geloso aspetti negativi. Il primo aspetto è quello che in queste ocassunzioni con la casioni la commissione interna viene lasciata all'oscuro di tutmalgrado un preciso accortessera delle URLI? to; do firmato molto tempo fa con E' cosa rara vedere nella nostra fabbrica facce nuove. Viceversa, farebbe piacere a tutti constatare che altri lavoratori abbiano trovato nella nostra azienda il modo di guadagnarsi onestamente il ellitiSte0 « pezzo di pane ». Per essere esatti e veritieri, qualche viso nuovo di tanto in tanto si nota; sono questi, in massima parte lavoratori che hanno sostituito qualche loro congiunto che ha lasciato il lavoro; cosa che la direzione ora non condere più per ragioni che non stiamo qui a discutere. Epperò qualche eccezione di vera ed autentica assunzione ha as-

Redazione e Amm. VIALE BRENES, 29 "_' L -

il titolare della nostra azienda, Ing. Geloso. Tutto avviene quasi con il crisma della clandestinità; 1a scelta generalim--pte viene fatta sulla base di raccomandazioni di sacrestia che vorrebbero dare garanzie serie circa la remissività del carattere del nuovo adepto e guarda strana coincidenza (specie per quanto si riferisce alle ultime assunzioni) il vivaio delle assunzioni trova il suo epicentro nella vicina Brianza (mistero questo che solo le stranezze della... divina provvidenza possono giustificare?! ). Allora, cosa è cambiato dai tempi del ventennio ad oggi se «Mb

ne viene sempre a mancare. Nel nostro caso (è sempre il « 24 ore » che parla) una diminuzione della produzione nazionale si è riscontrata nel periodo delle ultime agitazioni sindacali (ma non avevano detto che erano scioperi politici? N. del R.) specialmente (affermazione veramente interessante N. del R.) nel periodo immediatamente dopo la firma dell'Accordo. (truffa. Nota del Redattore). Dunque a far modificare l'atteggiamento dei signori padroni ha contribuito in modo determinante la lotta; ed è sintomatico il fatto che dove i lavoratori si sono battuti bene là, il padronato ha ceduto stipulando accordi e firmando nuovi contratti nazionali di categoria ottimi sotto tutti gli aspetti. Come è risaputo anche la nostra Organizzazione FIOM ha in questi giorni informato la Confederazione degli Industriali di essere disposta a trattare per il completamento del nostro contratto di categoria e per un miglioramento economico che va dalle 13,50 per i manovali comuni alle 6000 lire per gli impiegati di prima categoria. Quello che risponderà l'organizzazione degli Industriali nessuno ancora lo può dire, ma attenti però a non illuderci eccessivamente e facciamo tesoro delle esperienze passate che ci insegnano che ogni successo va ricercato nella lotta. Oggi è prematuro prendere atteggiamenti e decisioni avanzate, siamo in fase di attesa ed è ragionevole segue III pag. IV colonna

quello che ancora vale è la tessera o la raccomandazione di determinati personaggi che esprimono l'ideologia cara al padronato? E gli altri, per esempio i comunisti, non mangiano? Non sono cristiani anche loro e come gli altri non hanno diritto alla vita? Noi non sappiamo ancora bene chi in fabbrica detiene il monopolio delle assunzioni; l'ufficio manodopera, cioè l'ufficio che ha competenza in merito, no, di questo siamo certi come siamo certi che nel vaglio delle assunzioni esiste la discriminazionione tant'è che come si è detto, venendo meno ad un preciso impegno, si fa di tutto perchè la commissione interna non metta il naso nella delicata questione. E' giusto questo? Ai lavoratori e... perchè no? alla Direzione trarne le giuste considerazioni. S. ZOLI


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Microfono10 by fondazioneisec - Issuu