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Microfono8bis

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n'71V pagina "Il racconto del concorso letterario„

30 AgoTto 1954 - N. 11

Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso

L. 10

GLORIE ITALIANE

L'Accordo Truffa falsi e anacronismi Perchè la Confindustria ha firmato un accordo separato con la CISL, la UIL e la CISNAL, contro la volontà, gli interessi e i bisogni della schiacciante maggioranza dei lavoratori italiani che la CGIL rappresenta? Perchè la Confindustria ha respinto la proposta della CGIL per l'attuazione di un referendum prima della firma dell'accordo truffa per conoscere il parere dei lavoratori sull'accordo stesso? Perchè i capitalisti, da sempre, vogliono dividere i lavoratori, per indebolirli e combatterli meglio, sottometterli e sfruttarli: con l'accordo truffa la Confindustria spera appunto, attraverso la concessione di un'elemosina, di spezzare il fronte compatto degli operai e degli impiegati. Con l'accordo truffa i grandi monopoli, i gruppi industriali privilegiati, sperano di sottrarsi all'obbligo di dare quei miglioramenti seri e ragionevoli che i lavoratori esigono; sperano di sottrarsi al dovere di rinunciare ad una parte degli immensi profitti che hanno accumulato sfruttando, in misura sempre crescente, i lavoratori. L'accordo truffa è frutto di una capitolazione vergognosa dei dirigenti della CISL, della UIL e dei fascisti della CISNAL ed il grande padronato spera di costituire il precedente, per sè vantaggioso, di fissare a suo arbitrio, unilateralmente, il livello delle retribuzioni, ignorando l'organizzazione sindacale maggioritaria, quella che difende effettivamente i lavoratori: la CGIL. Ed infine con l'accordo truffa la Confindustria vuol dimostrare che essa può impunemente calpestare la Costituzione, le leggi, la prassi sindacale democratica e tornare a stabilire, come ai tempi del fascismo, il suo predominio assolutistico sull'intera vita politica, sociale ed economica dell'Italia, servendosi dei dirigenti scissionisti della CISL e della UIL e dello pseudo sindacato fascista della CISNAL. Non 80 miliardi, ma solo 37: ecco i miglioramenti salariali derivanti dall'accordo-truffa. La media degli aumenti che l'accordo-truffa assegna alle retribuzioni delle singole province corrisponde a un au-

Redazione e Amm. VIALE BRENTA, 29

NEL CAMPO DELLA TELEVISIONE

mento percentuale sulle attuali retribuzioni del 2,95 % e non del 5,50 % come affermano i capi scissionisti. Dagli stessi calcoli della CISL, la somma complessiva dei salari contrattuali (comprese le ferie, le festività, la gratifica )e degli stipendi dei lavoratori dell'industria è stata calcolata in 1.258 miliardi. Perciò è falsa l'affermazione dei dirigenti della CISL, secondo cui gli aumenti che essa ha ottenuto con l'accordo truffa sono pari al 5,5 % delle attuali retribuzioni, equivalente a 80 miliardi, perchè il 2,95 % su 1.258 miliardi corrisponde a 37 miliardi. L'accordo truffa viola l'articolo 39 della Costituzione e apre la via al prepotere assoluto della Confindustria. Il 2 ottobre 1925 la Confindustria firmò con i sindacati fascisti il seguente accordo: La Confindustria riconosce nella Confederazione delle Corporazioni fasciste e nelle organizzazioni sue dipendenti la rappresentanza esclusiva delle maestranze lavoratrici; La Confederazione delle Corporazioni fasciste riconosce nella Confindustria e nelle organizazzioni sue dipendenti la rappresentanza esclusiva degli industriali; Tutti i rapporti contrattuali fra industriali e maestranze dovranno intercorrere tra le organizzazioni dipendenti dalla Confindustria e quelle dipendenti dalla Confederazione fascista delle Corporazioni; In conseguenza le Commissioni Interno di fabbrica sono abolite e le funzioni loro sono demandate al sindacato locale che le eserciterà solo nei confronti della corrispondente organizzazione industriale. Si realizzava così il preciso intento del grande padronato di avere rapporti sindacali unicamente con una organizzazione di comodo, addomesticata, governativa, che rappresentava solo una esigua minoranza di lavoratori e che perciò non rendeva conto alle masse lavoratrici del suo operato. Con questo patto finiva in Italia la libertà sindacale! La stessa cosa vuol tentare oggi la Confindustria, che rappresenta gli stessi interessi di allora, anche se i nomi dei dirigenti sono diversi.

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Un gruppo di lavoratori, ricordandosi di un impegno presoci in un articolo del primo numero del « Microfono che si riferiva alla televisione ed ai primi concreti tentativi della sua applicazione, ricordano questa promessa e chiedono qualche accenno, in questo senso. Riferendoci ad appunti di cronaca noi riportiamo quanto è a nostra conoscenza. Come si disse in quella occasione (l'articolo del primo numero) in tutta questa faccenda dei primi esperimenti televisivi il nostro ingegner Geloso ha una parte di primo piano e noi come italiani e lasciatecelo dire, come dipendenti, non intediamo cedere questo primato a nessuno. Dunque, dice la cronaca che verso il 1928 un tecnico italiano realizzò a New York un complesso trasmettitore-ricevitore televisivo che effettuò la prima trasmissione di immagini attraverso l'etere su un supporto a radio-frequenza dalla lunghezza d'onda di m. 396. Come è noto, la tecnica televisiva era in quell'epoca allo stadio iniziale: infatti la utilizzazione del tubo a raggi catodici era allora completamente sconosciuta e l'analisi dell'immagine doveva essere affidata a mezzi esclusivamente meccanici e derivati dal vecchio disco di Nikpow. Nonostante i mezzi rudimentali di cui allora la tecnica poteva disporre, il complesso televisivo realizzato dall'ing. Gelosa, dette dei risultati convincenti e sollevò molto entusiasmo e ottimismo, tanto da convincere i grandi industriali americani ad investire ingenti capitali per gli studi e le ricer-

che nel campo della televisione. Dopo lunghi mesi di prove e laboriose esperienze effettuate nel laboratorio della Pilot Electric Co., di cui l'ingegner Geloso era direttore tecnico, nell'agosto del 1928, avvenne la prima trasmissione ufficiale in presenza di numerose personalità della tecnica e della scienza americana. Molte di queste, come ad esempio, Lee De Forest e Hugo Gernsback, appartengono ora, come il Geloso, alla storia della Radio. Per doveregi cronaca ricordiamo che T trasmettitore era installato nella Stazione WRNY di proprietà di Hugo Gernsback ed il ricevitore era invece sistemato nella Philosophy Hall della New York University, alla distanza di oltre 10 miglia. La trasmissione in questione fu considerata eccellente tanto da far prevedere una rapida affermazione anche nel campo dell'utenza pubblica. Affermazione, che, per ragioni commerciali, avvenne solo molti anni più tardi, con i sistemi più complessi che tutti oramai conosciamo e per virtù di una lunga e laboriosa maturazione, cui i pionieri come John Geloso, indicarono la giusta via da seguire. Disimpegnatosi dalla Pilot Company l'ing. Geloso ritornò i Italia nella primavera del 1931 e con l'idea di ristabilirsi in Patria andò formandosi in lui il progetto di una industria nazionale che con concetti,rinnovatori e sulla base dei fattori qualitativi ed economici, potessero validamente contrapporsi ai mercati d'oltre Oceano.

Milioni dimenticati E' questo il titolo con cui un settimanale risponde ad un suo lettore che chiede come può controllare i numeri delle cartelle vincenti i premi pluriennali dei prestiti che via via il governo od altro istituto di credito autorizzato ha lanciato in questi ultimi anni. Si viene così a sapere, per portare un esempio, che per il solo prestito della ricostruzione, i premi estratti ed in giacenza presso banche locali perchè non ritirati, ammontano alla non indifferente cifra di oltre duecento milioni. E' facile supporre che molti dei nostri dipendenti siano in

possesso di tali cartelle di di prestito pubblico e che ignorino addirittura che esistono dei premi periodici a sorteggio di entitĂ  non indifferenti. Ebbene, noi consigliamo i detentori di questi buoni a risparmio di andare a rovistare nei cassetti, trovare la cartella e verificare la serie; e... chissĂ  che un pizzico di quei milioni dimenticati non vengono a cadere nelle tasche di qualche fortunato nostro lettore, che se si trova in difficoltĂ  a controllare i numeri vincenti potrĂ  rivolgersi a noi che vedremo di aiutarlo... e buona fortuna.


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