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Microfono3

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Pasqua di Pace 25 Aprile di libertà e di prosperità

Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso

15 Aprile W54

25 APRILE Gloria eterna ai martiri della liberazione. Sia il loro olocausto il seme che faccia germogliare la pace, la libertà e la prosperità. Nove anni sono trascorsi dal giorno in cui il popolo italiano, dopo 20 anni di schiavitù fascista, e dopo le tremende vicissitudini della guerra e della occupazione straniera, trovava nell'unità la forza per sollevarsi contro l'oppressore e por fine alla dittatura ed alla tirannide. Ed in quelle sanguinose ed eroiche pagine di storia del' terzo risorgimento italiano che trovano il loro epilogo glorioso nella liberazione del 25 aprile il popolo racchiuse tutte le sue speranze per l'avvenire. Scesero dalla montagna i partigiani, ritornarono i soldati dai fronti, cessarono di trepidare mamme e spose, ritornò il sereno. Gli uomini andarono al lavoro, credettero nella giustizia e fiduciosi nelle promesse, cattolici ed atei, comunisti e democratici, socialisti e repubblicani attesero le leggi che dicessero al popolo che il suo sacrificio non era stato vano. E venne il referendum, venne la Repubblica, venne la Costituzione. Era il nuovo germe di una novella vita che alla raggiunta fraterna unità nazionale avrebbe dovuto portare la prosperità e la sicurezza nell'avvenire. Nove anni sono passati. Nove anni di attesa, di alterne delusioni e di conquiste. Ma non fu quello che il popolo voleva. Le leggi, le stesse leggi che l'Italia si era date non furono troppo applicate e molti nomi e molti governi, dimentichi dei sacrifici che costarono libertà, indipendenza e riscatto, negarono ieri come negano oggi che le leggi siano applicate. Le fabbriche si chiudono per i comunisti che lottano e per i democristiani che credono ancora nel loro governo; le tasse, il costo della vita, tuto aumenta anche e soprattutto la miseria, senza fare distinzione di colore e di fede politica. Fatalità? destino? castigo di Dio? No, amici e compagni di lavoro. E' la volontà di pochi uomini, senza scrupoli e senza fede che ieri pieni di pauro promisero, ed oggi, passata la collera popolare, calpestano, dimenticano tutto, pur di soddisfare la loro sete di potere e di ricchezze. oi donne, voi spose, che ancora oggi tremate nel ricordo

FAILLA

Il "Microfono„ da il benvenuto ai nuovi eletti della C. I. Risultato elezioni della C. I. Lista Sindac. Unitario FIOM: Lista Sindacato CISL: Impiegati voti 35 Impijgati voti 93 seggi — seggi 1 su I Operai voti 93 Operai voti 583 seggi 1 su 6. seggi 5 su 6. Pertanto la lista dei membri della nuova C. I. è così composta: Zoli Sebastiano, impiegato; Failla Giovanni, Pelosi Giovanni, Ercoli Anna, Bianchi Mario, Di Biasi Pasquale, Ferrari Francesco, operai.

Il PIANO K E LE RIVENDICAZIONI del cominform! Comunque sta di fatto che sono riusciti a L' intelligente smascherarci. intuito dei nostri avversari ha saputo tradurre il testo cifrato che così diceva: « Quanto son fessi le persone in malafede » ciò che col cifrario segreto della C.G.I.L. (ormai lo possiamo confessare) vuol dire: tenetevi pronti a schiacchiare il bottone (misterioso) che ferma le braccia ai cinque milioni di nostri iscritti per il

Dunque stavolta è andata male; dobbiamo proprio convenire, con nostro grande disappunto, che ci è andata proprio male. Quei diavoli di giornalitsi del « Popolo », del « Corriere della Sera », dell'« Italia » ecc. ecc. sono riusciti a scoprire che il giorno 14 u. s. (a che ora non è risaputo) la C.G.I.L. avrebbe dovuto dare il via ad uno sciopero nazionale. Come, non lo sapevate? Eh! allora si vede che voi tutti non fate parte

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L. 10

Alla Rassegna

neste che sono in contrasto con gli interessi nazionali? Ed allora amici e lavoratori, nel ricordo del tragico passato, nella ferma volontà di evitare il ripetersi dei dolorosi avvenimenti che ebbero il loro epilogo il 25 aprile 1945, uniamoci ancora una volta a fermare la mano della reazione che porta alla miseria, alla tragedia ed alla guerra e tutti assieme lottiamo perchè evitando un altro 25 aprile sia data al popolo quella pace quella libertà e quelal prosperità per cui i figli migliori di questa nostra Italia si immolarono generosamente allora.

doloroso della guerra, trovate giusto tanto egoismo e tanta inumanità? I padroni dicono no alle nostre rivendicazioni; milioni sono gli italiani senza casa e senza lavoro, la miseria dilaga e si sperperano milioni e miliardi in orge, in vizi, in preparazione di un armamento che con una sola micidiale bomba atomica sarebbe polverizzato. Perchè si parla di eserciti quando il popolo chiede la pace, perchè si parla di comunità difensiva quando il popolo chiede lavoro e chiede di essere amico di tutti? Dunque vi sono persone che voglio ignorare il desiderio e la volontà del popolo e vogliono preparare delle avventure fu-

Redazione e Amm VIALE BRENTA 29

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dell'Amicizia Lunedì 12 i cancelli della XXXII Fiera Campionaria si sono aperti alla curiosità e all'interesse di milioni di uomini. L'operosità, l'intelligenza, lo sforzo creativo di tutto un anno di lavoro di altri milioni di uomini di paesi lontani e vicini, portando le loro cose migliori vengono a parlarci della loro volontà di pace e di prosperità. Come sembrano ridicole le voci di taluni leoni che lanciano alla luna il loro raglio di odio, di minacce atomiche e di anticomunismo. Intanto che i Foster Duller americani ed italiani fanno sentire il loro grido di guerra, gli uomini di buona volontà chini sul loro lavoro, serenamente aprono la via che porta al progresso ed alla ricchezza. Polonia, Cecoslovacchia, Grecia, Francia, Svizzera, Unione Sovietica, Turchia, Inghilterra; e poi America, Bulgaria, Rumenia, Olanda ed altri ed altri Paesi ancora, dell'Africa dell'Asia delle Americhe e dell'Europa, si avvicendano, si stringono, si confondono nei luminosi standar della Fiera, dentro il recinto della rassegna del lavoro e dell'amicizia. Ma chi sono quei pazzi, dunque, che vogliono mettere gli uni contro gli altri gli stessi uomini che oggi si stringono la mano? Chi sono questi irresponsabili che vorrebbero dividere gli onesti e laboriosi lavoratori delle fabbriche in Italiani buoni ed in Italiani cattivi? Vadino que.: sti tristi illusi a visitare la Fiera, e là dal più piccolo al più grande capolavoro esposto sappiamo vedere il miracolo dell'unità della fraternità che milioni di operai di tecnici di dirigenti, di impiegati, di tutti i credi e di tutte le correnti che hanno saputo trovare nel sacrificio del lavoro. Se il motto dei guerrafondai è quello di « dividere per imperare . il nostro motto sia: « nell'unità e nel lavoro, la pace e la prosperità », l'augurio nostro sia che la XXXII Fiera di Milano diventi la fucina dove l'umanità che lavora e lotta possa trovare le condizioni per costruirsi un avvenire migliore sulla base del reciproco rispetto e della sincera collaborazione.


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