... ma la Costituzione Q E, L Q S non é una trappola A, NNO Y44
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti — e a parità. di lavoro — le stesse retribuzioni che aspettano al lavoratore. « Non è come si. potrebbe credere una promessa elettorale o una enunciazione di qualche dirigente sindacale, ma è la prima parte dell'articolo 37 della costituzione repubblicana. E non basta; l'articolo prosegue e dice: « le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua (della donna) essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale •adeguata protezione ». L'articolo in questione prosegue, ma noi ci fermiamo qui. « La donna lavoratrice ecc, ecc... e a parità di lavoro le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore ».
Fantastico, no? Ora, alzi la mano colui o colei che sà, ajiche per sentito dire, di qualche padrone che, conoscendo l'art. 37 della legge costituzionale la applichi. L'art. 37? mai sentito!!! Con tante cose serie che c'è da fare, con tutte le grane che ci sono a dirigere una fabbrica, come si fa a correre dietro agli articoli ed ai regolamenti? L'art. 15 dei contratto di lavoro? Altra trappola (direbbe l'On. Scelba). Quando mai si è visto che « una donna adibita a lavori tradizionalmente maschili» debba essere pagata come l'uomo?! E non parliamo poi della seconda parte del su accennato art. 37. « le condizioni di lavoro debbono consentire (alla donna) l'adempimento della sua essenziale funzione familiare ». Quante sono le donne che, per le condizioni ambientali di lavoro, o per la natura stessa del lavoro, o per il suo ritmo, o per gli orari prolungati di servizio o per tutte queste cose messe assieme, ritornano a casa con lo spirito ed il corpo in condizioni tali da potere adempiere « alle funzioni essenziali di famiglia e di mamma? ».
La risposta è inutile che ve la dia io; voi donne, voi mamme, voi spose della « Geloso o conoscete la realtà perchè a pari di me vivete la vita piena di sacrifici, di privazioni, e quando a sera la stanchezza fisica e morale incombe su voi, sapete. cosa significa ac-
cudire alle faccende domestiche e sapete anche che solo l'amore dei vostri cari, l'affetto e l'attaccamento alla vostra casa, alle vostre povere cose e soprattutto la volontà. e la certezza che queste ed altre ingiustizie abbiano presto a finite, vi ,da forza per superare ogni vostra debolezza. Vedete, amiche e compagne, sette, otto, dieci anni fa, quando il popolo pagava, come sempre, il suo contributo di sangue e di eroismo perchè l'Italia fosse liberata dagli affossatori stranieri e nostrani, la paura ed il timore, spinsero la classe dirigente a fare, non solo delle promesse ma a promuovere delle leggi che rimediassero in parte alle ingiustizie passate; ora, per tutte quelle ragioni che noi conosciamo, questi signori, intendono dimenticare quello che promisero allora anche se quelle promesse oggi sono delle leggi e sentiamo l'on. Scelba nelle vesti di ministro degli interni definire trappole queste promesse, vediamo gli stessi uomini di allora che dovrebbero queste leggi tutelare, essere i primi a calpestarle, con la chiusura delle fabbriche, con la legge truffa, con la discriminazione politica con patti ed alleanze nefaste, ultima in ordine di tempo la famosa «comunità europea difensiva (C.E.D.) » che 'una volta ratificata, permetterebbe allo straniero di talpe-stare come dieci anni fa, il nostro suolo (art. 12 della. Ced) riportandoci ancora una volta nelle condizioni di dover difendere la nostra indipendenza, le nostre fabbriche, e noi donne dovremmo subire l'onta degli appetiti e degli istinti bestiali che in ogni tempo ed in ogni luogo gli stranieri apportatori e difensori della civiltà occidentale, hanno dimostrato di possedere nella misura direttamente proporzionata al servilismo dei dirigenti nazionali. Quando poi, il popolo stanco, rifarebbe un 25 aprile, gli stessi, sempre gli stessi governanti, scriverebbero sulla carta altri art. 37 ed altri art. 1, 3, 4, 11 ecc. ecc. per salvare come suol dirsi capra e cavoli. Ma attente donne, se lasciassimo fare, molte di noi e dei nostri cari non sarebbero più fra noi; l'atomica ed altre cose del ge-
Non sono passati molti giorni da quando l'On. Scotti, ospite nella nostra azienda, ricordando gli scioperi di marzo del 44 risvegliò nel nostro animo commosso, molti ricordi di attimi vissuti che fecero della nostra azienda un piccolo centro di resistenza attiva e passiva che con i suoi episodi a volte drammatici con le sue eroine operaie e con i suoì morti, contribuì alla lotta di liberazione. Ebbene, amici e compagni, questi ricordi di sacrifici, di' lutti e di dolori che assieme ad altri episodi di sangue e di rovine, a distanza di dieci anni ci fanno fremere ed inorridire, una cricca di uomini inresponsabili, vorrebbe, ritornassero ad essere bruciante realtà di oggi e di domani. Oggi vi è in Italia e nel mondo chi propaganda per la costituzione di un nuovo esercito nazista che nel quadro della C.E.D., dovrebbe diventare il fulcro di una comunità criminosa ed aggressiva che tutti i popoli della terra condannano. Chi non si è commosso alle parole che il Presidente della Repubblica Einaudi ha detto agli Italiani nei ricordo delle gloriose vittime delle fosse Ardeatine, assassinati dai nazifascisti? Chi non freme di sdegno e di collera al ricordo dei bombardamenti bestiali che distrussero le nostre case, delle nostre fabbriche smantellate e rapinate delle migliore attrezzature, delle deportazioni in massa di lavoratori prelevati dalle fabbriche? Ebbene, la Ced, questa comunità che vuole unire un piccolo gruppo di stati asserviti agli imperialisti americani, (e che in effetti divide e non unisce, l'Europa in due fazzioni) ha nel suo trattato e nelle sue
nere, penserebbero a cancellarci dalla faccia della terra. Per fortuna nostra vi sono partiti ed organizzazioni democratiche che si battono e ci guidano perchè la pace e la libertà imperino nel nostro Paese e perchè nelle nostre case, assieme alla serenità entri un po' di prosperità..
A. ERCOLI
clausole quanto basta perchè tempi peggiori di quelli già vissuti e che oggi ricordiamo, ritornino in Italia. A. Guerriero nel suo articolo di fondo del « Corriere della sera del 21/3 ci dice che è necessario ratificare il trattato della Ced, perchè, essendo, inevitabile la costituzione di un nuovo esercito tedesco alleato con gli americani, è bene che ciò avvenga avendo i tedeschi non come nemici ma come alleati. Noi conosciamo già che razza di amici e di alleati siano stati i tedeschi per noi, e quindi noi diciamo a tutti coloro che per conservare privilegi e poteri, vorrebbero portare l'Italia a nuove e più terribili avventure: no alla ced, no ad alleanze ed a patti criminosi, diciamo che nessuno stranieri di nessuna marca e per nessun motivo calpesti il nostro suolo e la nostra indipendenza. Amici e compagni, se non volete, Come non vorrete, che tristi episodi di deportazione, che ruberie e vessazzioni, umiliazioni e derisioempire di terrore e di lutti la ni abbiano a. ritornare a riItalia e gli italiani, raccogliamo questi gridi di allarme che giungono ormai da tutte le parti del mondo leggiamo, esaminiamo, prendiamo visione del contenuto del trattato della comunità difensiva europea e tutti assieme, ome ai tempi degli scioperi del marzo 44, riusciremo a liberare noi e le nostre famiglie dall'incubo di una nuova guerra e di nuove avventure.
FAILLA
Scrivete al vostro giornale. Scrivete per il vostro giornale.
Il Microfono pubblicherà i vostri scritti.
Il Microfono ;isponderà alle vostre domande. Per renderlo sempre migliore. Leggete, discutete, criticare il giornale di fabbrica.
L. 10 Redazione e Amm VIALE BRENTA 29 31 Marzo 1954 - N. 2 Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso Sia unitaria la nuova C. I.
CON I LAVORATORI SIAMO D'ACCORDO, E VOI DIRIGENTI CISLINI?
Dite pure che è una nostra fissazione ma noi non ci stancheremo mai di chiedere e promuovere tutte quelle iniziative atte a creare e stringere sempre più l'unità nei lavoratori. Anche in questa elezione elettore che impegna .tutti noi a scegliere coloro che debbono rappresentarci e tutelare i nostri interessi, e cioè la C.I., noi chiamiamo i lavoratori ad unirsi, ed invitiamo i dirigenti cislini a concordare con noi un patto d'alleanza, basato su un programma comune che permetta la presentazione di una lista elettorale unitaria. A pre scindere da qualsiasi considerazione previsionistica, noi vogliamo ricordare l'articolo 21 dell'accordo interconfederale per le elezioni delle commissioni interne che disciplina la distribuzione dei seggi sulla base dei quozienti. Ora è chiaro che una lista unitaria garantisce il diritto ad essere rappresentati nell'organismo interno in proporzioni agli organizzati e non in proporzioni ai voti, ciò che per i sindacati minoritari significa poter con sicurezza collaborare alla soluzione dei problemi della fabbrica, assicurando i posti di loro pertinenza sulla base, si diceva, dei loro organizzati, e se il numero di questi non arrivasse al minimo come sentito, il loro rappresentante lo avranno Certamente lo stesso. Noi non concordiamo e non 'concordano nemmeno i lavoratori con il signor Ferrari, dirigente liberino che, hi occasione delle passate elezioni, in cui, come si ricorda, la cisl non presentò i suoi candidati .alla commissione interna, riferì a nome del suo sindacato che il loro rifiuto era dovuto al fatto che loro erano in minoranza e che quindi avrebbero un po' subito la volontà dei più. La tesi è tutto un programma e noi non pensiamo di dover fare ,altre considerazioni al di fuori di quelle che dicano al signor Ferrari, di cui comunque conosciamo l'onestà e la correttezza, ed a tutti gli altri che la pensano come lui, che in commissione interna non si va per fare dell'ostruzionismo o per far prevalere le proprie idee ma per far valere i diritti dei lavoratori e per tutelarne gli interessi. E per far ciò tutte le strade, tutti i pareri, onesti pratici -e legali, sono buone; l'importante è di riuscire e di adempiere con scrupolo e coerenza al dovere in verità non sempre facile di migliorare le condizioni dei lavoratori che hanno risposto in noi ogni loro fiducia. Noi riteniamo che -questa proposta oltre ad essere giusta ed onesta sia l'espressione di una> esigenza profondamente sentita alla base, per, cui, a nome di quella elementare corretezza che sta 'alla base di una civile Convivenza, riteniamo utile una risposta atta ad aprire una discussione che appiani le opinioni. Lo scartare a priori la
nostra proposta unitaria sarebbe a nostro parere un fatto' negativo che non andrebbe a' vantaggio di - nessuno, tanto meno, del lavoratore. Amici e colleghi cislini, a voi la parola. G.
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... ed ora facciamo il bilancio
Ed eccoci alle elezioni della nuova commissione interna. Un anno è passato da quando questa che attualmente finisce in suo mandato ha iniziato la sua attività. E' bene rare un consuntivo di quanto è stato fatto e di quanto non è stato fatto. Ricordare le vecchie cose non significa farsi belli e pavoneggiarsi ma servirà a dimostrare ancora una volta che se la serie di conquiste e di acquisizione è discretamente lunga lo si deve soprattutto alla unità che, esiste fra noi e lo si deve alla coscenza di classe che via, via si migliora e si sviluppa nella grande maggioranza dei lavoratori, che sensibili ai loro problemi, sanno trascinare nella lotta i tiepidi gli amorfi ed i timidi. Le 9 lire di acconto, i piatti della mensa, le posate, la mensa, il nido, lo spaccio nuovo, i grembiuli e le tute, i diversi miglioramenti dei premi pasqua, di natale, il prolungamento del periodo delle ferie ed il premio compensativo di
questo periodo; e poi gli altri acconti sui futuri aumenti, le nove lire sugli straordinari (oggi sono 17), l'eliminazione della sperequazione esistente nel premio di produzione ai colleghi impiegati.
Nuovo deposito biciclette (in costruzione), imbiancatura reparti e delle scale di accesso, tapparelle in sostituzione delle tende, l'autorizzazione a distribuire bevande nei reparti nel periodo estivo, -incentivo per i lavori nocivi, (L. 5), indennità di anzianità, indennità mensa nel periodo delle ferie e nelle festività, apparecchi radio con sconto speciale e lunga rateazione, sistemazione spogliatoi del 18, regalo annuale ai bambini dei dipendenti (che non superano i quattro anni di età) non sono acquisizioni miracolose che seppur volentieri riconoscia mo una buona dose di comprensione e di buona volontà da parte della direzione, nel concludere questi ed altri accordi, però diremo subito che la fermezza e la decisa volon-
tà dei lavoratori, fiduciosi, nei loro dirigenti e nella giustezza delle loro rivendicazioni, lottando, hanno sempre determinato la soluzione dei loro pro blemi.
Ed anche noi abbiamo tirato le orecchie a qualche biricchino, abbiamo fatto sermoni e prediche, quando queste si rendevano necessarie per potare stilla giusta via un nostro compagno dì lavoro, abbiamo, nel limite delle nostre possibilità aiutato chi è venuto a chiedere il nostro modesto contributo, e sopratutto ci siamo sforzati a comprendere l'animo dei lavoratori, i problemi ed i desideri dei nostri compagni di lavoro.
Oggi questa commissione interna ha finito il suo mandato di lavoro e di fiducia datogli dai lavoratori. La coscenza dei suoi componenti è serena, perchè se molte lacune ci sono state e molti errori sono avvenuti, l'attività onesta, diligente e costante di tutto un anno, ha datò i suoi frutti, morali e materiali. Molte cose si sono dette, nelle -diverse occasioni, di questa povera commissione interna; cose a volte buone a volte non buone; spesse giuste, qualche volta ingiuste; Ma l'accordo, la fiducia, la collaborazione fraterna non è niai mancata, non si è mai rotta, anche nei momenti più difficili e più delicati.
Avviso ai Mutilati del lavoro
;Gruppo « Mutilati del lavoro presso la « Geloso ». « Mutilati del lavoro occupati nel nostro stabilimento, sono invitati nel locale della commissione interna per comunicazioni in ordine alla
costituzione del « Gruppo » e delle sue finalità.
Roma. 18 — L'indennità di contingenza per i lavoratori dei settori dell'industria e del commercio nel prossimo bimestre aprite-maggio rimarrà invariata.
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Questa unità di intenti e di opere voi dovete chiederla ad alta voce anche qui nella nostra fabbrica a proposito delle elezioni per la nuova c.i. perchè a tutelare i nostri interessi vi sia gente senza preconcetti, non divisa da interessi di parte, ma si presenti unità alla candidatura per essere più unita davanti al datore di lavoro quando con lui andranno a discutere e risolvere i nostri, i vostri problemi. Amici e compagni, 'molte cose oscure gravidano sul, nostro avvenire di lavoratoti e di cittadini e non è difficile intravvedere periodi di lotte dure e cruenti; l'unità oggi' non è un lusso ne delie essere un euforismo, ma è un esigenza di vita o di morte a cui nessuno può sottrarsi.
Chi viene meno a questa ésigenza è un traditore della classe operaia e dovrà davanti a questa, prima o Voi, rispondere del suo operato. -
W l'unità dei lavorato/4dg , la Geloso.
W i lavoratori di tutte le organizzazioni sindacali democratiche.
La commissione interna uscente .
Pc9 2 il Microfono dei lavoro tori
e famaz'zi: Viale Umbria n., 3
Dagli Uffici e dai Reparti
Dall'Ufficio Amministrativo
Non so quanti saranno a concordare con me nel ritenere giusto necessario ed urgente la regolamentazione dello incasellamento delle categorie impiegatizie. Ignoro se esiste una discoplina legislativa che tratti la materia, ne se ve ne sia una per gli operai, il fatto si è che qui alla Geloso la distribuzione delle qualifiche è fatta un po' soggettivamente tenendo in poco conto il valore dele attribuzioni e delle capacità individuali. Non voglio generalizzare, ma esistono casi in cui è facile lamentare grossolane differenzazzioni e di qualifiche e di stipendi dovuti se vogliamo a concetti tradizionalistici circa la definizione delle categorie che perpetuano stadi di fatto di cui sopra.
Non sarà evidentemente cosa facile far retrocedere da questi principi coloro che della mancanza di una regolamentazione traggono dei benefici, ben venga dunque l'incasellamento delle categorie e per quanto può interessare le colleghe impiegate, ben venga l'avvicinamento e la parità degli stipendi, così che non si abbi più a vedere quella assurda incongruenza della impiegata stenografa (questo è uno dei tanti casi) e l'impiegato stenografo che hanno stipendi assai differenti l'uno dall'altro.
Caro collega; Purtroppo nessuna legge e nessun regolamento disciplina la definìzione delle categorie rispetto le mansioni. In forma del tutto inadeguata ne fa cenno il .contratto Spinelli comunque sappi che quella dell'incasellamento è una rivendicazione che da tempo la nostra Fiorn ha presentato alla Confindustria e che pensa di risolvere nel quadro del rinnovo del contratto di lavoro.
Siamo in poche persone e forse per questo ci trascurano. Nel reparto Galvano, (Bonvini) fra uomini e donne siamo una decina. L'ambiente in cui lavoriamo è decrepito come del resto lo è tutto il 18; in più c'è il fatto che la umidità è più forte che altrove per l'esalazione dei bagni che fra l'altro ci regalano certi odori che non vi diciamo, e che specialmente d'inverno creano il conflitto fra il caldo già scarso, ma molto scarso, e la necessità di aprire le finestre per cambiare l'aria appestata di gas.
Oltre a ciò nel reparto gal-sianica il ritmo del lavoro si fa di giorno in "giorno sempre più insopportabile .e 2e si assomma la condizione araMentale e il maggior ritmo di lavoro si può proprio dire che il -reparto galvanica è il re- parto delle « 3 eff » fumo,• freddo 'e fatica. Caro <1 Micro: /orlo di'glielo tu' una parolina alla C.I. • che si interessi del nostro caso.
UN GRUPPO IM OPERAIE
DEL REP. 8 N CI SCRIVE : Siamo venute a conoscenza che da un po' di tempo in qua, la nostra direzione invia il medico fiduciario controllare la malattia del lavoratore in mutua. Noi non sappiamo se .ciò rientra nelle possibilità del datore di lavoro e pur escludendo che questo controllo sia un abuso, non possiamo non rilevare come certe abitudini (diciamo pure se volete, certi diritti) nella nostra fabbrica venivano lodevolmente scartati. Ora noi ignoriamo, cosa è avvenuto a rendere operante quella che noi supponiamo, sia una disposizione contrattuale che comunque umilia ed offende l'amor proprio del lavoratore. Noi sappiamo come l'istituto mutualistico non è mai stato largo nel riconoscimento di malattie, specie quando queste comportano il riposo e quindi lo allontanamento dal lavoro; sappiamo invece come da tempo si denuncia questa istituzione come ente speculativo piu che assistenziale e quindi non sappiamo giustificare questo accanimento verso il lavoratore che si assenta per malattia. Comunque stiano le cose, al dottore che per dovere d'ufficio (diciamo, per la
Reparto III
Siamo dei lavoratori del rep. III (Cabrini) ed abbiamo un problema molto importante da, comunicarti a te caro « Microfono » •e che interessa il nostro reparto. Quello che attualmente ci preoccupa è la scarsità di lavoro.
Il nostro reparto era quello ove il lavoro è sempre abbondato; il numero normale di dipendente ha superato a volte di 15 unità quella attuale e si facevano delle ore straordinarie ed a volte anche dei turni di lavoro. Ci teniamo ad informarti che il nostro reparto era l'unico che come torneria, alimentava tutti - gli altri reparti della produzione necessaria. Come si Spiega che per noi non ce più lavoro mentre gli altri reparti quelli da noi alimentati, fanno dello straordinario?
Chi fornisce loro quanto noidavamo e che oggi non prociamo più?
Compagni ed amici del reparto III, prendiamo atto di quanto voi ci dite e passiamo la domanda alla C.I. perchè sia possibile darvi una risposta.
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mica) si presta a tale bisogna vogliamo ricordare che la sua non è una professione, ma una missione e tale adempimento del proprio dovere deve conciliarsi con la parte umana di cui la sua diuturna opera deve improntarsi, ed alla direzione diciamo che non va a vantaggio di nessuno 'lo allinearsi con questi provvedimenti a certe ditte che fanno troppo spesso parlare di se per cose che noi ci auguriamo sinceramente non avvengano mai nella nostra fabbrica e che evidentemente farebbero perdere la stima e la fiducia in chi dirige la fab-' brica.
Alle compagne del per. 8 N noi rispondiamo che la possibilità di controllare la malattia dei propri dipendenti è previsto dall'art. 36 del contratto di lavoro. Comunque, concordiamo con quanto dite voi, perchè la direzione, che da sempre ha ignorato questa sua prerogativa, oggi ne fa uso con quale vantaggio non riusciamo a capire.
Reparto Attrezzeria
Caro Direttore. Da bravi collaboratori, noi pensiamo sia utile esporre quanto un gruppo di giovani, e non del tutto giovani dipendenti, avrebbe in animo di vedere realizzato. Il desiderio è quello che anche nella nostra fabbrica sia possibile fare dello sport. L'utilità di questa attività, razionata ed appropriata, non sfugge a nessuno, ed oggi il moderno e vorremmo dire, il reale condetto che, si ha della vita, fa dello sport, non più una prerogativa dei pochi, ma una esigenza che va a pari passo con tutte Ie moderne terapie che servono a rendere sano il corpo e la mente.
Questo è il nostro desiderio in astratto. Di concreto noi chiederemmo che sia fatto posto ad una modesta palestra per la pratica di ginnastica a corpo libero, che per taluni elementi già agguerriti (qualch'uno è già stato istruttore) può diventare ginnastica artistica. Gli attrezzi che noi chiederemmo ncín sono ne ingombranti ne costosi; si tratterebbe del « cavallo » degli anelli, delle
« parallele », e della « sbarra ». Gli amatori non mancano ne manca l'istruttore; si tratta di vedere quale angolino si possa adattare a tale bisogno. La richiesta ci sembra modesta ed attuabile e siamo certi che con l'interessamento del nostro giornale e della ci. sì possa convincere i nostri dirigenti dell'utilità e della fattibilità di questa giusta e sana iniziativa. Fraterni saluti da tutti noi.
MIGLIAVACCA OLIVIERO
REPARTO le
Prima di iniziare questo articolo sui problemi e sulle deficienze del nostro reparto vogliamo ringraziare tutti i cooperatori del giornale che danno il loro contributo portando a conoscenza a tutti i lavoratori e le lavoratrici i problemi dell'uno e dell'altro reparto. Il tema del nostro articolo è quanto mai importante ed urgente da risolvere, in quanto esso tratta le condizioni meccaniche del macchinaio in dotazione al nostro reparto.
Le piallatrici in generale non danno più affidamento, in quanto, dopo le decine e decine di anni che lavorano, sono tutte fuori squadra e quindi il loro lavoro oltre a non essere preciso fa perdere molto tempo all'operaio che li deve adoperare.
Il seghetto automatico non è in grado di far fronte ai bisogni di produzione sia per il suo rendimento, sia per la sua piccola mole. Oltre a ciò, a causa della mancanza del freno, nella cinghia di trasmissione, la macchina in questione, può essere fonte di infortuni per chi l'adopera.
La fresatrice, come il seghetto, non si adatta a molti lavori per cui la sua inadeguatezza costringe chi dovrebbe servirsene, ad adoperare altre macchine non adatte, con grande perditempo e spreco di energie.
Il trapano grande, per le Sue deflcenze non da troppa garanzia di sicurezza a chi l'adopera.
La rettifica è da tempo inefficente, la- sua riparazione allevierebbe la fatica ed aumenterebbe il rendimento di chi, lavora.
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Il tornio grande andrebbe revisionato. Queste sono le cose che ci interessa far sapere alla direzione perchè, anche se gradualmente sia possibile migliorare. e •snellire , la produzione con grande beneficio di tutti. Ci ripromettiamo comunque di ritornare sull'argomento, toccando anche altri problemi che è giusto siano presi in seria considerazione dai nostri dirigenti.
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LA RICREAZIONE
Questo è un campo tanto bello quanto difficoltoso e spigoloso nonostante sia gradevolmente dilettevole. E' un diversivo - decisamente gradevole ma difficoltoso per un semplice fatto, che sarà. sempre impossibile soddisfare tutte le esigenze; tutto può essere non bello a secondo come viene interpretato e secondo i vari punti di vista, non bisogna però dimenticare che tutto quello che si fa per rendere meno gravosa la vita di chi lavora è frutto di decisioni prese dopo ore di discussioni su idee c6ntrastanti e naturalmente si decide su ciò che si ritiene maggiormente più giusto e che possa soddisfare almeno una maggioranza. Certo oggi non siamo ancora attrezzati come si vorrebbe per poter predisporre programmi molto più vasti di quanto non si sia fatto fino ad ora.
Per riuscire in tutto questo* però una cosa è eccezionalmente indispensabile; la cordialità e l'onestà. E' sleale che una persona solo per partito preso o per cattiverie personali cerchi il tutto per mettere il bastone fra le ruote a chi da mesi lavora per la riuscita di unEnte grande o piccolo esso sia.
Bisogna invece ad ogni costo che tutti ci affianchiamo serenamente ed a• testa alta facendo corona dobbiamo stringere questa cerchia che racchiude e protegge il nostro C. R. A. L. Spiritualmente dobbiamo stringerci tutti fraternamente la mano perdonando gli errori e correggere serenamente le eventuali decisioni discordanti. • I programmi da organizzare sono molti ma è ovvio che bisogna fare il passo in base alla lunghezza della gamba, per motivi finanziari ed essendo noi tutti lavoratori, anche per mancanza di tem,. po, ma se c'è la volontà riusciremo! Programmi interni, a locali ultimati ne faremo. Gare sportive, a carte, ecc. ecc. spettacoli per bambini e perchè no anche per adulti. Ma una cosa è sempre importante l'aiuto di tutti voi cioè la vo stra presenza, dandoci a noi l'appoggio morale ci invogliate a fare dell'altro e del meglio. P. RORUTTI
Alla Peni 'Angela che ha perso l'affetto della sua cara mamma, recentemente defunta, giunga tutto il nostro cordoglio ed il nostro fraterno affetto.
BVONE IJ SANIZIE
Al nostro cuoco RIVA Giulio, la cui moglie si trova degente all'ospedale, gli auguri più fervidi, per la pronta e completa guarigione della sua cara consorte.
Al collega NEGRI dell'Ufficio vendita, da lungo tempo ammalato, un saluto ed un fraterno augurio dal giornale a nome di tutta la maestranza.
L'ENAL e la sua organizzazione
Nell'imminenza delle elezioni per la nomina del comitato direttivo del cral Geloso, essendo scaduto il mandato all'attuale consiglio, si rendono necessarie alcune considerazioni di ordine organizzativo per dare un maggiore impulso a questo necessario organismo assistenziale di fabbrica. Gli impiegati e gli operai di un grande complesso, trovano all'Enal la proppria casa nei ~enti dì sosta dal lavoro, specie per chi non può raggiungere la propria abitazione, per svariate ragioni, nelle ore di colazione. L'Enal perciò deve avere tutto ed essere attrezzata per ogni esigenza. I componenti di un consiglio direttivo ben guidato debbono fare in modo che l'Enal sia gradito ai soci sia per l'ospitalità che ad essi va riservata nei momenti di ricreazione e nelle feste, come nell'impostazione di tutte le varie assistenze che nei multeplici casi della vita di stabilimento si presentano. Una buona e fornita libreria, un ben assortito spaccio alimentare con generi a prezzi più convenienti di quelli praticati nei comuni negozi. Per ottenere tutte queste cose si deve aiutare con comprensione i dirigenti con consigli pratici con proposte intelligenti, mostrando verso i componenti il direttivo amicizia e nello stesso tempo, oserei dire, gratitudine, perché accettando la carica si sacrificano a beneficio dei colleghi enalisti. L'Enal deve essere un luogo dove si possa riposare e ricrearsi senza eccessiva spesa e dove si può trovare la parola solidale del collega e dell'amico. G.B.
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SPESE
Al compagno BULGARELLI Spartaco, anche lui, costretto da una malattia da lungo tempo ad assentarsi dal lavoro, le giunga il nostro affettuoso saluto ed il nostro sincero augurio di pronta, guarigione.
DEL REPARTO C.H.
A Germani Luigi che giorno 21 si sposa, giunga l'augurio di « Microfono » e dei suoi compagni di lavoro, Alla gentile e fortunata sposa le affidiamo ra felicità e l'avvenire del nostro Luigi, con l'augurio di prosperità e perché no? di figli maschi.
Non succederà piú
Per un deplorevole errore di distrazione, nel primo numero del nostro giornale è stata omessa l'adesione che i compagni del P.S.I. della nostra fabbrica per primi ci hanno mandato. Scusateci compagni socialisti ed accettate i nostri ringraziamenti. Ringraziamo intanto tutti coloro che hanno trovato parole di elogio e di incoraggiamento per la creazione del nostro periodico. A tutti l'appello che sempre ripeteremo di collaborare con noi inviandoci la loro critica i loro consigli sopratutto i loro scritti.
Il N.A.S. Geloso del Partito Socialista Italiano nell'esprimere il suo plauso per l'iniziativa portata a termine dai lavoratori che ci permette di avere un giornale di fabbrica, alspica che Il Microfono dei lavoratori incontri la stima e la fiducia di tutti i lavoratori che sia veramente la guida sicura che porti i lavoratori a risolvere i loro problemi immediati e futuri.
LA REDAZIONE
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NASTRO ROSA IN CASA. ZUCCA.
Alla compagna di lavoro. Zucca Lina, che il giorno 17 del c.m. è diventata, mamma, « il Microfono » porge l'augurio più fervido a lei ed alla piccola creatura che è venuta ad allietare la sua casa.
Al compagno MAGGI brunoda molti mesi ammalato le inviamo invece l'augurio fraterno e sincero di averlo presto fra noi ristabilito completamente. Coraggio amico Maggi, i tuoi compagni ti ricordano e ti sono vicino.
Alla nostra brava infermiera l'augurio di averla presto fra noi per.,, • aiutarci a guarire dei noatri mali
Al Ferrari Renato facciamo gliauguri per la sua guarigione e quella del suo bambino anche lui ammalato.
CDONACJILTTL
Giorno 23 u.s. si è costituito il comitato elettorale per la elezione della nuova c.i. che come abbiamo comunicatonei numero precedente del no- • stro giornale, è scaduta sin dal 12 del mese in corso. Lepersone designate dalle singole correnti a rappresentare i diversi sindacati sono : il collega Guenzi Mario e l'amica Rota Carolina per la CISL e Ottolini Giovanni e Pedrazzini Ambrogio per la CGIL. Il comitato che si è riunito al- . le ore 14 dello stesso giornoha stabilito di chiudere coI 31 marzo l'accettazione delle liste dei candidati e pertanto ha deciso di riunirsi il 1 aprile per prendere altre delibere fra le quali la data delleelezioni.
Come è stato già detto, acausa della sua scadenza anche il cral si appresta ad indire nuove elezioni. Venerdì 26 vi è stata l'assemblea dei soci, ove; dopo la chiara esposizione dell'attività biennale del circolo, tenuta dal presidente Giaveri, e dopo la relazione amministrativa fatta dal sindaco Caccia, vi è stata la elezione del comitatoelettorale che è stato così composto :
Lancini Vittorio
Pedrazzini Ambrogio
Delmeti Luisa
Peviani Maria
Pisani Giuseppe
Ferrari G, Franco
Feilla Ginvanni
Incasso totale
Spese per acquisto mimosa . L. 20.900,— Spese per acquisto biglietti lotteria » 1.050,— Spese per addobbo sala ballo . » 5.630,— Spese per n. 50 manifesti » 2.500,—
L. 30.080,— Spesa totale . L. 30.080,—
L. 87.000,—
Anche per il cral si prevedono le elezioni a breve scadenza. tl Otemiist•
Incasso Spese
. -L. 87.000,— » 30.080,—
Utile netto L. 56.920,—
Di questo utile netto L. 15.000,— sono devoluti alla cassa del Fondo Solid. Interna (F.I.S.); L. 41.920,— a disposizione del circolo U.D.I. Aziendale e della Commissione Interna.
La mancanza di spazio non ci consente di pubblicare tutte le corrispondenze. Chiediamo scusa e promettiamo di farlo nel prossimo numero
Direttore Resp. Giovanni Faille
Autori Tribunale di Milano 3312
Tipostempe Milano
BILANCIO DELLA FESTA DELL'8 MARZO INCASSI
il Microfono dei lavoratori P19.