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Microfono1

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NASTRO AZZURRO

"Microfono„ si presenta

Privi di ogni retorica, così, con semplicità e lasciatecelo dire, con profonda e giusti- . ficata commozione non priva di una buona dose di preoccupazione per l'onere che ci siamo assunti, oggi presentiamo il primo numero del nostro, del vostro giornale di fabbrica. È stata una grossa fatica, credetelo, e lo sarà sempre di più in avvenire per i problemi che il giornale dovrà affrontare e perchè ogni giorno sempre di più esso dovrà rispondere alle esigenze vive e vere dei lavoratori della nostra fabbrica. Noi non disperiamo di raggiungere i più ambiti obbiettivi, in vista di quella collaborazione fatta di critiche, di suggerimenti ,di consigli che in definitiva costituiscono il segreto di ogni riuscita e che tutti i lavoratori debbono sentirsi in dovere di dare, perchè questo foglio, che deve essere il portavoce degli interessi e della volontà di tutti, resti tale in tutta la sua vita che noi ci auguriamo sia lunga e ricca di episodi felici e di vittorie proficue.

Ma di questo avremo tempo di parlarne dopo. Chi è « il microfono dei lavoratori« cosa vuole, di cosa intende interessarsi. « Il microfono dei lavoratori » è come abbiamo già detto, il giornaletto dei lavoratori della Geloso, di tutti i lavoratori donne e uomini, giovani e vecchi, impiegati tecnici ed operai atei e credenti. Per essere tale bisogna che tutti si interessano ad esso, lo leggano e lo facciano leggere, e diano quella attiva collaborazione che contribuisca democraticamente a migliorare noi stessi per volerci sempre più bene e stimarci sempre di più, onde uniti sia più facile percorrere la via dell'emancipazione e del benessere. Di cosa parlerà e cosa tratterà il « Microfono ». Di tutto; di tutto ciò che è direttamente o per riflesso può interessare la vita associativa, produttiva economica e sindacale della nostra Azienda.

Il nostro giornale è evidentemente apartitico, ma si interesserà della vita politica sindacale del paese quando questo chiamerà in causa i nostri interessi di lavoratori.

Sia chiaro che il microfono non ha preconcetti ed ostialità contro nessuno. Questo foglio è e deve restare la tribuna dove fraternamente tutti possano dire la « sua «, sulle cose nostre e parlando schietta-

STRANI MODI E

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mente della operosa vita, ricca di inventiva e di genialità della nostra fabbrica dirà anche della ferma volontà di fare rispettare i nostri diritti morali e materiali. Se così sarà il nostro periodico quiqdicinale sarà la bandiera deTl'unità e della fratellanza, sarà il simbolo della collaborazione del braccio e della mente che se pur pronti a lottare per i loro bisogni sono come sempre, pronti a collaborare per la prosperità della fabbrica, quando questo significa elemento di benessere e di emancipazione di noi lavoratori, in un clima di pace di rispetto e di libertà.

Il Comitato di Redazione

E' Primavera e..

La primavera è vicina e come si sa, in questo periodo tutto si risveglia, tutto ritorna a novella vita; si rinnova il verde dei prati, si rinnova il profumo dei fiori ed il colore dei fiori, si rinnova il... Comitato direttivo del Cral e la Commissione interna. Perdonatemi questi svolazzi poetici (anch'io sento la primavera) in quanto è chiaro che la primavera non ha nul la a che vedere con il rinnovo degli organismi interni suaccennati che, effettivamente finiscono il loro mandato proprio in questo mese di marzo e vanno veramente rinnovati. Il tema è certamente serio e non sarà il subentrare della bella stagione che sminuirà l'interesse che l'avvenimento suscita nei lavoratori. Fra gli interrogativi più appassionati che è facile sentire in giro vi è quello che riguarda la partecipazione dei cislini alle nuove elezioni della c. i. Si presenteranno con liste proprie? Aderiranno alla formazione di una lista unitaria che i dirigenti del sindacato F.I.O.M. torneranno indubbiamente a proporre? non si presenteransegue in 2 pagina

Strano tipo il segretario della Cisl nazionale ed ancora più strano è il modo con cui egli intende tutelare gli interessi dei lavoratori italiani.

Come ben si ricorda, lo sciopero di 24 ore del dicembre u. s. (come del resto quello del settembre 53) fu determinato dall'atteggiamento della confindustria che fu rigida nel non voler trattare sulle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, e fu proprio Pastore che diede la paternità allo sciopero del dicembre e malgrado l'infelice scelta della data, prossima alle feste di fine d'anno, la C. G.I.L., per amore dell'unità, aderì portando nella lotta il peso della sua possente organizzazione e l'entusiasmo dei suoi aderenti.

Nulla è cambiato da quella data; l'ottusità e l'egoismo dei padroni è sempre quello e la stessa se non peggiore è la situazione economica dei lavoratori. Chi è cambiato è l'on. Pastore che dopo il breve soggiorno in America è ritornato in Italia pieno di veleno per i « rossi » e pieno di accondiscendenza per i padroni per i quali scrive articoli, fa conferenze stampa ed il tutto per far sapere che i capitalisti italiani sono tutti della brava gente con cui si può discutere e trattare proficuamente come sta facendo lui che trasudando ottimismo da tutti i pori dice di discussioni ben avviate, di trattative a buon punto, di accordi in prospettiva, ma in cosa consistono questi accordi, queste trattative, su quali basi essi si poggiano, lo sanno ormai tutti e quanto le cifre che l'on. Pastore chiama aumenti non suscitano indignazione, certamente muovano il riso.

Strano modo anche questo di fare gli interessi dei lavoratori, modo che fa la pari con le riserve che questo dirigente liberino ha avanzato circa le rivendicazioni poste dalla CGIL a nome dei lavo-

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ratori. Per la richiesta lolla perequazione della contingenza e l'avvicinamento delle paghe femminili a quelle maschili, la Cisl non è assolutamente d'accordo e per quanto si riferisce al conglobamento, fra la confusione che caratterizza la posizione del sindacato cislino, una cosa è chiara e cioè che la rivendicazione così come è stata formulata da Pastore dovrebbe ridursi come egli dichiara sul Popolo » di Milano ad una semplice operazione aritmetica che dovrebbe portare eventuali modesti miglioramenti paga laddove questo è possibile(?) Tutto sommato, i lavoratori aderenti ai liberi sindacati avrebbero scioperato per 48 ore per avere... la paga non più suddivisa come oggi ma con una voce unica. Così Pastore risolverebbe il problema della crescente miseria e dei disagi che essa comporta a tutto il popolo italiano. Di contro, quale è la posizione della CGIL? Essa dice al padronato: da molti anni in qua, la produzione media nelle fabbriche è aumentata in misura non indifferente senza che vi sia stato un adeguato ammodernamento degli impianti di produzione, mentre la manodopera è enormemente diminuita. I profitti da voi stessi denunciati (e quelli ufficiali son ben lontani dall'essere veritieri) sono aumentati in misura a volte scandalosa, mentre il tenore di vita di chi lavora va peggiorando di gioia no in giorno (vedi inchidttil. sulla miseria fatta daléitaq democratico Vigorelli), di noi chiediamo che una tiatil desta parte di questi sirptitZ profitti vadino a migliorarél salari e gli stipendi di iiiikerig di chi lavorando vi fa ifaidie gnare i miliardi. Ed auqtleatb scopo la nostra orgatilitaz zione di categoria la FIOM ha fatto delle precìse ric'hit* ste. rnita Poste da parte della CGIli e della UIL tali rivendicazioic ni è risultato inutile qualsiasi approccio di discussione, corni,. preso quello, a ha 'C'Olia4 borato il ministro 'del lavoro on. Rubinacci. Catiaohtstiava da fare? Aspettare'tineora dkie anni perchè i signori, inuit. striali studiassero ittgpricvlideima? Certamente nytecbialler ra le trtneoidederazibnidhass. no, ofinatielirisaputothpraitlab matollt) isieitkpero;) dandosinLyzio 'ad •untrbsealuenza'Fctlazilani che:ffiebberucttligicamente7ponah tisse:factitaialiconchisinttei prtee tggel sffrib ~ii,s4lotfsi mimay ilcnoisunfaon oll sailrrnsrra .V

W l'unità di tutti i Lavoratori 15
Marzo 1954 - N. I Quindicinale degli Impiegati e degli Operai della Geloso L. 10

'pag. 2

8 MARZO

Giornata di festa e di lotta in cui le donne di tutto il mondo dalla modesta casalinga alla più sfruttata operaia, dalla oscura mondina alla laboriosa intellettuale rivendicano il diritto alla equità, alla giustizia sociale al rispetto fisico e morale, rivendicano il diritto ad una vita agiata per se ed i propri figli, nella pace e nella libertà. Anche qui, nella nostra grande fabbrica le donne hanno qualche cosa da chiédere, di profondamente sentito di profondamente giusto.

Qui nella nostra azienda avviene troppo spesso che lavoratrici vengono trattate con poca urbanità e poco rispetto da qualche capo che perchè tale si sente autorizzato ad apostrofare villanamente, a volte con disprezzo, le proprie subalterne, quando queste, a torto od a ragione, danno adito ad un richiamo disciplinare. A questo diritto al rispetto noi aggiungiamo la esigenza della soluzione di quei problemi che da anni aspettano di essere concretizzati, come l'aìrvicinamento delle paghe e degli stipendi femminili a quelli maschili, il diritto ad una casa dignitosa. Questo chiedono le donne della Geloso uniti ai cinque milioni di lavoratrici italiane•che respingono con sdegno le affermazioni del dott. Costa ,presidente della confindustria, secondo cui i salari delle donne lavoratrici sono troppo elevate ed andrebbero diminuite, come respingono le tesi esposte or non è molto, dal quotidiano della curia genovese che al grido « cacciamo le donne fuori dalle fabbriche » da il via alla campagna contro l'occupazione e la partecipazione alla vita produttiva nazionale della donna, campagna validamente sostenuta, con grande disappunto anche dalle lavoratrici cattoliche di base, dal cardinale Schuster, che pur affermando che « la chiesa non va ne a destra ne a sinistra, ma incede sicura sulla via luminosa del Vangelo a sentenzia che » vi sono troppi disoccupati, troppe ragazze e donhe negli uffici e negli stabilimenti, ad occupare iI posto degli uomini ». Dopo decenni e decenni in cui la donna è stata usata e sfruttata dallasocietà borghese e capitalistica italiana, dando il suo prezioso contributo alla costruzione ed alla ricchezza nazionale, pagando S volte di persona attraverso le mutilazioni delle membra ed a volte con la morte dovuti agli infortuni, è troppo difficile cancellare dalla vita sociale e malgrado questi tentativi che non fanno certamente onore a chi li promuove, tendenti a mandare indietro di cento anni l'evoluzione e le conquesti del popolo italiano, le donne continueranno a battersi perchè sia fatta loro giustizia attraverso l'attuazione delle leggi costituzionali italiane.

Il Microfono dei lavoratori

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Seguito E Primavera e...

no? Queste ed altre domande sono sulla bocca di tutti e solo i fatti soddisferanno questa 'iustificata curiosità, che metterà davanti alle proprie responsabilità uomini ed organismi che dovranno rispondere del proprio operato davanti al giudice inappellabile che è il lavoratore che oggi, per i suoi bisogni sempre crescenti, per le sue preoccupazioni nell'avvenire e per tutto un insieme di dubbi e di perplessità ha bisogno di sentirsi guidato da dirigenti onesti,• capaci e coerenti con gli interessi di chi lavora al di fuori di qualsiasi polemica di parte inutile e dannosa, buona solo a suscitare rancori, divisioni e confusione di idee. Chi saranno gli eletti? Vecchi nomi o vedremo facce nuove? Le libere elezioni diranno l'ultima e giusta parola. Sarà comunque interessante seguire gli eventi e sopratutto sarà bene studiare e discutere i programmi o il programma (nel caso di una augurabile unità fra le correnti) che debbono rispecchiare veramente le esigenze e le aspirazioni di donne ed uomini, di giovani e di vecchi che in questa grande e grossa casa passano una buona parte della loro vita uniti nella fatica quotidiana del lavoro. Accumunati dal bisogno e da tutti i problemi della esistenza non deve essere difficile essere fratelli, anche se a sera c'è chi va alle Acli a fare Ia partita e chi alla Cellula a fare l'attivista, qui in queste mura possiamo, se vogliamo, stringerci serenamente e onestamente la mano; basta allontanare tutti i preconcetti e le assurde calunnie. Basta un po' di buona volontà! E l'Enal? Chi saranno i nuovi amministratori? Certo che di passi avanti se ne sono fatti. La vecchia amministrazione chiude con un attivo di buone e belle iniziative che hanno aperto la porta ad un futuro di ottime speranze. Bravi ragazzi, avete lavorato bene, lo dicono le cifre dei vostri bilanci; c'è ancora molto da fare, siamo d'accordo, ed i lavoratori che hanno sempre saputo scegliere i pro-

taattea

pri dirigenti ed i propri fiduciari sapranno anche questa volta portare al posto di responsabilità tutti coloro che ne hanno i meriti ed i requisiti.

Strani modi ( Seguito) sitiva per i lavoratori, che, essendo coerenti con se stessi e con i loro bisogni hanno saputo creare quell'unità e quella fraternità che, giusto perchè è il segreto di ogni riuscita, qualcuno oggi vorrebbe minarla ripercorrendo la strada della scissione e dell'odio. Ma se si vul raggiungere lo scopo, la strada è quella della lotta ed i lavoratori questo lo sanno ed allora sempre più uniti, socialisti, democristiani, comunisti ed indipendenti, sempre avanti sulla via del progresso e-della prosperità in un clima di pace e di libertà.

Due chiacchere con i migliori Capi gruppo, collettori, corrispondenti di reparto; appellativi diversi che indicano modesti lavoratori che hanno ruoli e responsabilità di enorme importanza per la funzione del sindacato e della Commissione Interna nella fabbrica. La importanza di quest'opera paziente ed oscura non è mai stata valorizzata a sufficienza e forse neppure gli stessi interessati sanno con chiarezza cosa essi rappresentano nella complessa vita dell'organizzazione di categoria, ciò che significa sovente sottovalutazione dei propri compiti e quindi leggerezza e disimpegno nel portarli a termine. Non è esagerata quindi la nostra affermazione secondo cui, il sindacato e la commissione interna, vive, opera, funziona e si sviluppa in virtù della sua formidabile organizzazione che ha la sua base nell'attivista di reparto e di fabbrica. Il lavoratore e la lavoratrice che viene chiamata a rappresentare il sindacato o la commissione interna presso i suoi compagni di lavoro, deve prima di tutto convincersi che accettan-

non ha bisogno di pubblicità; ricorda solamente che mentre le sue calzature sono sempre più belle e più forti, i prezzi sono imbattibili.

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do taie incarico, diventa un dirigente e come tale deve prima di tutto essere di buon esempio a tutti coloro che le vivono vicino. Nei rapporti con i propri compagni è necessario bandire ogni forma di settarismo adoperando modi e linguaggio sereni e fraterni. L'attivista sindacale deve avere sopratutto fede nella sua missione e nelle finalità del suo compito, fiducia nella classe lavoratrice e nei suoi compagni di lavoro. Bisogna essere i migliori fra i migliori per crearsi quella difficile a personalità » che spinge il lavoratore a riconoscere in noi i loro validi dirigenti, i loro degni rappresentanti. In pratica, nella nostra fabbrica i rapporti che intercorrono fra i lavoratori e ' gli attivisti è sodisfacente sotto tutti gli aspetti. Fiducia, cordialità, impegno, sono i fattori che più si possono notare, anche se qualche volta, specie quando si va a chiederè dei soldi, si manda il povero collettore a quel paese. Dove evidentemente ,è necessario fare qualche appunto è nei riguardi dello scarso legame che attualmente esiste fra l'attivista di reparto e l'organismo a cui fa capo. Poco il dirigente di base frequenta la C.I., scarse sono le notizie che a quest'ultima pervengono circa l'andamento dei vari reparti, così che a volte avvenimenti di notevole importanza vengono risaputi dall'organismo unitario con notevole ritardo o sfalsati nella loro natura, con grave pregiudizio della loro soluzione e del buon andamento della vita aziendale. Valorizziamo comunque i nostri bravi e volonterosi responsabili e fiduciari di reparto; diamo loro il nostro apporto e la nostra fiducia. Dal canto loro, siano i dirigenti di reparto più vigili e più tempestivi nelle loro funzioni, e sia il loro rapporto con la C.I. e il comitato sindacale di fabbrica più intenso e più costante. Solo così potremo portare a termine il mandato che i lavoratori ci hanno affidato, mandato che è missione di fratellanza, di solidarietà, di collaborazione fra tutti per tutti.

I. G.

A cosa serviranno

Le richieste di aumenti che l'On. Pastore ha chiesto alla Confederazione degli industriali a nome della sua organizzazione sindacale, per quanto ci è dato sapere, da dati raccolti sulla stampa di informazione e comunque confermati dal segretario della Cisl, con un suo comunicato diramato a mezzo dell'Ansa e ribadito in un articolo del a Popolo » sono le seguenti (divisi per provincia e che riguardano il manovale comune): Cagliari 755; Catania 703; Lecce 317; Palermo 771. Rieti 79; Terni 686; Cuneo 1456; Napoli 1159; Pavia 183; Agrigento 25; Venezia 449; Treviso 572; Ferrara 337; Messina 104; Sassari 468; Milano 665.

Per i lavoratori di diverse provincie tra cui: Mantova, Grosseto, Udine, Ancona, Firenze, Varese, Como, Massa, Bolzano ecc. non dovrebbe esserci alcun aumento.

Dagli Uffici

Reparto III

Caro Direttore, tu sai che il sottoscritto, non avendo nessuna tessera politica in tasca non è legato a nessun partito, a nessuna ideologia a nessun dovere di parte, quindi la mia parola potrebbe essere più obbiettiva di qualsiasi altro ed anche se rischio di passare per presuntuoso penso che la proposta che qui intendo lanciare incontri il consenso di tutti i miei compagni di lavoro. Oggi tutta la classe operaia lotta e si batte per migliorare il tenore di vita, lotta che è resa dura anche dal fatto che gli uomini che fino ad ora si sono alternati -al governo non hanno saputo o voluto prendere in consi.derazione i problemi dei lavoratori. In questa nuova edizione di governo noi pensiamo si possa e si debba fare leva sui nuovi uomini che lo compongono perchè sia ascollata la voce del bisogno e -dell'indigenza popolare e si formuli un programma che tenga in seria considerazione ',questi problemi e li risolva. A tale scopo e tenendo conto che il risolvere i nostri problemi è interesse di tutti, io propongo che sia stilato un ordine del giorno unitario che una commissione composta dai dirigenti di tutti i partiti e di tutte le correnti di fabbrica_possano elaborare e mettere all'approvazione dei lavoratori, ordine del giorno -che dovrebbe essere inviato ai presidenti delle due camere ed al Presidente della Re-pubblica perchè siano essi ad ascoltare e rendersi portavoce delle nostre necessità che sono le necessità di tutto il popolo lavoratore italiano. Per concludere io invito tutti quei dirigenti che accettano la mia iniziativa a dare la propria adesione inviandola magari al direttore del nostro « Microfono » che per essere il responsabile del giornale di tutti deve prestare la sua opera a questa iniziativa che sono convinto sta a cuori di tutti. Per conto mio invio la mia adesione come indipendente.

Caro Amico Di Biasi, la tua proposta fa onore alla classe operaia a cui appartieni ed è motivo di piacere poter contribuire alla riuscita della tua bella iniziativa. In qualità di direttore responsabile mi permetto di dichiarare che il nostro giornale è fin d'ora a completa disposizione di chi vuole portare alla tua proposta e ad altre del genere l'adesione dell'organismo che rappresenta o a cui appartiene. Dal canto nostro, la redazione al completo unisce la sua adesione a quella già data da te.

e dai Reparti

Repg Trasformatori

Siamo un gruppo di lavoratrici del reparto trasformatori che sentendo il desiderio di discutere i loro problemi, scrivono al loro giornale di fabbrica con la speranza che il loro articolo venga pubblicato. Nel nostro reparto ci sarebbe molto da dire ma come prima cosa noi parleremo delle condizioni ambientali del repartg. Non ce che dire, è grande spazioso, abbiamo ognuno un proprio cestino per i rifiuti, ma cosa fondamentale l'ambiente difetta di aria perchè non ha finestre, e seppure vi sono i condizionatori di aria, questi assolvono al problema dell'aereazione in maniera insoddisfacente e creando inconvenienti di altra natura, non ultima quella delle correnti d'aria che tanto male fanno a chi ne è colpito. Noi non riteniamo giuste le parole dette da un nostro dirigente in occasione di una delle tante nostre proteste. « Non siamo in villeggiatura in montagna », è vero; il fatto che mentre queste parole venivano dette, chi li proferiva si asciugava la fronte col fazzoletto, significa che il calore (del periodo estivo) e le esalazioni rendono l'ambiente disagevole. Poi vi è un altro problema da tempo posto e da tempo senza soluzione. Come si sa, i gabinetti nel nostro reparto non ci sono e per i nostri fabbisogni abbiamo da attraversare un breve tratto tutto allo scoperto, tratto che pur breve, quando piove o nevica, mette in condizione chi deve andare per le sue necessità, di bagnarsi. Si è chiesto una pensilina o quanto meno una modesta tettoia sulla porta d'entrata che ci permetta di raggiungere senza bagnarci la tettoia già esistente ma che è leggermente spostata a destra. Adesso vediamo, adesso pensiamo ma le cose sono sempre allo stesso punto. Abbiamo diverse altre cose da dire, ma ci riserviamo di scriverli la prossima volta.

Un gruppo di lavo-atori

Reparto I

Con queste breve articolo noi pensiamo di collaborare al giornale di fabbrica, Il microfono dei lavoratori portando contemporaneamente la voce del reparto e ci auguriamo che con questo nuovo metodo potremo meglio dibattere e risolvere i problemi della fabbrica.

Per noi operai del reparto I (Cuccagna), il primo problema fra tanti altri di maggiore importanza è quello della sistemazione dell'edificio in cui lavoriamo. In questo grande reparto dove lavorano molti uomini e molte donne difetta l'igiene e la sicurezza della stabilità delle mura, con gra-

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ve danno alla salute ed alla tranquillità di chi lavora.

Segnaliamo i motivi per cui i lavoratori sono turbati e malcontenti: Non vi è sufficente riscaldamento e siamo costretti a lavorare ad una temperatura che non è mai costante a causa delle correnti d'aria fredda che viene dalla parte continuamente aperta.

l'edificio in cui si lavora non è troppo sicuro, ne fa fede il fatto che si vede sovente aggiungere dei pilastri di sostegno non già per adornamento, ma bensì perchè l'ambiente dà delle serie preoccupazioni per la sua stabilità. Certo che la maggior preoccupazione è di noi che ci lavoriamo dentro.

Ci auguriamo che questi problemi vengano presi in seria considerazione in vista anche del cattivo tempo in cui inevitabilmene andiamo incontro (marzo è pazzo con le sue pioggie e i suoi venti).

Un gruppo di lavoratori della meccanica.

Il « Microfono » ringrazia prende atto del vostro impegno ed attende altri vostri scritti. Per quanto riguarda la situazione del vostro reparto, è proprio vero, il nostro occhio di modesti giornalisti non ha trovato nulla di gradevole nelle nuove colonne che sostengono il tetto del capannone del « 18 ». Comunque, con l'aiuto della C. I. « Il microfono » si impegna ad avere assicurazioni dalla Direzione circa la sicurezza e la stabilità dello ambiente in cui lavorate.

Non dimenticare che:

L'assenza dal lavoro nel primo giorno lavorativo dopo una festività retribuita, ti fa perdere il diritto al pagamento della medesima.

... se il periodo in cui tu sei assente dal lavoro per malattia o per infortunio dovesse coincidere con una di quelle date festive che danno diritto alla intera retribuzione, la differenza fra la quota che ti dà la mutua e quella del tuo intero salario giornaliero, sarà integrato dalla ditta a condizione che tu presenti copia del mandato di pagamento mutualistico all'Ufficio Manodopera.

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Domandare e leciloni

Quale è il Paese che detiene il primato del miglior tipo di apparecchio televisivo? * vero che l'America è stato il primo Paese ad averla?

Caro T (data la natura della domanda, potevi dirci il tuo nome per esteso) la tua domanda ci ha preso alla sprovvista e non avendo avuto il tempo materiale di aggiornarci la nostra risposta avrà un carattere di opinione. In attesa dunque di rispondere con dati precisi, ci pare di potere affermare che nel campo della produzione televisiva, la Germania abbi un peso non indifferente, sia per qualità che per la quantità e per l'invadenza del suo prodotto, sui mercati mondiali, invadenza che senza tema di esagerazione, noi pensiamo che stia diventando se non lo è già, un pericolo serio per la nostra industria televisiva. In riferimento alla seconda domanda, sempre per le ragioni su indicate, non possiamo rispondere con precisione. Sappi però che indipendentemente di come stiano le cose si ha per certo che sin dal 1924 in America vi furono i primi importanti esperimenti positivi della televisione e pur non volendo dare un grosso dispiacere a qualche filo americano, diciamo subito che questo pioniere americano di allora è... l'italianissimo Giovanni Geloso. Nel prossimo numero vedremo di poter dire di più anche su questa questione.

... la tua vita e la tua integrità fisica sono il capitale più prezioso che tu possiedi e di cui il Paese ha bisogno; proteggiti dalle insidie della tua macchina; e pretendi che in essa vi siano applicati i mezzi più idonei di protezione antinfortunistica.

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Il C. R. A. L.

Questo è il giornale « nostro » cioè, lo spazio che «microfono » ci mette a disposizione, per parlare delle nostre cose del Cral, cose che fanno parte della vita ordinata e serena della fabbrica. Noi pensiamo di aprofittare di questa benevola concessione per discutere un po', con quelli che ci seguono con simsimpatia o con antipatia, con quelli che ci criticano e ci aiutano e con quelli (e ci sono) che fanno della madicenza, convinti, poverini, che così facendo siano utili a qualcuno o a qualcosa.

E veniamo al sodo. Fino a ieri, ci siamo sforzati a fare qualche cosa in direzione della ricreazione. Non vogliamo qui portare dati ne fare statistiche, sappiamo di avere fatto poco, ma aggiungiamo che abbiamo fatto quello che abbiamo potuto. Per la cultura e lo sport c'è tutto da fare e tutto da dire. E dirò subito che gradiremmo nel modo più assoluto che qualche cosa ci fosse suggerito da chi è fuori dalla stretta cerchia formale del consiglio, quanto meno per dare a noi la possibilità di conoscere gusti, preferenze, attitudini onde orientare nella forma più

aziendale

idonea le future attività culturali e ricreativa del Cral aziendale. Coraggio dunque, amici enalisti, scriveteci e noi vedremo di accontentarvi.

Bimbi alle colonie

Anche quest'anno i bambini dei nostri dipendenti andranno chi al mare chi in montagna a ritemprarsi le loro membra, e ad evitare di fare le cose di premura incominciamo sin d'ora a preparare quanto necessità perchè tutto riesca sempre meglio. A tale scopo cominciamo con l'invitare tutti i dipendenti che hanno i loro piccoli nell'età richiesta ad iscriverli presso l'ufficio del Cral onde potere poi essere in condizioni di sapere quanti bimbi vanno in montagna e quanti al mare.

Per ora non v'è da compiere nessun'altra formalità al di fuori di quella di dare il proprio nomee cognome, quindi, affrettatevi ed evitate di arrivare per ultimi perchè ogni ritardo ostacola e crea difficoltà alla buona riuscita delle nostre iniziative.

Il presidente del Cral A. GIAVERI

LE RICHIESTE AVANZATE DAL sindacato di categoria FIOM

fu applicata fino al 21 maggio del '53, data in cui è uscito l'atteso testo di regolamento, in forma provvisoria. Oggi in virtù di questo regolamento la legge entra nel suo pieno vigore con aggiunte e modifiche anche alle parte che regolamenta il computo della quota giornaliera di maternità. Non vogliamo addentrarci tra gli articoli che compongono la legge e siccome la parte che attualmente ci interessa è quella della indennità di maternità, pensiamo che al fine di una pratica chiarificazione sia ottima cosa fare un esempio.

Mettiamo il caso che una gestante sia andata in maternità in un periodo qualsiasi anteriore al maggio del '53 e che la sua attività lavorativa delle due ultinfe quindicine (che formavano la base per il computo dell'80 % dovuto per la maternità) sia solo di 140 ore a causa di assenze dovute magari al suo stato di gravidanza (come nella realtà capita). Ecco come si faceva il conteggio: ore 140 x 150 (supponiamo che sia la paga di fatto) = 21.000 lire, totale paga delle due quindicine lavorate.

L. 21.000: 176 (ore normative che vi sono in due quindicine) = 119,80 cifra oraria che moltiplicata per 8 (orario normativo di lavoro giornaliero) di L. 958,40 paga giornaliera dalla quale si deve trarre 1'80%=776,72. Quota giornaliera di indennità di maternità. La stessa gestante con le medesime condizioni di ore lavorative, di paga ecc. ecc. con il nuovo regolamento, ha questo trattamento: 150 (pag aoraria di fatto) X 8 (ore normative di lavoro giornaliero) = L. 1200 paga giornaliera di fatto. Lire 1200 a 1'80% = 960 lire, quota giornaliera di indennità di maternità. La differenza fra il vecchio sistema ed il nuovo si traduce in questo caso in una sperequazione di Lire 183,28 (L. 960 - 776,72) giornaliere che moltiplicate per i giorni che il periodo di maternità contempla (132) dà la cifra (qui solo supposta) di L. 24.183 a saldo.

IL SINDACALISTA

Sempre dai reparti

Il gruppo di donne che oggi vuole far sentire la propria voce sul loro giornale di fabbrica intendono prima di tutto inviare il loro plauso ai compagni che, facendosi portavoce di una aspirazione da tempo sentita dai lavoratori hanno saputo realizzare il Microfono dei lavoratori. A questi compagni noì promettiamo la nostra costante ed

affettuosa collaborazione portando a conoscenza il giornale di tutti i problemi del reparto o che comunque interessano le lavoratrici. A tale fine iniziamo subito col comunicarti quanto appresso.

La situazionoe del gruppo variabili e microcompensatori è diventata ormai un problema annoso, la cui soluzione non può più essere rinviata nel tempo. Uno degli aspetti di questa situazione è quello della precarietà del lavoro che per la sua scarsità è elemento di preoccupazione per l'avvenire ed è elemento di carenza ai fini di un adeguato premio di produzione per i bassi prezzi unitari di lavorazione e per il materiale che malgrado le ripetute segnalazioni persiste nel giungere in lavorazione in condizioni non del tutto idonee ad aiutarci nel processo produttivo. Concludendo, le lavoratrici dei gruppi su indicati chiedono siano presi provvedimenti circa il materiale che debbono adoperare, tenendo conto dei suggerimenti di chi questo materiale deve adoperare, ed un miglioramento dei prezzi di lavorazione, così che non si debba fare uno sforzo superiore alle nostre forze per poter guadagnare quel tanto che ci avvicini un po' di più al premio medio di fabbrica.

ADESIONI

In qualità di presidente del Cral, a nome dei miei compagni del direttivo mi compiaccio di far presente il nostro entusiasmo per la bella iniziativa presa dai lavoratori di fare il giornale di fabbrica.

Il Cral si avvarrà certamente di questo valido mezzo di comunicazione che permetterà in avvenire di avere un legame più continuo e più efficace con gli enalisti ed i dipendenti tutti.

Comunque promettiamo la nostra collaborazione perchè Il Microfono porti la voce e le aspirazione di tutti gli iscritti al nostro Cral.

f.to Giaveri Andrea earelzatta

In questo primo numero del. « Microfono dei Lavoratori p. Il P.C.I. non può esimersi dall'esprimere la sua incondi-• zionata solidarietà, ed invita tutti i Lavoratori della fabbri-ca, ed in particolar modo i Comunisti, a collaborare, quali corrispondenti affinchè il giornale si migliori sempre più, e divenga sempre meglio l'espressione più genuina della volontà, e desiderata di tutti i Lavoratori.

Arretrati sulla maternità

Assieme alla questione della errata valutazione dei miglioramenti delle pensioni, anche il conguaglio delle quote giornaliere della maternità pagate dall'agosto del 950 al maggio del '53, ha suscitato un giustificato interesse fra le gestanti di quel periodo, quindi ci sembra utile

chiarire un po' il perchè di questi conguagli ed il perchè delle differenze talvolta notevòli che si stanno riscontrando fra le cifre di un saldo e un altro. Il 26 agosto del '50 uscì la legge sulla tutela della maternità, ma non avendo questa legge un regolamento che la disciplinava,

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Impiegati Congloaamento I Categ. 6.571 Il Categ. 4.941 III A 3.758 III B 3.210 Impiegate I Categ. 6 .3 47 H Categ. 4.255 III A 3.231 III B 2.765 Equiparati I Categ. 4.904 II Categ. 3.719 Perequazione 11.470 8.244 2.711 4.589 13.706 7.453 4.921 3.906 7.372 5.681 Donna operaie Conglob. Parequaz. I Categ. 12.34 23.15 I Categ. 11.79 20.81 III Categ. 11.18 10.40 Operai. Conglobament., Special. 16.92 all'ora Qnalif. 15.27 » Man. sp. 15.27 a Man. com 13.65 » 12.276 9.400 Avvicinam Totale 5.21 = 40.70 all'ora 5.03 = 37.63 » 4.65 = 34.23 » Perequazione 25.13 = 42.05 all'ora 21.71 = 37.04 . 20.15 = 34.65 » 18.45 = 32.10 » 20 053 (fquip stip ) 12.708 Avv. 8.152 » 6.671 i. Aumento tot. mens 18.041 13.185 9.469 7.789
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Dir. Resp. G. Failla • Aut. Tribunale di Milano 3312 - TIPOSTAMPA Milano peg. 4 Il Microfono del Lavoratori

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