NASTRO AZZURRO
"Microfono„ si presenta
Privi di ogni retorica, così, con semplicità e lasciatecelo dire, con profonda e giusti- . ficata commozione non priva di una buona dose di preoccupazione per l'onere che ci siamo assunti, oggi presentiamo il primo numero del nostro, del vostro giornale di fabbrica. È stata una grossa fatica, credetelo, e lo sarà sempre di più in avvenire per i problemi che il giornale dovrà affrontare e perchè ogni giorno sempre di più esso dovrà rispondere alle esigenze vive e vere dei lavoratori della nostra fabbrica. Noi non disperiamo di raggiungere i più ambiti obbiettivi, in vista di quella collaborazione fatta di critiche, di suggerimenti ,di consigli che in definitiva costituiscono il segreto di ogni riuscita e che tutti i lavoratori debbono sentirsi in dovere di dare, perchè questo foglio, che deve essere il portavoce degli interessi e della volontà di tutti, resti tale in tutta la sua vita che noi ci auguriamo sia lunga e ricca di episodi felici e di vittorie proficue.
Ma di questo avremo tempo di parlarne dopo. Chi è « il microfono dei lavoratori« cosa vuole, di cosa intende interessarsi. « Il microfono dei lavoratori » è come abbiamo già detto, il giornaletto dei lavoratori della Geloso, di tutti i lavoratori donne e uomini, giovani e vecchi, impiegati tecnici ed operai atei e credenti. Per essere tale bisogna che tutti si interessano ad esso, lo leggano e lo facciano leggere, e diano quella attiva collaborazione che contribuisca democraticamente a migliorare noi stessi per volerci sempre più bene e stimarci sempre di più, onde uniti sia più facile percorrere la via dell'emancipazione e del benessere. Di cosa parlerà e cosa tratterà il « Microfono ». Di tutto; di tutto ciò che è direttamente o per riflesso può interessare la vita associativa, produttiva economica e sindacale della nostra Azienda.
Il nostro giornale è evidentemente apartitico, ma si interesserà della vita politica sindacale del paese quando questo chiamerà in causa i nostri interessi di lavoratori.
Sia chiaro che il microfono non ha preconcetti ed ostialità contro nessuno. Questo foglio è e deve restare la tribuna dove fraternamente tutti possano dire la « sua «, sulle cose nostre e parlando schietta-
STRANI MODI E
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mente della operosa vita, ricca di inventiva e di genialità della nostra fabbrica dirà anche della ferma volontà di fare rispettare i nostri diritti morali e materiali. Se così sarà il nostro periodico quiqdicinale sarà la bandiera deTl'unità e della fratellanza, sarà il simbolo della collaborazione del braccio e della mente che se pur pronti a lottare per i loro bisogni sono come sempre, pronti a collaborare per la prosperità della fabbrica, quando questo significa elemento di benessere e di emancipazione di noi lavoratori, in un clima di pace di rispetto e di libertà.
Il Comitato di Redazione
E' Primavera e..
La primavera è vicina e come si sa, in questo periodo tutto si risveglia, tutto ritorna a novella vita; si rinnova il verde dei prati, si rinnova il profumo dei fiori ed il colore dei fiori, si rinnova il... Comitato direttivo del Cral e la Commissione interna. Perdonatemi questi svolazzi poetici (anch'io sento la primavera) in quanto è chiaro che la primavera non ha nul la a che vedere con il rinnovo degli organismi interni suaccennati che, effettivamente finiscono il loro mandato proprio in questo mese di marzo e vanno veramente rinnovati. Il tema è certamente serio e non sarà il subentrare della bella stagione che sminuirà l'interesse che l'avvenimento suscita nei lavoratori. Fra gli interrogativi più appassionati che è facile sentire in giro vi è quello che riguarda la partecipazione dei cislini alle nuove elezioni della c. i. Si presenteranno con liste proprie? Aderiranno alla formazione di una lista unitaria che i dirigenti del sindacato F.I.O.M. torneranno indubbiamente a proporre? non si presenteransegue in 2 pagina
Strano tipo il segretario della Cisl nazionale ed ancora più strano è il modo con cui egli intende tutelare gli interessi dei lavoratori italiani.
Come ben si ricorda, lo sciopero di 24 ore del dicembre u. s. (come del resto quello del settembre 53) fu determinato dall'atteggiamento della confindustria che fu rigida nel non voler trattare sulle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, e fu proprio Pastore che diede la paternità allo sciopero del dicembre e malgrado l'infelice scelta della data, prossima alle feste di fine d'anno, la C. G.I.L., per amore dell'unità, aderì portando nella lotta il peso della sua possente organizzazione e l'entusiasmo dei suoi aderenti.
Nulla è cambiato da quella data; l'ottusità e l'egoismo dei padroni è sempre quello e la stessa se non peggiore è la situazione economica dei lavoratori. Chi è cambiato è l'on. Pastore che dopo il breve soggiorno in America è ritornato in Italia pieno di veleno per i « rossi » e pieno di accondiscendenza per i padroni per i quali scrive articoli, fa conferenze stampa ed il tutto per far sapere che i capitalisti italiani sono tutti della brava gente con cui si può discutere e trattare proficuamente come sta facendo lui che trasudando ottimismo da tutti i pori dice di discussioni ben avviate, di trattative a buon punto, di accordi in prospettiva, ma in cosa consistono questi accordi, queste trattative, su quali basi essi si poggiano, lo sanno ormai tutti e quanto le cifre che l'on. Pastore chiama aumenti non suscitano indignazione, certamente muovano il riso.
Strano modo anche questo di fare gli interessi dei lavoratori, modo che fa la pari con le riserve che questo dirigente liberino ha avanzato circa le rivendicazioni poste dalla CGIL a nome dei lavo-
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ratori. Per la richiesta lolla perequazione della contingenza e l'avvicinamento delle paghe femminili a quelle maschili, la Cisl non è assolutamente d'accordo e per quanto si riferisce al conglobamento, fra la confusione che caratterizza la posizione del sindacato cislino, una cosa è chiara e cioè che la rivendicazione così come è stata formulata da Pastore dovrebbe ridursi come egli dichiara sul Popolo » di Milano ad una semplice operazione aritmetica che dovrebbe portare eventuali modesti miglioramenti paga laddove questo è possibile(?) Tutto sommato, i lavoratori aderenti ai liberi sindacati avrebbero scioperato per 48 ore per avere... la paga non più suddivisa come oggi ma con una voce unica. Così Pastore risolverebbe il problema della crescente miseria e dei disagi che essa comporta a tutto il popolo italiano. Di contro, quale è la posizione della CGIL? Essa dice al padronato: da molti anni in qua, la produzione media nelle fabbriche è aumentata in misura non indifferente senza che vi sia stato un adeguato ammodernamento degli impianti di produzione, mentre la manodopera è enormemente diminuita. I profitti da voi stessi denunciati (e quelli ufficiali son ben lontani dall'essere veritieri) sono aumentati in misura a volte scandalosa, mentre il tenore di vita di chi lavora va peggiorando di gioia no in giorno (vedi inchidttil. sulla miseria fatta daléitaq democratico Vigorelli), di noi chiediamo che una tiatil desta parte di questi sirptitZ profitti vadino a migliorarél salari e gli stipendi di iiiikerig di chi lavorando vi fa ifaidie gnare i miliardi. Ed auqtleatb scopo la nostra orgatilitaz zione di categoria la FIOM ha fatto delle precìse ric'hit* ste. rnita Poste da parte della CGIli e della UIL tali rivendicazioic ni è risultato inutile qualsiasi approccio di discussione, corni,. preso quello, a ha 'C'Olia4 borato il ministro 'del lavoro on. Rubinacci. Catiaohtstiava da fare? Aspettare'tineora dkie anni perchè i signori, inuit. striali studiassero ittgpricvlideima? Certamente nytecbialler ra le trtneoidederazibnidhass. no, ofinatielirisaputothpraitlab matollt) isieitkpero;) dandosinLyzio 'ad •untrbsealuenza'Fctlazilani che:ffiebberucttligicamente7ponah tisse:factitaialiconchisinttei prtee tggel sffrib ~ii,s4lotfsi mimay ilcnoisunfaon oll sailrrnsrra .V
'pag. 2
8 MARZO
Giornata di festa e di lotta in cui le donne di tutto il mondo dalla modesta casalinga alla più sfruttata operaia, dalla oscura mondina alla laboriosa intellettuale rivendicano il diritto alla equità, alla giustizia sociale al rispetto fisico e morale, rivendicano il diritto ad una vita agiata per se ed i propri figli, nella pace e nella libertà. Anche qui, nella nostra grande fabbrica le donne hanno qualche cosa da chiédere, di profondamente sentito di profondamente giusto.
Qui nella nostra azienda avviene troppo spesso che lavoratrici vengono trattate con poca urbanità e poco rispetto da qualche capo che perchè tale si sente autorizzato ad apostrofare villanamente, a volte con disprezzo, le proprie subalterne, quando queste, a torto od a ragione, danno adito ad un richiamo disciplinare. A questo diritto al rispetto noi aggiungiamo la esigenza della soluzione di quei problemi che da anni aspettano di essere concretizzati, come l'aìrvicinamento delle paghe e degli stipendi femminili a quelli maschili, il diritto ad una casa dignitosa. Questo chiedono le donne della Geloso uniti ai cinque milioni di lavoratrici italiane•che respingono con sdegno le affermazioni del dott. Costa ,presidente della confindustria, secondo cui i salari delle donne lavoratrici sono troppo elevate ed andrebbero diminuite, come respingono le tesi esposte or non è molto, dal quotidiano della curia genovese che al grido « cacciamo le donne fuori dalle fabbriche » da il via alla campagna contro l'occupazione e la partecipazione alla vita produttiva nazionale della donna, campagna validamente sostenuta, con grande disappunto anche dalle lavoratrici cattoliche di base, dal cardinale Schuster, che pur affermando che « la chiesa non va ne a destra ne a sinistra, ma incede sicura sulla via luminosa del Vangelo a sentenzia che » vi sono troppi disoccupati, troppe ragazze e donhe negli uffici e negli stabilimenti, ad occupare iI posto degli uomini ». Dopo decenni e decenni in cui la donna è stata usata e sfruttata dallasocietà borghese e capitalistica italiana, dando il suo prezioso contributo alla costruzione ed alla ricchezza nazionale, pagando S volte di persona attraverso le mutilazioni delle membra ed a volte con la morte dovuti agli infortuni, è troppo difficile cancellare dalla vita sociale e malgrado questi tentativi che non fanno certamente onore a chi li promuove, tendenti a mandare indietro di cento anni l'evoluzione e le conquesti del popolo italiano, le donne continueranno a battersi perchè sia fatta loro giustizia attraverso l'attuazione delle leggi costituzionali italiane.
V. BernardinelloIl Microfono dei lavoratori
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Seguito E Primavera e...
no? Queste ed altre domande sono sulla bocca di tutti e solo i fatti soddisferanno questa 'iustificata curiosità, che metterà davanti alle proprie responsabilità uomini ed organismi che dovranno rispondere del proprio operato davanti al giudice inappellabile che è il lavoratore che oggi, per i suoi bisogni sempre crescenti, per le sue preoccupazioni nell'avvenire e per tutto un insieme di dubbi e di perplessità ha bisogno di sentirsi guidato da dirigenti onesti,• capaci e coerenti con gli interessi di chi lavora al di fuori di qualsiasi polemica di parte inutile e dannosa, buona solo a suscitare rancori, divisioni e confusione di idee. Chi saranno gli eletti? Vecchi nomi o vedremo facce nuove? Le libere elezioni diranno l'ultima e giusta parola. Sarà comunque interessante seguire gli eventi e sopratutto sarà bene studiare e discutere i programmi o il programma (nel caso di una augurabile unità fra le correnti) che debbono rispecchiare veramente le esigenze e le aspirazioni di donne ed uomini, di giovani e di vecchi che in questa grande e grossa casa passano una buona parte della loro vita uniti nella fatica quotidiana del lavoro. Accumunati dal bisogno e da tutti i problemi della esistenza non deve essere difficile essere fratelli, anche se a sera c'è chi va alle Acli a fare Ia partita e chi alla Cellula a fare l'attivista, qui in queste mura possiamo, se vogliamo, stringerci serenamente e onestamente la mano; basta allontanare tutti i preconcetti e le assurde calunnie. Basta un po' di buona volontà! E l'Enal? Chi saranno i nuovi amministratori? Certo che di passi avanti se ne sono fatti. La vecchia amministrazione chiude con un attivo di buone e belle iniziative che hanno aperto la porta ad un futuro di ottime speranze. Bravi ragazzi, avete lavorato bene, lo dicono le cifre dei vostri bilanci; c'è ancora molto da fare, siamo d'accordo, ed i lavoratori che hanno sempre saputo scegliere i pro-
taattea
pri dirigenti ed i propri fiduciari sapranno anche questa volta portare al posto di responsabilità tutti coloro che ne hanno i meriti ed i requisiti.
IL CRONISTAStrani modi ( Seguito) sitiva per i lavoratori, che, essendo coerenti con se stessi e con i loro bisogni hanno saputo creare quell'unità e quella fraternità che, giusto perchè è il segreto di ogni riuscita, qualcuno oggi vorrebbe minarla ripercorrendo la strada della scissione e dell'odio. Ma se si vul raggiungere lo scopo, la strada è quella della lotta ed i lavoratori questo lo sanno ed allora sempre più uniti, socialisti, democristiani, comunisti ed indipendenti, sempre avanti sulla via del progresso e-della prosperità in un clima di pace e di libertà.
G. OTTOLINIDue chiacchere con i migliori Capi gruppo, collettori, corrispondenti di reparto; appellativi diversi che indicano modesti lavoratori che hanno ruoli e responsabilità di enorme importanza per la funzione del sindacato e della Commissione Interna nella fabbrica. La importanza di quest'opera paziente ed oscura non è mai stata valorizzata a sufficienza e forse neppure gli stessi interessati sanno con chiarezza cosa essi rappresentano nella complessa vita dell'organizzazione di categoria, ciò che significa sovente sottovalutazione dei propri compiti e quindi leggerezza e disimpegno nel portarli a termine. Non è esagerata quindi la nostra affermazione secondo cui, il sindacato e la commissione interna, vive, opera, funziona e si sviluppa in virtù della sua formidabile organizzazione che ha la sua base nell'attivista di reparto e di fabbrica. Il lavoratore e la lavoratrice che viene chiamata a rappresentare il sindacato o la commissione interna presso i suoi compagni di lavoro, deve prima di tutto convincersi che accettan-
non ha bisogno di pubblicità; ricorda solamente che mentre le sue calzature sono sempre più belle e più forti, i prezzi sono imbattibili.
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do taie incarico, diventa un dirigente e come tale deve prima di tutto essere di buon esempio a tutti coloro che le vivono vicino. Nei rapporti con i propri compagni è necessario bandire ogni forma di settarismo adoperando modi e linguaggio sereni e fraterni. L'attivista sindacale deve avere sopratutto fede nella sua missione e nelle finalità del suo compito, fiducia nella classe lavoratrice e nei suoi compagni di lavoro. Bisogna essere i migliori fra i migliori per crearsi quella difficile a personalità » che spinge il lavoratore a riconoscere in noi i loro validi dirigenti, i loro degni rappresentanti. In pratica, nella nostra fabbrica i rapporti che intercorrono fra i lavoratori e ' gli attivisti è sodisfacente sotto tutti gli aspetti. Fiducia, cordialità, impegno, sono i fattori che più si possono notare, anche se qualche volta, specie quando si va a chiederè dei soldi, si manda il povero collettore a quel paese. Dove evidentemente ,è necessario fare qualche appunto è nei riguardi dello scarso legame che attualmente esiste fra l'attivista di reparto e l'organismo a cui fa capo. Poco il dirigente di base frequenta la C.I., scarse sono le notizie che a quest'ultima pervengono circa l'andamento dei vari reparti, così che a volte avvenimenti di notevole importanza vengono risaputi dall'organismo unitario con notevole ritardo o sfalsati nella loro natura, con grave pregiudizio della loro soluzione e del buon andamento della vita aziendale. Valorizziamo comunque i nostri bravi e volonterosi responsabili e fiduciari di reparto; diamo loro il nostro apporto e la nostra fiducia. Dal canto loro, siano i dirigenti di reparto più vigili e più tempestivi nelle loro funzioni, e sia il loro rapporto con la C.I. e il comitato sindacale di fabbrica più intenso e più costante. Solo così potremo portare a termine il mandato che i lavoratori ci hanno affidato, mandato che è missione di fratellanza, di solidarietà, di collaborazione fra tutti per tutti.
I. G.
A cosa serviranno
Le richieste di aumenti che l'On. Pastore ha chiesto alla Confederazione degli industriali a nome della sua organizzazione sindacale, per quanto ci è dato sapere, da dati raccolti sulla stampa di informazione e comunque confermati dal segretario della Cisl, con un suo comunicato diramato a mezzo dell'Ansa e ribadito in un articolo del a Popolo » sono le seguenti (divisi per provincia e che riguardano il manovale comune): Cagliari 755; Catania 703; Lecce 317; Palermo 771. Rieti 79; Terni 686; Cuneo 1456; Napoli 1159; Pavia 183; Agrigento 25; Venezia 449; Treviso 572; Ferrara 337; Messina 104; Sassari 468; Milano 665.
Per i lavoratori di diverse provincie tra cui: Mantova, Grosseto, Udine, Ancona, Firenze, Varese, Como, Massa, Bolzano ecc. non dovrebbe esserci alcun aumento.