GIORNALE UNITARIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA INNSE-MILANO (Supplemento al •MetallurgIco•)
APRILE 1975
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GIORNALE UNITARIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA INNSE-MILANO (Supplemento al •MetallurgIco•)
APRILE 1975
PER IMPORRE ALLA FINSIDER E ALL'INTERSIND
PRECISI INDIRIZZI PRODUTTIVI
IL MANTENIMENTO DEI LIVELLI
OCCUPAZIONALI
LA RIDUZIONE DEL LAVORO DATO IN APPALTO
* E PER UN DIVERSO RUOLO DELLE AZIENDE A PARTECIPAZIONI STATALE
Pertanto le Aziende a Partecipazioni Statale, in quanto finanziate con danaro pubblico dovranno essere investite da una iniziativa sindacale che vada a ricoprire il ruolo promozionale che queste aziende devono avere sul mercato.
1. - Di fronte alla gravità della crisi economica e delle scelte padronali di ristrutturazione, si tratta dí decidere se ancora una volta come nel passato il capitale pubblico si troverà unito ai grandi gruppi privati in una gestione antioperaia ed antipopolare della crisi economica, oppure se dalle Partecipazioni Statali possa partire una spinta decisiva alla modifica del meccanicmo di sviluppo.
Le Partecipazioni Statali possono infatti svolgere un ruolo decisivo nel nostro Paese ai fini dello sviluppo dell'occupazione industriale - nel Mezzogiorno; per la difesa e la riqualificazione dell'intero apparato produttivo nazionale, per tl rinnovamento tecnologico: purché si determini una inversione di tendenza nei confronti delle scelte economiche e produttive che a tutt'oggi sono state riportate avanti dai gruppi dirigenti delle Partecipazioni Statali e dal Governo. Questo mutamento negli indirizzi di fondo delle Partecipazioni Statali non potrà perció avvenire senza la fermazione di un diverso modo di funzionare delle PP.SS. stesse, che ne distrugga il carattere di centro burocratico e clientelare, di strumento utilizzato per accordi tra gruppi politici dominanti e monopoli privati. Va definitivamente superato il concetto di "corpo separato" che a tutt'oggi ha animato le Partecipazioni Statali facendole diventare momento strumento accondiscendente ai centri di potere al di fuori di un controllo democratico e parlamentare.
Un efficace controllo democratico sulle PP.SS., non puó che essere imposto a partire dal rilancio generalizzato dell'iniziativa sindacale all'interno di esse.
Le esperienze sindacali piú recenti hanno infatti chiaramente mostrato la stretta connessione che esiste tra l'iniziativa di fabbrica e la betaglia piú generale che il movimento
conduce per una nuova politica economica e produttiva: così come é impossibile conquitare un effettiva sviluppo del Mc :7ogi( -no senza dipendere ed accrescae -,tere del
Sindacato nelle fabbriche del Nord, così nuovi indirizzi nelle PP.SS., non sono attentibili se non a partire da una iniziativa di lotta che impedisca innanzitutto ad esse di percorrere là vecchia strada del risparmio sugli investimenti attuato attraverso un'estensione della mobilità, della precarietà occupazionale, del super-sfruttamento della forza lavoro, del decentramento industriale. Un riscontro puntuale lo si ritrova all' INNSE in quanto negli ultimi anni sono avvenute modificazioni profonde dell'organizzazione del lavoro, seppure in modo strisciante: macchine ed attrezzature che sono andate via dallo stabilimento e non sono state completamente sostituite, elementi di mobilità del lavoro tesi alla ricerca del massimo utilizzo dei lavoratori, sparizione di grosse aliquote di premontaggio. Il lavoro dato all'esterno dello stabilimento da una componente quantitativamente e • qualitativamente marginale é diventato maggioritario riducendo interi reparti al montaggio di parti provenienti dall'esterno addirittura all'invio in trasferta di personale per eseguire il montaggio di nuove macchine costruite completamente in aziende esterne pur essendo prodotte su marchio e commessa INNSE. Lo stesso vale per lavori di disegno e progettazione che vengono sempre più eseguiti all'esterno dello stabilimento.Ció é tanto piú vero nel momento attuale, che vede le Partecipazioni Statali operare una serie di pesanti manovre di ristrutturazione ,in • diversi settori, compreso quello delle macchine utensili, manovre che possono essere battute solo con un rilancio dell'iniziativa di fabbrica che affronti anche i temi dello sviluppo e della qualificazione produttiva delle imprese.
3. Occorre sottolineare il ruolo di immediata controparte che gioca la FINSIDER rispetto ai problemi del gruppo INNSE : la politica di lento smantellamento delle parti piú qualificanti dell'organizzazione
produttiva delle aziende lascia chiaramente intravvedere una prospettiva nella quale la FINSIDER riduca sempre piú tali aziende al rango di "officine siderurgiche" soffocando il settore macchine utensili. Non é pensabile che una azienda con la potenzialità produttiva dell' INNSE venga relegata, seppure in parte, a officine di produzione di parti di ricambio. D'altra parte proprio il ruolo negativo giuocato dalle scelte produttive e finanziare della FINSIDER all' INNSE impone la consapevolezza che il confronto con la finanziaria pubblica non puó efficacemente svilupparsi al tavolo delle consultazioni periodiche, bensì deve fondarsi su una reale posizione di forza da parte del Sindacato, capace di imporre reali inversionii negli indirizzi
di fondo sinora in atto. Per questo il confronto con la FINSIDER sulle prospettive del gruppo INNSE deve essere costruito a partire da una iniziativa sindacale che faccia intervenire direttamente i lavoratori, recuperando le piú concrete situazioni di fabbrica funzionali a un rilancio del gruppo INNSE e di conseguenza determinare ipotesi produttive a lungo termine. L'iniziativa di lotta INNSE dovrà essere costruita esaltando lo stretto intreccio che esiste tra la lotta sulla organizzazione del lavoro, per lo sviluppo della professionalità per il miglioramento delle condizioni complessive di lavoro e salariali, la battaglia per gli investimenti produttivi qualificanti per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Per una piú attenta valutazione del apposita commissione ha raccolto processo di ristrutturazione in atto alcuni dati significativi sull'organico e nella fabbrica, il C.d.F., attraverso una sul macchinario.
L'organico INNSE (stabilimenti di Milano e Brescia) é passato dalle 3520 unità del 1971 alle 3281 del febbraio 1975 con una diminuzione di 239 lavoratori. La diminuzione dell'organico é costante. Si nota infatti una perdita di 67 unità nel 1972, di 106 nel 1973, di 45 nel 1974 e di 21 nei primi mesi del 1975. Esaminando nei particolafi le cifre in nostro possesso notiamo che a una costante riduzione del personale addetto alla produzione. (operai) fa
riscontro una umento del personale impiegatizio fino all'anno 1973 nel corso del quale anche questo settore subisce una flessione nello stabilimento di .Milano. Nello stabilimento di Brescia si assiste ad un aumento degli impiegati limitato al solo 1974.
E' necessario precisare tuttavia che l'aumento dell'organico impiegatizio é dovuto limitatamente all'anno 1974 per Milano e per tutti gli anni in questione per Brescia, ai passaggi dí alcuni C.S., nella categoria impiegatizia grazie agli accordi sindacali.
Le alesatrici CWB in una tipica lavorazione di una spalla di laminatoio, simbolo di una tradizione produttiva dell'Innocenti che deve continuare.
In quest'altra tabella si verifica come la costante diminuzione degli operai si operi nei reparti produttivi (rep. 201, 202, 205, 209, 216) mentre negli altri si nota una costanza nell'occupazione (rep. 210, 211) se non addirittura un aumento comc nei servizi e nel collaudo (rep. 208).
Ció é una ulteriore conferma della scelta di fare effettuare il lavoro all'esterno impoverendo sempre piú la qualité e la quantità professionale dei dipendenti INNSE.
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La nostra indagine sul macchinario dell'INNSE riguarda solo i reparti dove la preponderanza della macchina utensile serve a stabilire lo stato tecnologico della nostra azienda. Da questo prospetto (tab. 4) risulta evidente che le macchine ritenute scadenti sono in numero superiore a quelle "ottime" nonostante la diminuzione subita dalle prime per una massiccia
esportazione in Brasile nel 1973. A questo punto dobbiamo ricordare che era prevista l'immissione di macchine moderne al posto dí quelle esportate.
Ció non sí é verificato se non in misura molto modesta dando ragione al C.d.F., che nell'autunno 1973 denunció la perdita di 38 macchine che, pur tecnologicamente superate, assicuravano un più basso orario dell'officina e quindi una maggiore competitività essendo già ammortizzate.
Mentre, per ora, le grosse alesatrici sono ancora competitive sul mercato, le macchine utensili di media e piccola meccanica subiscono un costante calo nella quota di investimenti con conseguenze immediate nella brusca diminuzione dell'occupazione. In quattro anni il reparto 201 é, sceso da 196 a 131 addetti, una perdita secca di ben '65 operai.
GLI INDIRIZZI PRODUTTIVI
dell'INNSE, imponendo alla controparte un preciso confronto sulle proprie reali intenzioni per il futuro delle aziende, ferma restando la difesa intransigente da parte . • sindacàle sia della produzione impiantistica sia di quella di macchine utensili.
In questo quadro andranno collegate le rivendicazioni di precisi e qualificanti piani di investimenti produttivi nelle aziende del gruppo e di precisi impegni del gruppo stesso ai fini dello sviluppo industriale del Mezzogiorno; per il quale il settore delle macchine utensili può giocare un ruolo decisivo.
LA DIFESA DEI LIVELLI
OCCUPAZIONALI, la garanzia del salario, un confronto complessivo sulle carenze di organici articolato a tutti i livelli della organizzazione del lavor, considerando questo terreno di scontro come un elemento di quella difesa della rigidità della forza-lavoro, che costituisce la principale arma in mano ai lavoratori per imporre investimenti produttivi qualificanti alle aziende.
I L
DECENTRAMENTO PRODUTTIVO, che dovranno essere posti sotto il controllo dei Consigli di Fabbrica e verificati nella loro necessità per impedire all'azienda di fare un risparmio di investimenti con il lavoro precario.
In questo quadro si pongono, la riduzione delle lavorazioni in appalto e la parificazione di condizioni di lavoro, salriali economiche fra lavoratori "esterni ed interni".
IL CONSOLIDAMENTO DELLE 40 ORE affermando il carattere di eccezionalità dello straordinario, che andrà volta per volta contrattato e verificato con il Consiglio di Fabbrica.
INQUADRAMENTO UNICO
Si richiede un intervento permanente del
Consiglio di Fabbrica attraverso la scheda professionale degli operai e di gruppo per impiegati,la quale legando il problema dello sviluppo professionale dei lavoratori a quello dello sviluppo tecnologico
dell'azienda possa garantire uno sbocco in particolar modo a quelle figure professionali operaie (imbragatori, gruisti, carrellisti, ecc.), attualmente prive.
COTTIMO
Si richiede l'armonizzazione del trattamento cottimo tra Milano e Brescia la garanzia del guadagno di cottimo attorno alla media mensile di stabilimento per gli operai.
Il premio di produzione sarà ricontrattato in quanto scaduto dal 31 dicembre del 1974.
L'entità di detta richiesta sarà definita dopo il responso delle assemblee di reparto.
Perché la gestione di questo istituto contrattuale diventi un fatto permanente e veramente praticabile da tutti i lavoratori interessati é necessario arrivare ad una contrattazione aziendale su questi obiettivi:
* utilizzo del monte ore a disposizione per il diritto allo studio a tutto il luglio 1976.
* Superamento della strozzatura della contemporaneità della frequenza pari al 2 per cento e del tetto massimo delle 150 ore retribuite per i lavoratori interessati.
* Allargamento delle ore retribuite giornalmente ad ogni singolo lavoratore considerando i tempi di percorrenza tra la fabbrica e la scuola ed in considerazione degli orari di lavoro (turni).
TRASFERTE
Si richiede una rivalutazione dei minimi tabellari e una verifica del trattamento in atto sia a Milano che a Brescia.