Skip to main content

Meccanico12

Page 1

GIORNALE UNITARIO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA INNSE-MILANO (Supplemento al «Metallurgico■)

Per I' occupazione e lo sviluppo dell' INNSE

LOTTIAMO PER GLI INVESTIMENTI

E' importante che i lavoratori si confrontino con quelli che decidono gli investimenti perchè dalla quantità e qualità di questi ultimi è possibile intravedere quali possoon essere i futuri programmi (se ce ne sono) o per lo meno le linee di tendenza.

Analizziamo cosa è successo alI'INNSE da qualche anno. Già nel novembre del 1971, in occasione di un incontro con il Dr. Rodocanachi, allora Amministratore Delegato, i due C.D.F. denunciarono, con molta preoccupazione, che si era in presenza di un calo continuo degli organici operai.

E' vero che l'organico degli Uffici Tecnici era in aumento il che poteva significare uno sforzo verso la ricerca e quindi verso l'autonomia delle licenze, ma è altrettanto vero che la composizione nuova che stava assumendo la forza lavoro aziendale (sempre più impiegati e sempre meno operai) fatalmente doveva condurre, per la leone della « competitività ». a dirottare sempre più lavoro all'esterno. Ad napiravare la situazione ci fu la diffusione di spedire in Brasile una quarantina di macchine utensili che significavano altri 6070 Posti produttivi in meno!

Si cominciò quindi a parlare di un probabile disegno di smantellamento delle officine di Lambrate e ancora oaqi, nonostante le assicurazioni dateci in varie circostanze, non siamo ancora convinti del

contrario.

A questo punto è necessario riprendere il discorso sugli investimenti e sui 3 miliardi, decisi a livello Finsider per lo stabilimento di Lambrate, sono tra quelle cose che non ci aiutano a cambiare parere circa il futuro nostro

Vediamo un po': 800 milioni per la mensa, 600 milioni per le infrastrutture e servizi, 100 milioni per il collaudo e montaggio... siamo già arrivati a metà stanziamento: è quindi chiaro che con la rimanente metà ai reparti direttamente produttivi (quelli che, per intenderci, asportano truccìoli dai pezzi in lavorazione) non sarà sostituire che in misura ridotta le macchine spedite in Brasile!

Siamo anche convinti che negli anni scorsi investimenti con questo ordine di grandezza siano stati fatti. La dimostrazione però, che sono stati insufficienti, come saranno insufficienti quegli annunciati nei giorni scorsi, è che l'organico operaio dal 1971 ad oggi è diminuito di 200 unità, mentre quello imoiegatizio è aumentato di circa 90.

Durante la trattativa per la vertenza in corso la Direzione si è impegnata a mantenere l'attuale livello occupazionale, ma non si è voluta impegnare a mantenere l'attuale configurazione degli organici.

Ciò vuol dire che potremo assistere ancora al calo degli operai ed

all'aumento degli impiegati. Che vengano assunti impiegati non ci dispiace, ma è ora che vengano assunti anche operai in misura notevole, in particolare nei livelli più bassi perchè ce n'è più bisogno ciò anche per favorire quella cre scita professionale dal basso che non sì può avverare se non con una oculata politica di assunzione che non può più essere rimandata!

SOMMARIO

Diritto allo studio 150 ore

Contributi al dibattito

Sindacato e referendum

Tesseramento

1974
aprite
il meccanico

t° Contributi al dibattito ANTIFASCISMO OGGI

Queste considerazioni sono il risultato di una serie di discussioni di una serie di discussioni e di confronti seguite alla cerimonia della scopertura della lapide commemorativa dei lavoratori deportati non più ritornati da Mauthausen. La folta presenza di lavoratori, nonostante la celebrazione sia stata indetta dopo le 17 dimostra innanzitutto che l'antifascismo in fabbrica è un tema sentito. Oggi in particglar modo è importante fare di queste manifestazioni un momento centrale di dibattito fra i lavoratori: non si tratta soltanto di commemorare coloro che 30 anni fa hannolottato e sono caduti per abbattere il fascismo, ma di rendersi conto che la lotta antifascista continua, e di discutere i contenuti di questa lotta che bisogni portare avanti tutti insieme. Le aggressioni squadriste, nell' ultimo periodo si sono susseguite ovunque: a Lambrate ultimamente il segretario dell'ANPI è stato lenito alla testa da un colpo di pistola, una bambina è stata ferita alla schiena davanti alla casa dello studente, le aggressioni singole e le prOvocazioni davanti alle scuole avvengono si può dire giornalmente. Ora una cosa è certa, i fascisti in camicia nera non si muoverebbero così clArnornsamente se non f-ssero sicuri della copertura che viene loro garantita a vari livelli, istituzionali e non. Il fatto più notevole, la strage di piazza Fontana, di cui sono stati estremamente chiari a livello di massa gli esecutori e il loro disegno eversivo, confermato dalla sentenza di rinvio a giudizio di Freda e Ventura che ci dice con assoluta chiarezza che le bombe sono state messe dai fascisti per creare quel clima di tensione che caratterizza quest'ultimo periodo.

Il primo obiettivo di questa strage suf piano politico, era auella di screditare sali occhi dell'opinone pubblica l'azione rivendicativa dei lavoratori. Ma questo è solo l'asnetto Più evidente esternamente: dietro la strage c`è stato ben altro,

i finanziamenti dei petrolieri ai fascisti, le manovre dei servizi segreti, la complicità degli uomini di polizia e del ministero degli interni e di un buon numero di magistrati. Il retroterra politico che nel '69 ha alimentato gli attentati si è andato articolando e delineando meglio ed è lo stesso che dà vita alle continue provocazioni e aggressioni fasciste. Ma affiancate a queste azioni clamorose, che vediamo direttamente, ce ne sono altre, ancora più gravi. Le manovre di allarme militari, hanno messo in campo in modo chiaro il peso e la funzione dell'esercito come strumento utilizzato dai padroni. Lo stato di mobilitazione delle caserme, le esercitazioni aventi come obiettivi gli edifici pubblici, il cronometraggio dei tempi decorrenti per il rastrellamento di interi quartieri, hanno avuto la funzione di pesante ricatto nei confronti di tutto il movimento operaio. Dietro il fantomatico nemico esterno di cui parlano i generali e i colonnelli non si fatica a scorgere la classe lavoratrice. E' proprio nei settori più strategicamente importanti dell'esercito che sono emersi i collegamenti con la famigerata « Rosa dei venti • e con i fascisti. Oggi,

dunque, l'accentuarsi della crisi economica, il fallimento dei tentativi padronali di garantirsi la pace sociale (e quindi la produzione) facendo pagare i costi della crisi ai lavoratori, l'incapacità di imbavagliare il movimento operalo con un governo di centro-sinistra che attua la politica economica di centrodestra, fanno sì che la borghesia ricorra a tutte le armi pur di vincere il duro scontro di classe che è in atto.

Si tratta dunque di un progetto autoritario di vasta portata, in cui si inserisce anche il referendum come tappa essenziale, che vede la DC e l'MSI affiancati in una crociata oscurantista. A questo punto, occorre fare una distinzione, per non cadere nell'equivoco di mettere nella stessa barca le strutture gli elementi più squalificati della parte dirigente di questo partito che è un docile strumento del grosso potere padronale, e i lavoratori DC che in quanto lavoratori non possono darsi obiettivi come l'aumento della disoccupazione per il rilancio dell'economia, oppure approvare l'aumento dei prezzi per potere ingrassare gli imboscatoci gli speculatori. Quindi la manovra di Fanfani che mobilita per il doperetuA n< 3.

.B. lip "ARA?. ,.1,* -4,..i r.,1 ,Ai,le, ViNt{.10 51.kAp0Ar, 4}...LA Mn,h- ALLA FAMIC,C ' 14 t.Avoao a Th,,ptso-mtv BANFI GIACOMO MAR iAe,ALet LUIGI I COLOMBO LVIOI
CORNO AGOSTINO PO'
DE
•La lapide scoperta nell'atrio dell'ingresso in occasione della commemorazione dei deportati di Mauthausen. , • 00Lf1
1
MA
Al,LF VMANF
E u MAEVLS142.E IICO1TI RKOtqc13 134E
pot......A,gi CdOVANNI
i I ALFREDO
SILVESTRI VINCENZO PREVITALI BATT1BT,4
GIOVANNI R*AQLGE I ii.14.11 lEA. 'AOOSTN4Cs • "L A E; MAV
-9AVSEN NE VtCISE e'ARPt
te LORO ANIME VIVONO NELL Irat !A RISORTA
VERE LI tRTA
`

IL TESSERAMENTO CONTINUA

L'occasione per verificare il rapporto di fiducia tra il sindacato ed i lavoratori ci viene offerta ogni anno dal tesseramento.

La tessera del sindacato, segna l'ingresso dei lavoratori nella maturità, nell'epoca in cui si prende coscienza di contare di più e di conseguenza di poter anche decidere qualche cosa!

Sono 166 i nuovi iscritti al sindacato nel 74 alla INNSE di Milano così suddivisi:

60 OPERAI

64 IMPIEGATI

42 Deleghe di operai e CS

passati a imp. o CS. Questi dati in apparenza poco significanti, dimostrano invece da un esame più approfondito come la crescita sindacale alla INNSE sia lenta ma costante e irreversibile. Infatti molto interessante è il dato relativo agli impiegati che dai 151 del 1972 sono passati a 267, nel 1974 (vedi tab. 3) ciò sta a dimostrare che molti impiegati finora indecisi o refrattari per timore di rappresaglie o per opportunismo personale hanno saputo cogliere il significato delle lotte di questi ultimi anni maturando la loro scelta.

I padroni ci guardano, essi sanno che in modo isolato il lavoratore non conta nulla al massimo può chiedere « PER FAVORE «.

Se vi sono degli iscritti ma pochi, allora pensa che con qualche soldo se la può cavare; se invece sono tanti allora deve stare attento perchè « 1 NODI SONO GIUNTI AL PETTINE «.

A lato della crescente presenza del sindacato in fabbrica è andata di pari passo la sempre più qualificata azione del C.d.F.: l'accordo di giugno, la scheda professionale e l'attuale piattaforma in corso ne sono la chiara dimostrazione.

RIPORTIAMO LE QUOTE DEI CONTRIBUTI SINDACAI _I PER L'ANNO '74 FISSATE SECONDO LE CATEGORIE DI APPARTENENZA DEL NUOVO INQUADRAMENTO:

10.200 annue

10.800 annue

TABELLA 2

Variazioni in 0,0 e in valore assoluto tra operai dipen-

11.400 annue denti e operai iscritti al sindacato: 12.600

TABELLA 1

DALLA SECONDA

referendum l'apparato clientelare e clericale del regime democristiano, che usa la provocazione fascista e i corpi repressivi dello stato per creare un clima di tensione e di campagna d'ordine, serve e preparare il terreno del dopo-referendum, ad una svolta autoritaria per

TABELLA 3

Variazioni in °o e in valore assoluto tra impiegati e

CS dipendenti e impiegati e CS iscritti al sindacato:

battere la classe lavoratrice, che riporti nelle fabbriche la pace sociale degli anni '50, quando si poteva ristrutturare, ridurre l'occupazione approfittando della fase di riflusso del movimento dei lavoratori. L'antifascismo di oggi, quindi, deve fare i conti con tutto questo, che non è solamente difendersi dalle aggressioni, organizzarsi contro i fascisti oggi vuol dire fare

i conti con il loro retroterra politico. a lotta, che a partire dalle fabbriche, ha investito tutta la societ, e mettendo in crisi il regime democristiano nella sua funzione di più significativo rappresentante del capitalismo, fa parte della battaglia contro lo schieramento reazionario ed è la migliore garanzia contro i piani eversivi.

Categ. Categ. Categ. Categ. Categ. Categ. Categ. Categ. 1 L. 850 mensili pari a L. 2 L. 900 mensili pari a L. 3 L. 950 mensili pari a L. 4 L. 1.050 mensili pari a L. 5 L. 1.200 mensili pari a L. 5S 6 L. 1.300 mensili pari a L. 7
annue OPERAI 1972 1973 1974 14.400 annue DIPENDENTI 1232 1164 1115 N" ISCRITTI 716 817 793 15.600 annue °o 50 70,2 71
1972 1973 1974
DIPENDENTI 2050 2002 1978 IMPIEGATI e C.S. 1972 1973 1974 DIPENDENTI 818 828 863 N' ISCRITTI 867 1008 1060 N" ISCRITTI 151 191 267 42 50 54 °'0 18 24 32

LE 150 ORE E DIRITTO ALLO STUDIO PER I LAVORATORI

La conclusione della vertenza contrattuale dei metalmeccanici ha sancito l'acquisizione delle 150 ore in tre anni come diminuzione ugualmente retribuita dell'orario di lavoro da utilizzarsi per lo studio.

Esplicitamente l'ipotesi conclusiva afferma la formazione culturale (e non le specializzazione professionale) come l'elemento predominante a cui destinare le 150 ore.

E' un fatto di grande importanza politica e una novità assoluta nelle vicende della lotta operaia nel nostro Paese' (e forse non solo del nostro Paese).

Non si tratta infatti di una rivendicazione di aiuto ad alcuni lavoratori che studiano, di agevolazione al conseguimento di questo o quel diploma (magari per cercare di venir via dalla fabbrica).

Per la prima volta viene introdotto il principio del diritto allo studio in generale, non finalizzato alle utilità aziendalistiche né al conseguimento di un titolo scolastico, ma per l'arricchimento culturale di tutti i lavoratori, come tentativo di rottura della separazione tra lavoro e studio.

Si apre così una strada che tende a mettere in discussione uno dei cardini del potere del capitale: la separazione tra lavoro e studio, tra lavoro manuale e lavoro intellettuale come strumento formidabile per costringere l'operaio a giustificare il potere del padrone in quanto unica possibilità di mettere in un rapporto fra di loro scienza, cultura e produzione.

QUESTA STORIA DELLE I O

ORE NON RIESCO PROPRIO A

MANDARLA 610!

Nelle lotte degli ultimi anni la classe operaia ha messo in discussione l'attuale organizzazione del lavoro, ha deciso di cominciare a Cambiarla, ha sempre più scoperto quindi che su questa strada impadronirsi del sapere è un elemento decisivo per crescere.

Il capitale, nel suo sviluppo, da una parte ha bisogno da parte dei lavoratori della capacità di produrre di più, di far funzionare macchinari sempre più complessi, dall'altra cerca di instupidire questa capacità evocata perché sa che, se si sviluppasse realmente, ciò contrasterebbe profondamente col proprio potere.

II discorso avviato dalle 150 ore si muove in questa contraddizione, inserendovi gli interessi reali dei lavoratori.

La stessa conquista dell'inquadramento unico, se vista unificata con il lavoro-studio, assume senza equivoci il suo significato reale: non solo un momento di importante avvicinamento salariale tra operai ed impiegati, ma prima di tutto la coscienza della necessità di suoerare la divisione tra « lavoro manuale » e « lavoro intellettuale » e di abbattere gli steccati che vennono messi con il solo significato di impedire l'unificazione.

Come tutti gli obiettivi e le confluiste reali della classe operaia, auesta conquista delle 150 ore è un momento che tende alla unificazione tra i lavoratori, al collegamento intorno agli operai di vasti strati sociali ed alla soluzione nel senso giusto dei problemi so-

ciali e ecoonmici del Paese.

La strada del diritto alla studio per tutti i lavoratori unifica i lavoratori stessi.

Ad esempio, toglie i lavoratori studenti da una condizione equivoca e frustante d'isolamento, apre non una prospettiva d'illusoria soluzione individuale dei propri problemi (e come tale aumento di divisione); ma una prospettiva di soluzione collettiva reale, sul piano del potere fra le classi.

Questa strada tende a far funzionare inoltre un discorso nuovo con gli insegnanti e gli studenti, aprendo una breccia nel muro che li divide dalla fabbrica, aprendo spazi di comunicazione reale con quel « ghetto » (magari d'oro), ma sempre « ghetto » che è la scuola.

Anche sul piano sociale economico generale la rivendicazione delle 150 ore indica la strada giusta nell'attuale situazione.

Nello stesso momento infatti in cui attraverso la fiscalizzazione e momenti similari si tende sempre più a « privatizzare i profitti e socializzare le perdite », la conquista delle ore di studio pagate dai padroni come se fossero ore di lavoro va esattamente nel senso contrario. elio stesso momento in cui si afferma la volontà del capitale di diminuire l'occupazione ed aumentare lo sfruttamento, il discorso delle 150 ore tende (pur nel suo piccolo) ad affermare una strada radicalmente diversa: meno ore di lavoro, ore di studio con uguale Salario, più lavoratori con più qualificazione collettiva.

MA CHE 51506NO C'E DI MANDARE A SCUOLA GLI OPERAI ? DOPO TIMOQUELLO CH FACCIAMOPER DOCCIARE ILORO nal% UI

Laboriosa e continuativa I' attività della Commissione Scuola per IL RECUPERO DELLA SCUOLA DELL' OBBLIGO

Obiettivo prioritario della Commissione cuola del C.d.F. è stata quella di pubblicizzare al massimo, attraverso i delegati e i comunicati, l'iniziativa per le 150 ore che si articola, come noto, nel recupero della scuola media e nei corsi di aggiornamento e qualificazione. A che punto siamo? Per il recupero della licenza media si è fatto un primo volantinaggio di adesione seguito subito appresso nella firma della richiesta al Provveditore agli Studi per l'iscrizione ai corsi.

Il numero delle adesioni è di circa 70 pérsone.

Non sono molte rispetto alle possibili richieste effettive, d'altronde i dubbi, le incertezze, la difficoltà nell'organizzare l'iniziativa giocano a sfavore per una conoscenza più approfondita e per un' adesione in massa. Dobbiamo vincere queste incertezze, non dobbiamo aver timore nel dire dì non avere ancora la licenza media. Questo non è certamente colpa del singolo lavoratore ma di un sistema scolastico basato sulla seleztone e sui costi che privilegia le classi più abbienti. Dobbiamo altresì sgombrare il terreno dalle possibili difficoltà che sembrano esserci. Le obiezioni comunemente fatte sono del tipo: ma non ho tempo da perdere, alla mia età tornare a

scuola, alla sera devo tornare a casa, non ho più la memoria fresca per imparare, a casa non ha il tempo di studiare, andare coi fiulett e poi la scuola costa... ecc. A tutto ciò si deve rispondere:

Il diritto ad usufruire della scuola lo abbiamo conquistato con ore di sciopero, lo abbiamo strappato a chi dalla scuola ci ha escluso è un risultato importante che dobbiamo utilizzare.

I corsi si svolgeranno durante le ore di lavoro. Il monte-ore da utilizzarsi fra tutti i dipendenti INNSE nell'arco di 2 anni è di circa 60.000 ore retribuite, vi è quindi la possibilità che circa 400 lavoratori possano recuperare la licenza media.

La regione Lombardia assicura una indennità di spese frequenza oltre alla gratuità del materiale didattico (dispense libri, cancelleria).

I corsi composti esclusivamente di lavoratori saranno svolti da insegnanti nelle scuole statali della zona Lambrate, ciò per favorire i lavoratori e non sottoporli a lunghi trasferimenti.

Il programma di studio è stato composto in modo tale da considerare i reali interessi cultu-

rali dei lavoratori e favorire il rapido apprendimento senza appesantire così i lavoratori con compiti e esercitazioni da svolgere a casa.

— Nella nostra Piattaforma aziendale inoltre rivendichiamo che i lavoratori i quali usufruiscono di questi corsi abbiano facilitazioni in permessi e premi.

Abbiamo cercato di essere il più chiari possibile sicuri che queste ulteriori spiegazioni allontaneranno i dubbi e le incertezze.

Per i CORSI UNIVERSITARI le adesioni sono stata largamente superiori alle disponibilità dei corsi, circa 80, ripartite equamente tra operai e impiegati. Numerosi corsi sono iniziati nelle diverse università di Milano e ad alcuni di essi e più precisamente a SCUOLA E MERCATO DEL LAVORO - ECONOMIA POLITICA - DIRITTO DEL LAVORO - INSTALLAZIONE MACCHINE UTENSILI — presso l'Università Statale e Cattolica — partecipano o sono iscritti parecchi operai ed impiegati. Non appena verremo informati dell'inizio di nuovi corsi sia a livello universitario, o di scuola media superiore o di corsi più specifici di qualificazione professionale daremo immediata comunicazione.

LAVoRAToRÌ VOGLIONO PURA S-TUNA
lA SavAZIoNE FA , .rpqPiw ?ici 9,2Atira !

tRACCIA DEL PROGRAMMA

PER IL RECUPERO

DELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO

Fase iniziale del corso, momento di conoscenza e di valutazioni reciproche

La prima parte sarà dedicata alla conoscenza reciproca attraverso la raccolta delle storie individuali dare quali potranno emergere dati significativi e comuni (condizioni di lavoro, abitazione, emigrazione, ecc.) che opportunamente sistemati e visualizzati, possono evidenziare fenomeni, che saranno successivamente descritti, discussi, studiati in modo da utilizzare l'esperienza individuale come punto di partenza per risalire a cause non solo soggettive.

Parte comune agli insegnamenti di italiano - storia geograficaeducazione civica

Partendo dalle vicende individueli descritte nelle storie perso-

nali, delle analisi svolte attraverso le ricerche si cercherà di cogliere il quadro complessivo in cui tali esperienze si inseriscono. Non sarà quindi un discorso singolo di materia ma complessivo legato alla vita di ognuno. Questo permette',-à di cogliere in un modo semplice i grandi processi economico-so'cieli e politici che hanno determinato le condizioni di esistenza dei lavoratori.

Si studierà insieme con l'aiuto di letture, film, diapositive la trasformazione dell'Italia da paese agricolo ad industriale (1945 - giorni nostri) il Fascismo - Guerra e Resistenza - Patto Costituzionale il Risorgimento Nazionale.

3) Parte dedicata a programmi dí ricerca

Le ricerche di gruppo rappresenteranno lo strumento per consentire una partecipazione attiva dei lavoratori, in rapporto con la realtà sociale di partenza, facendo percorrere su temi specifici l'itinerario che va dal particolare dell'esperienza individuale alle conoscenze generiche.

4) Matematica e osservazioni scientifiche

L'obiettivo di questo insegnamento è duplice: fornire gli strumenti matematici di base e aprire un discorso nella realtà scientificatecnologica che caratterizza la nostra società industriale. Le nozioni di matematica potranno essere apprese attraverso la nuova impostazione « insiemistica » o in modo pi tradizionale attraverso il bagaglio di conoscenze già possedute dai lavoratori.

Le nozioni di matematica e statistica elementare potranno trovare utilizzazione immediata nei lavori d iricerca e accrescere le capacità di lettura di tabelle statistiche, diagrammi normalmente reperibili sulla stampa di informazione.

5) La lingua straniera

L'insegnamento della lingua straniera non consiste nell'apprendimento della struttura grammaticale e sintattica della lingua, bensì prevalentemente come avvicinamento ad una realtà sociale e storica determinata (Francia, Gran Bretagna, USA) in collegamento con la impostazione di fondo del corso.

Documento approvato dal Consiglio Generale Unitario della F. L. M. Milanese su IL SINDACATO DI FRONTE AL REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE DELLA LEGGE SUL DIVORZIO

La situazione economica e politica in cui si colloca il referendum, il tipo di schieramento che lq ha proposto, le possibili conseguenze negative che la campagna del referendum può provocare sul piano dell'unità e della solidarietà dei lavoratori rendono chiaro a tutti che non è tanto in discussione l'assetto giuridico della famiglia, quanto la possibilità di colpire lo stesso movimento operaio e sindacale, nel corso di una crisi economica che si vuole fare pesare sui lavoratori.

Per questo la F.L.M. Milanese non può scegliere la strada del silenzio e propone al dibattito dei lavoratori importanti elementi di giudizio, fermo restando ovviamente che l'organizzazione non sarà in nessun modo e con nessun mezzo impegnata nella campagna o nell'esprimere linee propagandistiche, fedele al comportamento autonomo fin qui seguito.

Ecco perciò alcune indicazioni di fondo:

1) i lavoratori metalmeccanici debbono valutare con chiarezza che il referendum, al di là del confronto sulla regolamentazione legislativa del matrimonio, è sostenuto da potenti interessi conservatori e ridà spazio a forze reazionarie eversive, prima di tutto il M.S.I., che le lotte di massa avevano emarginato

dalla scena politica e parlamentare.

Questi nuovi paladini della famiglia non hanno nessun interesse a sanare sul serio le ragioni di crisi del matrimonio, ma vogliono drammatizzare lo scontro per attaccare le conquiste dei lavoratori e la stessa democrazia;

Si tenta di strumentalizzare la differenza di visioni religiose ed umane per seminare la divisione tra i lavoratori, proprio nel momento in cui l'esperienza dei Consigli ed il processo di unità sindacale hanno dimostato a tutto il Paese che il pluralismo di visioni religiose ed umane non è assolutamente un'ostacolo alla solidarietà nella lotta e nella costruzione di un sindacato unito.

E' compito primario del movimento battere questo tentativo e dare una grande dimostrazione di unità.

I promotori del Referendum per l'abrogazione di una legge che non vincola tutti i cittadini ma sanziona una possibilità limitata per chi la vuole utilizzare, non hanno invece speso una sola parola sulle cause della crisi della famiglia che hanno radice nella condizione sociale. Nessuna parola sulla tragedia dell'emigrazione, sulla assenza dei

servizi sociali, sullo sfruttamento della manodopera femminile, sulle difficoltà economiche della famiglia.

La famiglia è oggi un valore importante per le masse lavoratrici; un valore che va difeso anzitutto conquistando con le lotte sindacali e civili più libertà dal bisogno, dall'ignoranza / e dallo sfruttamento operato in nome del profitto.

Per queste ragioni, al di là della libera scelta morale e politica di ciascun lavoratore che non è minimamente in discussione, il direttivo della F.L.M. milanese in apertura del dibattito nelle zone e nei consigli, esprime un giudizio negativo su una proposta di abrogazione della legge sul divorzio, che rischia di aprire una vera e propria guerra di religione e drammatiche crisi di coscienza nel momento in cui è necessario il massimo di solidarietà e che obiettivamente rappresenta un diversivo rispetto alla soluzione dei gravissimi problemi sociali del Paese.

Il compito più importante dei metalmeccanici resta comunque quello di rafforzare l'unità malgrado il referendum, al di là del referendum.

Su tali questioni il Consiglio Generale Unitario della F.L.M. decide pertanto di aprire un ampio dibattito tra tutti i lavoratori.

• •

LO AVRAI

CAMERATA KESSELRING

IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI

MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA' A DECIDERLO TOCCA A NOI

NON COI SASSI AFFUMICATI

DEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO NON COLLA TERRA DEI CIMITERI

DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI RIPOSANO IN SERENITA'

NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE

NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI

CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO

CHE TI VIDE FUGGIRE

MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI

PIU' DURO D'OGNI MACIGNO

SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO

GIURATO FRA UOMINI LIBERI CHE VOLONTARI SI ADUNARONO

PER DIGNITA' NON PER ODIO

DECISI A RISCATTARE

LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO

SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE

Al NOSTRI POSTI CI RITROVERAI

MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO

POPOLO SERRATO INTORNO AL MON~ CHE SI CHIAMA

ORA E SEMPRE

RESISTEN

Lapide dettata da PIETRO CALAIVIANDREI per la città comandante delle truppe tedesche in Italia (1943dì Cuneo in risposta alla affermazione dl Kesseirine 1945): • Gli Italiani dovranno farmi un monumento.....

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook