Supplemento a IL SIDERURGICO
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Sesto S. Giovanni - MARZO 1960
IL MAGNETE
PERIODICO DEI' LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
Contro i licenziamenti - sospensioni e i contratti a termine
SULLA CRISI IN CORSO
SI IMPONE LA RIDUZIONE
COSA CHIEDONO
dell' orario di lavoro a parità di salario Il dott. Marocchino in una riunione con tutte le Commissioni Interne si è espresso pressapoco così: « Licenzieremo 145 ragazze assunte a termine; avevamo previsto un certo volume di lavoro ma, purtroppo, le cose non sono andate secondo le previsioni, per cui siamo costretti a licenziare ». Eppoi aggiunse: «Del resto sapevano che, scaduto il termine, sarebbero state licenziate! ». Quindi, a detta del dott. Marocchino, la Direzione è a posto, « il tutto è stato determinato indipendentemente dalla volontà della Direzione ». Per chi conosce la Magneti e le Direzioni che si sono avvicendate in questi anni, leggendo le affermazioni di cui sopra il meno che possa dire è che in esse vi è della spudoratezza. Delle assunte a termine, sono anni che si parla. Abbiamo sempre detto esplicitamente che dette assunzioni vengono fatte in ispregio a qualsiasi contratto, e al buon senso. Non solo; queste ragazze, particolarmente nel n os tr o complesso, vengono spostate in ogni dove, ricattate durante gli scioperi e vengono fatte strumento per decurtare i cottimi. Ve ne sono altri di complessi che assumono a termine? del Sì, col beneplacito Governo, ve ne sono parecchi, però in nessun complesso avvengono licenziamenti in massa come da noi. Nella fattispecie, è questione di metodo, alla Magneti è sempre
stata così, i dirigenti si sono sempre ben guardati di lavorare in prospettiva al fine di assicurare una certa stabilità ai dipendenti dando una impostazione razionale alla produzione. La Direzione ha sempre sfruttato — perchè più redditizio — la disoccupazione permanente (2 milioni nel nostro Paese) assumendo a frotte nei periodi di maggiore richiesta, e licenziando in massa, come ora, non appena vi è una pausa. E' tollerabile che un complesso di 5 mila dipendenti presenti squilibri di questo genere? E la casa non sembra si esaurisca qui: si è fatto chiaramente intendere che nel settore Radio-TV le cose si mettono maluccio e che con molta probabilità si ridurrà ulteriormente l'orario di lavoro, perchè,
ora, il lavoro che prima si faceva in 7 mesi, lo si fa in 3. E' dovuto al progresso tecnico, dunque? Bene. Allora è quanto mai d'attualità la proposta della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, dal momento che il progresso tecnico non deve significare solo ed esclusivamente aumento dei profitti. Ne tengano conto le organizzazioni sindacali dal momento che ci troviamo di fronte a dei problemi seri, problemi che devono essere risolti prima di tutto nel nostro ambito con la lotta. Non dimentichiamo che ci sono in corso dibattiti al Parlamento sulla regolamentazione dei contratti a termine. Facciamo sì che la nostra protesta giunga anche a Roma ai parlamentari di tutti i gruppi perchè esca una leg-
i lavoratori al
nuovo governo
Qual'è il governo che vogliono i lavoratori?
sformarsi in super profitti e solo poche briciole per i lavoratori; sono stati gli anni che all'insegna dello scudo crociato si è fatta della discriminazione politica e sindacale un metodo della « democrazia »; della guerra fredda e della divisione del mondo in blocchi militari e dell'odio anticomunista una sorta di religione, un credo per tentare di corrompere la purezza ideale degli uomini semplici che aspirano ad una società più giusta e per deviarne la strada. Ed è questa politica che dalle fabbriche e dal paese è stata nella sostanza condannata e battuta, da quel grande movimento di lavoratori che proprio in questi anni ha preso coscenza della strada che deve ancora percorrere. La sostanza della crisi è tutta qui, crisi di quelle forze cioè che hanno ostacolato uno spedito progredire delle classi lavoratrici nel nostro paese e della pace nel mondo; crisi del partito democristiano che ha negato questo moto di progresso perchè racchiude nel suo seno interessi contrastanti facenti capo a classi diverse. Vista « dall'uomo della fabbrica » l'attuale crisi non è altro che il tentativo dei grandi capitalisti, i cui rappresentanti si annidano dentro la D. C., di impedire il movimento scaturito dalle lotte del 1959 per migliori condizioni di vita, maturi a coscienza politica nuova, e che la nuova maggioranza creatasi nel paese su una piattaforma rivendicativa democratica dia finalmente vita ad un nuovo governo. Libertà nelle fabbriche, aumenti di salario, distensione internazionale
C'è qualcuno che fa della confusione e parla di formule polivalenti di centro sinistra o di centro destra come se l'una equivalesse l'altra, dando ad intendere che per fare un governo basta una formula e degli uomini di qualsiasi tinta; purchè non si prendano impegni programmatici precisi. Invece ciò che più conta è proprio il programma. I lavoratori hanno buona memoria. I 10-12 anni trascorsi con governi democristiani sono valsi a favorire essenzialmente i grandi capitalisti che hanno visto restaurato il proprio potere politico ed economico, e con esso la possibilità di arraffare miliardi su miliardi di profitti. Sono stati gli anscientifica applicazione ni che han visto il progresso tecnico e una più del lavoro umano (leggi super sfruttamento) tra-
còntinua in 2.a pag.
L' eliminazione della passerella al Rondò e la costruzione del sottopassaggio, non ancora realizzati per gli ostacoli frapposti dal dipartimento ferroviario (vedi in 3.0 pagina lettera del Sindaco) di Milano e dal ministero,
segue in ultima pagina