IL MAGNETE
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA MAGNETI MARELLI
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
NEGLI STABILIMENTI DEL GRUPPO
![]()
Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72
NEGLI STABILIMENTI DEL GRUPPO
In questi giorni il grave malcontento dei lavoratori e lavoratrici del reparto Radio-Televisione e di quello degli Avvolgimenti ha dato luogo a manifestazioni di sciopero.
Queste lotte hanno costretto la Direzione della fabbrica a intraprendere le trattative, Che sono tuttora in corso, sui cottimi. L'intendimento dei lavoratori è di risolvere una volta per sempre queste gravi vertenze.
I cottimi, le tabelle di lavorazione, il loro « aggiornamento » e i tagli che vengono effettuati su queste tabelle rappresentano un problema di fondo oltre che un assillo quotidiano per i lavoratori e le lavoratrici. Una banale modifica apportata ad arte ad un dispositivo, può generare il pretesto per un taglio al cottimo. Quando poi avvengono modifiche sostanziali nel processo di produzione, le quali provocano una nuova impostazione di lavorazione e quindi una revisione generale dei prezzi e delle tabelle, difficile diventa la difesa di queste ultime da un punto di vista contrattuale perchè da parte degli organi direzionali si cerca di imbrogliare sempre di più la matassa. Ecco perchè spesse volte i lavoratori si accorgono del taglio solo a lavoro compiuto, il quale provoca la spontanea e immediata reazione.
Per tamponare in parte queste reazioni, a volte si dà « qualcosa » a
parte per arrotondare il salario, ma tutto ciò, è chiaro, forma l'espediente che nulla ha a che vedere con la normale contrattazione, con una normale retribuzione.
Questo « qualcosa » sa troppo di mancia, di artigianale; forma assolutamente incompatibile in un grosso complesso quale è il nostro. Sappiamo anche che i nostri dirigenti hanno
mandato in America alcuni tecnici per assimilare meglio la tecnica del « taglio » che la scienza capitalistica mette a disposizione. Sappiamo anche che a loro è stato detto di tralasciare con cura lo studio sui salari americani perchè sarebbe stato arduo mascherate le 700 lire all'ora che ivi si percepisce contro le nostre (Continua in 4 pag.)
Le trattative per il rinnovo del Contratto di lavoro sono rotte. La Confindustria e l'Intersind si sono mostrati intransigenti di fronte alle pur minime richieste di aumento salariale e ai miglioramenti normativi. Le tre organizzazioni sindacali si stanno consultando per stabilire la ripresa della lotta.
Lavoratori, siate uniti e pronti per dare altri colpi massicci ai padroni per costringerli a cedere.
I LAVORATORI DELLA BREDA TERMOMECCANICA ELETTROMECCANICA - IN MARCIA DA SESTO A MILANO
11-*
Mai come in questo momento la storia ha avuto periodi così ricchi di avvenimenti politici e di scoperte scientifiche.
L'avvenimento politico è stato determinato dall'incontro dei due Grandi, rispettivamente rappresentanti di due sistemi letteralmente diversi l'uno dall'altro, i quali hanno dimostrato come, in uno spirito di reciproca comprensione, si possa arrivare alla distensione e alla pace sfatando nel contempo i teorizzatori della guerra fredda (Dulles ed epigoni) e i governanti di quei Paesi (italiani compresi) che dalla guerra fredda hanno tratto la loro linea
politica.
"Aboliamo gli armamenti. Miliardi e miliardi vengono profusi, sperperati dalle grandi potenze nel settore bellico mentre si potrebbe utilizzarli per il progresso, per il benessere generale non dimenticando i Paesi sottosviluppati che da anni lottano contro la miseria e le carestie". Così, pressappoco, disse Kruscev all'ONU.
Ad onor del vero e per rispetto alla storia, è doveroso dire che non è la prima volta che in un consesso intenazionale si propone l'abolizione degli armamenti: lo fece Litvinov, ministro degli esteri della giovane Repubblica Socialista Sovietica, a
Ginevra nel 1927.
Allora, la proposta venne accolta con ironici sorrisetti; ora, invece, con serietà e profonda considerazione: alle spalle di Litvinov c'era l'URSS del 1927, ora alle spalle di Kruscev la prima potenza del mondo e sopra la testa di tutti i razzi con falce e martello che solleticano la Luna.
Rapporti di forza, dunque: è il Socialismo che determina la pace.
I popoli di tutto il mondo, gli scienziati di tutti i Paesi guardano con ammirazione e stupore alle conquiste della scienza sovietica, la quale opera in uno Stato il cui sistema gli permette di rag-
giungere i traguardi più ambiti.
Da questa situazione nuova, qual'è la risultante che i lavoratori devono trarre? Innanzitutto non devono commettere l'errore di adagiarsi su un piano di passiva attesa, ma devono operare in modo tale che il "vento caldo della distensione" arrivi fino a noi, nelle nostre fabbriche, nel nostro Paese per porre fine alle discriminazioni, all'intolleranza ideologica e allo strapotere monopolistico.
Per raggiungere questi risultati bisogna lottare, stimolare il processo innovatore, essere, in poche parole, i protagonisti della storia.
Tutto è regolare alla mensa? Non vi sono lacune nell'impostazione organizzativa e quindi nella sua funzionalità in generale?
Diremmo di no.
Se i dirigenti d'azienda si peritassero di dare un'occhiatina (lo devono fare perchè ciò non è meno importante della produzione a catena, almeno...) si accorgerebbero di parecchie cose, quali: le lunghe code, la scarsità di posti e di spazio, la mancanza di bicchieri, il vino è aceto, le pietanze in genere hanno sapori strani e disgustosi, le lunghe soste in attesa che continui
la distribuzione delle vivande, la scarsità del personale addetto, le pile di cibo rifiutato perchè, evidentemente, ritenuto non commestibile, l'insufficienza del vitto particolarmente il venerdì, scarsità di contorni, ecc.
Tutto ciò basta per richiamare l'attenzione dei dirigenti?
I preposti ai servizi hanno segnalato le condizioni in cui sono costretti ad operare? Speriamo che il tutto venga ovviato al più presto perchè, come già sopraddetto, la mensa presenta un problema delicato e di fondamentale importanza.
Come si sentono con la coscienza i responsabili del licenziamento dei due verniciatori.
Se paghiamo i viaggi di andata e ritorno in America per poi vederci ridurre i tempi del cottimo.
Se il Sig. Borneto quando invita i capi o capetti a far lavorare le donne durante lo sciopero crede di fare il furbo.
Quando cessa la caccia all'attivista nell'interno della fabbrica.
Se sono i russi che con una sveglia pretendevano di fare tre orologi, oppure sono certi propagandisti che di un Lunik non riescono a fare neanche una sveglia.
Quale argomento oggi la Direzione può opporre ad una giusta richiesta di accoglimento delle rivendicazioni interne.
CAIO — Hai sentito? Sembra che un pezzo grosso sia stato trovato a compiere atti innominabili nel suo ufficio.
TIZIO — Lo licenzieranno?
CAIO — Se fanno come quello che timbrava il cartellino alla sua segretaria non credo, in quanto questi è stato semplicemente spostato da uno stabilimento all'altro.
TIZIO — Però non avrei mai creduto che uno che si dedicava alla San Vincenzo avesse potuto commettere certe cose.
CAIO — Eh... caro mio, tu sei controllato nel lavoro, mentre certa gente fa i suoi porci comodi, per di più trattandoti come uno schiavo.
TIZIO — Sai che ti dico? Siamo tornati ancora ai vecchi tempi.
CAIO — Purtroppo certa gente ce la dobbiamo digerire noi, gente che ti viene a parlare di: « comprensione, collaborazione, libertà » e poi...
TIZIO — Proprio così, sono nauseato di certa gente che ci dirige, e della vita che siamo costretti a vivere.
CAIO — Attento, arriva una guardia; potrebbe riferire... al capo dell'Ufficio personale.
SUL CONGRESSO DELLA D.C.Ho scambiato qualche parola con gli attivisti "della Base" alla Magneti Marelli, ed ho trovato in loro un senso di combattività nel far prevalere sia nell'ambito aziendale che in quello provinciale la loro corrente.
Ormai alla Magneti Marelli si condanna apertamente l'operato di uomini come Segni, Pella, Andreotti, Togni, Scelba, ecc.
Però nel fondo di questi attivisti D.C. chiamiamoli
PER
di sinistra c'è una forte preoccupazione, e cioè quella di essere troppo in pochi, c'è la paura di non spuntarla nel Congresso di Firenze, perchè, faceva notare giustamente un attivista della corrente di base, se a Milano abbiamo molti che la pensano come noi, nel resto dell'Italia non è così. Ed è qui che si poneva all'attivista una domanda: "Se le cose andranno ancora così o pressappoco, cosa farete? Ac-
cettate passivamente il continuarsi di questa situazione oppure prenderete il coraggio a quattro mani e darete vita ad un movimento cattolico che veramente esprima il sentimento di chi lavora, di chi non mendichi i voti fascisti e nemmeno di chi ha fatto sparare sugli operai?"
La risposta è stata: "Non staremo con le mani in mano".
Caro Mario, una delle sere scorse, ascoltando la sinfonia della "Battaglia di Legnano", ho provato un senso di nostalgia per i tempi in cui si dava tutto per fare l'Italia.
Ti parrà strano quello che ti dico, eppure allora il grido di libertà che si levava da milioni di cuori doveva essere qualcosa di sublime.
Mi son pure ricordato dei primi giorni gloriosi del 1945. Anche in noi, allora, vi era quell'anelito di libertà dopo tanti anni di oppressione f ascista. Com'era bello sentirsi un sol uomo, una sola forza! E quanta forza abbiamo avuto! Abbiamo spazzato via tedeschi e fascisti e ci siamo ritrovati liberi, fe-
g1i5ternaie
lici, con la speranza nel domani!
E ora? Chi, fra i tanti impiegati della Breda si sente ancora felice?
Casa e lavoro, lavoro e casa! Non si parla, non si pensa. Credo che gli unici felici siano coloro che hanno scioperato in questi ultimi giorni. Erano in pochi, è vero, ma si sono alzati al di sopra della greve cappa di piombo che ci opprime; loro, loro soli si sono sentiti liberi, felici! Hanno gustato il dolce sapore della libertà !
Noi eravamo isolati, essi invece uniti, alla grande schiera dei lavoratori in lotta!
Mi tornavano in mente i versi del Manzoni: "Dolente per sempre chi dovrà dir, sospirando, io non c'era".
Ultimamente la Commissione Interna ha fatto presente attraverso due lettere alla Direzione la insostenibile situazione sia delle portinerie che della mensa. Naturalmente è bene che anche qui gli operai facciano sentire la loro voce.
Quando alla mensa la coda si prolunga in modo insolito, ebbene si chieda spiegazione in modo energico al responsabile della mensa; diciamo energico perchè certe situazioni durano già da troppo tempo, e pensiamo non sia male che questa pro-
testa si faccia in modo collettivo.
Per le portinerie non si provvede; si aspetta forse che qualcuno si rompa ancora qualche braccio? Non sarebbe male se qualche gruppo di operai andasse a chiedere spiegazioni di tutto a chi di competenza.
Si spendono fior di biglietti da mille per i fiori e per le pulizie straordinarie quando arriva qualche delegazione; si possono trovare i soldi per aumentare il personale alla mensa ed anche per sistemare le portinerie.
No, caro Mario, un'altra volta non vorrò più dirlo: ci sarò anch'io con gli altri se sarà necessario, perchè "troppo sa di sale" un misero pane guadagnato a prezzo della libertà ! Vedi, senza volerlo ci siamo lasciati irretire.
Quella cancrena che si chiama anticomunismo ci ha diviso, ci ha tolto la forza che avevamo un tempo.
Nel nome dell'anticomunismo i fascisti consumarono i più orrendi delitti; ora, con la stessa arma, ci vogliono battere, deridere, umiliare: sÃ, perchè noi lavoriamo di più e guadagnamo di meno, i prezzi aumentano mentre diminuisce la contingenza e se alziamo la testa, giù col bastone.
Il nostro giornale già altre volte si è occupato degli spogliatoi, della loro angustia e delle scale di accesso del tutto inadeguate. Tutto ciò è stato segnalato anche dalla C.I. alla quale la Direzione ha risposto con un silenzio assoluto. L'altro giorno, una lavoratrice si è infortunata ad un piede e ci ha rimesso il vestito. Non sappiamo se la Direzione continuerà a mantenere il silenzio oppure se arriverà nell'ordine di idee di correre ai ripari, perchè, oltre tutto, ed è bene che si sappia, se per malaugurata ipotesi in futuro dovesse succedere qualcosa che richiedesse uno sfollamento precipitoso, ne vedremo delle... brutte.
Quasi raddoppiato il numero delle aule per le elementari - Articolo dell'Ars, alla P.I. Prof. Rosa Casapollo
Nella società moderna, dove tutti ammettono la necessità di stabilire la eguaglianza dai punti di partenza, la scuola rappresenta il più efficace è rilevante strumento di rinnovamento e di giustizia sociale.
Secondo le statistiche più recenti, ci sono in Italia cinque milioni di analfabeti, cioè il 12% della popolazione totale e le aule delle scuole sono del 42% inferiori al fabbisogno nazionale.
Secondo un rilievo fatto dal Ministero della P. I. in Italia, per limitarci alle scuole elementari, mancano 78.000 aule scolastiche: la situazione della scuola elementare è quindi molto precaria e difficile in tutto il Paese.
Inoltre alle 78.000 aule mancanti per l'istruzione primaria, sono da aggiungere almeno altre 50.000 anche per la scuola secondaria.
Affinchè ci si possa render conto dell'urgenza con la quale si impongono i problemi relativi all'istruzione scolastica a Sesto è necessario ricordare che la popolazione della nostra città è salita nell'ultimo decennio da 44.000 unità a circa 60 mila e gli allievi delle scuole elementari da 2900 del 1952 sono saliti a 3560; ad essi sono da aggiungere i 2500 allievi delle scuole secondarie i cui problemi non sono certo meno pressanti di quelli delle scuole elementari.
Pertanto dalle 56 aule del 1952 si è passati alle 76 del 1957, alle 85 del 1958 alle 96 del corrente anno scolastico grazie all'immissione di 11 aule della nuova scuola di Cascina Gatti.
Per quanto riguarda le
scuole secondarie, la realizzazione della scuola media con le sue 24 aule e 800 posti-banco ha già risolto il problema in tale ramo dell'istruzione al momento attuale, ma l'incremento della popolazione della nostra Città è talmente rapido e impetuoso che il problema di un'altra scuola media non tarderà molto ad imporsi.
Le due nuove scuole recentemente entrate in funzione hanno portato un onere di 280 milioni: lo sforzo compiuto dalla Amministrazione Comunale nel settore scolastico per avviare alla normalità la scuola sestese è sta-
diata esecuzione sarà l'ampliamento della scuola di avviamento commerciale « Breda » per un importo di circa 138 milioni; esso offrirà ulteriori 480 posti-banco con maggioranza delle famiglie sestesi composte da lavoratori, è diretto verinoltre sei aule di esercitazioni pratiche di calcolo meccanico, eccetera.
UN PROBLEMA: LA SCUOLA PROFESSIONALE
L'istituzione della nuova scuola di avviamento
che speriamo possa presto essere istituito nella nostra città .
I mille e duecento allievi dell'avviamento professionale commerciale, aggiunti agli allievi dei due avviamenti professionali privati e ai 150 allievi della scuola avviamento industriale testè istituita, denotano con molta chiarezza che l'orientamento della grande so la continuazione dell'istruzione professionale per i propri figli, in quanto la particolare struttura economica della nostra città spinge la gran massa dei genitori ad indirizzare i figli verso la car-
riera industriale produttiva.
L'Amministrazione Comunale ha sempre cercato che il processo di evoluzione della nostra città fosse accelerato in ogni campo e ha mirato con tutte le sue forze alla realizzazione di tale processo anche per l'edilizia scolastica nell'interesse di tutti i cittadini sestesi.
Leggete e diffondete
to veramente notevole e non è considerato per nulla esaurito in quanto l'Amministrazione Comunale di Sesto ha sempre considerato il settore della pubblica istruzione come uno dei più delicati e complessi settori della vita di una moderna città .
Il progetto per la scuola di Restellone già presentato nel 1956, che prevede 4 padiglioni con 20 aule per un costo di 90 milioni, troverà pronta realizzazione; di imme-
professionale industriale ha posto sul tappeto un altro importantissimo problema che dovrà avere prontissima soluzione: i centocinquanta iscritti alle prime classi della scuola di avviamento industriale a Sesto, indicano chiaramente che la necessità di questa scuola statale era più che sentita nella nostra città .
I tecnici del Comune si sono subito messi all'opera per la progettazione di una scuola moderna che prevede anche un ulteriore grande sviluppo della scuola stessa e la sua continuazione nell'istituto tecnico industriale
VIALE MARELLT, 336
Maglieria - Camiceria - lirtieoli per bambini
SI ACCETTANO BUONI ENAL
Calzoleria VITTORIA
Viale Ercole Mar elli, 330
SI ACCETTANO BUONI ENAL
Scarpe per tutti da uomo, donna e bambino delle migliori marche
A PREZZI POPOLARI
NEL VOSTRO INTERESSE VISITATECI I
Nuovo edificio scolastico di Cascina
Gatti
Chi segue un po' da vicino la situazione politica, non può non rimanere colpito e cercare di capire i fermenti che si manifestano in modi differenti ed originali nelle file di alcuni partiti e di varie associazioni di massa. Questi fermenti molte volte si affermano con prese di posizioni pubbliche, le quali portano elementi nuovi e vivificanti nella dialettica del movimento politico italiano. In questa situazione si inserisce il convegno delle A.C.L.I. milanesi che si è tenuto giorni fa a Milano, il quale ha visto nella relazione e negli interventi del vivace dibattito messa a fuoco e criticata tutta la politica svolta in questi anni dalla D.C.
Le constatazioni che in quella sede sono state fatte vale la pena di sunteggiarle e di riportarle perchè si prestano a considerazioni molto interessanti. È stato detto che fino ad oggi si è evitato di applicare la Costituzione, che la ricostruzione del nostro Paese è avvenuta rafforzando i monopoli, che la condizione dell'operaio italiano e i suoi consumi sono al livello dei popoli coloniali, che la politica dei vari Governi D.C. succedutisi in questi anni ha escluso i lavoratori dalla direzione dello Stato, che l'interclassismo è una ideologia che serve a meglio sfruttare i lavoratori.
È appunto per conoscere come questa vibrata e giusta denuncia si sarebbe trasformata in azione concreta che abbiamo avvicinato un qualificato rappresentante della C.I.S.L. di una grande azienda sestese, il quale era intervenuto nella discussione svolta al Congresso del-
le A.C.L.I. milanesi. Con una franca discussione — pensavamo noi — si sarebbe dato un aiuto alla precisazione, alla presa di coscienza dei problemi e dell'azione che necessita portare avanti.
Perchè è giusta e fattiva la denuncia, ma poi come si pensa di inserire i lavoratori alla direzione dello Stato? Con la D.C. la quale riceve il 75% dei suoi voti dai lavoratori e fa per il
so le nostre domande dimostrando una eccessiva prudenza.
Riaffermando di essere d'accordo con le cose dette al convegno, ed esprimendo alcuni giudizi interessanti che vanno in quella direzione, ne ha ritenuto però inopportuna la popolarizzazione e l'apertura di un dibattito su tali problemi.
Noi riteniamo che non sia giusto mantenere nel ristretto à mbito specialistico quei problemi. Perchè sarebbe la mi-
riusciranno a vincere la loro battaglia. Così la si perde, anzi, si contribuisce a lasciare le cose come stanno.
Ci vuole più coraggio È l'antico dilemma dei cattolici onesti : occorre costruire una società più giusta; ma chi contrasta questo nobile disegno? Gli amici, quelli che stanno alla testa dentro e attorno alla D.C. Chi, invece, aiuta questo proposito? I « nemici », quelli che stanno alla
testa dentro e attorno alle organizzazioni popolari.
Ci vuole coraggio. Quel coraggio che il convegno A.C.L.I. ha incominciato a dimostrare giungendo a superare le manifestazioni del più ottuso anticomunismo. Occorre fare altri passi avanti, speditamente, convincendosi che soltanto unite, o perlomeno collegate e aiutandosi a vicenda, le forze popolari potranno realizzare la Costituzione e cambiare le cose in Italia.
100% la politica del padrone? E come sollevare la condizione di vita del lavoratore, con un Governo D.C. che si appoggia ai fascisti, o con un Governo che riceve il contributo di tutta la sinistra? E si può fare questo Governo nuovo?
Queste ed altre domande ci premevano nella testa come quella, ad esempio, se si possa realizzare una unità più efficace e permanente dei Sindacati, ma siamo stati delusi nelle aspettative perchè il rappresentante cislino ha elu-
gliore conferma del « predica bene e razzola male ».
i lavoratori
alla direzione dello Stato
Ma come, si afferma che i lavoratori sono stati tenuti per troppo tempo estranei alla direzione dello Stato, si dice che, nell'interesse del Paese, debbono essere inseriti alla gestione della cosa pubblica e poi si teme di parlare loro proprio di queste cose.
Non così gli aclisti
(Continuazione dalla I pag.)
250. Per noi solo tagli dunque, e ogni qual volta si fanno richieste per miglioramenti, giustificati dal sensibile aumento della produzione, si risponde con la storiella della concorrenza.
Bisogna fare in modo che i lavoratori da una posizione di difesa passino ad una posizione di conquista (prescindendo dalle lotte in corso) e che dai nuovi processi
di produzione nascano miglioramenti per tutti : questo è il punto nodale. Bisogna quindi agire con fermezza e decisione su tutti i problemi, altrimenti si finisce coll'assistere (per contro) a qualche licenziamento - rappresaglia quale quello dei due verniciatori i quali hanno avuto nel dott. Blan e nel signor Sironi gli ineffabili giudici accusatori.
Astronavi e stazioni spaziali: Il mondo di un futuro è già in cammino