Skip to main content

Magnete10

Page 1

I1 Magnete

Periodico dei lavoratori detta Magneti

DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE: CIRCOLO "LAGHETTO" - VIA DEL RICCIO

I difensori della (Civiltà occidentale> nel Libano e alla Marelli

ANALOGIE

I risultati dei gesti spacconi e provocatori

A proposito dell'intervento americano nel Libano l'autorevole « Daily Herald » organo laburista, il 16 luglio pubblicava fra l'altro: « Gli Stati Uniti sono intervenuti nella guerra fasulla del Libano come poliziotti autonominatisi. I loro fanti di marina stavano già sbarcando, prima che le Nazioni Unite ne fossero informate o ne avessero dato l'autorizzazione. Perchè abbandonarsi a simili gesti drammatici e spacconi che sono futili oltre che provocatori?

La minaccia di intervento e la manifestazione di forza sono proprio le cose che uniscono milioni di persone in tutto il mondo a rabo nell'odio contro le potenze occidentali ».

Il ragionamento del giornale inglese a proposito dei risultati delle spacconate, delle manifestazioni di forza, delle ottusità senza principii, ci fa pensare ai dirigenti della Marelli e ai risultati che hanno ottenuto.

Anche da noi, mentre da una parte si chiedevano legittime rivendicazioni (miglioramento del premio di produzione, costituzíone della Mutua Interna, risohizione del problema dei turnisti), da parte dei dirigenti della nostra fabbrica, esimi rappresentanti della civiltà occidentale, Si tirava per le lunghe, si faceva fare anticamera per mesi e poi non solo si rispondeva di no, ma sono incominciate le sospensioni, le 32 ore, le 24 ore settimanali.

Si vuole smaltire la produzione vecchia in attesa di effettuare quella nuova (i TV con il tubo a raggi catodici di 120 gradi, TV e radio con tasti supplemen tari per il cambio automatico di tonalità e luminosità, ecc.) e, naturalmente, per eliminare il prodotto giacente si interrompe il lavoro, si effettuano le sospensioni, in una parola questo proposito della direzione si realizza sulla pelle di chi lavora.

E questo si aggiunge alla infinita serie di soprusi, di discriminazioni, di angherie, di ricatti come quelli messi in opera alla vigilia dello sciopero quando si affermava che gli scioperanti avrebbero potuto fruire della mensa solo dietro pagamento di 180 lire.

Chi semina vento raccoglie tempesta. Così, come nel M. O.,

la politica padronale ottiene alla Marelli la risposta che si merita: lo sciopero unitario e gene rale.

Sarà servita la lezione? Intanto offriamo alla meditazione dei dirigenti questi problemi che occorrerà trovino una sollecita risoluzione:

1) Effettivo e sostanziale miglioramento della mensa. 2) Garanzia minima delle 40 ore. 3) Miglior distribuzione delle ore lavorative durante l'anno in modo da evitare che in un certo periodo si effettuino centinaia di sospensioni e poi si proibisca di fare le ferie. 4) Rivedere i minimi di paga e migliorare gli aumenti di merito. 5) Tre'settimane di ferie ai lavoratoti operai.

SCIOPERO ALLA i71AGNET1 A

L'ESPERIENZA DI UNA MAGNIFICA LOTTA

Molte erano le opinioni a proposito dello sciopero, ma una era condivisa da tutti « bisogna fare qualcosa, altrimenti — di questo passo — chi sa dove si va a finire ».

E bisogna dire che in qualcuno vi era anche sfiducia, alimetata dalle solite voci messe in giro ad arte dalla Direzione per aumentare la confusione e l'incertezza.

« Se i turnisti sciopereranno, non potranno rientrare e per conseguenza perderanno più ore ».. « scioperando si perde il diritto alla mensa e chi vorrà mangiare in mensa dovrà pagare 180 lire » ecc. ecc.

Naturalmente queste voci erano oggetto di discussione fra i turnisti e lasciavano qualche incertezza, che se si fosse tradotta in defezione, avrebbo danneggiato la lotta anche del turno normale.

zione dalla Direzione e faceva comprendere ai lavoratori che la risposta migliore ai piccoli ricatti, alle meschine coercizioni per limita/t diritto di sciopero, è sempre la compattezza degli operai nello sciopero.

Così è nata la magnifica dimostrazione dell'Il luglio dei lavoratori della Magneti A che ha gettato alle ortiche incertezze e sfiducia e ha fatto capire che le cose devono essere cambiate e la strada per cambiarle è la lotta condotta con dignità e fermezza.

L'esperienza dimostra che i padroni ragionano solo in termini di forza e nulla concedono se non vi sono costretti. E a riconfermare la ferma volontà dei lavoratori di avere ciò che loro spetta, se sarà necessario, altre lotte unitarie seguiranno. Dipenderà dalla cattiva volontà dei padroni se la manifestazione dell'Il luglio sarà soltanto un punto di partenza.

PER SALVARE LA PACE

Mentre scriviamo la situazione internazionale, aggravata tragicamente dalla aggressione americana al Libano e inglese alla Giordania, mantiene inalterati i suoi aspetti di pericolosità. Anche se, per ora, gli aggressori sono stati fermati sulle soglie della nuova Repubblica Irachena e la parola più che alle armi sembra essere alla diplomazia, il rischio di un conflitto permane. Inglesi e americani sono ancora a Beirut e ad Amman, armati modernamente, muniti di ordigni atomici con alle spalle la Sesta flotta gli uni e trentottomila uomini collocati a Cipro gli altri. Sin che queste truppe rimarranno dove sono, sempre potrà verificarsi l'accensione della scintilla destinata a trascinare il mondo nella terza guerra mondiale.

La ragionevole proposta di Krusciov per un immediato incontro al vertice ha messo ancora una volta in luce che se la guerra non è scoppiata, questo è merito indiscutibile della ferma politica di pace dell'URSS e della serenità del suo gruppo dirigente. D'altra parte la proposta sa vietica è servita a smascherare anlze il mito della cosidetta unità dei Paesi occidentali. Le ri-

L'intervento però degli organismi sindacali dei lavoratori faceva giustizia delle voci messe in circolasposte che sono partite da Lonscriviamo sono partite da Londra, Parigi e Washington alla volta di Mosca, mettono in luce le profonde contraddizioni che dilaniano gli alleati, uniti soltanto quando si tratta di soffocare le aspirazioni di pace dei popoli.

In questo grave momento per la pace mondiale, quello che più sorprende è l'assoluta indifferenza con la quale il governo italiano ha seguito gli avvenimenti che fra l'altro hanno avuto luogo in una area mondiale di estremo interesse per l'Italia. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata latta sulla situazione, nessun passo diplomatico è stato compiuto, nessuna iniziativa è stata presa.

L'unico atto concreto è stato quello di instaurare nel Paese un cedenti in aperto spregio della Costituzione e del Parlamento. regime di polizia che non ha preDeputati sono stati fermati, manganellati, dirigenti di Partiti sono stati trascinati di fronte ai Tribunali, centinaia di cittadini gettati nelle guardine come delinquenti comuni, personalità della cultura, dell'arte e della scienza picchiati e tratti in arresto, comizi sono stati vietati, manife-

sti sequestrati e distrutti, volantini requisiti e così via, Persino il giornale socialdemocratico « La Giustizia » aveva protestato scandalizzato per quanto avveniva nel Paese.

L'atteggiamento di politica interna del governo Fanfani, Saragat deve essere considerato come una indiretta precisazione della sua politica estera e cioè: piena solidarietà con gli aggressori, perfetto accordo con chi usa il suolo italiano da Capodichino, a Napoli, a Livorno come basi d'attacco a popoli in lotta per la loro libertà. Fanfani ha così dimostrato di non essere per Macmillan o per De Gaulle ma per Dulles ed Eisenhower cioè non solo di appoggiare gli aggressori ma i più oltranzisti fra questi. Basta sentire le trasmissioni della radio per rendersene conto.

Per questo la vigilanza e la lotta popolare urgono più che mai. L'unica speranza di impedire all'Italia di trovarsi immischiata automaticamente in un tragico conflitto è nel popolo. I governanti ormai sono dall'altra parte della barricata. Più presto ce ne libereremo e meglio sarà.

Anno VII - N. 2 Sesto S.
1958 L. 30
Giovanni, Luglio

Verso la conquista di un migliore

Il contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici è stato denunciato : Da parte del movimento sindacale si è ormai nel pieno della discussione preparatoria per ottenere un miglior contratto di lavoro che elimini le doppie interpretazioni e che sancisca un miglioramento salariale con minimi adeguati al costo della vita.

Alla Magneti Marelli il dibattito per un nuovo contratto di lavoro è già iniziato, ma ancora li, mitato è l'intervento delle maestranze; la discussione si limita al gruppo attivo sindacale e questo non aiuta a trovare le migliori soluzioni.

E' importante far sapere alle maestranze che il contratto di lavoro nuovo sarà il frutto di una lotta di tutti i metallurgici italiani, noi compresi.

Nessuno deve cullarsi sulla teoria che « saranno gli altri a ottenere anche per noi » e nemmeno pensare che sia il padronato italiano e regalarci qualche cosa.

L'esperienza di oltre 60 anni di lotte del movimento operaio ci insegna che mai il padronato ha ceduto una posizione senza esservi stato costretto dalla lotta o comunque dalla pressione attiva degli interessati.

contratto di lavoro

Una lettera ai Direttore Generale

Il malcontento degli operai si manifesta in diversi modi, prova ne è la seguente lettera spedita da un gruppo di operai al direttore generale.

Quali sono le cose più importanti che vogliamo? 1) Aumento del 15 per cento dei salari. 2) Regolamentazione del lavoro a cottimo o ad incentivo col diritto di contrattazione per le Commissioni interne. 3) Modificare le norme inerenti alle qualifiche definendo con più precisione l'appartenenza, secondo valore, senza discriminazione di sesso. 4) Scatti di anzianità per gli operai a, fine di consentire una più efficace tutela della anzianità. 5) La parità salariale fra uomini e donne conformemente alla indicazione della Costituzione e della Convenzione internazionale di Ginevra che ha avuto l'adesione anche del governo ma che in pratica non ha applicazione.

E ancora altri problemi come il prolungamento delle ferie e dell'orario di lavoro ecc.

Non sarà una battaglia facile, da qui la necessità di allargare sempre più la discussione, per mettere tutti i lavoratori e le lavoratrici al corrente di tutte le questioni che chiedono una tidét guata soluzione anche per la preparazione di una sempre più matura coscienza sindacale in modo di essere pronti ad ottenere prima e a far rispettare poi le migliori condizioni.

Gli attivisti della FIOM aziendale hanno già fatto una serie di riunioni, si continui sulla strada iniziata, la battaglia è dura ma noi alla battaglia andiamo per vincere e per vivere.

La fase preparatoria _ Le nostre rivendicazioni VENAL I la questione del vino e quella del carbone

Pensiamo sia giusto portare a conoscenza dei lavoratori alcune questioni che riguardano il a nostro » ENAL.

1) La questione del vino. A tutti è noto che alcuni mesi fa il vino era aumentato notevolmente di prezzo. Non vogliamo entrare nel merito della questione che, del resto, è già stata trattata da altri, ma vogliamo si sappia che i dirigenti dell'Enal, erano del parere di portare il prezzo della bottiglietta a L. 45. Così l'Enfi avrebbe avuto un guadagno di circa 6,50 alla bottiglia, che, si diceva, era necessario per coprire le spese.

La Commissione Interna, esaminata la questione, precisava però che le spese si riducevano a quella per l'acquisto dei buoni e a qualche *'entuale vetro rotto, tutto sommato ciò poteva incidere ad una lira o al massimo a L. 1,50 per bottiglietta; l'intervento della C. I. è servito a far sì che il prezzo fosse fissato in L. 45.

Ma la storia del vino non è finita. Successivamente la Commissione Interna faceva presente all'Enal che il prezzó del vino era in diminuzione e che in base ad offerte fatte da varie aziende si sarebbe potuto portare il prezzo del vino a L. 35 la bottiglietta. Se non andiamo errati, la risposta dell'Enal è stata che il prezzo doveva rimanere invariala gradazione del vino. Noi certo non abbiamo provato ad « ac-

to perchè era stata aumentata cendere il vino col fiammifero » però possiamo giurare che nessuno si è accorto di niente.

2) La questione del carbone. A conferma del fatto che l'Enal Magneti Marelli non agisce nell'interesse dei lavoratori eccovi la faccenda del carbone.

La ditta Tagliabue, dopo approcci fatti da membri della C. I. si impegnava, con dichiarazione scritta, a fornire il coke metallurgico a L. 2.450, contro le 2.600 richieste dalla CERSA. Lo Enal successivamente intervenuto, pretendeva che il prezzo fosse fissato sulle 2.530 intendendo ricavare un utile di L. 80 per cile, che moltiplicato per 12.000 quintali avrebbe dato una bella cifra, ricavata dalle tasche degli operai. Solo il fermo atteggiamento della Commissione Interna faceva sì che il prezzo rimanesse fissato nella cifra sopraindicata.

La conclusione di queste pedanti, ma purtroppo vere storielle, non può essere che una, quella di avvertire i dirigenti dell'Enal che questi sistemi non sono di gradittento ai lavoratori, anche se c'è il beneplacito della Direzione. I dirigenti dell'EnaI non devono mai dimenticare che i lavoratori hanno già paghe insufficienti e non desiderano essere aiutati ad andare a fondo proprio dai dirigenti di organismi che al contrario dovreblicro aiutarli a stare a galla.

I sottoscritti operai specializzati del Reparto Costruzioni Campionature n. 1320 della Sezione DTEM, si rivolgono alla S. V. allo scopo di chiederne l'intervento per una soluzione di un problema che per noi, se non risolto, è una diminuzione del salario.

Senza aver nessun demerito nei confronti degli altri operai specializzati di attrezzeria già abbiamo una media di 10 lire meno all'ora e da qualche mese ci hanno diminuito l'orario di lavoro di 4 ore alla settimana pur avendo il lavoro con urgenza anche più pressante di prima.

Siamo tutti operai anziani dell'Azienda : 31 anni di anzianità il più vecchio e 16 il più giovane. Questa operazione oltre che menomarci moralmente ci preoccupa per il mancato guadagno Cile incide fortemente sul bilancio familiare.

Questo fatto ci costringe a orientarci verso un maggior guadagno, guardando sul mercato che richiede mano d-opera specializzata. Per evitare questo, si chiede che ci si garantisca almeno l'orario fatto nei mesi precedenti anche perchè avendo il lavoro non vediamo la ragione di una diminuzione d'orario. Sicuri del Suo interessamento La ringraziamo sentitamente. I Dipendenti

A proposito del «palpeggio» all'uscita, del fumare e dei servizi igienici

Già da tempo allo Stabilimento N. si adotta un sistema di spoglio immorale ed anticontrattuale. Chiunque può assistere in portineria ala palpaggio » ín pubblico dei lavoratori all'uscita del turno di lavoro, Anche le guar. die talvolta si mostrano intasa.' dite nell'esercizio di questa .incombenza affibbiata loro dalla Direzione.

Sembra di essere al fronte, da. vanti al nemico vittorioso: mani in alto e perlustrazione generale. Constatato il fatto che questo sistema è anticontrattuale, la nostra COMM. interna, appellandosi all'art. 4 della parte, cogiube del vigente contratto dei metallurgici, intende far rispettare le norme in materia di spoglio, richiedendo alla direzione l'installazione di appositi regolatori ad) tornatici previsti dal contratto.

E, visto che batti e ribatti l'idiozia del fumare solo in una certa mezz'ora va scomparendo, ci permettiamo di sperare che sia per la proposta surriferita che per un sostanziale miglioramento dei servizi igienici, la direzione voglia provvedere.

MAGNETI MARELLI 2 I1 Magnete
uone irerie a tutti i lavoratori
e lavoratrici del
GRUPPO

PER UNA LEGISLATURA OPERAIA

Riconoscimentoilgiuridico delle C. I. Riforma dalla previdenza sociale

Nel programma governativo è completamente dimenticata la parola « Commissione Interna ». Questa istituzione che ha un grande valore per la democrazia per la difesa diretta del lavoratore è oggi un organismo previsto dagli accordi interconfederali, ma la cui opera molto spesso dipende dai rapporti di forza esistenti nelle diverse aziende. Così che si arriva alla situazione di moltissime aziende dove, nonostante gli accordi nazionali, la C. I. non esiste perchè il padronato ne impedisce la costituzione.

Tutti sappiamo che il padronato ha sempre tentato, con l'appoggio dei vari governi £he aveva contribuito a eleggere e a mantenere in carica, di diminuire, limitare, ostacolare le funzioni dei Commissari sino a giungere al licenziamento di quei rappresentanti dei lavoratori che non erano disposti a venir meno al proprio dovere.

Queste aperte violazioni di ac-

cordi, queste continue azioni contro i lavoratori e i loro rappresentanti hanno l'evidente scopo di giungere a poter disporre liberamente degli operai e degli impiegati così da imporre loro regole, norme, retribuzioni di maggior vantaggio per il datotze2 di lavoro.

A tutto ciò occorre porre rimedio. Net modo auspicato da tutti i lavoratori al di sopra delle divergenze sindacali o politiche : ottenere che il Parlamento imponga al governo una legislatura operaia nel quadro della quale abbia un posto di rilievo il riconoscimento giuridico delle C. I. Il progetto di legge che era stato presentato da Di Vittorio da Foa deve essere ripresentato e decisamente sostenuto sia in Parlamento che nel Paese.

Questo chiediamo ai deputati aí senatori neo eletti, questo chiediamo a tutti i lavoratori, certi che alla Marelli si farà tutto quanto ocorrerà per affermare un diritto sacrosanto, per difendere una causa giusta.

La lotta della classe operaia ha fatto maturare provvedimenti legislativi che debbono essere affrontati e risolti dal Parlamento neo eletto.

Non che le leggi bastino a risolvere tutti i problemi, sappiamo bene che non è così, ma sappiamo altrettanto bene che senza fare le fondamenta nessuna casa può essere costruita.

Il problema della riforma della previdenza sociale è uno di quelli assai sentiti dai lavoratori. Una iniziativa parlamentare in questo senso otterrebbe l'appoggio di tutti coloro che vivono del proprio lavoro, e tutti costoro sono perfettamente in grado di ottenere, prima, e di far applicare, poi una legge che metta fine alla sconcia situazione, ad esempio dei « tre giorni di carenza per gli ammalati » e della bassa indennità del periodo di malattia.

E' ingiusto e immorale che in una società che vuole chiamarsi civile, il lavoratore che viene col-

pito da malattia venga considerato colpevole di un reato e come tale non venga retribuito per i primi tre giorni di assenza dal lavoro e, per il periodo successivo, venga retribuito al 50 per cento.

E' ingiusto e immorale perchè, quasi sempre, la malattia dipende proprio dal lavoro eseguito in precedenza, dal suo ritmo, dal suo tipo.

Per di più, con l'attuale sistema, si costringono lavoratori che hanno la responsabilità della famiglia, a recarsi al lavoro anche in cattive condizioni di salude, per non pregiudicare il già difficile Bilancio familiare, e si creano così situazioni che a lungo andare, minano definitivamente il fisico. •

Ci risulta che un progetto di legge che modifica questo stato di cose è stato approntato dalla CGIL. Chiediamo a tutti i parlamentari di portarlo avanti. A noi il compito di sostenere con l'azione la sua approvazione e la sua applicazione.

1~11111,1 1 E LNA

Un po di bromuro per gli amici della CISL Sogni

Si sa che l'umorismo talvolta fa uscire dal gangheri chi ne è preso a bersaglio, ma non era proprio il caso che gli amici della CISL prendessero lo scherzo della Sveglia con tanto pensosa indignazione.

Noi certo non pretendiamo di avere un Infallibile buongusto nel fare dell'umorismo e può darsi che qualche volta non si abbia la mano felice, ma in fondo la cosa peggiore che abbiamo detto nel nostro scritto è che sugli avvenimenti "ci dormite un po' sopra".

Ed ecco invece di che cosa ci gratificate voi: " spirito stupido"'... " demagogia stupida dei compagni " irreponsabili,... bam-, bini... politicanti... privi di lealtà di morale... anelli... e per finire in difetto di " buona volontà".

E' un linguaggio un po' acidino che in fondo a noi pare nasconda l'assenza di autocritica e la mancanza di argomenti.

Scherzi a parte, l'aspetto buono e la validità della nostra critica, sono riconfermato dall'articolo " Riduzione d'orario e... disparità di salario" del N. 5 del Bollettino della CISL.

Si afferma nell'articolo che, dato il " provvedimento estremamente grave" preso dalla direzione è " necessario prendere decisioni impegnative" per il presente e per il futuro", e più avanti che: " l'esame maggiormente approfondito... induce a prendere immediatamente una pesi-

zione decisa" volta a realizzare una pressione organizzata, diluita e continuata.

Dopo aver letto queste affermazioni il lettore si fa attento ricerca immediatamente con l'occhio le " decisioni impegnative" le concrete indicazioni sul come realizzare la " pressione organizzatati diluita e continuata", ma, ahimè, cosa apprende il nostro lettore: che "oggi la possibilità di pressione dei lavoratori è limitata, ma che ci saranno certamente in avvenire dei periodi in cui essa sarà molto più efficace, quando cioè i magazzini saranno vuoti e i clienti attenderanno ai cancelli..". " e poi non va

dimenticata" la mancanza dí mordente dimostrata, in questa circostanza, dalla maggioranza CGIL in C. I.".

Non abbiatevene a male amici della CISL, voi dite di non voler alimentare la polemica, "per non pregiudicare l'azione futura" e "soltanto rispondere No l alla Direzione Aziendale", però dovete onestamente ammettere che per il momento, da come si può desumere anche dal vostro ultimo bollettino, polemica ce n'è ancora molta e proposte concrete per l'azione immediata e futura, solo qualche generica affermazione.

E intanto, come anche voi affermate, pantalone paga...

proibiti

In questi giorni di afa si corre spesso con il pensiero alle nostre bellissime spiagge e, trasportati da una galoppante fantasia ci immedesimiamo, con una punta di invidia, in quelle fortunate persone che, libere da ogni vincolo salariale, si trovano già in questi posti.

MI PIACEREBBE SAPERE

Che faccia hanno fatto quelli della direzione quando hanno visto scioperare il 97% degli operai.

Quanti sono gli operai e gli impiegati che svolgono un lavoro superiore alla qualifica loro retribuita.

Chi crede di essere e cosa crede di diventare la guardia Mezzetti.

Cos'è successo a certi zelanti sbirri nell'aprile '45.

Chi ha visto qualche volta il famoso detergente per mani. Quando si sistemerà la portineria operai.

Quanti chili di pasta sono rimasti nelle pentole della mensa il giorno 11 luglio (chi la fa l'aspetti).

Naturalmente questi " pericolosi" pensieri ci fanno desiderare con impazienza i nostri pochi giorni di ferie. Già si sono fatti progetti e abbozzati itinerari, tutto sarebbe pronto per la partenza, ma, una volta presi i soldi, ci ricordiamo che proprio in quel mese scade una cambiale e che un piccolo debituccio aspetta da troppo tempo il saldo. A con., fatti ci accorgiamo che quei pochi soldi che restano ci permettono sì e no di fare, su una sferragliante motocicletta, una veloce corsa al lago.

Allora rimandiamo i nostri bellissimi progetti al prossimo anno. Per quest'anno ci sdraieremo all'ombra di un platano e, alla sera avremo sempre occasione di vedere il mare attraverso il video, poichè i dirigenti della TV sono tanto comprensivi da farci ammirare i cenoni del Roof Garden di Sanremo.

Così puntualmente ogni anno, da troppi, troppi anni.

Il Magnete PORTIAMO I NOSTRI PROBLEMI IN PARLAMENTO
SVEGLIA

Mensa o "GdoodroJ

I lavoratori della Magneti sono poveri di quattrini, ma non di spirito; infatti chiamano la mensa con il più appropriato nome di « Cagnaro »?! E non son pochi gli impiegati fra cui diversi ingegneri, che trovandosi costretti a mangiare alla mensa, si lamentano per i pasti che vengono loro ammanniti.

Il risotto o la pasta asciutta sono immangiabili; infatti le scodelle rimangono quasi sempre piene.

La carne il più delle volte non si riesce a capire se è lessata o arrosto, oppure in umido.

Tutti sono d'accordo: E' IMMANGIABILE.

E chi ha deciso che tutti i venerdì si debba mangiare merluzzo? O quell'insipido formaggio contornato dalle solite uova sode? (Almeno fossero fresche.)

Avete quadruplicato il costo del vino, ma la qualità lascia molto, molto ancora a desiderare.

Certi miseri contorni o qualche fogliaccia di insalata sembra che dicano: « Ecco, siamo la rappresentanza del contorno... ».

Le cose più gravi si manifestano poi all'atto della distribuzione di questo « lauto » pasto, con code interminabili dovute alla mancanza di personale e alla più completa disorganizzazione (bicchieri che mancano dai tavoli, tavoli troppo stretti uno con l'altro, l'aria per il caldo soffocante diventa irrespirabile per la mancanza di ventilatori , ecc, ecc.).

Secondo il mio parere queste sono le deficenze più gravi che ho potuto constatare, senza soffermarmi sui particolari che aggraverebbero ancora di più questa denuncia.

Per tanto propongo: che alla direzione della mensa vi sia una persona competente sia per gli acquisti che per la preparazione degli alimenti.

Che siano ampliati i locali del refettorio.

Che sia data la possibilità alla C. I. di controllare nei momenti più opportuni la preparazione dei cibi e la qualità della merce.

Che sia aumentato il personale, per migliorare i servizi di distribuzione e di pulizia.

Concludo dicendo: se si vuole che l'operaio produca, occorrono

ú2[li C[lia "3. Siro„

maggiori energie e queste si hanno mangiando delle buone bistecche, bevendo del buon vino e creando nella mensa un ambiente tranquillo dove l'operaio possa mangiare come si conviene a una persona civile.

ITALIETTA D. C.

DEL COME

SI FANNO I QUATTRINI

Padre Nino Trovato da Messina ha «'trovato » un bel modo per fare quattrini, ma deve aver dimenticato il settimo comandamento: non rubare.

Il sacerdote era incaricato della gestione dei cantieri scuola del Ministero del Lavoro e non stupisca questo incarico « tecnico », perchè oggi l'abilitazione necessaria a fare qualsiasi lavoro viene rilasciata in Curia.

In tale qualità faceva figurare come addetti al cantiere scuola per disoccupati individui che col cantiere non avevano assolutamente niente a che fare. Così che il Ministero pagava per lavori non eseguiti e per disoccupati che non esistevano,

E fin qui, in fondo, niente di eccezionale. L'Italietta D. C. ha saputo far ben altro.

Ma il bello deve ancora venire. tate a sentire: il prete è stato arrestato, processato, condannato; il cantiere « fabbrica di quattrini », però, non l'ha mollato. Lo dirige ancora lui.

Non solo, ma il Ministero del Lavoro (diretto dal socialdemocratico Vigorelli) ha deciso di potenziarlo creando un centro permanente di addestramento professionale a ciclo annuale il tutto sotto la paterna guida del padre Trovato!!!

Nello stesso periodo la polizia ha arrestato, la magistratura ha condannato la Medaglia d'Oro Carla Capponi, rea di aver gridato: « Pace! Pace! ».

IRAK IN CIFRE

Il reddito medio annuo per persona è di L. 6.000. La media della vita umana non raggiunge i 30 anni.

Per una popolazione di oltre 5 milioni, i medici sono 800. 90 milioni di dollari sono depositati all'estero per conto di Feisal e dei suoi tirapiedi.

Feisal aveva fatto costruire per la principessa Fezilet, sua fidanzata, un palazzo con 120 camere del costo di 17 miliardi di lire e un trono d'oro massiccio.

P.za Segesta ( ang. Monreale) Tel. 450.265 - 454.709454.810 - 454.800

Consulenti e Specialisti per malati degenti ed ambulatoriali in :

Cardiologia - Malattie dei bambini - Otorinolangoiatria - Oculistica - Ostetricia - Neu-

rologia - Ortopedia e Traumatologia - Urologia - Radiologia e Cure Fisiche - Odontoiatria.

Con la più moderna e completa attrezzatura.

Camere a 4 letti per mutuati INAM ed altri Enti Mutualistici,

IDROELETTRICA

ELETTRODOMESTICI

LAMPADARI

IDRAULICA

Si riavvolgono trasformatori

Sesto S. Giovanni

Via Sagrado, 6 Tel. 249.677 - 259.557

Merceria DARLES

Viale Marelli 336

Maglieria - Camiceria

Articoli per bambino

Si accettano buoni Enat

CALZOLeRill

VITTORIO

Viale Ercole Marelli 330

Calzoleria Popolare

Via Monte S. Michele, 95

SCARPE PER TUTTI

VASTO 7ASSORTIMENTO

Si accettano BUONI ENAL

Ciprandi Gafforelli Vittorina

SESTO S. GIOVANNI

V. Sagrado, 5-a - Tel. 259.832

PELLETTERIA

VALIGERIA

BIANCHERIA CONFEZIONI

Scarpe per tutti da uomo, donna e bambino delle migliori marche a prezzi popolari

Nel Vs. interesse visitateci!

SI ACCETTANO BUONI ENAL

Supplemento a "EL CAMINUN"

- Direttore Responsabile L. Banfi - Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 3763tip. I'Aretina - mílano - tel. 63.50.13 4 Il Magnete
UN LAVORATORE CI SCRIVE

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook