IL RUOLO DEGLI STABILIMENTI LE PROPOSTE DEL COORDINAMENTO E DELLA F.L.M. Al LAVORATORI DELLA BORLETTI
Il coordinamento e la Flm stanno da mesi costruendo una risposta complessiva per contrastare la strategia della Borletti che ha dichiarato di voler arrivare ad un nuovo assetto produttivo con ridimensionamento occupazionale.
Negli incontri avuti dal mese di ottobre in occasione delle procedure di Cig e più compiutamente nel corso dell'incontro in Ail del 29.2.84, l'Azienda ha preannunciato il suo piano di ristrutturazione che (puntando al consolidamento delle produzioni dell'auto e del militare sulle quali si registra, a detta della Borletti, un calo di ordini) prevede un ridimensionamento occupazionale di circa 525 unità a partire dal gennaio '84.
Gli strumenti che la Borletti prevede di adottare per arrivare in tempi certi ai risultati voluti, con o senza il consenso del sindacato, sono quelli tipici della strategia Fiat recentemente riconfermati
da Romiti:
utilizzo della Cig prepensionamenti
- incentivazione delle dimissioni
- massima flessibilità e mobilità della forza lavoro nei reparti e stabilimenti
- introduzione di nuove tecnologie:
- meccanizzazione per gli operai con qualche caso di robotica
- office automation per gli impiegati blocco del tourn-over
- annullamento dei contratti formazione lavoro chiusura dello stabilimento di Raffaello Sanzio con spostamento delle produzioni consolidamento ed aumento del decentramento produttivo
aumento generalizzato dei livelli di produttività anche attraverso i carichi di lavoro
Il rifiuto del sindacato di accettare le terapie proposte dall'Azienda e soprattutto la certezza che le scelte della Borletti porteranno nel futuro ad un ridimenSionamento occupazionale ben più consistente di quello annunciato per il 1984 se si consentirà all'azienda di proseguire in modo unilaterale, portano il sindacato alla scelta irrinunciabile di scegliere strade diverse d'intervento da quelle proposte dall'azienda.
E' quindi necessario aprire con la Borletti un confronto anche conflittuale.
A questo scopo il Coordinamento e la Flm han-
a) PROBLEMI OCCUPAZIONALI
Nei prossimi anni si prevedono, per quanto riguarda la componentistica auto. due fenomeni:
- sviluppi contenuti degli incrementi di mercato e quindi della conseguente produzione
- introduzione di nuove tecnoloeie che ridurranno le necessità di manodopera ed incrementeranno notevolmente il livello di produttività.
Gli incrementi di produttività non potranno trasformarsi esclusivamente in profitti,) ma dovranno essere destinati ad operazioni checonsentano il mantenimento dei livelli occupazionali.
Gli strumenti che il sindacato ha identificato per la tutela dei posti di lavoro sono la manovra sugli orari di lavoro ed il decentramento.
1) La manovra sugli orari di lavoro dovr!bbe avvenire come segue:
- riduzione per tutti i lavoratori di una quota dell'orario settimanale utilizzando a tale fine la riduzione d'orario prevista dal Ccnl a partire dal 2° semestre del 1984 ed alcune festività (che passerebbero da un godimento individuale ad uno collettivo). Utilizzo dei contratti di solidarietà che combinato con le riduzioni di orario di cui sopra deve garantire innanzitutto la conferma dei 250 contratti formazione lavoroda trasformarsi in nuove assunzioni sotto forma di "contratti dì solidarietà previsti dall'art. 2 del decreto legge n. 12 che prevede la possibilità delle aziende di assumere lavoratori con orario ridotto e con salario più basso con integrazione parziale dell'Inps".
I contratti di solidarietà, che debbono
no identificato alcuni schemi di ragionamento che vanno sottoposti al confronto coni lavoratori per trasformarsi in richieste organiche ed articolate all'azienda a partire da quattro argomenti principali:
salvaguardia dei livelli occupazionali del gruppo
controllo e contrattazione dei salari contrattazione degli spazi che si determinano a seguito delle nuove tecnologie in materia di Odl e quindi di inquadramento professionale scelte di politica industriale della Borletti e quindi ruolo dei vari stabilimenti.
durare non più di due anni, sono una importante forma di partecipazione congiunta di imprese. stato (Inps) e lavoratori per il raggiungimento di una riduzione di orario che proponiamo alla Borletti per garantire sostanzialmente nei prossimi anni i livelli attuali di occupazione (vedi tabella n. l ).
- Possibile anticipazione della riduzioned'orario prevista dal Ccnl perquelle aree maggiormente colpite dalla Cig.
- Soluzioni ulteriori con strumenti quali Io scorrimento d'orario (per gli impiegati) part-time.
La proposta sull'orario di lavoro per il 1984 rappresenta un punto di partenza per garantire nel 1985 un regimed'orario ridotto per la fabbrica in grado di affrontare il risparmio di manodopera che si realizzerà a fronte della introduzione delle tecnologie.
Appare quindi fondamentale ottenere già dal 1984 risultati che non siano solo di principio su tutta la materia dell'orario di lavoro.
A questo scopo si propone di avere con l'azienda una informazione e contrattazione preventiva, attraverso strumenti da definire, degli effetti dell'introduzione delle tecnologie sulla quantità e sulla qualità della forza lavoro.
2) Verifica del decentramento produttivo con:
- congelamento delle ipotesi di decentramento che superino quanto pattuito con l'accordo del 16/12/82 (es. trance di Corbetta, strumenti di misura a Mi)
- tempi certi di rientro del decentramento precedentemente concordato.
b) SALARIO
Le richieste salariali debbono essere inserite in una scelta di equilibrio con la riduzione d'orario fatta per il mantenimento dei livelli occupazionali.
Lasciare alle scelte unilaterali dell'azienda la gestione del salario di fabbrica, non contrattato dal 1977, soprattutto a fronte del dichiarato aumento di produttività già realizzato ed a quelli che si realizzeranno per il futuro, significa come sindacato rinunciare ad un importante terreno di iniziativa.
Le proposteche portiamo al dibattito sono così articolate:
I) aumento di una voce salariale collettiva riparametrata per il 1984 con riferimento all'aumento di produttività globale della fabbrica avvenuto negli ultimi anni.
2) Un percorsocheaffronti la distribuzione di quote di salario collegate al problema della qualità-nuova organizzazione del lavoro dotandosi di strumenti che affermino come il nostro criterio di produttività passa attraverso il miglioramentodella qualità del lavoro e del prodotto escludendo qualsiasi rapporto tra salario e presenza. cottimi ed intensità del lavoro.
Secondo l'andamento delle applicazioni dei contratti di solidarietà, nel caso in cui si creassero sperequazioni salariali tra lavoratori di diversi stabilimenti o aree, prevedere interventi di perequazione del salario con l'intervento dell'azienda.
N.B. Complessivamente il decentramento prevede circa 100 posti di lavoro fuori dalle fabbriche.c) ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
L'organizzazione del lavoro in Borletti è nella quasi totalità caratterizzata da una quantità di lavoro di basso contenuto professionale.
Con l'inizio di nuove produzioni, in particolare quella elettronica, è indispensabile ottenere risultati significativi, anche se inizialmente parziali, sul terreno:
- cambiamenti del modo di lavorare in produzione basati su una modifica radicale dell'impiantistica
- previsione, a seguito di quanto sopra,
di un diverso modo di lavorare per gli addetti alla produzione accoppiando interventi di piccola manutenzione e responsabilità della qualità del prodotto
- interventi sul lavordimpiegatizio.
A seguito delle modifiche organizzativeesposte,contrattazionedei nuovi livelli professionali che si determinano.
d) IL RUOLO, LE PRODUZIONI, GLI ASSETTI OCCUPAZIONALI
La situazione, a fine 1983. degli stabilimenti era la seguente:
Nei primi mesi del 1984 la Borletti ha acquistato in provincia di Brescia uno stabilimento di produzione bellica —la Valsella —con circa I 50 dipendenti.
L'azienda, nell'incontro in Ail del 29/2/84 ha preannunciato un suo progetto nell'immediato così articolato:
Stabilimento di Milano
i ) Spostamento della produzione di R. Sanzio a S. Giorgio
2) Decentramento della produzione degli strumenti di misura
Le due operazioni si renderebbero necessarie per creare aree da destinarsi alle attività elettroniche.
Stabilimenti area Nord S. Giorgio - Canegrate
Assorbimento della produzione proveniente da R. Sanzio Spostamento della produzione relativa ai condizionatori a Corbetta Mantenimento della produzione militare
Stabilimento di Corbetta
I ) Assorbimento della produzione (condizionatori) proveniente da S. Giorgio
CostruJionedi un laboratorio galleria del vento Decentramento di tutte le attività di tranceria
Stabilimento di Sedriano
Non è prevista nessuna sostanziale modifica del ruolo oggi svolto.
Il Coordinamento Borletti e la Flm ritengono che in questa fase le scelte di politica industriale della Borletti debbano avvenire su queste strade:
- elevazione, il più possibile, dei volumi produttivi con una politica di aumento delle quote di mercato, privilegiando questa scelta a quella della riduzione dei volumi di produzione accompagnata da forti aumenti dei prezzi del prodotto.
- Fine di ogni ipotesi di decentramento e di espulsione dalla fabbrica delle attività (es.: trance Corbetta) e degli strumenti di misura (Milano).
- Incrementare, rispetto al livello odierno, l'entità del polmone della produzione del civile negli stabilimenti dell'area Nord (attualmente i lavoratori addetti al civile sono circa 200 del totale complessivo dell'area di più di 850 unità).
- Non è quindi accettabile il trasferimento della produzione dei condizionatori da S. Giorgio.
- Impegno sulla produzione dei nuovi prodotti basati sull'elettronica e sulla creazione di strutture di ricerca e sviluppo degli stessi. Non si può quindi che condividere la creazione a Corbetta di queste strutture.
- Relativamente all'ipotesi di spostamento delle attività da R. Sanzio a S. Giorgio questo può risolvere in parte i problemi di quest'ultima area se accompagnata però da un progetto di collocamento dei lavoratori di R. Sanzio nell'area di Milano, ipotesi questa sulla quale l'azienda è stata reticente.
Per ora è quindi da respingere l'ipotesi di spostamento.
LAVORATRICI, LAVORATORI,
la risoluzione in termini positivi dei problemi che abbiamo elencato, problemi nati nelle linee, nei reparti, negli uffici della Borletti sono la garanzia del futuro per tutti!
Le assemblee che si svolgeranno nei prossimi giorni debbono vedere la partecipazione massiccia di tutti i lavoratori. In questo numero speciale de Il Megafono il Coordinamento e la Flnz hanno cercato di evideliziare i problemi ed anche di proporre alcune soluzioni.
Nelle assemblee ne discuteremo e decideremo insieme su come proseguire.
In questi ultimi tempi la democrazia nel sindacatoed ilmodonelquale viene esercitata sono stati oggetto di molte discussioni: il Coordinamento e la Flm pensano che un percorso di confronto sindacato-lavoratori così come proposto alla borlel ti sia un notevole contributo al recupero di una vita sindacale corretta.
E dopo avere deciso tutti insieme su quali contenuti, apriremo lo scontro con razienda, lotteremo insieme fino al raggiungimento degli obiettivi!!!
Flm Regione Lombardia Flm Milano Flm Busto Arsizio Flm Vigevano
Supplemento a ll Lavoratore Metallurgico Aut. n. 2539 del Trib. di Milano del 3/12/1951 Dir. Res.: Leonardo Banfi Stampa: Coop. Edit. "Nuova Brianza". Renate (Mi) -Tel. 0362/924353