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Metallurgico Marelli1

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DICHIARATO DAI SINDACATI fI014-fIM-UILM PER MARTEDI' 14 LUGLIO DALLE ORE 10,15

12,15

SCIOPERO E ASSEMBLEA dei lavoratori della E. Marelli

Obiettivo immediato: la conquista del premio di produzione - Garanzia di salario e del posto di lavoro - La tutela della dignità dei lavoratori e le libertà democratiche

« 24 Ore », nel mese di maggio u.s., pubblicando il resoconto dell'ultima assemblea di bilancio della E. Marelli, così si esprimeva a proposito del carico di lavoro nelle varie sezioni della fabbrica: ' - • •

Settore piccole e. medie produzioni

« le ordinazioni assunte all'interno e all'estero: hanno segnato un modesto ma assai significativo aumento rispetto ai già brillanti risultati dell'annata precednte »

Settore regolazioni automatiche

« recentemente raddoppiato è stato oggetto nel 1963 di nuovi investimenti con lo scopo di integrarne gli impianti e le attrezzature onde abbreviare nel tempo l'evasione delle commesse, mantenutesi su un livello assai soddisfacente »

Settore trazione ferroviaria.

traspbrti e metropolitana

«il valore delle ordinazioni acquisite risulta quasi raddoppiato rispetto all'esercizio precedente »

Settore aerotecnica

« apprezzabile, per la loro importanza qualitative e quantitativa, l'incremento degli ordini acquisiti in Italia e all'estero sia nel campo delle centrali frigorifere, sia in quello del condizionamento d'aria. Altri progressi negli impianti di ventilazione per usi civile ed industriale »

Grosse macchine

« grazie alla tempestività e provvidenziale azione commerciale, ha potuto assicurarsi un cospicuo ed importante portafoglio , , di ordini a medio e lungo ciclo produttivo, che, costituisce una ragicinevble gaíanzia di lavoro all'intero complesso »

Montaggio e studio grandi impianti

« la E. Mar'elli è in forte espansióhe »

« questo nuovo settore dispone di un portafoglio d'ordini per un valore che supera i due miliardi di lire ».

In generale si afferma poi che: « è continuata altresì l'opera di perfezionamento e di integrazione dei mezzi produttivi, effettuando all'uopo cospicui investimenti ».

Perchè allora si è ridotto l'orario di lavoro a circa 2000 operai aggiungendo poi la rischiesta di '70 licenziamenti?

Due sono le ragioni: la prima, quella di portare avanti una linea di intimidazione e di ricatto con lo scopo di ritardare il più possibile l'applicazione contrattuale e prima di tutto il premio di produzione collegato al rendimento del lavoro.

La seconda, di ordine più generale, che si propone il contenimento dei salari; la mortificazione di ogni rivendicazione aziendale; l'ingabbiamento del potere contrattuale dei lavoratori allo scopo di procedere con libertà di manovra, sia sul terreno dei costi e dei profitti, quanto su quello dell'occupazine. Linea che tradotta in pratica significa far pagare ai lavoratori e alle loro famiglie il costo della cosiddetta « congiuntura sfavorevole ».

A coloro che ancora sostengono le difficoltà finanziarie che renderebbero impossibile l'accollamento di ulteriori neri, citiamo i dati ufficiali:

nell'ultimo esercizio finanziario il fatturato è salito da 2'7,5 miliardi dell'anno precedente a 38 miliardi;

l'utile lordo industriale passa da 5,5 a 8,3 miliardi;

l'utile netto sale da 590 a 658 milioni.

Questa è la « crisi » della E. Marelli. Ecco perchè la FIOM, a buon diritto, sostiene che bisbgna organizzare la lotta unitaria per la completa applicazione contrattuale, per la piena occupazione, per respingere la provocatoria offensiva della direzione aziendale e dei monopoli, per portare avanti nella fabbrica e nel Paese l'azione per il progresso civile e sociale dei lavoratori e delle loro famiglie.

le nostre richieste per il premio di produzione

Ecco in sintesi le proposte elaborate dalla Sezione sindacale FIOM della E. Marelli per l'istituzione del premio di produzione aziendale e già rese note con un apposito volantino.

O H premio di produzione è formato da:

una base fissa garantita;

una parte variabile collegata ad elementi obiettivi.

©La base fissa garantita è stata determinata dalla percentuale massima prevista dal contratto e riferita alle retribuzioni tabellari di tutti i dipendenti e sarà pagata mensilmente.

©L'elemento obiettivo al quale collegare la parte variabile del premio è il RENDIMENTO DEL LAVORO che è dato dal rapporto fica PRODUZIONE e ORE effettivamente lavorate. Per produzione si intende che occorre fare una

scelta di ALCUNE PRODUZIONI TIPICHE CHE NEL LORO INSIEME SIANO SUFFICIENTEMENTE RAPPRESENTATIVE e che possano quindi essere assunte come dato di riferimento per l'intera produzione.

()Valore dell'incremento del rendimento: ad ogni punto di aumento del rendimento del lavoro, rilevato alle scadenze da stabilire (massimo annuo ) occorre attribuire un valore in lire che deve permettere un proporzionale aumento delle retribuzioni.

OH premio deve essere ripartito in parti uguali per tutti i dipendenti, indipendentemente dal sesso e dall'età o dalla qualifica.

@Controllo: al fine di assicurare un regolare sviluppo del premio sarà nominata dai sindacati una commissione di controllo alla quale la direzione fornirà i dati riferiti alla produzione.

is.i';;;' ANNO I - N. 1
A
CURA DELLA SEZIONE SINDACALE AZIENDALE F.I.O.M. E. MARELLI LUGLIO 1964 ALLE ORE

Le libertà in fabbrica garanzia democratica per tutti

Le libertà democratiche nella fabbrica E. Marelli non sono assicurate. Gli stessi organismi rappresentativi dei lavoratori sono sottoposti a limitazioni delle proprie funzioni per opera dell'azione della direzione aziendale.

I guardiani sono stati trasformati in un vero corpo di polizia, tanto da adottare sistemi da commissariato come gli interrogatori, nel corso dei quali si toglie al lavoratore « colpevole » di aver infranto la disciplina aziendale, la possibilità di essere difeso dai propri delegati in C.I., in spregio alle più elementari liberà previste dalle leggi moderne della convivenza umana.

Di questo vorremmo che parlassero la RAI e la TV che preoccupati delle violenze commesse in altri Paesi, come negli USA, contro le libertà dei negri, non se ne accorgono che nelle nostre fabbriche succedono delle cose gravi, contro i lavoratori.

Alla Marelli non c'è piccola mancanza, che non sia subito

punita con una multa di 400 lire. Nel « settore fabbri » le multe sono piovute in gran quantità incidendo pesantemente sulla paga che i lavoratori si sono guadagnati sostenendo alti ritmi di lavoro; ciò non accade solo in questa parte della fabbrica, ma è un fenomeno generale, espressione di una politica intimidatoria. Gli stessi rapporti fra C.I. e direzione non sono conformi agli accordi interconfederali e alle buone consuetudini utili al fine di intrattenere dei corretti rapporti con i delegati del personale. Alcune decisioni sono prima attuate e poi comunicate alla C.I., come è successo per il reparto fonderia, dove prima è stato messo « l'ordine » della sospensione del lavoro per 15 giorni prima delle ferie, poi è stata data comunicazione alla C.I.

Non si possono dare le cifre sull'entità delle lettere di scarso rendimento appioppate dalla direzione ai lavoratori; tale odioso immeritato provvedi-

TESSERARSI E' UN DOVERE PER TUTTI

mento colpisce non chi non lavora, ma i lavoratori che si sono distinti fra gli altri nel difendersi e nel capeggiare le lotte comuni di tutti i lavoratori.

Al culmine di questa offensiva intimidatoria sta la richiesta di 70 licenziamenti e il mantenimento dell'orario settimanale di lavoro ridotto per circa 2000 lavoratori. Questi fatti devono preoccupare tutti. Perchè quando si comincia col togliere le libertà nelle fabbriche, quel che segue è la negazione di tutti i diritti anche nel Paese. Già il nostro Parlamento ha avuto occasione nel passato di indagare sui gravi limiti posti alle libertà democratiche nelle fabbriche e già si conoscono anche quali siano i provvedimenti da adottare al fine di porre fine a tale stato di cose.

La giusta causa nei licenziamenti, il riconoscimento del sindacato nella fabbrica, tutela dalle C.I., ecc.

E' ora che tali leggi siano fatte imporre al padronato.

Le responsabilità degli assenti

Il terzo assegno è stato distribuito e il sindacato è quindi in grado di fare il punto sul tesseramento e di controllare i risultati dell'impegno al rafffforzamento che ci eravamo assunti per il 1964.

Un primo dato di fatto è che si è mantenuta la percentuale del precedente versamento, stabilizzando quindi il numero degli organizzati.

E' mancata invece quella spinta in avanti, auspicata e possibile, che avrebbe determinato concretamente un rafforzamento organizzativo e conseguentemente un maggior peso politico nella fabbrica del nostro sindacato.

Dobbiamo affermare subito che un impegno di tale importanza non può essere delegato al gruppetto di compagni che dirigono la sezione sindacale ma che, se si vuole ottenere un positivo risultato, occorre che tutta la nostra organizzazione sia protesa nello sforzo al proselitismo di massa, al chiarimento, all'orientamento di tutti i lavoratori.

E' troppo facile e comodo scaricare le responsabilità sugli altri dicendo che

2.000 milioni"

non capiscono niente, che non ne vogliono sapere, eccetera. Occorre innanzi tutto rendersi conto che essere iscritti al sindacato significa avere capito più e meglio degli altri che solo nell'unione organizzata si diventa una forza e solo se si è una forza si può imporre al padrone il rispetto dei propri diritti e si può avanzare sulla via del progresso sociale.

Bisogna però anche capire che è necessario di-

LAVORATORE!

Per chi?

Presidente e dirett. generale vice Presidente vice Presidente Consigliere e procurat. gener. Consigliere

dr. ing. Fermo Quintavalle cont. dr. ing. ing. Bruno Antonio

ing. Aldo Benni dr. ing. Pietro Marconi

Mario

FIOM - CGIL

ventare una forza sempre più potente e che per far ciò' si deve operare affinchè la grande maggioranza dei lavoratori e possibilmente tutti, entrino nel sindacato.

Ecco quindi che l'iscrizione al sindacato non è una cosa « degli altri », ma un impegno continuo e diretto di ogni iscritto, attraverso il diuturno contatto e la discussione sui vari temi che la situazione sindacale di volta in volta ci pone.

Se quindi assenti ci sono e anche molti, abbiamo il dovere di fare a loro un discorso franco su certe responsabilità che sono provocate dal loro atteggiamento.

Assumiamoci quindi intere le nostre responsabilità; impegnamoci tutti a fare - quanto ci sarà possibile per aumentare la forza e l'influenza del sindacato.

Solo così riusciremo a fare indietreggiare il padrone e a risolvere positivamente oggi e domani tutte le rivendicazioni che ci permetteranno di acquisire un modo di vita più civile e moderno.

Gli stessi nomi li troviamo elencati in altri 35 Consigli di amministrazione di azenda che in 2 anni (1961-1962 ) hanno dichiarato un utile netto di

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O.
NETTI DICHIARATI ~M MIMI 1955 - Utile netto dell'esercizio 1956 1957 1958 1959 1960 1961 ?> 1962 1963 Totale complessivo utili d'esercizio L. 278.875.000 23.312.000 150.613.000 213.338.000 339.302.000 475.283.000 512.823.000 590.190.000 658.000.000 L. 2.584.736.000
UTILI
Pozzi
Knox William E.
Marelli
Tamai
prof. dr.
Meda dr. avv. Luigi
rag. Davide
10.000 milioni 1 IMMO ~I Mal ~I -
60% IL FATTURATO PER LAVORATORE Anno tal turato dipendenti variazioni fatturato pro capite 1959 19.503.000.000 5890 = 100 L. 3.328.183 1960 22.095.000.000 6310 = 105 » 3.501.587 1961 27.313.000.000 6871 = 119 » 3.973.657 1962 33.182.000.000 7390 = 134 » 4.490.121 1963 38.000.000.000 7110 = 160 » 5.344.585
padroni della E. Marelli devono pagare il premio di produzione 11 risparmio deve essere imposto ai padroni per i quali il «miracolo» continua Autorizzazione n. 2539 del registro det Tribunale di Milano del 3-12.1951 Direzione, Redazione: Corso di Porta Vittcria, 43 - Direttore responsabile: Giuseppe Sacchi Tipografia T.E.MI. -• Milano.
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