Anno f - Numero 2
Milano 15 Febbraio 1952
REDAZIONE
PRESSO LA C.I. DI FABBRICA
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Anno f - Numero 2
Milano 15 Febbraio 1952
REDAZIONE
PRESSO LA C.I. DI FABBRICA
Prezzo L. 10 PERIODICO DEGLI OPERAI E DEGLI IMPIEGATI DEL T.I.B.B
Siamo un gruppo di lavoratori, operai ed impiegati che, armati di buona volontà, si sono presi l'iniziativa di dare vita nella nostra Fabbrica a questo giornaletto. L'abbiamo preso così com'era.
Edito per la prima volta in occasione delle elezioni della Commissione Interna col titolo « LOTTE DEL .» ci ha fatt ensare qu nta utilità può avere kn giornale di fabbrica a disposizione dei lavoratori. Perciò lo manteniamo così come ce lo ha lasciato il Comitato F.I.O.M. ringraziando/o a nome di tutti.
E' nostro intendimento di farne il giornale di tutti tanto è vero che a questo primo numero partecipano dei lavoratori di tutte le tendenze come : l'Ing. Uccelli, l'operaio Varena, il disegnatore Silvani, l'operaia Basile, l'operaio Bellini ed altri ancora.
Quel che si dovrà scrivere, sarà quello che vorranno tutti.
Poniamo problemi, chiediamo domande, argomentiamo, inviamo disegni e fotografie.
Conosciamoci meglio in una parola poichè è necessario, tanto necessario. E' con questo intendimento che ci poniamo all'opera. Certamente riusciremo a comprenderci tutti per quel che avremo da fare.
LA REDAZIONE
Ai rifiuti della Direzione gli operai si sono fermati - Regna ovunque la volontà di farla finita coi " Nà., di Spinoccia Lo Colletta non effettuo più lo straordinario - Vivo fermento fra gli impiegati
La lotta per gli aumenti dei salari e degli stipendi è ormai entrata nella sua fase cruciale. Al diniego assoluto della Direzione gli operai hanno risposto immediatamente con una fermata di lavoro, manifestando il loro malcontento.
Ai « NO t perentori dell'Ing. Spinoccia ha fatto seguito anche una giustificata irritazione degli impiegati alcuni gruppi dei quali sono scesi spontaneamente a fianco degli operai durante la manifestazione nel cortile.
In ogni angolo della Fabbrica ormai si discute calorosamente degli aumenti delle retribuzioni ed alla fine di ogni discussione la tesi è unanime:
E' ORA DI FINIRLA COSI' NON SI VA PIU' AVANTI!
E' ora di finirla davvero, così non può continuare. Avanti di questo passo chissà dove andremo a finire!
E la Direzione fa la smorfia, fa i capricci, si dibatte per tentare di sfuggire alla triste realtà che è una cappa di piombo per i lavoratori.
I lavoratori comperano la « Lambretta » piagnucola il Direttore, credendo 'di dimostrare la nostra agiatezza.
I lavoratori hanno molti soldi in deposito »! continua lo stesso e così crede di avere placato i bisogni di ognuno di essi.
In questo modo la Direzione dimostra ancora una volta di non voler prendere atto di una situazione insostenibile nell'Azienda tanto è il suo cinismo di fronte alla richiesta dei lavoratori.
Essa si aggrappa disperatamente ad ogni fuscello, si arrampica sui vetri per dimostrare che i lavoratori stanno bene e che le loro richieste sono infondate, quindi insostenibili.
E intanto taglia i cottimi, e intanto fa aumentare il ritmo di produzione e intanto aumentano gli straordinari che stanno a documentare in modo schiacciante come i lavoratori siano costretti a prolungare il loro lavoro per guadagnarsi un duro tozzo di pane.
DOPO LE ELEZIONI DELLA C. I.
Così racimola milioni e miliardi uno sopra l'altro, senza misericordia, senza pudore.
Crede sia arrivato ancora il tempo delle vacche grasse in cui tutto si poteva con indisturbata facilità.
NO signori, non è così!
I lavoratori rispondono colpo su colpo e non sono disposti a ritornare a quei tempi.
Essi difendono il loro diritto alla vita, forti della loro coscienza che li guida in tutte le lotte. E già se ne è avuto sentore, e già tutti comprendono dove vuole arrivare l'Ing. Spinoccia e la Direzione. NO signori, non ci arriverete mai, siamo tanto forti oggi da impedirvelo inesorabilmente.
Nei giorni scorsi la fabbrica era in subbuglio. Ha iniziato un reparto a fermarsi e poi uno dopo l'altro si sono fermati tutti. E proteste e ordini del giorno sono fioccati da tutte le parti in Commissione Interna. Da tutti i reparti la parola « BA STA » giungeva solenne e grave. Basta al taglio dei cottimi,
Tutti gli intervistati sono d'accordo nel rivendicare un miglior tenore di vita
Non si è ancora spenta l'eco delle elezioni svoltesi nella nostra fabbrica per eleggere la nuova C.I. che la redazione del nostro giornale ha pensato di intervistare alcuni nuovi eletti ed ha posto loro delle domande su problemi che rivestono la massima importanza e che serviranno a dimostrare alle maestranze che su alcuni punti le correnti rappresentate nella C.I. possono trovarsi d'accordo e condurre una lotta unitaria.
Le domande poste sono cinque e precisamente:'
Cosa pensi dello stato di vita dei lavoratori e cosa intendi fare per elevarlo?
Ritieni utile l'iniziativa della C.G.I.L. per l'incorporamento di un'aliquota della contingenza nei stipendi e salari e delle quote di rivalutazione per gli operai?
Quali sono le tue proposte per eliminare il taglio dei cottimi?
Quale credi sia l'azione
immediata da condurre nella nostra fabbrica?
Quale azione pensi sia opportuno fare in difesa degli operai ed impiegati che lavorano in condizioni di declassificamento?
Il primo intervistato, trovato nel laboratorio della Sala prove, è stato il signor Borneo Rossi, il quale di buon grado ha acconsentito a rispondere alle nostre domande, ecco quanto egli ci ha risposto:
« Lo stato di vita dei lavoratori, per la specifica situazione in cui ci troviamo, è addirittura inadeguato ed insufficiente, i salari e gli stipendi attuali non rappresentano lo sforzo produttivo di ogni lavoratore, è quindi necessario, sotto questo specifico punto, chiarire che l'azione sindacale che intendono condurre i lavoratori è un'azione di difesa per migliorare il loro potere d'acquisto ».
« L'incorporamento delle quote di rivalutazione nei salari e di una parte della contin-
genza nei salari e negli stipendi, oltre che a rappresentare una semplificazione di conteggio e portare grandi benefici agli effetti della indennità, rappresenta una fondamentale questione di diritto poichè, e ciò è già dimostrato, che pur variando periodicamente li costo della vita, questa fa variare trascurabilmente la contingenza quindi, mentre possiamo trovare opportuno avere una piccola quota per far giocare le oscillazioni periodiche del costo della vita, non trovo opportuno tener staccata a sè la contingenza dai salari e stipendi in quantocchè essa rappresenta, all'incirca, il 110 per cento del salario per i lavoratori ed il 60 % dello stipendio per gli impiegati ».
« Rivedere, senza particolari esigenze, il criterio precalcolazioni cottimi, stabilire quindi una base definitiva fornendo al lavoratore l'incentivo per un migliore guadagno ed un conseguente au-
mento di produzione. Una volta definite queste premesse, lasciare al lavoratore la completa libertà di guadagnarsi qualsiasi percentuale di cottimo ».
« L'azione non è mai determinata da un ragionamento freddo e da iniziative incontrollate, ma da una presa di posizione che la classe padronale ci impone per la difesa dei nostri diritti; è naturale, quindi, che non vi sarebbero azioni se le nostre minime richieste fossero accolte, mentre è altrettanto naturale che l'azione sarà sempre più intensa e unitaria quando si vien meno ai diritti che il lavoro ci ha fatto acquisire. Ora per azione del momento si deve intendere lo studio e l'attuazione del programma della F.I.O.M. su tutti i punti presentati alle maestranze ».
« Indire un referendum per tutti quei lavoratori che si suppongono sottovalutati sia (continua in 4 pagina)
basta al supersfruttamento, basta con la miseria! Basta sopratutto col racimolare milioni e miliardi sulle nostre spalle già cariche di miseria e di tristezza. Questa parola, oramai sulla bocca di tutti lascia chiaramente trapelare una unanime volontà di lottare per migliorare le nostre condizioni di vita.
La lotta si intensifica ovunque ormai, nessun lavoratore è disposto a recedere dalla propria posizione. Ci pensi la Direzione. Noi ci abbiamo già pensato e sappiamo quel che dobbiamo fare.
Salari di fame per i lavoratori
11 totale dei salari percepiti dai lavoratori dell'industria lo scorso anno ammontava a 72 miliardi.
La popolazione operaia, componenti le famiglie dei dipendenti dell' industria, ammontava a 6 milioni e 600.000 persone.
Risulta così una quota media di salario mensile pari a 9.600 lire per persona.
Salari favolosi per gli industriali I profitti "dichiarati degli industriali italiani nel medesimo periodo ammontavano a 615 miliardi.
I componenti le famiglie degli industriali ammontavano invece a circa 300.000 persone.
Risulta così una quota media " dichiarata „ di profitto mensile per individuo di 170.000 lire.
Per i lavoratori soltanto salari di fame, miseria e disperazione.
Per gli industriali profitti favolosi, lusso sfrenato, sperperi e orgie inqualificabili come quella di Palazzo Labia in una notte, un pugno di industriali ha sperperato 500 milioni rubati sul sudore dei lavoratori
G. PenatiLa Direzione non considera il lavoro svolto dalle lavoratrici - In alcuni reparti non si può passare la media stabilita dalla Direzione - La percentuale massima, per le non cottimiste, è del 65% - La paga base generalmente non supera le 31 lire - Vanno rivedute le categorie ed il sistema di lavoro per le lavoranti alla mensa Manca l'Asilo Nido
In un recente convegno di lavoratrici di tutte le Fabbriche della nostra Provincia, è risultata chiara la politica padronale, tendente ad aumentare il ritmo di lavoro ed a diminuire i costi di produzione attraverso una limitazione dei guadagni delle maestranze.
Tutto questo allo scopo di riuscire, secondo le esigenze del Patto Atlantico, a trovare i soldi per riarmare il paese e condurlo per una terza volta sulla strada della rovina nazionale e della guerra.
Questa politica non può non ripercuotersi inanzitutto che nelle fabbriche ove, come ho detto in precedenza, si accentua in modo spaventoso il supersfruttamento, si tagliano i cottimi, non vengono soddisfatti i più elementari bisogni del lavoratore e della lavoratrice.
Si tenta ovunque di soffocare la voce dei lavoratori minacciando, licentdando o comunque colpendo i dirigenti dei lavoratori, le Commissioni Interne, gli attivisti sindacali ecc.
Anche al Tecnomasio esiste questa situazione. Nei reparti e negli uffici il ritmo di lavoro viene intensificato mentre è in atto il taglio dei cottimi.
Nei reparti 83, 88, 75, 76, 65, 68, 69 ecc. è proibito andare oltre una certa media stabilita dalla Direzione e questo perchè si vuole impedire che la media generale di officina raggiunga il 105 %, punto in cui anche gli economisti dovrebbero percepire tale media.
In tutti questi reparti vi sono in forte percentuale le lavoratrici lavoranti a cottimo e quindi anche su di loro pesa la politica padronale di compressione dei guadagni a cottimo.
Nei reparti in cui la lavorazione viene eseguita ad economia, le operaie sono maggiormente messe in condizioni di inferiorità rispetto àgli operai. Infatti, mentre per le lavoratrici a cottimo viene data la possibilità di raggiungere la stessa percentuale del lavoratore a cottimo, per le lavoratrici ad economia questa possibilità non viene concessa dato che una tabella della Direzione stabilisce di dare come massima percentuale il 65 % nei confronti dell'87% dei lavoratori ad economia; come se non bastasse la differenzazione sulla paga, sulla contingenza, sulla rivalutazione, anche per
quanto riguarda le percentuali di cottimo le lavoratrici debbono essere messe in condizioni di inferiorità.
La paga base
Ma non sono solo questi i problemi che travagliano le lavoratrici del TIBB come del resto tutte le altre lavoratrici!
Vi è: Il PROBLEMA DELLA PAGA BASE. Raramente una lavoratrice riesce a raggiungere 35 lire orarie mentre una sola operaia riesce a raggiungere quota 36.
In generale la paga oraria delle operaie si aggira sulle 31-32 lire mentre una aliquota abbastanza numerosa non riesce nemmeno a superare le 30 lire.
Va aggiunto che quelle poche operaie che riescono a percepire le 35 lire, sono coloro che eseguono lavori pesanti e pesantissimi, sulle trance e sulle macchine, sostituendosi al lavoro maschile.
La Direzione, considerando tali limiti irremovibili, trova la scusante per non aumentare le paghe al rimanente delle lavoratrici, dicendo che si corre il rischio di un appiattimento delle paghe femminili.
Ora, il problema è precisamente un altro e cioè di corrispondere a quelle lavoratrici un salario uguale a quello percepito da un lavoratore che esegue lo stesso lavoro come è sancito dalla Costituzione del nostro Paese, quindi di dare il libero corso agli aumenti per tutte le altre lavoratrici.
Reparto per reparto, ufficio per ufficio, ove noi giriamo, vediamo che qualcosa manca alle donne e che vi è la possibilità di ottenere dalla Direzione quello che è nel nostro giusto diritto.
Nel reparto mensa le donne eseguono un lavoro massacrante, pieno di pericoli per la loro salute; l'umidità e pesantezza del lavoro stesso hanno contribuito a rendere queste lavoratrici sofferenti in ogni loro parte del corpo.
Ultimamente la Direzione ha immesso bicchieri e posate e questo ha fatto sì che il lavoro si moltiplicasse.
Peraltro le maestranze di quel reparto non sono affatto aumentate mentre è aumentato il ritmo del proprio lavoro.
La loro paga e la loro percentuale si aggira fra le più basse dell'officina e nessuna
azione viene svolta per migliorare le loro condizioni di lavoro, la Direzione non pensa nemmeno di istituire delle cure preventive per quelle lavoratrici che invecchiano e si ammalano prematuramente. Questo per quanto riguarda il reparto mensa che è uno dei casi più clamorosi. Ma di questi casi ve ne sono dappertutto e qui non mi dilungo data la brevità dello spazio messo a mia disposizione.
La Direzione inoltre non adempie alcuni importanti compiti stabiliti dalle leggi, come la costituzione dell'Asilo-Nido ed altre cose, come non rispetta il contratto di Lavoro per quanto riguarda gli indumenti di lavoro per lavori particolarmente imbrattanti come dice il contratto stesso.
Vi è poi la questione della sistemazione delle categorie femminili, giacche un numero notevole di operaie (avvolgitrici, bobinatrici, tranciatrici, ecc.) vengono considerate alla stessa stregua delle altre operaie mentre dovrebbero essere assegnate alle categorie superiori.
Anche questo si tenta d'impedire allo scopo di frenare
l'ascesa delle paghe di tutte le lavoratrici in generale.
Questa, press'a poco, è la situazione della nostra Fabbrica.
Di fronte a questa situazione noi donne, operaie ed impiegate, dobbiamo muoverci far valere le nostre giuste ragioni. Sarà la nuova Commissione Interna a risolvere i nostri problemi, giacchè avremo nella Commissione Interna una donna, ma non basta questo, occorre unirci tutte quante e lottare reparto per reparto ed anche in senso generale in difesa del nostro lavoro e del nostro tenore di vita.
Difendiamo i nostri diritti
Dobbiamo convircerci che il lavoro eseguito dalle lavoratrici non vale meno di quello eseguito dai lavoratori e che la Direzione approfitta di noi per accumulare miliardi su miliardi dal nostro sudore.
Dobbiamo convincerci anche, che ogni lira strappata al datore di lavoro è una pallottola in meno a disposizione dei guerrafondai. Le donne amano il lavoro ed amano la pace. Le donne sapranno difendere il lavoro la pace, e non permetteranno che si rinnovi il tragico ritornello che periodicamente ritorna ad ossessionare l'intera umanità.
I iavoratori della F.A. sono stanchi di Fassina. E' sulla bocca di tutti e le mozioni di malcontento si sono già avute. Lamentele, imprecazioni, amare constatazioni sono all'ordine del giorno nella F.A. Fassina risponde sorridéndo ironico, promette di qua, si impegna di là, un mucchio di cose e poi... peggio di prima. Questo è Fassina per chi non lo conoscesse. Ma lo conoscono tutti ormai, tutti sanno chi è. E' l'uomo della Direzione che schiaccia i lavoratori dimenticando molte cose del-glassato.
Un consiglio a Fassina: stia attento. Non si assuma responsabilità più grandi di lei.
Non esageri oltre. Tanto l'aumento di stipendio l'avrà avuto, lasci vivere in pace onestamente i lavoratori ora. Essi non sono contro di lei, non sia lei ad andare contro di loro. Essi non le permetteranno di andare oltre!
ZIGO-ZAGO
A volte girando per i reparti e per gli uffici, capita di sentire qualche frase satirica molto significativa, e perciò invitiamo i lettori che ne sentisez.ro qualcuna di scrivercela pure.
ti
Ora, girando in un reparto, abbiamo accalappiato al volo questa:
« Dobbiamo studiare l'inglese per potere capire le canzoni che la R.A1. ci trasmette quotidianamente...!
I lavoratori del T. I. B. B., riuniti in assemblea straordinaria in seguito al sistematico rifiuto da parte della Direzione di prendere in esame le oneste proposte da essi avanzate e fatte proprie dalla C.I.
Si dichiarano pronti ad allinearsi con le altre fabbriche attualmente in lotta per il miglioramento del tenore di vita di tutti i lavoratori, qualora la Direzione continui con vana ostinazione a negare tutto quanto si è richiesto.
Invitano pertanto tutte le organizzazioni sindacali provinciali, ad allinearsi con tutti i lavoratori del nostro Paese oggi in lotta contro la crisi che le condanna alla fame e alla miseria più nera.
inviato dai lavoratori alla Direzione del T.I.B.B.
I lavoratori sanno che miliardi e miliardi, sono stati per la giustizia dei. fatti racimolati dalla Ditta, attraloro lavoro e il loro
ANGELA BASTIX verso il sudore.
Per questo motivo chiedono che una piccola parte di questo esoso superprofitto vada anche a profitto di lavoratori stessi per migliorare le loro condizioni di vita.
I lavoratori del T.I.B.B. invitano la Direzione a rendersi conto delle reali necessità di tutti e quindi a intavolare per lo meno entro lunedì le trattative con la C.I.
In caso contrario la direzione dovrà assumersi tutta la propria responsabilità, poichè i lavoratori agiranno secondo le circostanze e nel modo che crederanno opportuno.
Lunedì, 4 febbraio, per esaminare il continuo aumento del costo della vita e per prendere in esame lo schema delle Pensioni presentato alla Camera dall'On. Cerutti, si sono riuniti i mutilati e invalidi di guerra della nostra fabbrica. Essi, in assemblea straordinaria, hanno deliberato all'unanimità la seguente mozione da inviare alla Camera: « Visto ed esaminato il continuo aumento del costo della vita, i mutilati ed invalidi di guerra del Tecnomasio Italiano Brown Boveri, riuniti in assemblea straordinaria, chiedono che venga al più presto preso in esame lo schema delle pensioni presentato alla Camera dall'On. Cerutti ».
Lotte del LavoroFinalmente il C. R. A. L. Aziendale è riuscito a dare ai lavoratori del Tecnomasio una biblioteca.
Siamo grati al C.R.A.L. per questa iniziativa che era veramente attesa e pensiamo che gli stessi organizzatori siano rimasti un poco sorpresi per l'accoglienza che i lavoratori hanno fatto ad essa.
Si è andati al di là di ogni aspettativa, tanto che fin da ora sorge la preoccupazione di non poter soddisfare le necessità del grandissimo pubblico di lettori.
I lavoratori hanno sete di sapere e di apprendere attraverso una sana lettura e sono in questo ostacolati dai prezzi proibitivi dei libri che sono divenuti articoli di lusso.
Il libro offre delle posisbilità larghissime di apprendere le nozioni più diverse pur servendo anche come svago e riposo; esistono libri d'avventure che spiegano con sufficiente esattezza nozioni di geografia completate da no zioni sulla fauna e sulla flora del luogo; esistono romanzi che pur essendo frutto di fantasia pongono in risalto i contrasti esistenti nella società e le vicissitudini della vita con un realismo veramente toccante; esistono libri di scienze e di cultura che, pur non avendo la prerogativa di esesre libri di testo, possono aiutare moltissimo chi vuol conoscere i primi rudimenti di cultura; esistono altresì libri di storia che, pur non essendo redatti in forma scolastica, danno l'esatta visione delle vicende di un popolo o di un dato periodo.
Il libro quindi in se stesso, se è un libro serio, offre possibilità immense per chi desideroso del aspere supplisce alla impossibilità di viaggi istruttivi con la lettura di testi scelti con discernimento.
Siamo certi che in poco tempo vedremo svilupparsi questa iniziativa, in maniera di vedere soddisfatti tutti i desideri dei lettori che aumenteranno sempre più, via via che la cosa assumera aspetti sempre più proporzionati ai bisogni.
In seguito andremo a fare uno spoglio fra i volumi per dare ai lavoratori la possibilità di conoscere di quali opere è fornita al biblioteca, per ora ci basta avere annunciato il battesimo di questa Sezione culturale del C.R.A.L., certi di averne diffuso più ampiamente la conoscenza fra i nostri amici e compagni di lavoro.
A. C.
Tutti i lavoratori possono scrivere a LOTTE DEL LAVORO presso la Commissione Interna, per chiedere spiegazioni, domande e quesiti sui problemi del loro lavoro e su quelli di ogni altra natura. - La redazione di LOTTE DEL LAVORO sarà ben lieta dí rispondere a tutti.
Le lavoratrici del T. L B. B. celebrano l'8 Marzo lottando per la difesa della Pace e per il miglioramento del loro tenore di vita.
Abbiamo ricevuto dall'operaio Bellini del reparto 42, una lettera la quale ci poneva delle domande sulla televisione. Con questa prima lettera noi apriamo questa rubrica ed invitiamo tutti coloro che volessero sapere le ultime novità su recenti invenzioni, su dati tecnici che ci pone quotidianamente il lavoro e su altri problemi che desiderereste sapere, di scriverci e noi passeremo le vostre domande ai tecnici della nostra fabbrica i quali saranno ben lieti di rispondervi. L'operaio Bellini ci ha posto le seguenti domande: Può avere la televisione uno sviluppo popolare sì da renderne la diffusione accessibile ai lavoratori? Può un appassio-
Nei giorni scorsi si è rinsaldata, di fronte al tentativo di rinascita della canea fascita, l'unità di tutti i lavoratori della nostra fabbrica. Appena venuti a conoscenza del duplice attentato subito dall'On. Calosso da parte di un gruppo di fascisti, i rappresentanti di tutti i partiti della fabbrica si riunivano e proclamavano, di comune accordo, una fermata generale di 5 minuti per protestare contro il grave episodio ed inviarono al Governo una lettera nella quale si chiede, a nome di tutte le maestranze, lo scioglimento dei partiti che fanno l'apologia del passato regime e della loro stampa.
Se l'attentato all'On. Calosso è potuto avvenire, è perchè questi novelli fascisti sono appoggiati e finanziati da coloro che lo crearono e lo sostennero nel lontano 1921, da coloro che diedero agli operai salari di fame, che fecero miliardi sui lutti e le rovine causate dalle guerre fasciste; sono gli stessi che ora non vogliono acconsentire alle richieste di un aumento per migliorare il nostro basso tenore di vita e che tentano di portare ancora una volta il nostro Paese verso nuovi lutti e distruzioni.
Per questo, se vogliamo veramente che il fascismo scompaia dalla faccia del nostro Paese, dobbiamo cementare
sempre più l'unità di tutto il popolo e dei lavoratori, soprattutto formatasi durante la lotta di liberazione e che ci portò all'alba radiosa del 25 Aprile.
Sappiamo che diverse sono le idee professate da ciascuno di noi, ma sappiamo anche che molte questioni ci possono tenere uniti, da quella degli aumenti salariali per ottenere un miglior tenore di vita a quella della difesa della Pace, a quella della lotta contro il rinascere del fascismo, a quella in difesa del lavoro e della Costituzione.
nato prepararsi tecnicamente, per ora, onde introdursi nel ramo televisivo? Quali libri di studio esistono? Per avere le risposte abbiamo intervistato l'Ing. Uccelli il quale gentilmente ci ha dato le seguenti risposte:
UNA
Lavoro » lancia a tutti i partiti, ad ogni organizzazione e a tutti i lavoratori l'invito di organizzare una conferenza di tutte le maestranze della fabbrica in modo da poter esaminare e discutere i punti che ci uniscono e far sì che da questa conferenza sorga una più forte unità degli operai e degli impiegati della nostra fabbrica, perchè tutti i lavoratori uniti possano così sconfiggere definitivamente il fascismo e i suoi finanziatori ed ottenere tutte quelle libertà e quel benessere per cui sono caduti i nostri migliori compagni di lavoro.
G. Garanzini
I lavoratori della città e campagna sono sullo stesso terreno dl lotta
Ed è per trovare questa piattaforma comune di lotta ed esaminarla che • Lotte del L'operaio Serrani Sergio, del reparto 72, ha ricevuto una lettera dalla Cooperativa Agricola e di Consumo dell'ECA della Cascina Montano di Gaggiano. L'operaio Serrani ci prega di pubblicarla in modo da poter esaudire nel migliore dei modi i desideri di quei compagni.
« Caro Serrani, ti saremo oltremodo grati se vorrai organizzare una delegazione di operai e impiegati del complesso industriale ove tu lavori presso la nostra Azienda Cooperativitsica, in una delle prossime domeniche di febbraio. Questo Consiglio amministrativo vuol far cono-
scere al lavoratore della fabbrica come anche il contadino, nella campagna, lotta costantemente, in un clima molto difficile, per migliorare il proprio tenore di vita mediante l'eliminazione dello sfruttamento da parte dell'agrario, per migliorare la produzione e soprattutto per la pace, dimostrando come in un clima tranquillo viene aumentata la produzione nel campo agricolo. Siamo più che certi che vorrai aderire al nostro invito ed in attesa ti porgiamo i nostri più fraterni saluti.
Per il Consiglio d'Amm.ne
Il Presidente CARLO FEDELI
<, Per avere uno sviluppo della televisione occorre che vi sia un'adeguata rete di apparecchiature trasmittenti opportunamente collegata con cavi coassiali. La R.A.I., in collaborazione con l'Azienda Telefonica di Stato, ha in progetto una vasta rete, sia di trasmettitori che di cavi coassiali, i quali ultimi sono già in corso d'installazione Parallelamente alla rete trasmittente occorre anche che l'Industria Italiana si adegui, per offrire sul mercato un apparecchio ricevente per la telesto, producendo in serie una grande quantità di apparecchi. In altre parti, sia in Europa che in America, l'apparecchio televisivo di basso covisione ha un costo di poco superiore all'apparecchio la radiodiffusione normale. E' pertanto sperabile, se non prevedibile, che anche in Italia la televisione abbia uno sviluppo popolare facilmente accessibile anche ai ceti meno abbienti, così com'è attualmente la radiodiffusione ». « Per costruire per diletto un'apparecchio di televisione esistono numerose pubblicazioni americane e tedesche. In Italia sono pubblicati dei corsi di istruzione per televisione sulla rivista « Radio Industria » e sui quaderni di « Tecnica elettronica » editi dalla Radio Italiana. L'apparecchiatura non è complicata ed i prezzi possono essere facilmente acquistati sul mercato italiano da diverse ditte specializzate. Qualche difficoltà s'incontra però nell'approvvigionamento dei tubi catodici, sui quali viene formata la immagine, per i quali l'industria italiana non è ancora attrezzata e pertanto è costretta all'importazione da ditte straniere quali la Slvanie, RCA, General Electric, Telefunken, ecc ».
La Redazione ringrazia l'Ingegner Uccelli per le sue esaurienti risposte e per la sua collaborazione; vogliamo però augurarci, per il bene di tutti, che la televisione non rimanga come una cosa tanto bella quanto irraggiungibile per i lavoratori.
Lotte del Lavoro"LOTTEOELLAVORO„promuoveunaconferenzapercementarel'unitàdeilavoratori.difrontealrisorgeredelfascismo
Vanno esaminati tutti i problemi, dal cottimo alla mensa - Un'azione io difesa impiegati - Un rappresent. della C.I.S.L. non ci ha risposto
(continuazione della pay. zl che dal punto di vista economico che morale, quindi procedere ad una esatta inchiesta per stabilirne la personale posizione. In quei casi ove vi sono elementi a nostro giudizio idonei, tenendo sempre presente 1° la caratteristica aziendale ed il contratto di lavoro; 2° il criterio che la ditta ha sempre fatto uso per stabilire mansioni e categorie, procedere con la direzione a chiarire i casi da risolvere ed in caso che essa non volesse riconoscere il diritto ad una giusta revisione si procederà secondo il desiderio dei lavoratori stessi».
Dopo aver ringraziato il signor Rossi per le sue risposte dateci ci rechiamo al rep. 83 ad intervistare l'operaio Franco Varena, il quale si dichiara ben lieto di esprimere la propria opinione sulle domande che ci proponiamo dalle colonne di questo giornale.
Evidentemente, - dice Varena - lo stato di vita dei lavoratori non è soddisfacente ed ora più che mai la necessità di elevare socialmente i lavoratori è un'esigenza che non può ulteriormente procastrinarsi. Da parte mia non ho promesse da fare, Jromesse che potrebbero illudere i lavoratori; sono a disposizione di chiunque abbia bisogno della mia opera per risolvere problemi a lui riguardanti ed inoltre sono a disposizione dei lavoratori per tutto ciò che utilmente si potrà fare per portarli alla emancipazione ».
« Faccio presente, — dice Varena — che tale richiesta è stata presentata anche dall'U.I.L. e già discussa con gli industriali. L'utilità dell'incorporamento di un'aliquota della contingenza e della rivalutazione nel salario e stipendio viene dal fatto che, oltre che a consolidare gli istituti contrattuali, porrebbe fine ad una situazione illogica in quanto verrebbe a definirsi, in forma lineare, ciò che è realmente salario. Questo anche per quanto riguarda i cottimi in modo particolare ».
« Per quanto mi riguarda, non avendo fatto fin'ora parte della C.I., non mi è possibile dare un giudizio reale in quanto non conosco particolari che ritengo utili. Eviden-
temente non è possibile pensare che il taglio dei cottimi sia un'azione giustificata per la diminuzione dei costi di produzione ».
« Evidentemente è necessaria una disamina della situazione aziendale onde poter evitare errori che, come nel passato, possano pregiudicare gli interessi dei lavoratori ».
« Non vi sono ragioni che operai ed impiegati siano declassati, qualora si tentasse un'azione del genere è fuor di dubbio che il rispetto degli istituti contrattuali che regolano la materia troveranno in me e nei lavoratori che rappresento strenui difensori».
« Per quanto riguarda quei lavoratori, operai ed impiegati, che fossero adibiti a lavori generalmente considerati di categoria superiore a quella che i lavoratori stessi appartengono, ritengo necessaria un'azione nei confronti della direzione che porti questa ultima a riconoscere a detti lavoratori i diritti• da loro acquisiti per le mansioni che essi svolgono ».
Proseguiamo la nostra inchiesta e poniamo le nostre domande ad un rappresentante degli impiegati. Il signor
Silvani ci risponde:
« Lo stato di vita dei lavoratori, in questi ultimi tempi, si è aggravato per il continuo aumento del costo della vita; si devono, in primo luogo, aumentare gli stipendi ed i salari per migliorare il tenore di vita ed inoltre occorre esigere dal Governo il bloco dei prezzi in generale ».
« Ritengo utile l'incorporamento della contingenza negli stipendi e salari e anche la rivalutazione per quanto riguarda gli operai. Lo ritengo utile e giusto perchè sia gli stipendi che i salari non rispecchiano il loro valore effettivo ».
« Per eliminare il taglio dei cottimi ritengo opportuno una revisione generale, su scala aziendale, dei contratti interni aziendali che ne regolano la precalcolazione ».
« E' nostro intendimento riunire le maestranze impiegatizie per poter sapere da loro stessi quali sono i loro bisogni immediati, una volta esaminati condurre quell'azione che potrà risolverli ».
« Veder quei casi di declasesistenti nelle officine e negli uffici 'e per il loro ricono-
Lotte del Lavoro scimento reale sarà materiale di discussione con la direzione
Il signor Napoleone Sala, rappresentante della C.I.S.L. ci ha risposto che il loro gruppo dovrà riunirsi per esaminare la situazione esistente nell'officina, dopo l'esame emetteranno un loro comunicato perciò ritiene inutile rispondere alle nostre domande. Per trovare ed intervistare il signor Corinaldesi abbiamo dovuto recarci in via Bigli essendo egli a casa ammalato; egli ci ha accolti con gioia ed ha poi dichiarato di esser soddisfatto che i lavoratori del Tecnomasio abbiano dato ancora una volta il voto di fiducia alla lista della F.I.O.M. Alle nostre domande postegli ci ha dichiarato:
« Lo stato di vita attuale dei lavoratori è assolutamente inadeguato non solo alle esigenze della vita ma anche al minimo necessario. Per elevarlo non vi è altro che iniziare una lotta per l'aumento in generale degli stipendi e salari e per quanto riguarda aziendalmente per ottenere quelle migliorie che sono oggetto di continue contestazioni con la direzione ».
« E' indispensabile perchè il salario, così com'è, è troppo frazionati; la contingenza supera il salario reale e così il cottimo incide solo su una quota trascurabile di esso ».
« Per eliminare il taglio dei cottimi è necessario rivedere e perfezionare il conteggio adeguandolo alle nuove esigenze dei lavoratori ».
« Lottare conseguentemente per migliorare il nostro tenore di vita mobilitando tutti i lavoratori, attraverso riunioni, onde metterli a conoscenza della grave situazione in cui si trovano, in modo che essi rispondano, tutti uniti, al massimo organismo di fabbrica, appena esso lo richiederà ».
La nuova C.I. deve, attraverso un serio ed approfondito esame, delle singole mansioni sia degli operai che impiegati, costringere la direzione, per mezzo dei dati raccolti, ad incasellare nella giusta categoria di appartenenza questi lavoratori che nella nostra fabbrica formano un'altra percentuale ».
Chiusa questa breve intervista con questi cinque nuovi eletti alla nuova C.I. li ringraziamo per le loro risposte dateci e li invitiamo, visto che in quello che ci hanno detto vi sono diversi punti in comune, a mai rompere, per il bene dei lavoratori della nostra fabbrica, l'unità che dovrebbe esistere nella C.I.
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Giovedì, 7 febbraio 1952
alle ore 22, presso il Bar Nazionale, durante una simpatica manifestazione sono stati premiati gli atleti vincitori, che hanno disputato il II° Campionato Sociale di Ski organizzato dalla sottosezione del C.A.I. del Tecnomasio. Quest'anno il secondo campionato si è svolto all'Aprica in una giornata veramente magnifica, e ad assistervi oltre ad un folto pubblico, vi erano 160 partecipanti alla gita promossa dalla nostra
sottosezione del C.A.I., i quali facevano il tifo per i loro beniamini. La organizzazione dei campionati è stata ineccepibile grazie alle cure dei signori Igino Zoia, Angelo Consonni, Aurelio Rossi e Aldo Allievi, giudici di gara e dei cronometristi Sigg. Aurelio Rossi e Leonida Bossi. Ecco ora i nuovi campioni della nostra azienda: Antonio Ferri, nel fondo di Km. 6 che impiega 44'31" 8/5 seguito da Adelino Bovio, Aldo Pellati, Andrea Bianchi e Mario Bra-
schi. La gara dì discesa maschile di mt. 450, ha visto vincitore Francesco Caria in 2'27" 2/5 seguito da Andrea Bianchi, Ettore Morini, Aldo Pellati, Renzo Chiappa e Amerigo Minardi; Andrea Bianchi si è aggiudicato la combinata con 14 punti, con 13 punti lo segue Aldo Pellati, quindi Antonio Ferri con 12 punti e Adelino Bovio con 9 punti. La signorina Rosanna Chiappa è la vincitrice della gara di discesa femminile, essa ha percorso i 250
mt. in 44" '1/5, la signorina Giovanna Poto è passata al secondo posto, al terzo posto si è classificata la signorina Idalia Tamagna.
L'8 febbraio presso la Sede dell'U.I.S.P. in Corso di Porta Vittoria si è tenuta la premiazione delle squadre e degli atleti, che hanno disputato il 1° Trofeo di Milano di tennis da tavolo, organizzato
dall'U.I.S.P. circa due mesi fa. A questa bella Manifestazione ha partecipato pure la squadra del C. R. A. L. della nostra fabbrica composta da: Perego, Germani, Fantuzzi, Castelli, Sala, Colombi, Agostini e Cirio, la quale si è classificata al secondo posto nella classifica a squadre, vincendo così la Coppa « A. T.M. ». A sua volta Perego si è classificato al 2° posto negli assoluti individuali aggiudicandosi la medaglia di argento,