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Lotte lavoro2

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Anno 1

N. 3

Milano 4 Marzo 1952 REDAZIONE presso la C. I. di Fabbrica

Prezzo L. 10

otte del Lavoro

PERIODICO DEGLI OPERAI E DEGLI IMPIEGATI DEL TIBB MARZO 1943-1944

Il contributo di lotta e di sangue dei lavoratori del

nella grande lotta di Liberazione

La guerra infuria, nuovi bombardamenti e nuovi lutti si susseguono, i generi alimentari scarseggiano ed i loro prezzi salgono alle stelle mentre la paga dei lavoratori è insufficiente; i lavoratori stessi sono stanchi della guerra e del fascismo, ma Mussolini rassicura i nazisti della fedeltà del popolo italiano e lascia loro la facoltà di smantellare la nostra industria. I lavoratori italiani non sopportano più oltre questa situazione e così, con lo sciopero generale del 3 Marzo del 1943, danno il colpo che segnerà il principio della fine del fascismo. Cosa avvenne al 3 Marzo nella nostra fabbrica? Mancano pochi giorni a quella data che già sui banchi girano volantini, distribuiti dai lavoratori del comitato clandestino. incitanti gli operai a chiedere miglioramenti salariali e di generi alimentari. Alla mattina del 3 Marzo qualche cosa di nuovo par regni nella fabbrica: gli operai hanno sguardi più decisi. le macchine par che sentino che qualche cosa stia capitando e sembrano non girare più a ritmo normale. Quelli del comitato clandestino avvisano gli altri che al fischio della sirena delle ore 10 si dovrà fermare; gli avvisati trasmettono le decisioni agli altri lavoratori ed aspettano con ansia l'urlo della sirena! Quale ore di ansia debbono aver passato questi compagni! Se lo sciopero non fosse riuscito vi era pericolo che venissero denunciati ed arrestati, ma tutto và come era previsto. Non si è ancora spento lo ululato della sirena che la Piccola Meccanica si ferma. Corre al reparto 71 l'Ingegnere Rolandi i 1 quale cerca di impaurire gli operai dicendo loro che essi tradiscono la Patria e che possono essere denunciati al tribunale militare; gli operai, per nulla intimoriti, rispondono che hanno fame e che la paga non basta; in quel mentre arrivano, guidati da Galaotti, Pauselli, Bai e Garanzini, gli operai dei reparti 70 e 83; Cavagna, l'allora capo sezione, tenta di fermarli ma viene respinto. L' ingegner Rolandi, visto che nulla intimorisce gli operai, fa delle promesse e si ritira. Mentre succedono questi fatti alla F.A., la grande officina è in fermento e nel pomeriggio anche essa sospende il lavoro, la fabbrica è ferma al completo e lo

sciopero è coronato da successo. Durante la notte vengono arrestati Pauselli e Galaotti; alla mattina, appena gli operai apprendono la notizia dell'arresto dei loro due compagni di lavoro, si fermano e si recano tutti alla campata 13. Lì, sul grande tornio, Garanzini parla agli operai e tra l'altro dice, rivolto all'Ingegner Rolandi ed alla Direzione sopraggiunta « Voi davanti avete le belle parole ma dietro tenete il coltello » e poi invita gli operai a non riprendere il lavoro sino a quando non fossero rilasciati Pauselli e Galaotti. Rolandi, credendo di impaurire gli operai, chiama nome per nome e fa schierare i fascisti della fabbrica, ma gli operai rispondono con risa e schiamazzi a questa provocazione ed allora egli è costretto a promettere la scarcerazione dei loro compagni di lavoro. La fabbrica — per quel giorno — rimane ferma e dopo alcuni giorni Pauselli e Galaotti vengono rilasciati. Un anno è trascorso, anno denso di avvenimenti che vanno dalla caduta del fascismo alla sua rinascita per mezzo del tradimento della casta militare, alla lotta armata del popolo contro il fascismo e contro la guerra. E' in questo periodo critico della storia italiana, quando ove solo una parola detta male significava la deportazione e la morte, che la classe lavoratrice italiana si erge a guida della lotta per la salvaguardia delle industrie e del patrimonio nazionale minacciate d i smantellamento dai nazisti e dichiara lo sciopero nazionale. 3 Marzo '44: altra giornata di fulgida gloria dei lavoratori del Tecnomasio. Alle ore 10 la fabbrica è ferma al completo, malgrado che essa sia circondata da autoblinde e carri armati e gli sgherri della Muti » entrino nel Tecnomasio. Gli operai scendono in cortile e l'allora questore di Milano, Santamaria Nicolini, sbraita ed urla al tradimento, l'Ingegner Rolandi dice che chi non riprenderà il lavoro verrà inviato in Germania; gli operai non cedono e chiedono aumenti di salario e di viveri. Gli sgherri della Muti » portano, coi mitra alla schiena, gli operai ai loro posti di lavoro e impongono di lavorare ma non vi è nulla da fare e così la fabbrica resta ferma

per alcuni giorni e gli operai ottengono miglioramenti salariali e dei generi alimentari tesserati. Gli operai del Tecnomasio. con questi due scioperi, si sono inseriti, assieme al movimento dei lavoratori di Milano e d'Italia, per la salvezza del patrimonio nazionale e per questo hanno dato la vita Bazzoni, Besozzi, Cavagnoli, Galletti, Garanzini, Generani, Ricci, Serafini, Serrani, Signorelli e Techel, — trucidati dal piombo nazi-fascista — e alcuni morti nei campi di eliminazione della Germania. Oggi, nel commemorare il IX Anniversario di questa gloriosa pagina del movimento operaio, vediamo nuovamente i lavoratori italiani lottare contro la smobilitazione della loro industria, contro il rinascere del fascismo e della prepotenza e contro la minaccia di una nuova guerra. Anche i lavoratori della nostra fabbrica si sono inseriti in questa lotta ed in queste ultime settimane abbiamo visto diverse sospensioni di lavoro. I lavoratori hanno chiesto, per mezzo della C. I. che se ne è fatta interprete, aumenti di salario e stipendio, questi li hanno chiesti per poter migliorare il loro tenore di vita. I lavoratori del Tecnomasio sanno che le loro richieste sono più che giuste e, tutti uniti, si batteranno, come si sono battuti nel '43 e '44, per vederle esaudite ed inoltre invitano la nostra Direzione a rammentarsi dei fatti avvenuti in quegli anni e di trarne insegnamento. G. GARANZINI

Si;è tenuto recentemente a Vienna la Conferenza Internaz. dei lavoratori metalmeccanici. Nella foto vediamo l'operaio Grossi del TIBB che attentamente segue i lavori

Le mozioni approvate alla Conferenza sono state due, la prima del Segretario della F.S.M., Jourdain, la quale tratta la situazione delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori dei paesi occidentali, condizioni che vanno dal problema della disoccupazione a quello della riduzione degli orari di lavoro, dai bassi salari agli alti costi della vita. Essa tratta anche la difesa della gioventù lavoratrice, il problema delle donne, dei pensionati, delle prevenzioni infortuni. d e 11 e malattie, delle ferie, ecc. Questa mo-

8 Marzo - Festa Internazionale della Donna

I agi rivatlicalivi tiolle lavoratrici - grado Iuta alla osa

LA DIREZIONE ha preso di mira le C. I. Al momento di andare in macchina apprendiamo che in Castillia la fabbrica è ferma al completo. Gli operai hanno saputo che la Direzione intende limitare le funzionalità della C. I., impedendo ai suoi componenti di recarsi ai Sindacati. La dimostrazione di forza data dagli operai e impiegati di Castillia, servirà certamente a far recedere la Direzione dalla sua errata posizione.

zione è documentata da dati di fatto inoppugnabili. Se questa mozione venisse fatta propria dai governi europei provocherebbe oltre che il risanamento delle industrie anche un miglior tenore di vita di tutti i lavoratori. La seconda mozione è un appello contro il piano Schuman in quanto esso prevede un regresso delle conquiste fatte a prezzi di gravi sacrifici dai lavoratori e ad uno smantellamento di parte delle industrie a beneficio dei superprofitti dei gruppi imperialistici europei. G. G.

Si avvicina rapidamente la data dell'8 Marzo. Ogni donna lavoratrice sa oramai che cosa rappresenta l'8 Marzo; giornata in cui tutte le donne si ritrovano unite e affratellate decise a camminare in avanti sulla strada del progresso e della emancipazione. E' una giornata di festa, di letizia e di senerità, ma è anche l'impegno a condurre avanti, — attraverso nuove conquiste — l'emancipazione delle lavoratrici. Non vi può essere nessuna emancipazione se non vi è nessuna conquista. Ed è per questo che le lavoratrici del T.I.B.B. pongono alcune importanti rivendicazioni da tempo dibattute e mai risolte dalla Direzione. Di ciò ne investono la C. I. incitandola e sostenendola nella sua lotta. Ad eguale lavoro, eguale salario. Riduzione dello scarto esistente tra le retribuzioni femminili e quelle maschili. Attuazione dell'Asilo Nido tut'ora rimasto tra le tante promesse della Direzione. Passaggi di categoria per operaie e impiegate. Pagamento di 4 ore per la mezza giornata di venerdì, 7 Marzo.

Queste rivendicazioni sono state discusse ed approvate in sede di riunioni di tutte le lavoratrici, le quali si batteranno per ottenerle. Non è solamente questo che vogliono le lavoratrici; esse vogliono che la pace sia garantita ai loro familiari e alle loro case. Ed è per questo che faranno udire la loro voce contro coloro che intendono turbare l'avvenire del nostro Paese e del mondo. Intanto fervono i preparativi nella nostra azienda per celebrare la giornata internazionale della Donna. Si parla di una commedia che verrà recitata alla mensa da parte di una compagnia di giovanissimi attori; e si dice che l'ormai tradizionale pranzo sia quest'anno di molto migliorato. La Cooperativa offrirà un rinfresco a metà spettacolo e il CRAL preparerà una sorpresa. All'ultimo momento si apprende che un famoso prestigiatore sarà in campo per far sparire e comparire gli oggetti; attenti ai borsellini, dunque! Sempre all'ultimo momento apprendiamo che una squadra di volonterosi lavoratori si offriranno per servire a tavola e per lavare i piatti. Una volta tanto...


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