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Per il 1° Maggio tutti i lavoratori
LOTI
con la tessera della C. G. I. L.
Bollettino per i Comunisti della Pirelli a cura della Sezione Libero Temolo - N. 6 - Aprile 1950 DALLA CONEEICENZ.11 Dl FABBRICA
Impulso alla lotta dei lavoratori contro lo si ruitamento ed il fascismo di Pirelli tore Mariani, i dirigenti sindacali e democratici Guidi, Bertelli, Zucchella, Bianconi, ecc.
Pirelli ha cercato in ogni modo di ostacolare e sabotare la Conferenza di fabbrica che si è svolta nei locali della mensa esterna di Viale Sarca giovedì 13 aprile alla presenza di migliaia di lavoratori e sotto gli auspici della Camera del
lavoro di Milano e del Comitato Provinciale di Coordinamento dei Consigli di Gestione. Numerose le personalità presenti tra cui abbiamo notato gli onorevoli Invernizzi, Montanari, Stellina, Vecchio, V enegoni, Lombardi, il sena-
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Cinque anni or sono i partigiani, i lavoratori, il popolo tutto, si levarono in armi per sch acc.are (invasore tedesco ed i suoi servi fascisti, coronando una resistenza eroica armata ci venti - mesi che
Chi fa la legge?
aveva le sue radici nella lotta aa• tilascista di venti anni.
Vittoria di popolo fu Il 25 Aprile. Vittoria che nessun omuncolo del regime odierno potrà ozuscare nè sca.fire in alcun modo. La vittoria di ieri torna oggi come un solenne monito. Il popolo voleva la Pace, la Libertà ed il Lavoro. Il popolo ita liano anelava ad un ord nament3 democratico fondato sulle forze nuove che avevano distrutto il fascismo e che rappresentavano I unica garanzia di rinnovamento per iI nostro Paese. In questi cincere anni uomini che hanno tradito gri ideali del .a Resistenza, figuri che incoraggiano oggi l'azione di denigrazione della Resistenza condotta dai « risparmiati » del 25 aprile. tentano di riportare il nostro Paese sulla vecchias trada, sulla strada della dittatura, della miseria e della GUERRA. Essi si valgono dello stolto e sterile odio anticomunista per far di• vergere l'attenzione di strati deboli ed incerti dai problemi reali del Paese per meglio sp ngerli verso l'abisso e la rovina. Il 25 aprile torna però anche per questi sicnori, torna con un monito supremo e ci auguriamo che essi lo intendano. Dica ad essi il 25 aprile che il popo o italiano no.r tollererà in alcun modo di essere trascinato in una nuova guerra, dica ad essi il 25 aprile che i lavoratori non tollereranno il rinascere del fascismo entro e fuori delle fabbriche, dica ad essi il 25 aprii.: che g'i operai e le opera'e reagiranno contro ogni tentativo di smantellamento della nostra economia e di -enderanno, come ieri, le fabbriche ed il loro posto di lavoro.
Abbiamo anche notato lo sparuto drappello delle guerdie della Pirelli che agli ordini dello zelante ispettore Ferri presidiava l'ingresso tentando di opporsi all'ingresso dei lavoratori .Anche in direzione dei dirigenti Pirelli si è fatto sentire ed infatti « democraticamente » ha imposto loro con una specifica circolare di non essere presenti alla Conferenza di fabbrica dove si discutevano problemi vivi dell'azienda. La conferenza ha avuto inizio dopo brevi parole del segretario regionale dei Consigli di Gestione, Bertelli, con la relazione presentata dal segretario del Consiglio di Gestione centrale della Pirelli, compagno Ghianda a nome di detto organismo (meno i sigg. Cerea, democristiano, e Salvemini saragattiano che « quali autentici rappresentanti dei lavoratori » ritengono non doversi mai presentarsi davanti ad essi per render conto del loro operato). La documentazione emersa a carico di Pirelli alla Conferenza di fab-
l lacoralori lotleramao ematro questi pi•oveedianenfi illegali Malgrado le lettere della ditta i lavoratori sanno che il Consiglio di gestione ha colpito giusto. Il segretario del Consiglio di Gestione, ns. amato compagno Ghianda Giuseppe che ha fatto la relazione è stato licenziato in tronco. Egli aveva il dovere di informare i lavoratori sulla situazione della azienda, per questi i lavoratori nelle elezioni gli avevano dato circa 11 mila voti. Egli da vero militante
ha assolto al suo impegno, come nel 1944, cui veniva colpito dai nazifascisti. Cambiano le camicie ma i nemici capitalisti sono sempre gli stessi. Avanti compagni e lavoratori, i nostri dirigenti ci indicano la strada: una strada dura e lunga. E' la strada dei militanti comunisti, della classe operaia dei lavoratori tutti, del popolo italiano. E' la strada dei sacrifici ma anche quella della vittoria.
brica è stata sensazionale e schiacciante. La piovra monopolistica Pirelli è stata delineata ai lavoratori nei suoi mostruosi ed innumerevoli tentacoli. Si può dire che non vi sia complesso in Italia ed in numerosi paesi stranieri ove Pirelli non metta lo zampino. Legami particolarmente stretti Pirelli li ha con gli angloamericani suoi colleghi. Nè potevano mancare gli addentellati di Pirelli con i padroni del Corriere della sera per cui mai neppure lontanamente questo «onesto» organo d'informazione sfiora i casi veramente inumani di sfruttamento che avvengono nelle fabbriche di Pirelli. Il Corriere protesta contro i lavoratori che si agitano contro i salari di fame ma non dice che gli azionisti della Pirelli guadagnano 35 mila lire al mese per ogni lavoratore e che i loro utili nel solo 1949 hanno superato i sei miliardi. Pirelli ha occupato un degno posto tra i grossi squali di portata internazionale che si sono enormemente ingrassati nella guerra attingendo su tutti i fronti. Mentre gli operai crepavano di fame, al fronte o sotto i bombardamenti Pirelli ed i suoi azionisti si beccavano sterline inglesi, lire italiane, marchi tedeschi, dollari americani, pesos argentini, franchi belgi, reis brasiliani, pesos spagnoli... Tuttavia Pirelli ed i suoi azionisti non mancavano di esaltare la guerra fascista come la « guerra dei poveri », la guerra che avrebbe dovuto dare all'Italia la grandezza imperiale ecc. ecc. Numerosi lavoratori e dirigenti democratici si sono avvicendati alla tribuna. Seguiti con interesse particolare gli interventi dell'On. Lombardi, dell'On. Invernizzi, di Gariboldi, di Guidi e di altri. Numerosi delegazioni di altre fabbriche hanno portato il loro saluto tra cui quelle della Ercole Marelli in lotta, della Breda, dell'Alfa Romeo e dell'Innocenti.
Andiamo, avanti! La nostra Conferenza di fabbrica non è un punto di arrivo ma una tappa della nostra lotta. Essa ha ampiamente dimostrato e documentato quanto giuste siano le rivendicazioni economiche dei lavoratori davanti agli scandalosi e colossali proventi che i capitalisti hanno dallo sfruttamento intenso ed inumano delle masse lavoratrici. La fase attuale della lotta nel nostro Paese mostra chiaramente come i padroni, anche quelli che un tempo amavano dirsi « padroni elastici » o « padroni di gomma » abbiano completamente gettata la maschera e rivelino apertamente la loro dura faccia di nemici tenaci ed implacabili dei lavoratori. La crisi generale del mondo capitalistico ha loro posto chiaramente come soluzione estrema lo scatenamento di una nuova guerra per cui vanno approntando le condizioni. Fondamentale per essi è la rottura del fronte operaio che vigila sulle sorti della Pace e che si batte per essa. Agiscono perciò i Pirelli, i Falck, i Marelli contro le libertà democratiche nella fabbrica, contro i dirigenti più combattivi, contro le avanguardie coscienti e decise. Agiscono perciò i servi dei padroni, i sedicenti « liberi » o « indipendenti » sindacalisti per minare dall'interno il fronte operaio, per disorientare i più deboli, per divergere su motivi secondari l'attenzione dei lavoratori.
liniro compito è quello di Andare bauli! Rafforzare il fronte di lotta, conquistare ad esso nuovi strati, chiarire costantemente, senza posa, gli obiettivi che sono davanti alla classe operaia, obiettivi che sono comuni a tutto il popolo italiano: difesa delle Libertà costituzionali, difesa del posto di lavoro e conquista di esso per chi non l'ha secondo lo spirito del piano economico della C.G.I.L., difesa della Pace minacciata da chi dalla guerra attende l'ancora della salvezza dei propri privilegi antisociali.
La nostra battaglia contro il "padrone elastico" Sotto la guida dei loro organismi sindacali i lavoratori pirelliani hanno intrapreso una dura battaglia. ssi si affiancano così a numerose altre fabbriche in lotta per migliori condizioni e contro le sopraffazioni padronali. Le rivendicazioni poste dai lavoratori della Pirelli scaturiscono da due fatti che è necessario sottolineare In armonia con Scelba e le sue leggi liberticide, Pirelli vuole togliere ai lavoratori la possibilità di esercitare i diritti sanciti dalla Costituzione, di riunione, di parola ed eliminare praticamente ogni reale funzionalità per la Commissione Interna. A questa prima parte del programma Pirelliano, che è poi quello della Confindustria e del Governo della Confindustria i lavoratori hanno risposto con l'adesione totale alla linea d'azione della Commissione Interna. La larga adesione alle elezioni dei corrispondenti sin-
Unanime reazione allo sfruttamento Rivedere il trattamento malattia E' spuntata l'arma scissionista dacali di reparto, nonostante il solito sabotaggio dei « liberi » servi del padrone ,è un atto concreto ed inconfutabile che dimostra la volontà delle masse. La seconda faccia dell'offensiva del padrone un tempo « elastico » è l'aggravamento del sistema di sfruttamento che ha suscitato la unanime reazione della fabbrica, ed una serie di altre restrizioni odiose in vari settori della vita aziendale (malattia, revisione premio produzione, unilaterale applicazione della rivalutazione, restrizione dei cottimi, rifiuto miglioramento mensa, ecc.). Il lavoratore della Pirelli oggi reagisce con forza alla politica di decurtazione dei salari a cui si accoppia l'aumento dello sfruttamento. Aumento pesante, massiccio fa-
cilmente individuabile ovunque: basti tener presente che in un dipartimento aziendale la quantità di gomma lavorata nei confronti dello scorso anno è maggiore del 25 per cento. Si pone per questo oggi più che mai il problema del cottimo sia nei riguardi della formulazione delle tabelle sia all'aumento delle tabelle attuali. E si pone, legato sempre alla lotta contro lo sfruttamento il problema della revisione del premio di produzione, problema sul ouale la ditta non ha mantenuto gli accordi firmati a suo tempo con la C. I. E' urgente la revisione del trattamento di malattia: in questo campo le misure emesse dalla ditta han-
no trovato realizzazione attraverso un sistema da caserma. A tale proposito gli organismi sindacali hanno un'ampia documentazione. Perchè se è vero che determinate restrizioni avevano il compito di moralizzare talune situazioni, superate queste esse vanno rivedute. Il padrone davanti ad una serie di rivendicazioni poste dagli operai applica la tattica del « far marcire ». Vorremmo richiamarlo alla realtà e consigliarlo a non farsi eccessive illusioni su questa tattica. Abbiamo oggi maggiori esperienza del passato ed armi più efficaci. Per quello che riguarda l'azione dall'interno, attraverso i disgregatori « liberini » anche questa è un arma spuntata, caro padrone « un tempo elastico », e l'antifona avresti già dovuto capirla da un pezzo cioè da quando la lotta ha fatto superare ad alcuni nuclei operai taluni dubbi e li ha unito assieme a tutti gli altri in un fronte compatto ed unitario,