Skip to main content

Lotta3

Page 1

" Al patto Atlantico, al patto scellerato, noi diremo: NO, al grido di VIVA LA PACE ABBASSO LA GUERRA„ (Scoccharro al Senato

compagno a comandato di re fedele ai principi dell' Internazionale Comunista. Ti giuriamo, compagno Lenin che non risparmieremo la nostra vita pur di rafforzare ed estendere l' unione dei lavoratori di tutto il mondo: l'In. ternazion. Comunista STALIN

LAL

Bollettino per i Comunisti della Pirelli a cura della Sezione Libero Temolo - N. 3 - Aprile 1949

1,0iid per la pace colgo il palio di guerra Il nostro Paese, contro la volontà. del popolo italiano, è stato aggiogato al carro di guerra dell'imperialismo anglo-americano. Il Governo De Gasperi, tradendo gli impegni assunti il 18 aprile, ha svelato la sua vera essenza: non essere cioè tale Governo che l'esecutore materiale dei piani politici del capitalismo internazionale e della politica vaticana (piani e politica che nel periodo attuale di involuzione politica marciano di pari passo). A -nulla è valso che il Ministro « pavone » (alias Conte Sforza) abbia tentato di mascherare le proprie dichiarazioni facendo appello ai sentimenti di patriottismo: la vera essenza del Patto Atlantico è risultata chiara; è risultato cioè che tale patto, a prescindere dai termini propagandistici del preambolo, tende allo scopo di favorire lo sviluppo del capitalismo americano, di creare le condizioni per la nuova crociata contro l'U.R.S.S. e le democrazie occidentali, per formulare il piano di guerra contro quei Paesi che, liberatisi dalla schiavitù del capitalismo, stanno attuando con una politica di pace una nuova civiltà, la civiltà socialista. Le dichiarazioni governative, che anche una certa stampa ha ammesso essere state per lo più meschine, le acrobatiche virtuosità della cosidetta stampa indipendente muovono al riso. Come possono parlare di pace e di patti pacifici e di patti difensivi coloro i cui stati maggiori siedono in permanenza a Parigi; come possono parlare di pace i governanti d'oltre Atlantico le cui truppe di guerra esistono in Inghilterra, i cui comandi militari esistono in Grecia, costoro che di nulla si sono preoccupati se non di seminare secondo un criterio prettamente offensivo le basi militari in tutto il mondo? Come può parlare di pace il Governo demo-clericale italiano che ha respinto le proposte del compagno Togliatti contro la cessione di basi militari a

qualsiasi potenza estera? (ricordiamo quanto siano state reticenti le dichiarazioni del ministro Pacciardi (un Pacciardi al « naturale ») circa le notizie pubblicate su delle manovre americane lungo la costa siciliana). Sono alfine giunte le dichiarazioni fatte da Churchill a Boston: la crudele chiarezza di tali dichiarazioni pongono fine alle tergiversazioni parolaie dei vari De Gasperi, Sforza ecc. Con tali dichiarazioni viene confermato che il Patto Atlantico è il nuovo strumento di guerra contro l'Unione Sovieti-

ca e i paesi di nuova democrazia, è lo strumento con il quale il capitalismo cerca di superare i tragici contrasti in esso insiti.

ha manifestato chiaramente la sua volontà di pace, ha bollato i fautori di guerra sotto qualsiasi veste essi si mascherino. Sono sorti e stanno sorgendo in tutto il Paese i Comitati d'Iniziativa per la Difesa della Il Partito Comunista Pace, tutte le forze democratiguida nella lotta per la pace che che lottano per la pace vanno polarizzandosi attorno al Ma se gli uomini di gover- nostro Partito. no italiani, schiavi di interessi Nelle città, nei rioni, nelle di casta e di parte, hanno fir- fabbriche tutti i compagni debmato tale patto, questo non si- bono sentirsi mobilitati: la lotgnifica avere impegnato il po- ta intrapresa nel Parlamento polo italiano. Già nelle piazze deve avere il seguito consedi tutta Italia (nonostante gli guente manifestandosi nella ordini emanati dal ministro di creazione di tali comitati di polizia) il popolo si è alleato cui il nostro Partito vuole esalla lotta intrapresa dalla op- serne un animatore instancaposizione nel Parlamento, ed bile.

SESSANTA GIORNI DI LOTTA Per la prima volta i lavoratori chimici si trovano impegnati in una lotta dura ed aspra per la difesa delle loro conquiste contrattuali e per ottenere giustamente un migliore tenore di vita e una rivalutazione della categoria. I datori di lavoro (e fra questi il più ostinato il dott. Alberto Pirelli) negano agli operai ed agli impiegati quelle che sono le loro giu-

ste rivendicazioni, cercando di dare con mille modi qualche parvenza di giustificazione a questa loro caparbia posizione: e mentre difatti scrivono sui manifesti che da parte loro il contratto di lavoro non è stato denunciato, in Sede di riunione a Roma anche gli industriali della gomma si sono schierati sulle posizioni degli industriail chimici e chimici farmaceutici, di coloro cioè

Risoluzioni del Comitato di Sezione Il Comitato di Sezione ,nella riunione del 4 aprile 1949, ha votato il seguente o. d. g.:

Il Comitato di Sezione, considerata la situazione politica attuale, impegna tutti i compagni a realizzare la linea politica del partito, svolgendo soprattutto un lavoro profondo per il rafforzamento del nostro partito. Impegna tutte le Organizzazioni di partito a denunciare ai lavoratori la politica guerrafondaia del Governo, politica che vorrebbe trascinare il nostro paese in una guerra contro l'Unione Sovietica ed i paesi di nuova democrazia, che oggi lavorano per la pace e per il Socialismo. Il Comitato di sezione chiama tutti i compagni a favorire tutte quelle iniziative tese a creare un vasto movimento popolare per la pace, a polarizzare fra i lavoratori il congresso mondiale dei partigiani per la pace. Il Comitato di sezione esprime la solidarietà con tutti i lavoratori pirelliani in lotta per la difesa del loro contratto e delle libertà sindacali, e, denunciando le manovre inconstituzionali della Confindustria, invita i lavoratori a continuare la lotta sino a piegare la tracotanza industriale, che trova nel Governo uno strumento adatto per realizzare i suoi scopi. Invita tutti i lavoratori a rimanere uniti nella grande C.G.I.L., spezzando tutte le manovre scissionistiche, e denuncia l'operato dei sindacati crumiri, strumenti della reazione padronale ».

che volevano togliere alcuni articoli sostanziali dal nostro contratto di lavoro. Noi pensiamo che se gli industriali, se Alberto Pirelli intendono veramente condurre le nostre industrie su un piano produttivo inserendole nel piano di un effettivo miglioramento dell'economia nazionale, non possono fare altro che seguire la strada percorsa da centinaia di industriali chimici che hanno già accettato, riconoscendole giuste e fondate, le richieste dei lavoratori. Vogliamo inoltre aggiungere che tentare di nascondersi sotto false statistiche (che loro stessi non credono) non sia un buon gioco. Chi sono coloro che tentano di dimostrare che le richieste dei lavoratori sono ingiustificate? che il tenore di vita dei lavoratori è migliorato, ecc.? Rispondiamo con un piccolo esempio: sono i Pirelli, padroni assoluti di quell'azienda che, durante la guerra attraverso la «Holding di Basilea » considerata neutrale, ha potuto gestire direttamente filiali inglesi, francesi, spagnole e sud americane e commerciare liberamente con alleati e contro-alleati (Radar, pag. 330). E' la Pirelli, azienda che divide pariteticamente con la «General. Eletric » del gruppo Morgan il pacchetto azionario della «General Cable Works Ldt » di Londra con un cavi faun.tajs zp auomtu un ip aiviid Pirelli è interessata con quindici milioni di pesetas in quattro aziende della Spagna di Franco e detiene il 91,45 % del pacchetto azionario della Frigt (oggi Superga). E potremmo anche soggiungere che gli amministratori delegati della nostra azienda hanno cariche direttive in seno alle Edison, alla Montecatini, alla « Strade Feffate Meridionali », alla «Assicuratrice


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Lotta3 by fondazioneisec - Issuu