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Lavatrice2

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LA lavatrice

Congresso della Sezione Sindacate Aziendale della CANDY

SABA TO 1b MARZO ore 15

altea camera del lavoro di Brugherio presso i locali della casa del popolo (via Cavour 1).

Bollettino interno della Sezione Sindacale Aziendale FIOM-CGIL della Candy NJarzo 1969 redazione via Arosio, 6 Monza.

La partecipazione alle scelte è il cardine della democrazia

La recente lotta sindacale condotta alla Candy, il modo in cui ha preso l'avvio concretamente, la conduzione della stessa e le conclusioni alle quali si è pervenuti, costituisce indubbiamente una interessante esperienza per tutti. Seppure sono trascorsi oltre due mesi dalla conclusione della vertenza, in verità non si è ancora sufficientemente approfondita, a nostro parere, l'esperienza vissuta.

E' vero che ogni lotta è un capitolo, un fatto a sè, ma è ugualmente e tanto più vero che ogni vertenza sindacale costituisce una importante esperienza, che arricchisce le capacità del movimento operaio, ai fini delle battaglie e sbaglieremmo se passassimo al dimenticatoio quanto è avvenuto, senza trarre le debite conclusioni.

Non ci interessa tanto la cronistoria e il susseguirsi dei fatti, peraltro a tutti noti; ciò che conta sono invece le considerazioni ed il giudizio di ordine politico per cogliere dall'esperienza della lotta condotta tutto quanto può tornare utile. Il congresso della Sezione sindacale aziendale F.I.O.M. della Candy, che si terrà prossimamente, costituisce, a questo proposito, un valido momento per una approfondita analisi e valutazione e fin d'ora comunque, con questo nostro bollettino, vogliamo introdurre alcuni sommari elementi di riflessione per tutti.

Il primo dato sul quale soffermare l'attenzione è rappresentato dal momento e le ragioni che hanno avviato la lotta stessa. In proposito, se è incontestabile che la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il grave infortunio verificatosi in azienda, riteniamo però che l'azione rivendicativa non è insorta spontaneamente. Non vuole essere

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questa una affermazione interessata, anni, è proprio muovendo da tale contestazione che emerge una prima insufficienza.

I motivi di lotta, soprattutto la consapevolezza nei lavoratori della necessità di dare sbocco all'azione, andavano progressivamente crescendo, sia per l'influenza che il vasto movimento in atto e le conquiste che ogni giorno si registravano in altre aziende esercitavano, sia anche per la sistematica azione di mobilitazione sviluppata dal sindacato. Seppure dunque lo sviluppo della lotta è stato costruito in virtù di precise scelte compiute dalle Organizzazioni sindacali; dobbiamo riconoscere che l'avvio della stessa si è prodotta però in modo repentino e per certi versi incontrollato.

Tale fatto, e qui sta il nostro limite, segna perciò un chiaro ritardo nel proclamare la lotta e quindi dirigerla nel migliore dei modi, rispetto al reale grado di tensione e di disponibilità dei lavoratori. In sostanza la lotta doveva essere programmata in modo organico prima di quando è avvenuta e ciò probabilmente avrebbe reso possibile evitare che la stessa si concretizzasse nella forma dello sciopero ad oltranza che, come l'esperienza insegna e ha insegnato anche alla Candy, non è sempre sicuramente la forma migliore e più incisiva, anche perchè non può essere sostenuta a lungo. A questo punto si inserisce il discorso che vogliamo fare con franchezza sull'autogestione o gestione diretta della lotta da parte dei lavoratori.

Diciamo subito che se per gestione diretta della lotta si intende rapporto democratico permanente con i lavoratori, capacità autonoma di programmare l'iniziativa come momento e istanza del sindacato, facendo tesoro dell'esperienza di direzione dell'organizzazione nel suo insieme, allora siamo perfettamente d'accordo ed è ciò che vogliamo realizzare in ogni azienda; qualora invece si concepisce per gestione diretta come creazione di nuovi organismi sostitutivi o svincolati dall'organizzazione sindacale, ebbene, i fatti si sono incaricati di dimostrare che è una presunzione infantile il credere di poter procedere al di fuori e al di sopra di una ricca esperienza che si identifica con il sindacato e con le istanze di organizzazione che i lavoratori stessi si sono dati. Le vicende della recente lotta alla Candy hanno provato come il presunto nuovo, è in realtà vecchio e come ciò che si vuole far passare per vecchio, sa invece adeguarsi ed essere nuovo.

Ci riferiamo al fatto che, come è noto, ad un certo punto, dopo la rottura delle trattative tra organizzazioni sindacali e direzione, in sede aziendale, la Commissione Interna, facente funzione assieme ad un gruppo di altri lavoratori anche di Comitato di gestione diretta della lotta, firmava un accordo, a conclusione di una trattativa protrattasi, all'insaputa di tutti per tutta la notte, senza neppur chiedere preventivamente consiglio ai sindacati e soprattutto senza consultare i lavoratori (con buona pace del rapporto democratico). Che l'accordo firmato non

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fosse accettabile l'hanno detto chiaramente i lavoratori riprendendo di nuovo la lotta; ma è toccato all'organizzazione sindacale operare per salvaguardare l'unità dei lavoratori stessi, impedire una reazione negativa e rilanciare la lotta.

E' indubbio però che la resistenza padronale a questo punto si è fatta ancora più forte e tenace come pure, nel contempo, non è mancata da parte della C. I., la difesa del proprio operato e conseguentemente la pressione per addivenire ad un compromesso rinunciando ad una serie di rivendicazioni al fine di chiudere comunque la vertenza. In questa luce si spiega il perchè talune richieste, ad esempio le pause, il limite massimo di saturazione alle linee, si sono persi per strada. Di più, senza teina di smentita, possiamo sostenere che lo si deve al ruolo, alla ferma posizione della F.I.O.M. se altri punti rivendicativi ancora non sonò stati abbandonati e l'accordo finale. malgrado tutto. è l'argomento positivo. Ciò non toglin che, senza l'accordo firmato dalla C. I., che ha rilanciato la resistenza della direzione e le seguenti divergenze, probabilmente ancora più consistenti potevano risultare le conquiste.

Tutto ciò evidenzia anche come talune posizioni e storture nell'intendere la gestione diretta. in realtà non sono affatto unitarie e creano pericoli di corporativismo e di individualismo.

Per concludere, queste note intendono essere soltanto una riflessione alla quale richiamare tutti i lavoratori. Si è concluso in sostanza soltanto una battaglia, la lotta, per far avanzare la condizione oneraia continua e altre azioni ancora si dovranno affrontare. Per questo occorre far tesoro dell'esperienza vissuta. In azienda si è creato oggi un nuovo clima, maggiore fiducia e forza sindacale che costituisce un dato importante da cui muovere per ottenere nuovi successi. La condizione prima è però che si rinsaldi ulteriormente il legame, l'adesione all'organizzazione sindacale, particolarmente alla FIOM, realizzando inoltre un'ancora più alta e attiva partecipazione alle sue scelte, perchè è questo il cardine su cui si deve fondare il rapporto democratico.

L' accordo sottoscritto deve essere rispettato e sollecitamente applicato

Con la conquista dell'accordo aziendale a coronamento della massiccia lotta condotta, ncn sono affatto finiti i nostri compiti e non deve venir meno il nostro impegno.

L'accordo non ha fatto che aprire un nuovo capitolo e la prima questione che ci si pone è sicuramente quella di far rispettare e applicare integralmente, nella lettera e nello spirito, quanto è previsto dall'accordo medesimo, afftnchè ne conseguano nuovi benefici per i lavoratori.

Da parte della Direzione, per inverso, non mancano tentativi di violazione o di applicare parzialmente l'accordo stesso. La norma relativa al passaggio alla categoria superiore per i lavoratori che svolgono più mansioni sulle linee, a tutt'oggi non è ancora stata concretizzata, così come l'impegno

ad un esame dell'inquadramento dei lavoratori dei reparti trance e lamiere non ha ancora trovato pratica applicazione e positiva soluzione.

A fronte di tale atteggiamento occorre affrontare con estrema fermezza i problemi pronti anche, se del caso, all'iniziativa sindacale. La sistematica e sollecita contrattazione dei problemi che si pongono in azienda deve divenire un fatto permanente se davvero si vuole creare in azienda un clima nuovo.

La modifica della prassi in atto alla Candy in ordine ai rapporti disciplinari, ha rappresentato, come tutti sanno, uno dei nodi e dei motivi di scontro, nelle trattative, in occasione della recente vertenza. In passato infatti era una regola giornaliera il piovere di provvedimenti, multe, richiami, sospensioni. E l'azienda pretendeva di continuare a gestire unilateralmente il diritto a sentenziare senza neppure essere tenuta a comunicarlo alla C. I.

L'aver conquistato con l'ultimo accordo il diritto alla preventiva comunicazione alla Commissione Interna di ogni provvedimento che da parte della Direzione si intendesse eventualmente prendere, ha certamente contribuito ad attenuare il fenomeno, in precedenza quasi inflazionistico delle multe.

Tuttavia, siccome come si dice, « ... perde il pelo, ma non il vizio », è necessario in proposito la massima fermezza per respingere ogni tentativo coercitivo e intimidatorio che si cercasse di attuare.

Quale sia l'obbiettività che muove certi dirigenti ci è indicata da un recente fatto segnalatoci e che rendiamo di pubblica ragione.

Un operaio nei giorni scorsi ha una discussione al bar, non ci interessa sapere se aveva ragione o torto, se abbia offeso qualcuno o meno: intanto era fuori dell'orario di lavoro, ma a parte questo, ci premerebbe sapere dall'ing. Boni, estensore del rapporto, quale sia il nesso tra tale discussione e il fatto che l'operaio in questione si è distinto negli scioperi di ottobre ponendosi alla testa degli stessi.

A prescindere dalla funzione di carattere tecnico che pensavamo spettasse ai capi o dirigenti, la vicenda mette in luce uno spirito di rivalsa e di vendetta e ci sorge quindi il dubbio che si curi e si impugni ogni occasione pur di avere motivi anche speciosi per attuare provvedimenti disciplinari.

Se questa fosse la tendenza e l'aria che tira, vogliamo rammentare il detto « chi semina vento raccoglie tempesta » e i lavoratori hanno provato di sapere essere un ciclone non solo tempesta.

MODALITA' DI PARTECIPAZIONE

noi possiamo contare di più nella società, nella stessa famiglia, se a decidere del nostro destino saremo noi stesse, mettendoci tutte insieme, diventando una forza reale che lotta per sè, sostenendo proprio con questa sua lotta, la generale lotta democratica.

Hanno diritto a partecipare tutti gli iscritti alla

e inoltre sono invitati tutti i simpatizzanti.

- Per la partecipazione compilare il seguente modulo e consegnarlo alla. Commissione Interna, agli attivisti sindacali o al sindacato territoriale.

Io sottoscritto del reparto

intendo partecipare al congresso della S. S.

, che si terrà alla casa del popolo di Brugherio in via Cavour , 1 - Sabato 15 marzo 1969 alle ore 15.

di lotta delle donne italiane r."1 1.4 \ " T ~ N: • \ •
8 MARZO 1969 Giornata
LAVORATRICI
F. I. O. M. -C. G. I. L.
A. F. I. O. M.
Firma

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