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SCIOPERO GENERALE DEL 27 FEBBRAIO Una imponente giornata di lotta oltre 13 milioni di lavoratori di tut te le categorie impegnati nello sciopero generale nazionale procla mato dalla federazione unitaria CGIL-CISL-UIL, a sostegno delle precise richieste avanzate al go verno, hanno ribadito con forza e determinazione la volontà della classe lavoratrice di mobilitarsi e lottare per migliori condizioni di vita e per superare la grave crisi economica e sociale in cui 25 anni di politica ottusa e a volte reazionaria dei vari governi hanno fatto precipitare il paese. Se qualcuno si aspettava dal movimento sindacale, dai lavoratori, un atteggiamento di acquiescenza ad una politica che ogni giorno rivela sempre di più i suoi connotati antipopolari, ha avuto una dura e precisa risposta. Lo sciopero generale del 27 febbraio deve trovare continuità nell'azione del movimento sindacale. Bisogna proseguire su questa strada realisticamente, senza facili en• tusiasmi perchè se esiste nella grave situazione un motivo di speranza esso è nella unità e nella combattività dei lavoratori. Solo da essi può venire la spinta. al necessario rinnovamento e di, questo i lavoratori divengono sem-1 pre più consapevoli, lo ha provato't in modo chiaro e inequivocabile la grande giornata di lotta del 27 febbraio. La ricostituzione del governo attuale, su enunciazioni programma-

tiche generiche e prive di ogni fondamento logico e reale, lascia prevedere l'incapacità dello stesso governo di affrontare la situazione in modo di tutelare le condizioni dí vita dei lavoratori e delle masse più povere e di definire una linea che avvii il paese fuori dalla crisi. In assenza di una politica economica nuova si va verso un unico risultato: quello dei sacrifici a senso unico per le masse popolari, per i lavoratori e inoltre la già precaria situazione attuale è destinata ad aggravarsi giorno per giorno sempre di più. Senza una nuova politica economica non si risolvono i grandi problemi nazionali del Mezzogiorno, dell'agricoltura, della occupazione, e non si realizza nessuna difesa del salario reale dei lavoratori già falcidiato in modo vergognoso dalla nuova legge fiscale. Non è possibile in sostanza da parte del governo, alle richieste concrete e non più dilazionabili del movimento sindacale, rispondere proseguendo sui vecchi schemi o rabberciando in qualche modo una fallimentare esperienza di sviluppo economico distorto e contraddittorio. Sono inutili le enunciazioni generiche di buona volontà, l'esame critico degli errori del passato se poi manca il coraggio o la determinazione di porvi rimedio; non si realizza niente di nuovo e di diverso continuando a lasciare via libera alle scelte dei grandi gruppi moCOMMICIA 113.11 P


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