SCIOPERO GENERALE DEL 27 FEBBRAIO
Una imponente giornata di lotta oltre 13 milioni di lavoratori di tut te le categorie impegnati nello sciopero generale nazionale procla mato dalla federazione unitaria CGIL-CISL-UIL, a sostegno delle precise richieste avanzate al go verno, hanno ribadito con forza e determinazione la volontà della classe lavoratrice di mobilitarsi e lottare per migliori condizioni di vita e per superare la grave crisi economica e sociale in cui 25 anni di politica ottusa e a volte reazionaria dei vari governi hanno fatto precipitare il paese.
Se qualcuno si aspettava dal movimento sindacale, dai lavoratori, un atteggiamento di acquiescenza ad una politica che ogni giorno rivela sempre di più i suoi connotati antipopolari, ha avuto una dura e precisa risposta.
Lo sciopero generale del 27 febbraio deve trovare continuità nell'azione del movimento sindacale. Bisogna proseguire su questa strada realisticamente, senza facili en• tusiasmi perchè se esiste nella grave situazione un motivo di speranza esso è nella unità e nella combattività dei lavoratori.
Solo da essi può venire la spinta. al necessario rinnovamento e di, questo i lavoratori divengono sem-1 pre più consapevoli, lo ha provato't in modo chiaro e inequivocabile la grande giornata di lotta del 27 febbraio.
La ricostituzione del governo attuale, su enunciazioni programma-
tiche generiche e prive di ogni fondamento logico e reale, lascia prevedere l'incapacità dello stesso governo di affrontare la situazione in modo di tutelare le condizioni dí vita dei lavoratori e delle masse più povere e di definire una linea che avvii il paese fuori dalla crisi.
In assenza di una politica economica nuova si va verso un unico risultato: quello dei sacrifici a senso unico per le masse popolari, per i lavoratori e inoltre la già precaria situazione attuale è destinata ad aggravarsi giorno per giorno sempre di più.
Senza una nuova politica economica non si risolvono i grandi problemi nazionali del Mezzogiorno, dell'agricoltura, della occupazione, e non si realizza nessuna difesa del salario reale dei lavoratori già falcidiato in modo vergognoso dalla nuova legge fiscale.
Non è possibile in sostanza da parte del governo, alle richieste concrete e non più dilazionabili del movimento sindacale, rispondere proseguendo sui vecchi schemi o rabberciando in qualche modo una fallimentare esperienza di sviluppo economico distorto e contraddittorio.
Sono inutili le enunciazioni generiche di buona volontà, l'esame critico degli errori del passato se poi manca il coraggio o la determinazione di porvi rimedio; non si realizza niente di nuovo e di diverso continuando a lasciare via libera alle scelte dei grandi gruppi moCOMMICIA 113.11 P
arto del nsiglio rica
nopolistici interni e internazionali, non si realizza niente a favore del popolo e dei lavoratori senza scontrarsi con interessi potenti e decisi a difendersi con ogni mezzo,
dal terrorismo alla corruzione, come insegnano gli avvenimenti di questi ultimi anni.
Di fronte a questa situazione il movimento operaio deve riprendere la lotta, i lavoratori sanno che questa società ingiusta che nega il benessere e la sicurezza a chi lavora non la cambieranno certamen-
te i padroni e tanto meno chi li rappresenta. Ancora una volta nei lavoratori, nelle loro organizzazioni, nelle loro lotte sta oggi la forza, la compattezza, l'unità per andare avanti per battere ogni insidia e pericolo e costruire una società più giusta e umana.
ristrutturazione
Sono ormai molti mesi che i lavoratori stanno vivendo nel nostro Paese un durissimo attacco alle condizioni di vita e di occupazione.
Uno degli strumenti che i padroni più hanno usato e usano per ricostituire i loro profitti è la ristrutturazione, attraverso la quale vengono riadattati alle nuove esigenze produttive gli impianti sia qualitativamente che quantitativamente. Di conseguenza i lavoratori hanno subito gravissimi costi in termini di occupazione, orario di lavoro, carichi di lavoro, nocività, in generale con un aggravamento dei livelli di sfruttamento.
Da noi all'Innocenti la ristrutturazione è da oltre mezzo anno che ti sta colpendo. Il progetto per l'aumento di produzione venne illustrato al C.d.F. prima delle ferie del '73. Furono date allora garanzie di grossi ammodernamenti (per es. Mensa, sistema di aereazione eccetera), in ogni caso fu assicurato il non peggioramento dei carichi di lavoro (organici), nocività e servizi (spogliatoi, servizi igienici ecc.) anzi si prospettava un momento di sviluppo dell'occupazione.
La Direzione della Innocenti-Leyland non si è più in seguito dimostrata tanto brava e capace quanto dimostrò di esserlo a spendere parole e promesse in quel periodo.
Tutti vediamo ora le conseguenze della ristrutturazione!
CARICHI DI LAVORO
L'aumento di produzione ha portato ad un aumento dell'organico -non proporzionale all'aumento di produzione; se in alcuni reparti c'è stata la forza di respingere ogni aggravamento e di pretendere un
DALLA PRIMA
»umento di organico, in altri reparti non si è riusciti ed infatti sono ormai chiare le situazioni dove l'organico è incompleto e il carico di lavoor è di conseguenza aumentato (rep. controlli, rep. alimentazione e trasporti, rep. manutenzione).
Nel reparto Sotto-assemblaggio c'è un grosso attacco sui tempi di lavoro; al reparto finizione l'orario di lavoro si è allungato al di là delle 40 ore settimanali poichè, altrimenti, i guai creati dalla comunione organizzativa e dall'incacapacità tecnica porterebbero al blocco della produzione.
Neanche tra gli impiegati si è avuto un adeguamento degli organici. Reparti come l'Ufficio manodopera e i marcatempi non sono stati adeguati al nuovo volume di lavoro o addirittura gli uffici commerciali che di fronte ad un aumento del lavoro vedono un tentativo di diminuirne l'organico (vedi la filiale di Genova dove si tenta di licenziare alcune donne).
NOCIVITA'
L'aumento della nocività è una realtà della quale bisogna prendere atto. Parcellizzazione e ripetitività, rumori, fumo, caldo estivo nel capannone, si sono ulteriormente aggravati; le modifiche che i lavoratori e il Consiglio di Fabbrica sono riusciti a ottenere sono importanti ma non sufficienti.
Servizi interni (mensa, spogliatoi, servizi igienici, percheggi, eccetera).
Non occorrono molte parole per descrivere la situazione attuale, i disagi dei lavoratori sono aumentati enormemente.
Durante l'ultima lotta aziendale la ristrutturazione è stata affrontata in un modo abbastanza preciso riuscendo a prevederne le conseguenze e ad elaborare in positivo, reparto per reparto, una serie di soluzioni e di interventi; la conclusione del contratto aziendale ha visto il successo dell'intervento del C.d.F. e dei lavoratori. Tuttavia
150 ORE
Siamo stati investiti in queste settimane dalla discussione sul modo di applicare la conquista delle 150 ore pagate per lo studio; probabilmente molti di noi ne avranno capito il meccanismo di applicazione e il modo di usufruirne, ma forse pochi ne avranno colto fino in fondo il valore.
La scuola, nella società capitalistica, è un importante strumento per la discriminazione e l'oppressione di classe; infatti i padroni e Il governo fanno di tutto per 1a-
biliare fuori dalla scuola le masse lavoratrici o per impedire loro di trarne dei reali vantaggi.
La discriminazione e l'emarginazione dei lavoratori dalla scuola sono opera cosciente di chi oggi ha il potere: gli strumenti culturali che fornisce la scuola, per quanto siano sempre più limitati e scadenti, sono pur sempre un'arma importante di cui i lavoratori vogliono entrare in possesso.
Sull'onda delle lotte del '69 è
la direzione ha dimostrato una volta di più la sua capacità di non rispéttare gli accordi e nonostante che fossero state fissate delle date precise queste non sono state rispettate.
Ultimamente si è già arrivati a delle prese di posizione (sospensione di tutti gli straordinari per un sabato e minacce di riapertura della lotta) per il rispetto degli accordi già sottoscritti.
E' necessario ora che tutti i lavoratori, tutti i delegati, nella massima unità possibile ricomincino nei loro reparti la mobilitazione sulla ristrutturazione. Controllo degli organici, rigidità sull'orario di lavoro, rifiuto della nocività e dei disagi a tutti i livelli devono essere dei punti irrinunciabili; l'ampiezza e la gravità del problema ci deve vedere coscienti che non è nel singolo reparto che si può risolverlo ma a livello di intera azienda con un piano complessivo sotto la direzione del C.d.F.
sorta l'esigenza da parte dei lavoratori di rompere il ristretto ambito della lotta aziendale e di aprire una serie di mobilitazioni di massa su obiettivi sociali, per migliorare le condizioni di vita delle masse lavoratrici e coinvolgere su questi obiettivi gli altri strati popolari.
Le 150 ore sono il primo grosso risultato conquistato durante le lotte per il rinnovo del CCNL dell'anno scorso; con questa conquista abbiamo la possibilità di recuperare in parte quella preparazione culturale di cui la società ci ha privati da giovani e di riuscire a trasformare lo studio in un'arma che faccia crescere la nostra coscienza di classe, ci rafforzi nella convinzione di andare avanti: contro il padronato e le forze politiche che lo rappresentano, le quali vorrebbero farci tornare al livello di decine di anni fa.
MA CHE £.i50&NO C E' Di MANDARE A SCUOLA GLI OPERAi ?
QUESTA STORIA ►ELLE I ORE NON RIESCO PROPRIO A MANDARLA 6101
non dimentichiamoci del Cile
Dal giorno del colpo di Stato in Cile (avvenuto nel Scttembre '73) i Generali fascisti, strumento della borghesia cilena legata strettamente agli interessi dell'imperialismo americano, il quale ha tramato per ricominciare la rapina delle risorse naturali cilene (rame, stagno, eccetera), rapina che era stata stroncata dalle nazionalizzazioni attuate dal Governo di Unità Popolare.
L'abolizione di qualunque forma
democratica, ottenuta tramite l'assassinio, la tortura, il carcere, fini e strumenti consueti dei regimi fascisti, mette ancor più in luce il valore di Unità Popolare, delle sue scelte e degli obiettivi nell'interesse delle masse lavoratrici.
L'indicazione che dobbiamo cogliere dell'esperienza cilena è quella che solo attraverso il realizzarsi di un Fronte Unitario delle forze popolari è possibile conquistare un
Governo che porti avanti un programma nell'interesse delle masse lavoratrici.
Oggi in Cile si va rafforzando la Resistenza contro il fascismo e lo imperialismo americano, nonostante le enormi difficoltà è stato costituito il Fronte Patriottico di Resistenza.
Non bisogna poi dimenticare che nei carceri cileni giacciono migliaia e migliaia di militanti, di lavoratori sottoposti continuamente all'assassinio e alla tortura.
PER SALVARE LA VITA
Al COMPAGNI E A TUTTI
I DEMOCRATICI INCARCERATI!
PER UN ATTO
ALLA RESISTENZA CILENA!
PER IL RITORNO DELLE LIBERTA' DEMOCRATICHE IN CILE!
Tutti i lavoratori si debbono sentire impegnati affinchè il Governo italiano non riconosca il regime cileno e inoltre si impegni ad opporsi a tutti gli strumenti (come la N.A.T.O.) usati dall'imperialismo americano per opprimere e sfruttare i Popoli', Ricordiamo ai lavoratori che continua d'impegno di solidarietà concreta con la raccolta di fondi attraverso il C.d.F.
111;145ieri
irdiniGiatts I fireili--"Voinertirinediii tosi himier-90 fieue, un. dei «filociliecensimnimers• ansi Ni lopint,
Una battaglia di unità e di libertà
In Maggio si avrà il referendum per abrogare la legge sul divorzio: legge approvata tre anni fa dalle Camere e quindi operante nel Paese.
Per quali ragioni forze politiche conservatrici e di destra hanno ritenuto di doverlo fare? Alcuni motivi sono facilmente intuibili.
Con il Referendum c'è il pericolo (e i promotori lo hanno voluto anche per questo) di trascurare i gravissimi problemi che travagliano il Paese, i lavoratori e le famiglie. L'aumento dei prezzi, la minaccia all'occupazione per il mancato o il distorto sviluppo economico, la crisi energetica, ecc.
Affermare che oggi tutte le energie dovrebbero essere impegnate per superare la crisi in atto. è assolutamente giusto, ma questo non
ha impedito ai fautori del referendum di volerlo, manifestando vera e propria irresponsabilità nei confronti dei lavoratori e dell'intero Paese.
Con il referendum si cerca di introdurre motivi di divisioni, di polemica, di scontro tra i lavoratori e la popolazione, in un momento in cui più che mai c'è bisogno della massima unità per difendere il posto di lavoro, il valore del salario, per conquistare le riforme e per uscire dalla crisi.
Con il Referendum si tenta inoltre di ostacolare la costruzione di quei rapporti di solidarietà fra le forze democratiche del Paese, la cui unità è l'unica garanzia per la salvaguardia della Democrazia in Italia.
Il referendum sarà dunque una battaglia che, anche se non voluta
dai lavoratori, dovrà vederli impegnati per la difesa della propria unità e per sconfiggere quelle forze, economiche e politiche, reazionarie il cui fine, al di là del Referendum, è quello di impedire ogni miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.
Noi riteniamo che accettare o respingere il vincolo di un Sacramento Religioso debba essere una questione riguardante esclusivamente la coscienza individuale, la Fede Religiosa e l'etica proprio di ogni uomo o donna: non possiamo accettare per nessuna ragione al mondo che ci debbano essere imposti.
Questo è anche un modo per difendere la Religione, cioè battersi contro coloro che la strumentalizzano per fini che nulla hanno a che vedere con la Fede Religiosa.
Contro il divorzio marciamo noi T R E per la « PATRIA »
per
DIO
per il « RE
«
»
»
Argomento del quale tanto si è parlato e non si è mai realizzato niente è quello della mensa aziendale.
In diverse occasioni abbiamo esternato il nostro pensiero sul come si potrebbe, almeno in parte, eliminare le molte cause del disservizio, ma maí si è venuti a capo di nulla ed intanto la mensa continua a peggiorare di giorno in giorno.
E' superfluo sottolineare che in queste condizioni non si può andare avanti e, anche se non si ha la pretesa di voler realizzare un servizio che soddisfi tutti i lavoratori è necessario che, chi di competenza, prenda seriamente in considerazione questo importante servizio sociale per migliorarlo sensibilmente.
Diciamo « seriamente » perchè questo è uno dei problemi che nel passato è sempre stato preso sottogamba.
Orbene, i lavoratori non sono soddisfatti di questo servizio e sono peraltro intenzionati a far sì che esso migliori.
In altre occasioni siamo ricorsi allo sciopero della fame o a proteste generiche, ma dopo i primi giorni di modesti miglioramenti tutto ritornava come prima e spesso peggio.
Forti di queste esperienze negative vorremmo cambiare la forma degli scioperi colpendo principalmente la produzione, visto che la Direzione si dimostra sensibile soltanto di fronte a questi argomenti.
Precisiamo che se arriveremo a tanto sarà esclusivamente colpa della Direzione che ha avuto tutto il tempo per sistemare le cose e mai impegnata seriamente a farlo, erriamo o diciamo il vero?
Avevamo visto di buon grado che il Dr. Di Marco, Direttore del Personale, era venuto per alcuni giorni in mensa a mangiare con i lavoratori, ma constatato che si mangia così bene ha ritenuto opportuno ritornare là dove fino allora aveva mangiato. Questo fatto a noi pare significativo. Ed ancora, il Prof. Bossi responsabile del servizio mensa, da parte della Direzione, che in tutti i modi tanto si
adopera per dimostrare ai suoi superiori che tutto va sempre bene, chissà perchè non lo abbiamo mai visto mangiare in mezzo ai lavoratori.
Abbiamo voluto richiamare ancora una volta l'attenzione della Direzione su questo grosso ed importante problema. I lavoratori non chiedono nulla di trascendentale, vogliono solo un servizio di mensa conforme alle esigenze di una sana alimentazione e nulla di più. Come
Un altro !Citiv passo avanti
L'unità sindacale resta sempre, per il movimento operaio, l'obiettivo da raggiungere al più presto.
Nei giorni cinque e sei marzo si è riunito a Milano il Consiglio Generale Unitario della F.L.M. milanese e, dopo un'ampio dibattito, ha approvato all'unanimità due documenti, uno sulla politica sindacale e l'altro riguardante il referendum.
Tali documenti saranno presto oggetto di discussione tra i lavoratori.
E' stato inoltre deciso che presso la nuova sede dell'Umanitaria si trasferisca il primo nucleo di attività unitarie quali la formazione dei quadri, l'ufficio amministrativo, un centro per la stampa sindacale, l'ufficio per i problemi sociali ed economici, quello per l'utilizzo delle 150 ore in attività scolastiche, il coordinamento per le attività intercategoriali, l'ufficio vertenze; in breve una serie di servizi e di attività del nuovo sindacato che verranno inaugurate in occasione del-
realizzare questo è compito della Direzione; il nostro pensiero merito è già stato più volte ribadito, si tratta solo di costringere la Direzione a realizzarlo.
Portiamo inoltre a conoscenza, che il C.d.F. ha chiesto per ben due volte alla Direzione che l'indennità di mancata mensa dalle attuali L. 100, venisse portata a L. 400.
La Direzione ha sempre respinto nettamente questa richiesta.
la festa del 1' MAGGIO, congiuntamente con la sede unitaria delle Confederazioni CGIL-CISL-UIL.
E' stata questa una decisione molto importante, che segna la fine di un periodo di stasi durante il quale certe forze antiunitarie hanno tentato di riaprire all'interno del nostro movimento una certa polemica antisindacale, ma che è stato superato con la unanime e chiara decisione adottata dal Consiglio Generale della F.L.M.
Con questa decisione si concretizza una nuova fase del processo unitario e si sconfiggono definitivamente certe logiche di ritorno alle proprie Federazioni che, negli ultimi tempi, affioravano qua e la e si erano fatte molto pericolose.
I lavoratori vogliono l'unità sindacale e queste decisioni sono un ulteriore attestato verso quella direzione, sono un altro passo avanti verso quella strada che non è ripercorribile in senso contrario.
PARLIAMO DI MENSA...
!
... SERIAMENTE
Risoluzione del Consiglio
Generale Unitario
Milanese della F. L. M.
Il Consiglio Generale Milanese della F.L.M. riunitosi nei giorni 5-6 Marzo 1974, mentre sottolinea l'elevato grado di combattività della classe operaia, espressasi con la massiccia ed cnergica partecipazione agli scioperi generali del 7 e 27 Febbraio, ribadisce l'impegno di lotta dei lavoratori metalmeccanici di fronte alla gravità della situazione politica ed economica che colpisce innanzitutto le condizioni delle masse lavoratrici.
Il Consiglio Generale riconferma la validità degli obiettivi dell'azione rivendicativa aziendale in atto, poggiante sulle richieste salariali, sulla applicazione delle norme contrattuali, su una diversa dislocazione degli investimenti produttivi che consenta lo sviluppo dell'occupazione nel Mezzogiorno, sui problemi sociali locali in ordine ai quali è necessario estendere la nostra iniziativa, nonchè sul mutamento dell'organizzazione del lavoro.
L'azione articolata in corso con le grandi vertenze (Fiat - OM - Autobianchi, Alfa Romeo, Sit Siemens, Borletti, ecc.) si salda con l'iniziativa più generale del movimento sindacale per un nuovo indirizzo di politica economica a difesa degli interessi delle grandi masse popolari. E' però oggi necessaria anche una risposta di ordine generale ed unificante sul piano salariale come su quello della
difesa del posto di lavoro. A tal fine vanno avanzate due richieste al padronato pubblico e privato: la unificazione del valore punto della contingenza al livello più alto e la garanzia del salario e del postó di lavoro.
Il Consiglio Generale Milanese della F.L.M. sottolinea altresì l'importanza di dare continuità al movimento di lotta ripreso con il recente sciopero generale. Gli obiettivi già individuati a livello generale vanno riproposti con forza e con urgenza in particolare quelli tesi a difendere il potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, prezzi politici per alcuni beni di prima necessità, blocco dei prezzi dei servizi pubblici, detassazione delle retribuzioni e delle pensioni fino a L. 150.000 mensili, equo canone nell'ambito della riforma urbanistica e di una politica della casa, trasporti gratuiti per lavoratori e studenti nel contesto di una riforma dei trasporti, riforma sanitaria, riforma della scuola di ogni ordine e grado. Tali obiettivi specifici vanno collocati in un disegno più complessivo teso ad affermare una linea di politica economica riformatrice e non deflazionistica. In questo quadro qualunque soluzione della crisi governativa in atto, che occorre rapidamente risolvere, non può prescindere dalle richieste avanzate dal movimento sindacale a
difesa delle masse popolari e del. l'interesse del Paese.
Il Consiglio Generale della F.L.M. Milanese, ravvisando nell'attuale situazione di difficoltà sociali e politiche in cui versa il Paese, l'urgenza di rilanciare e rafforzare il processo di unità sindacale, assume le seguenti decisioni: si procederà all'insediamento nei locali dell'Umanitaria, che sarà anche la sede della Federazione CGIL-CISL-UIL, di importanti attività, servizi ed uffici della F.L.M. (Formazione, stampa, studi, problemi sociali, coordinamento della iniziativa rivendicativa, fondo unitario, utilizzo delle 150 ore, vertenze, coordinamento delle attività degli organismi unitari); le attività unificate saranno espletate da un apparato unitario (operatori ed impiegati) composto da 27 persone. Tale apparato verrà retribuito dal fondo unitario e realizzerà un rapporto diretto con le strutture unitarie di fabbrica, di zona e della F.L.M. senza intermediazioni decisionali delle singole organizzazioni. Nel contempo dovrà essere assicurata una presenza politica di componenti della segreteria nella sede unitaria; per far fronte alla gestione degli uffici e dei servizi unificati, nonchè alle spese per l'attività unitaria, si procederà alla formazione del relativo bilancio del fondo unitario.
Tutto ciò rappresenta una tappa importante verso la graduale unificazione di tutte le attività della F.L.M. in una unica sede.
Tali decisioni sollecitano anche l'impegno dell'intero movimento sindacale ad avanzare speditamente sulla via dell'unità sindacale.
La F.L.M. si impegna inoltre a dare il suo contributo affinchè la Federazione CGIL-CISL-UIL milanese decida, in tempi ravvicinati, la unificazione di una parte considerevole delle attività e dei servizi attualmente svolti da ciascuna organizzazione (studi, problemi sociali, coordinamento dei consigli di zona, attività vertenziale, ecc...) e delle sedi periferiche.
Il Consiglio Generale Unitario impegna infine tutti i militanti ad operare con il massimo impegno per un ulteriore rafforzamento dell'organizzazione per conquistare tutti i lavoratori al sindacato e ad una sempre maggiore e diretta partecipazione.
Le STO UMILIA VITA
"Iirw-nieuffiTiwng— Vist stesso.
ae
del qui, II costo della vita a **more Io
Documento approvato dal Consiglio Generale
Unitario della F. L. M.
Milanese su IL SINDACATO DI FRONTE AL REFERENDUM PER L'ABROGAZIONE DELLA LEGGE SUL DIVORZIO
La situazione economica e politica in cui si colloca il referendum, il tipo di schieramento che la, ha proposto, le possibili conseguenze negative che la campagna del referendum può provocare sul piano dell'unità e della solidarietà dei lavoratori rendono chiaro a tutti che non è tanto in discussione l'assetto giuridico della famiglia, quanto la possibilità di colpire lo stesso movimento operaio e sindacale, nel corso di una crisi economica che si vuole fare pesare sui lavoratori.
Per questo la F.L.M. Milanese non può scegliere la strada del silenzio e propone al dibattito dai lavoratori importanti elementi di giudizio, fermo restando ovviamente che l'organizzazione non sarà in nessun modo e con nessun mezzo impegnata nella campagna o nell'esprimere linee propagandistiche, fedele al comportamento autonomo fin qui seguito.
Ecco perciò alcune indicazioni di fondo:
1) i lavoratori metalmeccanici debbono valutare con chiarezza che il referendum, al di là del confronto sulla regolamentazione legislativa del matrimonio, è sostenuto da potenti interessi conservatori e ridà spazio a forze reazionarie eversive, prima di tutto il M.S.I., che le lotte di massa avevano emarginato
dalla scena politica e parlamentare.
Questi nuovi paladini della famiglia non hanno nessun interesse a sanare sui serio le rap,Dni di crisi del matrimonio, vogliono drammatizzare lo scontro per attaccare le conquiste dei lavoratori e la stessa democrazia;
Si tenta di strumentalizzare la differenza di visioni religiose ed umane per seminare la divisione tra i lavoratori, proprio nel momento in cui l'esperienza dei Consigli ed il processo di unità sindacale hanno dimostato a tutto il Paese che il pluralismo di visioni religiose ed umane non è assolutamente un'ostacolo alla solidarietà nella lotta e nella costruzione di un sindacato unito.
E' compito primario del movimento battere questo tentativo e dare una grande dimostrazione di unità.
I promotori del Referendum per l'abrogazione di una legge che non vincola tutti i cittadini ma sanziona una possibilità limitata per chi la vuole utilizzare, non hanno invece speso una sola parola sulle cause della crisi della famiglia che hanno radice nella condizione sociale. Nessuna parola sulla tragedia dell'emigrazione, sulla assenza dei
servizi sociali, sullo sfruttamento della manodopera femminile, sulle difficoltà economiche della famiglia.
La famiglia è oggi un- valore importante per le masse lavoratrici; un valore che va difeso anzitutto conquistando con le lotte sindacali e civili più libertà dal bisogno, dall'ignoranza e dallo sfruttamento operato in nome del profitto.
Per queste ragioni, al di là della libera scelta morale e politica di ciascun lavoratore che non è minimamente in discussione, il direttivo della F.L.M. milanese in apertura del dibattito nelle zone e nei consigli, esprime un giudizio negativo su una proposta di abrogazione della legge sul divorzio, che rischia di aprire una vera e propria guerra di religione e drammatiche crisi di coscienza nel momento in cui è necessario il massimo di solidarietà e che obiettivamente rappresenta un diversivo rispetto alla soluzione dei gravissimi problemi sociali del Paese.
Il compito più importante dei metalmeccanici resta comunque quello di rafforzare l'unità malgrado il referendum, al di là del referendum.
Su tali questioni il Consiglio Generale Unitario della F.L.M. decide pertanto di aprire un ampio dibattito tra tutti i lavoratori.
• •