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Lavoratori Pirelli5

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LavoratorePirell mensile degli operai e degli impiegati del gruppo Pirelli A cura del comitato di coordinamento nazionale del P.C.I.

Anno II - N. 6 - Settembre 1974 - Sped. in Abb. Post. - Gruppo III - 70%

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I compagni coreani al lavoro per l'allestimento del loro stand al fatival nazionale -de l'Unità di Bologna

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GIORNALI OPERAI di GIAN CARLO PAJETTA Un quotidiano costa parecchi miliardi. Un'arma così cara, una specie di cannone atomico deve pur servire a qualche cosa. se i padroni sono disposti a spendere miliardi per comprarlo. Poi, una volta che si è comprato un quotidiano bisogna spendere per le « munizioni »: sono milioni e milioni per ogni numero, altri miliardi in capo a un anno. Eppure i padroni trovano che è utile sparare tutti i giorni e spendere miliardi tutti gli anni. Essi non lo fanno certamente per raccontare le cose che direbbero gli operai, se parlassero loro. Allora ci vuole un'altra stampa che non sia quella padronale soltanto. Quelli che non possono comprarsi un « cannone atomico » devono sparare con armi meno costose; se sono in tanti a buttare una pietra anche le pietre possono servire. La stampa dei lavoratori si presenta oggi in tanti modi diversi: c'è un movimento operaio cosi forte che può permettersi anche l'arma possente del quotidiano. Ma, quello che non è meno importante, c'è un movimento operaio cosi articolato che esso può moltiplicare i punti dove piazza le sue postazioni, e può diversificare i tipi di armi. C'è tanta iniziativa, ci sono tanti collegamenti di base, tante possibilità unitarie che anche quello che preso di per sè pare poco a volte è molto utile. Tanti « pochi » messi insieme e sparati da ogni parte, collegati alle organizzazioni e al movimento, rappresentano un « molto » del quale tutti devono tenere conto. Basterebbe questo a dire dell'importanza della stampa di categoria, dei giornali operai, delle pubblicazioni locali. E non è questione soltanto di articolazione auantitativa, di utilizzazione di tute le possibilità. C'è un problema di qualità che non è meno importante: bisogna vedere le cose da vicino chiamarle con il loro nome e farle leggere a chi, con la sua esperienza, può dire se corrispondono alla verità o no. Il giornale operaio è fra tutti il giornale più controllato dai suoi lettori; fra tutti i giornali è quello che ne esprime in modo più diretto le conoscenze. le richieste ne indica direttive che hanno un valore quotidiano. I processi unitari operai

antifascisti sono fatti di confronto delle idee, di proposte. Quale giornale meglio che il giornale di categoria o locale potrebbe, non solo esprimere il processo unitario, ma rappresentarne un momento essenziale? C'è un antico insegnamento leninista sul giornale come' organizzatore che non va dimenticato. Insieme ai comitati di zona, con le commissioni di fabbrica, con le organizzazioni sindacali di base, con le assemblee nel movimento c'è anche il giornale. Ecco, dunque, che la stampa operaia non chiede soldi, attenzione, lavoro di diffusione solo per sé. Non chiede che si faccia un po' meno per le altre cose, per fare un po' di più per il giornale. No, la stampa operaia chiede che si partecipi, per poter essa stessa partecipare, chiede offre allo stesso tempo. Quelli che ne sono lettori, diffusori, sostenitori ne sono, in questo caso, i padroni. Ogni questione particolare va inquadrata nella prospettiva generale; tutte le categorie devono superare le tentazioni e i pericoli corporativi per operare insieme nel grande fronte del lavoro, ma resta una legge che non va dimenticata, bisogna partire dal concreto, dalle esperienze più immediate dalle rivendicazioni che ognuno sente. Per fare delle grandi cose, per affrontare i grandi problemi, non bisogna dimenticare le piccole cose e i problemi minori. Anzi, è da quello che si deve partire. Abbiamo cominciato con un paragone militare, possiamo ritornarci un momento: per ogni anno ci sono metodi di tiro particolari, necessità tecniche diverse, tutte devono essere adoperate nel modo che le renda più efficaci. Ecco dunque la stampa operaia che trova il suo campo specifico di azione. Essa non surroga, non imita gli altri strumenti di espressione. Ogni lavoratore, lettore, sostenitore, diffusore, collaboratore ci scrive, la legge, la fa conoscere per la battaglia di questi mesi. E' una battaglia nella quale la difesa del proprio interesse si collega agli interessi più generali di classe e gli interessi della classe operaia, che ha una funzione di guida si collegano con quelli generali della nazione.

Questo numero di esce in edizione speciale per il Festival Nazionale de l'Unità di Bologna e ai problemi della stampa operaia a pag. 4-5 un servizio sul convegno nazionale dedicato alle libertà politiche e stampa operaia nei luoghi di lavoro


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Lavoratori Pirelli5 by fondazioneisec - Issuu