LavoratoreFirell mensile degli operai e degli impiegati comunisti del gruppo Pirelli
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Anno II - N. 3 - Maggio 1974 - Sped. in Abb. Post. - Gruppo III - 70%
REFERENDUM
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Indicazioni di una grande vittoria di EMANUELE MACALUSO Nel corso e dopo la campagna elettorale si è molto discusso sulla incidenza del voto del 12 maggio nella situazione politica quindi sul significato della scelta a cui sono stati chiamati gli elettori italiani. II senatore Fanfani nei suoi discorsi, ha evocato lo spettro del 18 aprile 1948, ha dissotterrato l'anticomunismo di quei tempi, ha cercato di spaventare i ceti borghesi dicendo che i beneficiati della vittoria dei no sarebbero stati solo i comunisti, ma ha poi ipocritamente respinto ogni « caratterizzazione politica » del voto. Il fascista Almirante ha chiesto un voto per il « plebiscito anticomunista », trascurando ogni riferimento alla legge, sperando in un ribaltamento della situazione politica. La nostra posizione prima e dopo il voto è stata chiara e netta: abbiamo difeso una legge giusta e civile; abbiamo chiesto un voto per la libertà di coscienza e la laicità dello Stato contro ogni sopraffazione l'integralismo cattolico; abbiamo chiesto quindi un voto carico di significato politico. Berlinguer ha giustamente detto che il voto espresso il 12 maggio non è la vittoria di un partito ma quella « della libertà, della ragione, del diritto », cioè una vittoria democratica. A questo successo hanno contribuito forze sociali e politiche diverse che non si trovano nello stesso fronte di lotta nelle fabbriche, nelle campagne, nelle città. Cioè il voto del 12 maggio non è stato un voto di classe in senso stretto come vanno dicendo alcuni fogli dell'estremismo parolaio. E' vero invece che come in altri momenti della nostra recente storia, ancora una volta determinante è stato il contributo della classe operaia e dei lavoratori in una lotta per la libertà e la democrazia.
Basti ricordare la Resistenza, la Repubblica, la Costituente, la lotta contro la legge truffa il governo clerico-fascista di Tambroni. Anche oggi la classe operaia e i lavoratori si sono battuti per un'avanzata democratica civile della società, per garantire a tutti i cittadini le libertà essenziali, per salvaguardare il carattere laico dello Stato: conquiste che la grande borghesia, governando con i massoni mangia-preti con i clericali, non ha saputo assicurare alla nazione. Oggi — dicono molti — l'Italia ha mostrato di essere un « paese moderno », « europeo » con un popolo politicamente maturo. Ma si tratta — diciamo noi — di una « modernità », di un « europeismo », di una « maturità » diversa da quella di altri paesi, dato che in Italia ogni avanzata civile ha il segno di una lotta che ha visto in prima linea la classe operaia e il PCI, che si sono battuti per l'unità democratica. Fanfani, Almirante, Gabrio Lombardi e soci, col referendum non volevano solo abrogare una legge giusta e civile ma volevano fare un censimento per contare la « maggioranza silenziosa » di un'Italia conservatrice codina che non tollera riforme civili democratiche e chiede soluzioni di tipo autoritario. Hanno invece trovato un'altra Italia. Fanfani andava ripetendo che la vittoria dei si non avrebbe messo in discussione l'attuale formula di governo: questo poteva anche, astrattamente, essere vero; ma quello che sarebbe cambiato con la vittoria dei sì, era il quadro politico generale. Avremmo avuto un clima politico ammorbato dalla tracotanza fascista e clericale adatto ad ogni avventura. La vittoria dei no non ha certo capovolto la situazione politica del paese ma ha creato un clima politico in cui Segue a pag. 2
DOPO IL CONTRATTO impegni di lotta dei lavoratori
a pag. 6 Il confronto Governo sindacati
a pag. 7 Impiegati alla Bicocca