LavoratoreFirelli mensile degli operai e degli impiegoti comunisti del gruppo Pirelli
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APRILE 1974 - Un numero Lire 100
Lavoratori della Pirelli nella battaglia per un diverso sviluppo economico 1er111111
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da pag. 5 a pag. 10
II1523121ad di G. ROSSINOVICH Il contratto dei 250.000 lavbratori della gomma e della plastica si è aggiunto alle altre vertenze di categoria e alle centinaia di piattaforme integrative aziendali positivamente concluse in questi mesi. Positivi, di questa lotta, sono non solo gli importanti risultati acquisiti (un consistente aumento salariale che complessivamente incide sulla busta paga in media di 30-35 mila lire; miglioramenti dal punto di vista dell'orario di lavoro, degli appalti, delle condizioni e dell'ambiente di lavoro; una classificazione unica in 7 categorie; il consolidamento della forza dei lavoratori in fabbrica mediante il riconoscimento del Consiglio di fabbrica come agente contrattuale), ma anche il come ad essi si è giunti. Essi sono stati conseguiti infatti dopo una lotta aspra — costata 160 ore di sciopero — in cui il padronato non ha esitato ad utilizzare numerosi mezzi — dalla artificiosa montatura della tensione, alla strumentalizzazione della crisi energetica e delle sue conseguenze nel settore dei derivati dal petrolio e delle parti per auto — nel tentativo di piegare e dividere i lavoratori, di introdurre esitazioni e frizioni, specie nel rapporto tra operai e impiegati. Questi tentativi si sono rivelati infruttuosi di fronte alla ferma volontà unitaria dei lavoratori e alla capacità delle loro organizzazioni di dirigere la lotta. E positiva è stata soprattutto la capacità di non considerare e non fare di questa vertenza di categoria una cosa a sè stante rispetto alle conquiste già acquisite e a quelle che verranno, rispetto ai più generali problemi del settore e al movimento complessivo dei lavoratori nel paese. Ma se importante è come si arriva ad un contratto, altrettanto importante, se non più
Importante ancora è come lo si registra, Io sl realizza, lo si fa vivere. Vi sono due considerazioni da sviluppare In proposito. Innanzitutto un contratto esprime sempre, al momento della firma, i rapporti di forza che in quel momento si sono venuti a determinare tra gli operai di una fabbrica, o di una categoria, o l'intera classe operaia e la rispettiva controparte. Ma una volta conquistato l'accordo occorre farlo rispettare, saper tradurre quei rapporti di forza che hanno portato al contratto nella sua effettiva applicazione e saper collegare ai risultati raggiunti in un determinato momento quelli raggiunti precedentemente, e magari non ancora registrati e pienamente realizzati, e quelli che ci si pone in prospettiva. La seconda ,onsiderazione è che un accordo, per quanto importante esso sia, per quanto riguardi un grande gruppo come la Pirelli, o una intera categoria, ha tanto più valore quanto non si limita a porre questioni e conseguire obiettivi che riguardano solo l lavoratori di quella azienda o dl quella categoria, ma si collega al movimento generale che l'intera classe operaia porta avanti in difesa degli interessi di tutti 1 lavoratori e di tutti coloro i cui interessi stanno dalla stessa parte di quelli dei lavoratori. Assurdo sarebbe ad esempio isolare i risultati ottenuti con questo contratto da quanto viene previsto dal contratto integrativo strappato dalla Pirelli questo autunno sul tema degli Investimenti, dell'occupazione, dello sviluppo industriale nel Mezzogiorno, dl una diversificazione produttiva più corrispondente alle esigenze di sviluppo economico del paese. (segue e pag. 2)
Un articolo di Fernando DI GIULIO PERCHE' IL
DEI LAVORATORI