I. S. R. M.O. esco 5. G.—Milano
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Sesto S. Giovanni - MARZO 1960
Supplemento a IL SIDERURGICO
LOTTA DELLA BREDA PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA BREDA Direzione, Redazione, Amministrazione : Via G. E. Falck, 72 SULLA CRISI IN CORSO
PER AUMENTARE I SALARI
URGE RIFORMARE IL SISMA DEI COTTIMI Occorre una migliore utilizzazione La Direzione della Br e d a Ferroviaria ed elettromeccanica e termomeccanica non vuole risolvere il problema del cottimo, diciamo non vuole, perchè, tenendo conto del tempo e delle possibilità avute a disposizione, non ha saputo o non ha voluto staccarsi sostanzialmente dal piano del vecchio sistema cottimistico. Il problema del cottimo verte innanzitutto su una questione di principio. Cottimo lineare o cottimo decrescente? Ambedue i sistemi, è logico, hanno i suoi limiti ed i suoi vantaggi e per l'una e per l'altra parte in causa. Si tratta però di studiare come vanno le cose alla Breda. Troppi sono gli operai che per aver raggiunto i limiti di età o per altre ragioni, sono costretti ad abbandonare la fabbrica e la mancanza di assorbimento di nuove forze giovanili determina lo squilibrio di cui sopra. Troppe macchine restano ferme per molto tempo o non vengono convenientemente sfruttate e questo significa mancanza di guadagno da parte dell'azienda, poi, la mancanza di un ufficio esperienze tecniche, il quale coordini i piani produttivi dell'azienda con le possibilità e le capacità dell'officina di assorbire nel modo migliore e cioè secondo i più evoluti dettami della tecnica unito al grado di esperien-
degli impianti e interessare direttamente l'operaio alla produzione
za delle maestranze, il massimo della produzione. Verrà così ad essere eliminata quella forma empirica e caotica di attrezzamento e di produzione che attualmente viene abbandonata nelle mani dell'operaio? Queste a nostro avviso sono le condizioni prime che impongono e che bisogna eliminare o risolvere se si vuole veramente e con vantaggio da ambo le parti determinare ed impostare la questione del riproporzionamento del cottimo. Il perchè, è facilmente dimostrabile dal fatto Che lo studio teorico dei tempi di lavorazione è possibile e dà un
risultato positivo se si tiene conto che maggior rendimento non sempre vuol dire maggior lavoro, ma vuol dire saper sfruttare di più e meglio le possibilità dell'officina in tutto il suo assieme. Perciò, applicare una formula di cottimo lineare, la quale maggiormente si adatta, alla luce di quanto sopra esposto, alle esigenze della nostra fabbrica, non vuol dire fare un salto nel buio come crede la Direzione, ma vuol dire interessare gli operai, rendendoli partecipi in maniera diretta alla produzione. Creando le premesse per la discussione e per il raggiungimento del premio
COSA CHIEDONO i lavoratori al nuovo governo Qual'è il governo che vogliono i lavoratori? C'è qualcuno che fa della confusione e parla di formule polivalenti di centro sinistra o di centro destra come se l'una equivalesse l'altra, dando ad intendere che per fare un governo basta una formula e degli uomini di qualsiasi tinta; purchè non si prendano impegni programmatici precisi. Invece ciò che più conta è proprio il programma. I lavoratori hanno buona memoria. I 10-12 anni trascorsi con governi democristiani sono valsi a favorire essenzialmente i grandi capitalisti che hanno visto restaurato il proprio potere politico ed economico, e con esso la possibilità di arraffare miliardi su miliardi di profitti. Sono stati gli anscientifica applicazione ni che han visto il progresso tecnico e una più del lavoro umano (leggi super sfruttamento) tra-
continua in 2.a pagl
L' eliminazione della passerella al Rondò e la costruzione del sottopassaggio, non ancora realizzati per gli ostacoli frapposti dal dipartimento ferroviario . (vedi in 3.a pagina lettera del Sindaco) di Milano e dal ministero
sformarsi in super profitti e solo poche briciole per i lavoratori; sono stati gli anni che all'insegna dello scudo crociato si è fatta della discriminazione politica e sindacale un metodo della « democrazia »; della guerra fredda e della divisione del mondo in blocchi militari e dell'odio anticomunista una sorta di religione, un credo per tentare di corrompere la purezza ideale degli uomini semplici che aspirano ad una società più giusta e per deviarne la strada. Ed è questa politica che dalle fabbriche e dal paese è stata nella sostanza condannata e battuta, da quel grande movimento di lavoratori che proprio in questi anni ha preso coscenza della 'strada che deve ancora percorrere. La sostanza della crisi è tutta qui, crisi di quelle forze cioè che hanno ostacolato uno spedito progredire delle classi lavoratrici nel nostro paese e della pace nel mondo; crisi del partito democristiano che ha negato questo moto di progresso perchè racchiude nel suo seno interessi contrastanti facenti capo a classi diverse. Vista « dall'uomo della fabbrica » l'attuale crisi non è altro che il tentativo dei grandi capitalisti, i cui rappresentanti si annidano dentro la D. C., di impedire il movimento scaturito dalle lotte del 1959 per migliori condizioni di vita, maturi a coscienza politica nuova, e che la nuova maggioranza creatasi nel paese su una piattaforma rivendicativa democratica dia finalmente vita ad un nuovo governo. Libertà nelle fabbriche, aumenti di salario, distensione internazionale