Lotte della Breda
PERIODICO DEI LAVORATORI DELLA BREDA
tre Sindacati hanno deciso per il 16 aprile:
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tre Sindacati hanno deciso per il 16 aprile:
Obiettivo: Nuovo Contratto di Lavoro - Migliori salari per allargare i consumi e potenziare il mercato interno Le conseguenze del M. E. C. e la politica governativa
I 30.000 metallurgici di Sesto S. Giovanni si apprestano a scendere in lotta per portare il loro contributo essenziale alla azione generale della categoria, già mobilitata dalle centrali sindacali per il rinnovo del contratto Collettivo di Lavoro.
Il movimento è in atto, le rivendicazioni di fondo poste nel nuovo contratto sono maturate attraverso dibattiti in centinaia di assemblee ed emerse con forza nel corso di importanti lotte aziendali che qui a Seso culminarono 1 luglio in un
potente sciopero unitario dei lavoratori metallurgici. Migliori condizioni di vita e di lavoro, un congruo aumento dei salari e degli stipendi, nuove norme che stabiliscano la contrattazione della forza i la‘.oro nei suoi vari aspetti ( cottimi, incentivi, ecc.), la riduzione dell'orario di lavoro a parità salariale, eliminazione della assurda sperequazione fra salari maschili e femminili ( art. 37 della Costituzione ), nuovi principi disciplinari che eliminino ogni arbitrio padronale nell'a-
Se c'è una grande azienda dove i lavoratori hanno agito unitariamente con alto senso di responsabilità e pazienza, questa è la Breda. Quando col piano « sette » il governo ne decretò lo smantella. mento, nonostante l'accanita opposizione dei lavoratori che avevano proposto un loro concreto programma di produzione e di riassetto organico del complesso, ci fu allora chi, sempre della parte governativa, chiedendo quegli enormi sacrifici ai lavoratori (10.000 operai licenziati, declassati, tagli di cottimo ecc.) giurò che da lì a qualche anno, i lavoratori avrebbero riavuto il mal di tolto, la paga sarebbe aumentata e che il grande complesso « statale » sarebbe tornato al suo « antico » splendore.
Fu demagogia? menzogna o incapacità dei dirigenti responsabili di allora e di oggi? Fatto sta che alla Breda, dopo dieci anni, siamo tuttora in fase di riassetto produttivo, di confusione organizzativa, di assenza di u n programma che poggi su salde prospettive economiche con l'aggiunta del continuo stillicidio dei licenziamen. ti, con le paghe gravemente.peggiorate dal taglio dei cottimi.
In tutta l'organizzazione interna, ciò che emerge è l'efficenza poliziesca del corpo delle guardie, pronte a colpire la più minima inosservanza alla disciplina da caserma che :'egna nei reparti. Certo le responsabilità di quanto avviene è da ricercarsi fra chi sta molto in alto, nella fabbrica e a Roma.
Alcuni fatti gravi sono avvenuti nelle ultime settimane sopratutto alla prima sezione, ora smembrata in due e alla Siderurgia dove « comanda » il signor Pizzo.
Non solo alla prima sezione si sono licenziati i contrattisti a termine (un centinaio) ma qui si è costituito un nuovo reparto cosidetto di operai a disposizione, che funge da anticamera al licenziamento.
Gli operai vengono cenziati per motivi assai discutibili. Tre operai sono stati cacciati dalla fabbrica perchè sorpresi dalla guardia mentre stavano compilando una schedina del Totocalcio. Questi operai lavoravano ad una macchina automatica che stava normalmente fun. zionando, come normale è stata la produzione e nessun danno è stato arrecato dalla momentanea disattenzione.
zienda e ristabiliscano le fondamentali libertà dei lavoratori e dei loro organismi di fabbrica secondo i precetti costituzionali.
Da questo quadro complessivo, anche se sommario emergono con chiarezza l'importanza economica e di principio delle questioni poste che rappresentano non solo l'esigenza di soddisfare ai bisogni immediati dei lavoratori, ma anche quella di far fare alla classe operaia un passo in avanti per il rafforzamento del suo potere nella fabbrica e nel paese.
E' da tempo che i lavoratori nel loro complesso, ( è oggi in corso una grande lotta dei tessili, degli statali ecc.) e i metallurgici in particolare, attendono il momento per dare battaglia su tutto il fronte al padronato, che, negli ultimi anni si era fatto aggressivo e più intol• lerante verso gli operai spremendoli di più, violando le più elementari libertà, umiliandoli e tentando di dividerli usando la logora arma della discriminazione del ricatto delle « commesse NATO » della minaccia del licenziamento o del declassamento, dei premi antisciopero ecc.
Oggi, che la resa dei conti sul piano sindacale sta per suonare, quale significato può avere l'argomento padronale sulla sua impossibilità di fare concessioni perchè l'industria italiana si trova in fase recessiva?
Il fatto che vi siano alcune difficoltà in certi settori produttivi ( e non in tutti) dovuti in grande misura allo scarso assorbimento di prodotti sul mercato, dimostra prima di tutto che la « crisi » è di sottoconsumo ed è determinata dal bisso tenore di vita delle masse.
Un po' più di miliardi in circolazione nelle tasche dei lavoratori, e allora vedrete che il mercato italiano viene stimolato, i consumi crescono e così la produzione. E anzichè licenziare gli operai, o ridurre l'orario di lavoro a 30 e 32 ore decurtando il salario, come stà avsenendo nel gruppo Magneti Marelli, non sarebbe più utile, portare l'orario nelle fabbriche a 40 ore pagandone 48?
Inoltre anzichè far soffocare la nostra economia nell'ambito del M. E. C., non ne trarrc:ta vantaggio allargando i nostri _cambi commerciali con tutti i paesi del mondo?
Ma questo non è il vostro ine:;2.ZO, e neppure quello del £-,overno che vi sostiene. Voi monopolisti per i vostri sorc),clì interessi di classe e pur di mantenere il vostro dominio sul popolo state trascinando l'Italia in una pazzesca politica di avventure che è antioperaia, antisociale, antinazionale.
. La politica che oggi esige la classe operaia e gli strati più larghi del popolo è un'altra ed è quella che si fonda su più alti salari, sulla distensione internazionale e sugli scambi commerciali con tutti i paesi, una politica di maggiori investimenti produttivi, per le 40 ore pate 48, per la parità salariale fra uomo e donna e così via. E questa politica trova sempre più larghi consensi, perchè è l'unica che potra finalmente spianare la strada al progresso sociale ed economico del paese.
I metallurgici italiani e di Sesto, sono consapevoli che la lotta da essi intrapresa è una parte importante di quella di tutti i lavoratori che si battono rer migliori condizioni di vita. Essi sanno per esperienza che per piegare la resistenza padronale e uscire vittoriosi occorre condurre un'azione a fondo ed essere uniti fino alla fine.
Dalle ore 6 del giorno 16 aprile
alle ore 6 del 17
Un altro operaio, un rettificatore con anzianità di 22 anni è stato chiamato dal direttore che gli ha proposto non avendo la possibilità di mantenerlo alla rettifica, di occuparlo per le pulizie dei reparti e gabinetti. L'operaio avrebbe accettato ( per fame ) anche quel mestiere purchè gli fosse mantenuta la sua qualifica e paga. Niente da fare: è stato licenziato.
Alla quarta Siderurgia giorni fa, un operaio
che lavorava alla « fossa » cioè nel luogo ove si ha a che fare con lingotti incandescenti e scorie d'acciaio rovente, « sorpreso » dalla guardia mentre sta. va asciugandosi il sudore di dosso è stato licenziato in tronco — Motivo : perchè si stava lavando e a. sciugando durante l'ora di lavoro.
Questi gli ultimi fatti di « cronaca nera » che non fanno, che alimentare l'agitazione in corso per gli aumenti dei salari, per
una nuova contrattazione dei cottimi. Si noti alla Breda le paghe degli operai sono le più basse della categoria.
A queste rivendicazioni i lavoratori aggiungono con forza quella della difesa del posto di lavoro e per la « giusta causa » nei licenziamenti, per le libertà.
.Dovremo dare battaglia alla Breda contro la incapacità dei dirigenti del posto e di quelli di Roma,
Dopo le trattative all'Intersind
Licenziamenti di massa, declassamenti, riduzioni dei cottimi che in fonderia si aggirano sul 30-35%, furono le conseguenze più gravi che dovettero sopportare i lavoratori con il « piano » dell'avv. Sette. Si disse allora, e fu l'ingegnere Gaspare Giuseppe a giurarlo M una riunione di operai che la Breda doveva uscire dalla situazione fallimentare, occorreva organizzare la produzione ecc., poi « assicurò » verranno i « tempi migliori e i vostri cottimi entro un anno » saranno più remunerativi di prima. E i tempi migliori sono venuti, ma non per gli operai, i profitti sono aumentati enormemente e così la produzione, ma le paghe sono rimaste le stesse.
Solo nel 1956, dopo cin-
que anni di attesa, gli operai decisero di scendere in lotta per rivendicare l'aumento dei cottimi e l'indennità di disagio. In una protesta compatta che costrinse allora la Direzione ad aumentare l'indennità da 9 lire orarie a 12 lire e fu anche promesso che avrebbero migliorato i cottimi. Siamo nel 1959 ed ancora i cottimi son quelli di prima. I lavoratori stanchi di attendere, nelle settimane scorse fe• cero un forte sciopero di tutta la fonderia che durò tre giorni e che costrinse la direzione a mollare qualche briciola, ma non certo a soddisfare tutte le richieste degli operai. E allora come la mettiamo ingegner Gaspare? I lavoratori sono stanchi di attendere, e sono decisi ad andare sino in fondo,
Senza dubbio una delle più fortunate trasmissioni televisive di questi ultimi tempi che per gusto ed intelligenza ha colpito il pubblico dei telespettatori è il mattatore. Il simpatico attore che volta per volta ci presenta questa trasmissione ci ha dimostrato che il mondo è pieno di mattatori o di aspiranti mattatori; abbiamo il nostro bravo Mattatore.
Anche nella Breda? Sissignori, anche nella Breda.
Per la verità in Breda sono in diversi ad aspirare a questo titolo, ma oggi noi lo assegneremo a quel signore che a nostro avviso possiede tutti i requisiti necessari. E' quel signore, tanto per intenderci, che, vestito di un camice bianco, si muove come un dittatore ossequiato dalla piccola corte nel suo piccolo regno, fatto di piastrelle bianche, di mobili metallici, con contorno di boccette di varie forme.
Intendiamo parlare di quel signore, in camice bianco, che ogni giorno davanti ad un certo numero di operai che si presentano dopo la guarigione accertata dai medici dell'I.N.A.M. deve dimostrare, attraverso la sua non comune abilità scientifica e pratica, che essi non sono più operai pronti a fare lo stesso lavoro che per decenni hanno svolto ma che a suo insindacabile giudizio la malattia che essi hanno subito li ha completamente
trasformati sino a renderli inutili alla società.
Il bello di tutto questa storia è che spesso, troppo spesso purtroppo, lui, il signore dal camice bianco, costringe un numero sempre maggiore di operai al licenziamento, alla fame, perchè lui è il mattatore ed è giusto che un mattatore che si rispetti poggi la sua nomina sulla quantità di vittime mattate.
Se un suggerimento ci fosse permesso: il sopra citato signore, perchè non prova, durante la sua indagine, tra un analisi delle urine e la pressione del sangue, ad informarsi sulla situazione sociale dell'individuo che ha dinnanzi, il più delle volte si troverebbe davanti a casi pietosi di mancanza del minimo necessario per vivere, dove il lavoro è vita stessa. Non risponda il signore in camice bianco che la Breda non può fare della beneficenza tenendo alle dipendenze uomini che lui giudica inutili ma che i suoi colleghi stessi, forse perchè animati da ben altro spirito, hanno giudicato guariti e perciò atti a riprendere il proprio lavoro.
Perchè noi potremmo rispondere che la Breda fa si della beneficenza, per esempio quando paga gli stipendi a gente come il signore in camice bianco. CERTO, queste son cose serie e saremmo curiosi di conoscere il parere dell'Ordine dei Medici.
uniti e compatti attorno alla C.I. per conquistare migliori condizioni di vita?
Recentemente, dopo una vasta agitazione interna, si giunse a costringere i dirigenti della Breda alle trattative nella sede dell'Intersind, l'intenzione dei dirigenti della Breda e dell'Intersind si è dimostrato poi quella di trattare per impedire l'allargamento della lotta e frenare lo slancio.
Noi riteniamo che sia stato comunque giusto sedere al tavolo per trattare; è un'esperienza che abbiam fatto per misurare la « loro malafede e per creare le condizioni per ridare nuovo slancio alla lotta che sarà più che mai vigorosa per strappare le sacrosante rivendicazioni che da tempo si pongono.
DIFFONDE T E
S'aggira da qualche tempo, per i reparti della Sezione Breda Fucine, una guardia ho! pardon, il sergente detto « Giuliano » arrivato chissà da dove, forse importato come i giocatori di calcio negli ultimi tempi in Italia su qualche parte ed incorporato nel corpo di vigilanza, per sistemare le cose alla Breda Fucine. Perciò per la sua provenienza un po' dubbia lo chiameremo l'Oriundo.
Questo è un tipo di oriundo tutto particolare abbantanza gagliardo pettoruto che ama a vantarsi di possedere enormi qualità atte, dice Lui a sistemare per bene le cose alla Breda Fucine e con i lavoratori.
E' precisamente in questi ultimi tempi che l'oriundo in questione non si è smentito, s'è messo al lavoro con cipiglio per sorprendere i lavoratori fuori ri posto e proprio in questo particolare lavoro, noi ne dobbiamo dargliene atto, le sue qualità di segugio e di servo non si sono smentite, quando Lui è di turno i rapporti non mancano mai, Lui, l'oriundo è abile nel pescare i lavoratori che dormono anche quando sono svegli, nel trovarli fuori posto anche quando sono al proprio posto di lavoro, ha poi
una costanza di ferro e una pazienza che non ha limiti, è capace di star per delle ore impalato nascosto dietro qualche macchina o a qualche muro per sorprendere i lavoratori quando questi spossati dal proprio lavoro si concedono magari un attimo di respiro.
Ci par di vederlo questo eroe della domenica gioire di felicità nell'atto in cui sorprende il lavoratore, con fare da Caporale perdon, Sergente, prendere matita e taccuino e chiedere numero e nome del lavoratore.
Ebbene ormai questo oriundo ha raggiunto il suo massimo e i lavoratori sono stanchi di sopportarlo, di subire le sue bravate, qui la direzione deve intervenire per far cessare questo scandalo che ormai si potrae da troppo tempo.
Si sistemi questo Oriundo, il mestiere della guardia non fa per Lui, Lui che è gagliardo e pettoruto lo si mandi a lavorare al Reparto Sbavatori in Fonderia la si renderà infine conto cosa significa lavorare, oltre tutto poi che quei lavoratori hanno bi sogno di qualcuno che gli dia il cambio, ed allora si vedrà che nella realtà tutta la sua boria se ne andrà e ne rimarrà di Lui, cosa so lo un povero oriundo.
Taylor nella sua opera « l'organizzazione scientifica del lavoro » tratta abbastanza ampiamente, nel quadro della direzione di officina, il metodo del massimo sfruttamento scientifico del lavoro. Non è questa certamente la sede per una analisi critica dell'opera stessa, ma piuttosto, vorremmo comparare certe situazioni esistenti nella nostra fabbrica agli indirizzi del Taylor.
E nostra intenzione sarà quella di dimostrare che molte richiesta avvanzate dalla C.I. nel corso di questi ultimi anni avrebbero potuto trovare soddisfazioni non solo, ma avrebbero permesso anche un più graduale miglioramento nel rapporto tra direzione e maestranze con un conseguente logico aumento della produzione, qualità di lavoro e perciò di guadagno da parte dell'azienda.
Uno tra i più importanti è senza dubbio il rap-
porto di produttività, l'indice di questo rapporto dovrebbe rappresentare, a detta di Taylor, il grado di organizzazione scientifica della fabbrica stessa e di conseguenza minore sarà il rapporto, maggiore sarà l'organizzazione tecnica esistente.
Alla Bredp, ferroviaria il rapporto tra produttivi — improduttivi è di 4 a i (617 operai 143 impiegati) se non andiamo errati, è senza dubbio un rapporto di produttività tra i più bassi esistenti nelle fabbriche Italiane, ne dovrebbe di conseguenza corrispondere un grado di organizzazione tecnica veramente efficace ed ammirevole.
Teoricamente alla Breda
F. non manca niente di tutto questo : abbiamo 2 direttori, più un super direttore tabù; più un capo personale altamente qua, lificato per la sua mansione, più un corpo di vigilanza veramente superbo,
più un servizio sanitario altamente organizzato specialmente per le visite di controllo, più un numero imprecisato di ingenieri distribuiti un po' dapertutto con incarichi vari e non ben definiti, più un ufficio lavori modello per organizzazione e tempestività (speciUlmente taglio dei tempi) più un numero di dottori, ragionieri e diplomati vari, seminati un po dovunque nelle branche dell'organizzazione aziendale.
Più sotto, nella gerarchia, abbiamo 20 capi reparto ogniuno dei quali si serve di uno o più vice capi reparti i quali per le loro mansioni dovrebbero essere considerati intermeConsiderato tutto questo, ci chiediamo, esiste la organizzazione tecnica? Essa è veramente efficiente e funzionale come tutto lascia intendere?
La risposta nel prossimo numero!
In un incontro tra il Sindaco e il vice-sindaco di Sesto con la M. M. e il comune di Milano, è stata accettata la proposta di prolungare subito il Metrò fino al Rondò di Sesto.
Da una conversazione con il Sindaco Abramo Oldrini
Un interessante progetto dell'Amministrazione di Sesto S. Giovanni per il prolungamento del Metrò Milano - Sesto - Monza
Ogni tempo, ogni situazione presuppone un aggiornamento tecnico in ogni campo della vita pubblica ed in ogni settore di essa si manifestano esigenze nuove rapportate al progresso generale di ogni ordine, tecnico e sociale.
Così la soluzione del problema dei trasporti urbani nelle grandi metropoli impegnate a fornire al cittadino mezzi rapidi e sufficienti per lo spostamento di masse interessate alla vita ed alle attività di grossi centri come Milano suggerisce di abbandonare il superato mezzo di trasporto alla superficie del suolo per usufruire del più idoneo sistema di comunicazione sotterraneo.
Il sempre maggiore sviluppo dell'uso dei mezzi motorizzati da parte di privati e di servizio pubblico e il grande sviluppo intensivo dei traffici, hanno certamente creato l'inconveniente maggiore per i servizi di superficie.
Questa situazione di fatto esiste a Milano e in altre Metropoli da molto tempo : nelle più importanti città europee ed extracontinente il problema è già stato affrontato, e in alcune di esse, da decenni.
In Italia si è affrontata la realizzazione dei trasporti sotterranei RomaOstia, badando più al decorativo e al prestigio che non alla pratica, per cui il risultato è stato tutt'altro che soddisfacente.
Il Metrò Milanese (MM)
è stato improntato con criteri ben diversi anche se vi sono ancora grossi problemi da chiarire e da sviluppare.
Importa a noi Sestesi, al momento attuale dibattere la prospettiva che il servizio venga esteso oltre i confini di Milano; venga prolungato sulla di-
rettiva SESTO-MONZA, al fine di sostituire l'attuale ormai superato ed inadeguato trasporto che congiunge circa 40 mila viaggiatori — media giornaliera — da MONZA-SESTO con Milano e viceversa.
A nostro parere, come sopraddetto, da un punto di vista tecnico, l'impostazione iniziale della M.M., è buona in quanto congiunge il Centro milanese con la zona industriale-sportiva facendo capolinea a 1 Piazzale Lotto e si presenta con l'altra testa sulla direttrice di sviluppo più conseguente ed interessante, la zona industriale di SESTOMONZA e la Brianza, zona destinata a diventare sempre più nel prossimo futuro satellite complementare della vita e degli interessi milanesi.
Ancora non vi sono idee e programmi precisi da parte del Comune e dei dirigenti della M.M. per il prolungamento oltre i confini della Città: solo per 150 m, e per ragioni di manovra, l'attuale pro. getto in corso prevede all'altezza dello stabilimento M. Marelli l'inoltro in territorio sestese.
Il buon senso, le evidenze di ordine sociale ed economiche, dovrebbero far superare gli indugi di ogni altro ordine, burocratico, campanilistico, amministrativo.
Abbiamo già detto, come il trasporto di masse consistenti, giova ai fini di assicurare introiti che determinano favorevolmente i bilanci di gestione.
Le masse sestesi e brianzole, masse a carattere di continuità non fluttuanti, perchè soggette ogni giorno a raggiungere Sesto o Milano per il lavoro diuturno, possono con la
loro entità assicurare, come avviene ora per l'ATM la parte più attiva della bilancia di gestione.
Pensiamo esistano quindi le ragioni che devono indurre i responsabili a rompere gli indugi e definire il piano di estensione ai centri di Sesto e Monza.
La prima di carattere amministrativo.
Non potrebbe la M.M. milanese varcare ì confini del suo territorio secondo le leggi vigenti. E' necessario ottenere dagli organi governativi le relative concessioni ed il consenso delle Autorità Comunali dei territori extra urbani che si vogliono attraversare.
A questo scopo la soluzione che può ovviare alla prima difficoltà è la costituzione di una. Società latere della M.M. cioè un Consorzio con SestoCinisello-Monza.
Difficoltà tecniche di attuazione non ne esistono : anzi, anche in relazio-ne ai costì, la parte esterna si presenta in condizioni più favorevoli; non vi 'sono tanti servizi da spostare e situazioni da rivoluzionare. Il tracciato dal confine di Milano a Monza sotto questo punto di vista si può dire ideale. Resta il problema del finanziamento e della sua impostazione il costo è previsto in 10 miliardi (1 miliardo circa ogni km. lineare).
Vi è la tendenza da qualche parte di voler abdicare la parte fondamentale degli enti pubblici a favore della iniziativa privata.
Non escludiamo che allo stato attuale delle cose il capitale privato debba contribuire in misura anche consistente; riteniamo però che stante la natura
sociale del servizio, la parte determinante debba rimanere ai pubblici enti al fine di garantire le prerogative e le funzioni del servizio stesso.
Si deve evitare cioè che il servizio della Metropolitana diventi un mezzo di speculazione a danno degli utenti.
SuIrgrgomento sono già avvenuti degli scambi di idee fra i Comuni interessati: ne è uscito, sia pure allo stato embrionale, un indirizzo come sopra citato.
Abbiamo già detto che non sono solo i comuni sono interessati all' aggidrnamento ed allo sviluppo dei servizi di trasporto, ma anche lo Stato di Provincia.
Sarà compito quindi oltre che di vari consigli Comunali, dei parlamentari della zona e dei Consiglieri Provinciali, come del resto è già stato fatto
dal Gruppo dei Consiglieri provinciali Comunisti, di sollecitare e vincere la indifferenza del Governo e della Amministrazione Provinciale di Milano. Siamo certi che la volontà delle popolazioni e l'azione degli enti interessati, nonchè il buon senso prevarranno, e che la M M. non rimarra un saggio dimostrativo. .
I lavoratori sestesi hanno grande interesse a che il servizio di Metrò venga esteso anche alla loro città; per questo l'Amministrazione Comuniale fin dal 1956 ha avanzato la pratica al Ministero per l'autorizzazione del servizio.
Comunque, dal momento che il problema concernente Sesto e Monza è tuttora in discussione, sarà nostra premura informare tempestivamente i lavoratori non appena cose nuove verranno alla luce.
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Licenziamenti di massa, declassamenti, riduzioni dei cottimi che in fonderia si aggirano sul 30-35%, furono le conseguenze più gravi che dovettero sopportare i lavoratori con il « piano » dell'avv. Sette. Si disse allora, e fu l'ingegnere Gaspare Giuseppe a giurarlo in una riunione di operai che la Breda doveva uscire dalla situazione fallimentare, occorreva organizzare la produzione ecc., poi « assicurò » verranno i « tempi migliori e i vostri cottimi entro un anno» saranno più remunerativi di prima. E i tempi migliori sono venuti, ma non per gli operai, i profitti sono aumentati enormemente e così la produzione, ma le paghe sono rimaste le stesse.
Solo nel 1956, dopo cin-
que anni di attesa, gli operai decisero di scendere in lotta per rivendicare l'aumento dei cottimi e l'indennità di disagio. In una protesta compatta che costrinse allora la Direzione ad aumentare l'indennità da 9 lire orarie a 12 lire e fu anche promesso che avrebbero migliorato i cottimi. Siamo nel 1959 ed ancora i cottimi son quelli di prima. I lavoratori stanchi di attendere, nelle settimane scorse fecero un forte sciopero di tutta la fonderia che durò tre giorni e che costrinse la direzione a mollare qualche briciola, ma non certo a soddisfare tutte le richieste degli operai. E allora come la mettiamo ingegner Gaspare? I la, voratori sono stanchi di attendere, e sono decisi ad andare sino in fondo,
Senza dubbio una delle più fortunate trasmissioni televisive di questi ultimi tempi che per gusto ed intelligenza ha colpito il pubblico dei telespettatori è il mattatore. Il simpatico attore che volta per volta ci presenta questa trasmissione ci ha dimostrato che il mondo è pieno di mattatori o di aspiranti mattatori; abbiamo il nostro bravo Mattatore.
Anche nella Breda? Sissignori, anche nella Breda.
Per la verità in Breda sono in diversi ad aspirare a questo titolo, ma oggi noi lo assegneremo a quel signore che a nostro avviso possiede tutti i requisiti necessari. E' quel signore, tanto per intenderci, che, vestito di un camice bianco, si muove come un dittatore ossequiato dalla piccola corte nel suo piccolo regno, fatto di piastrelle bianche, di mobili metallici, con contorno di boccette di varie forme.
Intendiamo parlare di quel signore, in camice bianco, che ogni giorno davanti ad un certo numero di operai che si presentano dopo la guarigione accertata dai medici dell'I.N.A.M. deve dimostrare, attraverso la sua non. comune abilità scientifica e pratica, che essi non sono più operai pronti a fare lo stesso lavoro che per decenni hanno svolto ma che a suo insindacabile giudizio la malattia che essi hanno subito li ha completamente
trasformati sino a renderli inutili alla società.
Il bello di tutto questa storia è che spesso, troppo spesso purtroppo, lui, il signore dal camice bianco, costringe un numero sempre maggiore di operai al licenziamento, alla fame, perchè lui è il mattatore ed è giusto che un mattatore che si rispetti poggi la sua nomina sulla quantità di vittime mattate.
Se un suggerimento ci fosse permesso: il sopra citato signore, perchè non prova, durante la sua indagine, tra un analisi delle urine e la pressione del sangue, ad informarsi sulla situazione sociale dell'individuo che ha dinnanzi, il più delle volte si troverebbe davanti a casi pietosi di mancanza del minimo necessario per vivere, dove il lavoro è vita stessa. Non risponda il signore in camice bianco che la Breda non può fare della beneficenza tenendo alle dipendenze uomini che lui giudica inutili ma che i suoi colleghi stessi, forse perchè animati da ben altro spirito, hanno giudicato guariti e perciò atti a riprendere il proprio lavoro.
Perchè noi potremmo rispondere che la Breda fa si della beneficenza, per esempio quando paga gli stipendi a gente come il signore in camice bianco. CERTO, queste son cose serie e saremmo curiosi di conoscere il parere dell'Ordine dei Medici.
uniti e compatti attorno alla Ci. per conquistare migliori condizioni di vita?
Recentemente, dopo una vasta agitazione interna, si giunse a costringere i dirigenti della Breda alle trattative nella sede dell'Intersind, l'intenzione dei dirigenti della Breda e dell'Intersind si è dimostrato poi quella di trattare per impedire l'allargamento della lotta e frenare lo slancio.
Noi riteniamo che sia stato comunque giusto sedere al tavolo per trattare; è un'esperienza che abbiam fatto per misurare la « loro malafede e per creare le condizioni per ridare nuovo slancio alla lotta che sarà più che mai vigorosa per strappare le sacrosante rivendicazioni che da tempo si pongono.
DIFFONDE T E
S'aggira da qualche tempo, per i reparti della Sezione Breda Fucine, una guardia ho! pardon, il sergente detto « Giuliano » arrivato chissà da dove, forse importato come i giocatori di calcio negli ultimi tempi in Italia su qualche parte ed incorporato nel corpo di vigilan. za , per sistemare. le cose alla Breda Fucine. Perciò per la sua provenienza un po' dubbia lo chiameremo l'Oriundo.
Questo è un tipo di oriundo tutto particolare abbantanza gagliardo pettoruto che ama a vantarsi di possedere enormi qualità atte, dice Lui a sistemare per bene le cose alla Breda Fucine e con i lavoratori.
E' precisamente in questi ultimi tempi che l'oriundo in questione non si è smentito, s'è messo al lavoro con cipiglio per sorprendere i lavoratori fuori ri posto e proprio in questo particolare lavoro, noi ne dobbiamo dargliene atto, le sue qualità di segugio e di servo non si sono smentite, quando Lui è di turno i rapporti non mancano mai, Lui, l'oriundo è abile nel pescare i lavoratori che dormono anche quando sono svegli, nel trovarli fuori posto anche quando sono al proprio posto di lavoro, ha poi
una costanza di ferro e una pazienza che non ha limiti, è capace di star per delle ore impalato nascosto dietro qualche macchina o a qualche muro per sorprendere i lavoratori quando questi spossati dal proprio lavoro si concedono magari un attimo di respiro.
Ci par di vederlo questo eroe della domenica gioire di felicità nell'atto in cui sorprende il lavoratore, con fare da Caporale prrdon, Sergente, prendere matita e taccuino e chiedere numero e nome del lavoratore.
Ebbene ormai questo oriundo ha raggiunto il suo massimo e i lavoratori sono stanchi di sopportarlo, di subire le sue bravate, qui la direzione deve intervenire per far cessare questo scandalo che ormai si potrae da troppo tempo.
Si sistemi questo Oriundo, il mestiere della guardia non fa per Lui, Lui che è gagliardo e pettoruto lo si mandi a lavorare al Reparto Sbavatori in Fonderia la si renderà infine conto cosa significa lavorare, oltre tutto poi che quei lavoratori hanno bi sogno di qualcuno che gli dia il cambio, ed alla ra si vedrà che nella realtà tutta la sua boria se ne andrà e ne rimarrà di Lui, cosa so lo un povero oriundo.
Taylor nella sua opera « l'organizzazione scientifica del lavoro » tratta abbastanza ampiamente, nel quadro della direzione di officina, il metodo del massimo sfruttamento scientifico del lavoro. Non è questa certamente la sede per una analisi critica dell'opera stessa, ma piuttosto, vorremmo comparare certe situazioni esistenti nella nostra fabbrica agli indirizzi del Taylor.
E nostra intenzione sarà quella di dimostrare che molte richiesta avvanzate dalla C.I. nel corso di questi ultimi anni avrebbero potuto trovare soddisfazioni non solo, ma avrebbero permesso anche un più graduale miglioramento nel rapporto tra direzione e maestranze con un conseguente logico aumento della produzione, qualità di lavoro e perciò di guadagno da parte dell'azienda.
Uno tra i più importanti è senza dubbio il rap-
porto di produttività, l'indice di questo rapporto da vrebbe rappresentare, a detta di Taylor, il grado di organizzazione scientifica della fabbrica stessa e di conseguenza minore sarà il rapporto, magkiore sarà l'organizzazione tecnica esistente.
Alla Breda ferroviaria il rapporto tra produttivi — improduttivi è di 4 a i (617 operai 143 impiegati) se non andiamo errati, è senza dubbio un rapporto di produttività tra i più bassi esistenti nelle fabbriche Italiane, ne dovrebbe di conseguenza corrispondere un grado di organizzazione tecnica veramente efficace ed ammirevole.
Teoricamente alla Breda
F. non manca niente di tutto questo: abbiamo 2 direttori, più un super direttore tabù; più un capo personale altamente qualificato per la sua mansione, più un corpo di vigilanza veramente superbo,
più un servizio sanitario altamente organizzato specialmente per le visite di controllo, più un numero imprecisato di ingenieri distribuiti un po' dapertutto con incarichi vari e non ben definiti, più un ufficio lavori modello per organizzazione e tempestività (speciamente taglio dei tempi) più un numero di dottori, ragi0fieri e diplomati vari, seminati un po dovunque nelle branche dell'organizzà-zione aziendale.
Più sotto, nella gerarchia, abbiamo 20 capi reparto ogniuno dei quali si serve di uno o più vice capi reparti i quali per le loro mansioni dovrebbero essere considerati intermeConsiderato tutto questo, ci chiediamo, esiste la organizzazione tecnica?
Essa è veramente efficiente e funzionale come tutto lascia intendere?
La risposta nel prossimo numero!
tutte le sezioni e in fonderia per migliorare i cottimi
In un incontro tra il Sindaco e il vice-sindaco di Sesto con la M. M. e il comune di Milano, è stata accettata la proposta di prolungare subito il Metrò fino al Rondò di Sesto.
Da una conversazione con il Sindaco Abramo Oldrini
Un interessante progetto dell'Amministrazione di Sesto S. Giovanni per il prolungamento del Metrò Milano - Sesto - Monza
Ogni tempo, ogni situazione presuppone un aggiornamento tecnico in ogni campo della vita pubblica ed in ogni settore di essa si manifestano esigenze nuove rapportate al progresso generale di ogni ordine, tecnico e sociale.
Così la soluzione del problema dei trasporti urbani nelle grandi metropoli impegnate a fornire al cittadino mezzi rapidi e sufficienti per lo spostamento di masse interessate alla vita ed alle attività di grossi centri come Milano suggerisce di abbandonare il superato mezzo di trasporto alla superficie del suolo per usufruire del più idoneo sistema di comunicazione sotterraneo.
Il sempre maggiore sviluppo dell'uso dei mezzi motorizzati da parte di privati e di servizio pubblico e il grande sviluppo intensivo dei traffici, hanno certamente creato l'inconveniente maggiore per i servizi di superficie.
Questa situazione di fatto esiste a Milano e in altre Metropoli da molto tempo : nelle più importanti città europee ed extracontinente il problema è già stato affrontato, e in alcune di esse, da decenni.
In Italia si è affrontata la realizzazione dei trasporti sotterranei RomaOstia, badando più al decorativo e al prestigio che non alla pratica, per cui il risultato è stato tutt'altro che soddisfacente.
Il Metrò Milanese (MM) è stato improntato con criteri ben diversi anche se vi sono ancora grossi problemi da chiarire e da sviluppare.
Importa a noi Sestesi, al momento attuale dibattere la prospettiva che il servizio venga esteso oltre i confini di Milano; venga prolungato sulla di-
rettiva SESTO-MONZA, al fine di sostituire l'attuale ormai superato ed inadeguato trasporto che congiunge circa 40 mila viaggiatori — media giornaliera — da MONZA-SESTO con Milano e viceversa.
A nostro parere, come sopraddetto, da un punto di vista tecnico, l'impostazione iniziale della M.M., è buona in quanto congiunge il Centro milanese con la zona industriale-sportiva facendo capolinea a I Piazzale Lotto e si presenta con l'altra testa sulla direttrice di sviluppo più conseguente ed interessante, la zona industriale di SESTOMONZA e la Brianza, zona destinata a diventare sempre più nel prossimo futuro satellite complementare della vita e degli interessi milanesi.
Ancora non vi sono idee e programmi precisi da parte del Comune e dei dirigenti della M.M. per il prolungamento oltre i confini della Città: solo per 150 m, e per ragioni di manovra, l'attuale pro. getto in corso prevede all'altezza dello stabilimento M. Marelli l'inoltro in territorio sestese.
Il buon senso, le evidenze di ordine sociale ed economiche, dovrebbero far superare gli indugi di ogni altro ordine, burocratico, campanilistico, amministrativo.
Abbiamo già detto, come il trasporto di masse consistenti, giova ai fini di assicurare introiti che determinano favorevolmente i bilanci di gestione.
Le masse sestesi e brianzole, masse a carattere di continuità non fluttuanti, perchè soggette ogni giorno a raggiungere Sesto o Milano per il lavoro diuturno, possono con la
loro entità assicurare, come avviene ora per l'ATM la parte più attiva della bilancia di gestione.
Pensiamo esistano quindi le ragioni che devono indurre i responsabili a rompere gli indugi e definire il piano di estensione ai centri di Sesto e Monza.
La prima di carattere amministrativo.
Non potrebbe la M.M. milanese varcare i confini del suo territorio secondo le leggi vigenti. E' necessario ottenere dagli organi governativi le relative concessioni ed il consenso delle Autorità Comunali dei territori extra urbani che si vogliono attraversare.
A questo scopo la soluzione che può ovviare alla prima difficoltà è la costituzione di una Società latere della M.M. cioè un Consorzio con SestoCinisello-Monza.
Difficoltà tecniche di attuazione non ne esistono : anzi, anche in relazio-ne ai costi, la parte esterna si presenta in condizioni più favorevoli; non vi sono tanti servizi da spostare e situazioni da rivoluzionare. Il tracciato dal confine di Milano a Monza sotto questo punto di vista si può dire ideale. Resta il problema del finanziamento e della sua impostazione il costo è previsto in 10 miliardi (1 miliardo circa ogni km. lineare).
Vi è la tendenza da qualche parte di voler abdicare la parte fondamentale degli enti pubblici a favore della iniziativa privata.
Non escludiamo che allo stato attuale delle cose il capitale privato debba contribuire in misura anche consistente; riteniamo però che stante la natura
sociale del servizio, la parte determinante debba rimanere ai pubblici enti al fine di garantire le 'prerogative e le funzioni del servizio stesso.
Si deve evitare cioè che il servizio della Metropolitana diventi un mezzo di speculazione a danno degli utenti.
SuIrgrgomento sono già avvenuti degli scambi di idee fra i Comuni interessati: ne è uscito, sia pure allo stato embrionale, un indirizzo come sopra citato.
Abbiamo già detto che non sono solo i comuni sono interessati all' aggidrnamento ed allo sviluppo dei servizi di trasporto, ma anche lo Stato di Provincia.
Sarà compito quindi oltre che di vari consigli Comunali, dei parlamentari della zona e dei Consiglieri Provinciali, come del resto è già stato fatto
dal Gruppo dei Consiglieri provinciali Comunisti, di sollecitare e vincere la indifferenza del Governo e della Amministrazione Provinciale di Milano. Siamo certi che la volontà delle popolazioni e l'azione degli enti interessati, nonchè il buon senso prevarranno, e che la M M. non rimarra un saggio dimostrativo.
I lavóratori sestesi hanno grande interesse a che il servizio di Metrò venga esteso anche alla loro città; per questo l'Amministrazione Comuniale fin dal 1956 ha avanzato la pratica al Ministero per l'autorizzazione del servizio.
Comunque, dal momento che il problema concernente Sesto e Monza è tuttora in discussione, sarà nostra premura informare tempestivamente i lavoratori non appena cose nuove verranno alla luce.
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Il diritto alla parità salariale tra un uomo e donna è ormai universalmente riconosciuto. Da oltre due anni la Convenzione Internazionale n. 100 del BIT di Gineva è stata ratificata dal governo italiano, assumendo forza di legge.
Numerose sono le sentenze della Magistratura a Milano, a Torino, a Roma, a Firenze con le quali si è reso operante il principio sancito dall'art. 37 della Costituzione Repubblicana, imponendo ai padroni delle Fonderia Almara, della Carlo Erba, del Banco Ambrosiano, ecc. il pagamento degli arretrati sulle differenze di paga per le lavoratrici che eseguivano lavori uguali o di pari qualifica degli uomini. Una Commissione interconfederale composta da rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e della Confindustria ha lavorato per più di quattro mesi per esaminare il problema e unanimente CISL, CGIL e UIL hanno documentato l'inferiorità del salario femminile rispetto a quello maschile di qualifica uguale o corrispondente
Malgrado questa situazione di fatto, il padro. nato italiano resiste ostinatamente ; ignorando ac-
cordi, sentenze e leggi di mantiene centinaia di migliaia di lavoratrici a condizioni di sottosalario rispetto agli altri lavoratori. Perchè il padronato persegue questa linea?
Il calto è presto fatto, anche se approssimativo, certamente inferiore alla realtà. Ad esempio, a Sesto S. Giovanni nelle fabbriche metalmeccaniche lavorano circa 4.000 donne, operaie ed impiegate, le quali percepiscono in meno degli uomini di pari qualifica in media dalle 8 alle 10.0000 lire al mese. Questo rapido calcolo ci dà subito la cifra non disprezzabible di 3240 milioni di lire al mese che finiscono nelle tasche degli azionisti e dei padroni della Magneti Marelli, della Ercole Marelli, della Osva, ecc.
Il fatto che il peso delle donne nella produzione è andato aumentando in questi anni è che il loro lavoro ormai è indispensabile nelle fabbriche.
Quale altra ragione vi può essere, dunque, se non quella di aumentare profitti dei padroni, perchè esse continuino ad essere pagate meno degli altri lavoratori?
lo non sarebbero danneggiati dalla conquista della parità salariale per le donne, ma al contrario verrebbe eliminata, oltre che una delle più gravi forme di sfruttamento e di ingiusti ,ia, che pesa sulla classe operaia, la possibilità di ricatto e di concorrenza che ha il patronato disponerído sul mercato di manodopera ad alto rendimento e a minor prezzo e si eleverebbe in tal modo il livello medio generale delle retribuzioni per tutti i lavoratori.
La lotta per la parità salariale incontra l'ostinata ingransigenza del padronato anche perchè mancano energiche misure governative che facciano rispettare la legge. A questo proposito esistono al Parlamento due progetti legge, uno appoggiato dalla CGIL e l'altro delle ACLI, che propongono misure per rendere operante la Convenzione n. 100 di Gineva.
NUOVE PROPOSTE
Elevare gli attuali minimi salariali di categoria con un avvicinamento delle retribuzioni femminili ( eguali in cifre per tutte le provincie e non assorbibili dai superminimi in atto)
OPERAI — aumento orario.
Operaio specializzato L. 25,10 — Operaio qualificatao L. 22,50
— Manovale specializzato L. 21,50 — Manovale comune L. 20. CATEGORIA SPECIALE ( aumento mensile ).
1.a categoria L. 7.400 — 2.a categoria L. 5.100.
IMPIEGATI ( aumento mensile ).
1.a categoria L. 9.900. — 2.a categoria L. 7.500 — 3.a categoria A L. 5.500 — 3.a categoria B L. 4.700.
IN MATERIA DISCIPLINARE
Art. 38 - Licenziamenti per mancanza.
Parte A - Licenziamento senza preavviso con indennità di dimissioni.
A titolo indicativo: lieve insubordinazione ai superiori (omissis).
Parte B - Licenziamento senza preavviso e senza indennità.
A titolo indicativo: non lieve insurbordinazione ai superiori; rissa nell'interno dei reparti di lavorazione (omissis).
NUOVE PROPOSTE
Modifica pariiale del capitolo « provvedimenti disciplinari ».
Rispetto della libertà, della dignità di ogni lavoratori e dei diritti dell'organizzazione sindacale.
I provvedimenti disciplinari eventualmente adottati debbono essere portati a conoscenza dell'interessato e della Commissione Interna con la precisa indicazione della infrazione commessa.
Esemplificazione per operai, equiparati ed impiegati delle mancanze che possono essere punite.
Soppressione della possibilità, fin qui esistente, di licenziare senza indennità; limitazione ai casi di azioni che costituiscono delitto ai termini di legge, della possibilità di licenziare corrispondendo la sola indennità di dimissioni.
PER LE LAVORATRICI - CATEGORIE E QUALIFICHE
Art. 43 - Classificazione degli appartenenti alla categoria operai - donne ( omissis ).
I Cat. - Donne che compiono lavori caratteristici dell'operaio qualificato maschile (omissis).
« Ciò che va bene per la General Motors, va bene per il Paese ». Questo è uno degli stabili slogans della propaganda elettorale negli Stati Uniti. Attorno a questa affermazione si raccoglie e si esprime tutta la politica americana. Ci pare opportuno rilevarlo perchè le conseguenze di questa politica ricadono anche su di noi ed è quindi necessario sottolinearne il punto di partenza per derivarne la prospettiva.
La immediata prospettiva è per noi la installazione, nel Veneto e in Sardegna, di basi per il lancio di missili atomici.
Tremenda, tragica prospettiva dettata esclusivamente dall'ottusità politica e dal miserabile interesse di una classe dirigente in liquidazione.
Che cosa può, infatti, giustificare la decisione di installare le basi? Forse il momento politico?
Certo no. La situazione attuale è caratterizzata dalla ricerca, in buona o in malafede non ci interessa per ora, di una « sistemazione » internazionale, un equilibrio che consenta di preservare la pace.
In un mare di difficoltà le navicella di MacMillan è riuscita ad approdare al porto delle trattative. Molte obiezioni permangono, gli Stati Uniti, De Gaulle, Adenauer, hanno ciasci.no una propria posizione che,
E' chiaro però che per conquistare la parità salariale tra uomo e donna è indispensabile l'azione delle lavoratrici dei lavoratori, e la battaglia per il rinnovo del contratto di lavoro dei metallurgici è una occasione per conseguire sostanziali ulteriori passi avanti.
Nessuna altra ragione vi è nè vi può essere. I la voratori « uomini » non soper inciso, rivela la ben scarsa volontà di trattare per risolvere ; ciononostante un primo incontro avverrà 111 maggio a Ginevra. E' quindi questo il momento per accentuare il ricorso alle armi di sterminio? Per acuire i contrasti, drammatizzare le iniz'ative? La risposta non può essere che negativa. Questo è il momento della buona volontà ; ma allora qual'è la giustificazione alla decisione del governo Segni. Gli strumenti della propaganda ufficiale sostengono l'opportunità di elevare il potenziale di rappresaglia per scoraggiare I «aggressore». Quindi i missili installati nelle basi italiane, dotati di testata termonucleare che rimane in possesso dei militari americani del pari installati sul nostro territdrio, sono la nostra politica di pace.
Noi ci sentiamo minacciati dai missili dell'« aggressore » e, per impedirgli di usarli, ne installiamo anche noi.
Ma il governa italiano ha respinto le proposte che ci furono fatte per evitare l'insta/!azione dei missili e in Italia e nelle zone geografiche dell'« aggressore » più vicine al nostro Paese!
Come si concilia questo col conclamato bisogno di provvedere alla nostra difesa
Non si concilia affatto, la propaganda governativa mostra cosi la corda e allora si ricorre
ad un'altra giustificazione : «lo aggressore non è vicino, è lontano. E' dall'URSS, certamente dotata di potentissimi missili, che dobbiamo difenderci ».
Forse basterebbe richiamare alla memoria tutte le proposte avanzate dall'URSS per giungere al disarmo atomico generale.
Comunque a dimostrare la falsità di quest'ultima argomentazione governativa basterà chiedersi se il missile può servire come arma da difesa. E la risposta non può essere che no, perchè le nostre basi per missili o sono uno strumento d'aggressione o servono esclusivamente da cbiet ivo per i missili avversari e, in un caso o nell'altro, determinano la distruzione del nostro Paese.
I monopoli, i potenti gruppi industriali hanno bisogno, essi, ma essi soli, della politica dei missili, della guerra fredda.
Essi, attraverso i loro governi, costringono alla militarizzazione delle economie, ai sacrifici imposti in nome della sacra difesa della civiltà occidentale, per allontanare le crisi cicliche del proprio sistema economico.
Queste le ragioni per le quali noi sentiamo l'urgenza e la importanza di batterci contro le « basi », fianco a fianco con chiunque intenda che la parola definitiva in questa lotta per la pace, spetta agli uomini semplici, ai popoli di tutto il mondo.
Il Cat. - Donne che compiono lavori qualsiasi alle macchine o altri lavori al banco non compresi nella terza categoria ( omissis).
Ili Cat. - Donne che compiono lavorid i pulizia, di trasporto di natura leggera (omissis).
NUOVE PROPOSTE
Parità retributiva, con una classificazione unica delle categorie.
In applicazione della Convenzione internazionale n. 100 del BIT.
Si propone di eliminare l'attuale qualificazione delle donne operaie e di parificare le qualifiche in questo modo:
— La classificazione delle donne di 1.a categoria a quelle degli operai qualificati;
La qualificazione delle donne di 2.a categoria a quelle dei manovali specializzati ;
La classificazione delle donne di 3.a categoria a quelle di manovali comuni.
Revisione della definizione delle categorie e più adeguate loro esemplificazioni.
Costituzione di commissioni provinciali con compito di definire, nei casi di contestazione, l'assegnazione delle qualifiche e delle categorie ai singoli lavoratori.
RIDUZIONE DELL'ORARIO
Art. 6 - Orario di lavoro - Per ogni ora di lavoro compiuta dall'operaio oltre le 44 e fino alle 48 settimanali, l'azienda corrisponderà all'operaio stesso, in aggiunta alla sua retribuzione, il 2 per cento della sua paga base.
NUOVE PROPOSTE
Elevare la percenteuale dal 2 per cento al 4 per cento. Riduzione dell'orario senza riduzione di retribuzione, attraverso l'esame della durata del lavoro ( orari settimanali, ferie, ecc.) per raggiungere progressivamente le 40 ore settimanali.
IN MATERIA DI COTTIMI
Art. 16 - Regolamentazione del lavoro a cottimo.
NUOVE PROPOSTE
Le Commissioni Interne con l'intervento delle organizzazioni sirrdacaii dei lavoratori debbono poter contrattare i sistemi di cottimo e le forme di retribuzione ad incentivo. Questi debbono essere tali da garantire ai lavoratori un guadagno crescente in rela. zione al maggior rendimento del lavoro.
L'utile di cottimo ncn deve essere inferiore al 16 `,.. / r, del minimo di paga base, arzichè all'attuale %. Questo minimo deve essere garantito in ogni caso al singolo operaio.
In tutti, i casi di contestazione le Organizzazione sindacali debbono avere facoltà di intervento qualora le vertenze non siano composte tra Commissione Interna e direzione aziendale.
L'integrazione da corrispondere all'operaio durante il periodo di assestamento dovrà essere tale da garantirgli un guadagno complessivo non inferiore al 100 ra di quello medio.
SOSPENSIONE E RIDUZIONE DEL LAVORO
NUOVE PROPOSTE
Garanzia del salario con modalità da stabilire nel caso di riduzione dell'orario di lavoro non per causa del lavoratore.