IMPONENTE LO SCIOPERO
DEI SIDERURGICI ITALIANI
LA BREDA HA DATO E DARÀ 1L SUO CONTRIBUTO CONTRO OGNI TENTATIVO DELLA CONFINDUSTRIA DI IMPORRE ALLE AZIENDE F.I.M. - I.R.I. UN ATTEGGIAMENTO INTRANSIGENTE
Lo sciopero intrapreso dai lavoratori siderurgici italiani, non potrà che finire col pieno successo.
La giustezza della richiesta e l'unità raggiunta sono prerogative e fattori indiscutibili di fronte a cui il padronato italiano nulla può, anche se oer • il momento tenta una vana resistenza.
Abbiamo specificato «padronato italiano » perchè è il solo in tutta Europa che ha negato i dovuti miglioramenti in conseguenza del progresso tecnico e della produttività in generale della siderurgia dimostrandosi, ancora una volta, il più gretto ed ottuso : persino nel negletto Lussemburgo i siderurgici hanno un salario superiore a quello degli italiani.
Dunque la qualifica che diamo al padronato italiano è tutt'altro che gratuita. Non vi è stata richiesta che non fosse accompagnata da cifre riguardanti la produzione e i relativi lauti guadagni dei complessi siderurgici da cui, quindi, una più che giustificata richiesta di riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
Alla concretezza delle richieste e delle argomentazioni dei Sindacati, gli industriali hanno risposto con un assurdo silenzio, rinchiudendosi nel guscio della grettezza,
Indubbiamente, gli industriali, mai come in questo momento si son trovati disarmati e messi di fronte alla realtà dei fatti.
Per loro, quando lo sciopero è unitario e gli operai bloccano con una astensione che va oltre il 90%, la situazione
è fluida, le lusinghe e le minacce per far fallire lo sciopero, di cui han fatto sfoggio negli scioperi passati, non attecchiscono più, per cui quei capi reparto, l'ing. Sorbara e altri, che han fatto certi inviti, si diano buona pace, sarà tanto di guadagnato anche per loro.
Gli operai siderurgici, e in prima fila quelli della Breda, sono pienamente consapevoli delle lotte che si dovranno ancora affrontare, da cui la ferma decisione di andare fi-
no in fondo, fino al successo.
Gli scioperi unitari in corso, la lotta dei siderurgici stanno insegnando a tutti i lavoratori, particolarmente a coloro i quali si son lasciati prendere da scoramento nelle lotte passate, che il padronato ha il suo tallone d'Achille e che la freccia che lo può facilmente colpire è l'unità.
Consolidiamola quindi questa unità, cementiamola nella lotta perchè è la sola prerogativa che ci può condurre alla vittoria.
Per ragioni diverse alla Breda son ben tre anni che le maestranze non eleggono più i loro rappresentanti in seno alla C.I.
In questi ultimi anni le elezioni della C.I. hanno assunto un significato particolare dovuto alla propaganda dei Sindacati divisi e di certi Partiti che in questi ultimi si identificano.
Detta propaganda e certe speculazioni di carattere meramente politico hanno spostato, in certi complessi, il raggio d'azione dimenticando il padrone e il suo operato verso cui proprio i membri di C.I. dovrebbero operare. Per ovviare-a questa anomalia politico-sindacale, per evitare alla Breda una situazione del genere, siamo a conoscenza che il Sindacato F.I.O.M. ha proposto alla C.I.S.L. e alla U.I.L. la formazione di una lista unica col relativo programma unico. Per quanto riguarda la lista unica ci consta che i Sindacati interpellati hanno risposto in modo negativo, per la fdrmulazione di un programma unico ancora non ci è dato di sapere.
Comunque noi ci auguriamo che, almeno sul programma, i Sindacatt dovrebbero accordarsi perchè è nell'interesse di tutti i lavoratori, perchè è preludio di rivendicazioni e di lotte unitarie oltre che aumentare ulteriormente il prestigio della C.I.
Le maestranze devono andare a votare con spirito unitario, con spirito di unità di classe. Votare secondo gli interessi della classe non è fare una azione di odio, non è porre delle pregiudiziali, non significa rendere prepotenti le maestranze di fronte al padrone, ma esclusivamente per renderle sufficentemente forti per trattare da pari a pari é risolvere i problemi nel reciproco interesse.
dei lavoratori siderurgici ha registrato ovunque
imponente successo. Nella foto: dirigenti sindacali e la-
Per questo, senza grandi prediche, senza tante parole, noi chiediamo ad ogni operaio, ad ogni impiegato di fare un esame di coscienza prima di votare. Se questo verrà fatto da ognuno di noi, la C.I. eletta sarà certo la espressione delle maestranze della Breda la.
SEZIONI E
E DAI REPARTI
INFORTUNIO MORTALE ALLA IV'
Dobbiamo lamentare un altro infortunio mortale. L'operaio della manutenzione Giuseppe Cantù, per cause ignote, perdeva l'equilibrio, mentre si trovava a 11 metri di altezza sulla gru della carica fredda. Nel tentativo di salvarsi si aggrappava ad un cavo di corrente a 500 Volt, e benchè fosse tolta quasi subito la corrente, la sua sorte era segnata, dalla caduta avvenuta, forse in conseguenza della forte scarica ricevuta.
Alla famiglia vanno le condoglianze di tutti i lavoratori e del nostro giòrnale.
Ma non si tratta solo di esprimere il nostro rammarico; mancheremmo alla nostra funzione se ci limitassimo a ciò. Chi lavora a grandi altezze, deve essere provveduto di mezzi di sicurezza, per evitare che un banale incidente possa avere tragiche conseguenze. Bisogna anche dire che senza corrente nei fili probabilmente la disgrazia sarebbe stata evitata.
S'impone cioè, non tanto che vengano fatte delle prediche, perchè si stia più attenti ecc., ma che si indaghino le cause, tutte insieme, che possono determinare disgrazie e si usino procedimenti di lavoro, che garantiscano il lavoratore nella misura maggiore possibile.
La riduzione dell'orario di lavoro. prima di tutto è una delle misure che si impongono nella siderurgia. Infatti la stanchezza e il logoramento fisico sono la principale causa degli infortuni.
I.-----in breve
ne dei lavoratori è che questo trasferimento sa un po' di vendetta.
Noi invitiamo la Direzione, se veramente vuole la collaborazione degli operai e l'armonia della fabbrica, a non dare troppa carta bianca a certa gente, tanto più che sono molto di-
Lo sciopero del 12 giugno è stato, come tutti sappiamo, uno sciopero compatto.
Anche quando però gli scioperi sono unitari, ci sono sempre le eccezioni: quel gruppetto che non appartiene ne a questo nè a quel Sindacato, ma diciamo così « alla legione straniera ».
Ecco quindi, il 12 giugno, sei lavoratori, tre capi treno e tre aiutanti, presenti al Laminatoio. Questi lavoratori (contro i quali probabilmente la Direzione esercita una illecita pressione) erano presenti in fabbrica anche il 23 maggio, durante lo sciopero precedente.
scutibili le decisioni che prendono nelle varie materie. Ed è dimostrato che non sempre sanno fare l'interesse della ditta. Speriamo che finalmente qualcuno si interessi e faccia in modo che l'Ufficio lavori sia veramente tale e diretto in modo più competente e responsabile. in quel giorno si giocò a scopone, e se la giornata passò in piacevoli conversari. Comunque (crumiraggio a parte), altro danno non fu creato alla collettività.
E' noto però che non è da tutti avere buon senso tutti i giorni, e il giorno 12 giugno doveva essere un giorno nero per l'ingegnere Sorbara. Fatto sta che la « legione » viene mobilitata e mette in moto il « Blurn » 600 per sbozzare i lingotti e prepararli per il 450. Risultato: rovesciamento del carrello di trasporto (per fortuna senza conseguenze per le persone), avaria della lama della trancia che spacca in misura i lingotti, 6 ore di lavoro febbrile (utilizzando i comandati della manutenzione) per rimettere a posto le cose, in modo da poter almeno riprendere la produzione il giorno dopo.
NONCEABBIAMONNLEMEDIEMAMSISTEMA
Una questione che merita di essere discussa e avviata ad una giusta soluzione è quella relativa al corpo di vigilanza nella fabbrica e ai rapporti con le maestranze.
I corpi di guardia nelle fabbriche vengono organizzati come delle vere e proprie polizie, con compiti e attribuzioni che sono propri della pubblica sicurezza. Con la differenza che la pubblica sicurezza ha un limite nella magistratura. La polizia di fabbrica non è limitata e controllata da nessuno.
Non ce l'abbiamo con le guardie beninteso, ma col sistema.
Le domande che si pongono sono le seguenti:
Perchè le guardie girano nei reparti durante il lavoro?
Perché sono armate?
Perchè vi sono gradi e galloni come nell'esercito?
Perchè le guardie non dipendono dalle direzioni di fabbrica, ma da una Direzione generale, come se fossero un ente autonomo?
Perchè assumono informazioni presso le abitazioni dei lavoratori, portinaie, parroci, ecc., soprattutto informazioni di carattere politico?
Perchè i loro rapporti e informazioni sono inappellabili e determinano senz'altro provvedimenti, talora gravissimi.
senza che sia condotta una seria inchiesta e sentito il lavoratore interessato?
Perchè si ammette la creazione di un sistema di informatori all'interno delle fabbriche, che creano un clima pesante, quasi che la fabbrica fosse un « lager » di infausta memoria?
Si potrebbero citare esempi a josa:
Dall'impiegata licenziata perchè aveva in macchina una poesiola scritta per una collega andata sposa. (La guardia le arrivò di dietro le spalle e tolse il foglio di macchina, il corpo del reato.)
Ai due operai licenziati
Ma il 23 maggio, prevalse il buon senso, mancavano le squadre, e perciò non se ne fece nulla; la cronaca non dice se perchè avevano bruciato dei Cuccioli in una stufa in reparto e fatta scaldare la refezione. (Qui, ancorchè il magistrato abbia condannato la Breda, non sono stati più riassunti.)
— Come si può dimostrare i « rapportini » del corpo di vigilanza assumono spesso conseguenze del tutto sproporzionate alla entità delle supposte mancanze.
La questione, ripetiamo, deve essere discussa, e invitiamo tutti i lavoratori a farci conoscere tutti i fatti che meritano di essere presi In considerazione per una obbbiettiva documentazione.
Un campo di concentramento alla Breda Ferroviaria?
Ai primi del mese scorso, un membro della C.I. è stato trasferito al reparto L.A.S. per esigenze di produzione, si dice.
Questo operaio ha la qualifica di attrezzista specializzato e nel reparto L.A.S. è stato messo a fare il fabbro da banco; al suo posto precedente è stato messo un altro operaio.
Noi sappiamo, però, che questo operaio, come membro di C.I., aveva sollevato una questione sul cottimo nel suo reparto, scoprendo alcune delle solite cose fatte all'Ufficio lavori e sapendo anche che i trasferimenti degli operai vengono firmati dal capo di questo ufficio e dall'ingegnere, l'opinio-
Ora voi chiederete: perchè far funzionare un impianto senza il personale? Perchè correre l'avventura di guastare tutto? Perchè questo lavoro, per "spezzare lo sciopero" di tutti i lavoratori, da parte di tecnici che a rigore dovrebbero dipendere dal F.I.M. e non dalla Confindustria?
Chi autorizza un atteggiamento così irresponsabile nei confronti del patrimonio dello Stato?
Al Ministero delle Compartecipazioni l'ardua risposta.
Due pesi
e due misure
Quanto diciamo qui, è collegato, in una certa misura, con quanto abbiamo detto sopra a proposito dell'attivazione del Laminatoio durante lo sciopero del 12 giugno.
L'operaio Lanesi, addetto alla manovra del treno 600, verrà spostato dal suo posto perché alcune settimane fa non gli riuscì di raddrizzare una barra uscita storta dai cilindri. Lo spostamento, determinato dallo scarto della barra in questione, non è stato effettuato subito, perchè nel frattempo l'operaio Lanesi dovrà insegnare all'operaio che lo dovrebbe sostituire a manovrare l'impianto.
Non è chi non veda l'incongruenza e diciamo pure la « raffinatezza » di queste forme di punizione.
"4ffiti 411 preda ell goitiktio che alla ditta eobta, ~te„
[INTERPRIANIII AL SENATOMIAPSEZIONE
L' azione dei Parlamentari Democratici al Senato ha messo sul chi vive la Direzione della Breda nella soluzione dei problemi produttivi
Nel numero precedente, per mancanza di spazio, non abbiamo potuto dare ai lavoratori questi documenti, relativi alla l a Sezione Breda. Anche se è passato qualche tempo da questo avvenimento, la documentazione che ora forniamo, può essere ancora utilmente considerata dalle maestranze, e fornire elementi di riflessione sul collegamento che deve esistere fra la vita reale che si svolge nelle fabbriche e l'attività parlamentare.
Il testo dell'interpellanza del SEN. MONTAGNANI
«Al Ministro dell'Industria e Commercio. Premesso che alla Società Breda Elettromeccanica Locomotive di Sesto S. Giovanni, esistono stagnazione, incerta prospettiva e criticabile organizzazione della produzione e premesso inoltre che la Direzione invece di affrontare una siffatta situazione con una razionale attività intesa a difendere le ragioni di vita dell'azienda sollecitando commesse e provvedendo a quanto è indispensabile allo sviluppo e al coordinamento della produzione, non trova di meglio che ricorrere a misure liberticide contro le maestranze e la loro C.I. ed a ridurre le ore lavorative con parallela decurtazione dei già magri salari: tutto ciò premesso gli interroganti chiedono che il Governo faccia conoscere se non ritiene di intervenire con la necessaria urgenza e con i mezzi adeguati non solo per assicurare all'azienda un sufficiente ed omogeneo carico di lavoro. per eliminare le ricorrenti voci di smembramento di essa, ma anche per esigere dalla Direzione un maggior impegno per una più efficiente organizzazione aziendale e l'assoluto rispetto degli accordi liberamente contratti e di tutti i diritti dei lavoratori e delle loro democratiche istituzioni, rispetto che non è soltanto un dovere costituzionale, ma anche una necessità aziendale, nel senso che non vi può essere efficenza produttiva là dove si fa offesa alle inalienabili libertà del cittadino lavoratore. »
F.to : MONTAGNANI
REPLICA DEL SEN. MONTAGNANI
Risposta del Senatore Montagnani al Sottosegretario dell'Industria e Commercio Brizza:
PRESIDENTE: Il Senatore Montagnani ha facoltà di dichiarare se è soddisfatto.
MONTAGNANI: Mi permetta, onorevole Sottosegretario, di dichiarare che la sua risposta non è persuasiva, anzi è piuttosto critica e nebulosa. Intanto, ella non ha fatto cenno alle situazioni produttive, e mi permetta di colmare la lacuna.
a 150 declassamenti, si sono ridotti i salari del 27 per cento.
Nel 1951 il cottimo era del 120 per cento sulla paga oraria, ma è stato ridotto al 70 per cento. L'orario per molte decine di unità è stato ridotto dalle 48 ore a 44 e a 40 ore, come del resto ha convenuto anche lei, onorevole Sottosegretario.
LA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO BRIZZA
COSI' VEDE LE COSE IL MINISTRO
Risposta data dal Sottosegretario per l'Industria e Commercio Brizza all'interpellanza fatta al Senato dal Senatore Montagnani sulla situazione della Sezione Breda Elettromeccanica e Locomotive: La «Breda Elettromeccanica e Locomotive» di Sesto S. Giovanni non ha effettuato, dal 1951 (anno della sua costituzione), alcun licenziamento a carattere collettivo. I movimenti della forza operaia sono stati e sono quelli ordinari, o per scadenza di contratti a tempo determinato o per svecchiamento. Una riduzione delle ore di lavoro è stata invero applicata per un diminuito gettito di ordinazioni, ma soltanto per pochi mesi ed in alcuni reparti. Infatti l'orario nei termini am-
messi dalla legge è stato ridotto nel marzo 1956 e, su una forza complessiva di 1.750 operai a 44 ore per 275 unità ed a 40 ore per 308 unità, mentre nell'ottobre dello scorso anno le 275 unità a 44 ore settimanali scendevano a poco più di 100, e le 308 unità a 40 ore settimanali scendevano a circa 50.
I rapporti con la Commissione Interna risultano normali, ed altrettanto normalmente si svolgono i colloqui fra i membri della medesima e la Direzione dello stabilimento sugli argomenti previsti dall'accordo interconfederale 8 maggio 1953. La Commissione Interna, inoltre, ha sempre ottenuto i permessi richiesti per lo svolgimento del mandato sindacale, al di fuori dello stabilimento,
La «Breda Elettromeccanica e Locomotive » è divisa in •tre settori: il primo settore produce macchine elettriche rotanti, materiali per trazione elettrica, trasformatori ad alta potenza; il suo carico di lavoro è scarso ed eterogeneo. Nel secondo settore si producono caldaie e carpenteria varia; il carico di lavoro è previsto per tre anni. Nel terzo settore, che produce parti meccaniche inerenti a macchine elettriche e motori a scoppio per trattori ed automotrici, la situazione è critica; si sta terminando la lavorazione di 50 trattori, e poi c'è un grosso punto interrogativo, una incognita preoccupante. Ci sono poi settori secondari. Il primo di essi produce valvole per le Ferrovie dello Stato e si trova in gravi difficoltà. Il secondo produce frigoriferi ed è in incertezza produttiva; il terzo, fonderia leghe, ha una situazione fluida. Come affronta la Direzione questa situazione produttiva? Dal 1951 all'atto della costituzione furono licenziati 1.320 lavoratori, si è proceduto con i riconoscimenti della regolare retribuzione, mentre per l'attività nell'interno dello stabilimento stesso ciascun membro della Commissione Interna fruisce, in alternativa con i colleghi, di due ore di permesso al giorno da trascorrere in un locale messo a disposizione dall'Azienda, sempre con il riconoscimento della regolare retribuzione. Non si ha notizia di misure liberticide che, a dire degli onorevoli colleghi interrogati, sarebbero state prese contro le maestranze e la loro Commissione Interna. Nè la situazione, presso la « Breda Elettromeccanica e Locomotive » di Sesto S. Giovanni, è tale che possa attribuirsi alla Direzione dello stabilimento una scarsa difesa della vita di essa azienda.
Parallelamente, come si usa sempre in tutte le aziende, siano esse direttamente dipendenti da privati o dallo Stato, si è scatenata una offensiva reazionaria che tende à trasformare lo stabilimento in una vera e propria galera. Si è mortificata la Commissione Interna fino al punto che essa non può rendere conto democraticamente del proprio operato.
I comunicati della Commissione Interna sono sottoposti alla censura della Direzione e la stessa Commissione è stata alloggiata fuori dalla fabbrica. Inoltre la Direzione continua nelle inadempienze contrattuali, come per esempio a riguardo del conglobamento, e usa illecitamente, illegalmente i contratti a termine che sono vietati dal C93:lice Civile.
Perchè avviene questo, onorevole Sottosegretario? Spettava a lei dirlo a noi che abbiamo interrogato. E' incapacità dei dirigenti? E' negligenza da parte dei dirigenti? Non lo so con precisione so soltanto che nello stabilimento di Sesto S. Giovanni circola la voce che alcuni dirigenti di questo settore siano interessati in altre aziende in concorrenza con la Breda e si è preoccupati del fatto che talvolta certe lavorazioni che si potrebbero fare nella Breda vengano fatte invece presso aziende private. Si sussurra inoltre che l'azienda deve essere ancora divisa in due; c'è il complesso, la mania della dicotomia nei dirigenti della Breda!
Certo è che le prospettive sono oscure, la produzione procede caoticamente e tutti i responsabili tergiversano, lei compreso, onorevole Sottosegretario. Comunque, riparleremo di questa questione qui in questa assemblea, soprattutto ne riparleremo di fronte ai. più diretti interessati, cioè i lavoratori della Breda.
La redazione è costretta ad aumentare il prezzo del giorna- le per poter sopperire alle spe- se. portandolo da L. 10 a L. 15 alla copia. Solo i lettori sono i sostenitori del Giornaletto di Fabbrica.
Lavoratori della preda, nelle vostre famiglie non manchi il «Lotta della Breda ». Collaborate inviando notizie dal vostro reparto. Sostenetelo!
E' la situazione produttiva che deve essere risolta
LA BREDA PUO' COSTRUIRE CASE VALENDOSI DELLA LEGGE 28-2-1949 r-
TERRENO E MATTONI NON MANCANO E' QUESTIONE DI BUONA VOLONTA'
Nel quadro dei problemi aziendali che interessano la vita della nostra fabbrica, da qualche anno a questa parte vi è l'accentuazione di uno di essi di notevole importanza per i suoi aspetti sociali, umani e morali: il problema della casa.
Vi sono dirigenti padroni d'azienda che sostengono di essere diversi dalle generazioni passate, cioè più moderni, con vedute più larghe, niù dinamici, più... democratici, il che significherebbe essere più capaci professionalmente e più sensibili sui piano sociale; anche questo aspetto, a parte i motivi umanistici, sarebbe di interesse aziendale.
Signori dirigenti, vi sta a cuore veramente la sistemazione di alloggio degli operai ed impiegati ancora in forza alla Breda?
Ebbene, l'articolo 11 della Legge 28-2-1949 N. 43 sull'LN.A.Casa vi dà la possibilità di costruire direttamente coi fondi versati quota parte, aziendadipendenti; in relazione al dispositivo di cui sopra, con questi fondi potreste soddisfare tutte le richieste che giacciono inevase ed oltre; vi sono anche le aree fabbricarmi e di conseguenza manca solo buona volontà e sincera sensibilità.
Questa è la strada, secondo noi, per fare l'interesse delle maestranze occupate senza
macchiarvi di una azione che non fa onore nè alla Breda nè a chi si è assunta la responsabilità di sottoscriverla, cioè a quelli degli sfrattati. Sappiamo che parlamentari e uomini di pubblica responsabilità sono stati investiti e si sono interessati della questione.
Noi lavoratori della Breda, consci del nostro dovere di solidarietà, non possiamo rifiutare il nostro contributo in difesa degli ex compagni di lavoro.
E' compito degli organismi di fabbrica porre sul piano della lotta e della rivendicazione il
problema del diritto a rimanere dove si trovano i pensionati, i famigliari dei Caduti; rivendicare il diritto per gli altri sfrattati di avere la seria garanzia di rimanere nelle loro abitazioni con tranquillità, finchè non troveranno una sistemazione adeguata ai loro mezzi; ed è compito degli stessi organismi di fabbrica porre con forza la richiesta di nuove costruzioni da realizzarsi usufruendo dei benefici di legge citati per soddisfare il fabbisogno di tanti nostri compagni di lavoro.
FRONTE DEI SIDERURGICI
La riduzione dell'orario di lavoro è avvenuta alla I.B.M. di Milano: 44 ore lavorate, pagate 48.
* *
E.N.I. (Ente Nazionale Idrocarburi): la riduzione è avvenuta per diversi gradi, a secondo del settore di produzione dei lavoratori.
* *
Le ultime notizie della crisi di governo sono che essa continua a svilupparsi in modo paradossale. Dopo 45 giorni e dopo il fallimento del primo tentativo di soluzione si è appreso proprio domenica 23 giugno che la crisi torna al punto di partenza. Il Paese brancola nel buio. Il solo dato certo è ancora una volta che un gover-
CONTRO LA FOLLIA ATOMICA
Chiediamo la sospensione degli esperimenti
In tutti i Paesi del mondo, i Sindacati hanno cominciato ad alzare la voce contro la follia suicida della corsa agli armamenti atomici. Nelle loro manifestazioni del Primo Maggio, com'è noto, i lavoratori della Gran Bretagna e del Giappone, della Germania occidentale e della Cina, degli Stati Uniti e dell'U.R.S.S., dell'Egitto e della Australia, hanno chiesto energicamente la proibizione immediata degli esperimenti con le bombe nucleari.
Non abbiamo parlato di quelle dei Sindacati giapponesi, e di quelli dell'U.R.S.S., dell'India, della Cina, dei paesi dell'Europa orientale: dappertutto è un crescendo di manifestazioni popolari, di autorevoli appelli, di Direttore Resp.: MARINO VANTI
Autorizzazione Tribunale di Milano
22-12-1954 con il N. 3536
« Tipografi Milanesi» - Sesto S. G.
lettere ai giornali, di preoccupate ammissioni, di drammatiche denunce. L'umanità non vuole morire.
Gli scienziati di tutto il mondo ritengono che il risultato di una grande guerra che facesse ampio uso delle armi nucleari sarebbe un disastro per tutto il nostro pianeta. Abitanti di tutto il mondo morrebbero, si ammalerebbero e diverrebbero storpi a causa della precipitazione della polvere radioattiva giù dalla stratosfera. Già la radioattività naturale provocata da raggi cosmici e dai materiali esistenti sulla terra arreca qualche danno all'organismo umano, ma oggi molti scienziati sono preoccupati per il moltiplicarsi delle nuove fonti di radiazioni. La preoccupazione dell'opinione pubblica si è ingigantita quando si è scoperto che l'intera atmosfera mondiale era divenuta sensibilmente più radioattiva.
no fondato sulla cosidetta solidarietà dei tre o quattro Partiti che si definiscono di centro non si può fare. Quando si dice che non esistono maggioranze oggi nel Parlamento, occorre precisare. Esiste in realtà la impossibilità di mantenere in vita le vecchie maggioranze orientate verso destra incapaci di rispondere alle richieste del Paese e alle situazioni nazionali ed internazionali. Esiste però un'altra maggioranza in seno alla quale i Partiti che rappresentano dieci milioni di lavoratori possono dare un decisivo contributo a sostegno di un governo che affronti almeno alcune delle questioni essenziali che ci sono davanti.
Per quanto ci riguarda, come lavoratori della Breda, chiediamo che le condizioni di vita della fabbrica siano cambiate, si rispetti la libertà e si diano salari adeguati e corrispondenti al maggiore rendimento.
Alla Cogne Siderurgica, azienda del gruppo è stato pure ridotto l'orario di lavoro a parità di salario.
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Situazione attuale circa la settimana lavorativa nel settore siderurgico nei principali Paesi del mondo:
Sud Africa, Polonia Irlanda: orario di lavoro 46 ore settimanali.
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Inghilterra, Lussemburgo, Messico, Argentina: si lavora 44 ore settimanali.
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Canadà, Olanda, URSS: 42 ore alla settimana.
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Bolivia, Stati Uniti, Australia, Francia: l'orario è di 40 ore settimanali.
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