Anno III - Milano - Aprile 1957 - N. 1
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Prezzo L. 10
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PERIODICO DEI LAVORA TORI. DELLA BREDA PREPARIAMOCI PER UNA GRANDE AZIONE UNITARIA
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VERSO IO SCIOPERO NIUMNIIEE
A tutti
i lavoratori
UNITARIO DEI SE11111151(1 Dalla fase di studio e di dibattito, i Sindacati si apprestano a passare alla fase della lotta per aprire la trattativa sindacale su quello che è uno dei problemi di fondo dei lavoratori siderurgici: la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. In data 25 febbraio 1957, la Segreteria Nazionale della F. I. O. M. avanzava la richiesta alla Associazione Industrie Siderurgiche Italiane per discutere il problema ormai divenuto indercgabile per una riduzione dell'orario da 48 ore a 40, senza diminuzione di paga. Nelle scorse settimane si è anche riunito l'Esecutivo Nazionale della C.I.S.L. il quale si è dichiarato d'accordo nell'appoggiare la rivendicazione che avanzano i lavoratori siderurgici, lasciando intravvedere la possibilità di una adesione della C.I.S.L. ad un'azione unitaria da concordarsi fra le organizzazioni sindacali, per passare all'azione concreta. Infatti non è più possibile ignorare la legittimità di questa richiesta dei lavoratori, quando si pensa che la produzione alla Breda (tanto per fare l'esempio che ci interessa più da vicino) è passata da 115 mila Tori. nel 1953, a 228.000 Ton. nel 1956. E ciò mentre si determinava una diminuzione di circa il 20% delle maestranze. Con un conseguente aumento dei profitti padronali rispettivamente negli anni 1952-53-54-55 di 44-75-97-121 milioni. Analoghe situazioni si sono potute registrare nelle altre industrie siderurgiche. « Ne è conseguito cosi un aumento della gravosità del lavoro, e dove anche il lavoro non è divenuto più pesante, per i miglioramenti tecnici apportati, rimane pur sempre una delle attività più gravose e più pericolose fra quante se ne trovano nell'industria ». Ne fanno fede il numero di lavoratori che si infortunano e che sono costretti ad interruzioni di lavoro a causa di malattia. Vi è qui peitanto una esigenza umana e civile di far partecipare questi lavoratori ai vantaggi che derivano dall'aumento della produttività del lavoro, i quali purtroppo finora sono finiti nelle tasche dei
soli azionisti, che mai hanno afferrato la vergella con le pinze o sfacchinato intorno ai forni di colata. Di fronte a questa esigenza nessun sindacalista può tirarsi indietro. Abbiamo letto ad esempio su un settimanale locale di Lodi alcune dichiarazioni del Segretario della Federazione Italiana dei Metalmeccanici aderente alla C.I.S.L. Franco Volontè. Non sappiamo se il Volontè ha pubblicato tali dichiarazioni su altri organi di stampa a più ampia tiratura, comunque ci interessa sottolineare una posizione di principio sulla quale i dirigenti della C.I.S.L. dichiarano di ispirarsi. Dice il Volontè: « Abbiamo più volte affermato, come organizzazione sindacale democratica, che saremo sempre disposti a mantenere l'azione rivendicativa nei limiti registrati dagli incre-
menti della produttività. Però come ho più sopra notato il tasso di produttività si è accresciuto da 100 a 161,4, i salari nominali, compresi gli assegni famigliari si sono, accresciuti nello stesso periodo da 100 a 119,7 e i salari reali da 100 a 106.
Da queste cifre risulta il grave squilibrio fra i due termini di paragone che fra di loro dovrebbero essere comparabili ». Di qui nasce appunto la necessità di un'ampia azione unitaria non solo, a nostro avviso, per la riduzione dell'orario di lavoro, ma anche. per la conte trattazione del rendimento del lavoro e degli organici. Non dimenticando che trattandosi di una fabbrica che fa capo al Ministero delle partecipazioni Statali, questi problemi devono trovare una soluzione pronta ed onesta che serva di esempio alle industrie private.
ALLA BREDA SIDERURGICA
Prossime elezioni A giorni i lavoratori della Breda Siderurgica andranno alle urne per eleggere la nuova Commissione Interna. Purtroppo sembra che quest'anno i Sindacati si presentano con le rispettive liste ed un proprio programma. Indubbiamente non possiamo essere soddisfatti; eravamo fiduciosi che si arrivasse ad un comune accordo sia per quanto riguarda la lista e per quanto concerne il pro4ramzna rivendicativo. Codesta situazione di divisione non può essere di buon auspicio; fidiamo pertanto che da parte dei Sindacati e della C. I. stessa vi siano ulteriori tentativi per arrivare almeno ad un programma comune i cui punti, a nostro avviso, dovrebbero essere i seguenti:
riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario; -- portare le ferie da due a tre settimane; eliminare i contratti a termine; - elevare il cottimo in riferimento all'aumento della produzione; contrattazione degli organici. A questi si aggiungono altri problemi, non meno importanti, del tipo della salvaguarda del posto di lavoro per coloro che rientrano dopo la malattia e per i colpiti da discriminazioni politiche e sindacali. Su questo programma, che rispecchia fedelmente le aspirazioni dei lavoratori, crediamo non vi possano essere obiezioni di sorta, da cui la possibilità di una intesa.
W IL 25 APRILE LAVORATORI, PARTECIPATE ALLE MANIFESTAZIONI INDETTE DALLA GLORIOSA ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA
Il nostro è un giornale lavoratori della Breda e di favorire l'unità d'intesa di tutte le tendenze che si manifestano nella nostra fabbrica, perchè non avvenga che la polemica ideologica, sindacale o d'altro genere possa presentarci divisi di fronte al padrone. Quindi le nostre pagine saranno aperte a tutti; ognuno potrà esprimere liberamente il suo parere, anzi è un invito che noi facciamo: più operai e impiegati partecipano, più il giornale diventa strumento di orientamento e di unità. Intendiamo precisare, inoltre, che non vi saranno preclusive di sorta, ognuno potrà benissimo e-sprimersi su questioni di carattere politico-economico, sindacali e sociali. Per cui ad una lettera - in redazione la quale esalta la vittoria del Partito Comunista a Lecco, a Cremona ecc.... può benissimo far seguito quella del cattolico . aderente alla C.I.S.L. su altre questioni, oppure in polemica purché il tutto, beninteso, rimanga su un terreno di reciproco rispetto. Noi siamo dell'avviso che quando le osservazioni, le polemiche sono fatte in modo obiettivo e la critica assume un aspetto costruttivo, le maestranze della Breda non potranno che trarne giovamento. E' in questa atmosfera che si trova l'unità d'intenti e si mettono alle strette i nemici della classe operaia. Il nostro giornale prenderà inoltre netta posizione ogni qual volta in fabbrica avverranno discriminazioni di qualsiasi genere e non vi sarà padrone che potrà soffocare la nostra voce di denuncia e di protesta. Lavoratori, sostenete quindi il vostro giornale, collaborate con esso, denunciate e segnalate le angherie che vengono commesse, esprimete i vostri punti di vista su tutti problemi insoluti, fate del giornale l'organo unitario di tutta la fabbrica.