Prezzo L. 10
Anno il - Milano - Gennaio 1956 - N. 1
Lotta della Breda
Periodico dei lavoratori della E3reda
La Commissione d'Inchiesta nelle Fabbriche il 10 gennaio. Insediatasi a la Commissione Parlcmeware d'inchiesta ha iniziato il suo lavoro nelle fabbriche prescelte. Diecine e diecine di livorateri si rivolgono ogni giorno ad ezsvi par essere ascoltai, memoriali, libri bianchi, documeat ,:zioni verga:lo rimessi ai parlamentari affine' è a biano una visione esatta e validamente documentata di quanto avvie::e nei luoghi di lavoro. Lo scopo essenziale della Ccmmissione d'Inchiesta — ha d'chicrato l'on. Carlo Venegoni, membro della Commissione che opera a Milano — è quello di mettere in luce la realtà esistente nelle aziende e di avanzare concrete proposte per garantire ai lavoratori le libertà fondimentali anche sui luoghi di lavoro .. Una particolare attenzione sarà dedicata (Mia Commissione parlamentare alle C. /.: alla loro elezione, ai loro rapporti con i lavoratori e con le direzioni aziendali, al pieno rispetto dei poteri che il relativo accordo intereonfederale loro attribuisce. La Commissione d'inchiesta ha gli stessi poteri delle autorità giudiziarie ed ogni rappresaglia o intimidazione contro coloro che si rivolgo. no alla Commissione d'Inchiesta o che da essa vengono interpellati è un grave reato perseguibile a termini di legge. La nostra fabbrica ha molte cose da dire e da far conoscere alla Commissione d'Inchiesta. Il regime creato da noi ad opera dei grossi dirigenti è un'offesa grave e permanente ai diritti fondamentali dei lavoratori sanciti dalla Costituzione. Nella nostra fabbrica vige il principio della discriminazione, della persecuzione sfacciata contro chi non la pensi come il padrone o al padrone non si sottomette. Nella nostra fabbrica sono avvenuti casi che rappresentano altrettanti atti d'accusa verso i dirigenti della fabbrica. Sono casi clamorosi ma non isolati. Assieme ad essi innumerevoli altri non meno gravi ne sono accaduti e ne accadono. Tutti ricordano il caso dell'operaio Saronni, membro della Commissione Interna della quarta Breda che da 15 anni lavorava al reparto acciaieria e che venne spostato arbitrariamente nel piazzale ove subì un grave incidente e perdette una gamba. Tutti sanno che lo spostamento avvenne per rappresaglia politica contro un lavoratore che non faceva altro che esercitare i diritti proclamati dalla Costituzione o sanciti dal contratto di lavoro.
Nessuno ha dimenticato che l'operaio provetto Colombo, membro della C 1. della terza Breda venne licenziato perchè diffondeva, fuori dell'orario di lavoro, il nostro giornale, il giornale dei lavoratori della Breda. Innumerevoli altri casi sono avvenuti e tuttora avvengono alla Breda, nella gloriosa fabbrica che così ge-
nerosamen:e a contribuito offinchè in Italia fossero restaurate le libertà demacraticie. I lavoratori deila Breda seguano con viva attenzione il lavoro della Commissione Parlamentare d'Inchie• s'a, ad essa d-ranno tutto il loro appoggio affinchè il processo ai padroni vena fatto fi: o in fondo e le loro
illegalità vengano documentate in maniera schiacciante ed inconfutabile. Ma i lavoratori della Breda sanno che il lavoro della Commissione di Inchiesta sarà tanto più efficace quanto più sarà affiancato dall'azione uni. taria, dalla lotta per la difesa dei diritti e per migliori condizioni di vi-
ta e di lavoro da parte della classe operaia italiana. Anni e anni di lotte e di esperienze hanno insegnato ai proletari che il riscatto del lavoro, come dice la nostra vecchia canzone, dei suoi figli opera sarà. MARINO VANTI
ft lla Breda Siderurgica si vota Nei giorni 31 gennaio e 1° febbraio avranno luogo le elezioni ner il rinnovo della C. I. alla Breda Queste votazioni assumono una importanza particolare per il fatto che hanno luogo in una grande fabbrica, di oltre dipendenti, facente par te al gruppo IRI. Non è un mistero infatti che i problemi delle industrie
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cipio come la fine delle discriminazioni e delle prepotenze e come l'inizio di una attività che sottragga le industrie IRI al controllo, diretto o mascherato, del monopolio privato. Alla Breda IVa poi le condizioni di lavoro diventano di giorno in giorno insopportabili, nonostante la cam• pagna della CISL tendente a presen-
si è lavorato. Alla Pirelli i lavoratori dormono tutto il giorno, e così all'Alfa Romeo e in tutte quelle fabbriche (la stragrande maggioranza) che hanno una C. I. a maggioranza
FIOM. Questa propaganda, oltre ad essere offensiva e ridicola, dimostra di non tener in nessun conto l'intelligenza e la dignità delle maestranze. Ma il fatto più grave è che viene adoperata, con larghezza di mezzi, da direzioni che maneggiano i soldi dello Stato, dei contribuenti italiani. Ed è meschino che dei sindacati che si dicono • liberi » accettino un aiuto del genere. La realtà è ancora la stessa. Si vuole instaurare nei luoghi di lavoro la legge fascista del • padrone ha sempre ragione .. Si vuol aumen-
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F. I. O. M. Lista N. 3 tare, sulle spalle dei lavoratori, il
L'On. Carlo Venegoni a colloquio con un operalo IRI si pongono in modo diverso dal modo che si pongono per le industrie private. Il comportamento dei vari Pizzo e Lazzari, a differenza di quanto avviene per i veri Pirelli o Falk, deve rispondere a principi ben definiti. Uno di questi principii è quello enunciato dal Presidente Gronchi all'atto della sua investitura, laddove parlava dell'e inserimento dei lavoratori nella direzione della vita politica ed economica nazionale .. I lavoratori della Breda Siderurgica interpretano questo prin-
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tare la Breda come una specie di paradiso terrestre dei lavoratori. Le ingiustizie, il taglio dei cottimi arbitrario, la riduzione degli organici, il supersfruttamento sono all'ordine de) giorno. In questi giorni pre-elettorali arrivano in casa dei lavoratori strane lettere. La cosa più evidente è che queste lettere sviluppano sino alla noia questo vecchio e usato argomento: • Dove c'è una C. I. a maggioranza FIOM non ci sarà lavoro .. Sicchè a dar retta a questi discorsi alla Breda IVa in questi anni non
profitto aziendale e net- questo si ha bisogno di C. I. deboli, addomesticate. Si vuol abituare la classe operaia alla rassegnazione. Ma le cose non vanno come predicano i teorici del • paradiso delle relazioni umane ». Le lotte unitarie dei lavoratori sbarrano il passo all'arbitrio, pongono in evidenza problemi e soluzioni di interesse nazionale. Se oggi il Parlamento mette sotto accusa la classe padronale (direzioni IRI comprese), questo lo si deve non al piagnisteo, ma alle rivendicazioni, alle lotte per migliori condizioni di vita. Da quest'esempio si trae la conclusione che il mondo del lavoro non può mirare a soluzioni miracolistiche. Deve farsi avanti lottando con energia e intelligenza. Deve avere una C. I. cosciente e onesta che non scende a mercanteggiare le rivendicazioni, che pretenda, sulla base della propria forza unitaria, un maggior rispetto delle sue funzioni.